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Antichi mulini a Zogno

Fonte note storiche : Giuseppe Pesenti (www.pesentigiuseppe.it)

Fonte Video : Bettinelli Cristoforo e R.T.E.  (rtecris@tin.it)

 

Storia della roggia Traini

(Nota preliminare: questo saggio storico è stato raccolto nel volume dello stesso autore “Le Rogge di Zogno”, capitolo: Roggia Traini)  

 

Nino fustinoni

Da quando nel dicembre 1992 ha cessato l’attività il noto Mulino del Capo del sig. Nino Fustinoni sito in via A. Locatelli a Zogno, attivo in modo intermittente solo per tenere gli ingranaggi “allenati” e per ritardare la disgregazione finale, anche la roggia Traini, le cui acque azionavano le macine di quel mulino, ha visto scemare definitivamente la sua funzione.
Ferite gravi alla vita di questa roggia erano state inferte, per essere più esatti, già qualche tempo fa con la chiusura della cartiera Lucca nella primavera del 1985 e ancora prima con la chiusura della segheria di Lorenzo Ruggeri nel 1955 circa, posta presso il ponte vecchio di Zogno nella contrada che da questo opificio ha preso il nome: “la Rasga”.
Per la verità anche oggi questa roggia svolge in qualche modo una funzione ma si tratta di un compito decisamente indecoroso e umiliante: raccogliere, non senza rischi per l’igiene pubblica, gli scarichi fognari che provengono da varie parti del centro del paese e dirottarli nel Brembo. Questa condizione di declassamento e di trascuratezza induce senza dubbio una sensazione di tristezza e di malinconia nelle persone di una certa età che hanno ancora vive negli occhi le immagini della ricca vita che si svolgeva attorno a questa roggia. Questa tristezza si accentua ancora di più tuttavia se si pensa al passato a dir poco glorioso che questa roggia ebbe per l’importante ruolo che essa svolse nell’economia di tutto il paese non solo nella prima metà del secolo in corso  ma anche in numerosi secoli passati come si descriverà tra poco.
Già Bortolo Belotti nella sua Storia di Zogno fece qualche cenno alle vicende della roggia Traini ma il fatto che abbia dedicato in complesso tre pagine scarse all’argomento (1) lascia intendere che egli non approfondì il problema sottovalutandolo. In realtà in tutti i secoli del passato, anche lontano, non solo le famiglie economicamente più influenti di Zogno ma anche importanti personalità ed aziende esterne alla comunità zognese, in certi casi estranee al territorio brembano e addirittura a quello bergamasco, si scontrarono giuridicamente, politicamente e a volte fisicamente per avere la proprietà di uno o più opifici di questa roggia o per acquisire una quota dei diritti allo sfruttamento delle sue acque. E in effetti la nostra storia si apre descrivendo uno di questi poderosi scontri di interessi. mulino
Con la scoperta dell’energia elettrica e con l’invenzione del motore elettrico asincrono a corrente alternata, avvenuta nel 1885, apparve subito evidente agli industriali dell’epoca il vantaggio di poter sostituire l’energia meccanica fornita dall’acqua o dai primi rudimentali motori a vapore con questa nuova forza che poteva essere trasportata facilmente anche a grandi distanze dal luogo in cui era prodotta. L’unico presupposto per utilizzare questa forza era di generarla per mezzo di centrali elettriche che sfruttassero cadute naturali o artificiali delle acque dei fiumi e poi trasportarla con fili di rame in qualsiasi località dove essa servisse. Subito numerose imprese lombarde pensarono di sfruttare i ricchi fiumi del territorio bergamasco con questi scopi.
Già prima della fine del XIX secolo la società milanese Gadda & C., rappresentata dal consigliere e amministratore delegato Ing. Ettore Conti, nato e residente a Milano, aveva chiesto alla Regia Prefettura di Bergamo la concessione di poter derivare con un canale le acque del Brembo a monte del punto origine della roggia Traini per costruire una centrale elettrica destinata ad azionare varie industrie milanesi. Naturalmente la nuova tecnologia prevedeva di realizzare un cospicuo sbarramento sul Brembo che avrebbe impedito il trasporto dei tronchi d’albero lungo il fiume e che avrebbe arrecato senza dubbio qualche difficoltà anche alla roggia Traini.

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