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Tennis By Scaglia

Il modello Futura fu un altro modello di legno della Scaglia, legno a vista sulla testa del telaio e sulla base del manico, il resto fibra verniciata in nero

SCAGLIA, Brembilla

Peroiodo di produzione 1970 ca – 2001 ca

L’azienda milanese, specializzata in accessori per macchine tessili sin dalla fine del secolo scorso, è arrivata nel mercato del tennis intorno agli anni ’70. Ma nell’azienda tessile il tennis era di moda già nel 1920. Dopo la prima guerra mondiale Camillo Scaglia che, insieme ai fratelli Giacomo, Nino e Fiorindo, aveva assunto la direzione aziendale ebbe l’idea di costruire un campo da tennis in terra battuta per il suo sport preferito all’interno del recinto aziendale. Nell’area della fabbrica, che allora risiedeva a Brembilla (Bg), su questo campo da tennis “di famiglia”, i quattro fratelli Scaglia, nelle ore libere si sfidavano a più non posso. Il tennis entrò di prepotenza nel meccanismo produttivo della ditta all’inizio degli anni Settanta. In un momento di crisi del settore tessile, i fratelli Scaglia volsero lo sguardo verso il vecchio campo da tennis: quello che era un hobby poteva essere l’idea giusta per sfruttare l’esperienza e la tecnologia dell’azienda. La nuova ditta “Tennis by Scaglia” iniziò la produzione di telai in alluminio completamente realizzati nello stabilimento. Il primo racchettone italiano è firmato Scaglia, si chiamava “301” in alluminio verniciato scuro. Contemporaneamente venne realizzato un mid-size, sempre metallico, il modello “201”, un modello che ha fatto epoca negli anni ’70. Scaglia fu tra le prime aziende a cercare nuove soluzioni, prima dell’avvento dei telai in fibre composite, costruendo un telaio mid-size in legno grafite, al tempo una realizzazione d’avanguardia. La produzione di questo telaio era stato affidato alla Castle di Castelfidardo così come gli altri telai di legno. Successivamente arrivarono anche i modelli 100% grafite – tra i quali uno firmato “Panatta” – e anche fu dato spazio ai modelli “profile”. La ricerca tecnologica e l’uso di materiali sempre più aggiornati, assieme alla sponsorizzazione di Adriano Panatta dimostrano che la ditta fece il possibile per mantenersi nel mercato nel migliore dei modi. Il marchio milanese però è legato ad un altro attrezzo indispensabile nel tennis moderno: la macchina incordatrice elettronica. Questo accessorio, progettato e realizzato a Brembilla rivoluzionò il vecchio sistema di incordatura manuale e riportò un successo a dir poco straordinario. Nel 1983 furono venduti in Italia 1000 di questi macchinari. Dopo alterne fortune il marchio Scaglia fu eliminato nelle racchette nel 2001. Le ultime racchette, costruite in estremo oriente portano il marchio Australian. Nell’albo d’oro sportivo della ditta: la vittoria di Narciso agli juniores di Wimbledon con una racchetta Scaglia ed una finale ai campionati assoluti raggiunta da Claudio Rorich impugnando un racchettone “301”.

 

Il modello Futura fu un altro modello di legno della Scaglia, legno a vista sulla testa del telaio e sulla base del manico, il resto fibra verniciata in nero

Il modello Futura fu un altro modello di legno della Scaglia, legno a vista sulla testa del telaio e sulla base del manico, il resto fibra verniciata in nero

Revival, sette strati di legni pregiati nel più importante dei modelli di legno della Scaglia, nato nel 1975.

Revival, sette strati di legni pregiati nel più importante dei modelli di legno della Scaglia, nato nel 1975.

 

 

 

 

 

 

 

 

Marchio Scaglia

Marchio Scaglia

Scaglia Graphite.

Scaglia Graphite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incordatrice manuale Scaglia

Incordatrice manuale Scaglia

Incordatrice Scaglia

Incordatrice Scaglia

2 Commenti su Tennis By Scaglia

  1. Io ho ancora due racchette Scaglia e avevo (perchè adesso è scappata…) una polo bellissima firmata Scaglia.

  2. HO UNA RACCHETTA SCAGLIA IN GRAFITE IN OTTIME CONDIZIONI DA VENDERE.MODELLO ADRIANO PANATTA CT GRAPHITE BORON PER CHI FOSSE INTERESSATO…

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