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Copia,incolla che ti passa.La nuova moda delle catene di Sant’Antonio di Facebook

Facebook linee guida articoli 111 112 e 113

 

A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette l’uso di informazioni personali, Io sottoscritto XXXX YYYY dichiaro quanto segue: oggi, 09/09/2015, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, video, testi, ecc… postati sul mio profilo. Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d’autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Milano). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l’utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell’aggiornamento proprio profilo.

 

Quanti di noi hanno letto questo aggiornamento di stato su Facebook?Quanti di noi lo hanno copiato come se fosse vero,attenendosi alle istruzioni date dal messaggio?

Questa bufala,vecchia da ottobre 2014,è tornata prepotentemente in vogue negli ultimi giorni:Innanzitutto bisogna sapere cos’è la catena di Sant’Antonio.Wikipedia ci dice che “Una catena di sant’Antonio è un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. È considerato un tipo di meme“.Quindi la sua utilità è alquanto dubbia.Questo messaggio sulla privacy,per quanto ben scritto,in realtà è palesemente falso.Ecco perchè.

Fantomatica tutela della proprietà intellettuale – Con la dichiarazione l’iscritto rievocando gli articoli 111, 112 e 113 del Codice civile tutelerebbe la proprietà intellettuale di informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi postati sul proprio profilo personale. Grazie al post, Facebook sarebbe costretta a chiedere il consenso dell’iscritto per un utilizzo del materiale a fini commerciali.Nulla di più falso.Nessuno ha mai avuto bisogno di autorizzare per iscritto che le proprie notizie ed i post pubblicati sul proprio profilo possano essere condivisi od utilizzati da terze parti:si sa benissimo che il social di Zuckenberg è un ‘autentica tomba della privacy,dove l’unico mezzo possibile è non pubblicare,oppure farlo con l’impostazione della privacy del post su “Solo io”.Pubblicando il post che l’utente decide di mostrare al proprio pubblico,ha già dato il proprio consenso a poterlo riutilizzare a chi vorrà farlo.E poi già di per se il messaggio è ingannevole:quando mai copiare il messaggio una serie di volte sarebbe la soluzione ai nostri problemi?Ma mi faccia il piacere,come diceva Totò..Ma ora prendiamo in esame alcune(non tutte!) delle catene più famose che animano questo mondo virtuale.

 

CONDIVIDI SE HAI UN CUORE .Ma le catene forse più terribili sono le cosiddette “catene del dolore”,che sfruttano la sensibilità di molti utenti per aumentare le condivisioni ed aver visibilità sempre maggiore:un giro crudele che però fa sempre affari:quante volte navigando nel social troviamo link e foto di bambini denutriti e moribondi,ma anche di animali massacrati e mal ridotti?La scritta è sempre la stessa per tutti:condividi se hai un cuore.E tanta gente dimostra di avere un cuore,o forse solo per mettersi a posto con la coscienza,condivide.Senza rendersi conto che diffonde solo altro dolore facendo il gioco dei creatori del link.Non è avere lo stesso messaggio in bacheca da moltiplicare che si salva la vita ad un bambino,ad un animale o a qualsiasi essere vivente in difficoltà.La foto di Aylan,il bimbo siriano morto sulla spiaggia,è una tacita catena di Sant’Antonio ad esempio.Inutile nasconderlo.Forse s’incrementa solo il portafoglio e la notorietà di chi li ha creati.Stessa categoria anche i link o le pagine che appaiono subito dopo la morte di un personaggio in vista con l’immancabile R.I.P. o con il nastro nero o la candela da apporre nel proprio profilo per ricordare le vittime di una strage.Che hanno bisogno di una preghiera e di un ricordo,ma non di nastri neri,bianchi,rossi condivisi magari solo per essere in pace con se stessi.O perchè così fan tutti.

 

LE CATENE TAGGATRICI. Moda ora un po’ in disuso,ma c’è da giurarci che tornerà attiva quanto prima.Nel senso, arriva un nostro contatto, si presume uno che conosciamo anche nella vita fuori dai social network e ci tagga in un suo post in cui sciorina la propria lista dei libri che gli hanno cambiato la vita. Il nostro essere taggato non è tanto per sapere quali sono questi libri, quanto perché la palla ora passa a noi, che a nostra volta dobbiamo pubblicare lista dei dieci titoli, ringraziare chi ci ha nominato, e taggare chi ci pare. Una sorta di Ice Bucket Challenge senza acqua ghiacciata e scopo benefico. Un modo anche carino per pensare a quali libri, in effetti, hanno cambiato la nostra vita, se viviamo bene il rapporto coi libri. Un modo per farsi grossi, e via a sciorinare titoli improbabili, magari in lingua originale, se il rapporto coi libri lo viviamo come un modo dimostrare non so bene quale status, non proprio serenamente.Queste almeno sono catene carine ma un po’ rompiballe.Chi la riceve può decidere di proseguirla,o,opzione consigliata,di tagliarla e non dare più risposta.

DIMMI COME CI SIAMO CONOSCIUTI.“Ho un bel po’ di contatti, ma chi tra questi sono davvero amici? E chi invece segue solo per leggere le notizie? Voglio vedere per chi l’amicizia è importante come lo è per me. A te che leggi, ti ringrazio di essere parte della mia vita! Adesso per favore scrivi una sola parola per descrivere come ci siamo conosciuti: non condividere, ma rispondi poi con una parola… Poi ti manderò il testo da condividere sulla tua bacheca. Ricorda: UNA parola.. “Altra catena un po’ rompiballe è questa,che troviamo ogni tanto nella bacheca di un amico.Serve per testare forse l’effettiva utilità del contatto,ma guai a provare a rispondere al messaggio:vi trovereste in chat lo stesso messaggio da copiare a qualcun altro e così via.Ovviamente evitando di continuare il giochetto non succede niente:la catena si spezza,e chi vuol rimanere contatto,resta comunque.Anche senza bisbigli su Messenger.

CONDIVIDI,TI PORTERA’ FORTUNA. Le catene più stupide,in quanto seguono la modalità delle “catene del dolore”,ma non prevedono la copia da contatto a contatto,si può solo decidere se copiarlo o no:esempio,viene pubblicata un’immagine di un fiore,ma soprattutto di animali domestici quali cani e gatti in situazione giocosa o in atteggiamenti teneri,seguendo un’ipotetica pista che porta alla fortuna.Ovviamente la fortuna non arriva certo con la condivisione,ma uno strappo alla regola si può fare in questo caso.Preferisco dare visibilità a chi mette foto di gattini pelosi,piuttosto che di bimbi morti.

STATUS BIMBOMINKIA Questi non sono vere e proprie catene,ma il meccanismo che li muove è simile a qullo di una catena:ragazzi di solito intorno ai 14-16 anni pubblicano un aggiornamento di stato breve che induce a mettere like:cose tipo”al primo che mette m piace scrivo in bacheca”,”a 10 mi piace do un voto a tutti”,”se metti mi piace ti scrivo quanto tu sia importante x me”.Ovviamente lo scopo è quello di catturare il maggior numero di contatti possibili,magari il tipo o la tipa di cui si è segretamente innamorati/e.Ho provato a mettere il like ad una di queste giovani fanciulle di 15 anni ad esempio,ma non essendo nelle sue compagnie e nelle sue preferenze non mi ha scritto come promesso dicendomi che ero un figo.Ed il mio era il decimo like,mannaggia.

(*Immagini e parti di testo del primo paragrafo riprodotti e rielaborati da altri siti internet)

Informazioni su diego80 (1950 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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