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Un ragazzo di città in Alpe Cantedoldo

Questo servizio è tratto da un reportage bellissimo fatto dall’amico Ettore Ruggeri (Rugetor) il 15 e 16 Luglio 2014 e pubblicato sul preziosissimo www.valbrembanaweb.com.

Ringraziamo Ettore per averci concesso di pubblicare questo suo reportage e se volete conoscere qualche cosa di più sulla sua arte, o semplicemente volete godervi un pò di bellissime fotografie in santa pace qui troverete ciò che state cercando :

http://www.panoramio.com/user/3100985?comment_page=1&photo_page=1

https://imageshack.us/user/rugetor

 

Un ragazzo di città in Alpe Cantedoldo :

Dario è un ragazzo di diciassette anni, abita a Milano e studia agraria, da qualche anno il suo sogno nel cassetto è quello di trascorrere una stagione in alpeggio. I nonni paterni di Dario sono originari di Poscante, nel 1970 si sono trasferiti in centro a Milano, ma ogni anno, prima con i figli e poi con i nipoti, ritornavano d’estate nel loro paese natale. Agli inizio di quest’anno Dario ha contattato Giacomo Paganoni, titolare di una azienda agricola di Trabucchello di Isola di Fondra, che da un paio d’anni pratica la monticazione sull’Alpe Cantedoldo durante il periodo estivo. E’ salito in alpeggio con Giacomo e Marta il 15 giugno e farà ritorno a casa il 24 agosto. Lo scetticismo e la preoccupazione dei genitori per questa sua scelta è sparito quando, dopo una settimana, salendo all’alpeggio per portare il ricambio settimanale, hanno rivisto il loro figlio; sereno e felice tra i monti. Ora sono convinti che questa esperienza influenzi in modo positivo le sue scelte future. Queste le parole di sua madre Irene: “Mio figlio, ha sempre amato la natura. Sin da piccolo raggiungeva la casa dei nonni e in estate sentiva parlare di fieno e semina. Ha talmente assorbito tali argomenti e stili di vita che la sua maestra “vedeva” bene Dario correre libero in un grande prato. Si è cosi realizzata una parte dei suoi desideri”. Suo padre Orlando è un mio amico di lunga data, e da quando mi ha riferito che Dario è finalmente salito in alpeggio, ho pensato bene di trascorrere una giornata intera con lui per documentare questo suo sogno.

Con mia moglie Marisa e qualche amico del CAI Zogno salgo in auto verso il Passo San Marco, alle 8:30 in prossimità della Casera Ancogno, li saluto e mi incammino sul sentiero in direzione del Dosso Gambetta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre il primo pascolo una bella vista sull’Alpeggio Cantedoldo, sito sull’estremità ovest del dosso che separa la Val Mora dalla Valle di Mezzoldo. Il pascolo si estende su una superficie di circa 46 ettari, da quota 1350 a 1700 m.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dosso Gambetta - Il bergamì che conduce questo alpeggio ha raggiunto i novant'anni, sale da Talamona (Valtellina) dal lontano 1932.

Dosso Gambetta – Il bergamì che conduce questo alpeggio ha raggiunto i novant’anni, sale da Talamona (Valtellina) dal lontano 1932.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruna Alpina

Bruna Alpina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scendo al caseificio, ecco Dario sorridere come non mai.

Scendo al caseificio, ecco Dario sorridere come non mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacomo Paganoni, attore di questo rituale antico, gestisce un'azienda agricola a Trabucchello di Isola di Fondra, la sua passione per questa attività la si percepisce subito dalle prime parole che scambio con lui, nei suoi gesti e nel suo modo di fare ... un vero gentiluomo d'alpe. Marta, la sua compagna, condivide con lui l'amore per questa vita veramente speciale.

Giacomo Paganoni, attore di questo rituale antico, gestisce un’azienda agricola a Trabucchello di Isola di Fondra, la sua passione per questa attività la si percepisce subito dalle prime parole che scambio con lui, nei suoi gesti e nel suo modo di fare … un vero gentiluomo d’alpe. Marta, la sua compagna, condivide con lui l’amore per questa vita veramente speciale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il latte viene scaldato ad una temperatura di 37°C, poi si aggiunge il caglio per ottenere dopo circa 20/30 minuti la cagliata, che si rompe prima grossolanamente con la spada poi con la spanarola ed infine con lo spino (denominato in dialetto spì).

Il latte viene scaldato ad una temperatura di 37°C, poi si aggiunge il caglio per ottenere dopo circa 20/30 minuti la cagliata, che si rompe prima grossolanamente con la spada poi con la spanarola ed infine con lo spino (denominato in dialetto spì).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente si effettua una semicottura della massa caseosa fino a raggiungere i 49°C, con la premura di tenere sempre mescolata la cagliata fuori fuoco (si usa la rotella e l'agitatore).Raggiunta la temperatura si toglie la coldera dal fuoco. Si aspetta circa una mezz'ora che la cagliata si rapprenda.

Successivamente si effettua una semicottura della massa caseosa fino a raggiungere i 49°C, con la premura di tenere sempre mescolata la cagliata fuori fuoco (si usa la rotella e l’agitatore).Raggiunta la temperatura si toglie la coldera dal fuoco. Si aspetta circa una mezz’ora che la cagliata si rapprenda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 10:00 - Dario, con la scùa de bròc, pulisce il pavimento della stalla.

Ore 10:00 – Dario, con la scùa de bròc, pulisce il pavimento della stalla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le bovine all’alpeggio, oltre godere della benefica influenza di un’ambiente ossigenato e sano, di una alimentazione aromatica e della ginnastica funzionale, elementi tutti che influiscono sull’organismo e in modo speciale su quello del sistema vascolare, linfatico e nervoso- che costituiscono una base fondamentale dell’attitudine lattifera – oltre godere di tutto ciò, trovano un’ elemento ancor più importante…. erba in abbondanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacomo estrae con la pàta la cagliata dalla caldaia (coldèra), dopodiché la si mette nella fascera per spurgare il siero in eccesso. Si effettuano poi adeguate pressature.

Giacomo estrae con la pàta la cagliata dalla caldaia (coldèra), dopodiché la si mette nella fascera per spurgare il siero in eccesso. Si effettuano poi adeguate pressature.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimane tre giorni nelle forme ...

Rimane tre giorni nelle forme …

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... e successivamente in salamoia altri tre giorni (l'alternativa a questa fase è la salatura a secco a giorni alterni per circa per 10 giorni).

… e successivamente in salamoia altri tre giorni (l’alternativa a questa fase è la salatura a secco a giorni alterni per circa per 10 giorni).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Baita Chiarelli - quota m. 1400 slm … solo i bidù, sidèi del lac’ e stignàt, non c'è nessuno , sentiamo suonare le "cioche" e i muggiti delle sue mucche più a valle, ci abbassiamo ancora in quota di un centinaio di metri

Baita Chiarelli – quota m. 1400 slm … solo i bidù, sidèi del lac’ e stignàt, non c’è nessuno ,
sentiamo suonare le “cioche” e i muggiti delle sue mucche più a valle, ci abbassiamo ancora in quota di un centinaio di metri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo troviamo beatamente straiato sul prato all'ombra di un abete, nel bel mezzo della sua pausa pomeridiana!

Lo troviamo beatamente straiato sul prato all’ombra di un abete, nel bel mezzo della sua pausa pomeridiana!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanti discorsi .... il tempo con Donato passa velocemente. Ci salutiamo!

Quanti discorsi …. il tempo con Donato passa velocemente. Ci salutiamo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per vedere l’intero reportage … http://forum.valbrembanaweb.com/cultura-storia-valle-brembana-f84/ragazzo-citta-alpe-cantedoldo-t8339.html

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Commento su Un ragazzo di città in Alpe Cantedoldo

  1. IL MIGLIORE FORMAGGIO CHE ESISTA.BRAVISSIMO GIACOMO PECCATO CHE MI FA MALE ALLA DIETA ALTRIMENTI NE PRENDEREI PIU’ DI DUE FORME ALL’ANNO.UNICO.

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