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Il suonatore Jones (Tratto dall’Antologia di Spoon River)

Ciao a tutti, sono Franca. In questo secondo appuntamento vorrei presentarvi una breve poesia tratta dall’Antologia di Spoon River. Spoon River è una delle più grandi opere di poesia mai state scritte nel ventesimo secolo dall’ americano Edgar Lee Masters esattamente 100 anni fa. Il libro è una raccolta di poesie in cui i morti del cimitero di questa ipotetica città descrivono le passioni che hanno caratterizzato le loro vite, i peccati che hanno commesso, i loro rimpianti e la pace trovata dopo la morte, la falsità della gente e la vanità della vita.

La bellezza delle poesie dell’Antologia di Spoon River sta nella loro semplicità, sono scritte in un linguaggio comprensibile a tutti, sono moderne e in tutte vi è una ricerca del senso vero della vita, dei motivi per cui una vita merita o non merita di essere vissuta.Tutti noi, chi più chi meno, ha commesso o commette gli stessi errori dei personaggi di Masters : c’è chi non trova il coraggio di vivere, chi è diventato famoso in vita mentre dopo la morte sarà dimenticato,chi è un imprenditore e specula sulla povera gente facendosi prestare soldi per poi dichiarare bancarotta, chi vive con una moglie o un marito che odia ma non ha il coraggio di lasciare, c’è chi si nasconde per paura dei pregiudizi della gente e chi non si nasconde e per questo vive in miseria.

Tutti possiamo rispecchiarci in uno dei personaggi di Spoon River, ed è particolarmente bello e utile sentire questi discorsi da persone morte, che non hanno più nulla quindi da chiedere alla vita e non possono più tornare indietro, perchè se noi proseguissimo testardamente per la nostra strada un giorno saremo anche noi nella tomba allo stesso modo.

Prima di proporvi l’ascolto de “Il suonatore Jones” vorrei proporvi invece un’altra brevissima poesia, a mio avviso stupenda, dell’Antologia : George Gray

« Molte volte ho studiato

la lapide che mi hanno scolpito:

una barca con vele ammainate, in un porto.

In realtà non è questa la mia destinazione

ma la mia vita.

Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;

il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;

l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele

e prendere i venti del destino,

dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia

ma una vita senza senso è la tortura

dell’inquietudine e del vano desiderio –

è una barca che anela al mare eppure lo teme. »

Ecco qui invece il suonatore Jones :

Buon ascolto

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