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Storia della parrocchia di Brembilla

 

Spulciando per bene la rete ci si può imbattere in documenti interessanti come questo che racconta l’evoluzione della parrocchia di Brembilla (originariamente stava a Laxolo) nel corso dei secoli. Buona Lettura

L’antica parrocchiale di San Giovanni era sita in contrada di Laxolo, e se ne trova menzione tra le chiese sottoposte nel 1353 alla chiesa pievana di Almenno San Salvatore, in un documento relativo all’esazione delle decime raccolte in favore della stessa (Manzoni 1988). Essa risultava amministrata attraverso lo iuspatronato dei vicini, come si desume dalla prima nomina di una parroco di cui si ha testimonianza, nel 1542 (Fascicoli parrocchiali, Brembilla). La parrocchia di San Giovanni Battista, in contrada “Laxolo”, era infatti censita nel registro manoscritto relativo agli anni 1546-1560, recante l’elenco degli iuspatronati della diocesi di Bergamo (Iuspatronati 1546-1560).
In occasione della visita apostolica dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, avvenuta l’8 ottobre 1575, la parrocchiale di San Giovanni Battista di Brembilla risultava dipendere dalla pieve di Almenno. La scuola della Dottrina cristiana vi venne eretta il 9 ottobre 1575, per decreto del metropolita stesso. Era attestata inoltre la scuola del Santissimo Sacramento, amministrata da due sindaci. Entro la comunità parrocchiale erano comprese le chiese sussidiarie di San Gottardo “in contrata Laxoli”, San Rocco “in contrata de Foia”, e Sant’Antonio “de Castagnola”. A quest’epoca la comunità di Brembilla contava 875 anime di cui 525 comunicate (Visita Borromeo 1575).
La parrocchia di Brembilla rimase compresa nella pieve di Almenno San Salvatore anche in seguito all’istituzione dei vicariati foranei nella diocesi (Acta synodalia bergomensis ecclesiae).
In occasione della visita pastorale del vescovo Gregorio Barbarigo, avvenuta tra 1658 e 1659, la parrocchia di Brembilla, compresa nella vicaria di Almenno, risultava godere di un beneficio pari a 30 scudi, amministrato attraverso il giuspatronato della vicinia. Il clero era costituito da cinque sacerdoti e tre chierici. Nella parrocchiale risultavano erette le scuole del Santissimo Sacramento, del Rosario, e della Dottrina cristiana. Entro la circoscrizione parrocchiale esisteva un luogo pio della Misericordia (Montanari 1997). Nel Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, la chiesa mercenaria sotto il titolo di San Giovanni Battista era definita parrocchiale “di Laxolo di Brembilla”: l’attribuzione del toponimo di “Laxolo” è probabilmente riconducibile al fatto che, secondo antiche testimonianze, la primitiva chiesa parrocchiale di Brembilla sorgeva in località Laxolo (Pagnoni 1992). All’epoca della relazione del cancelliere Marenzi, presso la parrocchiale di Brembilla figuravano annesse le scuole del Santissimo Sacramento e del Rosario. Essa aveva alle proprie dipendenze gli oratori di San Gottardo a Laxolo, Santa Maria Elisabetta, Madonna di Loreto nella contrada di Gavazzone, Sant’Antonio nella contrada di Castagnola, e Annunciazione della Beata Vergine Maria nella contrada di Rudino (Marenzi 1666-1667).
In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin, avvenuta il 28 agosto 1779, nella parrocchiale risultavano istituite la scuola del Santissimo Sacramento, presso l’altare maggiore, priva di amministratori “perché senza entrate”, e la scuola del Santissimo Rosario, presso l’altare omonimo, fondata nel 1604. Il clero era costituito da un parroco mercenario affiancato da sette cappellani. La comunità di Brembilla contava 1667 anime di cui 1000 comunicate. Entro la circoscrizione parrocchiale erano compresi gli oratori di San Rocco, Sant’Antonio abate, San Filippo Neri, San Gottardo, e Santissima Annunziata, ciascuno dei quali governato da sindaci. Si attestava l’esercizio della Dottrina cristiana (Visita Dolfin 1778-1781).
La parrocchia di Brembilla risultava appartenere alla vicaria di Almenno nel 1734, a quella di Berbenno nel 1784, infine a quella di Villa d’Almè nel 1822 (Stati del clero 1734-1822). Altre fonti attestano ulteriori variazioni dell’appartenenza vicariale. In data 12 ottobre 1791, infatti, il vescovo Giovanni Paolo Dolfin decretò lo smembramento della parrocchia di Brembilla dalla vicaria foranea di Locatello di Valle Imagna e la sua annessione alla vicaria di Almenno San Salvatore (Fascicoli parrocchiali, Brembilla). Tuttavia, ancora nel 3 marzo 1801, nel decreto con cui il vescovo Dolfin nominava il nuovo vicario foraneo di Rota Fuori, la parrocchia di Brembilla compariva tra le comunità sottoposte a tale circoscrizione (Fascicoli parrocchiali, Rota Fuori). Con una risoluzione successiva, emessa in data 17 dicembre 1803, il parroco di Brembilla, Giovanni Antonio Musitelli, veniva nominato dal vescovo Dolfin vicario foraneo “in propria paroecia” (Fascicoli parrocchiali, Brembilla). Nel 1820, il Dizionario Odeporico di Maironi da Ponte registrava la parrocchia di Brembilla nella vicaria di Almenno (Maironi da Ponte 1820), ma già nel 1822, in una lettera indirizzata alla Curia Vescovile dal vicario foraneo Pietro Manzoni, “in esecuzione della circolare 22 aprile 1822, n. 316”, la parrocchia di Brembilla compariva nell’elenco di parrocchie dipendenti dalla vicaria di Villa d’Almè. A quell’epoca, un parroco e un viceparroco reggevano una comunità di circa 1700 anime. Alle dipendenze della parrocchiale di Brembilla figuravano gli oratori di San Gottardo di Laxolo, Sant’Antonio abate, San Rocco, San Filippo Neri, San Gaetano e Beata Vergine Annunziata (Fascicoli parrocchiali, Villa d’Almè).
Nel 1861, la parrocchia di San Giovanni Battista di Brembilla risultava dipendere dalla vicaria XXXII di Villa d’Almè. A quest’epoca la comunità contava 2380 anime, ed era retta da un parroco e da cinque coadiutori. Aveva alle proprie dipendenze gli oratori di San Rocco e Sebastiano, San Gottardo, San Filippo Neri, Beata Vergine Annunciata, Sant’Antonio abate e San Gaetano (GDBg).
Nel 1906, la parrocchia di Brembilla divenne “caput vicariae” (decreto 14 agosto 1906). La parrocchia di San Giovanni Battista restò a capo della vicaria fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi . Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), confluì nella zona pastorale V, composta dalle parrocchie delle vicarie di Brembilla, Sottochiesa, San Giovanni Bianco, Selvino, Serina e Zogno (decreto 28 giugno 1971). Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Brembilla-Zogno (decreto 27 maggio 1979).
Nel 1986, in seguito al decreto del ministro dell’interno che risolveva di conferire la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto alle parrocchie della diocesi di Bergamo, alla parrocchia di San Giovanni Battista di Brembilla succedeva per l’intero patrimonio la parrocchia intitolata a San Giovanni Battista e alla Presentazione di Maria Santissima al Tempio, con sede in località Brembilla (decreto 20 novembre 1986).

6 Commenti su Storia della parrocchia di Brembilla

  1. E’ plausibile che la vecchia chiesa si trovasse a Laxolo, alcune considerazioni possono essere utili: a Laxolo alla Torre si è scoperto la data più antica incisa nella pietra del nostro comune 1523. Altra considerazione, anche a Cavaglia abbiamo trovato una data antica 1530, a Catremerio 1546. a Brembilla all’angolo di Piazza Vecchia(Attuale via Marconi scoperta una incisione con la data 26 dicembre 1571, a Cadeguerino 1574. Questi importanti segni e memorie che i nostri avi ci hanno lasciato sul territorio potrebbero indicarci che:
    dopo la cacciata dei brembillesi 1443 la valle è rimasta per molti anni incustodita, non abitata, e solo nella prima metà del 500 i veneziani avrebbero deciso di spartire il territorio dellla valle con famiglie di loro fede politica : Carminati proveniente dalla Brembilla Vecchia (Bassa imagna) collocata a Laxolo, (Zona più fertile) la più potente famiglia.Sul versante sinistra del Torrente Brembilla i Pesenti provenienti da Taleggio, sul versante destro i Locatelli provenienti dalla Valle Imagna,e l’ultima famiglia i Musitelli nella zona di Lera Roccolo e zone limitrofe.
    Nel 1575 quando la delegazione del Cardinale Carlo Borromeo arriva a Brembilla, censisce 875 anime, e parla della chiesa di Brembilla,siamo convinti che ma la maggior parte abitano nelle zone alte. Queste mie considerazioni,sulle spartizioni del territorio,sono confortate anche da una attenta lettura dei registri “stati delle anime”parrocchiali.

    • Adriano Belloli // 3 ottobre 2015 a 2:05 // Rispondi

      Vorrei aggiungere un paio di note sul commento fatto da Alessandro penso Pellegrini. Dopo la cacciata da parte dei veneziani, i Brembillesi non hanno aspettato così tanto x tornare in valle, difatti esiste un documento del 1471 in cui si descrivono i confini a est di Brembilla confermati da un assemblea di cittadini elencati famiglia x famiglia e appaiono le famiglie storiche della valle. Una osservazione sui Pesenti, Questa famiglia è nata e si è sviluppata in val Brembilla non è venuta dalla val Taleggio, già nel ‘300 sono testimoniate presenze importanti in valle ma niuna in val Taleggio. Con rispetto, cordiali saluti!

      • Oh Adriano grazie mille per l’integrazione. Sarebbe bellissimo poter vedere e spulciare un pò in quel documento del 1471. A breve spero pubblicheremo qualche altro documento di quel periodo. Rimani in contatto e continua a commentare e a partecipare.

  2. Grazie Sandro, i tuoi commenti sono sempre molto interessanti ed illuminanti. Ma dell’antica chiesa di Laxolo c’è qualche traccia o documento ? Dove si trovava? La chiesetta su alla Torre a che anni risale? E infine della visita di San Carlo borromeo esiste qualche documento o testinmonianza?

  3. Vicariato Foraneo di Brembilla
    Già all’inizio del XIX secolo, con una risoluzione del 17 dicembre 1803, il parroco di Brembilla Giovanni Antonio Musitelli veniva nominato dal vescovo Dolfin vicario foraneo “in propria paroecia” (Fascicoli parrocchiali, Brembilla). Risale tuttavia agli inizia del secolo successiva la canonica erezione della vicaria foranea di Brembilla, che sorse per smembramento delle vicaria di Villa d’Almè e di Rota Fuori. Con decreto 14 agosto 1906, il vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi decretava l’erezione del vicariato foraneo di Brembilla, con le parrocchie di Brembilla, Gerosa ed Ubiale, stralciate dalla vicaria foranea di Villa d’Almè, e dalle parrocchie di Blello e Berbenno, provenienti dalla vicaria foranea di Rota Fuori (decreto 14 agosto 1906).
    Alla vicaria venivano in seguito annesse le parrocchie di Laxolo, smembrata dalla chiesa matrice di Brembilla nel 1919 (decreto 23 settembre 1919), di Catremerio, nel 1920 (decreto 14 settembre 1920), e di Camorone, nel 1937 (decreto 5 marzo 1937).
    Sotto l’episcopato di Adriano Bernareggi, la vicaria di Brembilla subì un notevole ridimensionamento. Il vescovo decretò dapprima lo smembramento della parrocchia di Berbenno e la sua aggregazione alla vicaria di Almenno San Salvatore (decreto 21 gennaio 1937); successivamente, nel 1938, provvedeva a stralciare la parrocchia dei Santi Bartolomeo apostolo e Bernardino confessore in Ubiale, per annetterla alla vicaria di Zogno (decreto 14 gennaio 1938).
    La parrocchia di San Giovanni Battista restò a capo della vicaria di Brembilla fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi di Bergamo. Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali, la diocesi veniva divisa in diciotto circoscrizioni e la vicaria di Brembilla, insieme a quelle di San Giovanni Bianco, Selvino, Serina, Sottochiesa e Zogno entrava a far parte della zona pastorale V (decreto 28 giugno 1971). A quest’epoca la vicaria di Brembilla comprendeva le parrocchie di Blello, Gerosa, Laxolo, Camorone, Catremerio (GDB 1971), che nel 1979 confluirono nel vicariato locale di Brembilla-Zogno (decreto 27 maggio 1979).
    Origine: Beni Culturali Regione Lombardia

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