ULTIM'ORA

La mia contrada

Appena posso ci salgo ancora.

Lascio la macchina e le mie maschere sul ciglio della strada e mi incammino piano.

Salgo, lentamente ed in silenzio. Ho bisogno di tempo per lasciarmi la vita alle spalle.

Salgo lentamente ed in silenzio. Ho bisogno di tempo per ritornare a gustarmi il tempo.

Non prendo nulla con me, solo i miei sensi e il mio io più vero.

Mentre avanzo sul sentiero sento che sto abbandonando il superfluo e l’inutile,

sento il risucchio della vertigine del tempo e dei ricordi.

 

Eccomi arrivata, qui ci venivo con i miei genitori.

Questa è casa mia, al confine del bosco, al confine del tempo.

Questa è casa mia, tra sassi ammucchiati   e silenzi infiniti.

Questa è casa mia tra ricordi dolcissimi e racconti portati dal vento.

Questa è la mia contrada.

 

Un tempo eran rosari e litanie

Un tempo eran canti, fatiche e vino

Un tempo eran bambini e corse nei prati

Un tempo eran bestie, fieno e tepore di stalla

Un tempo era vita

 

La mia contrada come la mia giovinezza è per molti sconfitta, dimenticata, morente come un povero vecchio.

Solo l’edera e le lucertole le fanno compagnia.

Per molti la vita vera è fare, agire, superare e accelerare

Per molti la vita vera è rischiare, è potere, è correre nello stritolante meccanismo del crescere e migliorare.

A chi non riesce di stare al gioco, al suo ritmo, non resta che sparire

 

Per me no. Per me la mia contrada è ancora nido.

La mia contrada sono ancora voci familiari,

La mia contrada sono  cani e galline fuori casa,

La mia contrada è fumo, è stufa mai spenta.

La mia contrada è una porta mai chiusa.

 

La mia contrada è la mia giovinezza,

è il simbolo che la mia civiltà contadina, a fatica, ma vuole resistere.

Alla fine poi anche se devo riscendere,

anche se devo rimettermi le mie maschere,

anche se devo tornare a correre nel grande meccanismo,

tutte queste meschinità non cancellano la magia di essere saliti lassù.

 

Franca42. Grazie

3 Commenti su La mia contrada

  1. Complimenti per la sua poesia,
    davvero molto commovente,
    grazie!!!

  2. Grazie Fernanda,
    Il tuo apprezzamento mi fa davvero piacere.
    A dire la verità non so nemmeno se le mie parole siano una poesia, sono soltanto il ricordo di un luogo senza tempo. Dove per qualche breve momento si può riavere indietro la propria giovinezza.
    Questa contrada si chiama Maroncella, si trova tra Brembilla e Zogno. E’ un luogo magico, ora è purtroppo disabitato ma lo si può raggiungere con dieci minuti di sentiero lasciando la strada che da Camorone porta alla chiesetta di San Gaetano.

    Franca42

  3. signora Franca, conosco bene Maroncella,contrada dei miei antenati Pellegrini “Fich”,la conosco in particolare dal 1997,quando salii con un amico per scattare foto che sarebbero poi state pubblicate sul nostro libro “Brembilla viaggio nelle 141 contrade”.
    Da allora ce la siamo presa a cuore,e con il gruppo Sentieri amici della storia di Val Brembilla, di cui sono il coordinatore,abbiamo aperto ancora la strada che attraversa quella contrada e sale a S. Antonio, che era chiusa almeno da 40 anni, e tutti gli anni tentiamo di pulirla.
    Il mese di luglio di quest’anno siamo passati,e ci siamo fermati in quella contrada. La caparbietà di alcuni ex abitanti che tornano per tamponare quelle ferite hanno dato anche a noi speranza, Il gocciolio della fontana, la a meridiana dipinta sulla facciata, anche per noi è uno stimolo per continuare su quel cammino. Torni spesso signora Franca, A Maroncella viveva una comunità, i miei antenati Pellegrini, Sonzogni, Pesenti, Ghisalberti e altri. La Cagera, l’essicatoio delle castagne, sarebbe un peccato se quei prati di cui i nostri antenati andavano tanto fieri,vadano piano piano inghiottiti dal bosco. Alessandro Pellegrini

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