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I negozi di paese. Aiutiamoli, aiutiamoci.

Il negozio sotto casa

I piccoli alimentari
I negozietti sotto casa di una volta, dove oltre a fare la spesa ci si concedevano anche due chiacchiere, sono in grosse difficoltà anche da noi, sostituiti da anonimi supermercati. I pochi piccoli negozi sopravvissuti sono tuttavia una prova del fatto che le merci non si definiscono solo attraverso i prezzi. Un tempo la spesa nel negozio dietro l’angolo era – accanto a quella al mercato – l’unica possibilità di comprare generi alimentari. Purtroppo, a scomparire non solo soltanto i piccoli “alimentari”, ma anche negozietti di articoli specializzati come le cartolerie, le ferramente e le mercerie. Così, non solo è andata in crisi la rete di approvvigionamento locale.

Più traffico e più rifiuti
Il negozio sotto casa ci offre inoltre la possibilità di comprare esattamente la quantità di prodotto che ci serve, mentre nei supermercati troviamo porzioni preconfezionate e di consequenza con la spesa si producono anche molti più rifiuti.
I piccoli negozi alimentari si trovano un po’ dappertutto nei quartieri e sono facilmente raggiungibili a piedi.  I grandi supermercati invece si concentrano in genere in periferia e sono difficili da raggiungere senza macchina.
La pubblicità ci convince che la spesa serale o del sabato pomeriggio è il modo ideale di occupare il tempo libero di tutta la famiglia. In realtà, proprio di sabato i centri commerciali traboccano di gente e quindi tutto quanto si riduce a un bel po’ di stress e al trasporto a casa della merce acquistata.

Ecco alcuni consigli:

  • acquistare per ogni prodotto solo la quantità necessaria
  • sfruttare i negozietti di quartiere e evitare lunghi percorsi in macchina per fare la spesa
  • in genere, l’alimentari sotto casa usa meno imballaggi del supermercato
  • il negoziante è un esperto che vi può consigliare, evitando che compriate quantità o cose sbagliate
  • i negozi specializzati oltre al prodotto offrono anche consulenza, riparazioni e servizi aggiuntivi successivi all’acquisto.

43 Commenti su I negozi di paese. Aiutiamoli, aiutiamoci.

  1. Aiuta anche tu un negozio a te caro… Combatti la dittatura italiana!

  2. Bravo Massimiliano!Facciamoci la spesa che è già una grossa mano.

  3. Quando si capirà che i grandi gruppi commerciali ci considerano polli da spennare sarà troppo tardi.

    • polli da spennare se abbiamo dei soldi nel portafoglio, ma se abbiamo gli euro contati e’ uno dei modi per arrivare a fine mese.

      • Certamente Laura, ma da me il primo centro commerciale è a 15 KM e sono sicuro che se consideriamo nel famoso conto economico la benzina,il tempo ed il nervoso per raggiungerlo i soldi risparmiati sulla spesa vengono compensati da quelli collaterali. Inoltre se parliamo di elettrodomenstici l’elettricista di paese sono convinto ti fornirà un servizio che il grande magazzino si sogna.

        • SArebbe vero se, il prezzo del negozio, fosse corretto, e non con un ricarico commerciale del 300%, se nel negozio sotto casa, si trovasse tutto, senza dover fare il giro di negozi, ma mancherebbe sempre qualcosa che ci obbligherebbe a spostarci in macchina, e fare qualche Km, per quello che manca…… a questo punto, meglio il centro commerciale, fai strada una sola volta, trovi tutto e poi torni a casa…. Ma l’errore più grosso è pensare che la maggior parte degli Italiani viva in Città, ma questo è falso, il maggior numero vive fuori città, nei paesi, ed è costretto a muoversi, a fare qualche Km…. Comunque il problema principale è il prezzo assurdo di rivendita, sono loro i primi a voler spennare il cliente…

          • Personalmente da piccolo comerciante cerco sempre di farmi in 4 per i miei clienti, sono perfettamente consapevole che senza di loro non esisterei al livello professionale, sono un rivenditore di prodotto informatici (dunque niente di indispensabile alla sopravvivenza delle persone) faccio assistenza tecnica e servizi vari, importantissimo diversificare !!!
            Ho delle belle soddisfazione; cliente che fanno 50 km per venire da me xche si trovano bene o xche hanno sentito parlare bene dei miei servizi, purtroppo al livello di vendita ho percepito un callo di circa 60% !!!!! in questi ultimi 5 anni, non ho aumentato i prezzi a dismisura, non ricarico 300% sui miei prodotti, ma sono diventato “caro” a dire di certi clienti, e che posso farci ? Ho delle spese, affitto, telefono, gas, luce ecc… ricarico il giusto per essere un minimo concorrenziale con i grossi centri commerciali, ma purtroppo non posso scendere sotto una certa percentuale di ricarico se no chiudo l’attività!
            Ovviamente non tutti i piccoli commercianti sono onesti, non nascondiamolo, ma non ne facciamo una generalità, come non tutti i clienti sono dei “parassiti” per riprendere l’espressione di un utente poco prima, io non rifiuto mai di servire un cliente, non lo tratto male nemmeno quando mi porta un computer comprato in un supermercato e che ha bisogno di una mano per installare il sistema operativo! Do il servizio e mi faccio pagare, non vi nascondo che un piccolo nodo in gola ce l’ho in questi casi, ma lo tengo per me e vado avanti.
            I problemi per un piccolo commerciante sono ben altro e potrei citare: le banche strozzine….e tanti altri che non sto li ad elencare.
            Per concludere direi che: Le piccole attività commerciale sono fondamentali per le città piccole o grosse che siano, senza di loro la città muore …. almeno al livello umano!

          • Gentile Roby, mi farebbe piacere sapere in quale località risiedi, se non troppo lontana dalla mia ti invito a visitare il mio negozio in modo da poter confrontare i prezzi della G D O e della piccola distribuzione, grazie. Io opero a Cocquio Trevisago
            prov. Varese..

        • La storia che si spende meno nel centro commerciale o nel supermercato è a parer mio una gran cavolata. Laura dovrebbe spiegare come mai pur facendo la spesa al centro commerciale fa fatica ad arrivare a fine mese, se li costa tutto poco gli dovrebbero avanzare un sacco di euro tutti i mesi!

          • Ciao Vittorio,
            Noto, con grandissimo piacere, che la discussione partita da un piccolo paesino della Valle Brembana ha coinvolto l’Italia intera.
            Questo perchè il tema della discussione è legato al tema fondamentale della qualità della vita nei piccoli centri urbani e nei paesini sperduti.
            Abbiamo sentito commenti di tutti i tipi, ma sicuramente ciascuno di essi ha portato un pezzetto di verità.La cosa che mi sta a cuore di ribadire è che il modello di vita connesso al concetto di supermercato è quello delle città anonime della provincia americana. Il nostro paese e il nostro stile di vita è ancora (spero ancora per un pò) legato ai piccoli borghi o ai quartieri mantenuti vivi da mille e mille piccole attività commerciali che offrono servizi,sono vicinanza,riferimento per fare due chiacchiere e presidio sociale. Infine voglio aggiungere che se oltre al conto economico aggiungiamo anche questi aspetti la bottega di paese dovrebbe essere difesa strenuamente anche a costo di perderci qualche denaro.

          • Bravo vittorio. Io ho un piccolo negozio di alimentari in provincia di alessandria. I miei prezzo ,a volte, sono migliori del centri commerciale, senza togliere la qualità,. Questo perché io e mio marito quando andiamo a fare lo spesone stiamo attenti vai prodotti in offerta per poter tenere il nostro prezzo basso. Nn parliamo poi della qualità di alcuni prodotti !!! Nettamente superiore perché comuque compro da piccoli produttori locali.ma queste cose è difficile farle capire. Altri commenti sotto dicono” il negozio di paese è più caro e basta” abbiamo comunque le spese uguali agli altri (affitto, acqua luce telefono) . E comunque per un piccolo centro (noi siamo in 250 abitanti) il piccolo negozio è anche comodo, ci si fa lasciare pacchi , si fanno aspettare i bambini scesi dal pulmino mentre mamma è a fare spesa al centro commerciale. ..dobbiamo sopravvivere …ma è dura…

  4. Questi Negozi, per non morire e combattere la concorrenza sleale dei centri commerciali, devono fare un salto di qualità. Inteso non come prodotti ovviamente, ma come servizio e fidelizzazione dei loro Clienti e poi cercarne di nuovi. Come ? Comunicando con i loro Clienti anche quando non sono in negozio con proposte, offerte, promozioni o semplici informazioni su nuovi prodotti, etc. Ripeto come ? Usando per comunicare gli strumenti che oggi tutti utilizzano: i telefoni (smartphone, iphone). Oggi esistono delle applicazioni che possono aiutare i piccoli Esercenti, con un investimento minimo ed accessibile, a Comunicare con i Clienti direttamente sui loro cellulari e sopratutto permette ai Clienti di Comunicare con gli Esercenti. Si crea così una Comunicazione Bidirezionale che tra Esercenti e Clienti. Possiamo aiutarli solo e sopratutto se loro vogliono aiutarsi adeguandosi e investendo sulle nuove tecnologie Digitali. Fare la spesa saltuariamente da loro non è sufficiente per farli sopravvivere. Angelo

  5. E’ vero quel che dici Angelo ma questo dovrebbe prevedere a mio avviso due premesse : un cambiamento culturale degli esercenti e probabilmente anche un cambio generazionale degli stessi che consenta di puntare alle innovazioni da te suggerite. Certamente allo stato attuale i ragazzi non hanno buone prospettive per poter investire in attività del genere.

    • Concordo per il primo punto cioè sul cambio di mentalità, ma non hanno alternative o cambiano o muoiono, bisogna formarli e il mio lavoro è cercare di fare questo (O ti Formi o ti Fermi !).
      Il secondo punto cosa intendi ? Se i giovani non investono nel Digitale dove investono ? Le uniche prospettive di lavoro sono in questo settore al momento.
      Ad ogni modo TUTTI usano smartphone ed iphone, giovani e sempre di più anche gli anziani, bisogna imparare ad usare questi strumenti non solo per le cose di poco conto (chat su whatsapp), ma anche per averne dei benefici come ho cercato in poche righe di esprimere prima.
      Chiudo dicendo che la mia è una proposta concreata per aiutare gli Esercenti e gli Utenti, necessita ovviamente di un approfondimento, sarebbe bello peter creare qualcosa magari in questo interessante contesto di “VBtv” per sensibilizzare, far conoscere che ci sono anche delle opportunità (non solo cose negative) e poi formare le Persone. Buona domenica Angelo

  6. Concordo pienamente, ho io stesso un piccolo negozio in una piccola città Piemontese, non alimentare, purtroppo finché la gente condividerà su Facebook questi argomenti, indignandossi, ma poi andando sempre a fare la spesa nei grossi centri, non si andrà da nessuna parte, in quanto a modernizzare la comunicazione con i clienti, è semplice da dire, ma tanti fattori entrano in merito, inanzi tutto è un impegno economico e anche di tempo, i clienti non percepiscono bene questo genere di “spam” sul loro telefono o nella loro mail, così facendo si può perdere più che guadagnare.

  7. Scusate ma se compro da loro come arrivo a fine mese? Una bibita costa il doppio.. un pacco degli stessi biscotti idem…. Io faccio i conti nelle mie di tasche….

    • questa mattina: gassosa sanbenedetto al negozietto 89 cent, al supermercato 1 euro. forse devi fare più attenzione ai prezzi!!! forse dare per scontato che nel negozio sotto casa costa tutto di più è un errore.

    • Chiedo scusa ho dimenticato di dire che scrivo dai castelli romani.

  8. Faccio un’ultima considerazione poi esco dalla discussione, permettetemi tendete a concentrarvi sugli aspetti negativi, nulla è semplice e la bacchetta magica è ancora da inventare, ma le soluzioni almeno per migliorare qualcosa ci sono.
    Ad ogni modo abbiamo 2 scelte:
    1) Trovare delle soluzioni cavalcando l’Evoluzione e il Cambiamento e cercare di guidare le cose verso degli obiettivi di crescita.
    2) Stare fermi in balia degli eventi, ma basta lamentarsi !!
    Grazie per la condivisione Angelo

  9. Grazie per la foto pubblicata del mio negozio.
    concordo un po su tutto, aggiungerei che offriamo anche servizi al di fuori della vendita…informazioni sopratutto e come nel caso del mio paese aiuto alle persone anziane che sono rimaste sole
    ciao

    • Scusate ma dove sono ormai i negozietti sotto casa? Prima li eliminiamo con le politiche a favore dei mega supermarket e poi ne tessiamo le lodi?..

  10. É vergognoso questo appello falsissimo,ci si ricorda del piccolo alimentari solo ora che stiamo morendo di fame e non c’é lavoro, prima della crisi pisciavate addosso ai piccoli negozianti che si facevano in 4 per accontentarvi senza mai riuscire ad acconntentare richieste assurde di pidocchiosi morti di fame . Il Mio parere? Devono chiudere tutti ma nn per i poveri commercianti ma per voi consumatori parassiti!! Dovevate pensarci prima! E troppo tardi andate ad eurospin !!! Ah dimenticavo andare all’alimentari e apendere 2€ per i fiammiferi non aiuta i commercianti quindi andate a eurospin pure per i fiammiferi!! Per aiutare i commercianti dovete fare la spesa che faresze ad un centro commerciale!! Un ex commerciante da 30 anni andate al diavolo!

    • Sono esattamente questi gli atteggiamenti per i quali i piccoli commercianti muoiono, caro “commerciante da 30 anni”. Io non ho mai visto un piccolo commerciante in città che trattasse la clientela casuale (quella abituale è un altro discorso) con rispetto, anzi, cercano sempre di fregarli! E quante volte sono tornato a casa scoprendo di aver acquistato merce scaduta ancora ripsota negli scaffali….Nel tuo commento dici questo dei tuoi clienti:
      -“pisciavano addosso ai negozianti”
      -“richieste assurde”
      -“morti di fame”
      -“consumatori parassiti”
      -“andate al diavolo”.
      almeno se vado al supermercato nessuno mi insulta. Buona fortuna

      • P.S. E POI TUTTE QUESTE GENERALIZZAZIONI SUI COMMERCIANTI IMPRENDITORI O SU QUALSIASI P.IVA FANNO RIDERE SE NON PIANGERE, CARO IL MIO MICHELE , ALTRIMENTI SI POTREBBE DIRE CHE LE DONNE SONO TUTTE ……..RICORDIAMOCI PERO’ CHE TUTTI ABBIAMO UNA MAMMA, UNA MOGLIE, O UNA FIGLIA,TE COMPRESO!

        • Mi sforzo ma non riesco a capire cosa c’entri mia madre, stavo parlando di negozi….boh.
          Comunque, io parlo della mia personale esperienza. Ho spesso avuto brutte esperienze con piccoli commercianti che danno l’impressione che la loro esistenza sia un favore concesso alla clientela (e poi vendono merce scaduta/tenuta in magazzino per anni e poi non parliamo dell’assistenza post vendita, inestistente). Se Lei ha buone esperienze mi rallegra, ma trovo un po’ vano un appello al salvataggio dei piccoli commercianti viste le mie esperienze. Sono anch’io una partita iva (del settore dei servizi intellettuali) quindi lungi da me una generalizzazione di tutto come veemente da Lei descritta.

        • Nella mia carriera di commerciante non ho mai insultato nessuno, non ho mai servito roba scaduta e sono sempre stato al servizio col sorriso, purtroppo esistono i clienti che si rivolgono al commerciante sotto casa a portare ad affettare i salumi comprati a pezzi in offerta ai super mercati!!
          Ma mai che acquistano un pacco di farina, quello che te lo porta a dissossare , quello che si ricorda di te solo quando è la fine del mese e ti chiede di fare credito spesse volte senza pagare il favore e togliendoti il saluto, quello che ti fracassa le palle con un prodotto che nn hai e quando c’è l’hai non lo compra, il cliente che ti fa notare che vendi la pasta a 0,05 centesimi in più del conad ma non ti fa presente che il conad ti fa pagare le buste e tu commerciante no! Quello che fa 20km per fare benzina per risparmiare 0,03 cent. Quello che ti chiama per la consegna a domicilio di un piede di lattuga! Quello che vaga tra gli scaffali e si frega la roba , caro Michele come giudichi l’atteggiamento della stragrande maggioranza della gente? E un commerciante quindi secondo te cosa dovrebbe fare per accontentare la clientela??

          • Io non so quale sia l’atteggiamento della stragrande maggioranza, ma io non rientro in nessuno dei comportamenti da te descritto, anzi spererei che la gente sia dotata di più buon senso…a quanto pare mi sbaglio e condanno tutti questi comportamenti, ci mancherebbe!
            Resto fermo su quello che ho detto riguardo alle cattive esperienze nei miei confronti (cito solo tra parentesi chi mette 750g di prosciutto quando ne chiedi 500…che faccio, lascio? chi fa i panini farciti e ti deride se ne prendi uno piccolo invece che una ciabatta intera, chi ti vende elettrodomestici che sono stati in vetrina talmente tanto che sono sbiaditi i cartoni, chi ti fa pagare 5 euro per fare un buco supplementere nella cintura che hai comprato da lui, chi ti vende elettrodomestici al DOPPIO del prezzo delle catene, chi ti dice che un oggetto non è riparabile e te ne venderebbe uno nuovo quando un altro negoziante poi te lo ripara tranquillamente e così via….io in quei piccoli negozi citati non metterò più piede e non lo consiglio agli amici!)

          • daccordissimo con te nessuno

  11. sempre le stesse frasi ….che non si arriva a fine mese, mai nessuno pensa pero’ alla qualità”’ parola non nuova nel nostro vocabolario”’ non penso che 1 euro di più su un kg di formaggio o su 100g, di prosciutto possa mandarci alla malora, ma le grosse spa alimentari che si scannano con i sottocosto permettano alle ditte produttrici sia di prodotti freschi o a lunga conservazione di chiudere le linee produttive qui in italia per andare all’estero ovviamente non dando lavoro a noi italiani,,,,,cosa ancora più assurda le tasse non pagate e sovvenzioni a ”’MANETTA DA PARTE DELLO STATO CHE POI A CHI SI RIVOLGE PER INCASSARE a chi non arriva a fine mese con i sottocosto non fai reddito se non fai reddito non paghi le tasse…..pero’ dai tutto sottomano la linea internet ora non manca più a nessuno,,,,una volta c’era il te. telecom con il lucchetto almeno a casa mia…….

  12. Vi racconto questa ..e voi trarre te le conclusioni.
    Vado nel negoziato vicino casa e , unitamente agli affettati …al pane ecc …chiedo un fussi no di detersivo per lavatrice.
    Aspetto pazientemente per un po…ma quando tutti gli altri clienti mi passavano avanti
    .mi sodo spazientito e ho chiesto risolutamente cosa aspettavano per darmi il fusto e farmi pagare.
    Il commerciante. .candidamente mi risponde…..Dobbiamo aspettare il ragazzo che è andato a comprarlo al supermercato. ..perché li …il prezzo è inferiore a quando lo pago io. PEr favorirla e venderlo allo stesso prezzo del supermercato dovrei mettervi di tasca circa il 10 x 100

  13. Nei paesi con meno di 5000 residenti,ai negozianti bisognerebbe far pagare le tasse a forfait,permettergli di vendere prodotti locali e impiegare i famigliari con piccoli contributi. In caso di affitto esagerato dalla parte del proprietario dei muri il comune dovrebbe aiutare il commerciante o artigiano o professionista. Oggi nei negozietti comperi a prezzi più bassi che nei supermercati e l’orto frutta e quasi sempre Italiana.

  14. Quanta animosità c’è in ogni commento che si legge su internet. Poveri Italiani e povero paese.
    I piccoli negozi hanno i prezzi più alti? si, è vero. Allora perchè dovrei comprare da loro? Non c’è un solo buon motivo, mi spiace ma l’articolo è qualunquista e poco approfondito.
    Ai centri commerciali trovi di tutto e a tutti i prezzi? vero, quindi è meglio che andiate tutti lì!
    Ma la verità è che la maggior parte dei commercianti così come dei clienti si sono barbarizzati tutti e questi richiami sono poco efficaci perchè basati su spicciole falsità e dati del tutto irrilevanti. Economia e società vanno sempre a braccetto e a modelli finanziari idioti quasi sempre seguono comunità altrettanto stupide. Per fortuna restano ancora (purtroppo poche) realtà quasi sempre lontane dalle città dove anche se i prezzi sono più alti la gente continua a comprare nei negozietti: si tratta dei paesi, soprattutto quelli di montagna. La fidelizzazione di cui parlava qualcuno è una cosa antica come il mondo e qui non c’è bisogno di nessuna App. Pensare che una App possa far ritornare un po’ di senno all’essere umano è già di per sè dimostrazione di essersi assuefatti all’idiozia contemporanea. La App che serve in questi casi è una cosa vecchia come il mondo e si chiama Umanità, Buon Senso coniugata a una buona capacità imprenditoriale. In buona parte dei negozi di paese esiste ancora il “credito”, il “pagamento un po’ alla volta, senza bisogno di finanziarie”, esiste anche “la parola data” e il senso di “dignità” sia del negoziante che del cliente. Tutto questo so che per molti di voi non significa nulla e infatti sarete costretti a dover andare al centro commerciale per tutta la vita in fila, arrabbiati e nervosi, scontenti senza mai poter sapere cosa significhi far parte di una comunità vera, reale e anche solidale per natura, senza l’obbligo di fittizzi protocolli politici. Qui da noi in montagna per fortuna ancora per un po’ queste cose funzioneranno così rendendo il tessuto sociale incredibilmente florido e vitale. Non parlo solo di soldi, qui c’è crisi? certo che si, ma il modo di affrontarla è completamente diverso dalla città. I soldi girano all’interno del paese e più il paese è ricco più possibilità ci sono per tutti. Mi sembra tra l’altro strano che nessun sociologo o aspirante economista non prenda in esame questo tipo di realtà, perchè sono qualcosa di rivoluzionario per l’epoca in cui viviamo in cui l’uomo è reso un “idiota” alla mercé della grande distribuzione, impantanato e afflitto da una miriade di stimoli a comprare cose inutili. Un tempo credo lo stesso succedesse anche nei quartieri di città, in quelli popolari soprattutto dove ora le piccole attività sono state vendute a cinesi, pakistani ecc. (Economia e società vanno a braccetto dicevo appunto) Quindi più che comprare nei piccoli negozi tanto per, pensate a trasferirvi in piccoli centri, entrare a far parte delle comunità locali quasi sempre ricche di grandi storie e tradizioni, fatevi apprezzare per la vostra dignità, per le parole che sapete mantenere, vedrete che sarà un vero e proprio cambiamento di vita. Ve lo dice uno che fa un lavoro semplice e che non naviga nell’oro ma che ogni mese deve chiamare il padrone di casa per pagargli l’affitto altrimenti lui si scorda. Ho messo a posto l’auto qualche tempo fa e aspetto il conto da 4 mesi. glielo domando ogni volta che lo vedo ma niente. Quando mi arriverà sarà salato? può darsi ma è certo che potrò pagarlo in trance, perchè l’importante è che lo paghi, che il suo lavoro sia pagato anche se in 3 mesi o quattro. Perchè sono soldi sicuri di una persona sicura, che può contare sulla sua reputazione. Provate ad andare in un centro commerciale e chiedere di pagare in questo modo, provate con un cinese o un pakistano, provate…poi mi raccontate. Qui a Monghidoro da dove vi scrivo, attraverso la connessione gentilmente offerta dai miei vicini di casa, qui sull’Appennino Bolognese incurante della freddezza dei centri commerciali, preferisco ogni giorno spendere qui, far crescere l’economia del mio piccolo paese e pensare che se avrò bisogno di un aiuto ci sarà sempre qualcuno pronto a darmelo come io farei con lui, senza indugiare. L’Italia di questo nuovo secolo, di questa nuova politica, economica e sociale, di questo capitalismo ammorbato dai peggiori mali è una cosa abominevole per ogni essere umano con un minimo di intelletto. Il miglior sconto, ancora oggi è stane lontano il più possibile. Vi Saluto dal lontano Appennino e vi mando il mio in bocca al lupo perchè credo ne avrete bisogno!

  15. Sono una piccola commerciante da un anno circa e vivo in un paese di soli 3000 abitanti in Liguria. La maggior parte dei cittadini comprano nei vari negozi del paese sempre ne forniti e sicuramente più cari rispetto ai centri commerciali, ma vendono prodotti tipici del posto a km zero quindi sai cosa mangi! E le persone lo sanno. C’è anche da dire che il sistema commerciale degli acquisti all ingrosso non sono più quelli di una volta, io stessa pago cash i miei grossisti e non a 30/60/90 giorni. Per cui niente sconti come invece avviene per la grande distribuzione. Senza pensare all Iva che ti ammazza al 22% e tasse varie. Ognuno è sicuramente libero di acquistare dove vuole ma prima di dare sentenze e sempre meglio accertarsi della realtà in cui viviamo, che è quella purtroppo che hai piccoli non da spazio di crescita ne margine di guadagno. Saluti.

  16. anche io vivo una situazione del genere in quanto ero propietario di un’edicola situata ai castelli romani con una popolazione di c.a. 7000 anime e i rincari non ci sono in quanto i prezzi sono già imposti dalle case editrici ma nonostante tutto ho dovuto chiudere l’attività ed essendo io l’unica edicola del paese questi è rimasto senza edicola che ritengo sia fondamentale per il paese stesso che così viene anche a mancare di un punto di aggregazione e di scambio di informazioni esperienze e quantaltro rispondendo anche a quel signore di Monghidoro anche da me vigeva il vivi e lascia vivere nel senso che se venivano in negozio persone che mi ciedevano ti pago domani che poi non era mai domani non mi sono mai rifiutato anche quando qualcuno mi ha chiesto ho bisogno non mi sono tirato indietro ma nonostante tutto ciò è successo che ho dovuto chiudere i battenti per mancanza di persone clienti.Scusatemi questo piccolo sfogo ma è una triste realtà alla quale non mi sono ancora rassegnato.Buona serata

  17. E poi vuoi mettere le ultime notizie del paese/via/corso in anteprima.
    NON HA PREZZO
    E la comodita’ di pagare anche a fine mese,provate al Supermercato se é possibile

    Purtroppo il nostro a Fantecolo ha chiuso e ne sono molto dispiaciuto.

  18. QUELLO DEI CENTRI COMMERCIALI E” UN FENOMENO ANTICOMUNICATIVO IN NETTA progressione NON CI SI PUO FAR niente?????????????

  19. paolo guarnaccia // 17 gennaio 2016 a 7:37 // Rispondi

    è tutto il modello di produzione e consumo che deve essere rivisto, per uscire dalla crisi dovuta alla globalizzazione delle multinazionali occorre rilocalizzare l’economia favorendo il consumo di prodotti locali, soprattutto alimentari, più sani, freschi, assortiti; ma lo stesso discorso vale anche per il tessile, la cosmesi, l’erbiristeria, i materiali da costruzione, mobili, ecc. ecc.
    la rete dei piccoli negozi di quartiere (fruttivendoli, alimentari, panifici, pescivendoli, macellerie, farmacie, ferramenta, ecc.) è l’unica possibilità per realizzare questo progetto ma occorrerebbe:
    1. il coinvolgimento delle associazioni di categoria (confcommercio, confesercenti, coldiretti, confcoltivatori, ecc.);
    2. l’organizzazione di una logistica intelligente che metta in contatto diretto produttori e consumatori per ottenere prezzi giusti e trasparenti evitando i numerosi passaggi di speculazione commerciale;
    3. formazione ai rivenditori sulle caratteristiche di qualità dei prodotti locali legati al territorio ed alle tradizioni;
    4. il coinvolgimento del mondo della ricerca per progettare e validare questo nuovo (esisteva e funzionava benissimo fino a 40 anni fa) modello, l’unico capace di creare immediatamente centinaia di migliaia di posti di lavoro dignitosi e duraturi in ogni regione italiana.
    “la crisi o la gestisci o ne subisci le conseguenze!”
    Paolo Guarnaccia
    Università di Catania
    paolo.guarnaccia@unict.it

  20. Al mio paese, Locate T. aiutano solo una tipologia di negozio, il Bar!!! Non ne è mai fallito uno che ho sappia.

  21. Buongiorno a tutti. Non sono un commerciante ma sono anch’io un semplice cittadino che si barcamena come tutti per far quadrare i conti alla fine del mese. Dove abito io (Brugherio – MB) abbiamo una quantità di ipermercati impressionanti.
    Da qualche tempo però ho imparato ad usare un portale, simile a Facebook, che mi permette di guadagnare dei soldi e di poterli spendere solo in quei negozi che hanno aderito a questo particolare.
    Nel mio piccolo, riesco a risparmiare fino al 50% sul prezzo finale del prodotto acquistato, mentre il negoziante prende il 100% del costo del materiale venduto.
    Sia per me che per il negozio il tutto è inoltre gratis.
    Ci sono anche dei benzinai che hanno aderito e pago la benzina circa 0,7€/l, non male!

  22. Bravo Fulvio, io sono un negoziante e ti stimo.
    Se non sono i negozianti a darsi da fare, le istituzioni burocratizzate fanno i contabili ma non sono dentro l’attività. Si può fare tutti assieme e tra di noi senza tirare in ballo le associazioni. https://www.sixthcontinent.com/shoptutorial

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