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#Part1.Un valoroso soldato brembillese con una pallottola nella schiena

Sono passati più di 70 anni da quando Andreino Fantini (Brembillese classe 1923) fu ferito alla schiena da un proiettile in Jugoslavia, il nostro compaesano era uno degli oltre 400.000 soldati italiani internati nei territori dei Balcani e che, dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, furono disarmati e fatti prigionieri dall’esercito tedesco. Andreino e i suoi compagni non aderirono alla Repubblica sociale di Salò, al contrario molti di essi decisero di unirsi con i partigiani jugoslavi del maresciallo Tito tra cui il nostro Andreino.

Ha scritto Sandro Pertini :
<< La nascita del nuovo esercito italiano “inteso come esercito democratico antifascista e parte integrante della coalizione antihitleriana nella seconda guerra mondiale” deve essere anticipata al 9 ottobre 1943, quando il Generale Oxilia, Comandante della Divisione di Fanteria da montagna “Venezia”, forte di dodicimila uomini, dette ordini alle sue truppe di attaccare i nazisti, coordinando le azioni militari con l’esercito popolare di liberazione della Jugoslavia. >>

Grazie ad Oliviero Carminati che ha collaborato con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per raccogliere questa preziosa testimonianza.A breve pubblicheremo anche la seconda parte di questo racconto.

Ascoltiamo dalla viva voce di Andreino il racconto semplice e lucidissimo di quei giorni terribili.

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