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Lettere Brembane dal fronte

A noi che l’eco degli avvenimenti mondiali può aver oscurato il ricordo dei nostri combattenti, resti nell’animo e nel ricordo l’esperienza di quei giovani a noi completamente sconosciuti, ma presenti in mezzo a noi attraverso i loro discendenti i cui nomi sono stampati sulle lapidi, sulle croci di guerra, siano uno stimolo all’assunzione di responsabilità civiche, sociali e morali, siano il nostro orgoglio, la nostra fede contro ogni tipo di barbarie.

Questo è un estratto della prefazione dello splendido libro “CRONACHE DI FATTI,LUOGHI E PERSONE DELLA VALLE BREMBANA NELLA GRANDE GUERRA” di Diego ed Osvaldo Gimondi.

Questo volume è bellissimo per molti aspetti, ma a me, ha colpito per il fatto che leggendolo si può intravedere  e capire la guerra con gli occhi di quei poveri disgraziati (nostri nonni e bisnonni) che sono stati mandati, ubriacandoli di retorica, a combattere e a farsi ammazzare.Qui riporto una lettera scritta dal caporal maggiore contabile Giuseppe Manzoni di Brembilla ad un amico.

(Da notare che la guerra era appena iniziata)

“Mi hanno confinato al forte B…

attendiamo i tedeschi da un momento all’altro, ma ad ogni modo siamo pronti a ben riceverli. Abbiamo tanti proiettili e tanto coraggio da ammazzare dei milioni… se vengono. Oh! Sta pur certo che infliggeremo loro una tale lezione da ricordarsene per un pezzo.Intanto qui ci si sta benissimo:aria buona,acqua eccellente e vino a 40 centesimi. Salutami la tua famiglia ed ai tuoi cari bimbi fai recitare l’ave perchè possa ritornare anch’io salvo in seno alla mia…”

 

Ringraziamo gli autori Diego ed Osvaldo Gimondi per averci concesso di pubblicare questo breve estratto ed invitiamo tutti ad acquistare questo bellissimo libro e a visitare il sito del Centro studi Francesco Cleri.

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