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Una vita libera. A Brembilla la presentazione di un volume sul grande Walter Bonatti.

«Forse il più forte alpinista di tutti i tempi. Un uomo molto tollerante e aperto a tutto, che solo per il fatto di essere stato emarginato è diventato un solitario». Così Reinhold Messner descriveva tempo fa Walter Bonatti, il simbolo di un alpinismo ormai scomparso, una vita romanzesca, fatta di grandi vittorie e tragedie, di grandi ascese e cadute, come l’ingiusta accusa, legata alla spedizione italiana del 1954 sul K2, di aver utilizzato per sé l’ossigeno necessario ai compagni di scalata Lacedelli e Compagnoni, accusa da cui sarà riabilitato solo 54 anni dopo. Un carattere difficile, spinoso e fiero, tipico di chi sa di esser tra i più forti, stimato da molti e criticato da quanti invidiavano la sua genialità nello scalare e la facilità con cui affrontava imprese per altri impossibili.

Bonatti però non era solamente un grande alpinista, era uno scrittore,un’esploratore e un uomo inquieto e libero. Due anni fa a Brembilla abbiamo avuto la fortuna di poter assistere alla presentazione di un libro, scritto dalla moglie Rossana Podestà, in cui si può scoprire il Bonatti meno conosciuto e forse più vero. Grazie a Oliviero Carminati per averci concesso questo filmato interessantissimo e ai gruppi che hanno organizzato questo evento :

Gruppo Sentieri Amici della Storia,Gruppo Lucertole di Brembilla, Cai Alta Valle Brembana, Cai Zogno e Lupi di Brembilla. Buona visione.

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