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8 dicembre 1985-Juventus sul tetto del mondo

Trent’anni fa la Juventus vinceva la sua prima Coppa Intercontinentale,salendo per la prima volta sul tetto del mondo.La partecipazione al torneo arrivò grazie alla vittoria “insanguinata”nella notte dell’Heysel sul Liverpool.Avversario fu l’Argentinos Juniors,vincitore dell’ultima Copa Libertadores,in cui militava Claudio Borghi,futuro milanista.La partita fu vinta dalla Juventus ai calci di rigori per 6-4,dopo il 2-2 finale.E’ ritenuta la miglior edizione nella storia del torneo per livello tecnico e agonistico, oltreché, in generale, uno dei migliori incontri mai giocati nella storia dello sport.

Coppa Intercontinentale 1985
Toyota Cup 1985
CompetizioneCoppa Intercontinentale
SportFootball pictogram.svg Calcio
Edizione24ª
OrganizzatoreUEFA e CONMEBOL
Date8 dicembre 1985
LuogoTokyo, Giappone
Partecipanti2
Impianto/iNational Stadium
Risultati
VincitoreJuventus
(1º titolo)
Statistiche
Miglior giocatoreFrancia Michel Platini
Juventus, Coppa Intercontinentale 1985, Michel Platini e Gaetano Scirea.jpg
I bianconeri Platini (miglior giocatore dell’edizione) e Scirea, al rientro a Torino, mostrano il trofeo conquistato.

Avvenimenti

Dopo sette edizioni di dominio delle squadre vincitrici della Coppa Libertadores, alla vittoria del massimo trofeo internazionale tornò una squadra europea. L’edizione 1985, disputata l’8 dicembre, vedeva opposti Argentinos Juniors e Juventus e vide infatti prevalere gli italiani al termine di un incontro deciso – per la prima volta nella storia della manifestazione – ai tiri di rigore, in cui gli juventini prevalsero per 4-2.

L’argentino Borghi in azione nel corso della finale di Tokyo

Con la vittoria nella competizione, infine, la Juventus divenne il primo – e rimane tuttora l’unico – club al mondo ad avere conquistato almeno una volta tutti i trofei ufficiali a livello internazionale.[3][4] Invece, i difensori italiani Gaetano Scirea e Antonio Cabrini divennero i primi calciatori europei a vincere tutte le competizioni internazionali per club; allo stesso tempo, l’allenatore Giovanni Trapattoni divenne il primo tecnico europeo – e rimane tuttora l’unico – a fare altrettanto.[5]

Il centrocampista francese Michel Platini fu eletto miglior calciatore della partita.[6]

In Italia, la partita venne seguita in diretta (alle 04:00 di domenica mattina) da Canale 5, ma solamente in Lombardia, stante il divieto per le televisioni private di trasmettere in diretta su tutto il territorio nazionale; la partita andò comunque in replica in tutta la penisola alle 20:30, con grande riscontro di pubblico.[7] Fu la prima volta, nel paese, che un grande evento sportivo non venne trasmesso dalla RAI.[8]

Tabellino

Tokyo
8 dicembre 1985, ore 12:00 UTC+9
Juventus Flag of Italy.svg2 – 2
(d.t.s.)
referto
Flag of Argentina.svg Argentinos JuniorsStadio Nazionale di Tokyo (62.000 spett.)

Arbitro:Germania Ovest Volker Roth

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Juventus
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Argentinos Juniors

Formazioni[modifica | modifica wikitesto]

Juventus
P1Italia Stefano Tacconi
D2Italia Luciano Favero
D3Italia Antonio Cabrini
C4San Marino Massimo Bonini
D5Italia Sergio Brio
D6Italia Gaetano Scirea (C)Uscita al 64’ 64’
C7Italia Massimo Mauro Yellow card.svgUscita al 78’ 78’
C8Italia Lionello Manfredonia
A9Italia Aldo Serena
C10Francia Michel Platini Yellow card.svg Man of the match
C11Danimarca Michael Laudrup
Sostituzioni:
D13Italia Stefano PioliIngresso al 64’ 64’
C16Italia Massimo BriaschiIngresso al 78’ 78’
Allenatore:
Italia Giovanni Trapattoni
Argentinos Jrs Argentinos Jrs
P1Argentina Enrique Vidallé
D2Argentina José Luis Pavoni
D3Argentina Adrián Domenech (C)
D4Argentina Carmelo Villalba
C5Argentina Sergio Batista
C6Argentina Jorge Olguín
A7Argentina Josè Antonio Castro
C8Argentina Mario Videla Yellow card.svg
A9Argentina Claudio Borghi Yellow card.svg
C10Argentina Emilio CommissoUscita al 82’ 82’
A11Argentina Carlos ErerosUscita al 117’ 117’
Sostituzioni:
C14Argentina Juan José LópezIngresso al 117’ 117’
C16Stati UnitiArgentina Renato Corsi AmmonizioneIngresso al 82’ 82’
Allenatore:
Argentina José Yudica

da storiedicalcio.altervista.org

LA FINALE (E LA RETE) PIU’ BELLA
Nella storia della Coppa Intercontinentale la finale forse più bella di sempre vede protagoniste la
Juventus e l’Argentinos Juniors l’8/12/1985. Forti motivazioni spingono la squadra italiana, nel cui
albo d’oro manca ancora la perla della Coppa Intercontinentale.
I bianconeri scendono in campo al completo sul terreno dell’Olimpico di Tokyo, “arato” dal football
americano e poi bagnato da una pioggia insistente, su cui «la palla rimbalza come fosse un
coniglio», secondo l’efficace immagine di Trapattoni.
Al via, argentini di gran carriera, grazie a un collettivo di eccezionale valore: due ali autentiche,
Ereros e Castro, un centravanti-ovunque con colpi di gran fantasia, Claudio Borghi, e registi arretrati
col radar nei piedi, il lungo Batista e Videla.
Trapattoni risponde con la sua Juve migliore: Tacconi in porta, Favero e Brio mastini d’area, Cabrini
terzino d’attacco a sinistra, Scirea libero, centrocampo affidato alla forza di Bonini e Manfredonia e
alla regia sontuosa di re Platini; in attacco, supportata dai ricami degli esterni Mauro e Laudrup,
opera la torre centrale Serena.
 
Di fronte alla baldanza avversaria, la Juve si rintana, sperimentando l’efficacia del contropiede con
rade ma pericolose sortite. Il gioco è piacevole, ma non produce occasioni clamorose.
Tutt’altra musica nella ripresa: scaldati i ferri, le due potenze si affrontano in un duello apertissimo.
La Juve affonda per prima: Scirea sguinzaglia Serena, tocco smarcante di testa per Laudrup che
spara in gol, ma l’arbitro Roth annulla per fuorigioco.
La scintilla scatena un’eruzione. Commisso sguinzaglia a sua volta Ereros in contropiede, l’ala in area
beffa Tacconi in uscita con un diabolico pallonetto. Pochi minuti e Castro conclude di nuovo in porta
un’azione verticale Borghi-Ereros, ma l’arbitro Roth dice nuovamente no.
La Juve sembra sotto shock, ma si riprende prontamente quando Platini pennella per Serena, stop a
seguire del centravanti, che viene atterrato da Olguin.
È calcio di rigore, re Michel trasforma
mandando il pallone a destra e il portiere a
sinistra. Ora la Juve manovra sul velluto,
rispondendo colpo su colpo ai raffinati
fraseggi dell’attacco argentino.
Platini incanta: assolo in area, cambio di
piede in palleggio aereo e palla nel sacco di
Vidallé. Con un vero e proprio delitto di
leso calcio, lo sciagurato arbitro Roth
annulla nuovamente, senza un perché.
Geloso del francese, sale in scena Borghi,
fantasista baciato dalla grazia: inventa un
corridoio per il velocissimo Castro che si
infila in area, debella Cabrini e fa secco
Tacconi. Manca un quarto d’ora alla fine e il
destino della Coppa sembra segnato in
favore dei “rossi”. Impressione sbagliata:
Platini innesca Laudrup, il danese parte in
dribbling, aggira il portiere, resta in
equilibrio nonostante il tentativo di fallo di
Vidallé, approda sul fondo e qui, di pura
magia, infila in un pertugio di pochi
centimetri. Un gol straordinario, che in
pratica chiude la partita, non solo nel senso
dei novanta minuti regolamentari.
La girandola di emozioni ha lasciato
esausti i giocatori sul fango e i
supplementari hanno poco da raccontare.
La kermesse dagli undici metri potrebbe
favorire gli argentini, vincitori ai penalty della
Coppa Libertadores contro l’America Cali.
Brio apre la lotteria silurando di destro
Vidallé. Pareggia Olguin con identico tiro.
Cabrini fa centro di sinistro. Su Batista
Tacconi para sulla propria sinistra.
Esultano i bianconeri. Serena di sinistro
impallina il portiere argentino. Poi Lopez di
destro compie il proprio dovere, ma
Laudrup angola di destro un tiro non
potente e Vidallé ci arriva con un guizzo.
Serve ancora Tacconi, che si tuffa sulla
destra a neutralizzare il tiro di Pavoni. La
tensione è alle stelle, quando re Michel e
Vidallé sono di fronte per il tiro decisivo:
l’asso francese dissimula la propria
emozione, fa qualche passo e invia un
impeccabile destro alla sinistra del portiere,
mandando quest’ultimo dall’altra parte.
E il trionfo, dopo un splendido match.
L’uomo del match: Michel Platini
Il gol più bello, degno della cineteca del
calcio di tutti i tempi, glielo annulla
l’inflessibile tedesco Roth ed è un delitto.
Tanto bella è stata, quella realizzazione, col
cambio di piede in palleggio aereo, che re
Michel si adonta del suo annullamento ed
esce in pratica di partita, dopo essersi
iscritto tra i grandi protagonisti. Ritorna per
il rigore decisivo, quello che chiede nervi
saldi e sangue di ghiaccio: portiere da una
parte, pallone dall’altra. Così segnano i
grandi.  In pratica, quello di Tokyo è il suo
canto del cigno. Dopo aver vinto tutto, non
avrà più stimoli e lascerà nel 1987.
images (4)
la delusione di Platini dopo il gol annullatogli dall’arbitro tedesco Roth 
Tokio, 8 dicembre 1985
JUVENTUS-ARGENTINOS 6-4 d.c.r. (2-2)
Reti: 55′ Ereros, 63 Platini (r), 75′ Castro, 82′ Laudrup
Arbitro: Roth (Germania Ovest)
Juventus: Tacconi, Favero, Cabrini (c), Bonini, Brio, Scirea (64′ Pioli), Mauro (78′ Briaschi),
Manfredonia, Serena, Platini, Laudrup
Argentinos: Vidallé, Pavoni, Domenech, Villalba, Batista, Olguín, Castro, Videla, Borghi, Commisso
(82′ Corsi), Ereros (117′ López)
Video:
La sfida di Tokyo,
prima parte
Video:
La sfida di Tokyo,
seconda parte
Informazioni su diego80 (1832 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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