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20 novembre 1972-Muore Ennio Flaiano (re edit)

« L’uomo è un animale pensante, e quando pensa non può essere che in alto. È questa la mia fede. Forse l’unica. Ma mi basta per seguire ancora con curiosità lo spettacolo del mondo.[1] »
(Ennio Flaiano)

Ennio Flaiano

Ennio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972) è stato uno sceneggiatore, scrittore, giornalista, umorista, critico cinematografico e drammaturgo italiano. Specializzato in elzeviri, Flaiano scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate. Lavorò a lungo con Federico Fellini, con cui collaborò ampiamente ai soggetti e alle sceneggiature dei più celebri film del regista riminese, tra i quali La strada, La dolce vita e .

Biografia

« La parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia. »
(Ennio Flaiano, Un marziano a Roma)

Nato il 5 marzo del 1910, ultimo di sette figli, da Cetteo Flaiano (1859-1943) e Francesca Di Michele (1873-1938), il giovane Ennio passa un’infanzia di viaggi e spostamenti continui tra Pescara, Camerino, Senigallia, Fermo e Chieti, tra scuole e collegi. Nel 1922 arriva a Roma (viaggiando il 27 ottobre in treno, per fortuita coincidenza, in compagnia di fascisti della Marcia su Roma, più tardi ne racconterà gustosi aneddoti). Nella capitale compie gli studi secondari superiori nel Convitto nazionale fino al liceo artistico (diplomato nel 1929) e si iscrive alla Facoltà di architettura, senza però terminare gli studi universitari.

All’inizio degli anni trenta mentre divide una stanza in viale delle Milizie con il pittore Orfeo Tamburi, e collabora come scenografo con Anton Giulio Bragaglia, conosce Mario Pannunzio[2], Telesio Interlandi, Leo Longanesi e altre firme del giornalismo italiano, iniziando a collaborare alle riviste L’Italia Letteraria, Omnibus e Quadrivio. Dal 1933 al 1936, dopo un soggiorno a Pavia per frequentare la Scuola Ufficiali, partecipa alla Guerra d’Etiopia.

Tornato a Roma, nel 1939 inizia ad occuparsi di cinema, collaborando con il neonato settimanale Oggi per il quale scriverà per alcuni mesi recensioni in cui i giudizi sui film sono il pretesto per far emergere un «sotterraneo dissenso al regime[3]». Frequenta l’Antico Caffè Greco e le trattorie dove si incontra spesso con personaggi della vita letteraria e artistica romana quali Aldo Palazzeschi, Carlo Levi, Libero de Libero, Sandro Penna, Vitaliano Brancati, Vincenzo Cardarelli, ma anche Irving Penn, Orson Welles ecc. Nel 1940sposa Rosetta Rota (1911-2003), insegnante di matematica nata a Vigevano e zia di Giancarlo Rota.

Nel 1942 nasce la figlia Luisa, soprannominata Lelè, la quale all’età di otto mesi inizia a dare i primi segni di una gravissima forma di encefalopatia che comprometterà tragicamente la sua vita. Splendide pagine su questo drammatico evento si trovano ne La valigia delle Indie. All’inizio degli anni quaranta collabora anche a diversi altri giornali, come critico teatrale, recensore letterario e cinematografico (anche con pseudonimi come Patrizio Rossi, Ezio Bassetto o Ennio Di Michele[4]) come «Cine Illustrato”, “Cinema”, “Storia di ieri e di oggi”, “Mediterraneo”, “Documento” “Il Popolo di Roma”, “Italia”.

Ennio Flaiano stringe la mano adAnita Ekberg, sotto lo sguardo diFederico Fellini, durante una pausa delle riprese della Dolce vita (1959)

Dal 1943 inizia a lavorare da sceneggiatore per il cinema. Al cinema lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio. Nel 1945 è capocronista del quotidiano “Risorgimento liberale”, poi passa a “Il Secolo XX” (alcuni articoli li firma con lo pseudonimo Pickwick), ma scrive anche su “Star”, “Mercurio” (rivista appena fondata da Alba de Céspedes), “Domenica” e “Città” e “La città libera”.

Seguono le collaborazioni a “Cinelandia” (settimanale da lui fondato che dura cinque mesi del 1946), “Omnibus” (l’edizione diretta da Salvato Cappelli, successiva a quella ormai chiusa prima della guerra), “Film Rivista”, “Giornale di Sicilia”, quindi “L’Europeo”, “La Voce Repubblicana”, “Corriere di Milano”, “Bis” (rivista diretta da Giuseppe Marotta) ecc. Nel 1947 vince il primo Premio Strega con Tempo di uccidere, appassionato romanzo sulla sua esperienza in Etiopia, scritto in appena tre mesi dietro espressa richiesta di Leo Longanesi.

L’attività giornalistica a questo punto si concentra solo su “Il Mondo” di cui è caporedattore (fino al 1951). Tra il 1947 e il 1971 scrive alcune tra le più belle sceneggiature del cinema del dopoguerra, collaborando a film di registi quali Federico Fellini (10 film), Marcello Pagliero e Alessandro Blasetti (4 ciascuno), Luigi Zampa, Luciano Emmer e Gianni Franciolini (3 ciascuno), Romolo Marcellini, Alberto Lattuada, Camillo Mastrocinque, Mario Soldati, Mario Monicelli, Dino Risi e Gian Luigi Polidoro (2), ma anche Renato Castellani, Roberto Rossellini, William Wyler, Domenico Paolella, Michelangelo Antonioni, Antonio Pietrangeli, Eduardo De Filippo, Pietro Germi, Elio Petri ecc.

All’attività di giornalista si dedica con la rubrica “Diario notturno” (su “Il Mondo”, poi raccolta in volume da Bompiani, 1956), e con articoli sul Corriere della Sera, Tempo presente,L’Illustrazione Italiana, Corriere d’Informazione e l’Espresso, poi (dal 1964) con L’Europeo. Negli anni sessanta inizia un periodo di viaggi e relazioni internazionali[5], si reca inSpagna (dove collabora con il regista Luis Berlanga), a Parigi (dove scrive per Louis Malle un film poi non realizzato) e ad Amsterdam (per La ragazza in vetrina), a Zurigo (per incontrare la vedova di Thomas Mann, sul cui Tonio Kröger sta scrivendo un film) e a Hong Kong (per un film di Gian Luigi Polidoro), quindi negli Stati Uniti (per l’Oscar a ), di nuovo a Parigi (dove scrive una sceneggiatura tratta dalla Recherche di Proust per René Clément, film che non si riuscirà a fare), a Praga (dove incontra Miloš Forman) e inIsraele (viaggio raccontato sulle pagine dell'”Europeo” nel 1967).

Altri progetti coinvolgono George Cukor, Rex Harrison, il Canada (per il film Le voyager, non realizzato), arriva persino a immaginarsi regista di un film americano che non riesce a fare[6]. All’inizio di marzo 1970 viene colpito da un primo infarto. “Tutto dovrà cambiare”, scrive tra i suoi appunti. Va a vivere da solo in un residence, portandosi pochissimi libri. Nello stesso tempo inizia a mettere ordine tra le sue carte, per dare alle stampe una versione organica della sua instancabile vena creativa: appunti sparsi su fogli di ogni tipo vengono lentamente catalogati. Ma gran parte di questo corpus di scritti è destinato a essere pubblicato postumo.

Il 5 novembre 1972 pubblica sul Corriere della Sera il suo ultimo articolo, a carattere autobiografico. Il 20 novembre dello stesso anno, mentre è in clinica per alcuni semplici accertamenti, viene colpito da un secondo, questa volta fatale, infarto. La figlia Lelè morirà nel 1992. La moglie Rosetta si è spenta alla fine del 2003. La famiglia è riunita nel cimitero di Maccarese, vicino Roma.

Targa presso l’abitazione di Flaiano a Via Montecristo (Roma)

Ingresso del Teatro Flaiano (Roma)

Flaiano e Roma

Il nome di Flaiano è legato indissolubilmente a Roma, città amata e odiata. Testimone delle evoluzioni e degli stravolgimenti urbanistici, dei vizi e delle virtù dei cittadini romani, Flaiano ha saputo vivere la capitale in tutti i suoi aspetti, tra cantieri, locali della “dolce vita”, strade trafficate.

Ne La solitudine del satiro Flaiano ha lasciato numerosi passi riguardanti la sua Roma. In particolare va ricordato un lungo articolo (apparso su Il Mondo nel 1957) nel quale viene descritta la nascita del quartiere Talenti, nella zona nord-est di Roma, segno della frenetica crescita urbanistica, che lentamente inghiottiva la campagna. Nella zona limitrofa (il quartiere Montesacro), Ennio Flaiano visse dal 1953 e qui una targa commemorativa (posta dalla Compagnia Teatrale LABit) ricorda il suo passaggio.

Sembra quasi confermare il difficile rapporto di Flaiano con Roma il fatto che la tomba dell’autore si trovi a Maccarese (Fiumicino), zona marittima alle porte della capitale, dove Flaiano visse diversi anni.

Letteratura

Fine ed ironico moralista, ma anche acre e tragico al tempo stesso, produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un’originale venasatirica ed un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea. Creava continuamente mottetti e aforismi, molti dei quali ancora di uso comune. Fu il primo vincitore del Premio Strega, nel 1947, con il suo più famoso romanzo, Tempo di uccidere.

Il poeta che compendia e riflette le contraddizioni, le inquietudini degli anni Cinquanta è Ennio Flaiano: un non-poeta, uno sceneggiatore, uno scrittore di epigrammi, di pseudo poesie, uno scrittore di non-romanzi, o meglio, di romanzi mancati, «ridanciano, drammatico, gaglioffo, plebeo e aristocratico» come egli ebbe a definire Il Morgante di Luigi Pulci. «Perché io scrivo? Confesso di non saperlo, di non averne la minima idea e anche la domanda è insieme buffa e sconvolgente», scrive Flaiano, poeta lunatico, irriverente, un arcimboldo antidemagogico, antiprogressista, anti marxista e anti borghese, personalità assolutamente originale che non può essere archiviata in nessuna area e in nessuna appartenenza letteraria. Personaggio tipico della nuova civiltà borghese dei caffè, che folleggia tra l’erotismo, l’alienazione, la noia dell’improvviso benessere. Con le sue parole: «In questi ultimi tempi Roma si è dilatata, distorta, arricchita. Gli scandali vi scoppiano con la violenza dei temporali d’estate, la gente vive all’aperto, si annusa, si studia, invade le trattorie, i cinema, le strade…».

Finita la ricostruzione, ecco che il benessere del boom economico è già alle porte. Flaiano decide che è tempo di mandare in sordina la poesia degli anni Cinquanta, rifà il verso alla lirica che oscilla tra Sandro Penna e Montale. Prova allergia e repulsione verso ogni avanguardismo e verso la poesia adulta, impegnata, seriosa, elitaria. Ne La donna nell’armadio (1957) si trovano composizioni di straordinaria sensibilità e gusto epigrammatico con un quantum costante di intento derisorio verso la poesia da paesaggio e i quadretti posticci alla Sandro Penna, le punture di spillo alla poesia di De Libero.[7]

Monumento dedicato ad Ennio Flaiano all’ingresso del centro storico di Pescara

Teatro

Flaiano scrisse anche per il teatro:

  • La guerra spiegata ai poveri (prima del Teatro Tascabile presso il “Teatro Arlecchino” di Roma il 10 maggio 1946)
  • La donna nell’armadio (prima al Teatro Gobetti di Torino, per la regia di Luciano Lucignani il 24 maggio 1957)
  • Il caso Papaleo (prima al festival dei Due Mondi di Spoleto per la regia di Sandro Sequi il 9 giugno 1960)
  • Un marziano a Roma (prima al Teatro Lirico di Milano della compagnia Teatro popolare italiano fondata da Vittorio Gassman il 23 novembre 1960)
  • La conversazione continuamente interrotta (prima al Festival dei Due Mondi per la regia di Vittorio Caprioli il 2 giugno 1972)

Dal 1969 il Teatro Arlecchino, sito in via S. Stefano del Cacco a Roma, diventa in suo onore Teatro Flaiano.

Opere

  • Tempo di uccidere, Milano, Longanesi, 1947.
  • Diario notturno e altri scritti: Supplemento ai viaggi di Marco Polo, Sei raccontini utili, La saggezza di Pickwick, Un marziano a Roma, Fine di un caso, Variazioni su un commendatore, Milano, Bompiani, 1956.
  • Una e una notte; Adriano, Milano, Bompiani, 1959.
  • Un marziano a Roma, Torino, Einaudi, 1960.
  • Traduzione di Romain Weingarten, Daisy Daisy desiderio, Milano, Feltrinelli, 1968.
  • Il gioco e il massacro, Milano, Rizzoli, 1970. [selezionato al Premio Campiello]
  • Un marziano a Roma e altre farse, Torino, Einaudi, 1971.
  • Presentazione de L’opera completa di Paolo Uccello, Milano, Rizzoli, 1971.
  • Le ombre bianche, Milano, Rizzoli, 1972.
  • La solitudine del satiro, Milano, Rizzoli, 1973.
  • Autobiografia del blu di Prussia, Milano, Rizzoli, 1974.
  • Melampus, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1974; come Melampo, Torino, Einaudi, 1978.
  • Diario degli errori, Milano, Rizzoli, 1976.
  • Lettere d’amore al cinema, Milano, Rizzoli, 1978.
  • Un bel giorno di libertà, Milano, Rizzoli, 1979.
  • Un giorno a Bombay e altre note di viaggio, Milano, Rizzoli, 1980.
  • Il messia, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1982.
  • Lo spettatore addormentato, Milano, Rizzoli, 1983.
  • Storie inedite per film mai fatti, Milano, Frassinelli, 1984. ISBN 88-7684-008-7.
  • Frasario essenziale. Per passare inosservati in società, Milano, Bompiani, 1986.
  • Lettere a Lilli e altri segni, Milano, Archinto, 1986. ISBN 88-7768-047-4.
  • Traduzione di Jules Laforgue, Amleto, ovvero Le conseguenze della pietà filiale, Milano, Libri Scheiwiller, 1987. ISBN 88-7644-064-X.
  • L’uovo di Marx. Epigrammi, satire, occasioni, Milano, Libri Scheiwiller, 1987. ISBN 88-7644-071-2.
  • Un film alla settimana. 55 critiche da «Cine illustrato» (1939-1940), Roma, Bulzoni, 1988.
  • Opere. Scritti postumi, Milano, Bompiani, 1988.
  • Progetto Proust. Una sceneggiatura per «La recherche du temps perdu», Milano, Bompiani, 1989. ISBN 88-452-1458-3.
  • Nuove lettere d’amore al cinema, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-66352-2.
  • Opere. 1947-1972, Milano, Bompiani, 1990. ISBN 88-452-1507-5.
  • Il cavastivale, Roma, Biblioteca del Vascello, 1993. ISBN 88-7227-516-4.
  • L’occhiale indiscreto, Milano, Bompiani, 1995. ISBN 88-452-2429-5.
  • Soltanto le parole. Lettere di e a Ennio Flaiano, 1933-1972, Milano, Bompiani, 1995. ISBN 88-452-2671-9.
  • La valigia delle Indie, Milano, Bompiani, 1996. ISBN 88-452-2770-7.
  • Ombre fatte a macchina, Milano, Bompiani, 1997. ISBN 88-452-2957-2.
  • Il bambino cattivo, Milano, Libri Scheiwiller, 1999. ISBN 88-7644-258-8.
  • Cristo torna sulla terra, Lugano, Quaderni di Cartevive, 2000.
  • La notte porta consiglio e altri racconti cinematografici, Milano, Bompiani, 2001. ISBN 88-452-4920-4.
  • Satira e vita: i disegni del fondo Flaiano della Biblioteca cantonale di Lugano, con cinquanta brevi testi di Ennio Flaiano, Bologna, Pendragon, 2002. ISBN 88-8342-163-9.
  • Scena all’aperto. Sceneggiatura inedita da una novella di Marino Moretti, Bologna, CLUEB, 2004. ISBN 88-491-2316-7
  • Lettere a Giuseppe Rosato (1967-1972). Con scritti su Flaiano e l’Abruzzo, Lanciano, Rocco Carabba, 2008.
  • Opere scelte, Milano, Adelphi, 2010. ISBN 978-88-459-2499-6. [contiene: Tempo di uccidere (1947), Diario notturno (1956), Una e una notte (1959), Un marziano a Roma(1960), Il gioco e il massacro (1970), Le ombre bianche (1972), La valigia delle Indie (1996), Diario degli errori (1977) e L’occhiale indiscreto (scelta di articoli non raccolti altrove)].

Filmografia

Sceneggiatore

  • Pastor Angelicus (1942) di Romolo Marcellini (sceneggiatura e assistente alla regia)
  • La danza del fuoco (1943) di Giorgio Simonelli
  • La primadonna (1943) di Ivo Perilli
  • Inviati speciali (1943) di Romolo Marcellini (sceneggiatura e assistente alla regia)
  • Vivere ancora (1944) di Nino Giannini e Leo Longanesi
  • L’abito nero da sposa (1945) di Luigi Zampa
  • La freccia nel fianco (1945) di Alberto Lattuada
  • Il vento mi ha cantato una canzone (1947) di Camillo Mastrocinque (collaborazione ai dialoghi)
  • Roma città libera (1946) di Marcello Pagliero (soggetto e sceneggiatura)
  • Fuga in Francia (1948) di Mario Soldati
  • Cintura di castità (1949) di Camillo Mastrocinque (soggetto e sceneggiatura)
  • Luci del varietà (1950) di Alberto Lattuada e Federico Fellini
  • Parigi è sempre Parigi (1951) di Luciano Emmer
  • Guardie e ladri (1951) di Mario Monicelli e Steno
  • Lo sceicco bianco (1952) di Federico Fellini
  • Fanciulle di lusso (1952) di Bernard Vorhaus
  • I vitelloni (1953) di Federico Fellini (soggetto e sceneggiatura)
  • Destini di donne (1953) di Marcello Pagliero, Christian-Jaque e Jean Delannoy(soggetto e sceneggiatura)
  • Dov’è la libertà? (1953) di Roberto Rossellini
  • Vacanze romane (1953) di William Wyler
  • Riscatto (1953) di Marino Girolami
  • Il mondo la condanna (1952) di Gianni Franciolini
  • Canzoni, canzoni, canzoni (1953) di Domenico Paolella
  • Villa Borghese (1954) di Gianni Franciolini (soggetto e sceneggiatura)
  • Vestire gli ignudi (1954) di Marcello Pagliero
  • La romana (1954) di Luigi Zampa
  • Camilla (1954) di Luciano Emmer (soggetto e sceneggiatura)
  • Vergine moderna (1954) di Marcello Pagliero
  • Tempi nostri (1954): episodio Scena all’aperto di Alessandro Blasetti
  • La strada (1954) di Federico Fellini (collaborazione alla sceneggiatura)
  • La donna del fiume (1954) di Mario Soldati (da un’idea di Flaiano, insieme conAlberto Moravia)
  • Calabuig (1955) di Luis Berlanga (soggetto e sceneggiatura)
  • Continente perduto (1955) di Enrico Gras, Giorgio Moses e Leonardo Bonzi(soggetto e sceneggiatura)
  • L’ultimo paradiso (1955) di Folco Quilici
  • Il bidone (1955) di Federico Fellini
  • Peccato che sia una canaglia (1955) di Alessandro Blasetti
  • Il segno di Venere (1955) di Dino Risi
  • La fortuna di essere donna (1955) di Alessandro Blasetti
  • Totò e Carolina (1955) di Mario Monicelli (soggetto e sceneggiatura)
  • L’arte di arrangiarsi (1955) di Luigi Zampa (revisione della sceneggiatura)
  • Terrore sulla città (1957) di Anton Giulio Majano
  • Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini
  • Racconti d’estate (1958) di Gianni Franciolini
  • Fortunella (1958) di Eduardo De Filippo (soggetto e sceneggiatura)
  • Un ettaro di cielo (1959) di Aglauco Casodio (soggetto e sceneggiatura)
  • Un amore a Roma (1960) di Dino Risi
  • La dolce vita (1960) di Federico Fellini (soggetto e sceneggiatura)
  • La notte (1961) di Michelangelo Antonioni
  • La ragazza in vetrina (1961) di Luciano Emmer
  • Fantasmi a Roma (1961) di Antonio Pietrangeli (soggetto e sceneggiatura)
  • Boccaccio 70 (1962): episodio Le tentazioni del dott. Antonio di Federico Fellini (soggetto e sceneggiatura)
  • Hong Kong, un addio (1963) di Gian Luigi Polidoro
  • (1963) di Federico Fellini (soggetto e sceneggiatura)
  • La ballata del boia (1964) di Luis Berlanga
  • Tonio Kröger (1964) di Rolf Thiele
  • Una moglie americana (1964) di Gian Luigi Polidoro
  • Giulietta degli spiriti (1965) di Federico Fellini
  • Signore & signori (1965) di Pietro Germi (sceneggiatura non accreditata)
  • La decima vittima (1965) di Elio Petri
  • Wälsungenblut (1965) di Rolf Thiele (collaborazione alla sceneggiatura)
  • Rapture (1965) di John Guillermin (collaborazione alla sceneggiatura non accreditata)
  • Io, io, io… e gli altri (1966) di Alessandro Blasetti (collaborazione alla sceneggiatura)
  • L’amore attraverso i secoli (1967): episodio Notti romane di Mauro Bolognini(soggetto e sceneggiatura) ed episodio: L’età della pietra di Franco Indovina(soggetto e sceneggiatura)
  • I protagonisti (1968) di Marcello Fondato (soggetto e sceneggiatura)
  • Vivi o preferibilmente morti (1969) di Duccio Tessari (soggetto)
  • Red (1970) di Gilles Carle (soggetto e sceneggiatura)
  • Sweet Charity (1969) di Bob Fosse (tratto da Le notti di Cabiria)
  • Colpo rovente (1970) di Pietro Zuffi
  • Un peu de soleil dans l’eau froide (1971) di Jacques Deray (collaborazione alla sceneggiatura)
  • La cagna (1972) di Marco Ferreri (soggetto, tratto da Melampus)
  • Un marziano a Roma (1983) di Bruno Rasia e Antonio Salines (soggetto, dall’opera omonima)
  • L’inchiesta (1986) di Damiano Damiani (soggetto)
  • Tempo di uccidere (1989) di Giuliano Montaldo (soggetto, tratto dall’opera omonima)
  • L’inchiesta (2006) di Giulio Base (soggetto, tratto dall’opera omonima)
  • Nine (2009) di Rob Marshall (soggetto, tratto da 8 e ½)

Attore

  • Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani

Radio e televisione

  • Il caso Papaleo, commedia radiofonica di Ennio Flaiano, con Gianrico Tedeschi, Andreina Pagnani, Jone Morino, Roberto Pastore, regia di Luciano Mondolfo, trasmessa lunedì 18 febbraio 1963, nel terzo programma RAI, ore 22,45.
  • Cura la supervisione di Carta bianca condotto da Anna Proclemer su copione di Enrico Vaime, con la regia di Romolo Siena nel 1966.
  • Meridiano di Roma (programma radio 1966-1969).
  • Collaborazione alle prime 4 puntate del programma Come ridevano gli italiani (1970)
  • Oceano Canada, regia di Andrea Andermann – documentario RAI (trasmesso nel gennaio 1973).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Premio Flaiano

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Premio Flaiano.

Alla sua memoria, nel 1974, è stato dedicato il Premio Flaiano, certamente il concorso più importante per soggettisti e sceneggiatori del cinema. La manifestazione si svolge ogni anno nella sua città natale, Pescara. Ad Ennio Flaiano è intitolata la biblioteca comunale del Municipio IV a Roma[8].

Premio Flaiano è la locuzione che convenzionalmente identifica una serie di concorsi, manifestazioni e rassegne di cinema, teatro, letteratura e dello spettacolo televisivointitolati a Ennio Flaiano e che ogni anno si svolgono a Pescara.

La manifestazione è nata nel 1974 da un’idea di Edoardo Tiboni e si tiene con cadenza annuale.

I premi vengono consegnati durante una serata che si svolge presso il Teatro monumento Gabriele D’Annunzio.

Flaiano Film Festival

La rassegna dura circa un mese (tra giugno e luglio di ogni anno), con la presentazione di film in concorso e fuori concorso. Dal 2001 la manifestazione prende il nome diFlaiano Film Festival. Il festival si articola in diverse sezioni per le quali vengono attribuiti i rispettivi premi: al film, al film straniero, agli interpreti maschile e femminile protagonisti, agli interpreti maschile e femminile non protagonisti, ai registi, alla fotografia, al montaggio, alla colonna sonora, alla scenografia, ai costumi. Inoltre vengono assegnati il premio speciale della giuria, il premio al migliore film di esordio e il premio alla carriera. Uno dei premi più prestigiosi che viene assegnato è il “Flaiano d’oro” per la cinematografia, che è riservato a scrittori per il cinema, registi, interpreti italiani e stranieri, critici.

Vincitori del Flaiano Film Festival[modifica | modifica wikitesto]

Premio per la miglior regia[modifica | modifica wikitesto]

Premio all’interprete

Premio all’interprete femminile

Premio all’interprete maschile

Premio all’interprete femminile non protagonista

Premio all’interprete maschile non protagonista

Premio alla carriera

Premio agli sceneggiatori

Premio al film

Premio al film straniero

Premio alla fotografia

Premio al montaggio

Premio alla migliore colonna sonora

Premio alla scenografia

Premio ai migliori effetti speciali

Premio per i migliori costumi

Premio speciale della giuria

Premio al miglior film d’esordio

Premio alla produzione

Premio alla critica cinematografica

Premi speciali

Premi del pubblico

Film
Interprete femminile
Interprete maschile

Concorso italiano

La sezione letteraria

La sezione letteraria della manifestazione comprende il “premio di narrativa” ed il premio all'”italianistica”.

Il premio di narrativa è rivolto alla narrativa contemporanea, italiana e straniera ed esiste dal 1976. Le opere vengono selezionate da una commissione giudicatrice per partecipare alla finale, dove viene assegnato da una giuria composta da 200 membri. Tra i premiati si annoverano Seamus Heaney, José Saramago e Imre Kertesz, che successivamente hanno ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.

Il premio all’italianistica, istituito nel 2002, costituisce un riconoscimento per opere pubblicate all’estero ed è patrocinato dall’associazione culturale “Ennio Flaiano” in collaborazione con il Ministero degli affari esteri italiano. Il premio viene assegnato da una giuria internazionale, che opera una scelta tra le opere indicate dagli Istituti italiani di cultura all’estero, ciascuno dei quali può proporre una sola pubblicazione edita nel paese di competenza.

Vincitori della sezione letteraria

Premio Flaiano (narrativa)

Premio di poesia

Premi speciali

SuperFlaiano

Italianistica

La sezione teatrale

Il premio è rivolto ad autori che presentino copioni inediti e si articola in diverse sezioni per le quali vengono attribuiti i rispettivi premi: all’autore, all’interprete, alla regia, alla critica teatrale ed alla carriera.

Vincitori della sezione teatrale

Premio all’autore

Premio all’interprete

Premio alla carriera

Premio alla critica teatrale

Premio alla regia[modifica | modifica wikitesto]

Premi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Sezione radio e televisione

La sezione riservata alla televisione ed alla radio assegna ogni anno riconoscimenti ad autori, interpreti, giornalisti, conduttori, programmi radiofonici.

Vincitori della sezione radio e tv

Premio all’autore

Premio al miglior interprete televisivo

Premio per il miglior conduttore televisivo

Premio alla carriera

Premi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Premio al programma

Premio al programma culturale[modifica | modifica wikitesto]

Premio per inchieste e documentari

Premio per la critica televisiva

Premio al personaggio

Premio per la regia televisiva

Premio per la radio220px-Ennio_Flaiano

Informazioni su diego80 (1832 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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