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23 dicembre 2008-Terremoto a Parma e Reggio Emilia,danneggiati edifici storici

PARMA 2008-12-23 LANGHIRANO PROVINCIA DI PARMA TERREMOTO SUPERMERCATO FOTO NEWPRESS TERREMOTO - LANGHIRANO PROVINCIA DI PARMA TERREMOTO SUPERMERCATO FOTO NEWPRESS - Fotografo: NEWPRESS

da corriere.it

Terremoti in provincia di Reggio Emilia avvertiti in tutto il centro-nord

La prima forte scossa alle 16,24 di 5,2 gradi Richter a 26 km di profondità, la seconda di 4,8 alle 22,58 a 30 km

Prodotti caduti dagli scaffali in un supermercato di Langhirano dopo la scossa di terremoto (Newpress)
Prodotti caduti dagli scaffali in un supermercato di Langhirano dopo la scossa di terremoto (Newpress)

MILANO – Sono proseguite anche martedì sera le scosse di assestamento in provincia di Reggio Emilia. È stato avvertito ancora in tutto il Nord Italia alle 22,58 un nuovo intenso sisma di 4,8 gradi della scala Richter (seguito alle 23,14 e alle 23,25 da due di 3 gradi), leggermente inferiore a quello di 5,2 gradi avvenuto alle 16,24 alla profondità di 26 chilometri presso Quattro Castella, al confine tra le province di Reggio Emilia e di Parma. L’epicentro del sisma serale è stato focalizzato a circa 30 km di profondità, praticamente nella stessa zona di quello del pomeriggio. Già Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, nel pomeriggio aveva avvertito che vi sarebbero state «scosse di assestamento nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma di intensità minore».

DANNI – Sono in tutto cinquanta, ma il numero è destinato a salire, le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in provincia di Parma. Lo ha reso noto il prefetto di Parma, Paolo Scarpis. Nel Comune di Felino sono state evacuate 25 personeo, 23 a Sala Baganza (soprattutto nella frazione di San Vitale) e due a Neviano degli Arduini. In tutto sono 17 le chiese tra le province di Parma e Reggio Emilia che rimarranno chiuse al culto per le festività natalizie. Mercoledì il centralino dei Vigili del fuoco di Parma è stato raggiunto da quasi 400 chiamate di persone che chiedevano un sopralluogo alle proprie abitazioni. Molte strutture private sono state già visionate in giornata; i controlli proseguiranno anche a Natale. I danni più ingenti per quanto riguarda gli edifici storici sono stati riportati dal castello di Torrechiara, dove oltre a ingenti lesioni strutturali sono stati rilevati gravi danni a intonaci e affreschi. Inagibile anche il castello di Montechiarugolo. Alla rocca di Sala Baganza, sede del Comune, è crollato un muro di contenimento, mentre nel municipio di Langhirano si è reso necessario lo sgombero di un’ala. Infine a Neviano degli Arduini è stato necessario traslocare la guardia medica.

SCOPPIA TUBATURA – Tra Langhirano e Pastorello, in provincia di Parma, è scoppiata una tubatura di metano sotto il manto stradale. La strada è interrotta ed è presidiata da Carabinieri e Vigili del Fuoco, ma non c’è stato nessun danno né per le persone né per gli edifici.

SCOSSE – La scossa principale delle 16,24 di martedì 23 dicembre (con epicentro a 44,64 N e 10,49 E) di magnitudo 5,2 della scala Richter, è stata preceduta sei minuti prima da uno scuotimento di 3,5 gradi (con epicentro a 44,60 N e 10,57 E) presso Vezzano sul Crostolo, quindi a sud-est dell’epicentro principale, a una profondità di 15 km. Alle 17,51 è stata registrata una nuova scossa di 3,4 gradi.

PROBABILE ASSESTAMENTO – «È stato un terremoto abbastanza forte, ma non distruttivo», ha commentato Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Non ci sono stati danni seri perché in passato si è costruito bene. Si tratta di un tipico terremoto di quella zona dell’Appennino settentrionale, come ve ne sono stati anche altri in passato», ha concluso Boschi. Per Doriano Castaldini, professore al dipartimento di Scienze della terra della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, i terremoti di martedì sono «un evento normale. Questi eventi sismici che si ripetono a distanza di pochi anni sono probabilmente collegati a una compressione regionale che è attiva in quasi tutta la fascia pede-appenninica».

TEMPORANEA INTERRUZIONE LINEE FERROVIARIE – Ferrovie dello Stato aveva comunicato in serata che era stata riattivata la circolazione ferroviaria sulle linee Bologna-Verona, Bologna-Padova e Milano-Bologna dopo il sisma del pomeriggio. Le ultime linee hanno avuto il via libera alle 19 senza che su nessuna fossero stati riscontrati problemi. L`interruzione era stata «una precauzione necessaria per consentire ai tecnici di effettuare le opportune verifiche sull’integrità dell’infrastruttura». A causa dello stop precauzionale, la circolazione ferroviaria nord-sud risultava rallentata con ritardi in taluni casi anche intorno ai 100-120 minuti.

Informazioni su diego80 (1905 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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