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27 dicembre 2007-Viene assassinata Benazir Bhutto

 

27 dicembre del 2007. Benazir Bhutto, prima e unica donna a diventare primo ministro del Pakistan, ha appena concluso l’ultimo comizio elettorale del Partito Popolare Pakistano: due settimane dopo ci sarebbero state le elezioni politiche. A bordo di una jeep bianca saluta le decine di migliaia di sostenitori sporgendosi dal tettuccio: all’improvviso due colpi di arma da fuoco. Poi un kamikaze si fa esplodere. Trasportata d’urgenza in ospedale, per lei non c’è più nulla da fare. Muore all’età di 54 anni, insieme a lei altre venticinque persone. Il presidente pakistano Pervez Musharraf accusa dell’omicidio i “terroristi islamici”, voce confermata da Mustafa Abu al-Yazid, capo delle operazioni dell’organizzazione terroristica al Qaeda in Afghanistan. Ma il marito della Bhutto, Asif Ali Zardari, punta il dito contro il governo di Musharraf responsabile a suo dire dell’attentato. ll 26 aprile 2013 una corte pakistana ha posto Musharraf agli arresti domiciliari in relazione alla morte della leader politica. Benazir Bhutto faceva parte di una delle famiglie più potenti del paese. Era figlia dell’ex primo ministro pakistano Zulfiqar Ali Bhutto e di Begum Nusrat Bhutto, di origini curdo-iraniane. Il nonno paterno sir Shah Nawaz Bhutto era invece un sindhi, ed era stato una delle figure chiave del movimento indipendentista del Paese. Seguendo le orme del padre va a studiare prima in America e poi Inghilterra. Nel 1973 si laurea in Scienze politiche ad Harvard. Si trasferisce ad Oxford per specializzarsi in politica, filosofia ed economia al St Catherine’s College. Non ancora ventenne è già pronta per la politica. Dopo gli studi universitari torna in Pakistan dove suo padre viene prima deposto e poi ucciso dal dittatore al potere, il generale Muhammad Zia-ul-Haq, che la costringe agli arresti domiciliari. Quando, nel 1984, ottiene il permesso di tornare nel Regno Unito, diventa leader in esilio del Partito Popolare Pakistano (PPP), già presieduto dal padre. A 35 anni, è la prima donna eletta primo ministro in tutto il mondo musulmano. Il suo governo dura però solo venti mesi. Come suo padre, nel 1990 viene destituita dopo lo scontro con il presidente del Pakistan Ghulam Ishaq Khan, che Bhutto accusava di essere alleato con l’opposizione del conservatore Nawaz Sharif. Nel 1993 il PPP vince di nuovo le elezioni e torna al potere, per restarci fino al 1996. Una vita fatta di partenze e ritorni. Bhutto nel 2007 era appena rientrata in Pakistan per partecipare alle elezioni: per otto anni era stata costretta all’esilio prima a Dubai e poi a Londra, con l’accusa di corruzione. Leader di uno dei principali partiti dell’opposizione al governo del presidente e capo dell’esercito Pervez Musharraf, arrivato al potere con un colpo di stato nel 1999, il suo ritorno in patria il 18 ottobre 2007 finisce nel sangue: un attentato contro il suo corteo fa 140 vittime. Solo due mesi il sogno di ritornare a guidare il Pakistan finisce per sempre.

da Rainews.it 27-12-2013

Informazioni su diego80 (1977 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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