ULTIM'ORA

8 gennaio 1324-Muore Marco Polo,leggenda veneziana

Marco Polo (Venezia, 15 settembre 1254 – Venezia, 8 gennaio 1324) è stato un ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante italiano, appartenente al patriziato veneziano.

Delle meravigliose cose del mondo, 1496

Insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo giunse in Cina (Catai) percorrendo la via della seta. Le cronache del viaggio e della permanenza in Asia furono trascritte in francese da Rustichello da Pisa durante la prigionia del Polo a Genova.

Raccolte sotto il titolo Devisiment dou monde[1], il libro in seguito divenne noto come il Milione.

Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato Cristoforo Colombo[2].

Biografia

Stemma della famiglia Polo

Marco Polo, nato a Venezia il 15 settembre 1254, è considerato uno dei più grandi viaggiatori ed esploratori di tutti i tempi.

Busto di Marco Polo, opera di Augusto Gamba (1862-1863)

Luigi F. Benedetto “persuaso che “Milione” sia il nomiglio dell’autore” lo considera un’apocope del diminutivo “Emilione”.[3][4] Fra Iacopo d’Acqui parla di “dominus Marcus Venetus (…) qui dictus est Milionus“. “In ogni caso, il nomigliolo ricorre negli atti pubblici della Repubblica; dove invero, almeno una volta, viene impiegato anche per il padre di Marco.”[5] Non è chiaro se tutti i membri della famigliaPolo del ramo detto Milion appartenessero al patriziato veneziano, certamente lo furono i mercanti Marco “il vecchio“, i suoi fratelli e i suoi discendenti.[6]

Il primo avo di cui si abbia notizia è un certo Andrea, abitante in contrada San Felice, padre di Marco “il vecchio”, Matteo e Niccolò.[7]. Nel1260 i due figli minori Niccolò e Matteo[8] attraversarono l’Asia e raggiunsero la Cina passando per Bukhara e il Turkestan cinese, arrivando a Khanbaliq (il nome mongolo dell’odierna Pechino, residenza di Kubilai Khan). Ripartirono nel 1266 arrivando a Roma nel 1269con una ambasciata di Kubilai Khan, una richiesta al Papa di missionari per la Mongolia.

Tranquillo Cremona, Marco Polo alla Corte del Gran Khan, 1863
“Marco più dritto e più snello d’un fuso, fra i due parenti troppo rotti ad ogni savoir faire (uno si è messo la stola d’ermellino, l’altro un po’ se ne vergogna), che scruta negli occhi il sovrano

Il padre Niccolò e lo zio Matteo ripartirono nel 1271, questa volta portando con sé Marco, “di età variamente indicata da dodici a diciannove anni, secondo le fonti. Se ne desume che doveva essere nato tra il 1250 e il ’55[9] Rimasero in Asia per diciassette anni.

Onorati e investiti di cariche governative, Marco in particolare “per le sue missioni ufficiali si spinse nel Yunnan, nelTibet, in Birmania, in India, lungo tragitti che ancora oggi presentano difficoltà per nulla lievi, anche prescindendo dalle condizioni politiche.[10]

Il 5 settembre 1298 si trova su una delle novanta navi veneziane sconfitte a Curzola dai genovesi. Durante la prigionia incontra Rustichello da Pisa, fosse “in prigione da quattordici anni o vi venisse come libero frequentatore, fu quasi sicuramente lui a dare forma scritta alle memorie del veneziano[11][12] Nel 1300 sposò Donata Badoèr, patrizia veneziana, dalla quale ebbe tre figlie: Fantina, Belella e Moreta. Morì nella sua casa veneziana l’8 gennaio del 1324 all’età di quasi settant’anni. Venne tumulato nella chiesa di San Lorenzo. Le sue spoglie andarono perdute durante la ricostruzione dell’edificio, alla fine del Cinquecento. Gli è stato dedicato un asteroide, 29457 Marcopolo

Il viaggio

Niccolò, Matteo e Marco Polo intrapresero un viaggio nel 1271. Viaggiarono verso l’interno, attraversando l’Anatolia e l’Armenia. Scesero quindi verso il fiume Tigri, toccando probabilmente Mossul e Baghdad. Giunsero fino al porto di Ormuz, forse con l’intenzione di proseguire il viaggio via mare. Continuarono invece a seguire la via terrestre e, attraverso la Persia e il Khorasan, raggiunsero Balkh e ilBadakhshan. Superarono, in quaranta giorni, il Pamir e scesero verso il bacino del Tarim. Attraverso il deserto dei Gobi giunsero ai confini del Catai, nel Tangut, la provincia più occidentale della Cina. Quindi proseguirono lungo la parte settentrionale dell’ansa delFiume Giallo, arrivando infine a Khanbaliq, l’antica Pechino, dopo un viaggio durato tre anni e mezzo.

Una volta arrivato nel Catai, Marco ottenne i favori del Kubilai Khan, ne divenne consigliere e successivamenteambasciatore.

« Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla gran città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palagio, ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto si umigliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Nicolò: “Egli è vostro uomo e mio figliuolo”. Disse il Gran Cane: “Egli sia il ben venuto, e molto mi piace”. »
(Il Milione di Marco Polo Vol. I, p. 6, Baldelli Boni, Firenze, 1827[13])

Solo dopo 17 anni Marco Polo ritornò per Venezia. Secondo il Ramusio, a convincere dell’identità dei tre i parenti increduli, furono i preziosi nascosti tra gli abiti.[14]

Il Milione

Viaggi dei 3 Polo in Asia

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Il Milione.

Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato i viaggi di Cristoforo Colombo[2], che fino alla morte restò convinto di avere raggiunto il Catai.

Le informazioni sulla geografia dell’Estremo Oriente hanno contribuito alla compilazione della mappa di fra Mauro[15].

Fr. 2810, Tav. 76v“È sono idoli, e sono come bestie selvatiche. E tutti quelli di quest’isola ànno lo capo come di cane e denti e naso come di grandi mastini. Egli ànno molte spezie. È sono mala gente e mangiano tutti gli uomini che posson pigliare, fuori quelli di quella contrada.”

Fr. 2810, Tav. 84r“Qui hae sì gran caldo che a pena vi si puote sofferire (…). Questa gente sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi, se non se tanto ch’egliono ricuoprono loro natura con un panno molto bianco. Costoro non hanno per peccato veruna lussuria”[16]

Più volte trascritto e tradotto, sono almeno centocinquanta i manoscritti documentati prima della diffusione della stampa e in seguito le edizioni non si contano. Codici del Milione sono conservati in tutto il mondo. Celebre per le squisite miniature il 2810 “Libro delle meraviglie” conservato alla Nazionale di Francia[17] L’esemplare[18] all’Alcázar di Siviglia esibisce le presunte postille di Colombo.

Fr. 2810, Tav. 88r“Diconmi certi mercanti, che vi sono iti, che v’ha uccelli grifoni, e questi uccelli (…) non sono così fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo leone, ma sono fatti come aguglie e sono grandi (…) che l’alie loro cuoprono venti passi, e le penne sono lunghe dodici passi”[19]

La fortuna negli ambienti scientifici ebbe inizio nel XV secolo.[20]

Dal 1982 Marco Polo è stato raffigurato sulla banconota da 1.000 lire italiane che hanno avuto corso legale fino al 1995.[21]

Controversie

L’idea che il Polo potesse non essere mai arrivato in Cina ha sempre circolato, ma è ormai definitivamente certo che sia stato nei luoghi da lui descritti.[22]

L’isola di Curzola all’epoca possedimento veneziano (oggi in Croazia), viene talvolta indicata[23] come luogo natale di Marco Polo. Uno studio del 2013 ha indagato su tale pretesa smentendola, e affermando che essa «può essere vista come un falsificazione pura, o anche come un furto di patrimonio culturale».[24] In passato la rivendicazione aveva suscitato svariate polemiche; fra gli altri, il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera in data 22 aprile 2011, ha definito una «stravaganza storica» l’attribuzione di natali croati a Marco Polo.[25] Va detto che in Croazia sono assai comuni negli ultimi decenni i tentativi di appropriazione nazionale di personaggi storici veneziani originari di terre come l’Istria e la Dalmazia, a cui vengono talvolta attribuite presunte origini etniche croate (quando è invece certo che la famiglia di Polo fosse veneziana). Tra l’altro, come fa notare lo storico Alvise Zorzi, il quale osserva inoltre che se anche per assurdo i natali del grande esploratore fossero avvenuti nell’isola, ciò non avrebbe per niente significato un’origine croata, in quanto in quel periodo vi abitavano esclusivamente genti veneto-dalmate (e sarà così fino al 1920, anche se solamente nel centro cittadino).

Bibliografia

  • Marco Polo, Milione, Scrittori d’Italia 30, Bari, Laterza, 1928. URL consultato il 9 aprile 2015.
  • Marco Polo, Delle meravigliose cose del mondo, Impresso in Venetia, Giovanni Battista Sessa, 1496. URL consultato il 9 aprile 2015.
  • Livre qui est appelé le Divisiment dou monde, Fr.1116, (“Geografico”)[26], XIII sec., Biblioteque nationale de France
  • Le Livre de merveilles, Fr.2810, 1410-1412, Biblioteque nationale de France
  • De consuetudinibus et conditionibus orientalium regionum” Francesco Pipino da Bologna, Gerad Leeu, Anversa 1483
  • Delle navigationi et viaggi Vol. II Giovan Battista Ramusio, Giunti, Venezia 1559
  • Il Milione di Marco Polo testo di lingua del secolo decimoterzo Vol. I, Vol. II Giovanni Baldelli Boni, Firenze, 1827
  • Marco Polo, Il Milione, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1965

Filmografia

  • Lungometraggio L’avventura di un Italiano in Cina (1962)[27]
  • Sceneggiato Marco Polo (1982)
  • Film pornografico Marco Polo – La storia mai raccontata (1994)
  • Serie televisiva Marco Polo (2014-in corso)

 

Informazioni su diego80 (1911 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: