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13 gennaio 1910-Si forma la Nazionale italiana di calcio

Il 13 gennaio è il compleanno degli azzurri.I rappresentanti di quella maglia che lega una nazione intera al calcio.Infatti risale al 13 gennaio 1910 la data ufficiale della creazione della Nazionale.Della sua storia,dalle origini fino ai giorni nostri ne parleremo.La nostra Nazionale ha conquistato 4 titoli mondiali ed uno europeo,resta tra le nazionali più vittoriose in assoluto.A giugno saremo impegnati in Francia nel Campionato europeo che ci ha visti 4 anni fa sfortunati finalisti,e nonostante le varie polemiche che l’accompagnano,la Nazionale resta uno dei pochi momenti di unione e palpitazione per una rappresentativa della Nazionale.Basta vedere la passione che traspare ad ogni edizione dell’europeo o del mondiale ogni volta che siamo impegnati nelle gare,la gioia per le vittorie e,purtroppo molte delusioni,ma quella voglia di cantare l’innon italiano e stringere il tricolore che nelle partite importanti ci rende tutti uniti.O quasi.

La Nazionale di calcio dell’Italia è la selezione maggiore maschile di calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il cui nome ufficiale è Nazionale A,[2] che rappresenta l’Italia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.

È una delle Nazionali di calcio più titolate del mondo: gli azzurri annoverano nel loro palmarès quattro campionati mondiali (1934,1938, 1982 e 2006, secondi al mondo dopo il Brasile, a pari merito con la Germania) oltre a un campionato europeo (1968). È inoltre una delle cinque nazionali maggiori (assieme a quelle di Belgio, Svezia, Uruguay e Regno Unito) a potersi fregiare del titolo di “olimpionica”, essendosi aggiudicata il torneo a cinque cerchi del 1936 (uno dei sette riservati alle nazionali maggiori e disputati dal 1908 al 1948), mentre nella Confederations Cup, ultimo trofeo internazionale riconosciuto dalla FIFA, vanta un terzo posto come miglior risultato, nel 2013. In bacheca infine, annovera anche due Coppe Internazionali, competizione continentale antesignana dell’attuale campionato d’Europa. Al mondiale è arrivata tra le prime quattro classificate in otto edizioni (sei le finali) e cinque volte all’europeo (tre le finali); dopo la Germania, è la Nazionale europea con il maggior numero di piazzamenti nei primi quattro posti nelle due competizioni.

Nella graduatoria FIFA in vigore da agosto 1993 ha occupato più volte il 1º posto; la prima volta a novembre dello stesso anno, mentre il peggior posizionamento è il 17º posto raggiunto nel corso del 2015. Occupa il 15º posto della graduatoria.

STORIA BREVE-Per quanto riguarda le vicende più importanti della Nazionale di calcio italiana, esse sono legate alla Nazionale A che, almeno fino alla differenziazione delle varie categorie di selezione, era la nazionale unica, che assumeva varie fisionomie a seconda del torneo al quale essa partecipava. Per fare un esempio, se è normale che nel corso dei tornei maggiori quali Coppa Internazionale o Campionato del Mondo venisse schierata la formazione più competitiva possibile, nel corso del torneo olimpico si dava spazio a professionisti di seconda fascia, in genere giovani universitari, come coloro che vinsero il torneo calcistico dei Giochi di Berlino nel 1936.

Nel secondo dopoguerra vennero via via inserite categorizzazioni più precise soprattutto per inserire criteri oggettivi e uguali per tutti di selezione dei giocatori, sia per via della progressiva istituzione di tornei giovanili, sia per dare un quadro di riferimento chiaro al torneo olimpico di calcio: il regolamento olimpico prevede infatti che la partecipazione sia riservata solo ad atleti il cui status sia formalmente di dilettante. Ma questo faceva sì che molte federazioni che ammettevano il professionismo fossero costrette a mandare i loro giocatori di seconda, se non terza fascia (secondo una formula empirica di compromesso via via variata nel tempo, i professionisti meno in vista e meno pagati e, successivamente, quelli che non avessero mai partecipato alle fasi finali di un campionato continentale o di quello mondiale), mentre federazioni i cui atleti avevano lo status di dilettante (ad esempio l’URSS e in generale tutte quelle del blocco dell’Est Europeo) potevano mandare in pratica la propria nazionale maggiore.

Non a caso per lungo tempo, nel secondo dopoguerra, il torneo olimpico di calcio fu appannaggio di squadre come la stessa URSS, la Cecoslovacchia, la Germania Est e l’Ungheria. Ciò perdurò fino all’edizione olimpica del 1988, a Seul, quando fu deciso che le rappresentative olimpiche fossero, per tutti i partecipanti, le loro selezioni Under-21 (o Under-23), con al massimo tre calciatori fuori quota.

La prima importante vittoria italiana, nella Coppa Rimet del 1934

La Nazionale italiana vanta 4 titoli mondiali (1934, 1938, 1982, 2006) e un Europeo (1968). Inoltre ha conquistato un oro olimpico nel 1936 e 2 Coppe Internazionali conquistate negli anni venti e trenta. Il periodo d’oro fu quello degli anni trenta in cui vennero conquistati due Mondiali (unica nazione assieme al Brasile ad averne vinti due consecutivi).

Seguì un periodo di calo, complice la Seconda guerra mondiale e la tragedia di Superga del 1949. Infatti l’Italia non ebbe successo ai Mondiali del 1950, né a quelli del 1954, addirittura non si qualificò a quelli del 1958, e di conseguenza rinunciò a prendere parte al primo campionato europeo, la cui fase finale si svolse nel 1960. Ai Mondiali del 1962 usci al primo turno in una spedizione mal gestita, a quelli del 1966 andò peggio perché furono eliminati dai semi-professionisti della Corea del Nord.[3]

La rinascita avvenne nel 1968 con la vittoria dell’Europeo in Italia,[4] mentre due anni dopo ai Mondiali di Messico ’70 gli azzurri avrebbero dato vita alla famosa semifinale contro la Germania Ovest, ricordata come la partita del secolo, vinta per 4-3. In finale sarebbero stati poi sconfitti dal Brasile di Pelé per 4-1. Dopo i disastrosi Mondiali del 1974, dove furono esclusi al primo turno, ben figurarono al Mondiale di Argentina del 1978 dove la nazionale espresse un bel gioco e si piazzò al quarto posto.[3]

Il trionfo azzurro all’Europeo 1968

Le premesse per far bene anche al Mondiale successivo in Spagna c’erano tutte e infatti, dopo un incerto avvio nella fase a gironi, gli azzurri allenati da Enzo Bearzot batterono in sequenza l’Argentina di Maradona e il Brasile di Zico eFalcão e in semifinale la sorprendente Polonia. In finale affrontarono la Germania Ovest che sconfissero per 3-1. Il capocannononiere del torneo fu Paolo Rossi. La nazionale non si sarebbe qualificata per l’Europeo del 1984.[3]

Dopo i Mondiali del 1986, che segnarono l’addio di Bearzot, gli azzurri di Azeglio Vicini espressero bel gioco all’europeo del 1988, dove raggiunsero la semifinale contro l’URSS, che poi perse la finale contro i Paesi Bassi. Una bella Nazionale si presentò al Mondiale in casa del 1990, ma in semifinale, dopo i rigori, ebbe la meglio l’Argentina di Maradona. Nella finale per il terzo posto gli azzurri sconfissero l’Inghilterra.[3]

L’Italia non si qualificò per l’Europeo del 1992 e Vicini fu esonerato a due giornate dalla fine delle eliminatorie. Il sostituto Arrigo Sacchi, reduce dai grandi successi con il Milan, qualificò la nazionale per il Mondiale statunitense del 1994. Qui gli azzurri superarono la fase a gironi come migliore terza, dopo aver ottenuto una vittoria, un pareggio ed una sconfitta in tre partite, e poi proseguirono il cammino sino alla finale, trascinati dai gol di Roberto Baggio, che eliminarono Nigeria, Spagna e Bulgaria. Nella finale di Pasadena gli azzurri pareggiarono senza reti contro il Brasile, ma persero nuovamente ai rigori, nella prima finale di un Mondiale decisa dai tiri dal dischetto. L’avventura all’europeo inglese del 1996 finì già al primo turno, dopo una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Ai Mondiali del 1998, nel difficile quarto di finale contro la Franciapadrona di casa, gli azzurri di Cesare Maldini persero ancora una volta ai rigori.[3]

L’Italia campione del mondo per la terza volta nella storia a Spagna ’82

L’occasione per una rivincita arrivò due anni dopo ad Euro 2000, dove gli azzurri giunsero in finale, proprio contro la Francia. Passata in vantaggio nel primo tempo con una rete di Marco Delvecchio, la squadra di Dino Zoff parve in procinto di condurre in porto il successo, ma i francesi pareggiarono all’ultimo istante della partita. Con gli azzurri troppo scioccati per reagire, la Francia segnò il golden goal che le garantì il titolo europeo. A seguito di alcuni sprezzanti giudizi in diretta televisiva di Silvio Berlusconi, sentendosi leso ingiustamente nella sua dignità, per protesta Zoff si dimise tre giorni dopo la finale[5], lasciando il posto a Giovanni Trapattoni. Peggio andarono i Mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud: la squadra alla vigilia era tra le favorite, ma, dopo aver passato a fatica il primo turno esprimendo un gioco difensivista e rinunciatario, fu eliminata ancora al golden goal negli ottavi dai padroni di casa della Corea del Sud (1-2). Fu il risultato peggiore dal Mondiale 1986.[6] Ad Euro 2004 l’Italia uscì dal torneo al primo turno.

Al Mondiale 2006 l’Italia di Marcello Lippi fu grande protagonista. Dopo aver superato brillantemente la fase a gironi, eliminò Australia eUcraina e ai tempi supplementari la Germania padrona di casa. In finale trovò nuovamente la Francia e qui gli italiani vinsero dove avevano fallito sei anni prima, ai rigori. Il calcio di rigore di Fabio Grosso incoronò gli azzurri campioni del mondo per la quarta volta.[3]

La festa azzurra per la vittoria del quarto mondiale a Germania 2006

Lippi lasciò dopo il successo e fu sostituito da Roberto Donadoni, che guidò la Nazionale a Euro 2008. L’Italia superò la prima fase battendo la Francia per 2-0 nella terza partita del girone e ai quarti di finale pareggiò a reti bianche contro la temibile Spagna, futura vincitrice del torneo, che la sconfisse ai tiri di rigore. La vittoria ai Mondiali del 2006 permise agli azzurri, nel frattempo tornati sotto la guida di Lippi, di partecipare all’edizione 2009 della Confederations Cup, che si svolse in Sudafrica. L’Italia fu eliminata al primo turno dopo aver vinto contro gli Stati Uniti, poi finalisti nel torneo e perso contro Egitto e Brasile, poi vincitore della competizione.[7]

Ai Mondiali 2010 in Sudafrica la squadra azzurra, guidata ancora da Lippi, deluse molto, classificandosi ultima nel girone composto anche da Slovacchia, Paraguay e i semiprofessionisti della Nuova Zelanda. Con due pareggi e una sconfitta gli azzurri furono eliminati dal torneo al primo turno per la sesta volta, fatto che non accadeva da 36 anni ed inoltre, per la prima volta in 17 partecipazioni, senza vincere alcuna partita. Dopo la fine del Mondiale 2010 la Nazionale italiana passò sotto la guida del nuovo commissario tecnico Cesare Prandelli, il cui ingaggio quadriennale era già stato ufficializzato il 30 maggio 2010.[8] Il Mondiale sudafricano segnò anche l’addio del capitano della Nazionale Fabio Cannavaro[9] (la cui fascia di capitano passerà a Gigi Buffon) e di un’altra pedina storica come Gennaro Gattuso.[10]

La formazione italiana scesa in campo nella finale di Euro 2012

Durante le qualificazioni al campionato europeo di calcio 2012, la Nazionale di Prandelli, a seguito della vittoria contro la Slovenia del 6 settembre 2011 (1-0), ottiene il record di precocità per quanto riguarda le qualificazione alla competizione continentale, conseguita con due turni d’anticipo con 22 punti in sole otto partite.[11] L’Italia si presenta a Euro 2012 superando un girone composto dalla Spagna, campione del Mondo e d’Europa in carica, dalla Croazia e dall’Irlanda. Approda ai quarti di finale, dove vince contro l’Inghilterra ai rigori, quindi sconfigge in semifinale la Germania per 2-1. In finale la squadra subisce una pesante sconfitta dalla Spagna (0-4);[12] il secondo posto permette però agli Azzurri di partecipare l’anno seguente alla Confederations Cup (essendo la nazionale spagnola già qualificata come vincitrice del Mondiale 2010).

Nella suddetta competizione l’Italia, alla sua seconda partecipazione, si comporta meglio rispetto all’edizione del 2009, passando il girone eliminatorio come seconda (vince contro Messico e Giappone, e perde l’ultima sfida contro i padroni di casa del Brasile) e venendo sconfitta in semifinale, ancora dalla Spagna, ai tiri di rigore; nella finale per il terzo e quarto posto, l’undici italiano conquista la medaglia di bronzo battendo, nuovamente ai rigori, l’Uruguay.[13] Nel primo e unico mondiale della gestione Prandelli, la nazionale viene eliminata dopo la fase a gironi, classificandosi terza nel girone dietro Costa Rica e Uruguay; è la settima volta che gli azzurri vengono eliminati dai Mondiali al primo turno, fase da cui per la terza volta nella propria storia escono in due edizioni consecutive. Dopo la débâcle brasiliana, il 19 agosto 2014 a Prandelli succede Antonio  Conte,che qualifica gli azzurri alla fase finale del campionato Europeo 2016 in Francia.

Altre Nazionali

Oltre alla citata selezione nazionale, l’ordinamento della FIGC ne prevede varie altre, divise per fascia d’età dei propri giocatori. La Nazionale maschile Under-21, che partecipa alle competizioni continentali con i propri pari categoria; la Nazionale olimpica che rappresenta l’Italia nei tornei olimpici di calcio utilizza generalmente come base l’Under-21 con l’aggiunta di giocatori di un precedente ciclo dato che il limite di età è di 23 anni, viene tuttavia data la possibilità di aggiungere fino a tre fuori quota, ovvero calciatori che superino tale limite; le Nazionali Under-20, Under-19, Under-18, Under-17, Under-16 e Under-15.[2]

Una parte della Nazionale Under-23 vittoriosa al Torneo di Tolone 2008

Rappresentano ufficialmente l’Italia sempre sotto il coordinamento della FIGC: la Nazionale femminile, la Nazionale femminile Under-19 e quella Under-17; la Nazionale di beach soccer; la Nazionale universitaria (che rappresenta l’Italia nel torneo calcistico delle Universiadi), composta da calciatori dilettanti o professionisti della Lega Pro che frequentino l’università; la Nazionale militare, riservata formalmente a qualsiasi militare tesserato come calciatore della FIGC in qualsiasi categoria, ma, di fatto, almeno fino all’abolizione del servizio militare obbligatorio, composta dai giovani calciatori professionisti che stessero assolvendo l’obbligo di leva (tale selezione rappresenta l’Italia durante i Giochi mondiali militari ed i Campionati mondiali militari di calcio); la Rappresentativa dei Giochi del Mediterraneo, che rappresenta l’Italia nei Giochi omonimi e può essere formata indistintamente da giocatori professionisti o dilettanti di qualsiasi categoria; infine, la Nazionale di calcio a 5 e la Nazionale di calcio a 5 Under-21.[2]

Nazionali italiane che sono esistite in passato, ma che – a seguito di ristrutturazioni sia decise per norme federali che per esigenze legate ai requisiti di partecipazione ai vari tornei internazionali – sono scomparse, furono la Nazionale B (in genere l’anticamera della Nazionale A, costituita dalle seconde scelte di campionato o di giocatori sotto osservazione in vista di un eventuale impiego per la selezione maggiore, e il cui ruolo spesso si è sovrapposto con quello della, scomparsa anch’essa, Nazionale Sperimentale); soprattutto nel secondo dopoguerra, ci furono inoltre dei saltuari esperimenti circa rappresentative azzurre emanazione di un preciso e limitato bacino geografico (come la Nazionale Nord-Ovest), che andavano a sfidare similari compagini dei paesi stranieri.[14][15] È infine sporadicamente attiva anche la Nazionale Under-23.

Rappresentative di Lega

Si fregiano (o si sono fregiate) impropriamente del titolo di “Nazionale” anche alcune Rappresentative di Lega. Dagli anni sessanta ai novanta è stata sporadicamente attiva una Nazionale di Lega, con una propria maglia e stemma, che attingeva dall’intero bacino della Serie A – indistintamente tra giocatori italiani e stranieri.[16] Nel 2011 è nata la cosiddetta B Italia, formata da giocatori con limite d’età Under-21 e militanti nella Serie B, che riprende idealmente la storia della rappresentativa Under-21 di Serie B;[17] anche in questo caso è però improprio parlare di “Nazionale”, dato che si tratta a tutti gli effetti di una Rappresentativa U-21 della Lega Serie B (infatti sulle maglie non sfoggia lo stemma della FIGC, ma il logo della Lega B[18]) che funge da bacino per le Nazionali U-20 e U-21.

Risultati conseguiti

La Nazionale A ha vinto quattro edizioni del campionato mondiale di calcio (1934, 1938, 1982 e 2006), la massima competizione calcistica per squadre nazionali maschili, classificandosi seconda in altre due occasioni (1970 e 1994); inoltre, si è classificata terza nel 1990 ed è arrivata quarta nel 1978. Per contro non ha partecipato alla prima edizione (1930) e non si é qualificata in quella del 1958, mentre non ha superato il primo turno del campionato del mondo di calcio sette volte[19].

Ha conseguito la vittoria nel campionato europeo di calcio per nazioni nel 1968, s’è classificata in altre due occasioni seconda (2000, 2012) ed è arrivata quarta nel 1980, giungendo complessivamente cinque volte alle semifinali (l’altra nel 1988).

Nella Confederations Cup conta due participazioni (2009 e 2013), ottenendo come miglior risultato un terzo posto nell’edizione del 2013.

Si aggiungono alle vittorie la medaglia d’oro al torneo olimpico di calcio alla XI Olimpiade a Berlino nel 1936 e quella di bronzo alla IX Olimpiade ad Amsterdam nel 1928, in un periodo in cui l’ordinamento olimpico non aveva ancora uniformato, secondo il criterio dell’età massima dei giocatori, la composizione delle squadre. Infine ha ottenuto due Coppe Internazionali (torneo centro–europeo nato nel 1927, prima dell’istituzione della UEFA e da questa mai riconosciuto ufficialmente, poi superato nel 1960 dall’Europeo) nelle edizioni 1927–30 e 1933–35, risultando l’unica squadra ad aver vinto due volte tale competizione.

La Nazionale Under-21 vanta invece la vittoria in cinque edizioni del campionato europeo di calcio Under-21 (1992, 1994, 1996, 2000 e 2004), la massima competizione ufficiale per squadre di tale categoria. La Nazionale olimpica ha conseguito la medaglia di bronzo al torneo di calcio della XXVIII Olimpiade ad Atene nel 2004.

La Nazionale di beach soccer gioca regolarmente i campionati europei e mondiali. Infine, la Nazionale universitaria ha vinto il torneo di calcio della XIX Universiade svoltasi in Sicilia nel 1997.

Impianti e strutture

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Centro tecnico federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

La Nazionale italiana non ha uno stadio nazionale fisso: gioca le sue partite a rotazione nei vari impianti italiani, scegliendoli di volta in volta a seconda dell’avversario che si incontra e dell’eventuale affluenza e importanza del match. Le sfide ufficiali o di maggior spessore vengono disputate negli stadi delle principali città della nazione: l’Olimpico di Roma, il Meazza di Milano, il San Paolo di Napoli, l’Olimpico e lo Stadium di Torino, il Barbera di Palermo, il Ferraris di Genova, il Dall’Ara di Bologna, il Franchi di Firenze e il San Nicola di Bari. Per le amichevoli o gli incontri di minore importanza, si opta invece per le più svariate località della penisola, a seconda dell’esigenza.

Per i ritiri e le sessioni di allenamento gli Azzurri hanno invece una sede fissa nel centro tecnico federale situato a Firenze, nel quartiere di Coverciano. Come seconda opzione, la Nazionale ha un altro luogo di raduno negli impianti sportivi della Borghesiana, a Roma.

Colori e simboli

Colori

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Maglia azzurra (Italia).

La Nazionale al debutto assoluto nel 1910, con una semplice maglia bianca.

La prima maglia indossata dalla Nazionale italiana nell’esordio assoluto con la Francia del 15 maggio 1910 era di colore bianco. Pare infatti che, nel momento di decidere la prima tenuta di gioco, si sia voluto far indossare alla Nazionale la maglia bianca in onore del club italiano più forte del momento, la Pro Vercelli; in realtà, la scelta del bianco era semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l’accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.[20] Al 2014 la seconda maglia della Nazionale è di colore bianco.[21]

Dopo due partite, in occasione di un’amichevole con l’Ungheria disputata a Milano il 6 gennaio 1911 la tenuta bianca venne sostituita da quella azzurra: la scelta fu motivata dal fatto che l’azzurro (o meglio, il blu Savoia) era il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia(sul quale poi campeggiava lo stemma sabaudo);[22] la divisa prevedeva in abbinamento pantaloncini bianchi e calzettoni neri (col tempo anche questi ultimi diverranno azzurri).[23] È molto diffusa la leggenda secondo cui le divise italiane dei primi decenni fossero di una tonalità di azzurro molto chiara, più vicina al celeste. In realtà, le maglie della Nazionale sono state fin dagli esordi azzurre o blu:[24] questo “falso storico” (che ha influenzato anche le divise Kappa dei primi anni duemila, e la maglia celebrativa realizzata dalla Puma per laConfederations Cup 2009) è probabile derivi dalle copertine acquerellate che La Domenica del Corriere dedicava alla squadra (le poche immagini a colori all’epoca disponibili), in cui le maglie venivano rappresentate con un celeste molto chiaro.

Nel 1911 la Nazionale indossa per la prima volta la maglia azzurra

Durante gli anni trenta l’Italia ha vissuto anche una breve parentesi con una divisa completamente nera, voluta dal regime fascista di Benito Mussolini;[25] la maglia nera debuttò il 17 febbraio 1935 in un’amichevole contro la Francia allo Stadio del Partito Nazionale Fascista di Roma,[26] e seppur non abbia mai soppiantato stabilmente la maglia azzurra, questa venne sfoggiata in misura minore dalla Nazionale anche al torneo calcistico degli XI Giochi olimpici di Berlino dell’anno seguente,[27] e ai Mondiali di Francia del 1938.[28] La divisa nera cadde nell’oblio dopo la caduta di Mussolini; il solo colore, limitato a un inserto sulla manica sinistra, ritornò sulle maglie azzurre all’indomani della tragedia di Superga quando tutte le rappresentative nazionali, in memoria del Grande Torino, scesero in campo per un anno intero col lutto al braccio “compreso” nella divisa: non si trattava infatti di una fascia, ma di una vera e propria diversa colorazione nella trama azzurra.[29]

Per quanto riguarda le maglie dei portieri, le prime divise erano di colore nero; successivamente dagli anni cinquanta in poi sono state pressoché stabilmente di tonalità grigia con il colletto e i polsi blu, a partire dagli anni 80 le maglie erano di una tonalità metallica vicina all’argento , con piccole modifiche legate alle variazioni stilistiche degli sponsor tecnici (ad esempio, la maglia del 1994 aveva le maniche rosse, bianche e blu con disegni zigzag). Solo a partire dalla metà degli anni novanta hanno assunto altre colorazioni, generalmente rosso o verde, adattandosi anche qui allo stile dello sponsor tecnico.

La maglia della Nazionale ha visto anche delle curiose varianti cromatiche nel corso della sua storia. Nel 1950 la Nazionale B disputò un’amichevole contro l’Inghilterra Bindossando, per un’unica volta, una divisa azzurra cinta da una fascia bianca orizzontale inglobante lo scudetto tricolore, e numeri neri sulla schiena.[30] Sempre negli anni cinquanta la Nazionale giovanile scendeva in campo con una maglia verde,[31] colore poi saltuariamente scelto anche dalla Nazionale di Lega[16] e, per un’unica amichevole del 1954 contro l’Argentina giocata a Roma, anche dalla Nazionale A.[32] Nel 1994 l’Under-21, a causa di un disguido tecnico, giocò contro la Croazia U-21 a Caltanissetta indossando una maglia rossa, in realtà la seconda maglia della locale squadra della Nissa.[33] Infine nel 2004, per un’amichevole a Reykjavík con l’Islanda, la Nazionale A utilizzò solo in quell’occasione un’inedita divisa blu scuro.[34]

Divise

Storia

La classica divisa italiana: maglia azzurra, pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri.

Le maglie delle Nazionali, almeno fino agli anni settanta, erano di produzione artigianale, anonime e spartane. A partire dalla metà del decennio fecero ingresso massiccio gli sponsor tecnici, che si accreditarono come fornitori unici di tutto l’equipaggiamento della Nazionale (a eccezione delle scarpe, che ogni calciatore sceglieva e tuttora sceglie a seconda della propria comodità e dei propri contratti di sponsorizzazione). Da notare che fino al 1999 gli accordi di fornitura tra la FIGC e i vari fornitori tecnici che si sono alternati negli anni vietavano a questi ultimi di marchiare col proprio logo o con altri elementi estranei la divisa ufficiale della Nazionale, caso unico al mondo.

Nel 1974 l’Adidas fu il primo fornitore della Nazionale (anche se fino al 1978, le maglie erano prodotte dalla ditta Baila, mentre le tute e i calzettoni erano di marca tedesca), a cui nel 1979 subentrò Le Coq Sportif, che rimase fino al 1984. Dopo tre amichevoli giocate con divise fornite dallaEnnerre, nel 1985 ha inizio il lungo sodalizio con Diadora che si concluderà nel 1994, quando arrivò la Nike. Nel 1999, con le prime maglie firmateKappa, per la prima volta nella storia della Nazionale il logo dello sponsor tecnico compare sulle maglie. Dal 2003 il fornitore tecnico dell’Italia èPuma.[23] Da quando la FIGC ha raggruppato sotto il proprio coordinamento tutto il calcio giocato in Italia, anche la situazione-uniformi è stata normalizzata, per cui tutte le Nazionali maschili e femminili di qualsiasi categoria e specialità vestono lo stesso marchio e usano lo stesso equipaggiamento dello sponsor tecnico del momento.

Per quanto riguarda invece la foggia delle maglie, essa non ha avuto grossi cambiamenti nel tempo, adeguandosi più o meno blandamente alla moda del momento con periodici mutamenti legati soltanto alla forma del colletto, almeno fino all’inizio degli anni ottanta: se infatti sino ad allora la tenuta era sostanzialmente rimasta alla maglia girocollo e pantaloncini bianchi (con alcune variazioni, tipo i pantaloncini e calzettoni neri degli anni cinquanta e sessanta), nei Mondiali 1970 e 1974 la maglia da trasferta era invece bianca con una grande striscia orizzontale blu all’altezza del petto. Nel corso dei Mondiali 1982 venne adottato un collo a V ornato da bordini tricolori, mentre ai Mondiali 1994 comparvero minuscoli triangolini tricolori e stemmi stampati su tutta la maglia. Le divise Nike del periodo 1996-1997 erano caratterizzate da orlature inferiori di colore oro e una scritta ITALIA che creò molto disappunto, dato che andava a cadere proprio sulle natiche dei calciatori. Nei Mondiali 1998, la maglia aveva delle righe orizzontali che correvano dall’ascella fino alla fine della maglia.

L’Italia in totale completo azzurro, una scelta cromatica sovente utilizzata dalla Nazionale a partire dagli anni duemila, e già saltuariamente vista in passato.

Durante gli Europei del 2000, con il modello Kombat di Kappa, la Nazionale adottò un modello molto attillato e elasticizzato, che fece moda per un certo periodo. Per Euro 2004 i numeri della divisa passarono da bianchi a color oro. Coi Mondiali 2006 vennero aggiunte delle vistose sfumature blu scuro sui bordi, mentre sulla maglia bianca vi era un triangolino azzurro che partiva dal collo. In questi anni, sempre più spesso la Nazionale inizia a sfoggiare il completo maglia-pantaloncini-calzettoni totalmente azzurri (l’Italia ha disputato la finale dei Mondiali 2006 con questo completo).[23] Nel 2007 sulla seconda maglia, quella bianca, sono ritornati i numeri in blu scuro. A Euro 2008 sono ritornati i numeri in bianco sulla prima maglia. Per quanto riguarda i pantaloncini, storicamente di colore bianco, nei decenni ci sono stati pochi cambiamenti; tuttavia, come accennato sopra, in tempi recenti lo sponsor tecnico ha proposto frequentemente pantaloncini di colore azzurro come la maglia.

Il 2 settembre 2008, in presenza del presidente della FIFA Joseph Blatter, venne presentato il FIFA Champions Badge, stemma celebrativo di campione del mondo in carica, introdotto dall’organismo mondiale, inserito al centro sulla maglia della Nazionale. L’Italia è stata la prima Nazionale al mondo a fregiarsi di questo riconoscimento.[35]

Per la Confederations Cup del 2009 la Puma ha messo a disposizione della Nazionale un completo celebrativo, che voleva omaggiare quelli indossati durante gli anni trenta.[36] La maglia era di colore celeste molto chiaro, denominato “Cendre Blue”, con inserti tricolori sul lato destro del tronco. Il logo della FIGC era più grande del solito, incorniciato sempre dello stesso colore. I pantaloncini e i calzettoni erano invece marroni.[23]Un altro completo celebrativo è stato realizzato per la sola amichevole con l’Inghilterra del 15 agosto 2012, quando la Nazionale è scesa in campo con una speciale maglia che si rifaceva a quella vittoriosa di Spagna ’82, celebrando il trentennale del terzo trionfo mondiale azzurro.[37] Infine, per la Confederations Cup 2013, è stata usata una divisa leggermente diversa da quella usata a Euro 2012 e alle qualificazioni mondiali per il 2014, con una striscia verde sulla manica destra e una rossa su quella sinistra, e un azzurro leggermente più scuro.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]
1910
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
1911
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
Mondiali 1934
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
Mondiali 1938
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Nessun fornitore
Mondiali 1950
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun Fornitore
Mondiali 1954
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Italo Sport
Mondiali 1962
CasaTrasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Fedeli
Mondiali 1966
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
Europei 1968
CasaTrasferta
Manica sinistra
Maglietta
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Europei 1980
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Le Coq Sportif
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1995
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2009
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Mondiali 2010
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Europei 2012
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Confederations Cup 2013
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Mondiali 2014
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Europei 2016
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Simboli ufficiali

Sulla maglia azzurra deglianni trenta, la croce sabaudadell’allora Regno d’Italia era affiancata al fascio littorio delregime fascista al potere.

Detto nella sezione precedente dell’origine dell’azzurro quale colore della rappresentativa nazionale (esteso poi alle altre discipline), bisogna aggiungere che durante il Fascismo sulle maglie era visibile un fascio littorio ricamato in oro, che caricava la croce sabauda già presente dal1910. Questa fu tra l’altro la tenuta con cui l’Italia vinse i mondiali del 1934 e del 1938 nonché il titolo olimpico di Berlino nel 1936. Non era raro vedere usata, in quegli anni, una tenuta da gara completamente nera quale seconda uniforme di gioco (come avvenne nei quarti di finale del Mondiale del 1938 contro la Francia).

La divisa portata al debutto nel secondo dopoguerrarecava lo scudetto della nuovaItalia repubblicana

Nel secondo dopoguerra, caduto il regime fascista e abolita la Monarchia, la croce sabauda lasciò il posto ad un tricolore originariamente raccolto in uno scudetto (di forma analoga a quello delle squadre campioni d’Italia di qualsiasi disciplina). Nel corso degli anni il tricolore sulle maglie ha cambiato varie volte forma (quadrangolare, trapezoidale, rotondo) e posizione, dal lato sinistro fino al centro, per poi tornare al lato sinistro. Dell’inizio deglianni cinquanta è invece l’idea di sormontare lo scudo tricolore con una banda recante la scritta in maiuscolo«ITALIA». Successivamente fu inserita nello scudetto anche la sigla «FIGC» della Federazione, scritta in verticale sulla banda bianca del tricolore.

Nel 1983, per celebrare la vittoria nel campionato del mondo dell’anno precedente, tre stelle dorate sostituirono la scritta «ITALIA» sopra il tricolore, poi il tutto fu rimpiazzato nel 1984 da un nuovo stemma tondo incorporante le tre stelle, le scritte «ITALIA» e «FIGC», e il tricolore. Dal 1991 al 1998 lo stemma adottato fu una controversa e criticata lettera i scritta in corsivo, con tanto di puntino laterale blu, contenente i soliti elementi (stelle e tricolore) più la denominazione «FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO». Tale stemma ricordava vagamente il logo dello sponsor istituzionale dell’epoca (la IP).

Nel 1999 si tornava al tradizionale scudo tricolore, ristilizzato poi per motivi di marketing nel 2005, adottato dalla FIGC come nuovo logo: uno scudetto dai bordi squadrati con all’interno le tre stelle dei mondiali vinti (quattro dal settembre 2006). Le stelle compaiono su autorizzazione dellaFIFA, che dalla metà degli anni novanta permise alle federazioni di portare sulla maglia tante stelle quanti sono i campionati del mondo vinti.

La forma attuale è tornata a ricordare lo scudetto originario seppur rivisto alla luce dell’evoluzione del design, anche se non mancano i nostalgici per la vecchia maglia con un semplice scudetto tricolore e la scritta sovrastante «ITALIA» in maiuscolo.[38][39]

 

 

Rivalità

Essendo una delle più titolate e prestigiose al mondo, la Nazionale italiana ha partecipato a pagine di storia calcistica mondiale che hanno inevitabilmente fatto nascere rivalità sportive piuttosto sentite.

Nei primi anni di attività esistevano accese rivalità con le Nazionali di calcio di Ungheria, Uruguay e Cecoslovacchia.

Francia

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Francia-Italia.

Marco Tardelli e Michel Platinidurante l’amichevole dell’8 febbraio1978 a Napoli tra gli azzurri e laFrancia.

Quella contro i transalpini è una delle più sentite fra le rivalità della nazionale italiana. La prima partita ufficiale disputata dagli azzurri, il 15 maggio 1910 all’Arena Civica di Milano, fu giocata proprio contro i Bleus. Nel corso del periodo precedente alla prima guerra mondiale, le due formazioni si sono affrontate più volte e spesso a prevalere erano gli italiani. Nel campionato mondiale di calcio 1938 l’Italia affrontò e sconfisse la Francia padrona di casa per 3-1 nei quarti di finale. Ad Argentina 1978 le due nazionali si affrontarono nella prima partita del proprio girone e l’Italia, pur passando in svantaggio dopo soli 44 secondi, ribaltò il risultato grazie a Paolo Rossi e Renato Zaccarelli imponendosi per 2-1. L’andamento però cambiò dai primi anni ottanta, quando la Francia ritornò alla vittoria nel febbraio del 1982, in una gara amichevole. Fino ad allora infatti l’ultimo confronto vincente con gli italiani risaliva addirittura alle Olimpiadi del 1920, pertanto vi fu un’attesa di ben 62 anni. Quattro anni dopo quella storica vittoria i francesi riuscirono a ripetersi in una occasione ben più importante, ovvero gli ottavi di finale del Mondiale del 1986, estromettendo così i campioni del Mondo in carica.

Dal 1986 (se si esclude una gara amichevole nel febbraio del 1994 a Napoli, conclusa con una vittoria francese per 1-0) le squadre non si affrontarono fino a fine anni novanta. La rivalità si fece accesa in questo periodo, dopo il Torneo di Francia, competizione amichevole in vista del campionato del mondo 1998, le due nazionali si affrontarono nella terza e ultima partita del torneo pareggiando 2-2, condannandosi vicendevolmente agli ultimi due posti. Nel giro di breve tempo le due formazioni si affrontarono in due competizioni ufficiali: prima ai quarti di finale dei Mondiali ’98 (disputatisi proprio in Francia) in cui i bleus, dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco, vinsero aitiri di rigore e due anni dopo, ad Euro 2000, dove le due squadre si ritrovarono in finale a Rotterdam, con la Francia che vinse pareggiando al termine dei tempi regolamentari e segnando ai supplementari il decisivo golden goal.

Le due Nazionali schierate prima della finale dell’Europeo, 2 luglio 2000.

Per un breve periodo le Nazionali maggiori non si affrontarono più, per poi tornare a sfidarsi nella finale del campionato del mondo 2006, vinta questa volta ai rigori dagli azzurri e anch’essa ricca di episodi incandescenti, i cui protagonisti furono per lo più il difensore italiano Marco Materazzi e il capitano Zinédine Zidane. Prima il campione francese segnò su calcio di rigore, provocato da un fallo in area proprio di Materazzi, con un tiro a cucchiaio. Qualche minuto dopo il difensore dell’Inter riuscì a pareggiare con un colpo di testa e i tempi regolamentari finirono 1-1. Poi nei supplementari un triste evento mise fine anticipatamente alla carriera di Zidane: la stella francese infatti diede una testata violenta a Materazzi, che lo aveva provocato verbalmente, e venne espulso.[40] I tempi supplementari si conclusero col risultato di parità, e ai tiri di rigore fu decisivo l’errore del francese David Trezeguet che colpì la traversa della porta difesa da Buffon; l’Italia vinse così il suo quarto mondiale.

Curiosamente, dopo breve tempo dalla discussa finale, l’Italia ha ritrovato la Francia sia nelle qualificazioni (ma il sorteggio avvenne a gennaio) che, a qualificazione ottenuta, nel girone del campionato d’Europa 2008. Anche le due partite di qualificazione per l’Europeo sono state giocate in un clima di accesa rivalità. Quella di Parigi terminò 3-1 per i francesi, ma soprattutto quella di ritorno a Milano, finita 0-0, è stata preceduta da dichiarazioni infuocate del CT francese Raymond Domenech rese a Le Parisien, che sostenne di essere preoccupato di un arbitraggio a favore degli azzurri. L’UEFA, costretta ad intervenire, squalificò Domenech e decise di multarlo.[41] Nonostante i tentativi di distensione dei giocatori italiani e francesi, soprattutto del capitano azzurro Fabio Cannavaro, la sera della partita a San Siro il pubblico ha fischiato l’inno nazionale francese suonato prima della partita.[42] All’episodio hanno fatto seguito ulteriori aspre polemiche sia in Francia che in Italia, con lettere ufficiali di scuse. Le due Nazionali si sono reincontrate per l’ultima giornata del primo turno di Euro 2008, il 17 giugno. L’Italia, dopo 30 anni, ha vinto sul campo per 2-0 con reti di Andrea Pirlo e Daniele De Rossi, qualificandosi per i quarti di finale ed estromettendo gli stessi Bleus dalla competizione. L’ultima sfida tra le due Nazionali si è disputata il 14 novembre 2012 allo Stadio Ennio Tardini di Parma e ha visto la vittoria dei francesi per 2-1.

Germania

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Rivalità calcistica Germania-Italia e Partita del secolo.

Altra forte rivalità è quella con i tedeschi: Germania Ovest fino al 1990, Germania unita da allora, e Italia hanno dato vita a match memorabili della storia del calcio. Tuttavia, la Nazionale italiana è una vera e propria bestia nera per la Nazionale tedesca; infatti, oltre ad avere un bilancio largamente negativo nel computo delle vittorie e sconfitte, la Nazionale tedesca non ha mai vinto né prevalso ai rigori in alcun incontro ufficiale (cioè non amichevole) né europeo né mondiale con la squadra italiana.

Targa commemorativa all’Estadio Azteca della partita del secolo tra Italia e Germania Ovest a Mexico ’70

Per quasi quarant’anni le due squadre non si sono mai affrontate in occasioni veramente degne di nota e si deve attendere il primo turno del campionato mondiale del 1962 per avere la prima partita con una posta significativa in palio; in quell’occasione la sfida non fu emozionante e terminò con un tacito accordo di pareggio a reti inviolate che andava bene ad entrambe poiché le altre avversarie del girone non sembravano inarrestabili, poi la Germania fece il suo dovere, mentre l’Italia perse contro il Cile nella famosa battaglia di Santiago, subendo l’eliminazione.

Le due squadre si ritrovarono di fronte in una occasione ben più importante otto anni dopo, per la semifinale del Mondiale 1970, dando vita alla partita del secolo, che vide l’Italia qualificarsi per la finale, dopo un emozionante 4-3 in suo favore dopo i tempi supplementari. AlMondiale del 1978 le due squadre si affrontano nel girone di semifinale, l’Italia domina ma i tedeschi riescono a non prendere gol e la partita termina con uno 0-0 che si traduce in una eliminazione con delusione, sul piano del gioco, per i tedeschi campioni in carica.

Azzurri nuovamente in festa nel 1982 in Spagna, stavolta in finale, imponendosi nettamente sui tedeschi per 3-1 a Madrid davanti alle autorità di entrambe le Nazioni. È invece del 1988 la prima sfida europea: è la prima fase del campionato europeo, ma le squadre danno vita ugualmente ad una sfida avvincente, che finisce 1-1 ed accontenta entrambe le tifoserie; alla fine la Germania vincerà il girone per differenza reti, e l’Italia sarà seconda, ma entrambe saranno eliminate in semifinale, rispettivamente da Paesi Bassi e URSS.

Italia e Germania nell’amichevole del 25 marzo 1992.

Nell’Europeo del 1996 in Inghilterra, Italia e Germania sono inserite nello stesso girone. La Germania non perde colpi e sconfigge nettamente Repubblica Ceca e Russia mentre l’Italia batte i russi ma perde con i cechi, ed arriva allo scontro diretto con la necessità di dover vincere, mentre i tedeschi sono già qualificati; la partita finisce 0-0 (con Zola che fallisce un rigore nei primi minuti), e l’Italia deve fare i bagagli, per la gioia della Germania che poi andrà a vincere il titolo contro i cechi al golden goal.

Le due nazionali si affrontarono nella semifinale dei Mondiali 2006, organizzati proprio dai tedeschi; la partita terminò sul 2-0 per gli azzurri, capaci di segnare due reti negli ultimi minuti dei tempi supplementari con Grosso e Del Piero, e poi di vincere il titolo mondiale ai rigori nella finale contro la Francia.

Ad Euro 2012 l’Italia ritrova la Germania nelle semifinali; i tedeschi, dati favoriti per condizione fisica e mentale, e sempre vincenti nelle quindici partite precedenti in tornei ufficiali (1 ai mondiali, 10 nelle qualificazioni agli europei e 4 agli europei), vengono nuovamente sconfitti dagli azzurri con una doppietta di Balotelli. In otto incontri ufficiali tra europei e mondiali, il bilancio è quindi di quattro vittorie italiane, tutte in finali o semifinali, ed altrettanti pareggi, tutti in match qualificatori.

Brasile

A differenza di squadre europee, con le quali sussiste una rivalità più accesa, il Brasile è una Nazionale sudamericana: ciò limita i confronti all’ambito delle competizioni internazionali, sebbene siano state giocate varie amichevoli (nonostante l’appartenenza a due confederazioni diverse e le difficoltà dal punto di vista organizzativo).

La prima sfida in assoluto fu ai Mondiali 1938, in semifinale. I sudamericani, già sicuri della qualificazione alla finalissima, avevano prenotato un aereo per Parigi e tenuto in panchina Leônidas (in vista dell’impegno conclusivo).[43] Il risultato effettivo premiò invece gli uomini di Vittorio Pozzo, vittoriosi per 2-1: a siglare il momentaneo raddoppio fu Mezza su rigore, dopo aver rotto l’elastico dei pantaloncini. Essendo la finale in programma solamente tre giorni più tardi, i giocatori italiani acquistarono i biglietti aerei dagli stessi brasiliani.

Pelé e Sandro Mazzola durante l’amichevole del 12 maggio 1963.

Il successivo confronto in ambito mondiale fu nel 1970, durante la finale di Città del Messico. I verdeoro trionfarono per 4-1, dopo aver chiuso in parità il primo tempo: il successo comportò l’assegnazione in via definitiva del trofeo dedicato a Jules Rimet.[44] Otto anni più tardi, in terra argentina, andò in scena un altro incontro, valido stavolta per il terzo e quarto posto: il Brasile vinse 2-1, terminando lamanifestazione sul gradino più basso del podio. L’Italia si “vendicò” in Spagna nella successiva edizione, allorché si impose per 3-2 nell’ultima gara del secondo turno (in cui era presente anche l’Argentina, già matematicamente eliminata) guadagnando il passaggio alle semifinali. Tra i tifosi della Seleção, la partita è ricordata come «tragedia del Sarriá». È questa l’ultima affermazione azzurra sui rivali, che dodici anni dopo fecero proprio il trofeo battendo la squadra di Arrigo Sacchi nel primo Mondiale decisosi ai rigori. Fu decisivo l’errore di Baggio, che calciò il pallone oltre la traversa.

Dopo la sfida amichevole nel Torneo di Francia del giugno 1997 (conclusasi sul risultato di 3-3), le due squadre si sono ritrovate solamente nel 2009.[45] I verdeoro hanno mantenuto la propria imbattibilità, imponendosi nell’amichevole del 10 febbraio[46] e nella gara del 21 giugno in Confederations Cup.[7] Un’analoga situazione si è ripetuta nel 2013, con un 2-2 in amichevole[47] e un 4-2 inConfederations a favore dei sudamericani.[48]

Argentina

Più che di un’acerrima rivalità, si tratta di un “derby” internazionale avendo buona parte della popolazione argentina una discendenza italiana. Inoltre, le due società più blasonate del calcio locale (Boca Juniors e River Plate) sono state fondate da genovesi.

In campo mondiale, tra il 1974 e il 1990 si sono avuti ben cinque confronti (in altrettante edizioni del torneo): mentre l’Argentina ottenne i punti utili alla qualificazione con pareggi, l’Italia sconfisse i sudamericani nel 1978 (in casa loro) e nel 1982. A livello statistico, il primato realizzato dagli argentini (vincere il titolo mondiale riportando una sconfitta nel corso del torneo) è stato eguagliato dalla Spagna nel 2010 (gli iberici hanno perso dalla Svizzera nella gara d’esordio del proprio girone).

Un’immagine della semifinale deiMondiali 1990. In primo piano sono riconoscibili il portiere azzurro Zenga e l’argentino Caniggia, autore della rete del pareggio.

L’unico episodio controverso si verificò nel 1990, quando l’Italia padrona di casa cedette in semifinale ai rivali (perdendo ai rigori, dopo l’1-1 dei supplementari) nella gara giocata al San Paolo di Napoli (teatro delle imprese di Maradona con la squadra partenopea): durante la finale dell’Olimpico di Roma la tifoseria azzurra sostenne l’altra formazione, la Germania Ovest (poi vincitrice). Maradona, capitano della sua squadra, insultò in mondovisione il pubblico che aveva fischiato l’Argentina già durante l’esecuzione dell’inno.[49]

Ancora l’Olimpico ha ospitato i due successivi confronti, entrambi amichevoli, del 2001 e 2013: l’Argentina ha riportato due vittorie, sempre con il punteggio di 1-2.[50][51]

Uruguay

Il primo confronto con l’Uruguay fu quello ai Giochi olimpici 1928: in semifinale, i sudamericani si imposero per 3-2. Le due squadre si ritrovarono dopo oltre quarant’anni, nel primo turno dei Mondiali 1970: l’incontro finì 0-0 ed entrambe accedettero ai quarti di finale.

Nel corso del ventennio successivo, si sono avuti tre incroci (due dei quali amichevoli e uno valido per il Mundialito) con un bilancio di perfetta parità: una vittoria a testa ed un pareggio. Il 25 giugno 1990, negli ottavi del Mondiale casalingo, l’Italia ha ottenuto la sua ultima vittoria imponendosi con il punteggio di 2-0.[52] Prima di tornare a sfidarsi nell’ambito delle competizioni mondiali, le due Nazionali hanno disputato due amichevoli tra il 2002 e il2011: la prima, ospitata dal Meazza di Milano, si è conclusa 1-1[53] mentre la seconda, giocata a Roma, ha visto prevalere l’Uruguay di misura.[54] Nella finale per il terzo posto della Confederations Cup 2013, gli azzurri hanno conquistato il bronzo ai rigori dopo il 2-2 dei supplementari.[55]

Un anno dopo, nel primo turno dei Mondiali, l’Uruguay ha sconfitto la squadra di Prandelli (cui sarebbe stato sufficiente un pareggio per qualificarsi) eliminandola.[56] Durante la gara si è verificato il controverso episodio di un morso rifilato da Suárez a Chiellini: il giocatore sudamericano è stato poi squalificato dalla FIFA per quattro mesi.[57]

Altre

Sono molto sentite anche le partite contro Spagna e Inghilterra, con le quali c’è forte competizione a livello di club. I loro campionati nazionali contendevano alla Serie A italiana il titolo di “campionato più bello del mondo” e di meta calcistica più ambita dai fuoriclasse di tutto il pianeta, prima delle crisi e degli scandali che hanno colpito il calcio italiano neglianni duemila.

Scambio di gagliardetti tra Facchetti e Bobby Moore prima di Italia-Inghilterra 2-0 del 14 giugno 1973.

Una minore rivalità, piuttosto affievolita, vi è con la Svizzera, che era sentita principalmente dagli emigranti italiani in terra elvetica ed era dovuta anche alla vicinanza fra i due paesi. Ben altre rivalità, molto forti, vi sono con due nazioni di recente formazione quali Slovenia e Croazia; dovute più che altro a questioni irredentistiche di confine e per lo più circoscritte ad ambienti nazionalistici dei paesi in questione. Sebbene queste rivalità non siano generalmente sentite come quelle verso Francia o Germania, gli incontri con Slovenia e Croazia hanno finora rappresentato gli unici casi in cui i tifosi azzurri, solitamente tranquilli, siano stati coinvolti in scontri di curva. Uno dei casi più emblematici fu rappresentato dall’amichevole del 21 agosto 2002 Italia-Slovenia (0-1), che doveva rappresentare anche una sorta di festa di commiato per Bruno Pizzul quale telecronista della nazionale. La gara, giocata a Trieste (dov’è molto sentita la rivalità coi vicini sloveni), venne principalmente ricordata per i numerosi scontri fra le due tifoserie, qualche tentata invasione di campo ed alcuni accenni di rissa anche fra i calciatori.

Le altre rivalità non sono storiche, ma più che altro segnate da episodi limitati o sporadici. Impossibile non citare il Cile e la famosa Battaglia di Santiago, rivalità sorta e finita in quell’anno dopo un’inopportuna campagna mediatica della stampa italiana nei confronti della città capitale cilena che suscitò aspre polemiche nello stato sudamericano, accrescendo notevolmente la tensione prima della partita, terminata poi in maniera decisamente poco felice. Le partite successive coi cileni sono tornate ad essere partite normali senza problemi.

Altri ricordi negativi per la Nazionale italiana sono legati alle due rappresentative coreane: la Corea del Nord sconfisse clamorosamente gli azzurri per 1-0 ai Mondiali in Inghilterra causandone l’eliminazione al primo turno, mentre la Corea del Sud estromise l’Italia al golden goal agli ottavi di finale del Mondiale 2002, in una partita segnata dal contestato arbitraggio di Byron Moreno. L’Italia non ha più incontrato queste due nazionali in gare ufficiali.

Record individuali

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale italiana e Capitani della Nazionale di calcio dell’Italia.

Gianluigi Buffon è il giocatore più presente della storia della Nazionale italiana

Fabio Cannavaro è al primo posto nelle presenze come capitano (79)

Tabella aggiornata al 17 novembre 2015.

  • Il grassetto indica giocatori ancora in attività in Nazionale.
Record presenzeRecord retiRecord presenze da capitano
Pos.GiocatorePeriodoPresenzeRetiPos.GiocatorePeriodoRetiPresenzeReti/pr.Pos.GiocatorePres. capitano
1Gianluigi Buffon1997-oggi15401Gigi Riva1965-197435420,831Fabio Cannavaro79
2Fabio Cannavaro1997-201013622Giuseppe Meazza1930-193933530,622Paolo Maldini74
3Paolo Maldini1988-200212673Silvio Piola1935-195230340,883Giacinto Facchetti70
4Andrea Pirlo2002-oggi116134Roberto Baggio1988-200427560,484Dino Zoff59
5Dino Zoff1968-198311204Alessandro Del Piero1995-200827910,35Gianluigi Buffon58
6Daniele De Rossi2004-oggi101176Alessandro Altobelli1980-198825610,416Giuseppe Bergomi33
7Gianluca Zambrotta1999-20109826Adolfo Baloncieri1920-193025470,537Franco Baresi31
8Giacinto Facchetti1963-19779436Filippo Inzaghi1997-200725570,448Adolfo Baloncieri28
9Alessandro Del Piero1995-200891279Francesco Graziani1975-198323640,369Renzo De Vecchi26
10Giorgio Chiellini2004-oggi8269Christian Vieri1997-200523490,4710Giampiero Boniperti24

Capitani storici[modifica | modifica wikitesto]

Questo elenco comprende i calciatori che per un determinato periodo hanno vestito stabilmente la fascia di capitano.

  • 1910 Francesco Calì
  • 1911-1913 Giuseppe Milano
  • 1914-1915 Virgilio Fossati
  • 1920-1925 Renzo De Vecchi
  • 1925-1927 Luigi Cevenini
  • 1927-1930 Adolfo Baloncieri
  • 1931-1933 Umberto Caligaris
  • 1934 Gianpiero Combi
  • 1935-1936 Luigi Allemandi
  • 1937-1939 Giuseppe Meazza
  • 1940-1947 Silvio Piola
  • 1947-1949 Valentino Mazzola
  • 1949-1950 Riccardo Carapellese
  • 1951-1952 Carlo Annovazzi
  • 1952-1960 Giampiero Boniperti
  • 1961-1962 Lorenzo Buffon
  • 1962-1963 Cesare Maldini
  • 1963-1966 Sandro Salvadore
  • 1966-1977 Giacinto Facchetti
  • 1977-1983 Dino Zoff
  • 1984-1985 Marco Tardelli
  • 1985-1986 Gaetano Scirea
  • 1986-1987 Antonio Cabrini
  • 1988-1991 Giuseppe Bergomi
  • 1991-1994 Franco Baresi
  • 1994-2002 Paolo Maldini
  • 2002-2010 Fabio Cannavaro
  • 2010-oggi Gianluigi Buffon

Commissari tecnici

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Allenatori della Nazionale di calcio dell’Italia.

Vittorio Pozzo, l’allenatore con il maggior numero di vittorie della Nazionale.

La Nazionale italiana è stata guidata da 27 commissioni tecniche (inizialmente formate solitamente da arbitri, poi anche da allenatori) e da 16commissari tecnici. La prima commissione tecnica era formata dal Umberto Meazza, Agostino Recalcati, Alberto Crivelli, Giannino Camperio edAchille Gama e fu in carica dal 15 maggio 1910 al 6 gennaio dell’anno seguente. Il primo commissario tecnico unico fu Vittorio Pozzo, che guidò la nazionale per la prima volta (seguirono altri due incarichi nel 1924 e dal 1929 al 1948) dal 26 giugno 1912 al 3 luglio seguente.

Elenco aggiornato al 17 novembre 2015.

N.DateNome % Vitt.Part.Vitt.Par.Scon.Gol f.Gol s.Tit.
115/05/1910-06/01/1911Comm.Tecnica: U.Meazza, A.Recalcati, A.Crivelli,G.Camperio e A.Gama.
Prep.Atletico: Umberto Meazza
33,33310279
209/04/1911-21/05/1911Comm.Tecnica: U.Meazza, G.Camperio, L.Livio e Beni.
Prep.Atletico: U.Meazza
0,00302147
317/03/1912-17/03/1912Comm.Tecnica: G.Camperio, A.Armano, H.Goodley,E. Pasteur, F.Calì, G.Servetto e E.Mégard.
Prep.Atletico: U.Meazza
0,00100134
429/06/1912-03/07/1912Allenatore: Vittorio Pozzo33,33310248
522/12/1912-15/06/1913Comm.Tecnica: U.Meazza, A.Armano, H.Goodley,C.Ferraris, L.Faroppa, U.Baruffini e Pedroni.
Prep.Atletico: U.Meazza
25,00410326
611/01/1914-17/05/1914Comm.Tecnica: U.Meazza, A.Armano, Pedroni,E.Pasteur, F.Calì, U.Rietmann e N.Resegotti.
Prep.Atletico: U.Meazza
50,00422041
731/01/1915-31/01/1915Comm.Tecnica: N.Resegotti, A.Armano, E.Pasteur,F.Calì, U.Rietmann, Scamoni e Laugeri.
Prep.Atletico: N.Resegotti
100,00110031
818/01/1920-18/01/1920Comm.Tecnica: E.Pasteur, F.Mauro, G.Hess,F.Varisco, G.Varetto e R.Terzolo
Prep.Atletico: N.Resegotti
100,00110094
928/03/1920-28/03/1920Comm.Tecnica: E.Pasteur, F.Mauro, F.Varisco eR.Terzolo.
Prep.Atletico: G.Milano
0,00100103
1013/05/1920-13/05/1920Comm.Tecnica: F.Calì, U.Rietmann, Bianchi eE.Minoli.
Prep.Atletico: G.Milano
0,00101011
1128/08/1920-02/09/1920Comm.Tecnica: G.Milano, U.Meazza, F.Calì, E.Minolie L.S.Bertazzoni.
Prep.Atletico: G.Milano
50,00420257
1220/02/1921-06/03/1921Comm.Tecnica: G.Milano, U.Meazza, F.Calì,F.Mauro, V.Pozzo e Campi.100,00220042
1305/05/1921-08/05/1921Comm.Tecnica: G.Milano, U.Meazza e R.Terzolo.50,00211054
1406/11/1921-06/11/1921Comm.Tecnica: N.Resegotti, G.Agostini e A.Galletti.
Prep.Atletico: Antonio Cevenini
0,00101011
1515/01/1922-21/05/1922Comm.Tecnica: N.Resegotti, G.Agostini, A.Galletti,U.Meazza e S.Marengo.33,33312086
1603/12/1922-27/05/1923Comm.Tecnica: U.Meazza, A.Galletti e A.Rangone.20,00513168
1720/01/1924-20/01/1924Comm.Tecnica: U.Meazza, A.Galletti, A.Rangone, Agostini e Argento.0,00100104
1809/03/1924-02/06/1924Allenatore: Vittorio Pozzo40,00521259
1916/11/1924-18/06/1925Comm.Tecnica: A.Rangone, G.Milano (Lega Nord) eG.Baccani (Lega Sud)33,336213116
2004/11/1925-10/06/1928Allenatore: Augusto Rangone50,0024127568451
2114/10/1928-28/04/1929Prep.Atletico: Carlo Carcano50,0063121313
2201/12/1929-05/08/1948Allenatore: Vittorio Pozzo68,97876016112241105
2327/02/1949-02/07/1950Comm.Tecnica: F.Novo (Presidente), A.Bardelli,R.Copernico e V.Biancone55,5695131811
2408/04/1951-25/11/1951Comm.Tecnica: C.Beretta, A.Busini e G.Combi40,005230104
2524/02/1952-17/05/1953Comm.Tecnica:
Prep.Atletico: Giuseppe Meazza
Allenatore: Carlino Beretta
25,0082241212
2613/11/1953-23/06/1954Comm.Tecnica: Lajos Czeizler e Angelo Schiavio
Prep.Atletico: Silvio Piola
71,4375021910
2705/12/1954-09/12/1956Comm.Tecnica: A.Schiavio, L.Marmo, G.Pasquale eL.Tentorio
Prep.Atletico: A.Foni
58,33127141513
2825/04/1957-23/03/1958Comm.Tecnica: A.Foni, A.Schiavio, L.Marmo,G.Pasquale, L.Tentorio e V.Biancone
Prep.Atletico: Alfredo Foni
28,5772141016
2909/11/1958-09/11/1958Comm.Tecnica: G.Viani, V.Biancone e P.Mocchetti
Prep.Atletico: Giuseppe Viani
0,00101022
3013/12/1958-29/11/1959Comm.Tecnica: G.Ferrari, V.Biancone e P.Mocchetti
Prep.Atletico: G.Ferrari
0,00504167
3106/01/1960-13/03/1960Allenatore: Giuseppe Viani50,00210143
3210/12/1960-04/11/1961Allenatore: Giovanni Ferrari66,6764022010
3305/05/1962-07/06/1962Comm.Tecnica: Paolo Mazza e Giovanni Ferrari60,00531184
3411/11/1962-19/07/1966Allenatore: Edmondo Fabbri62,072918656318
3501/11/1966-27/03/1967Comm.Tecnica: Helenio Herrera e Ferruccio Valcareggi75,00431072
3625/06/1967-23/06/1974Allenatore: Ferruccio Valcareggi51,85542820696431
3728/09/1974-08/06/1975Allenatore: Fulvio Bernardini16,67612325
3827/09/1975-08/06/1977Comm.Tecnica: Fulvio Bernardini e Enzo Bearzot68,751611233416
3908/10/1977-17/06/1986Allenatore: Enzo Bearzot45,4588402622115841
4008/10/1986-12/10/1991Allenatore: Azeglio Vicini59,2654321577624
4113/11/1991-06/11/1996Allenatore: Arrigo Sacchi64,1553341189036
4222/01/1997-31/07/1998Allenatore: Cesare Maldini50,002010823013
4301/08/1998-04/07/2000Allenatore: Dino Zoff47,832311753419
4406/07/2000-15/07/2004Allenatore: Giovanni Trapattoni56,8244251276830
4516/07/2004-12/07/2006Allenatore: Marcello Lippi58,62291710245191
4613/07/2006-26/06/2008Allenatore: Roberto Donadoni56,522313553522
4727/06/2008-30/06/2010Allenatore: Marcello Lippi40,7427111153828
4801/07/2010-24/06/2014Allenatore: Cesare Prandelli41,0756[1]2320137958
4914/08/2014-in caricaAllenatore: Antonio Conte56,25169522314

Elenco aggiornato al 17 novembre 2015.

Pos.NomeAnni % Vitt.PartiteVittoriePareggiSconfitteGol fattiGol subitiTitoli
1Enzo Bearzot27/09/1975-08/06/197768,751611233416
08/10/1977-17/06/198645,4588402622115841
Totale49,041045128251491001
2Vittorio Pozzo29/06/1912-03/07/191233,33310248
20/02/1921-06/03/1921100,00220042
09/03/1924-02/06/192440,00521259
01/12/1929-05/08/194868,97876016112241105
Totale67,01976517152371295
3Ferruccio Valcareggi01/11/1966-27/03/196775,00431072
25/06/1967-23/06/197451,85542820696431
Totale53,455831216103451
4Marcello Lippi16/07/2004-12/07/200658,62291710245191
27/06/2008-30/06/201040,7427111153828
Totale50,00562821783471
5Cesare Prandelli01/07/2010-24/06/201441,0756[1]2320137958
6Azeglio Vicini08/10/1986-12/10/199159,2654321577624
7Arrigo Sacchi13/11/1991-06/11/199664,1553341189036
8Giovanni Trapattoni06/07/2000-15/07/200456,8244251276830
9Augusto Rangone03/12/1922-27/05/192320,00513168
20/01/1924-20/01/19240,00100104
16/11/1924-18/06/192533,336213116
04/11/1925-10/06/192850,0024127568451
Totale41,673615111085631
10Umberto Meazza15/05/1910-06/01/191133,33310279
09/04/1911-21/05/19110,00302147
17/03/1912-17/03/19120,00100134
22/12/1912-15/06/191325,00410326
11/01/1914-17/05/191450,00422041
28/08/1920-02/09/192050,00420257
20/02/1921-06/03/1921100,00220042
05/05/1921-08/05/192150,00211054
15/01/1922-21/05/192233,33312086
03/12/1922-27/05/192320,00513168
20/01/1924-20/01/19240,00100104
Totale34,38321110114858
11Edmondo Fabbri11/11/1962-19/07/196662,072918656318
12Angelo Schiavio13/11/1953-23/06/195471,4375021910
05/12/1954-09/12/195658,33127141513
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
Totale53,8526142104439
13Roberto Donadoni13/07/2006-26/06/200856,522313553522
14Dino Zoff01/08/1998-04/07/200047,832311753419
15Fulvio Bernardini28/09/1974-08/06/197516,67612325
27/09/1975-08/06/197768,751611233416
Totale54,552212463621
16Vincenzo Biancone27/02/1949-02/07/195055,5695131811
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
09/11/1958-09/11/19580,00101022
13/12/1958-29/11/19590,00504167
Totale31,82227783636
17Cesare Maldini22/01/1997-31/07/199850,002010823013
18Alfredo Foni05/12/1954-09/12/195658,33127141513
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
Totale47,37199282529
18Luciano Marmo05/12/1954-09/12/195658,33127141513
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
Totale47,37199282529
18Giuseppe Pasquale05/12/1954-09/12/195658,33127141513
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
Totale47,37199282529
18Luigi Tentorio05/12/1954-09/12/195658,33127141513
25/04/1957-23/03/195828,5772141016
Totale47,37199282529
22Antonio Conte14/08/2014-in carica56,25169522314
23Giovanni Ferrari13/12/1958-29/11/19590,00504167
10/12/1960-04/11/196166,6764022010
05/05/1962-07/06/196260,00531184
Totale43,75167543421
24Giuseppe Milano28/03/1920-28/03/19200,00100103
13/05/1920-13/05/19200,00101011
28/08/1920-02/09/192050,00420257
20/02/1921-06/03/1921100,00220042
05/05/1921-08/05/192150,00211054
16/11/1924-18/06/192533,336213116
Totale43,75167362623

Confronti con le altre Nazionali

Questi sono i saldi dell’Italia nei confronti delle Nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.

  • Nota bene: come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari contro Cecoslovacchia (21 giugno 1980, persi), Argentina (3 luglio 1990, persi), Unione sovietica (16 giugno 1991, vinti), Brasile (17 luglio 1994, persi), Francia (3 luglio 1998, persi), Paesi Bassi (29 giugno 2000, vinti), Francia (9 luglio 2006, vinti), Spagna (22 giugno 2008, persi), Inghilterra (24 giugno 2012, vinti), Spagna (27 giugno 2013, persi), Uruguay (30 giugno 2013, vinti) sono considerate pareggi.

Saldo positivo

NazionaleGiocateVintePareggiatePerseReti FatteReti SubiteDifferenzaUltima vittoriaUltimo pariUltima sconfitta
Svizzera Svizzera582822810767+4030 aprile20035 giugno20101º maggio1993
Francia Francia37181098050+3017 giugno20088 settembre200714 novembre2012
Austria Austria37178124956−723 giugno199820 agosto200823 marzo1958
Ungheria Ungheria3416996356+76 ottobre20013 settembre200022 agosto2007
Germania Germania32151074836+1228 giugno201215 novembre201321 giugno1995
Inghilterra Inghilterra2610883032−214 giugno201431 marzo201515 agosto2012
Cecoslovacchia Cecoslovacchia269983938+119 giugno19907 aprile198416 novembre1983
Portogallo Portogallo2518255122+296 febbraio200831 maggio199216 giugno2015
Svezia Svezia2210662724+318 novembre200918 giugno20043 giugno1998
Belgio Belgio2113444124+1730 maggio200829 maggio199613 novembre2015
Bulgaria Bulgaria1910723316+176 settembre201528 marzo201525 settembre1991
Paesi Bassi Paesi Bassi198832519+64 settembre20146 febbraio20139 giugno2008
Norvegia Norvegia1710432213+913 ottobre20154 giugno20053 giugno2000
Jugoslavia Jugoslavia178542421+323 settembre198731 marzo198813 giugno1979
Romania Romania1710522814+1416 novembre200317 novembre201529 marzo1989
Argentina Argentina146532213+910 giugno19873 luglio199014 agosto2013
Polonia Polonia14563199+1011 novembre20112 aprile199712 novembre2003
Irlanda Irlanda13832209+1118 giugno201231 maggio20147 giugno2011
Danimarca Danimarca138232416+616 ottobre201211 ottobre20138 settembre1999
Finlandia Finlandia121011307+2317 novembre200427 settembre197529 giugno1912
Messico Messico127412810+1816 giugno201313 giugno20023 giugno2010
Stati Uniti Stati Uniti11731325+2715 giugno200917 giugno200629 febbraio2012
Turchia Turchia10730185+1311 giugno200015 novembre2006
Scozia Scozia10721184+1417 novembre20073 settembre20059 novembre1965
  • Nota bene: per Germania si contano anche le partite contro la Germania Ovest, ma si escludono le gare giocate contro la Germania Est. Per Nazionale di calcio della Cecoslovacchia s’intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1993, in cui militavano sia i cechi sia gli slovacchi, e per Nazionale di calcio della Jugoslavia s’intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1992, in cui militavano croati, bosniaci, macedoni, serbi, sloveni e montenegrini.

Saldo neutro

NazionaleGiocateVintePareggiatePerseReti FatteReti SubiteDifferenzaUltima vittoriaUltimo pariUltima sconfitta
Spagna Spagna331013103935+410 agosto 201127 giugno 20135 marzo 2014

Saldo negativo

NazionaleGiocateVintePareggiatePerseReti FatteReti SubiteDifferenzaUltima vittoriaUltimo pariUltima sconfitta
Brasile Brasile165382330−75 luglio 198221 marzo 201322 giugno 2013
URSS URSS1125479−220 febbraio 198812 ottobre 199122 giugno 1988
Uruguay Uruguay10244911−225 giugno 199030 giugno 201324 giugno 2014
  • Nota bene: per Nazionale di calcio dell’Unione Sovietica s’intende la Nazionale che ha giocato a livello internazionale dal 1924 al 1991. Sono escluse le partite giocate contro la Russia.

Palmarès

  • Coppa mondiale.svg Campionato mondiale: 4 (record europeo condiviso con la Germania)
Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982, Germania 2006
  • UEFA European Cup.svg Campionato d’Europa: 1
Italia 1968
  • Gold medal.svg Torneo Olimpico: 1
Berlino 1936
  • Coppa Internazionale: 2
1927-1930, 1933-1935

Onorificenze

Premio Laureus World Sports - Squadra dell'anno - nastrino per uniforme ordinariaPremio Laureus World Sports – Squadra dell’anno
— 2007

Partecipazioni ai tornei internazionali

Campionato del mondo
EdizioneRisultato
1930Non partecipante
1934Campione W.Cup2.svg
1938Campione W.Cup2.svg
1950Primo turno
1954Primo turno
1958Non qualificata
1962Primo turno
1966Primo turno
1970Secondo posto Zilveren medaille.svg
1974Primo turno
1978Quarto posto
1982Campione Coppa mondiale.svg
1986Ottavi di finale
1990Terzo posto Bronzen medaille.svg
1994Secondo posto Zilveren medaille.svg
1998Quarti di finale
2002Ottavi di finale
2006Campione Coppa mondiale.svg
2010Primo turno
2014Primo turno
Campionato europeo
EdizioneRisultato
1960Non partecipante
1964Non qualificata
1968Campione UEFA European Cup.svg
1972Non qualificata
1976Non qualificata
1980Quarto posto
1984Non qualificata
1988Semifinali
1992Non qualificata
1996Primo turno
2000Secondo posto Silver medal europe.svg
2004Primo turno
2008Quarti di finale
2012Secondo posto Silver medal europe.svg
Giochi olimpici[58]
EdizioneRisultato
1912Turno di qualificazione
1920Quarti di finale
1924Quarti di finale
1928Bronzo Bronze medal.svg
1936Oro Gold medal.svg
1948Quarti di finale
Confederations Cup
EdizioneRisultato
1992Non invitata
1995Non invitata
1997Non qualificata
1999Non qualificata
2001Non qualificata
2003Rinuncia[59]
2005Non qualificata
2009Primo turno[60]
2013Terzo posto Bronzen medaille.svg[61]


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni
NOTA: Per le informazioni sui risultati ai Giochi Olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Statistiche dettagliate sui tornei internazionali

Coppa del Mondo FIFA

AnnoLuogoPiazzamentoVNPReti
1930Uruguay UruguayNon partecipante
1934Italia ItaliaCampione W.Cup2.svg41012:3
1938Francia FranciaCampione W.Cup2.svg40011:5
1950Brasile BrasilePrimo turno1014:3
1954Svizzera SvizzeraPrimo turno1026:7
1958Svezia SveziaNon qualificata
1962Cile CilePrimo turno1113:2
1966Inghilterra InghilterraPrimo turno1022:2
1970Messico MessicoSecondo posto32110:8
1974bandiera Germania OvestPrimo turno1115:4
1978Argentina ArgentinaQuarto posto4129:6
1982Spagna SpagnaCampioneCoppa mondiale.svg43012:6
1986Messico MessicoOttavi di finale1215:6
1990Italia ItaliaTerzo posto61010:2
1994Stati Uniti Stati UnitiSecondo posto4218:5
1998Francia FranciaQuarti di finale3208:3
2002Corea del Sud Corea del Sud / Giappone GiapponeOttavi di finale1125:5
2006Germania GermaniaCampioneCoppa mondiale.svg52012:2
2010Sudafrica SudafricaPrimo turno0214:5
2014Brasile BrasilePrimo turno1022:3

Campionato d’Europa UEFA

AnnoLuogoPiazzamentoVNPReti
1960Francia FranciaNon partecipante
1964Spagna SpagnaNon qualificata
1968Italia ItaliaCampione UEFA European Cup.svg1203:1
1972Belgio BelgioNon qualificata
1976Jugoslavia JugoslaviaNon qualificata
1980Italia ItaliaQuarto posto1302:1
1984Francia FranciaNon qualificata
1988bandiera Germania OvestSemifinali2114:3
1992Svezia SveziaNon qualificata
1996Inghilterra InghilterraPrimo turno1113:3
2000Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi BassiSecondo posto4119:4
2004Portogallo PortogalloPrimo turno1203:2
2008Austria Austria / Svizzera SvizzeraQuarti di finale1213:4
2012Polonia Polonia / Ucraina UcrainaSecondo posto2316:7

Coppa delle Confederazioni FIFA

AnnoLuogoPiazzamentoVNPReti
1992Arabia Saudita Arabia SauditaNon invitata
1995Arabia Saudita Arabia SauditaNon invitata
1997Arabia Saudita Arabia SauditaNon qualificata
1999Messico MessicoNon qualificata
2001Corea del Sud Corea del Sud / Giappone GiapponeNon qualificata
2003Francia FranciaRinuncia[59]
2005Germania GermaniaNon qualificata
2009Sudafrica SudafricaPrimo turno1023:5
2013Brasile BrasileTerzo posto22110:10

Giochi olimpici

AnnoLuogoPiazzamentoVNPReti
1912StoccolmaTurno di qualificazione1024:8
1920AnversaQuarti di finale2025:7
1924ParigiQuarti di finale2014:2
1928AmsterdamBronzo Bronze medal.svg31125:11
1936BerlinoOro Gold medal.svg40013:2
1948LondraQuarti di finale10112:5

NOTA: Per le informazioni sui risultati ai Giochi Olimpici nelle edizioni successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Coppa Internazionale

AnniPiazzamentoVNPReti
1927–1930Campione51221:15
1931–1932Secondo posto33214:11
1933–1935Campione51218:10
1936–1938Non terminata[62]3109:4
1948–1953Quarto posto32310:9
1955–1960Quinto posto23512:21

Tutte le rose

Mondiali

Coppa del Mondo FIFA 1934
P Cavanna, P Combi, P Masetti, D Allemandi, D Caligaris, D Monzeglio, D Rosetta, C Bertolini, C Castellazzi, C Ferrari, C Ferraris IV, C Meazza, C Monti, C Pizziolo, C Varglien I, A Arcari III, A Borel, A Demaría, A Guaita, A Guarisi, A Orsi, A Schiavio, CT: Pozzo
Coppa del Mondo FIFA 1938
P Ceresoli, P Masetti, P Olivieri, D Foni, D Monzeglio, D Rava, C Andreolo, C Chizzo, C Donati, C Ferrari, C Genta, C Locatelli, C Meazza, C Olmi, C Perazzolo, C Serantoni, A Bertoni, A Biavati, A Colaussi, A Ferraris II, A Pasinati, A Piola, CT: Pozzo
Coppa del Mondo FIFA 1950
P Casari, P Moro, P Sentimenti IV, D Annovazzi, D Blason, D Fattori, D Furiassi, D Giovannini, C Magli, C Mari, C Parola, C Remondini, C Tognon, A Amadei, A Boniperti, A Campatelli, A Cappello, A Caprile, A Carapellese, A Lorenzi, A Muccinelli, A Pandolfini, CT: Novo
Coppa del Mondo FIFA 1954
1 Ghezzi, 2 Vincenzi, 3 Giacomazzi, 4 Neri, 5 Tognon, 6 Nesti, 7 Muccinelli, 8 Pandolfini, 9 Galli, 10 Cappello, 11 Lorenzi, 12 Viola, 13 Magnini, 14 Cervato, 15 Mari, 16 Ferrario, 17 Segato, 18 Pivatelli, 19 Boniperti, 20 Gratton, 21 Frignani, 22 Costagliola, CT: Czeizler
Coppa del Mondo FIFA 1962
1 Buffon, 2 Losi, 3 Radice, 4 Salvadore, 5 Maldini, 6 Trapattoni, 7 Mora, 8 Maschio, 9 Altafini, 10 Sívori, 11 Menichelli, 12 Mattrel, 13 Albertosi, 14 Rivera, 15 Sormani, 16 Robotti, 17 Pascutti, 18 David, 19 Janich, 20 Tumburus, 21 Ferrini, 22 Bulgarelli, CT: Ferrari – Mazza
Coppa del Mondo FIFA 1966
1 Albertosi, 2 Anzolin, 3 Barison, 4 Bulgarelli, 5 Burgnich, 6 Facchetti, 7 Fogli, 8 Guarneri, 9 Janich, 10 Juliano, 11 Landini, 12 Leoncini, 13 Lodetti, 14 Mazzola, 15 Meroni, 16 Pascutti, 17 Perani, 18 Pizzaballa, 19 Rivera, 20 Rizzo, 21 Rosato, 22 Salvadore, CT: Fabbri
Coppa del Mondo FIFA 1970
1 Albertosi, 2 Burgnich, 3 Facchetti, 4 Poletti, 5 Cera, 6 Ferrante, 7 Niccolai, 8 Rosato, 9 Puia, 10 Bertini, 11 Riva, 12 Zoff, 13 Domenghini, 14 Rivera, 15 Mazzola, 16 De Sisti, 17 Vieri, 18 Juliano, 19 Gori, 20 Boninsegna, 21 Furino, 22 Prati, CT: Valcareggi
Coppa del Mondo FIFA 1974
1 Zoff, 2 Spinosi, 3 Facchetti, 4 Benetti, 5 Morini, 6 Burgnich, 7 Mazzola, 8 Capello, 9 Chinaglia, 10 Rivera, 11 Riva, 12 Albertosi, 13 Sabadini, 14 Bellugi, 15 Wilson, 16 Juliano, 17 Re Cecconi, 18 Causio, 19 Anastasi, 20 Boninsegna, 21 Pulici, 22 Castellini, CT: Valcareggi
Coppa del Mondo FIFA 1978
1 Zoff, 2 Bellugi, 3 Cabrini, 4 Cuccureddu, 5 Gentile, 6 Maldera, 7 Manfredonia, 8 Scirea, 9 Antognoni, 10 Benetti, 11 Pecci, 12 Conti, 13 P. Sala, 14 Tardelli, 15 Zaccarelli, 16 Causio, 17 C. Sala, 18 Bettega, 19 Graziani, 20 Pulici, 21 Rossi, 22 Bordon, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1982
1 Zoff, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cabrini, 5 Collovati, 6 Gentile, 7 Scirea, 8 Vierchowod, 9 Antognoni, 10 Dossena, 11 Marini, 12 Bordon, 13 Oriali, 14 Tardelli, 15 Causio, 16 Conti, 17 Massaro, 18 Altobelli, 19 Graziani, 20 Rossi, 21 Selvaggi, 22 Galli, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1986
1 Galli, 2 Bergomi, 3 Cabrini, 4 Collovati, 5 Nela, 6 Scirea, 7 Tricella, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Bagni, 11 Baresi, 12 Tancredi, 13 De Napoli, 14 Di Gennaro, 15 Tardelli, 16 Conti, 17 Vialli, 18 Altobelli, 19 Galderisi, 20 Rossi, 21 Serena, 22 Zenga, CT: Bearzot
Coppa del Mondo FIFA 1990
1 Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 De Agostini, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Maldini, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Berti, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Giannini, 14 Marocchi, 15 Baggio, 16 Carnevale, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Schillaci, 20 Serena, 21 Vialli, 22 Pagliuca, CT: Vicini
Coppa del Mondo FIFA 1994
1 Pagliuca, 2 Apolloni, 3 Benarrivo, 4 Costacurta, 5 Maldini, 6 Baresi, 7 Minotti, 8 Mussi, 9 Tassotti, 10 R. Baggio, 11 Albertini, 12 Marchegiani, 13 D. Baggio, 14 Berti, 15 Conte, 16 Donadoni, 17 Evani, 18 Casiraghi, 19 Massaro, 20 Signori, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi
Coppa del Mondo FIFA 1998
1 Toldo, 2 Bergomi, 3 P. Maldini, 4 Cannavaro, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Pessotto, 8 Torricelli, 9 Albertini, 10 Del Piero, 11 D. Baggio, 12 Pagliuca, 13 Cois, 14 Di Biagio, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Moriero, 18 R. Baggio, 19 Inzaghi, 20 Chiesa, 21 Vieri, 22 Buffon, CT: C. Maldini
Coppa del Mondo FIFA 2002
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Maldini, 4 Coco, 5 Cannavaro, 6 Zanetti, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Inzaghi, 10 Totti, 11 Doni, 12 Abbiati, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Di Livio, 17 Tommasi, 18 Delvecchio, 19 Zambrotta, 20 Montella, 21 Vieri, 22 Toldo, 23 Materazzi, CT: Trapattoni
Coppa del Mondo FIFA 2006
1 Buffon, 2 Zaccardo, 3 Grosso, 4 De Rossi, 5 Cannavaro, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 Totti, 11 Gilardino, 12 Peruzzi, 13 Nesta, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Barone, 18 Inzaghi, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Oddo, 23 Materazzi, CT: Lippi
Coppa del Mondo FIFA 2010
1 Buffon, 2 Maggio, 3 Criscito, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 De Rossi, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Iaquinta, 10 Di Natale, 11 Gilardino, 12 Marchetti, 13 Bocchetti, 14 De Sanctis, 15 Marchisio, 16 Camoranesi, 17 Palombo, 18 Quagliarella, 19 Zambrotta, 20 Pazzini, 21 Pirlo, 22 Montolivo, 23 Bonucci, CT: Lippi
Coppa del Mondo FIFA 2014
1 Buffon, 2 De Sciglio, 3 Chiellini, 4 Darmian, 5 Motta, 6 Candreva, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Cerci, 12 Sirigu, 13 Perin, 14 Aquilani, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Immobile, 18 Parolo, 19 Bonucci, 20 Paletta, 21 Pirlo, 22 Insigne, 23 Verratti, CT: Prandelli

Europei

Campionato d’Europa UEFA 1968
1 Albertosi, 2 Anastasi, 3 Anquilletti, 4 Bercellino, 5 Burgnich, 6 Bulgarelli, 7 Castano, 8 De Sisti, 9 Domenghini, 10 Facchetti, 11 Ferrini, 12 Guarneri, 13 Juliano, 14 Lodetti, 15 Mazzola, 16 Prati, 17 Riva, 18 Rivera, 19 Rosato, 20 Salvadore, 21 Vieri, 22 Zoff, CT: Valcareggi
Campionato d’Europa UEFA 1980
1 Zoff, 2 F. Baresi, 3 G. Baresi, 4 Bellugi, 5 Cabrini, 6 Collovati, 7 Gentile, 8 Maldera, 9 Scirea, 10 Antognoni, 11 Benetti, 12 Bordon, 13 Buriani, 14 Oriali, 15 Tardelli, 16 Zaccarelli, 17 Altobelli, 18 Bettega, 19 Causio, 20 Graziani, 21 Pruzzo, 22 Galli, CT: Bearzot
Campionato d’Europa UEFA 1988
1 Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cravero, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Francini, 8 Maldini, 9 Ancelotti, 10 De Agostini, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Fusi, 14 Giannini, 15 Romano, 16 Altobelli, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Rizzitelli, 20 Vialli, CT: Vicini
Campionato d’Europa UEFA 1996
1 Peruzzi, 2 Apolloni, 3 Maldini, 4 Carboni, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Donadoni, 8 Mussi, 9 Torricelli, 10 Albertini, 11 Baggio, 12 Toldo, 13 Rossitto, 14 Del Piero, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Fuser, 18 Casiraghi, 19 Chiesa, 20 Ravanelli, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi
Campionato d’Europa UEFA 2000
1 Abbiati, 2 Ferrara, 3 Maldini, 4 Albertini, 5 Cannavaro, 6 Negro, 7 Di Livio, 8 Conte, 9 Inzaghi, 10 Del Piero, 11 Pessotto, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Ambrosini, 17 Zambrotta, 18 Fiore, 19 Montella, 20 Totti, 21 Delvecchio, 22 Antonioli, CT: Zoff
Campionato d’Europa UEFA 2004
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Oddo, 4 Zanetti, 5 Cannavaro, 6 Ferrari, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Vieri, 10 Totti, 11 Corradi, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Fiore, 15 Favalli, 16 Camoranesi, 17 Di Vaio, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Peruzzi, 23 Materazzi, CT: Trapattoni
Campionato d’Europa UEFA 2008
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Gamberini, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Di Natale, 12 Borriello, 13 Ambrosini, 14 Amelia, 15 Quagliarella, 16 Camoranesi, 17 De Sanctis, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Aquilani, 23 Materazzi, CT: Donadoni
Campionato d’Europa UEFA 2012
1 Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Ogbonna, 5 Motta, 6 Balzaretti, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Di Natale, 12 Sirigu, 13 Giaccherini, 14 De Sanctis, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Borini, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Giovinco, 21 Pirlo, 22 Diamanti, 23 Nocerino, CT: Prandelli

Confederations Cup

FIFA Confederations Cup 2009
1 Buffon, 2 Santon, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 Legrottaglie, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Gilardino, 12 De Sanctis, 13 Gamberini, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Rossi, 18 Palombo, 19 Zambrotta, 20 Montolivo, 21 Pirlo, 22 Dossena, 23 Quagliarella, CT: Lippi
FIFA Confederations Cup 2013
1 Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Astori, 5 De Sciglio, 6 Candreva, 7 Aquilani, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Giovinco, 11 Gilardino, 12 Sirigu, 13 Marchetti, 14 El Shaarawy, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Cerci, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Abate, 21 Pirlo, 22 Giaccherini, 23 Diamanti, CT: Prandelli

Giochi olimpic

Giochi Olimpici Estivi 1912
P Campelli, D Binaschi, D De Vecchi, D Valle, C De Marchi, C Leone, C Milano, C Morelli di Popolo, A Barbesino, A Berardo, A Bontadini, A Mariani, A Sardi, A Zuffi, CT:Pozzo
Giochi Olimpici Estivi 1920
P Campelli, P Giacone, D Bruna, D De Nardo, D De Vecchi, D Rosetta, C Ara, C Badini, C Baloncieri, C Burlando, C De Marchi, C Forlivesi, C Lovati, C Meneghetti, C Parodi, C Reynaudi, A Brezzi, A Ferraris, A Marucco, A Roggero, A Santamaria, A Sardi, CT: Milano
Giochi Olimpici Estivi 1924
P Combi, P De Prà, D Barbieri, D Bruna, D Caligaris, D De Vecchi, D Martin II, D Rosetta, C Aliberti, C Ardissone, C Baldi, C Baloncieri, C Burlando, C Calvi, C Fayenz, C Janni, C Rosso, C Carzino, A Conti, A Della Valle, A Levratto, A Magnozzi, A Monti, CT: Pozzo
Giochi Olimpici Estivi 1928
P Combi, P De Prà, P Degani, D Bellini, D Caligaris, D Gasperi, D Pietroboni, D Rosetta, D Viviano, C Baloncieri, C Bernardini, C Ferraris IV, C Genovesi, C Janni, C Pitto, C Rivolta, C Rossetti, A Banchero, A Levratto, A Magnozzi, A Pastore, A Schiavio, CT: Rangone
Giochi Olimpici Estivi 1936
P Giani, P Vannucci, P Venturini, D Foni, D Gabriotti, D Marchini, D Petri, D Rava, D Tamietti, C Baldo, C Biagi, C Giuntoli, C Locatelli, C Piccini, C Puppo, C Scarabello, A Bertoni, A Cappelli, A Frossi, A Girometta, A Negro, A Nicolini, CT: Pozzo
Giochi Olimpici Estivi 1948
P Casari, P Vanz, D Antonazzi, D Bizzotto, D Giovannini, D Stellin, C Cassani, C Maestrelli, C Mari, C Menegotti, C Neri, C Presca, C Turconi, A Burini, A Caprile, A Cavigioli, A Pandolfini, A Pernigo, CT: Pozzo

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Coppa Internazionale

Coppa Internazionale 1927-1930
P Combi, P De Prà, D Allemandi, D Caligaris, D Monzeglio, D Pietroboni, D Rosetta, D Zanello, C Baloncieri, C Bernardini, C Cevenini, C Colombari, C Costantino, C Ferraris IV, C Genovesi, C Janni, C Pitto, C Rivolta, C Rossetti II, A Conti, A Levratto, A Libonatti, A Magnozzi, A Meazza, A Munerati, A Orsi, A Piccaluga, A Schiavio, CT: Rangone —Carcano — Pozzo
Coppa Internazionale 1931-1932
P Combi, P Gianni, P Sclavi, D Allemandi, D Caligaris, D Gasperi, D Monzeglio, D Rosetta, C Bernardini, C Bertolini, C Colombari, C Costantino, C Dugoni, C Fedullo, C Ferrari, C Ferraris IV, C Pitto, C Sansone, A Banchero, A Cesarini, A Guarisi, A Libonatti, A Magnozzi, A Meazza, A Orsi, A Sallustro, A Vojak, CT: Pozzo
Coppa Internazionale 1933-1935
P Ceresoli, P Combi, D Allemandi, D Caligaris, D Mascheroni, D Monzeglio, D Rosetta, C Bertolini, C Corsi, C Costantino, C Faccio, C Ferrari, C Monti, C Pitto, C Pizziolo, C Serantoni, A Borel, A Cattaneo, A Cesarini, A Colaussi, A Demaría, A Guaita, A Guarisi, A Meazza, A Orsi, A Piola, A Porta, A Schiavio, CT: Pozzo

Mundialito

Mundialito 1980
1 Bordon, 2 Baresi, 3 Cabrini, 4 Gentile, 5 Scirea, 6 Vierchowod, 7 Ancelotti, 8 Antognoni, 9 Marini, 10 Oriali, 11 Tardelli, 12 Galli, 13 Zaccarelli, 14 Bagni, 15 Conti, 16 Altobelli, 17 Graziani, 18 Pruzzo, CT: Bearzot

Rosa attuale

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale italiana.

Lista dei giocatori convocati per le partite amichevoli rispettivamente contro Belgio e Romania del 13 e 17 novembre 2015.

Presenze e reti aggiornate al 17 novembre 2015.

N.Pos.GiocatoreData nascita (età)Pres.GolSquadra
1PGianluigi Buffon Captain sports.svg28 gennaio 1978 (37 anni)154-127Italia Juventus
12PSalvatore Sirigu12 gennaio 1987 (29 anni)15-13Francia Paris SG
26PDaniele Padelli25 ottobre 1985 (30 anni)0-0Italia Torino
27PMattia Perin10 novembre 1992 (23 anni)1-0Italia Genoa
2DMattia De Sciglio20 ottobre 1992 (23 anni)220Italia Milan
3DGiorgio Chiellini14 agosto 1984 (31 anni)826Italia Juventus
4DMatteo Darmian2 dicembre 1989 (26 anni)191Inghilterra Manchester Utd
5DDavide Astori7 gennaio 1987 (29 anni)101Italia Fiorentina
13DLuca Antonelli11 febbraio 1987 (28 anni)100Italia Milan
15DAndrea Barzagli8 maggio 1981 (34 anni)540Italia Juventus
19DLeonardo Bonucci1º maggio 1987 (28 anni)533Italia Juventus
25DFrancesco Acerbi10 febbraio 1988 (27 anni)10Italia Sassuolo
29DLorenzo De Silvestri23 maggio 1988 (27 anni)40Italia Sampdoria
6CAntonio Candreva28 febbraio 1987 (28 anni)353Italia Lazio
8CClaudio Marchisio19 gennaio 1986 (29 anni)545Italia Juventus
16CMarco Parolo25 gennaio 1985 (30 anni)160Italia Lazio
18CRiccardo Montolivo18 gennaio 1985 (30 anni)612Italia Milan
21CRoberto Soriano8 febbraio 1991 (24 anni)80Italia Sampdoria
23CEmanuele Giaccherini5 maggio 1985 (30 anni)213Italia Bologna
24CAlessandro Florenzi11 marzo 1991 (24 anni)132Italia Roma
28CGiacomo Bonaventura22 agosto 1989 (26 anni)20Italia Milan
7ASimone Zaza25 giugno 1991 (24 anni)71Italia Juventus
9AGraziano Pellè15 luglio 1985 (30 anni)104Inghilterra Southampton
11AAlessio Cerci23 luglio 1987 (28 anni)140Italia Milan
14AStephan El Shaarawy27 ottobre 1992 (23 anni)172Francia Monaco
17AÉder15 novembre 1986 (29 anni)82Italia Sampdoria
20AStefano Okaka9 agosto 1989 (26 anni)31Belgio Anderlecht
22AManolo Gabbiadini26 novembre 1991 (24 anni)61Italia Napoli

Statistica partite

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell’Italia dal 1910 al 1970, Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell’Italia dal 1971 al 2000 eIncontri ufficiali della Nazionale di calcio dell’Italia dal 2001 ad oggi.

Questa è la statistica di tutte le partite ufficiali giocate dalla nazionale di calcio dell’Italia fino al 17 novembre 2015.

CompetizionePartiteVittoriePareggiSconfitte % vittorieGol fattiGol subitiDif. reti
Amichevoli3791831108648,28%632425+207
Coppe Internazionali4621111445,65%8470+14
Confederations Cup832337,5%1315-2
Giochi olimpici23141861%7138+33
Qualificazioni Europei[63]10964311458,72%18873+115
Europei331315539,4%3325+8
Qualificazioni Mondiali976723769,07%19860+138
Mondiali8345211754,21%12877+51
Totali77841021415452,70%1348782+566
  • Nota bene: Come da regolamento FIFA vengono considerati i soli Giochi olimpici compresi tra il 1908 ed il 1948. Per informazioni dettagliate sul regolamento FIFA, visionarequesta pagina.

Staff[modifica | modifica wikitesto]

Lo staff della nazionale si compone del commissario tecnico, che allena, convoca e schiera in campo gli atleti ed è assistito da due vice-allenatori. Ad aiutare gli allenatori, ci sono il preparatore atletico, il preparatore dei portieri, il capo delegazione, il segretario, i medici, i massofisioterapisti e gli osservatori, che assistono ai match degli avversari.

Staff tecnico

Dal sito web ufficiale della FIGC:[64]

Staff tecnico
  • Commissario tecnico: Antonio Conte
  • Assistente allenatore: Angelo Alessio
  • Assistente allenatore: Massimo Carrera
  • Preparatore dei portieri: Gianluca Spinelli
  • Preparatore atletico: Paolo Bertelli
  • Preparatore atletico: Costantino Coratti
  • Collaboratore tecnico: Gianluca Conte
  • Collaboratore tecnico: Mauro Sandreani
  • Match Analyst: Antonio Gagliardi
  • Medico: Prof. Enrico Castellacci
  • Medico: Dott. Luca Gatteschi
  • Team manager: Gabriele Oriali
  • Segretario: Mauro Vladovich

STORIA LUNGA DELLA NAZIONALE ITALIANA

Gli inizi

Le selezioni di Italia (in maglia palata) e Svizzera (in maglia bianca) che si affrontarono a Torino nel 1899.

La Federazione Italiana del Football nacque nel 1898, quando il calcio in Italia era ancora a un livello pionieristico.

Il primo tentativo di dar vita ad una selezione italiana fu effettuato già nel 1899 (secondo alcuni fonti nel 1895[1]) quando la FIF selezionò undici giocatori che militavano nel campionato italiano, di cui solo tre italiani, per giocare il 30 aprile un incontro amichevole a Torinopresso il Velodromo Umberto I contro una rappresentativa svizzera che si impose per due reti a zero. In quell’occasione la rappresentativa italiana indossò una divisa biancoblù che era in effetti quella di gioco del Genoa. I giocatori “italiani” selezionati per quell’incontro furono Beaton, Bosio, Dobbie, Kilpin, Savage e Albert Weber dell’Internazionale Torino ed Agar, De Galleani, Leaver,Pasteur I e Spensley del Genoa.[2][3]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa usata dalla Selezione Italiana nel 1899

I vari tentativi di dar vita a un’effettiva selezione nazionale, sulla falsariga di quelle già esistenti nelle Isole britanniche, si concretizzarono nel 1910 quando grazie a Luigi Bosisio, Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (nuova denominazione assunta dalla FIF nel 1909) e tra i fautori dell’italianizzazione del calcio italiano, si decise di costituire una vera Nazionale italiana.[4] Ad annunciare la novità fu lo stesso Foot-Ball, rivista ufficiale della FIGC, il 13 gennaio 1910:

« LA SQUADRA NAZIONALE ITALIANA – Quest’anno anche l’Italia avrà la sua squadra nazionale composta da soli giuocatori italiani. La FIGC ha a questo d’uopo incaricata la Commissione Tecnica Arbitrale… [per] mettere assieme una squadra che degnamente sappia rappresentare i colori d’Italia, colla speranza che la vittoria arrida agli undici valorosi atleti. »
(Foot-Ball del 13 gennaio 1910, citato in Chiesa, pp. 40-41.)

Francesco Calì, primocapitano della Nazionale

A tal fine, in mancanza di allenatori veri e propri (il calcio era ancora pionieristico) ed essendo gli arbitri i più esperti, tra gli addetti ai lavori, sul tasso tecnico dei diversi giocatori che militavano in Prima Categoria (l’odierna Serie A), la FIGC incaricò la Commissione Tecnica Arbitrale di scegliere i giocatori che avrebbero giocato in Nazionale per le prime partite.[5] Tale commissione tecnica, formata da Umberto Meazza (Unione Sportiva Milanese), Alberto Crivelli (Ausonia), Agostino Recalcati[6] (US Milanese), Giuseppe Gama (Internazionale) eGianni Camperio (Milan), designò Umberto Meazza come allenatore. Tali giocatori vennero selezionati dalla Commissione Tecnica Arbitrale suddividendo i convocati per la selezione in due squadre, denominate dei “probabili” (i titolari, in maglia bianca) e dei “possibili” (le riserve, in maglia celeste), facendoli giocare tra di loro in modo da poter valutare i migliori. La partita disputata il 5 maggio fu vinta dai “probabili” per 4-1, quella dell’8 maggio (con qualche cambio di formazione), sul campo dell’Inter, 4-2 sempre per i “probabili”, che alla fine costituiranno i 10/11 (Bontadini dell’Ausonia, pur essendo un “probabile”, fu escluso in favore del torinista De Bernardi, uno dei “possibili”) della formazione che scese in campo nella partita d’esordio.[7]

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Italia-Francia (1910).

Virgilio Fossati, terzo capitano della Nazionale

Il debutto avvenne contro la Francia, il 15 maggio all’Arena Civica di Milano. Per la cronaca, l’Italia vinse 6-2[8] (capitano Francesco “Franz” Calì, giocatore dell’Andrea Doria) e il primo gol italiano fu segnato da Pietro Lana che, nell’occasione, realizzò una tripletta. In questa occasione, la divisa ufficiale dell’Italia fu il bianco, come il colore della squadra che stava dominando il calcio italiano dell’epoca, la Pro Vercelli.[senza fonte]

Vinti i titoli 1908 e 1909, la squadra dei “Leoni” vercellesi fu però sconfitta dall’Inter nel 1910, nel primo vero spareggio della storia del campionato italiano. Il presidente della Pro, Luigi Bozino (futuro presidente FIGC e primo vicepresidente italiano della FIFA e amico fraterno di Jules Rimet), schierò i ragazzini della Quarta Squadra (età 11 anni) contro i nerazzurri, che vinsero di conseguenza facilmente per 10-3. Il motivo fu la data dello spareggio stesso (disputato a Vercelli, come da regolamento), che – a dire dei vercellesi – non consentiva alle Bianche Casacche di schierare tre giocatori titolari impegnati nello stesso giorno in un torneo militare, in cui erano stati precedentemente invitati. Ne seguì la beffa per il club piemontese: una sonora squalifica fino al 31 dicembre da parte della FIGC a tutti i calciatori vercellesi, proprio a pochi giorni dall’esordio in Nazionale. La squalifica fu poi ridotta fino ad ottobre, in seguito anche ai disastrosi risultati ottenuti dagli azzurri.

6 gennaio 1911. La Nazionale italiana indossa per la prima volta lamaglia azzurra

Secondo una versione falsa, per scusarsi, la Federazione avrebbe scelto di far debuttare la Nazionale con la maglia bianca di quei giocatori che non poterono prendere parte alla sfida con la Francia. In realtà, all’epoca della partita del debutto, la squalifica contro la Pro Vercelli era ancora in vigore e la scelta del bianco era semplicemente dovuta al fatto che non si era raggiunto ancora l’accordo sulla divisa ufficiale, e dunque si decise di non colorarla lasciandola bianca.[7]

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Maglia azzurra (Italia).

Pochi giorni dopo l’esordio, l’Italia andò a far visita all’Ungheria che all’epoca, insieme all’Austria, rappresentava quanto di meglio si potesse trovare sulla scena del calcio mondiale (la cosiddetta Scuola Danubiana, in auge fino a tutto il primo dopoguerra e poi decaduta). Non stupisce quindi la pesante sconfitta che gli azzurri rimediarono a opera dei Magiari. A causa della sconfitta, si decise di ridurre la squalifica della Pro Vercelli facendola scadere ad ottobre in modo da garantire la regolarità del campionato e consentire ai giocatori vercellesi di vestire finalmente la maglia della Nazionale.[9] Nell’occasione, quella fu la seconda ed ultima volta che la Nazionale utilizzò maglie bianche con lo stemma di Casa Savoia. Fu deciso che dall’incontro successivo (per combinazione, sempre contro gli Ungheresi, il 6 gennaio 1911 a Milano) il colore da utilizzare, proprio in onore dei Savoia, fosse l’azzurro della loro bandiera, al centro della quale v’era lo Scudo Sabaudo rosso con una croce bianca all’interno.[10]

La Nazionale del 1912 ai Giochi olimpici di Stoccolma

Le foto dell’epoca ci mostrano un colore slavato tendente al celeste e in effetti le sfumature cromatiche della maglia cambiarono notevolmente nel corso degli anni, passando da un bluastro-indaco fino a un azzurro scuro, non essendo mai stata chiarita con precisione la tonalità dell’azzurro da usare. Comunque, il colore fece subito presa e fin da allora i giocatori della Nazionale vennero chiamati “azzurri”‘. Con tale nome vengono chiamati anche oggi, per estensione, tutti gli atleti che, dopo i calciatori, si trovarono a rappresentare l’Italia nelle varie discipline sportive.

Gli esordi della Nazionale videro una squadra piena di carattere e di buona volontà ancorché tatticamente sprovveduta. A dispetto del fatto che l’ossatura fosse basata sui giocatori della Pro Vercelli, ovvero la miglior squadra italiana del momento, i risultati tardarono ad arrivare e alla prima uscita ufficiale, il torneo calcistico dei Giochi olimpici di Stoccolma nel 1912, l’Italia, guidata per la prima volta daVittorio Pozzo fu eliminata al 1º turno.

Giuseppe Meazza, tra i più grandi nella storia del calcio[11]

Si dovette attendere il 1920 e la fine della Grande Guerra per rivedere l’Italia in un torneo ufficiale, ancora i Giochi olimpici, quelli di Anversa. Progressi se ne videro, giacché gli azzurri giunsero ai quarti di finale. Stesso risultato quattro anni dopo a Parigi.

Giochi olimpici 1928

Nel 1928, dopo l’esordio nella neonata Coppa Internazionale (l’antenata del Campionato Europeo), l’Italia si presentò con fondate speranze di far bene al torneo calcistico dei Giochi olimpici di Amsterdam. In effetti gli azzurri, dopo aver superato il girone di qualificazione, sconfissero la Francia negli ottavi di finale (4-3, rimontando da 0-2) e la Spagna nella ripetizione dei quarti dopo aver pareggiato il primo incontro (1-1 la prima partita, addirittura 7-1 la ripetizione) qualificandosi così alle semifinali dove si dovettero fermare di fronte ai campioni olimpici uscenti dell’Uruguay, che vinsero 3-2. Considerando che l’Uruguay – squadra che avrebbe poi vinto per la seconda volta consecutiva il torneo olimpico – era all’epoca una delle potenze mondiali del calcio (e avrebbe in seguito conquistato anche il primo titolo mondiale di calcio due anni dopo), il risultato dell’Italia fu più che lusinghiero.

A completare l’ottimo torneo, arrivò la medaglia di bronzo conquistata battendo l’Egitto per 11-3, tuttora l’incontro degli azzurri con il maggior numero di reti segnate (e sarebbero probabilmente state 12 se Fulvio Bernardini non avesse deliberatamente calciato fuori un calcio di rigore per non infierire ulteriormente).

Giochi Olimpici Estivi 1928
P Combi, P De Prà, P Degani, D Bellini, D Caligaris, D Gasperi, D Pietroboni, D Rosetta, D Viviano, C Baloncieri, C Bernardini, C Ferraris IV, C Genovesi, C Janni, C Pitto, C Rivolta, C Rossetti, A Banchero, A Levratto, A Magnozzi, A Pastore, A Schiavio, CT: Rangone

Nel 1930, l’Italia conquistò inoltre la prima edizione della Coppa Internazionale, giocatasi fra il 1927 ed il 1930.

Anni trenta: i successi di Vittorio Pozzo

L’Italia per la prima volta campione del mondo nel 1934

Per iniziativa di Jules Rimet, l’allora presidente della FIFA, nacque il Campionato del mondo di calcio, competizione riservata alle squadre nazionali. Fu decisa la cadenza quadriennale, sulla falsariga delle Olimpiadi, e si stabilì che il torneo si sarebbe giocato negli anni pari non olimpici. La prima nazione a ospitare il campionato fu l’Uruguay, nel luglio del 1930. Ma l’Italia non partecipò a tale edizione del campionato per via del lungo viaggio transoceanico da affrontare ed anche per via di un certo snobismo delle nazioni europee nei confronti di tale torneo, in particolare dell’Inghilterra che fino al 1950 non parteciperà al Mondiale.

Ciononostante, in quel decennio l’Italia si fece conoscere come una delle nazionali più forti del mondo, facendosi valere dovunque e vincendo in sequenza il campionato del mondo del 1934, il torneo di calcio olimpico del 1936 e, di nuovo, il campionato del mondo del 1938, a spese di nazionali prestigiose come Ungheria, Austria, Cecoslovacchia, Spagna, Francia e perfino Brasile; inoltre arrivò seconda nella Coppa Internazionale del 1931-1932 e vinse nuovamente quella successiva (1933-35), siglando così il secondo successo, un record per quella competizione.

Il CT Vittorio Pozzo dà indicazioni ai suoi giocatori, fra cui il portiere e capitano azzurro Gianpiero Combi, prima dei supplementari nella finale contro la Cecoslovacchia.

Il giocatore di maggior spessore di quella squadra era senza dubbio il milanese Giuseppe Meazza, fuoriclasse assoluto con la palla tra i piedi e antesignano del bon-vivant e donnaiolo fuori dal campo. A guidare la squadra un vecchiotenente degli Alpini, il monarchico Vittorio Pozzo, piemontese tutto d’un pezzo con l’etica del lavoro e del sacrificio, che da Commissario Unico riuscì a far primeggiare la Nazionale dovunque, ottenne 30 risultati utili di fila (record battuto da Lippi solo negli anni duemila).

Tra i vari elementi nell’orbita della squadra, degno di nota è Renato Cesarini, giocatore quasi specializzato nel trovare gol negli ultimi minuti di gioco: il 13 dicembre 1931, dopo una rete siglata allo scadere che permise alla Nazionale di avere la meglio sull’Ungheria per 3-2, venne coniata la famosa espressione Zona Cesarini.

Mondiali 1934: la prima Coppa Rimet

Lo spirito dei giocatori, in omaggio alla visione cameratesca che Pozzo aveva della squadra, era quella del reciproco aiuto. Ad esempio, il trio arretrato della Juventus, Combi-Rosetta-Caligaris, era impenetrabile proprio per via della solida amicizia e collaborazione che univa i tre compagni di reparto.

Pozzo (al centro) portato in trionfo dai suoi giocatori dopo la vittoria della Coppa Rimet 1934

Superato agevolmente l’incontro di qualificazione a Milano contro la Grecia (battuta 4-0), l’Italia affrontò il Mondiale casalingo vero e proprio a partire dagli Stati Uniti, facilmente battuti 7-1. In quell’occasione Rosetta giocò la sua ultima partita in Nazionale, e peggio andò a Caligaris, rimasto a quota 59 incontri e rimpiazzato già dalla prima partita da Allemandi. A Firenze vi fu dura una battaglia terminata per 1-1 contro la Spagna, la cui porta era difesa dal leggendario Ricardo Zamora, colui al quale Meazza non riuscì mai a segnare. Infatti, tra ruvidezze ed entrate al limite del regolamento – e forse oltre – toccò a Ferrari pareggiare il gol iniziale degli spagnoli. La ripetizione il giorno dopo terminò 1-0 per l’Italia e non vide in campo molti protagonisti della battaglia precedente, tra cui lo stesso Zamora; fu Meazza a segnare il gol che dava all’Italia la semifinale.

Sempre per 1-0 (gol di Guaita) fu battuta a Milano anche l’Austria. Il 10 giugno 1934 allo stadio PNF (odierno Stadio Flaminio) di Romal’Italia batté dopo i tempi supplementari la Cecoslovacchia per 2-1 (primo tempo 0-0; secondo tempo 1-1). Raimundo Orsi pareggiò il golcecoslovacco a 9 minuti dalla fine e nei supplementari il centravanti bolognese Angelo Schiavio, nella sua ultima apparizione azzurra, segnò al 5′ del I tempo supplementare la rete che valse il titolo mondiale. La successione delle reti fu: 0-1, 1-1, 2-1.

Coppa del Mondo FIFA 1934
P Cavanna, P Combi, P Masetti, D Allemandi, D Caligaris, D Monzeglio, D Rosetta, C Bertolini, C Castellazzi, C Ferrari, C Ferraris IV, C Meazza, C Monti, C Pizziolo, C Varglien I, A Arcari III, A Borel, A Demaría, A Guaita, A Guarisi, A Orsi, A Schiavio, CT: Pozzo

I leoni di Highbury

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Highbury.

Umberto Caligaris, capitano degli azzurri campioni del mondo nel 1934

A quel tempo, come detto, gli inglesi, che si ritenevano i maestri del calcio, non partecipavano neppure al campionato del mondo, giudicato una rassegna di rango inferiore alle loro ambizioni. Al massimo la Nazionale campione del mondo poteva guadagnarsi il diritto di sfidare gli Albionici, come un esame di laurea, e così fu: la prima uscita degli azzurri dopo il Mondiale (14 novembre 1934) li vide affrontare a Londra proprio la Nazionale inglese, nello stadio di Highbury, il tempio dell’Arsenal. Quella partita passò alla storia come la battaglia di Highbury: come costume di quell’epoca, l’incontro non risparmiò durezze e scontri, tanto che nei primissimi minuti di gioco il centromediano azzurro Luisito Monti ebbe un piede fratturato (e fu solo il primo di una lunga serie di infortunati) e, dopo aver tentato di resistere per alcuni minuti dovette uscire dal campo lasciando la squadra in 10 (infatti a quei tempi non erano previste le sostituzioni).

In questi primi minuti gli azzurri si trovarono privati di un giocatore determinante per l’assetto difensivo della squadra, e nel periodo in cui l’Italia non aveva ancora trovato un nuovo assetto difensivo gli inglesi ebbero il dominio di gioco. Già dopo un minuto fu fischiato un rigore a favore degli inglesi ma il portiere Ceresoli riuscì a deviare con un tuffo sulla sinistra il tiro dell’attaccante inglese Brooke; nonostante questo al quarto d’ora gli avversari dell’Italia erano già avanti per tre gol a zero. A quel punto, gli azzurri in dieci reagirono e Meazza realizzò una doppietta. Pur sconfitta per 3-2, l’Italia uscì dal campo guadagnandosi il rispetto degli inglesi, che definirono gli azzurri “I leoni di Highbury”.

Giochi olimpici 1936: l’oro degli studenti

La nazionale studentesca medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Berlino

Due anni dopo la vittoria nel campionato del mondo, l’Italia si impose anche nel torneo olimpico di Berlino, schierando una squadra formata da soli studenti per protesta contro le accuse di professionismo mosse da altre nazioni. A Berlino la stella indiscussa fu l’ala destra Annibale Frossi, autore di 7 gol in 4 partite di quella edizione dei Giochi olimpici, tra cui la doppietta nella finale con l’Austria, decisa ai tempi supplementari. Frossi, laureato in ingegneria ed affetto da miopia, era famoso per i suoi occhiali dai quali non si separava mai, neanche in campo, e per il suo fisico snello e il volto caratterizzato dagli occhiali era soprannominato dai tifosi “Dottor Sottile”; calciatore dell’Aquila, venne acquistato dopo il torneo olimpico dall’Ambrosiana-Inter, squadra nella quale avrebbe giocato dal 1936 al 1942vincendo due Scudetti nel 1938 e nel 1940 ed una Coppa Italia nel 1939.

L’Italia iniziò battendo di misura gli Stati Uniti con un gol di Frossi, che avrebbe poi realizzato una tripletta contro il Giappone, battuto 8-0 dagli azzurri nei quarti di finale. In semifinale, dopo che i tempi regolamentari contro la Norvegia si erano conclusi 1-1, all’inizio dei supplementari fu decisivo un gol di Frossi, che si sarebbe ripetuto nella finale contro l’Austria realizzando una doppietta con un gol nei regolamentari ed uno nei supplementari, permettendo così all’Italia di vincere l’oro olimpico.

Giochi Olimpici Estivi 1936
P Giani, P Vannucci, P Venturini, D Foni, D Gabriotti, D Marchini, D Petri, D Rava, D Tamietti, C Baldo, C Biagi, C Giuntoli, C Locatelli, C Piccini, C Puppo, C Scarabello, A Bertoni, A Cappelli, A Frossi, A Girometta, A Negro, A Nicolini, CT: Pozzo

Mondiali 1938: il bis mondiale

Quando gli azzurri si presentarono all’esordio della terza Coppa del mondo, in programma nel 1938 in Francia come campioni mondiali e olimpici uscenti, essi vantavano anche il non indifferente record di imbattibilità che durava dal 1935 (e alla fine saranno 30 incontri fino al 1939). Infortunatosi alla vigilia il portiere titolare Ceresoli, i pali furono affidati adAldo Olivieri, che fu fra i protagonisti della vittoria azzurra, insieme a Meazza, a Giovanni Ferrari, a Gino Colaussi ed a Silvio Piola: eliminata per 2-1 dopo i tempi supplementari laNorvegia in quello che fu forse l’incontro più difficile per l’Italia in quel Mondiale, gli azzurri volarono a Parigi ed eliminarono per 3-1 i padroni di casa francesi (la maglia della divisa italiana era nera, in onore al fascismo), per poi far fuori il Brasile a Marsiglia per 2-1, con Meazza protagonista di un singolare episodio.

La stella dell’Ambrosiana-Inter, prima di tirare il rigore che portò l’Italia sul 2-0, ebbe un piccolo problema: si era rotto l’elastico dei suoi pantaloni. Così “Peppino” dovette tenerli con una mano ma ciò non gli impedì di beffare il portiere con una finta e segnare. La finale, allo stadio Yves du Manoir di Colombes, a Parigi, fu tutto sommato una formalità: mai in discussione il risultato, il 19 giugno l’Italia batté l’Ungheria per 4-2 (primo tempo 3-1) con due doppiette, di Piola e di Colaussi; la successione delle reti fu: 1-0, 1-1, 2-1, 3-1, 3-2, 4-2. Gli azzurri vinsero il secondo mondiale consecutivo.

Coppa del Mondo FIFA 1938
P Ceresoli, P Masetti, P Olivieri, D Foni, D Monzeglio, D Rava, C Andreolo, C Chizzo, C Donati, C Ferrari, C Genta, C Locatelli, C Meazza, C Olmi, C Perazzolo, C Serantoni, A Bertoni, A Biavati, A Colaussi, A Ferraris II, A Pasinati, A Piola, CT: Pozzo

Anche dopo la seconda vittoria gli azzurri incontrarono la Nazionale inglese a Milano. La partita finì 2-2 (successione dei gol: 1-0, 1-1, 2-1, 2-2); per due volte gli azzurri andarono in vantaggio (reti di Biavati e Piola) e furono raggiunti dagli inglesi. Il gol di Piola rimase celebre perché fu segnato in elevazione aiutandosi con una mano.

Pochi anni dopo il calcio tornò a fermarsi per la seconda guerra mondiale. Nonostante il regolare svolgimento del campionato italiano, tra alti e bassi, fino al 1943, la Nazionale giocò solo tre incontri fra il 1940 e il 1942 prima della Liberazione.

Il secondo dopoguerra

Italia-Ungheria dell’11 maggio 1947 a Torino: la partita vide gli azzurri scendere in campo con dieci elementi del Grande Torino, un primato tuttora ineguagliato.

Dopo le devastazioni della guerra e le lacerazioni interne dovute alla guerra civile tra partigiani e repubblichini, si avvertì in tutto il Paese il bisogno di riconciliazione, e di riunirsi attorno a simboli che non potessero essere interpretati come appannaggio di una sola parte politica o di una classe sociale. I grandi sport di massa ben svolsero questa funzione, e infatti gli italiani, non importa di quale colore politico, non importa di quale censo, tornarono a sorridere grazie al ciclismo con Bartali e Coppi a dominar corse, Giri e Tour de France, e soprattutto grazie al calcio, che in quegli anni si declinava in un solo colore, quello granata: infatti la squadra più forte in circolazione era il Torino, che aveva vinto gli scudetti 1945-1946, 1946-1947 e 1947-1948, e che in occasione dell’incontro Italia-Ungheria giocato al Comunale diTorino l’11 maggio 1947 e vinto 3-2 dagli azzurri, arrivò a dare dieci uomini alla Nazionale, nell’occasione composta interamente di giocatori di squadre torinesi, in quanto l’unico “intruso”, schierato dal commissario tecnico Vittorio Pozzo, nel blocco del Grande Torino era il portiere della Juventus Sentimenti IV.

La squadra azzurra scesa in campo il 22 maggio 1949, all’indomani dellatragedia granata. Per un anno intero dopo Superga, l’Italia giocò con il lutto al braccio.[12]

Quando l’aereo che, il 4 maggio 1949, stava riportando il Grande Torino a casa da un’amichevole in Portogallo contro il Benfica si schiantò contro la collina di Superga, fu un lutto per tutta l’Italia – non solo quella sportiva – che faticosamente si stava lasciando alle spalle le lacrime del conflitto mondiale. Al Torino fu assegnato lo scudetto del 1949 per volontà di tutte le altre squadre del campionato.

Gli anni bui: da Superga alla Corea (1949-1966)

Mondiali 1950-1954

Dal punto di vista sportivo la scomparsa del Grande Torino fu un durissimo colpo per la Nazionale: privata degli elementi migliori, non vi fu modo di mettere in piedi una squadra competitiva per i campionati brasiliani del 1950. La Svezia (composta da giovani promesse anziché professionisti) ebbe gioco facile a battere l’Italia 3-2 e ad eliminarla dal torneo già dalla prima partita, infatti a nulla servì la vittoria per 2-0 contro il Paraguay. Iniziò così un periodo buio per la Nazionale italiana: eliminata al primo turno ai Mondiali del 1954 in Svizzera nonostante il successo per 4-1 sul Belgio, addirittura non si qualificò per quelli in Svezia del 1958, avendo perso in fase eliminatoria per 2-1 contro l’Irlanda del Nord. Non partecipò, per scelta, alle qualificazioni per l’Europeo 1960.

Coppa del Mondo FIFA 1950
P Casari, P Moro, P Sentimenti IV, D Annovazzi, D Blason, D Fattori, D Furiassi, D Giovannini, C Magli, C Mari, C Parola, C Remondini, C Tognon, A Amadei, A Boniperti, A Campatelli, A Cappello, A Caprile, A Carapellese, A Lorenzi, A Muccinelli, A Pandolfini, CT: Novo
Coppa del Mondo FIFA 1954
1 Ghezzi, 2 Vincenzi, 3 Giacomazzi, 4 Neri, 5 Tognon, 6 Nesti, 7 Muccinelli, 8 Pandolfini, 9 Galli, 10 Cappello, 11 Lorenzi, 12 Viola, 13 Magnini, 14 Cervato, 15 Mari, 16 Ferrario, 17 Segato, 18 Pivatelli, 19 Boniperti, 20 Gratton, 21 Frignani, 22 Costagliola, CT: Czeizler

Inoltre arrivò penultima nelle ultime due edizioni della Coppa Internazionale europea (1948-53 e 1955-60, rispettivamente 4ª e 5ª), solo davanti alla piccola Svizzera.

La crisi – dovuta a carenze strutturali del Bel Paese, nonché a fatti incidentali come la citata strage di Superga – iniziata negli anni cinquanta non fu completamente superata nel decennio successivo, ma si posero le basi per una ripresa del movimento calcistico italiano a livello internazionale (aiutate anche dalle vittorie delle squadre di club nelle competizioni europee, in particolare la Fiorentina, prima finalista italiana nella Coppa dei Campioni 1956-1957 e vincitrice nella prima edizione della Coppa delle Coppe, e le affermazioni del Milan e della Grande Inter in Coppa dei Campioni negli anni sessanta).

Mondiali 1962: la battaglia di Santiago

Uno dei tanti episodi violenti della cosiddetta battaglia di Santiago, ovvero l’incontro tra Italia e Cile ai Mondiali del 1962

In effetti, una volta riguadagnata competitività sul piano tecnico (ma grazie alla presenza di assi stranieri), il problema della Federazioneera quello di mostrarsi unita ed efficiente, cosa che spesso non succedeva per via di lotte intestine e dissidi al vertice. Comunque, gli azzurri si qualificarono per il settimo campionato del mondo, in programma nel 1962 in Cile. Fu una spedizione mal gestita, che iniziò sotto le peggiori premesse e finì, se possibile, anche peggio di come si paventava. Un’incauta stampa italiana fece pesanti apprezzamenti sulla situazione cilena e sul degrado di molte realtà sociali di quel Paese, cosa questa che indispettì i cileni.

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Santiago (calcio).

A complicar le cose, un sorteggio che mise l’Italia di fronte a Svizzera, Germania Ovest e lo stesso Cile: mentre gli azzurri pareggiarono 0-0 con i tedeschi, il Cile batté gli elvetici 3-1, rendendo la partita successiva, Italia-Cile, un autentico spareggio: la partita fu infiammata nei giorni antecedenti da questioni politiche e sociali. L’incontro tra italiani e sudamericani si contraddistinse per violenza e incompetenza arbitrale (la famosa battaglia di Santiago). L’Italia dovette subire un arbitraggio casalingo e finì la partita in nove uomini (espulsioni di Ferrini e David) perdendo 2-0, mentre a nulla valse la vittoria successiva sulla Svizzera per 3-0.

Coppa del Mondo FIFA 1962
1 Buffon, 2 Losi, 3 Radice, 4 Salvadore, 5 Maldini, 6 Trapattoni, 7 Mora, 8 Maschio, 9 Altafini, 10 Sívori, 11 Menichelli, 12 Mattrel, 13 Albertosi, 14 Rivera, 15 Sormani, 16 Robotti, 17 Pascutti, 18 David, 19 Janich, 20 Tumburus, 21 Ferrini, 22 Bulgarelli, CT: Ferrari – Mazza

Mondiali 1966: la disfatta con la Corea

Sandro Salvadore, capitano azzurro al Mondiale del 1966

La squadra che andò ad affrontare l’ottavo campionato del mondo nel 1966 in Inghilterra era forse la più forte degli ultimi anni, ma se quattro anni prima si poté invocare ad attenuante per l’eliminazione il brutto clima creato a seguito delle improvvide dichiarazioni della stampa italiana, in Inghilterra si dovette fare il mea culpa per scelte sbagliate e ambigui rapporti di potere in seno alla Federazione. Ma la responsabilità maggiore risiede nelle scelte di fondo del C.T., Edmondo Fabbri, che non solo volle fare a meno dello squadrone interista, ma ne ruppe la difesa non convocando il libero Armando Picchi e l’estrosa ala sinistra Mario Corso.

Inserita probabilmente nel girone più facile con URSS, Cile e Corea del Nord, l’Italia vinse 2-0 nell’esordio-rivincita contro i sudamericani, ma perse 1-0 dai sovietici. La partita con la Corea del Nord divenne determinante e sarebbe bastato un pareggio per la qualificazione ai quarti. Invece, nonostante la squadra asiatica fosse nettamente sfavorita, la partita divenne quasi subito difficile: chi afferma, dopo che il centrocampista Giacomo Bulgarelli dovette uscire per un grave infortunio al ginocchio e la squadra rimase in dieci (il Mondiale inglese fu l’ultimo per il quale non furono possibili sostituzioni); chi, invece, per una totalmente sbagliata formazione. Fatto sta che gli azzurri non riuscirono a segnare mentre alla fine del primo tempo il nordcoreano Pak Doo Ik andò in gol e gli italiani non seppero rimontare, condannando così la squadra azzurra alla più cocente umiliazione sportiva della sua storia.

Tuttavia giova ricordare che la squadra asiatica, snobbata completamente in fase di pronostico, si dimostrò poi una delle autentiche rivelazioni del torneo inglese. Infatti nei quarti di finale riuscì a portarsi sul 3-0 contro il Portogallo, che aveva battuto il Brasile campione del mondo in carica. Il Portogallo riuscì a vincere alla fine per 5-3 solo grazie all’apporto del fuoriclasse Eusébio, che segnò 4 reti e che sarebbe stato il capocannoniere del torneo con 9 reti.

Coppa del Mondo FIFA 1966
1 Albertosi, 2 Anzolin, 3 Barison, 4 Bulgarelli, 5 Burgnich, 6 Facchetti, 7 Fogli, 8 Guarneri, 9 Janich, 10 Juliano, 11 Landini, 12 Leoncini, 13 Lodetti, 14 Mazzola, 15 Meroni, 16 Pascutti, 17 Perani, 18 Pizzaballa, 19 Rivera, 20 Rizzo, 21 Rosato, 22 Salvadore, CT: Fabbri

Gli anni della ripresa (1968-1978)

Euro 1968: il trionfo continentale

L’Italia campione d’Europa nel 1968, di nuovo vittoriosa a trent’anni di distanza dai successi dell’era Pozzo.

Nel 1960, in sostituzione della vecchia Coppa Internazionale, vide la luce il primo campionato d’Europa per nazioni, organizzato dall’UEFA(l’Italia non prese parte alla prima edizione). Nell’Europeo del 1964 gli azzurri non presero parte alla fase finale organizzata in Spagna, venendo eliminati agli ottavi di finale dall’URSS (sconfitta 2-0 all’andata e 1-1 al ritorno).

L’Italia ne ospitò la terza edizione, quella del 1968, che vide nella fase finale a quattro anche l’Inghilterra (campione del mondo in carica), la Jugoslavia, e l’URSS. L’Italia si qualificò a questa edizione degli Europei superando senza alcun problema (5 vittorie ed 1 pareggio) un girone di qualificazione relativamente agevole composto da Romania, Svizzera e Cipro, e successivamente superando con molte difficoltà nei quarti di finale la Bulgaria (sconfitta per 2-3 fuori casa e vittoria per 2-0 in casa).

Il capitano azzurro Giacinto Facchetti solleva la Coppa Henri Delaunay appena vinta

All’Italia capitò come semifinalista la rappresentativa sovietica, mentre nell’altra semifinale si incontravano Jugoslavia e Inghilterra. La semifinale contro i sovietici, giocata a Napoli, finì 0-0 anche dopo i tempi supplementari, ma visto che non esisteva ancora lo spareggio tramite i tiri di rigore, vide l’Italia prevalere grazie al lancio della monetina. Gli azzurri dovettero così affrontare in finale la Jugoslavia di Dragan Dzajić, che aveva battuto nell’altra semifinale per 1-0 l’Inghilterra, allo Stadio Olimpico di Roma.

La finale contro gli jugoslavi fu assai sofferta e si ottenne soltanto un pareggio per 1-1 (con gol dello stesso Dzajić e pareggio piuttosto fortunoso su punizione di Angelo Domenghini, sul cui tiro un giocatore si mosse e il pallone attraversò la barriera finendo in rete); così si dovette procedere allaripetizione della finale, ma questa seconda partita ebbe un esito ben diverso e vide l’Italia trionfare con un rotondo 2-0 (grazie a Riva e Anastasi) che diede alla Nazionale il suo primo e, per ora, unico trofeo continentale.

Campionato d’Europa UEFA 1968
1 Albertosi, 2 Anastasi, 3 Anquilletti, 4 Bercellino, 5 Burgnich, 6 Bulgarelli, 7 Castano, 8 De Sisti, 9 Domenghini, 10 Facchetti, 11 Ferrini, 12 Guarneri, 13 Juliano, 14 Lodetti, 15 Mazzola, 16 Prati, 17 Riva, 18 Rivera, 19 Rosato, 20 Salvadore, 21 Vieri, 22 Zoff, CT: Valcareggi

Mondiali 1970: la “staffetta” e il mito dell’Azteca

Il nono campionato del mondo, che si svolse in Messico nel 1970, fu quello che, nonostante la mancata vittoria, segnò il ritorno più o meno in pianta stabile dell’Italia ai vertici del calcio mondiale. È tuttora noto per la semifinale Italia-Germania Ovest, che molti ribattezzarono come la partita del secolo: in effetti, viste le premesse, non era certo preventivabile una partita così spettacolare. L’Italia proveniva da un cammino tutto sommato facile, avendo incontrato nella fase a girone Uruguay, Svezia e Israele e passando ai quarti senza strafare; infatti dopo la vittoria per 1-0 contro gli svedesi (tiro da lontano di Domenghini che entra in rete passando sotto il corpo del portiere in goffo tuffo sulla sinistra), ci fu il prevedibile 0-0 con gli uruguagi e l’inatteso 0-0 contro gli israeliani, caratterizzato però dall’annullamento di 2 gol di Riva per due fuorigioco inesistenti segnalati da uno dei guardalinee. A questo episodio è legato un cambio della guardia significativo per i telespettatori italiani. Infatti, a causa di sospetti epiteti razzisti rivolti nei confronti del guardalinee etiope responsabile degli annullamenti (mai provate, e collegate al passato coloniale italiano), il telecronista Nicolò Carosio, che aveva narrato ai microfoni dell’EIAR tutte le avventure della selezione azzurra, fin dai tempi del 1934, venne bruscamente sostituito da Nando Martellini.

Sandro Mazzola e Gianni Rivera furono protagonisti, ai Mondiali messicani del 1970, della famosa “staffetta” voluta dal commissario tecnicoFerruccio Valcareggi.

Passata comunque la Nazionale ai quarti di finale, è considerabile nella norma anche il 4-1 con cui aveva regolato nella Bombonera di Toluca i modesti padroni di casa messicani. La Nazionale di casa aveva segnato per prima ma era stata raggiunta sull’1-1 grazie ad un autogol dovuto ad una deviazione su tiro di Domenghini; nel secondo tempo gli azzurri dilagarono segnando con Riva, Rivera e di nuovo con Riva. Tutt’altro affare per la Germania Ovest che nei quarti aveva dovuto battere dopo i supplementari per 3-2 l’Inghilterra campione uscente rimontando da 0-2 (fra parentesi questa fu in assoluto la prima vittoria della compagine tedesca contro quella inglese).

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Partita del secolo.

La semifinale tra italiani e tedeschi (per la cronaca, giocatasi all’Azteca di Città del Messico il 17 giugno 1970) si stava avviando verso uno stanco e non troppo meritato 1-0 azzurro (il gol era stato realizzato da Boninsegna nei primissimi minuti di gioco) e per tutto il resto della partita furono soprattutto i tedeschi ad attaccare. Ma i sogni di una finale già conquistata furono infranti dall’1-1 segnato da Schnellinger dopo che il 90º era scaduto da 2 minuti e mezzo (c’è da ricordare che a quei tempi non era ancora invalsa la regola del recupero e, sebbene fosse facoltà dell’arbitro fischiare dopo, le partite di calcio terminavano di solito allo scadere del 90′).

A emozionare gli spettatori fu l’altalena di gol nei tempi supplementari. Prima andarono in vantaggio i tedeschi con gol di Gerd Müller su incomprensione tra il portiere azzurro Albertosi e il terzino Poletti, ma subito pareggiarono gli Italiani con una provvidenziale quanto atipica proiezione offensiva del terzino azzurro Burgnich (che segnò qui uno dei pochissimi gol della sua carriera, certo il più importante), e poi di nuovo gli Italiani con una rete di Riva per il 3-2 con cui si chiuse il primo tempo supplementare.

Tuttavia nel secondo tempo supplementare vi fu il momentaneo pareggio tedesco ancora con Gerd Müller che segnò di testa a filo del palo di sinistra, complice una grave incertezza di Rivera che si vide passare la palla rasente alla gamba senza intervenire. Ma lo stesso Rivera si fece perdonare nell’azione successiva; dopo una fuga sulla sinistra, Boninsegna effettuò un passaggio all’indietro a centro area verso uno smarcatissimo Rivera che spiazzò il portiereMaier segnando alla sua destra per il 4-3 finale che deliziò gli spettatori.

Lo sforzo sostenuto a 2000 metri d’altezza fu pagato nella finale, nel corso della quale l’Italia riuscì a tener testa al Brasile di Pelé (che segnò al 18º uno 0-1 di testa) per circa un’ora, pareggiando alla fine del primo tempo con Boninsegna. Tuttavia tre gol negli ultimi venti minuti (Gérson, Jairzinho e Carlos Alberto) sancirono la superiorità dei sudamericani che si portarono definitivamente a casa la Coppa Rimet (salvo perderla per furto qualche anno dopo). Comunque l’Italia si confermò la miglior Nazionale europea e fece un’ottima impressione nonostante l’invenzione della “staffetta” tra Mazzola e Rivera a opera del CT Valcareggi e, a seguito di questa, i soli sei minuti giocati dallo stesso Rivera, entrato all’84º di una partita ormai ampiamente compromessa (episodio, questo, che darà vita al detto “i sei minuti di Rivera”).

Coppa del Mondo FIFA 1970
1 Albertosi, 2 Burgnich, 3 Facchetti, 4 Poletti, 5 Cera, 6 Ferrante, 7 Niccolai, 8 Rosato, 9 Puia, 10 Bertini, 11 Riva, 12 Zoff, 13 Domenghini, 14 Rivera, 15 Mazzola, 16 De Sisti, 17 Vieri, 18 Juliano, 19 Gori, 20 Boninsegna, 21 Furino, 22 Prati, CT: Valcareggi

Da Ferruccio Valcareggi a Enzo Bearzot (1970-1978)

Il 29 settembre 1973, Riva segnò alla Svezia il suo gol n. 34 in Nazionale, divenendo il miglior marcatore della storia azzurra. L’ultima rete, la n. 35, la siglò alla Svizzera il 20 ottobre seguente.

La Nazionale che aveva ben figurato al Mondiale necessitava di ricambio generazionale in alcuni settori fondamentali di gioco, ma Valcareggi rimase fedele ai calciatori che erano arrivati in finale, così l’Italia non fu in grado di difendere il suo titolo continentale. Dopo aver superato la fase a gironi (formata da Austria, Svezia e Irlanda), la compagine italiana venne eliminata ai quarti di finale del campionato d’Europa 1972 dal Belgio capitanato da Paul Van Himst (0-0 in casa e 2-1 belga nel doppio confronto), non ottenendo l’accesso per la fase finale del torneo.

Mondiali 1974

Discrete erano le aspettative per il campionato del mondo 1974, in programma in Germania: era pur vero infatti che la Nazionale era praticamente quella messicana con quattro anni in più sulle spalle e Zoff al posto di Albertosi a difendere i pali, ma a mettere gli Italiani tra i favoriti alla vittoria finale c’erano la lunga imbattibilità del portiere friulano (che durava dal 20 settembre 1972) e soprattutto la prima storica vittoria azzurra a Wembley nel 1973 contro l’Inghilterra (gol di Capello a circa dieci minuti dalla fine).

Invece fu quasi una disfatta: nella prima partita ci fu la vittoria ottenuta in rimonta contro Haiti per 3-1, dopo che Sanon aveva portato in vantaggio i caraibici (interrompendo l’imbattibilità di Zoff e fissandola a 1143 minuti); 1-1 contro l’Argentina (Houseman e autogol dell’argentino-piemontesePerfumo), e sconfitta 2-1 contro la Polonia, quando per entrambe, un pareggio sarebbe bastato per accedere al turno successivo. Con questa sconfitta, invece, Argentina e Polonia si qualificarono al turno successivo e Italia a casa tra le polemiche.

Su tale sfortunatissima – e malissimo gestita – spedizione lo scrittore Giovanni Arpino scrisse nel 1977 un libro dall’eloquente titolo Azzurro tenebra (Einaudi). In pratica, l’episodio più significativo di tutto il Mondiale azzurro fu la celebre parolaccia lanciata da Chinaglia e ripresa in direttaTV all’indirizzo di Valcareggi al momento di essere sostituito da Pietro Anastasi (che peraltro segnò) nella partita contro Haiti. L’episodio, rese bene il clima che si respirava nello spogliatoio, diviso per clan.

Coppa del Mondo FIFA 1974
1 Zoff, 2 Spinosi, 3 Facchetti, 4 Benetti, 5 Morini, 6 Burgnich, 7 Mazzola, 8 Capello, 9 Chinaglia, 10 Rivera, 11 Riva, 12 Albertosi, 13 Sabadini, 14 Bellugi, 15 Wilson, 16 Juliano, 17 Re Cecconi, 18 Causio, 19 Anastasi, 20 Boninsegna, 21 Pulici, 22 Castellini, CT: Valcareggi

Dino Zoff fu convocato per i Mondiali del 1970, ’74, ’78 e 1982. Nel 1977 ereditò i gradi di capitano da Facchetti.

La fallimentare avventura mise finalmente in chiaro che era l’ora di chiudere con una generazione che non aveva più nulla da dare e la Nazionale fu affidata nel luglio 1974 a Fulvio Bernardini, che si scelse come secondo Enzo Bearzot, già buon mediano di Inter e Torino. Bernardini iniziò a svecchiare la rosa e impiegò numerosi giovani promettenti che il campionato proponeva, come Antognoni, Pulici, Bettega, Causio (portato in Germania da Valcareggi ma pochissimo utilizzato), Gentile, Scirea e Tardelli, insieme a giocatori di sicuro affidamento come Bellugi e Benetti.

La squadra, largamente in fase di formazione, fallì la qualificazione agli Europei di Jugoslavia del 1976 (inserita in un girone molto duro, che comprendeva Paesi Bassi e Polonia – rispettivamente seconda e terza al mondiale precedente – e la Finlandia), ma si intravedeva già un’ossatura solida che permise alla Nazionale di staccare il biglietto per l’undicesimo campionato del mondo (Argentina 1978) in un girone europeo di qualificazione che vedeva come avversaria più pericolosa l’Inghilterra, regolata per 2-0 a Roma ed eliminata per la peggior differenza reti rispetto all’Italia. Nel frattempo Bernardini aveva lasciato la Nazionale e quindi tutta la responsabilità tecnica ricadeva sulle spalle di Bearzot.

Mondiali 1978

Ai Mondiali in Argentina l’Italia si presentò con un gruppo imperniato sul cosiddetto “Blocco-Juve”. Bearzot convocò infatti nove giocatori militanti nel club bianconero: Zoff, Benetti, Cuccureddu, Scirea, Cabrini, Gentile, Tardelli, Causio e Bettega. A completare l’undici titolare erano il registafiorentino Antognoni e il centravanti Rossi, all’epoca in forza al Lanerossi Vicenza.

La formazione dell’Italia scesa in campo contro la Francia nella gara di esordio dei Mondiali 1978.

Non rientrando tra le teste di serie, la squadra azzurra fu inserita nel primo gruppo con Francia, Ungheria e Argentina. Esordì vincendo in rimonta contro i transalpini, che andarono a segno dopo 40″: Rossi pareggiò in chiusura di tempo, mentre nella ripresa Zaccarelli siglò la rete del sorpasso. Le successive vittorie ai danni di magiari (per 3-1) e padroni di casa (per 1-0) valsero il primo posto nel girone: il sorteggio della seconda fase a gruppi abbinò l’Italia alla Germania Ovest, all’Austria e ai Paesi Bassi. I tre punti ottenuti nei primi due incontri (frutto del pari senza gol contro i tedeschi e della vittoria di misura sugli austriaci) non furono sufficienti al raggiungimento della finale, per via della sconfitta contro i Paesi Bassi: l’Italia perse l’ultima gara per 2-1, subendo entrambe le reti con tiri dalla lunga distanza.

Si qualificò così per la finalina di consolazione, disputandola e perdendola contro il Brasile (con il medesimo risultato): terminò in quarta posizione.

Coppa del Mondo FIFA 1978
1 Zoff, 2 Bellugi, 3 Cabrini, 4 Cuccureddu, 5 Gentile, 6 Maldera, 7 Manfredonia, 8 Scirea, 9 Antognoni, 10 Benetti, 11 Pecci, 12 Conti, 13 P. Sala, 14 Tardelli, 15 Zaccarelli, 16 Causio, 17 C. Sala, 18 Bettega, 19 Graziani, 20 Pulici, 21 Rossi, 22 Bordon, CT: Bearzot

Anni ottanta: il terzo titolo mondiale

L’UEFA assegnò all’Italia l’organizzazione del sesto campionato d’Europa. Questa edizione andava, infatti, ad inaugurare una nuova formula: la federazione ospitante veniva ammessa d’ufficio alla fase finale, ora allargata alla partecipazione di otto squadre.

Nella primavera del 1980, l’esplosione dello scandalo denominato Totonero scosse alle fondamenta il calcio italiano: la classifica della Serie A subì un mutamento, con il declassamento in B di Milan e Lazio. In seguito all’indagine ed al processo federale, vari giocatori furono squalificati: tra questi, Giordano, Manfredonia e Rossi (inibito per due anni). Le sanzioni irrogate decorrevano dal 1º maggio di quell’anno.

Europei 1980: il quarto posto

Gli azzurri quarti classificati nell’Europeo 1980 giocato in casa

L’imprevisto scandalo privò la squadra di Rossi, il suo centravanti titolare, poco prima dell’inizio degli Europei: Bearzot lo sostituì con Altobelli, attaccante dell’Inter che aveva appena conquistato lo Scudetto.

Gli Azzurri esordirono nel gruppo B pareggiando 0-0 contro la Spagna, mentre nel successivo incontro ebbero la meglio sull’Inghilterra grazie alla rete di Tardelli. L’ultima gara, decisiva ai fini della qualificazione, fu contro il Belgio: quest’ultimo, a parità di differenza reti (+1), poteva vantare un maggior numero di reti all’attivo (3 contro 1). Il pari senza marcature gli consentì di accedere alla finale, contro la Germania Ovest.

Ai padroni di casa toccò quindi la finale per il 3º e 4º posto, contro la Cecoslovacchia detentrice del titolo europeo. Dopo l’1-1 al 90′ i tempi supplementari, di comune accordo tra le due squadre, non si disputarono ma si ricorse all’immediata esecuzione dei rigori: la lotteria del dischetto vide l’Italia uscire sconfitta per 9-8, con il decisivo errore di Collovati.

Campionato d’Europa UEFA 1980
1 Zoff, 2 F. Baresi, 3 G. Baresi, 4 Bellugi, 5 Cabrini, 6 Collovati, 7 Gentile, 8 Maldera, 9 Scirea, 10 Antognoni, 11 Benetti, 12 Bordon, 13 Buriani, 14 Oriali, 15 Tardelli, 16 Zaccarelli, 17 Altobelli, 18 Bettega, 19 Causio, 20 Graziani, 21 Pruzzo, 22 Galli, CT: Bearzot

Mondiali 1982: la terza Coppa del Mondo

« Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! »
(Nando Martellini)

Nel 1982, Paolo Rossifu il primo italianocapocannoniere di una fase finale del Mondiale

Anche Bearzot, come ogni CT prima di lui, con l’eccezione forse di Pozzo, iniziò a ricevere critiche per via dei giocatori che sceglieva o, meglio, non sceglieva. Forti furono le pressioni dalle piazze mediatiche con i più vasti bacini d’utenza, in particolare quella milanese che spingeva per l’interista Beccalossi e quella romana che premeva per Pruzzo; furono pressioni alle quali Bearzot resistette nonostante interrogazioni parlamentari (respinte) presentate da deputati in cerca di notorietà che cercavano di far passare l’equazione “mancata convocazione di alcuni giocatori” = “lesione di interessi nazionali preminenti”. Indipendentemente da tali fenomeni di colore, da un sondaggio effettuato poco prima dei mondiali emerse che solo l’1% degli italiani intervistati credeva si potesse vincere il campionato.

La qualificazione al campionato non costituì un problema, perché quattro vittorie iniziali per 2-0, contro Grecia, Danimarca, Lussemburgo e Jugoslavia avevano messo l’Italia al riparo da rovesci, che infatti giunsero sotto forma di un 3-1 incassato dai Danesi al ritorno a Copenaghen. A essere criticato fu semmai il gioco non spettacolare della Nazionale. In verità il gioco non era molto diverso da quello espresso da precedenti Nazionali che ottennero risultati anche inferiori, ma la stampa trasse da ciò spunto per perorare con ancor maggiore enfasi la causa dei giocatori preferiti dei propri lettori. Di conseguenza bersagliare di critiche Bearzot era diventata ormai l’occupazione principale di quasi tutti i giornalisti sportivi.

Bisogna comunque dire che quella Nazionale si qualificò con un turno d’anticipo e ben prima di squadre che all’epoca godevano di credito maggiore (Inghilterra, Francia, Germania Ovest, che dovettero tutte attendere l’ultima partita per avere il visto per la Spagna); dopo di essa, solo le Nazionali guidate da Lippi (2006) e Prandelli (2014) sarebbero riuscite a qualificarsi in anticipo per la rassegna mondiale.

Il Presidente della RepubblicaSandro Pertini si congratula col CTEnzo Bearzot per il successo azzurro ai Mondiali di Spagna

L’Italia andò, quindi, in Spagna per giocare il dodicesimo campionato del mondo. Un sorteggio apparentemente favorevole (gli azzurri erano stati sorteggiati in un girone che comprendeva Polonia, Perù e Camerun) rischiò di trasformarsi in una trappola: dopo aver pareggiato un brutto incontro per 0-0 contro i Polacchi, infatti, l’Italia non andò oltre un altrettanto brutto 1-1 contro il Perù. Ci volle un ulteriore pareggio per 1-1 contro i pari classifica del Camerun per passare il turno grazie al maggior numero di reti segnate a parità di differenza-reti rispetto alla Nazionale africana.

Quando poi l’Italia, nella seconda fase a gironi, venne affiancata a Brasile e Argentina, molti pensarono che l’eliminazione azzurra era stata solo ritardata di due partite. Invece, nel primo incontro contro l’Argentina, l’Italia sfoggiò una prestazione di tutto rispetto, riuscendo anche a neutralizzare l’avversario più pericoloso, Maradona: dopo un primo tempo equilibrato e chiuso sullo 0-0, furono prima Tardelli e poi Cabrini a prendere in contropiede la formazione sudamericana che, nonostante un gol di Passarella nel finale, non poté evitare la sconfitta.

Non evitò la sconfitta neppure contro il Brasile (3-1), sicché l’ultimo incontro, tra Brasile e Italia, divenne decisivo. Quello fu il capolavoro tattico di Bearzot che comprese in largo anticipo che i brasiliani, sia pur in vantaggio nel girone per differenza reti, non si sarebbero accontentati di passare alle semifinali con un pareggio, ma avrebbero strafatto pur di cercare la vittoria. E su questa presunzione brasiliana Bearzot costruì una gara fatta di difesa chiusa e contropiede: l’aver segnato quasi subito il gol dell’1-0 costrinse i sudamericani a uscire: nemmeno il pareggio di Sócrates fece loro cambiare tattica. Il 2-1 italiano fu opera di un allegro quanto sciagurato passaggio orizzontale nella difesa brasiliana. Ancora una volta, il Brasile non si chiuse in difesa, neppure dopo il 2-2 di Falcão, e l’Italia segnò il 3-2 su azione di calcio d’angolo (l’unico a suo favore in tutta la partita), mandando a casa il Brasile e tutta la pattuglia sudamericana in blocco.

Zoff, Causio e Bearzot giocano ascopone col Presidente Pertini dopo la conquista della Coppa

A nulla valse l’assedio finale dei verde-oro, che si trovarono di fronte uno Zoff che chiuse la porta e si fece perdonare gli errori sui tiri da lontano di quattro anni prima in Argentina; anzi gli azzurri avevano segnato anche un quarto gol con Antognoni annullato per fuorigioco inesistente. Sugli scudi Paolo Rossi, autore di una tripletta, che il 30 aprile precedente aveva finito di scontare la squalifica biennale ed era stato subito richiamato da Bearzot in quanto pedina imprescindibile del suo gioco. La semifinale contro la Polonia priva di Boniek fu poco più che una formalità (due gol di Rossi, e azzurri in finale), dopodiché, dodici anni dopo l’Azteca, Italia e Germania Ovest si incrociavano di nuovo in un incontro a eliminazione.

L’Italia era più fresca, in quanto la Germania Ovest era reduce da una partita all’ultimo sangue, con supplementari e rigori, contro laFrancia di Platini, ma quando Cabrini sbagliò un rigore nella prima parte del primo tempo molti sudarono freddo. Ma la Germania Ovest non poteva più reggere, e nel secondo tempo crollò sotto i colpi di Rossi (57º), Tardelli (69º), Altobelli (80º), prima che il difensore tedescoBreitner vedesse premiata la sua buona volontà e realizzasse il punto dell’onore tedesco. 3-1 per l’Italia e quella sera dell’11 luglio 1982, nello stadio Santiago Bernabéu di Madrid, di fronte all’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, gli azzurri diventarono campioni del mondo dopo 44 anni dal trionfo di Parigi.

Alessandro Altobelli fu il primo giocatoresubentrante a segnare in una finale mondiale

I pronostici dei giornalisti furono così clamorosamente smentiti. Per esempio, dopo la stentata qualificazione ai quarti di finale, uno dei più preparati e noti giornalisti italiani, Gianni Brera, aveva pubblicamente detto in TV che se la squadra italiana avesse battuto l’Argentina (e per il Brasile non si poneva neanche il problema) sarebbe andato ad Assisi a piedi per farsi frate. Da quel giorno in avanti, e fino ai giorni nostri, i giornalisti furono in generale più prudenti nei loro pronostici.

Coppa del Mondo FIFA 1982
1 Zoff, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cabrini, 5 Collovati, 6 Gentile, 7 Scirea, 8 Vierchowod, 9 Antognoni, 10 Dossena, 11 Marini, 12 Bordon, 13 Oriali, 14 Tardelli, 15 Causio, 16 Conti, 17 Massaro, 18 Altobelli, 19 Graziani, 20 Rossi, 21 Selvaggi, 22 Galli, CT: Bearzot

Il declino della generazione mondiale (1982-1986)

Interlocutorio il quadriennio successivo: così come Valcareggi dieci anni prima, Bearzot non seppe liberarsi dal vincolo di riconoscenza con la generazione che aveva vinto il campionato del mondo. Il girone di qualificazione al settimo campionato europeo in programma in Francia nel 1984, che comprendeva Romania, Cecoslovacchia, Svezia e Cipro si risolse in un calvario al termine del quale l’Italia racimolò la miseria di cinque punti, frutto di una vittoria (per 3-1 contro Cipro, peraltro nell’ultima partita del girone), tre pareggi e quattro sconfitte. È stata questa la peggiore prestazione in assoluto della Nazionale italiana in un girone di qualificazione per il campionato europeo.

Unico motivo di soddisfazione di quel periodo, l’assegnazione, nel maggio 1984, all’Italia del quattordicesimo campionato del mondo che si sarebbe tenuto nel 1990. In quell’occasione si fecero valere l’abilità diplomatica di Franco Carraro e Federico Sordillo, molto bravi a curare le pubbliche relazioni con i delegati presso la FIFA di nazioni calcisticamente ai margini, che al momento opportuno appoggiarono la candidatura italiana quando si trattò di scegliere il Paese organizzatore.

Mondiali 1986

Gaetano Scirea fu il capitano azzurro ai Mondiali del 1986

Qualificati d’ufficio, come campioni del mondo in carica, al campionato 1986 in Messico (che ospitò, pur sconvolto da un terremoto nel settembre 1985, il torneo in sostituzione della Colombia, ritiratasi nel novembre 1982 per problemi finanziari e politici) gli azzurri, che si presentavano con alcuni nuovi innesti tutti da verificare e ancora non ben amalgamati (tra gli altri, Di Gennaro, De Napoli e un esordiente Vialli), non brillarono, fin dalla partita inaugurale a loro riservata come campioni uscenti, contro la Bulgaria: finì 1-1 e 1-1 finì pure l’incontro che vide l’Italia contrapporsi all’Argentina. Una movimentata vittoria per 3-2 contro la Corea del Sud diede all’Italia il passaggio agli ottavi di finale contro una tonica Francia: il Mondiale azzurro finì contro i gol di Platini e Stopyra, e lì finì anche la carriera di Commissario Tecnico di Enzo Bearzot.

Coppa del Mondo FIFA 1986
1 Galli, 2 Bergomi, 3 Cabrini, 4 Collovati, 5 Nela, 6 Scirea, 7 Tricella, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Bagni, 11 Baresi, 12 Tancredi, 13 De Napoli, 14 Di Gennaro, 15 Tardelli, 16 Conti, 17 Vialli, 18 Altobelli, 19 Galderisi, 20 Rossi, 21 Serena, 22 Zenga, CT: Bearzot

Anni novanta: la maledizione dei rigori

Il successore designato di Bearzot fu Azeglio Vicini, passato dalla panchina dell’Under-21 (con cui era giunto ad un passo dalla conquista del titolo europeo di categoria, battuto dai pari età della Spagna) su quella della Nazionale maggiore.[13]

Europei 1988

Azeglio Vicini, commissario tecnico della Nazionale dal 1986 al 1990.

Vicini operò un profondo ricambio generazionale, richiesto a gran voce dalla stampa e dalla tifoseria.[14] Nelle due stagioni a cavallo tra i Mondiali 1986 e gli Europei 1988, ovvero le annate 1986-87 e 1987-88, l’Italia perse soltanto 2 dei 17 incontri disputati: gli unici avversari capaci di infliggere un k.o. agli Azzurri furono Svezia e Galles, rispettivamente durante le eliminatorie per il torneo continentale e nell’ultimo impegno amichevole precedente l’avvio della fase finale.[15]

La nuova formazione prevedeva l’abbinamento di elementi esperti (Zenga, Bergomi, Altobelli) a giovani di sicuro avvenire come Ferri,Ferrara e Maldini.[14] L’evento continentale fu ospitato dalla Germania occidentale, la cui selezione venne inserita nello stesso girone dell’Italia. Furono proprio gli italiani e i tedeschi a superare il gruppo, con cinque punti in classifica a testa. L’avversario della semifinale risultò essere l’Unione Sovietica, ancora unita.[16] A sopraffare gli uomini di Vicini fu il rapido uno-due sovietico nella ripresa, dopo un primo tempo conclusosi a reti inviolate: i russi si guadagnarono così l’ingresso alla finale, dove vennero battuti dall’Olanda di Van Basten.[17]

Il positivo rendimento della pur giovane squadra consentì di guardare con fiducia all’imminente Mondiale, prima della cui fase finale vennero organizzati solamente incontri amichevoli in ragione dell’ammissione d’ufficio.

Campionato d’Europa UEFA 1988
1 Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 Cravero, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Francini, 8 Maldini, 9 Ancelotti, 10 De Agostini, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Fusi, 14 Giannini, 15 Romano, 16 Altobelli, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Rizzitelli, 20 Vialli, CT: Vicini

Mondiali 1990

Salvatore Schillaci, mattatore delle”notti magiche” di Italia ’90

L’Italia che si presentò al via dei Mondiali 1990 nutriva fondate speranze di vittoria, motivate dal buon Europeo disputato due anni prima, dall’avere una squadra sì giovane ma ricca di elementi di talento, e dal vantaggio di giocare la manifestazione in casa, col tifo italico a supporto. Inserita in un girone non impossibile, la Nazionale batté in sequenza Austria (1-0), Stati Uniti (1-0) e Cecoslovacchia (2-0). Sugli scudi Baggio (il suo gol ai cecoslovacchi fu scelto come il migliore di Italia ’90) e soprattutto Schillaci, attaccante messosi in luce in Serie Anella stagione appena conclusa, che durante la manifestazione mondiale vivrà un’incredibile esplosione.

Superato agilmente il girone, la vittima sacrificale degli azzurri agli ottavi fu l’Uruguay, anche se occorse più di un’ora al solito Schillaci per averne ragione; Serena poi arrotondò il punteggio a 2-0. Sempre Schillaci realizzò il gol-partita col quale l’Italia eliminò ai quarti di finale l’Irlanda. Ancora Schillaci portò in vantaggio l’Italia in semifinale contro l’Argentina di Maradona, che tuttavia grazie a una chiamata difensiva errata tra Zenga e Ferri pareggiò con Caniggia e, dopo due tempi supplementari, batte l’Italia ai tiri di rigore.

L’Italia che affrontò l’Argentina nella semifinale mondiale del San Paolo

Agli azzurri non rimase che la “finalina” di Bari per il terzo posto, vinta battendo l’Inghilterra ancora grazie alle reti di Baggio e Schillaci; l’attaccante siciliano venne eletto miglior giocatore della manifestazione, laureandosi anchecapocannoniere assoluto con 6 reti.

Coppa del Mondo FIFA 1990
1 Zenga, 2 Baresi, 3 Bergomi, 4 De Agostini, 5 Ferrara, 6 Ferri, 7 Maldini, 8 Vierchowod, 9 Ancelotti, 10 Berti, 11 De Napoli, 12 Tacconi, 13 Giannini, 14 Marocchi, 15 Baggio, 16 Carnevale, 17 Donadoni, 18 Mancini, 19 Schillaci, 20 Serena, 21 Vialli, 22 Pagliuca, CT: Vicini

Fallita l’occasione di vincere il campionato del mondo con una squadra bene attrezzata e un ambiente favorevole, l’Italia smarrì la strada e non riuscì a trovare la qualificazione al nono campionato europeo, in programma in Svezia nel 1992. Nel girone di qualificazione l’Italia fu sorteggiata insieme a Norvegia, Ungheria, Cipro e URSS; furono nuovamente i sovietici (che parteciparono poi come CSI alla fase finale) a frustrare le ambizioni azzurre. È questo, attualmente, l’ultimo torneo tra Europei e Mondiali a cui la Nazionale italiana non si è qualificata. A qualificazione ormai compromessa, Vicini venne esonerato e, con due gare ancora da giocare, venne chiamato sulla panchina azzurra Arrigo Sacchi, già tecnico del Milan e propugnatore di un nuovo tipo di calcio offensivo, le cui teorie avevano un ugual numero di accesi sostenitori e altrettanto accesi detrattori.

La “rivoluzione culturale” di Arrigo Sacchi (1991-1996)

Sacchi presentò alla stampa la sua “rivoluzione culturale”: bandita la figura del semplice selezionatore dei migliori talenti, il suo progetto era diventare un CT a tempo pieno, intento ad allestire una squadra amalgamata a suo modo.[18] Grazie agli “stage” periodici, addestrò tatticamente i giocatori al modulo a zona, così da costituire un catalogo di azzurri o “azzurrabili” perfettamente intercambiabili;[18] in tre anni, ne chiamò ben 71.[18] Il verbo tattico sviluppa concetti ripetuti più e più volte: squadra corta, pressing, attacco degli spazi, “ripartenze” (una modernizzazione linguistica dell’antico contropiede), equidistanze tra i reparti.[18] Lo schema base prevede tre linee orizzontali davanti al portiere, con quattro difensori in linea, quattro centrocampisti e due attaccanti: il 4-4-2 utilizzato anche nel suo Milan.[18]

L’Italia nel frattempo è stata inserita in un girone mondiale abbordabile, anche se il CT ne ingigantisce le difficoltà, esaltando le grandi tradizioni di Portogallo e Scozia. Svizzera, Malta ed Estonia sono le altre avversarie.[18]

Arrigo Sacchi

All’esordio, in novembre a Genova con la Norvegia finì 1-1 condito dalle giocate dell’esordiente Zola.[18] Un mese dopo, a Foggia contro Cipro, Sacchi recuperò Roberto Baggio – discusso nella Juventus da Trapattoni, che vorrebbe trasformarlo in centrocampista puro – inventò Dino Baggio terzino destro e Zola ala destra.[18] Esordisce il giovane milanista Albertini, l’Italia vinse 2-0 latitando nel gioco.[18] In febbraio ci fu un 4-0 a Cesena contro San Marino e un mese dopo vittoria 1-0 a Torino contro la Germania, grazie all’innesto nel finale di Lentini, che si procurò il rigore decisivo.[18]

A primavera, la stagione azzurra si chiuse con una trasferta negli Stati Uniti, per l’US Cup.[18] Pareggio 0-0 col Portogallo sotto il diluvio (col mediano Fusi in regia e il laterale Di Chiara ala sinistra), poi 2-0 all’Irlanda a Boston, grazie al positivo esordio dell’attaccante Signori.[18] Infine gli Stati Uniti, il cui incontro finì 1-1 e regalando agli avversari il trofeo.[18] Le qualificazioni mondiali passano attraverso alti e bassi, con importanti e decisive vittorie contro Portogallo in trasferta per 3-1 (reti di Roberto e Dino Baggio e tris di Casiraghi) e Scozia a Roma sempre con il medesimo punteggio (Donadoni, Casiraghi ed Eranio) conquistando il primo posto nel girone.[18]

Mondiali 1994

Guadagnata la qualificazione al quindicesimo campionato del mondo (USA 1994), l’Italia capitò in un girone non impossibile, ma pieno di insidie, nel quale avrebbe dovuto incontrare nell’ordine Irlanda, Norvegia e Messico.[19] Sacchi schierò nella prima partita in campo la seguente formazione: Pagliuca in porta, Tassotti e Maldini terzini, Costacurta e Baresi centrali; a centrocampo, Donadoni ed Evani sugli esterni con Albertini e Dino Baggio in mezzo; in attacco, la coppia Roberto Baggio e Signori.[19] Sotto un caldo opprimente e un’elevata umidità, l’esordio a New York al Giants Stadium gelò gli azzurri: Baresi sbaglia un rinvio di testa, Houghton tenta il tiro da lontano, Pagliuca lo “battezza” fuori e si inarca senza convinzione, consentendo alla palla di finire in rete rendendo così decisivo già l’incontro successivo, contro la Norvegia.[19]

Per il secondo appuntamento al Giants Stadium, Sacchi cambiò rotta: dentro Casiraghi con Baggio mentre Signori gioca laterale di sinistra a centrocampo accanto a Berti, Albertini e Dino Baggio.[19] Difesa più aggressiva, con Benarrivo al posto di Tassotti.[19] Dopo venti minuti i modesti norvegesi rischiarono di passare in vantaggio: lanciato da Mykland, Leonhardsen si infilò nella difesa azzurra, invano protesa a metterlo in fuorigioco, e si lanciò verso Pagliuca il quale uscì dall’area a deviare con la mano il tiro, guadagnando l’espulsione.[19] Sacchi, senza esitazioni, chiamò fuori Roberto Baggio per far entrare il secondo portiere Marchegiani.[19] «Questo qui è impazzito» mormorò incredulo l’azzurro, prima di uscire scrollando la testa. Messi al muro, gli uomini di Sacchi ritrovarono lo spirito combattivo e si gettarono in avanti.[19] Nella ripresa capitan Baresi si infortunò a un ginocchio e il CT, anziché sostituirlo col pari ruolo Minotti, mandò in campo lo stopper Apolloni, subito tra i migliori nei duelli fisici coi potenti norvegesi.[19]L’assalto azzurro, generoso quanto confuso, non si placò fino al gol, una poderosa incornata in area di Dino Baggio su punizione pennellata da Signori.[19] L’Italia con questo successo tornò in corsa per la qualificazione al turno successivo ma la vittoria del Messico sull’Irlanda lasciò aperta ogni possibilità.[19] Per Baresi la diagnosi fu operazione al menisco interno destro.[19] Se l’Italia dovesse arrivare in finale, dissero i medici dell’ospedale a Manhattan, ci sarebbe il tempo per un prodigioso recupero.[19]

Roberto Baggio, trascinatore degli azzurri a USA ’94

Contro il Messico a Washington Sacchi confermò gli uomini dell’impresa sulla Norvegia, Roberto Baggio incluso.[19] Casiraghi fece il percussore senza riuscire a concludere, Marchegiani dovette superarsi su un tiro da lontano di Aspe.[19] Nella ripresa, Sacchi operò la staffetta: fuori Casiraghi, dentro l’agile Massaro, che, acceso da un superbo lancio in verticale di Albertini, fece gol con un destro angolato.[19] Pochi minuti dopo, su un cross di Roby Baggio, lo stesso Massaro incornò a lato di un soffio.[19] L’Italia finì qui, stremata dal caldo.[19] I messicani pareggiarono con Bernal, con un tiro a fil di palo.[19] L’Irlanda, pareggiando con la Norvegia, ha passato il turno assieme al Messico.[19]«Corriamo tutti a pregare» raccomandò Sacchi con un sorriso tirato dopo la partita, prima di apprendere che il 6-1 della Russia sul Camerun qualificò l’Italia come migliore terza.[19]

Gli ottavi di finale misero gli Azzurri di fronte alla Nigeria. L’Italia vinse 2-1, ma si espresse largamente al di sotto del suo standard e giocò tutta la partita in svantaggio per 0-1 finché il fantasista vicentino riuscì a pareggiare all’88º, dopo che l’assurda espulsione di Zola,[20] decretata dall’arbitro messicano Brizio Carter al 75º, sembrava aver definitivamente spento le speranze di rimonta italiane.[21] Un rigore di Baggio (decretato per fallo di Eguavoen su Benarrivo) nei supplementari diede i quarti all’Italia.[21] Lì gli azzurri trovarono la Spagna, regolata per 2-1 dalla coppia Dino Baggio-Roberto Baggio al termine di una gara molto difficile e spigolosa durante la quale Tassotti rifilò una gomitata nell’area italiana a Luis Enrique, non vista dall’arbitro ungherese Puhl (ma non sarebbe stato rigore per gli spagnoli in quanto se l’arbitro avesse visto l’azione avrebbe sanzionato l’intervento precedente dello spagnolo ed espulso in seguito il difensore italiano punendo la reazione che gli valse, tramite la prova TV, otto turni di squalifica).[22] Ancora Roberto Baggio realizzò la doppietta con la quale l’Italia vinse la semifinale contro la Bulgaria per 2-1 (gol della bandiera bulgara di Stoichkov su rigore).[23]

La finale fu un classico del calcio mondiale, Brasile-Italia, all’epoca tre Mondiali vinti a testa. Il luogo prescelto fu il Rose Bowl di Pasadena in California e per esigenze televisive si giocò a mezzogiorno e mezzo (sebbene in un caldo soffocante).[24] La vigilia azzurra è stata lunga e movimentata per le condizioni del Divin Codino, afflitto da una contrattura ai flessori della coscia destra ma disperatamente deciso a giocare. Anche Dino Baggio e Albertini lamentarono acciacchi muscolari mentre capitan Baresi venne recuperato a tempo di record. Sacchi schierò Pagliuca in porta, Mussi e Benarrivo terzini, Maldini e Baresi centrali, Donadoni, Albertini, Dino Baggio e Berti a centrocampo e la coppia Baggio-Massaro in avanti. Il Brasile confermò Taffarel in porta, Aldair e Marcio Santos al centro, Jorginho e Branco ai lati, i quattro mediani Mauro Silva, Mazinho, Dunga e Zinho e la coppia gol del mondiale Romario-Bebeto in attacco.

L’Italia riuscì a chiudere con il risultato di 0-0 sia al 90º che al 120º.[24] Ma così come quattro anni prima fu sconfitta ai rigori (errori di Baresi, Massaro e Roberto Baggio) ed il Brasile vinse il suo quarto titolo del mondo, il secondo consecutivo in una finale contro l’Italia.[24] Va tuttavia ricordato che nonostante il clamore suscitato dall’errore al dischetto del fantasista, la squadra brasiliana avrebbe dovuto ancora effettuare l’esecuzione del proprio quinto rigore.[24] Pertanto, l’eventuale realizzazione di Baggio avrebbe potuto non essere sufficiente per proseguire la serie.[24]

Coppa del Mondo FIFA 1994
1 Pagliuca, 2 Apolloni, 3 Benarrivo, 4 Costacurta, 5 Maldini, 6 Baresi, 7 Minotti, 8 Mussi, 9 Tassotti, 10 R. Baggio, 11 Albertini, 12 Marchegiani, 13 D. Baggio, 14 Berti, 15 Conte, 16 Donadoni, 17 Evani, 18 Casiraghi, 19 Massaro, 20 Signori, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi

Euro 1996

Praticamente da dimenticare l’esperienza azzurra al decimo campionato europeo, che si tenne in Inghilterra nel 1996: fu inserita in un ostico girone comprendente Russia, Rep. Ceca più la testa di serie Germania.[25] Alla vigilia, la Nazionale perse Ferrara: Sacchi rimediò adattando Maldini come centrale, e promuovendo titolare Apolloni.[25] Il CT non portò in Inghilterra Panucci e Benarrivo, uomini che col senno di poi dovette rimpiangere;[25] niente Europa nemmeno per Roberto Baggio, Vialli e Signori, a causa di incomprensioni con lo stesso Sacchi, esclusioni che non sorpresero dal momento che già sollevarono un’infinità di polemiche in patria.[25]

L’Italia batté la Russia col risultato di 2-1, grazie alla prima doppietta azzurra di Casiraghi.[25] Partì in quarta asfissiando i russi col pressing, andò in vantaggio, diventò quasi inguardabile dopo l’1-1 degli avversari, rinacque nella ripresa.[25] Sacchi indovinò le sostituzioni (Donadoni per un Del Piero abulico in un ruolo di centrocampista non suo).[25] Il resto lo fecero Casiraghi e Zola. Già dalla seconda partita, contro la Repubblica Ceca Sacchi cambiò cinque uomini, rinunciò al tandem Casiraghi-Zola, gettò nella mischiaRavanelli e Chiesa, Mussi e Fuser.[25] Ripudiò, insomma, il vecchio detto «squadra che vince non si cambia».[25] E perse la sua scommessa, così come l’Italia perse la partita.[25]Finì 2-1 per i cechi, che andarono in vantaggio dopo quattro minuti con Pavel Nedvěd.[25] Chiesa agguantò il pari, ma Apolloni si fece espellere dopo mezz’ora di gioco per doppia ammonizione, Sacchi tardò a rinforzare la difesa con Carboni e al 35′ Bejbl chiuse la partita, almeno dal punto di vista del risultato.[25] Inutile il secondo tempo, inutile la riorganizzazione del gioco, inutili i tardivi ripensamenti del Ct (dentro Zola e Casiraghi, troppo tardi).[25] Gli azzurri si giocarono tutto con la Germania, che nel frattempo aveva travolto la Russia (3-0).[25] Del Piero, intanto, venne escluso da Sacchi alla vigilia della sfida.[25] E la sfida decisiva condannò gli azzurri, anche se sul campo non ci fu sconfitta. Finì 0-0, l’Italia surclassò sul piano del gioco la Germania, dopo appena otto minuti Zola fallì un calcio di rigore e lo 0-0 che ne seguì condannò l’Italia all’eliminazione al primo turno.[25] Prevedibili le polemiche al ritorno in patria anche se, va detto, alla fine Germania e Repubblica Ceca furono le due finaliste, con vittoria tedesca al golden goal.[25]

Campionato d’Europa UEFA 1996
1 Peruzzi, 2 Apolloni, 3 Maldini, 4 Carboni, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Donadoni, 8 Mussi, 9 Torricelli, 10 Albertini, 11 Baggio, 12 Toldo, 13 Rossitto, 14 Del Piero, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Fuser, 18 Casiraghi, 19 Chiesa, 20 Ravanelli, 21 Zola, 22 Bucci, CT: Sacchi

Arrigo Sacchi si dimise nel dicembre del 1996, richiamato dal Milan, e la Nazionale fu affidata a Cesare Maldini, vice di Bearzot in Spagna nel 1982, e reduce da tre successi europei consecutivi alla guida dell’Under-21.

Cesare Maldini (1996-1998): il dualismo Baggio-Del Piero

Con Cesare Maldini in panchina, il figlio Paolo (già punto di forza del Milan e della squadra azzurra dall’epoca di Vicini) indossò la fascia di capitano. L’esordio del nuovo ct coincise con quello del parmense Fabio Cannavaro, in un’amichevole vinta 2-0 sull’Irlanda del Nord. A distanza di tre settimane, l’Italia batté l’Inghilterra al Wembley con rete diZola: il risultato diede una svolta al girone di qualificazione per i Mondiali 1998.[26] La successiva gara con la Moldavia, terminata per 3-0, portò alla millessima rete della storia azzurra: a siglarla fu Christian Vieri, alla prima marcatura in Nazionale.[27]

Christian Vieri, autore del 1000º gol nella storia della Nazionale azzurra.

La storica affermazione in terra inglese non fu sufficiente a conquistare il primo posto nel gruppo, che andò proprio ai britannici: arrivando seconda, l’Italia fu sorteggiata per affrontare la Russia in uno spareggio.[28] L’incontro di andata, giocato sotto la neve moscovita, finì 1-1 con l’esordio del giovane Buffon.[29] Il ritorno, al San Paolo di Napoli, venne deciso da un gol di Casiraghi. L’Italia entrò così nella fase finale: le avversarie del suo gruppo erano Cile, Camerun e Austria.[29]

Mondiali 1998

Dalla lista dei 22 convocati per i Mondiali in Francia, fu escluso Gianfranco Zola: il CT motivò la scelta dichiarando che il centrocampista del Chelsea aveva già dovuto affrontare una stagione difficile.[29] L’esclusione interessò anche il difensore Ciro Ferrara, vittima di un infortunio.[29] Riguardo l’undici titolare, vi era la certezza dell’impossibilità di schierare contemporaneamente Baggio e Del Piero.[29] Il “Divin Codino” fu inserito solamente in extremis, benché reduce da una stagione al Bologna in cui aveva segnato 22 reti in campionato(suo primato)[29]; lo juventino, a sua volta autore di 32 gol, aveva subìto un infortunio nella finale di Champions League che si tradusse in un calo fisico.[29]

Paolo Maldini, figlio diCesare, conta 126 presenze in azzurro di cui 74 da capitano.

L’Italia debuttò a Bordeaux contro il Cile del futuro laziale Salas e dell’interista Zamorano. Maldini partì con il “Divin Codino” in campo e Del Piero in panchina.[29] Venne meno all’ultimo Ravanelli colpito da febbre alta e sostituito da Chiesa.[29] La Nazionale perse nel frattempo anche Peruzzi (stop di quattro settimane per un infortunio): in porta tornò così Pagliuca. Con centrocampo e difesa in difficoltà (Cannavaro su Salas e Nesta su Zamorano), ci volle Baggio per strappare il pareggio.[29] Prima mandò in gol Vieri in contropiede dopo appena 10 minuti e, dopo il sorpasso dei cileni che segnarono due volte con Salas, si procurò e realizzò il rigore (dubbio) del pareggio a pochi minuti dal termine (2-2).[29]

Nella seconda partita a Montpellier, ancora Baggio in campo contro il Camerun.[29] Vittoria larga ma match durissimo.[29] Il terzino Njanka entrò duro molte volte su Baggio fino a farlo uscire zoppicante così nel secondo tempo entrò Del Piero al suo posto.[29] L’altro difensore Kalla falciò Di Biagio trasportato fuori campo in barella (espulso l’africano alla fine del primo tempo).[29] Una doppietta di Vieri nell’ultimo quarto d’ora (il secondo gol in combinazione con Del Piero) seguì alla rete di Di Biagio, con un colpo di testa su corner battuto da Baggio, nella prima parte della gara.[29]

Nella terza partita, giocata nel nuovo stadio di Saint-Denis, l’Italia perse Nesta per un grave infortunio ma sconfisse l’Austria (2-1).[29] Il difensore, cadendo dopo uno scontro con Pfeifenberger, riportò una grave lesione al ginocchio destro che lo avrebbe tenuto a riposo per nove mesi.[29] L’ex capitano Bergomi, tornato in Nazionale dopo sette anni e reduce da un’ottima annata con l’Inter, prese il suo posto.[29] La novità fu che giocò dall’inizio Del Piero. Si disse che lo sponsor personale del giocatore (Adidas) ne pretendesse la presenza in squadra dopo avergli dedicato una pubblicità con una grande foto e la scritta: “Un uomo solo può impedirgli di segnare: Cesare Maldini”.[29][30] Nella partita contro l’Austria, Del Piero diede a Vieri il pallone della prima rete battendo una punizione che il centravanti deviò di testa in porta.[29] A venti minuti dalla fine, Maldini lo sostituì ancora con Baggio che raddoppiò dopo una triangolazione con Inzaghi chiudendo il match.[29] Al 90′ il gol della bandiera austriaca su rigore.[29]

Agli ottavi al Velodrome ci fu la partita con la Norvegia, Vieri siglò in contropiede personale la sua quinta rete e portò gli azzurri ai quarti.[31]

A Parigi il 3 luglio andò in scena l’incontro dei quarti di finale più voluto e temuto, quello contro i transalpini padroni di casa della Francia: poche occasioni per parte e nemmeno i supplementari servirono a smuovere il risultato, che rimase sullo 0-0.[32] Ai rigori gli azzurri persero 4-3; è la terza volta in tre edizioni consecutive dei mondiali.[32] L’errore decisivo fu di Di Biagio, che vide il suo tiro stamparsi sulla traversa; in precedenza sbagliò anche Albertini.[32] Maldini fu criticato per la pochezza del gioco azzurro e anche per le mancate convocazioni di due giocatori decisivi nelle qualificazioni: Zola, che siglò il gol-partita con l’Inghilterra a Wembley e Casiraghi che segnò il gol-partita nello spareggio con la Russia.[32] Dopo il torneo Maldini si dimise dall’incarico di CT.[32]

Coppa del Mondo FIFA 1998
1 Toldo, 2 Bergomi, 3 P. Maldini, 4 Cannavaro, 5 Costacurta, 6 Nesta, 7 Pessotto, 8 Torricelli, 9 Albertini, 10 Del Piero, 11 D. Baggio, 12 Pagliuca, 13 Cois, 14 Di Biagio, 15 Di Livio, 16 Di Matteo, 17 Moriero, 18 R. Baggio, 19 Inzaghi, 20 Chiesa, 21 Vieri, 22 Buffon, CT: C. Maldini

Dino Zoff (1998-2000)

Del Piero e Totti durante la finale dell’Europeo 2000.

Il secondo posto agli Europei 2000

Dopo l’eliminazione dai Mondiali, gli azzurri ripresero la propria attività con le qualificazioni per l’Europeo 2000 ottenendo due vittorie con Galles[33] eSvizzera.[34] Nelle ultime cinque gare fu ottenuta una sola vittoria, utile comunque a garantire la presenza nella fase finale nonostante la sconfitta in rimonta con la Danimarca (da 2-0 a 2-3).[35] La prima apparizione dopo la fine delle eliminatorie fu in amichevole a Lecce: contro il Belgio (paese ospitante) un’Italia in formazione largamente sperimentale perse 1-3.[36][37]

Oltre che dal Belgio, il torneo fu ospitato anche dai Paesi Bassi: per la prima volta, i campionati europei vennero organizzati congiuntamente da due stati. L’Italia vinse il suo girone a punteggio pieno: 2-1 alla Turchia, 2-0 ai “Diavoli Rossi” e 2-1 alla Svezia. Soltanto nei gironi dei Mondiali 1978 e 1990, la squadra azzurra aveva ottenuto 3 vittorie su 3. L’avversario dei quarti fu la Romania, sconfitta per 2-0.[38] In semifinale, gli azzurri trovarono i Paesi Bassi.[39]

Francia e Italia schierate in campo prima del fischio d’inizio della finale.

Dopo mezz’ora di gioco l’Italia rimase in dieci, per l’espulsione di Zambrotta, subendo un rigore: Toldo parò la conclusione di De Boer.[39] Nella ripresa gli “Oranje” fallirono un altro tiro dagli undici metri, con Kluivert che colpì il palo.[39] Il punteggio di 0-0 persistette anche nei supplementari, con la qualificazione decisa dai rigori.[39] L’Italia riuscì ad interrompere la “tradizione” negativa dal dischetto, grazie anche alla trasformazione di Totti con un “cucchiaio”[39], ed entrare in finale.

L’incontro di Rotterdam del 2 luglio mise di fronte agli azzurri ancora la Francia, giunta alla seconda finale della sua storia. All’inizio del secondo tempo Delvecchio sbloccò il punteggio, ma dopo aver fallito alcune occasioni per il raddoppio, i transalpini trovarono il pareggio nel recupero dei tempi regolamentari: l’autore del gol fu Wiltord. La gara venne poi decisa dal golden goal di Trezeguet, che consegnò alla sua squadra anche il titolo continentale. Il giorno successivo, Zoff rassegnò le dimissioni in seguito alle critiche ricevute dall’allora leader dell’opposizione Berlusconi.[40]

Campionato d’Europa UEFA 2000
1 Abbiati, 2 Ferrara, 3 Maldini, 4 Albertini, 5 Cannavaro, 6 Negro, 7 Di Livio, 8 Conte, 9 Inzaghi, 10 Del Piero, 11 Pessotto, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Ambrosini, 17 Zambrotta, 18 Fiore, 19 Montella, 20 Totti, 21 Delvecchio, 22 Antonioli, CT: Zoff

Anni duemila

Giovanni Trapattoni (2000-2004)

Il successore di Zoff fu Giovanni Trapattoni, l’allenatore più titolato nella storia del calcio tricolore.[41][42] Nelle qualificazioni ai Mondiali 2002 (la cui assegnazione interessò per la prima volta due stati congiunti, il Giappone e la Corea del Sud) l’Italia ebbe vita facile in un girone con squadre dell’est europeo[43][44]: sei delle otto partite furono vinte.[45] Nel novembre 2001 l’Italia pareggiò per 1-1 un’amichevole con i nipponici, organizzata in vista dell’evento iridato.[46] Gli altri incontri precedenti la fase finale diedero risultati altalenanti, come la vittoria a Leeds sull’Inghilterra[47] e la sconfitta a Praga per mano dei cechi.[48]

Mondiali 2002: una nuova Corea

Nella fase a gironi gli avversari erano l’esordiente Ecuador, la Croazia (giunta terza nell’ultimo Mondiale) e il Messico.[42] La gara di esordio fu a Sapporo, contro i sudamericani: una doppietta di Vieri decise il risultato già nella prima mezz’ora di gioco.[42] Nell’altra partita, a Niigata, il Messico superò la Croazia per 1-0.[42]

Il secondo incontro degli azzurri fu contro una Croazia lontana parente della squadra rivelazione del Mondiale di Francia.[42] Vieri segnò all’inizio del secondo tempo, ma il fischietto inglese Graham Poll vide un fuorigioco che in realtà non ci fu ed annullò il gol; il centravanti nerazzurro, però, si ripetette dopo pochi minuti, e portò in vantaggio gli azzurri.[42] Ma in tre minuti la Croazia segnò prima con Olić e poi con un gol dell’ex perugino Rapaić.[42] Totti colpì un palo su calcio di punizione; nel finale Materazzi, subentrato a Nesta per infortunio, realizzò un gol dalla difesa, sorprendendo con un lancio, non agganciato da Inzaghi, l’incerto portiere avversario ma anche questo gol venne annullato a causa di un inesistente fallo dell’attaccante rossonero.[42] L’altro match del girone, Messico-Ecuador, si chiude sul punteggio di 2-1 in favore dei messicani.[42]

Giovanni Trapattoni

L’Italia arrivò alla terza e decisiva giornata 1l 13 giugno con la consapevolezza di dover battere il Messico, capolista del girone a punteggio pieno, per passare il turno.[42] Al 34º l’attaccante messicano Jared Borgetti inventò uno dei gol più incredibili del Mondiale, segnando di testa a Gianluigi Buffon, con la palla che cambiò traiettoria prima di insaccarsi nell’angolino.[42] All’inizio del secondo tempo l’Ecuador, già eliminato, si porta in vantaggio contro la Croazia e all’85º un gol di testa di Del Piero, subentrato da poco a Totti, regalò la qualificazione all’Italia per gli ottavi di finale insieme al Messico, vincitore del gruppo.[42] Da segnalare, nella gara col Messico, anche un terzo gol regolare annullato alla Nazionale italiana.[42][49]

A Daejon il 18 giugno l’Italia, trovò i padroni di casa della Corea del Sud.[50] I giornali locali diedero per sicuro il passaggio del turno dei padroni di casa e durante la partita i tifosi coreani esibirono lo slogan “Again 1966!”, a ricordo dell’1-0 rifilato dalla Corea del Nord agli azzurri, nel Mondiale inglese di quell’anno.[50] Già al quarto minuto di gioco, l’Italia rischiò di andare sotto.[50] La palla filtrò nell’area di Buffon, arrivò sui piedi di Seol mandando in panico Panucci che lo strattonò: il rigore è sacrosanto e sarà l’unica decisione dell’arbitro ecuadoregno Byron Moreno non contestata dagli italiani.[50]

Sul dischetto andò Ahn, giocatore del Perugia, ma Buffon bloccò alla sua destra il rasoterra dell’attaccante.[50] Al 18′, Totti batté un calcio d’angolo dalla sinistra in mezzo per Vieri che spinse in rete di forza zittendo l’intero stadio.[50] Per qualche minuto la Corea traballò ma non cedette.[50]L’Italia era in vantaggio ma gli uomini di Guus Hiddink cominciarono a tessere la loro tela di passaggi anche se al 36′ ancora Totti mandò Tommasi davanti alla porta, ma il centrocampista fallì il sinistro del possibile raddoppio.[50] Iniziò la ripresa e la panchina azzurra si inalberò ancora al 7′, quando Kim colpì duro Del Piero.[50] Per un gesto analogo, alla fine del primo parziale, Coco rimediò un taglio al sopracciglio che lo costrinse a proseguire con un turbante.[50] La Corea sbatté contro il muro italiano ma l’Italia non affondò più.[50] Trapattoni anzi tolse Del Piero inserendo il centrocampista Gattuso.[50] Dall’altra parte Hiddink si giocò tutto e mandò in campo un attaccante, Hwang.[50] Intorno alla mezz’ora gli azzurri si costruirono altri motivi di rimpianto.[50] Al 28′ Zanetti lanciò Vieri, il bomber neutralizzò W. Lee con una finta ma calciò fuori.[50]

In due minuti né Gattuso né Vieri riuscirono a dare il colpo del ko.[50] A due minuti dalla fine arrivò il pareggio firmato da Seol, nato da cross sul quale Iuliano saltò a vuoto ePanucci rinviò male facendo carambolare la palla addosso al sudcoreano.[50] L’occasione del 2-1 per l’Italia arrivò due minuti più tardi con Vieri ma il bomber da due passi in scivolata sbagliò un facile tocco in rete.[50] Iniziarono così i tempi supplementari. Partì forte la Corea, ma l’Italia prese coraggio.[50] Al 13′ Totti prese campo e allargò sulla destra, ma gli tolsero la palla dai piedi.[50] Il romanista cadde a terra, Byron Moreno arrivò trafelato e invece di indicare il dischetto estrasse il secondo cartellino giallo per il romanista.[50]L’Italia è in dieci e nel secondo parziale Vieri spedì Tommasi in gol ma l’arbitro vide un fuorigioco inesistente.[50] Al minuto 11, quando la Corea manovrò con calma di fronte ad una squadra stanca e demoralizzata, Y. Lee crossò in area, Ahn ha tutto il tempo di prendere la mira, saltare su capitan Maldini per il suo golden gol.[50] Finì qui l’avventura azzurra così come terminò qui la carriera in azzurro di Paolo Maldini, dopo 126 gare diventando il primatista nella classifica delle presenze in Nazionale (verrà superato in seguito da Fabio Cannavaro e da Gianluigi Buffon).

Coppa del Mondo FIFA 2002
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Maldini, 4 Coco, 5 Cannavaro, 6 Zanetti, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Inzaghi, 10 Totti, 11 Doni, 12 Abbiati, 13 Nesta, 14 Di Biagio, 15 Iuliano, 16 Di Livio, 17 Tommasi, 18 Delvecchio, 19 Zambrotta, 20 Montella, 21 Vieri, 22 Toldo, 23 Materazzi, CT: Trapattoni

Europei 2004

Nonostante la prematura eliminazione, Trapattoni venne confermato sulla panchina azzurra.[51] Il successivo impegno furono le qualificazioni per l’Europeo 2004, di cui il Portogallo sarebbe stato la nazione ospitante. Dopo qualche incertezza iniziale,[52][53][54] la squadra reagì ottenendo l’accesso alla fase finale con una gara di anticipo.[55] In questo periodo, che segnò tra l’altro l’esordio di Cassano[56] e l’addio di Roberto Baggio (in onore del quale fu organizzata un’amichevole con la Spagna)[57], l’Italia ben figurò battendo anche il Portogallo (in due occasioni) e la Germania.[58] L’ultima gara prima della rassegna continentale vide un netto successo, per 4-0, contro la Tunisia (incontrata per la prima volta in gare ufficiali).[59]

A dispetto dei segnali promettenti, gli Europei riservarono un’ulteriore delusione.[60] L’Italia pareggiò i primi due incontri con Danimarca e Svezia, battendo infine la Bulgaria.[61]Con 5 punti in classifica si ritrovò alla pari con le due scandinave, qualificate però dal 2-2 nello scontro diretto: su tale risultato, utile appunto per causare l’eliminazione italiana, si concentrarono sospetti e accuse di combine[62], peraltro mai provati.

Campionato d’Europa UEFA 2004
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Oddo, 4 Zanetti, 5 Cannavaro, 6 Ferrari, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Vieri, 10 Totti, 11 Corradi, 12 Toldo, 13 Nesta, 14 Fiore, 15 Favalli, 16 Camoranesi, 17 Di Vaio, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Peruzzi, 23 Materazzi, CT: Trapattoni

Marcello Lippi e il quarto titolo mondiale (2004-2006)

Marcello Lippi guidò la Nazionale nei bienni 2004-2006 e 2008-2010

Il biennio 2004-2006, gestito da Marcello Lippi, è stato quello più ricco di soddisfazioni dai tempi di Enzo Bearzot. Giunto a rimpiazzare Trapattoni,[63]Lippi esordì il 18 agosto 2004 perdendo 2-0 in amichevole a Reykjavík contro l’Islanda.[64] L’Italia poi condusse e vinse con autorevolezza il girone di qualificazione per il diciottesimo campionato del mondo che si sarebbe svolto in Germania, decisiva la vittoria contro la Slovenia, che permise agli azzurri di qualificarsi con un turno d’anticipo.[65] Ai nastri di partenza la maggior parte degli Italiani, anche a causa dello scandalo di Calciopoli, temeva che sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, vincere il Mondiale. Lo stesso Lippi, con un figlio procuratore al soldo di una società rimasta implicata nello scandalo[66], non fu esente da critiche, ma rimase al suo posto per tutta la durata del torneo.

Prima del Mondiale, l’Italia giocò due partite amichevoli prestigiose, battendo i Paesi Bassi per 3-1 ad Amsterdam[67] e la Germania per 4-1 aFirenze.[68]

Mondiali 2006: il trionfo di Berlino

« È finita, è finita, è finita, è finita… il cielo è azzurro sopra Berlino! Siamo Campioni del Mondo! »
(Marco Civoli)

Marco Materazzi emerse a sorpresa tra i migliori marcatori azzurri ai vittoriosi Mondiali di Germania, con 2 reti compresa quella nella finale di Berlino.

Il sorteggio mondiale mise gli azzurri di fronte a Ghana, Stati Uniti e Rep. Ceca. L’esordio,il 12 giugno, fu positivo, con un 2-0 ottenuto contro un Ghana pimpante, grazie alle reti di Pirlo e Iaquinta.[69] Il successivo 1-1 contro gli Stati Uniti il 17 con rete di Gilardino ed autogol di Zaccardo[70] (partita nella quale fu espulso De Rossi per una gomitata a McBride, che gli costò 4 turni di squalifica, tornando disponibile solo per l’eventuale finale[71]) attenuò l’entusiasmo, ma bastò battere il 22 la Repubblica Ceca di Pavel Nedvěd per 2-0 nella gara decisiva (gol di Materazzi e Inzaghi) per guadagnare la qualificazione alla seconda fase del torneo.[72] Nel corso della sfida con i cechi ci fu l’infortunio a Nesta(sostituito poi da Materazzi), che confermò la sua personale “maledizione” nelle fasi finali dei Mondiali (capitò infatti lo stesso anche in Francia ’98 eCorea-Giappone 2002).[73]

Agli ottavi di finale il 25 giugno l’Italia si trovò di fronte l’Australia guidata da Guus Hiddink, colui che quattro anni prima aveva eliminato l’Italia con la Corea del Sud. Dopo un primo tempo a reti inviolate, all’inizio della ripresa l’espulsione di Materazzi fece temere il peggio, ma un rigore di Totti, “conquistato” da Grosso al 93º minuto, decise il risultato e diede i quarti di finale all’Italia in extremis, dopo una gara sofferta.[74] Nei quarti di finale,il 30 giugno, una modesta Ucraina guidata da Andriy Shevchenko mise in difficoltà gli azzurri, che dopo aver sbloccato subito il risultato con Zambrotta ebbero non poche difficoltà. Alla fine Toni realizzò una doppietta che chiuse una partita combattutissima. L’Italia vinse infine per 3-0 e approdò in semifinale.[75] La vittoria fu dedicata a Gianluca Pessotto, ex-calciatore della Juventus e della Nazionale, che tentò il suicidio alla vigilia del match.[76]

Fabio Grosso fu tra i maggiori protagonisti del trionfo iridato del 2006: si procurò il penalty con l’Australia agli ottavi, siglò l’1-0 nei supplementarialla Germania in semifinale, e trasformò il decisivo rigore in finale alla Francia.

L’ostacolo tra gli azzurri e la finale fu il 4 luglio la Germania padrona di casa. Nessuna delle due squadre riuscì a prevalere nel corso dei 90 minuti, si andò quindi ai supplementari, dove in una partita diventata tutta d’un tratto spettacolare, a fare la differenza fu l’Italia, che più tonica rispetto ai tedeschi, prese due legni con Gilardino e Zambrotta all’inizio del primo tempo supplementare e passò in vantaggio al 119º minuto con una rete segnata dal terzino Fabio Grosso su assist di Pirlo. Arrivò poco dopo anche il 2-0 firmato da Del Piero, su assist di Gilardino. L’Italia diventò la prima squadra a battere la Germania nel Westfalestadion (Dortmund), il più grande stadio tedesco, e conquistò la sua sesta finale mondiale.[77][78]

Nell’ultima sfida l’Italia si ritrovò di fronte alla Francia il 9 luglio . L’incontro terminò 1-1 dopo 120 minuti (rigore dopo pochi minuti di Zidane, pareggio diMaterazzi poco dopo) di partita sofferta, equamente condotta, a sprazzi, da entrambe le parti per la prima ora di gioco, ma giocata meglio dai francesi dal corso del secondo tempo in poi. Nei supplementari Zidane mise fine alla sua grande carriera nel peggior modo possibile, colpendo in petto Materazzi, che lo aveva provocato verbalmente, con una testata e facendosi espellere.[79][80]

La sequenza dei rigori vide la Nazionale italiana a segno con tutti e cinque i suoi calciatori. Mai prima di allora aveva realizzato una serie completa senza errori (nell’ordine: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso). Per i francesi, Wiltord, Abidal e Sagnol segnarono, mentre Trezeguet, colui che aveva segnato il decisivo golden gol nella finale degli Europei del 2000, colpì la traversa e con il suo errore condannò la Francia. L’Italia fu quindi incoronata campione del mondo per la quarta volta, scatenando la gioia di milioni di italiani, 24 anni dopo il successo in terra spagnola e nello stesso stadio dove settant’anni prima aveva vinto la finale olimpica del 1936.[81] Lippi non aveva, comunque, dimenticato le polemiche della vigilia e, durante la prima conferenza stampa ufficiale al rientro in Italia, rassegnò le sue dimissioni tra lo stupore generale.[82] Il Mondiale 2006 segnò anche gli addii dalla Nazionale di due bandiere come Francesco Totti ed Alessandro Nesta.[83][84]

Festa italiana al Circo Massimo il 10 luglio 2006, dopo la quarta vittoria mondiale degli azzurri.

Il 14 luglio 2006, a ricordo della vittoria mondiale, il governo italiano comunicò la realizzazione di unfrancobollo commemorativo dell’evento a cura di Poste Italiane.[85] Inoltre fu fatta coniare anche una moneta commemorativa in argento del valore nominale di 5 euro a cura dell’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato. A fine anno il capitano Fabio Cannavaro, tra i protagonisti del successo di Berlino, vinse il Pallone d’oro (davanti al compagno azzurro Gianluigi Buffon) ed il FIFA World Player.[86]

Coppa del Mondo FIFA 2006
1 Buffon, 2 Zaccardo, 3 Grosso, 4 De Rossi, 5 Cannavaro, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 Totti, 11 Gilardino, 12 Peruzzi, 13 Nesta, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Barone, 18 Inzaghi, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Oddo, 23 Materazzi, CT: Lippi

Roberto Donadoni (2006-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le dimissioni di Marcello Lippi, Roberto Donadoni, già calciatore di Atalanta e Milan e allenatore del Livorno fino al febbraio 2006, venne nominato commissario tecnico della Nazionale.[87] La prima partita diretta da Donadoni, un’amichevole giocata proprio allo Stadio Armando Picchi di Livorno contro la Croazia, finì 2-0 per la squadra ospite. Nell’occasione venne schierata una formazione largamente sperimentale, totalmente priva degli elementi che avevano vinto il campionato del mondo[88]. Prima di Donadoni gli altri CT italiani che avevano perso all’esordio in panchina erano stati Pozzo, Bearzot e Lippi, cioè gli artefici dei quattro trionfi della Nazionale italiana ai Mondiali.

Roberto Donadoni, allenatore dell’Italia dal 2006 al 2008. Da giocatore, ha vestito a lungo la maglia azzurra, partecipando a due campionati europei (1988 e1996) e due campionati mondiali (1990 e 1994)

Il 2 settembre 2006 cominciarono le gare di qualificazione al campionato d’Europa 2008. L’inizio non fu positivo: a Napoli gli azzurri pareggiarono per 1-1 con la Lituania[89] e poi persero a Parigi per 3-1 contro la Francia, a quasi due mesi dalla finale del Mondiale.[90] Dai turni successivi, però, giunsero le prime soddisfazioni con Ucraina (2-0 a Roma) e Georgia (1-3 a Tbilisi), seguite dalle vittorie contro Scozia (2-0 a Bari), Fær Øer (1-2 aTórshavn) e Lituania (0-2 a Kaunas).

Nell’agosto del 2007, l’Italia venne sconfitta in un’amichevole per 3-1 a Budapest dall’Ungheria.[91] Tornando alle gare di qualificazione, l’8 settembre 2007 la sfida contro la Francia allo Stadio Meazza finì 0-0[92], ma subito dopo l’Italia continuò la sua serie di successi sconfiggendo Ucraina (1-2 a Kiev)[93] e Georgia (2-0 a Genova).[94]

Il 17 novembre 2007, grazie alla vittoria per 2-1 contro la Scozia a Glasgow, dove non aveva mai vinto, la Nazionale azzurra si qualificò per gli Europei 2008 con un turno d’anticipo.[95] La vittoria per 3-1 sulle Isole Fær Øer a Modena risultò ininfluente per la qualificazione; l’Italia chiuse al comando del girone, davanti ai francesi.[96] Prima della fase finale degli europei, gli azzurri disputarono tre amichevoli, la prima vinta 3-1 sul Portogallo[97], poi una sconfitta per 1-0 in casa della Spagna[98] ed infine pochi giorni prima della partenza per Austria e Svizzera vittoria per 3-1 contro il Belgio.[99]

Euro 2008

L’Italia, inserita dall’UEFA in seconda fascia, venne sorteggiata nel girone di ferro di Euro 2008, con Paesi Bassi, Romania e Francia.[100] L’avvio non fu positivo: l’infortunio nel primo giorno di allenamento del capitano azzurro Fabio Cannavaro costrinse il CT a convocare al suo posto un altro difensore, Alessandro Gamberini[101]. Il nuovo capitano ufficiale della competizione fu Alessandro Del Piero a patto che giocasse titolare, altrimenti la fascia passava a Gianluigi Buffon.[102]

Alessandro Del Piero, capitano dell’Italia a Euro 2008; dopo tale competizione il fantasista giocò le sue ultime partite in azzurro, concludendo l’esperienza in nazionale con 27 reti (a pari merito con Roberto Baggio) e 91 presenze.

La squadra perse a Berna la partita d’esordio contro gli olandesi allenati da Van Basten (prima sconfitta con gli olandesi dopo trent’anni[103]), subendo ben tre reti senza segnarne neanche una, divenendo protagonista di una prestazione molto opaca. Già dal giorno dopo, la stessa conduzione di Donadoni fu messa pesantemente in discussione dalla stampa[103], che invocava cambi nella formazione titolare. Nella seconda partita contro rumeni l’Italia non andò oltre l’1-1 (vantaggio di Mutu e pareggio di Panucci), con un gol annullato a Toni e un rigore di Mutu parato da Buffon nel finale, salvando di fatto gli azzurri da una clamorosa e prematura eliminazione.[104] Nella terza partita, martedì 17 giugno, gara decisiva, l’Italia batté i francesi 2-0 a Zurigo con reti di Pirlo, su rigore, e De Rossi, su punizione deviata da Henry (erano trent’anni che gli azzurri non vincevano sulla Francia nei 90′ regolamentari, esattamente dal Mondiale del ’78), qualificandosi ai quarti (beneficiando della sconfitta della Romania per 2-0 contro i Paesi Bassi già qualificati).[105]

Nell’ultimo quarto di finale del torneo, che venne disputato a Vienna domenica 22 giugno, l’Italia pareggiò 0-0 dopo i tempi supplementari contro laSpagna, poi campione, e venne eliminata perdendo per 4-2 ai calci di rigore. Decisive risultarono le parate di Iker Casillas sui tiri di De Rossi e Di Natale, mentre gli spagnoli fallirono un solo tiro, quello di Daniel Güiza, parato da Buffon. In ogni caso la Nazionale spagnola aveva tenuto il pallino del gioco per tutta la partita.[106]

Campionato d’Europa UEFA 2008
1 Buffon, 2 Panucci, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Gamberini, 6 Barzagli, 7 Del Piero, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Di Natale, 12 Borriello, 13 Ambrosini, 14 Amelia, 15 Quagliarella, 16 Camoranesi, 17 De Sanctis, 18 Cassano, 19 Zambrotta, 20 Perrotta, 21 Pirlo, 22 Aquilani, 23 Materazzi, CT: Donadoni

Il Lippi-bis e la doppia disfatta sudafricana (2008-2010)

Il 26 giugno 2008[107] Roberto Donadoni venne esonerato tramite una clausola rescissoria secondo cui se il CT non fosse arrivato almeno alle semifinali degli Europei 2008, laFIGC sarebbe stata autorizzata a sollevarlo dal suo incarico[108]. L’eventualità si verificò e lo stesso giorno la Federcalcio ufficializza il ritorno di Lippi[107], che tornò a guidare la Nazionale italiana in vista della FIFA Confederations Cup 2009 e del campionato del mondo 2010, in programma in Sudafrica.

Il secondo debutto di Lippi sulla panchina azzurra avvenne il 20 agosto contro l’Austria a Nizza (2-2 il risultato finale, dopo un doppio svantaggio).[109]

Nelle qualificazioni per i Mondiali l’Italia venne inserita in un gruppo abbastanza agevole: gli azzurri pescarono Irlanda, Bulgaria, Cipro, Montenegro e Georgia.[110]

L’inizio non fu brillante: a Larnaca furono solo la doppietta di Di Natale e le prodezze di Gigi Buffon a regalare la vittoria contro i modesti ciprioti.[111] Nemmeno l’impegno successivo ad Udine contro i georgiani fu entusiasmante, gli azzurri vinsero 2-0 (doppietta di De Rossi) ma faticarono contro un avversario di gran lunga inferiore.[112] Dopo un pari in Bulgaria[113] e una vittoria contro i montenegrini a Lecce[114], gli azzurri disputarono ad Atene un’amichevole contro la Grecia, pareggiata per 1-1 grazie ad una rete di Toni che tornò a segnare dopo mesi di digiuno da gol in Nazionale, dove Lippi conquistò il record assoluto di 32 risultati utili consecutivi con la Nazionale, superando Vittorio Pozzo[115]; imbattibilità che venne persa il 10 febbraio 2009, subendo una sconfitta per 2-0 in amichevole dal Brasile a Londra.[116]

La speciale divisa utilizzata dall’Italia nellaConfederations 2009, ispirata alle maglie azzurre degli anni trenta

Il 28 marzo 2009, la gara di ritorno contro il Montenegro a Podgorica fu vinta per 2-0, nella quale tra l’altro ci fu l’esordio con gol di Pazzini, letteralmente rinato con la maglia della Sampdoria.[117] Il 1º aprile andò in scena a Bari lo scontro diretto con l’Irlanda allenata dall’ex ct azzurro Giovanni Trapattoni. Pazzini venne espulso dopo neanche un minuto, Iaquinta portò avanti gli azzurri dopo 10 minuti, ma poco prima del 90′ gli irlandesi pareggiarono con Robbie Keane e costrinsero l’Italia a rimandare i festeggiamenti per la qualificazione.[118]

Confederations Cup 2009

Nel mese di giugno del 2009, la Nazionale esordì in una competizione che non l’aveva mai vista protagonista, la Confederations Cup che si svolse in Sudafrica. La partita d’esordio a Johannesburg contro gli Stati Uniti venne vinta dagli azzurri per 3-1 in rimonta con una doppietta di Giuseppe Rossi, all’esordio in una fase finale con la Nazionale, ed un gol di Daniele De Rossi.[119] Il passo falso arrivò però nella seconda giornata,il 18 giugno, con una imprevista sconfitta di misura (1-0) contro l’Egitto, che mise a rischio la qualificazione degli azzurri alle semifinali.[120] Le speranze italiane vennero riposte nell’ultimo incontro col Brasile. Tuttavia, la squadra azzurra disputò una brutta partita e perse 3-0. Tenendo testa ai brasiliani solo nella prima mezzora, l’Italia crollò alla fine del primo tempo, subendo tutti e tre i gol col quale si concluse il match; nella ripresa, nonostante bastasse una sola rete per passare il turno, gli azzurri (in maglia celeste per l’occasione) non riuscirono a pungere e i brasiliani controllarono il resto della gara. Quella che doveva essere la partita della svolta si trasformò in una disfatta. La squadra azzurra non subiva 3 reti nel primo tempo dal lontano 1957, contro la Jugoslavia. Perfino alcuni giocatori dello stesso Brasile furono stupiti della scarsa prestazione degli azzurri, dai quali ci si aspettava senza dubbio qualcosa di meglio.[121][122]

L’attenzione si spostò quindi su una possibile rivincita a Sudafrica 2010, che invece si rivelerà essere il peggior Mondiale in assoluto disputato dalla Nazionale italiana.

FIFA Confederations Cup 2009
1 Buffon, 2 Santon, 3 Grosso, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 6 Legrottaglie, 7 Pepe, 8 Gattuso, 9 Toni, 10 De Rossi, 11 Gilardino, 12 De Sanctis, 13 Gamberini, 14 Amelia, 15 Iaquinta, 16 Camoranesi, 17 Rossi, 18 Palombo, 19 Zambrotta, 20 Montolivo, 21 Pirlo, 22 Dossena, 23 Quagliarella, CT: Lippi

Dopo la pessima Confederations Cup, l’Italia vinse in Georgia solo grazie a due autoreti del difensore del Milan Kaladze. Poi, gli azzurri convinsero a Torino dove superarono 2-0 la Bulgaria (reti di Grosso e Iaquinta) e il 10 ottobre, in seguito al 2-2 ottenuto a Dublino (Camoranesi e Gilardino in gol) contro l’Irlanda, gli azzurri staccarono il biglietto per ilSudafrica.[123] L’Italia chiuse battendo 3-2 Cipro a Parma, con tripletta di Gilardino.[124]

Mondiali 2010: il “naufragio” azzurro

Il Mondiale sudafricano iniziò nel segno delle contestate convocazioni fatte da Lippi, che escluse alcuni talenti, in primis Cassano e Balotelli, per far posto a molti calciatori reduci da una stagione poco brillante nei rispettivi club, affidandosi in pratica a diversi elementi della “vecchia guardia” artefice della vittoria mondiale di quattro anni prima (come d’altronde era già capitato in passato nella storia della Nazionale).[125][126] Le amichevoli pre-Mondiale a Bruxelles contro il Messico (sconfitta per 2-1)[127] e a Losanna contro laSvizzera (pareggio per 1-1) non diedero segnali incoraggianti.[128]

Gli azzurri schierati in campo per l’esecuzione dell’inno nazionale, prima dell’esordio ai Mondiali 2010 contro il Paraguay.

Il girone mondiale, sorteggiato a Durban il 4 dicembre 2009, risultò essere molto favorevole per la squadra campione del mondo in carica: nel gruppo F infatti uscirono come avversari degli azzurri Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.[129]

L’esordio nel primo Mondiale giocato in Africa avvenne il 14 giugno a Città del Capo contro il Paraguay. Nel finale di primo tempo passarono in vantaggio i sudamericani, con un gol di Alcaraz di testa su calcio di punizione; nella ripresa arrivò il pareggio di De Rossi, che depositò la palla in rete dopo uno svarione del portiere paraguayano Villar su un calcio d’angolo per l’1-1 finale.[130]

Nella seconda gara, il 20 giugno a Nelspruit contro i neozelandesi, gli azzurri passarono di nuovo in svantaggio, questa volta a pochi minuti dal fischio iniziale, con un gol di Smeltz che, in posizione dubbia e con un errore difensivo di Cannavaro, superò Marchetti (sostituto di Buffon, infortunatosi dopo la prima partita). Nel corso del primo tempo Montolivo colpì un palo interno con un tiro dalla distanza, tre minuti dopo pareggiò Iaquinta su un rigore discutibile guadagnato da De Rossi. Nella ripresa l’Italia attaccò in modo sterile contro una Nuova Zelanda che in contropiede rischiò nuovamente di portarsi avanti, non riuscendo ad andare in gol, nonostante la spinta di campioni del mondo come Gilardino (sostituito a inizio secondo tempo), Camoranesi (subentrato) e Zambrotta e gli inneschi di Pazzini e Di Natale. Finì 1-1.[131]

Ai Mondiali sudafricaniFabio Cannavaro chiuse la sua carriera in maglia azzurra col primato assoluto di 79 presenze con la fascia di capitano

A questo punto dopo il secondo pareggio consecutivo, all’Italia poteva bastare non perdere contro la Slovacchia di Marek Hamšík per qualificarsi, seppur come seconda, agli ottavi nelle sfida decisiva di Johannesburg del 24 giugno. Ciò nonostante gli azzurri campioni del mondo vennero sconfitti dalla Nazionale slovacca per 3-2 in una gara combattuta. Partita iniziata con Gattuso titolare, l’Italia si ritrovò già in svantaggio alla fine del primo tempo su di un’azione partita da un errore a centrocampo di Montolivo, con gol di Vittek, che raddoppiò nella ripresa. L’ingresso in campo di Andrea Pirlo (all’esordio nel Mondiale, rientrato dopo un infortunio avvenuto poco prima del torneo) diede una scossa agli azzurri, che cominciarono ad attaccare, accorciando le distanze con Di Natale autore di una rete a porta vuota in tap-in. Ma subito dopo gli slovacchi trovarono il 3-1 in un’azione partita da una rimessa laterale, nella quale la difesa italiana si fece trovare impreparata. L’Italia poco dopo con Quagliarella siglò il gol della speranza, una sorta di pallonetto da fuori area sotto l’incrocio. Gli azzurri, all’arrembaggio nel finale, sprecarono all’ultimo minuto di recupero una palla gol con Pepe, per il possibile 3-3, sparando fuori da posizione favorevole una palla partita da una lunga rimessa laterale di Chiellini, spizzata in area sui piedi del giocatore bianconero. Finì così 3-2 per gli slovacchi e l’Italia venne eliminata per la sesta volta al primo turno di un Mondiale, chiudendo il girone addirittura all’ultimo posto e senza vittoria (dietro anche alla Nuova Zelanda), fatto mai accaduto prima nella storia degli Azzurri. Passarono il turno i paraguayani al primo posto, davanti alla Slovacchia).[132][133]

I motivi dell’eliminazione – oltre alla squadra troppo “vecchia”, con diversi giocatori reduci dal trionfo del 2006 ed ormai al tramonto della loro carriera, a cui Lippi non volle rinunciare – furono la mancanza di talenti puri (come il già citato Cassano) e la scarsità di giovani promettenti.[134][135] Elementi a cui vanno aggiunti gli infortuni del portiere titolare Buffon nella prima partita e la mancanza del supporto di un regista come Pirlo, che mancò nelle prime due partite causa infortunio.[136][137] La partita con la Slovacchia segnò addii importanti per la Nazionale, come Fabio Cannavaro (colui che alzò la Coppa del Mondo quattro anni prima, con il record di presenze da capitano azzurro, ben 79) e Gennaro Gattuso.[138][139] La débacle sudafricana, globalmente la peggior fase finale di un Mondiale mai giocata dall’Italia, risulta essere stato il punto più basso della storia moderna della Nazionale italiana. È la fine di un ciclo.

Il nuovo decennio

Cesare Prandelli: dalla finale europea alla delusione mondiale (2010-2014)

Cesare Prandelli, commissario tecnico dal 2010 al 2014.

Già prima del Mondiale in Sudafrica la FIGC comunica la scelta di Cesare Prandelli come successore di Lippi alla guida dell’Italia.[140] Al nuovo commissario tecnico spetta il gravoso compito di risollevare una Nazionale giunta al punto più basso della sua storia recente. Prandelli amalgama nel suo gruppo volti vecchi e nuovi come Antonio Cassano, Mario Balotelli (questi due esclusi dai Mondiali 2010), Andrea Pirlo e Daniele De Rossi.[141]

Il debutto di Prandelli avviene all’Upton Park di Londra, dove gli azzurri affrontano in amichevole la Costa d’Avorio. L’esordio non è dei migliori: gli ivoriani vincono 1-0 con una rete del difensore Kolo Touré.

Il 3 settembre 2010 cominciano le gare di qualificazione al campionato d’Europa 2012. L’inizio è positivo: a Tallinn gli azzurri vincono per 2-1 con l’Estonia in rimonta,[142] vincono a Firenze per 5-0 contro le Isole Fær Øer[143] e poi pareggiano 0-0 con l’Irlanda del Nord a Belfast. Il 12 ottobre era prevista la partita contro la Serbia allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, ma a causa delle intemperanze dei sostenitori serbi l’incontro è stato sospeso al sesto minuto del primo tempo sul risultato di 0-0,[144][145] in quella che è stata la seconda gara della Nazionale italiana ad essere sospesa, dopo la partita Austria-Italia del 21 marzo 1937 a Vienna;[146][147] il 28 ottobre seguente viene ufficializzata la vittoria dell’Italia a tavolino per 3-0.[148]

Successivamente l’Italia affronta due amichevoli: la prima, il 17 novembre 2010, è con la Romania che termina con il risultato di 1-1 dopo 90 minuti piovosi e senza pubblico;[149] la seconda è l’amichevole del 9 febbraio 2011 contro la Germania, terminata anche questa con il risultato di 1-1.[150] Il match con la Germania è anche il primo a vedere Gianluigi Buffon come nuovo capitano della squadra.

Gianluigi Buffon, capitano azzurro dal 2011 e primatista assoluto di presenze in Nazionale

Nel mese di marzo gli azzurri affrontano una gara valida per la qualificazione a Euro 2012, ed un’amichevole, vincendole entrambe: il 25 marzo ottengono un successo in casa della Slovenia per 1-0, partita valida come qualificazione,[151] bissato poi dalla vittoria contro l’Ucraina per 2-0 quattro giorni dopo in amichevole, sempre fuori casa.[152] Il 3 giugno l’Italia batte nuovamente l’Estonia per 3-0.[153]

Intanto, il 10 agosto allo Stadio San Nicola di Bari l’Italia batte 2-1 in amichevole la Spagna, detentrice del titolo mondiale ed europeo (reti azzurre diMontolivo e Aquilani).[154] Le partite del 2 e 6 settembre 2011, rispettivamente contro le Isole Fær Øer (in trasferta) e la Slovenia (a Firenze), sono l’ultimo atto della qualificazione aritmetica a Euro 2012: l’Italia, infatti, le supera entrambe per 1-0 conquistando sei punti, con la certezza di non poter più essere superata dalla Serbia e dunque ottenendo la qualificazione con 180′ di anticipo. È un risultato storico: mai la Nazionale aveva ottenuto una qualificazione così in anticipo,[155][156] oltretutto con 22 punti in otto partite.[157] Il record viene migliorato con le ultime due sfide: la penultima giornata è il secondo pareggio del minitorneo, 1-1 contro la Serbia, mentre nell’ultima giornata l’Italia batte l’Irlanda del Nord per 3-0 chiudendo con 26 punti.[158] Con soli 2 gol subiti, quella azzurra è stata la miglior difesa di tutti i gironi di qualificazione.[159]

Euro 2012

Mario Balotelli: con 3 reti all’Europeo 2012, diviene il primo calciatore azzurro a vincere la classifica marcatori del torneo continentale.

Il sorteggio degli Europei 2012 inserisce l’Italia nel girone C con la Spagna (detentrice dei titoli europeo e mondiale), la Croazia e l’Irlanda. La preparazione all’evento non è delle migliori: già privata dell’infortunato Giuseppe Rossi, attaccante di riferimento dell’undici azzurro, a pochi giorni dalla partenza per il torneo il caos derivato dall’ennesimo scandalo scommesse si abbatte come una mannaia sulla Nazionale, con conseguenti polemiche che minano la serenità dei calciatori. Il difensore Criscito deve lasciare la squadra a causa di un’informazione di garanzia che gli viene recapitata proprio nel ritiro di Coverciano.[160] I mass media fanno anche il nome di Bonucci, che però rimane nella rosa dei 23.[161] Come se non bastasse, delle due amichevoli di preparazione all’Europeo, la prima contro il Lussemburgo viene annullata a causa del terremoto dell’Emilia,[162] mentre la seconda vede la Nazionale incassare un secco 0-3 dalla Russia.[163]

Il difficile esordio nella manifestazione continentale è contro gli spagnoli. L’Italia scende in campo grintosa e sicura, strappando un meritato pareggio; dopo essere passati in vantaggio con un gol di Di Natale, gli azzurri vengono subito raggiunti da Fàbregas.[164] Anche la seconda uscita, con la Croazia, si chiude con un pareggio, ma se il primo era stato visto come un risultato positivo, altrettanto non si può dire del secondo; andati in vantaggio prima dell’intervallo con una punizione di Pirlo, a suggello di un ottimo primo tempo, nella ripresa un calo atletico fa sì che la Nazionale venga schiacciata nella sua metà campo con relativa beffa del gol del pareggio. Il cammino verso i quarti appare a questo punto complicato.[165]L’ultima giornata prevede la sfida all’Irlanda di Giovanni Trapattoni, già eliminata. La preoccupazione più grande però viene dall’altra partita del girone, Spagna-Croazia, che con un 2-2 eliminerebbero gli azzurri; torna la paura del “biscotto”, cioè l’accordo tra due squadre per ottenere un risultato comodo ad entrambe (come si era già verificato otto anni prima agli Europei 2004, dove Svezia e Danimarca eliminarono la Nazionale grazie al medesimo risultato). La cosa non si ripete: gli azzurri sbrigano, non senza qualche difficoltà, la pratica irlandese con i gol di Cassano e Balotelli, e contemporaneamente la Spagna batte nel finale la Croazia 1-0.[166] La Nazionale si qualifica così al turno successivo come seconda del suo girone.

Formazione dell’Italia scesa in campo il 1º luglio 2012, nella finale degli Europei persa 4-0 contro laSpagna.

Ai quarti di finale l’Italia pesca l’Inghilterra di Roy Hodgson,il 24 giugno. La squadra di Prandelli appare in crescita sia sul piano atletico che su quello del gioco, ben comportandosi e dominando a lungo il match, ma non riuscendo a concretizzare nessuna della tante azioni da gol create; col punteggio inchiodato sullo 0-0 dopo i supplementari, sono necessari i rigori per decidere la sfida, dove la Nazionale italiana (complici il”cucchiaio” di Pirlo e la parata di Buffon su Cole) prevale per 4-2. Questo successo vale il passaggio in semifinale, dove ad attendere l’Italia c’è la Germania,il 28 giugno.[167] I tedeschi partono coi favori del pronostico, ma gli azzurri chiudono il match già nel primo tempo grazie ad una doppietta di Balotelli (che alla fine si laureerà uno dei capicannonieri della manifestazione), vincono 2-1 e approdano in finale all’Europeo, per la terza volta nella loro storia e dopo dodici anni dall’ultima volta, trovandosi di fronte nuovamente la Spagna;[168] con la vittoria sui tedeschi, l’Italia si assicura inoltre un posto alla Confederations Cup 2013.[169] Nella finale di Kiev del 1º luglio, a differenza della sfida del girone, stavolta non c’è partita: allo Stadio Olimpico le Furie Rosse travolgono gli azzurri con un netto 0-4 e si confermano campioni d’Europa (prima squadra a riuscire nell’impresa). L’Italia paga con un passivo fin troppo pesante una prestazione sottotono, con una squadra arrivata stanca all’ultimo atto del torneo, e falcidiata dagli infortuni (con De Rossi sceso in campo non al meglio, Chiellini costretto a dare forfait già nel primo tempo, e Thiago Motta infortunatosi dopo cinque minuti dal suo ingresso, lasciando i compagni in dieci a causa della fine delle sostituzioni).[170][171] Il secondo posto conseguito dalla Nazionale di Prandelli è da considerare comunque un risultato più che positivo, per una squadra tornata competitiva ad alti livelli a soli due anni dal “naufragio” azzurro del Sudafrica.[172][173]

Campionato d’Europa UEFA 2012
1 Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Ogbonna, 5 Motta, 6 Balzaretti, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Di Natale, 12 Sirigu, 13 Giaccherini, 14 De Sanctis, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Borini, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Giovinco, 21 Pirlo, 22 Diamanti, 23 Nocerino, CT: Prandelli

Nelle qualificazioni per i Mondiali 2014 l’Italia viene inserita in un gruppo con Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta. Nella gara d’esordio, la Nazionale pareggia 2-2 coi bulgari a Sofia.[174] Nella seconda partita, gli azzurri vincono contro il Malta per 2-0.[175] Successivamente, colleziona due vittorie per 3-1, una in casa dell’Armenia[176] e l’altra al Meazza contro la Danimarca.[177]

A inizio 2013, dopo aver pareggiato per 2-2 un’amichevole contro il Brasile, ottiene un’altra vittoria in trasferta nella gara di ritorno contro Malta (2-0).

Confederations Cup 2013

Nella partita d’esordio alla Confederations Cup 2013, Andrea Pirloraggiunge le 100 presenze in maglia azzurra.

Nel mese di giugno del 2013, la Nazionale prende parte alla sua seconda Confederations Cup svoltasi in Brasile: l’Italia viene inserita nel gruppo A, assieme ai padroni di casa, al Messico e al Giappone. I due pareggi a Praga contro la Repubblica Ceca (uno 0-0), gara valida per le qualificazioni ai Mondiali,[178] e a Rio de Janeiro in amichevole contro Haiti (2-2, nella quale Emanuele Giaccherini sigla il gol più veloce della storia della nazionale italiana, dopo 19 secondi dall’inizio della gara – superando il precedente record di Salvatore Bagni del 1984),[179] non danno tuttavia segnali incoraggianti.

La partita d’esordio al rinnovato Maracanã contro la nazionale messicana viene vinta dagli azzurri per 2-1 grazie ad un gol su punizione nel primo tempo di Pirlo, alla sua 100ª presenza in Nazionale, seguito poi da quello di Balotelli alla fine del secondo tempo.[180] Nella seconda gara del girone, l’Italia affronta i giapponesi allenati dall’italiano Zaccheroni. Nella prima mezz’ora di gioco gli azzurri subiscono la pressione avversaria, andando sotto di due gol (uno di Honda su rigore, l’altro di Kagawa); solo nel finale della prima frazione, arriva la rete di De Rossi. Nel secondo tempo, l’Italia rimonta grazie all’autogol di Uchida e al penalty trasformato da Balotelli; i nipponici trovano poi nuovamente il pareggio con Okazaki, ma a pochi minuti dal termine l’Italia ottiene il definitivo 4-3 grazie alla prima marcatura in Nazionale di Giovinco. Con questa vittoria, la formazione azzurra si qualifica con un turno d’anticipo alle semifinali.[181] Nell’ultima partita a Salvador, l’Italia affronta il Brasile per il primo posto nel girone. I verdeoro passano in vantaggio con Dante nel recupero del primo tempo; al pareggio di Giaccherini ad inizio ripresa risponde subito Neymar su punizione, seguito poi dalla rete di Fred. Gli azzurri accorciano poi le distanze con Chiellini, ma il Brasile trova il quarto gol ancora con Fred: la partita si chiude 4-2 in favore dei padroni di casa, e l’Italia si qualifica così alla semifinale come seconda del suo girone.[182]

A Fortaleza, gli azzurri si ritrovano quindi davanti la Spagna (vincitrice del gruppo B), a quasi un anno di distanza dalla finale di Kiev,il 27 giugno. Costretta a rinunciare a due titolari come Abate e Balotelli per infortunio, stavolta la formazione italiana ben si comporta contro le Furie Rosse, senza però riuscire a concretizzare nessuna occasione da gol; inchiodata sullo 0-0, la partita prosegue ai supplementari ed infine ai rigori, dove la Nazionale italiana (complice l’errore di Bonucci) esce sconfitta per 7-6.[183]

Agli azzurri rimane così la finale di consolazione per il terzo posto, da giocarsi a Salvador contro l’Uruguay il 30 giugno. Nel primo tempo l’Italia passa in vantaggio con la prima rete in Nazionale di Astori, ma all’inizio della seconda frazione la Celeste pareggia con Cavani; l’Italia trova poi nuovamente il gol con un calcio di punizione trasformato da Diamanti, anch’egli alla prima marcatura in azzurro, ma poco dopo gli uruguagi raggiungono ancora una volta il pari sempre con Cavani, anch’esso su calcio piazzato. Dopo la fine dei tempi regolamentari e di quelli supplementari, la gara si conclude ai rigori dove, grazie alle tre parate di Buffon su Forlán, Cáceres e Gargano, l’Italia prevale per 3-2 sugli avversari e conquista la medaglia di bronzo, miglior risultato degli azzurri nella competizione.[184]

FIFA Confederations Cup 2013
1 Buffon, 2 Maggio, 3 Chiellini, 4 Astori, 5 De Sciglio, 6 Candreva, 7 Aquilani, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Giovinco, 11 Gilardino, 12 Sirigu, 13 Marchetti, 14 El Shaarawy, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Cerci, 18 Montolivo, 19 Bonucci, 20 Abate, 21 Pirlo, 22 Giaccherini, 23 Diamanti, CT: Prandelli

Dopo la Confederations, gli azzurri sono chiamati agli incontri decisivi per le qualificazioni al mondiale brasiliano. Nel mese di settembre gli uomini di Prandelli battono per 1-0 a Palermo la Bulgaria, con rete di Alberto Gilardino e il 10 settembre ottengono la qualificazione al torneo iridato con due turni d’anticipo grazie alla vittoria in rimonta per 2-1 sulla Repubblica Ceca a Torino (reti italiane di Chiellini e Balotelli su rigore): si tratta di un risultato storico, infatti mai gli azzurri avevano ottenuto il pass per un mondiale così in anticipo – eguagliando il primato della qualificazione a Euro 2012, anch’essa con Prandelli in panchina. Nelle ultime due gare di ottobre, l’Italia pareggia per 2-2 a Copenaghen contro la Danimarca, stesso risultato nella partita di chiusura a Napoli contro l’Armenia.

Mondiali 2014

L’Italia chiude imbattuta il suo girone di qualificazione, tuttavia la mancata vittoria contro gli armeni preclude agli azzurri il diritto alla prima fascia per i sorteggi mondiali, svoltisi il 6 dicembre 2013, dove la nazionale viene inserita nel gruppo D assieme a Uruguay, Costa Rica e Inghilterra.

Prima del debutto mondiale, l’Italia gioca alcune amichevoli sottotono, inanellando due pareggi contro Irlanda (0-0) e Lussemburgo (1-1); nel corso della sfida coi Boys in Green, Prandelli perde inoltre Montolivo, titolare designato nel centrocampo azzurro, costretto a rinunciare alla rassegna iridata per la frattura della tibia sinistra.[185][186] Nella lista definitiva dei 23 convocati per il Sudamerica, il CT esclude poi l’attaccante fiorentino Rossi (non ancora ripresosi del tutto dal serio infortunio occorsogli in gennaio), preferendogli il giovane napoletano Insigne.[187]

La partita d’esordio in Brasile, il 14 giugno 2014 alla mezzanotte italiana all’Arena da Amazônia, è contro l’Inghilterra, battuta 2-1 con le reti di Marchisio e Balotelli (inframezzate dal momentaneo pareggio albionico di Sturridge).[188] La buona prestazione dell’Italia (che batte il record di passaggi riusciti in un mondiale, con una percentuale del 93,19%[189]) non si ripete però nella seconda sfida del girone a Recife il 20 giugno, dove gli azzurri cadono inaspettatamente contro la Costa Rica per 1-0.[190] All’Italia può tuttavia bastare un pareggio contro l’Uruguay per passare il turno, ma il 24 giugno a Natal, gli azzurri perdono col medesimo punteggio anche quest’ultimo match, pur a fronte del criticato arbitraggio di Marco Rodríguez[191] (che peraltro non vede il morso rifilato a Chiellini da Suárez, sanzionato con nove mesi di squalifica tramite la prova TV[192]); fatto sta che l’Italia si ritrova fuori dal mondiale, al primo turno, per la seconda volta consecutiva: non accadeva da quarantotto anni. A causa della débâcle sportiva, delle critiche subìte sia alla vigilia che durante il torneo, e dei dissidi interni alla spedizione,[193] Prandelli e Giancarlo Abete si dimettono dalle cariche, rispettivamente, di commissario tecnico della Nazionale e di presidente della FIGC.[194]

Coppa del Mondo FIFA 2014
1 Buffon, 2 De Sciglio, 3 Chiellini, 4 Darmian, 5 Motta, 6 Candreva, 7 Abate, 8 Marchisio, 9 Balotelli, 10 Cassano, 11 Cerci, 12 Sirigu, 13 Perin, 14 Aquilani, 15 Barzagli, 16 De Rossi, 17 Immobile, 18 Parolo, 19 Bonucci, 20 Paletta, 21 Pirlo, 22 Insigne, 23 Verratti, CT: Prandelli

Antonio Conte (2014-oggi)

Antonio Conte, attuale commissario tecnico della Nazionale. Il suo accordo con la FIGC è valido sino al 31 luglio 2016.

Dopo il turbolento finale del Mondiale brasiliano, soltanto in agosto la Nazionale conosce il nome del successore di Prandelli: è Antonio Conte, reduce da 3 Scudetti consecutivi sulla panchina della Juventus.[195] Contestualmente, Carlo Tavecchio viene eletto per la carica di presidente della FIGC.[196] Al nuovo commissario tecnico è anche affidato l’incarico di coordinatore delle selezioni giovanili.[197] Il nuovo corso della Nazionale si propone inoltre di valorizzare maggiormente i calciatori naturalizzati. La nuova politica causerà reazioni contrastanti, in particolare per una gaffe razzista pronunciata da Tavecchio ancor prima del suo insediamento[198][199] e per le convocazioni di oriundi da parte di Conte.Il debutto di Conte avviene il 4 settembre a Bari,in un’amichevole in cui supera i Paesi Bassi per 2-0,a cui segue il debutto nelle qualificazioni agli europei 2016,il 7 settembre ad Oslo,battendo 2-0 la Norvegia.

Graziano Pellè, capocannoniere azzurro nelle qualificazioni agli Europei 2016 con 3 reti.

I risultati della stagione 2014-15 vedono gli azzurri comandare autorevolmente il girone H di qualificazione all’Europeo 2016. L’avversario più quotato è la Croazia, per altro penalizzata di un punto dall’UEFA a causa di una svastica apparsa sul prato del Poljud durante la gara del 12 giugno 2015, terminata 1-1.[201][202] L’imbattibilità del nuovo CT viene fermata 4 giorni più tardi nell’amichevole persa con il Portogallo, nei confronti del quale l’Italia vantava una tradizione favorevole dal 1976.[203] Questa sconfitta segnerà l’esclusione italiana dalle teste di serie nel sorteggio per le qualificazioni ai Mondiali 2018, svoltosi a San Pietroburgo il 25 luglio 2015: insieme agli azzurri vengono inserite Spagna, Albania, Israele, Macedonia e Liechtenstein.[204] All’inizio della stagione 2015-16 l’Italia conquista la qualificazione diretta per l’Europeo, chiudendo al comando il suo gruppo.[205] A chiudere l’anno solare, in novembre, sono due amichevoli con Belgio (persa 3-1)[206] e Romania (pareggiata 2-2).[207]

Il 12 dicembre, il sorteggio effettuato a Parigi pone la squadra (che non era testa di serie)[208] nel girone D proprio insieme ai belgi: a completare il gruppo la Svezia e l’Irlanda.[209]

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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