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13 gennaio 2012-La Costa Concordia,Schettino e quell’inchino maledetto

Uno dei disastri recenti più famosi della storia della navigazione.La famosa notte del naufragio della Costa Concordia,la lussuosa nave da crociera inabissatasi all’isola del Giglio nella notte tra il 13 ed il 14 gennaio di 4 anni fa,le vittime,il diario di bordo,il recupero della nave ed il processo ai comandanti,tra cui emerge la figura di Francesco Schettino,da allora abbinato alla figura del codardo pronto ad abbandonare la nave che affonda.

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La storia di un inchino che ha spezzato 32 vite umane. Dalla sera del 13 gennaio 2012, quando la Costa Concordia naufraga sugli scogli a largo dell’Isola del Giglio, alla mattina del 14 luglio 2014, data di inizio del nuovo viaggio della nave verso il suo ultimo porto, Genova. Le voci concitate di quella notte, quelle dei superstiti, le foto e i video che hanno raccontato in questi anni la tragedia della Costa Concordia.

L’inchino maledetto

Ore 21:07 La Costa Concordia, partita alle 19:00 da Civitavecchia e diretta a Savona, vira e punta l’Isola del Giglio alla velocità di 16 nodi. La rotta è 278 gradi/ovest. Intorno alle 21:40, per rimettere la prua verso nord, la nave opera un nuovo accosto alla velocità di 15 nodi, quando si trova a 500 metri dalle coste dell’Isola del Giglio. A bordo, secondo gli esperti della Guardia costiera, hanno già capito che non ce la faranno.

Ore 21:45’05” La Concordia incaglia sugli scogli delle Scole. E’ una brusca “frenata”. Si apre uno squarcio lungo trenta metri e largo tre sulla fiancata di sinistra. Alle 21,46 la velocità scende a 8 nodi, alle 21:47 a 6,7, alle 21:49 a 5 nodi e alle 21:52 3,9. I locali dei motori sono invasi dall’acqua, inservibili.
La nave è in balia delle correnti e va in “testacoda”.

Panico a bordo


La Costa Concordia si era trasformata in un girone infernale: “Sembrava il Titanic”. Dai racconti dei superstiti del naufragio emerge tutta la paura, il caos, la disorganizzazione di quei momenti. “Una bolgia terribile”, acqua e buio. Bambini e vecchi calpestati per accaparrarsi la scialuppa.

L’abbandono della nave


Le immagini agli infrarossi mostrano l’evacuazione della nave sollecitata dalla Capitaneria di porto e iniziata alle 22:58.

Sembrava il Titanic

I racconti dei superstiti

Le parole dei sopravvissuti sono sempre le stesse, allora e adesso, nelle udienze del processo, dove sono chiamati a ricordare ogni singolo attimo. C’è chi non è più tornato a lavorare, chi si sveglia in piena notte pensando di essere ancora su quella nave. Un padre ricorda di come ha salvato la figlia di quattro anni dallo schiacciamento della calca dove “c’era gente che chiedeva scusa ma che involontariamente mi veniva addosso. Io mi facevo forza per non schiacciarla sotto la pressione”. Una mamma calabrese racconta di quando affidò la bambina di tre anni a un uomo dell’equipaggio perché la portasse lui a terra.

Pugni e spinte per un posto in scialuppa


Qualcuno ha ancora nella mente la rissa tra i passeggeri che cercavano di afferrare i giubbotti salvagente, e i pugni, le spinte pur di salire sulla scialuppa. “Facevamo a spintoni per salire prima degli altri”, racconta una donna, “mi sono sentita in colpa perché ho pensato che al posto mio potevo far passare qualche bambino”.

“Non salirò più su una nave”


C’è anche chi non ce l’ha fatta ad arrivare a Grosseto per testimoniare: “Sono venuta sola”, racconta Delisia Cavaliere di Lampedusa, “il mio fidanzato non c’è, non viaggia più perché ha paura di morire”. Sono arrivati anche dall’estero i testimoni in aula: “Non salirò mai più su una nave, neanche per un piccolo viaggio in traghetto”, dice Mandy Roadford.

L’operazione


Il Parbuckling – LaPresse

Il Parbuckling – LaPresse

Nell’estate del 2013 è stata completata la fase più delicata dell’operazione: la realizzazione del falso fondale sul quale il relitto poggia dal momento della rotazione. Questo fondale è costituito da sacchi riempiti di una speciale malta cementizia (in totale 12.000 metri cubi) e da sei piattaforme d’acciaio. I sacchi di cemento sono serviti per riempire il vuoto tra le rocce su cui poggiava il relitto dal momento dell’incidente. Le piattaforme subacquee sono servite a garantire l’appoggio in sicurezza del relitto tornato in asse, in attesa del “Refloating”. Contemporaneamente sono stati fissati i cassoni d’acciaio necessari per le operazioni successive di rotazione e galleggiamento e per alleggerire la pressione e il rischio di deformazione dello scafo. Le dimensioni di questi cassoni sono notevoli, pari a edifici tra i 7 e gli 11 piani.

Prima e dopo


In questi combo le immagini prima e dopo il raddrizzamento prese da diverse angolazioni

Il relitto


Il relitto appena emerso – LaPresse

Il relitto appena emerso – LaPresse

Ecco come appariva il relitto della Concordia appena emerso dal fondale il 17 settembre 2013 e poi il 13 gennaio del 2014, cioè esattamente 2 anni dopo il naufragio, in attesa di un porto di destinazione e delle operazione per la rimessa in galleggiamento

Il Refloating


La ricostruzione grafica del refloating

Il timelapse del refloating

Il viaggio dal Giglio a Genova del relitto della Concordia sarà lungo 200 miglia nautiche, 370 chilometri, e durerà cinque giorni ad una velocità media di 2,5 miglia l’ora condizioni meteo-marine permettendo. Gli ingegneri di Titan Micoperi hanno previsto che una volta completate le operazioni al Giglio, la linea di galleggiamento della Concordia sarà all’altezza del ponte 3.

Il relitto è agganciato a due rimorchiatori oceanici a prua, mentre altri due rimorchiatori portuali sono di supporto a poppa. La rotta studiata prevede che la Concordia venga trainata ad est fino a 5 km dall’isola per poi piegare a sud passando a 10 km da Giannutri e successivamente dirigere verso la Corsica, un tratto lungo circa 100 km che passa 15 km a sud di Montecristo. A 25 km dalle coste dell’isola francese la Concordia virera’ a nord trovandosi Bastia a 30 km ad ovest e l’isola di Capraia a 10 km a est, Pianosa a 20 e l’Elba a 25 km sempre a est. All’altezza dell’isola di Capraia i rimorchiatori metteranno la prua a nord-ovest per raggiungere Genova. Nel comunicato della Costa si spiega che questa rotta è “più possibile lontana dalle isole e dalle coste”, con “il minor impatto in termini di interferenza con il traffico marino e le aree protette”.

A bordo


Ecco le immagini scattate dai periti all’interno della Costa Concordia e divulgate dalla Procura di Grosseto

Una volta arrivata a Genova, la Concordia sarà sistemata lungo la diga esterna del terminal container di Voltri e, successivamente, in banchina: sarà questa la fase in cui il relitto verrà alleggerito attraverso la rimozione degli arredi che si trovano nei ponti al di sopra della linea di galleggiamento. La nave sarà poi spostata al ‘Molo ex superbacino’ per la demolizione dei ponti e dei cassoni che hanno consentito il rigalleggiamento. Infine, quel che resta della Concordia verrà portato al ‘bacino 4’ per “tutte le operazioni restanti da eseguire in bacino di carenaggio, fino allo smantellamento finale e riciclaggio completo del relitto”.

 

Che ne sarà della Concordia?


A Genova Il relitto di Costa Concordia verrà smontato e riciclato pezzo per pezzo. Il progetto dei Cantieri San Giorgio al Porto che con Saipem, Titan Micoperi e Costa Crociere ha la responsabilità dello smantellamento della Concordia è tenuto decisamente segreto. Qualcosa tuttavia trapela sul processo di trasformazione di quello che, assieme alla Moby Prince nel 1990, è da considerarsi il relitto simbolo di una delle tragedie più gravi della marineria italiana.

A fette


La nave sarà probabilmente tagliata “a fette” orizzontali per liberare i ponti. Le lamiere saranno tagliate sul posto e caricate su chiatte che trasporteranno i metalli in banchina dove poi con dei camion saranno portati via. Anche il luogo di destinazione dei rottami è top secret. Parte del materiale sarà riciclato – acciaio, ferro, vetro, plastica, tessuto, il resto dovrà essere smaltito.

L’operazione durerà 22 mesi e sarà divisa in quattro fasi: l’alleggerimento del relitto, il trasferimento al molo ex Superbacino di Voltri e lo smantellamento di 12 ponti, un nuovo trasferimento al Bacino di carenaggio e la rimozione dei cassoni di rigalleggiamento, la pulizia delle cambuse e delle celle frigo. L’ultima fase sarà quella più delicata da eseguire, secondo i tecnici “in un ambiente segregato e asciutto fino al completo smantellamento del relitto”. Per questa complessa operazione di rottamazione sarà necessaria una notevole quantità di manodopera specializzata e di grande esperienza come quella dei “camalli” genovesi.

“Non abbiamo un accordo con i capicommessa, ma abbiamo dato la nostra disponibilità alla San Giorgio a operare nella fase dello stripping – ha detto il console della Culmv Antonio Benvenuti – e adesso aspettiamo un segnale. I camalli genovesi sono sempre pronti ma ci sono delle norme e delle regole che si devono necessariamente seguire. E c’è un problema di costi”. I tempi ormai sono stretti per un progetto unico nel suo genere per il quale sono state e saranno impiegate le migliori competenze a livello internazionale, tecnologie d’avanguardia e risorse senza precedenti. Ma non è finita, non ancora.

Ai blocchi di partenza


Tornata a galleggiare, la Concordia pronta per partire verso Genova, attende che il meteo sia propizio a una navigazione sicura

 

Il viaggio


Il timelapse della partenza

La partenza filmata da un drone

Ore 8:54 del 23 luglio 2014, dopo due anni e mezzo il relitto torna a navigare. La Costa Concordia lascia l’Isola del Giglio mentre sirene e applausi salutano i primi movimenti in mare della nave.

La partenza


Cielo terso e mare calmo favoriscono la partenza e il saluto degli isolani e dei turisti appostati sul molo e sugli scogli

L’arrivo


Il timelapse dell’arrivo

Matteo Renzi, il discorso all’arrivo

Ore 10:43 del 27 luglio 2014 la Costa Concordia ha concluso il suo ultimo viaggio. Dopo aver trascorso la notte tra sabato e domenica davanti al porto di Genova il relitto è stato preso in consegna da 8 rimorchiatori che l’hanno scortato dentro il porto di Prà-Voltri dove le operazioni di ormeggio sono iniziate alle 14 e 30 e si sono concluse 13 minuti dopo. L’ormeggio per la messa in sicurezza alla banchina della diga Foranea è iniziato intorno alle 14 e 30 e terminato alle 14 e 43. La nave messa in sicurezza alla banchina della diga Foranea a pronta per l’inizio delle operazioni di smantellamento è passata di proprietà dalla Costa Crociere alla Saipem/San Giorgio del Porto.

Il film dell’ormeggio


 

 

Informazioni su diego80 (1943 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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3 Commenti su 13 gennaio 2012-La Costa Concordia,Schettino e quell’inchino maledetto

  1. Lunghissimo ma bellissimo articolo Diego.
    Quell’episodio, a mio avviso, dipingeva in un istante le anime della nostra bell’Italia. Il furbo,mascalzone, piacione che pur di salvarsi non esita a fregare il prossimo, di contro il mitico comandante De Falco, che oserei dire rappresenta ancora una silenziosa maggioranza di italiani, che non si rassegna alle schifezze altrui ma si rimbocca le maniche, si arrabbia e cerca di fare tutto il possibile per salvare il salvabile.

    • Grazie,Omar.Il problema è che il signor Schettino,richiamato alle proprie responsabilità,è stato trattato come un elemento mediatico di grande impatto,guadagnandosi stima e rispetto persino al punto di chiamarlo per comizi tra le cattedere scolastiche.E’ questa la tristezza del nostro paese:i personaggi negativi diventano eroi.

      • Hai ragione Diego.Non solamente da noi, ma questo non è un alibi, ma davvero a volte in nome dell’audience o di qualche scoop si stravolge il buonsenso, e i codardi vengono trasformati eroi. Tristissimo. Ma forza! noi abbiamo sempre il comandante De Falco!

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