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Lettere dall’Appennino

Riportiamo integralmente una lettera che Vittorio Materassi, un nostro (da poco) lettore, che ci ha scritto da Monghidoro sull’Appennino bolognese in risposta ad un articolo che VBTV aveva pubblicato ad Ottobre riguardo l’importanza dei piccoli negozi di paese(Articolo). A Vittorio l’impostazione del nostro articolo non era piaciuta granchè , non importa, ma l’argomento lo ha stimolato e in questa lettera a mio avviso si intuiscono davvero la bellezza ed il privilegio di vivere nei piccoli paesi di montagna. Buona Lettura.

 

Quanta animosità c’è in ogni commento che si legge su internet. Poveri Italiani e povero paese.
I piccoli negozi hanno i prezzi più alti? si, è vero. Allora perchè dovrei comprare da loro? Non c’è un solo buon motivo, mi spiace ma l’articolo è qualunquista e poco approfondito.
Ai centri commerciali trovi di tutto e a tutti i prezzi? vero, quindi è meglio che andiate tutti lì!
Ma la verità è che la maggior parte dei commercianti così come dei clienti si sono barbarizzati tutti e questi richiami sono poco efficaci perchè basati su spicciole falsità e dati del tutto irrilevanti. Economia e società vanno sempre a braccetto e a modelli finanziari idioti quasi sempre seguono comunità altrettanto stupide. Per fortuna restano ancora (purtroppo poche) realtà quasi sempre lontane dalle città dove anche se i prezzi sono più alti la gente continua a comprare nei negozietti: si tratta dei paesi, soprattutto quelli di montagna. La fidelizzazione di cui parlava qualcuno è una cosa antica come il mondo e qui non c’è bisogno di nessuna App. Pensare che una App possa far ritornare un po’ di senno all’essere umano è già di per sè dimostrazione di essersi assuefatti all’idiozia contemporanea. La App che serve in questi casi è una cosa vecchia come il mondo e si chiama Umanità, Buon Senso coniugata a una buona capacità imprenditoriale. In buona parte dei negozi di paese esiste ancora il “credito”, il “pagamento un po’ alla volta, senza bisogno di finanziarie”, esiste anche “la parola data” e il senso di “dignità” sia del negoziante che del cliente. Tutto questo so che per molti di voi non significa nulla e infatti sarete costretti a dover andare al centro commerciale per tutta la vita in fila, arrabbiati e nervosi, scontenti senza mai poter sapere cosa significhi far parte di una comunità vera, reale e anche solidale per natura, senza l’obbligo di fittizzi protocolli politici. Qui da noi in montagna per fortuna ancora per un po’ queste cose funzioneranno così rendendo il tessuto sociale incredibilmente florido e vitale. Non parlo solo di soldi, qui c’è crisi? certo che si, ma il modo di affrontarla è completamente diverso dalla città. I soldi girano all’interno del paese e più il paese è ricco più possibilità ci sono per tutti. Mi sembra tra l’altro strano che nessun sociologo o aspirante economista non prenda in esame questo tipo di realtà, perchè sono qualcosa di rivoluzionario per l’epoca in cui viviamo in cui l’uomo è reso un “idiota” alla mercé della grande distribuzione, impantanato e afflitto da una miriade di stimoli a comprare cose inutili. Un tempo credo lo stesso succedesse anche nei quartieri di città, in quelli popolari soprattutto dove ora le piccole attività sono state vendute a cinesi, pakistani ecc. (Economia e società vanno a braccetto dicevo appunto) Quindi più che comprare nei piccoli negozi tanto per, pensate a trasferirvi in piccoli centri, entrare a far parte delle comunità locali quasi sempre ricche di grandi storie e tradizioni, fatevi apprezzare per la vostra dignità, per le parole che sapete mantenere, vedrete che sarà un vero e proprio cambiamento di vita. Ve lo dice uno che fa un lavoro semplice e che non naviga nell’oro ma che ogni mese deve chiamare il padrone di casa per pagargli l’affitto altrimenti lui si scorda. Ho messo a posto l’auto qualche tempo fa e aspetto il conto da 4 mesi. glielo domando ogni volta che lo vedo ma niente. Quando mi arriverà sarà salato? può darsi ma è certo che potrò pagarlo in trance, perchè l’importante è che lo paghi, che il suo lavoro sia pagato anche se in 3 mesi o quattro. Perchè sono soldi sicuri di una persona sicura, che può contare sulla sua reputazione. Provate ad andare in un centro commerciale e chiedere di pagare in questo modo, provate con un cinese o un pakistano, provate…poi mi raccontate. Qui a Monghidoro da dove vi scrivo, attraverso la connessione gentilmente offerta dai miei vicini di casa, qui sull’Appennino Bolognese incurante della freddezza dei centri commerciali, preferisco ogni giorno spendere qui, far crescere l’economia del mio piccolo paese e pensare che se avrò bisogno di un aiuto ci sarà sempre qualcuno pronto a darmelo come io farei con lui, senza indugiare. L’Italia di questo nuovo secolo, di questa nuova politica, economica e sociale, di questo capitalismo ammorbato dai peggiori mali è una cosa abominevole per ogni essere umano con un minimo di intelletto. Il miglior sconto, ancora oggi è stane lontano il più possibile. Vi Saluto dal lontano Appennino e vi mando il mio in bocca al lupo perchè credo ne avrete bisogno!

1 Commento su Lettere dall’Appennino

  1. Non me lo ricordavo così lungo questo commento!

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