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15 gennaio 1908-Nasce la squadra di calcio del Bari

E’ impegnata nella lotta per un ritorno nella serie A che manca dal 2011:il Bari,nome esteso  Football Club Bari 1908 festeggia oggi il suo compleanno numero 108,e lo ha fatto scendendo in campo nell’anticipo della prima giornata di ritorno del campionato di serie B,pareggiando 0-0 a La Spezia.

Ha militato per 30 stagioni nella Serie A a girone unico risultando così la prima formazione della Puglia e la terza del Mezzogiorno d’Italia, dopo il Napoli e il Cagliari, per numero di partecipazioni nel massimo campionato di calcio. Inoltre il Bari è al 18º posto su 63 squadre nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929. I pugliesi a livello nazionale, hanno conquistato nella loro storia due campionati di Serie B, uno di Serie C e uno di IV Serie; in campo internazionale vantano una vittoria in Coppa Mitropa.Hanno lanciato diversi talenti,primo fra tutti Antonio Cassano,ma senza dimenticare Nicola Ventola,Gianluca Zambrotta,Diego De Ascentis,Antonio Bellavista,vantando nelle sue file anche bomber come Igor Protti (capocannoniere in serie A nel 1995-96),Sandro Tovalieri e Gionata Spinesi.Non ha mai giocato le grandi Coppe Europee.

Tradizionalmente soprannominata “squadra ascensore” per le continue discese e risalite tra la Serie A e le categorie inferiori (soprattutto la Serie B),[2][3] negli anni, dal suo vivaio ha più volte lanciato giovani che si sono poi affermati in massima serie.[4] Lo storico barese Gianni Antonucci, in alcune sue pubblicazioni etichetta il Bari come “la squadra più stramba del calcio italiano”.[3][5]

Chiamata comunemente, anche dai giornali, la Bari fino agli anni sessanta, è stata poi indicata come il Bari fino ai giorni nostri;[3][6] dagli anni duemila i supporter bianco-rossi usano talvolta indicare la squadra con l’articolo femminile “la”. I soprannomi più comuni sono Galletti e Biancorossi. La squadra, disputa le partite casalinghe allo stadio San Nicola, inaugurato nel 1990.

I primi vent’anni (1908-1928)

La prima formazione del Bari del 1908.

Il 15 gennaio 1908 viene fondata a Bari la prima società calcistica della storia della città, il Foot-Ball Club Bari (l’atto notarile è dell’11 aprile 1908),[7] principalmente da alcuni commercianti oriundi, originari di vari paesi europei; il principale fondatore è Floriano Ludwig, di famigliaaustriaca.[7] I colori sociali sono il bianco e il rosso, ispirati all’effigie comunale di Bari.[7] Come altre realtà contemporanee del Sud Italia, il Bari partecipa a poche competizioni ufficiali, dedicandosi più frequentemente a incontri e competizioni amichevoli con gli equipaggi delle navisbarcate in città e con altre formazioni pugliesi, affrontate nella locale piazza d’Armi, chiamata “Campo San Lorenzo” e situata nelle vicinanze della stazione ferroviaria centrale, al principio dei quartieri San Pasquale e Carrassi.[7]

Dal FBC Bari si separano due altre società: nel 1908 l’Unione Sportiva Ideale e nel 1909 il Foot-Ball Club Liberty,[8] quest’ultimo anche se entità societaria del tutto indipendente rimarrà sempre legato moralmente al Bari originario.[8]

Nel 1910 e 1911 i biancorossi partecipano a tre competizioni organizzate dalla FIGC, i due campionati meridionali di Seconda Categoria1909-1910 e 1910-1911, persi contro il Naples Foot-Ball Club unico sfidante e il campionato pugliese di Terza Categoria del 1909-10, vinto dalla formazione riserve (al confronto con le prime squadre di Sporting Club Lecce e Unione Sportiva Pro Italia di Taranto).[8]

Nel 1915, dopo l’entrata del Regno d’Italia nella grande guerra il F.B.C. Bari chiude l’attività agonistica,[8] a differenza di Liberty e Ideale, che pure riducendo notevolmente l’attività rimangono in vita;[9] la società biancorossa non riapre l’esercizio dopo la pausa bellica, anzi viene in un certo senso rimpiazzata dal Liberty. Nel 1924 il F.B.C. Bari viene rifondato, con gli stessi colori sociali della compagine del 1908;[10] questa formazione si ritira dalle competizioni dopo aver ottenuto la promozione in Prima Divisione (la massima serie dell’epoca) ed essersi piazzata ultima nel girone pugliese di questa competizione, nella stagione 1924-1925. Negli anni venti la città di Bari è rappresentata nelle massime categorie dal Liberty e dall’Ideale, in rivalità reciproca per il primato cittadino[10] e identificando ciascuna maggiormente le due anime della società barese dell’epoca: il Liberty quella aristocratica e borghese e l’Ideale quella popolare, operaia e proletaria.[11]

Dalla nascita dell’U.S. Bari agli anni quaranta (1928-1950)

Il 27 febbraio del 1928, su ordine del segretario federale (fascista) di Bari Leonardo D’Addabbo, il Liberty (rinominatosi da un anno “Bari Football Club”) e l’Ideale si fondono nell’Unione Sportiva Bari, che continua il cammino del Liberty (appena promosso in Divisione Nazionale).[12] Nell’estate del 1928 il nuovo Bari riassume i colori della città (il bianco e il rosso),[13] mentre un referendum popolare indetto da Alfredo Bogardo, giornalista della rivista barese Cine-Sport, designa il gallo mascotte della formazione biancorossa (sicché da questo momento i giocatori del Bari saranno chiamati galletti).[13] Nei futuri sei anni i galletti disputano le proprie gare interne nel Campo degli Sports del quartiere barese Carrassi, costruito dal Liberty nel 1925.[10]

I biancorossi, dopo una stagione in Divisione Nazionale (1928-1929) vengono retrocessi nella neo istituita Serie B a causa della riorganizzazione degli stessi campionati, iniziando un’alternanza fra le due serie maggiori che li vede in Serie A (la nuova massima serie, inaugurata nel 1929) nel biennio 1931-1933 e nel sessennio 1935-1941, finora il periodo più lungo disputato dal Bari in Serie A, con il nuovo stadio della Vittoria dal 1934,[14] lanciando sul panorama calcistico nazionale giovani giocatori, soprattutto baresi. Per lastagione 1940-1941 (sempre in A) la società, carente di liquidità, vende diversi capisaldi e spende poco per i nuovi acquisti;[15] a fine anno calcistico retrocede in Serie B. Nellastagione successiva i galletti, allenati prima da Andras Kuttik e poi da Stanislao Klein, si laureano per la prima volta campioni della Serie B (tornando in prima serie), ma l’anno successivo retrocedono ancora, dopo gli spareggi.

Il Bari giunto settimo nella Serie A 1946-1947; il piazzamento non è stato in seguito eguagliato. I giocatori sono (da sinistra a destra, a partire da quelli in piedi): Maestrelli, Tavellin, Giammarco, Costagliola,Fusco, Cavone, Spadavecchia; accosciati Carlini,Capocasale, Tontodonati e Pellicari.

Nel 1945, sul finire della seconda guerra mondiale, il ricostituito Bari dopo aver modificato la denominazione sociale da Unione in Associazione Sportiva Bari il 1º gennaio, vince il torneo misto pugliese (competizione incompleta per vari motivi e poi non riconosciuta ufficiale dalla FIGC);[16] nell’estate dello stesso anno (a conflitto terminato) subentra come presidente del Bari l’imprenditore Tommaso Annoscia, che negli anni seguenti cercherà di dare alla società sportiva una moderna fisionomia e immagine.[17] A causa dei problemi di molte società calcistiche i biancorossi vengono ripescati nel campionato misto Serie A-B di Divisione Nazionale, che concludono al secondo posto nel girone centro-meridionale, ex aequo con ilNapoli primo classificato, ottenendo così l’ammissione nella Serie A 1946-1947 (quell’anno tornata a girone unico). Allenati prima da Raffaele Costantino e poi da Andras Kuttik, i galletti chiudono il suddetto campionato in settima posizione, piazzamento finora mai eguagliato dalla formazione pugliese. In quegli anni il Bari è soprannominato “la Stella del Sud“.[18]Dopo aver mantenuto il rendimento nella stagione 1947-1948, negli anni successivi l’andamento dei biancorossi è più altalenante e nella stagione 1949-1950 retrocedono (dopo cinque anni di permanenza nella massima categoria), con il presidente Annoscia a denunciare pubblicamente favoritismi operati da un gruppo di arbitri alla Roma (poi salva), concorrente per la salvezza con Bari e Novara nelle ultime giornate di campionato.[19] I ripetuti ricorsi del Bari vengono rigettati e Annoscia punito con una squalifica di tre anni; deluso e risentito decide di lasciare il mondo del Calcio.[19]

Dalla retrocessione nelle serie minori al ritorno in massima serie (1950-1961)

Il Bari retrocede anche l’anno seguente, in Serie C per la prima volta nella sua storia. Nel 1951 inizia una fase di commissariamento comunale, essendo venuta a mancare per l’azienda sportiva una società.[20] L’anno successivo, arrivati sesti nel proprio girone della Serie C 1951-1952, i biancorossi vengono assorbiti nella neo istituenda IV Serie, costituita con il lodo Barassi (la riforma di Ottorino Barassi, allora presidente della FIGC).

Nell’estate del 1953 viene nominato presidente del Bari l’avvocato Achille Tarsia Incuria (assessore comunale allo sport e turismo), sotto la cui amministrazione si cerca di gestire l’impresa calcistica in maniera più ponderata e meno dispendiosa;[20] con l’allenatore barese Francesco Capocasale i galletti tornano in due anni in categoria cadetta, nel 1955, dopo aver ottenuto il primato nazionale di IV Serie a seguito di un difficoltoso girone di spareggi (nel 1954),[21] e quello di Serie C. Nel 1958 i biancorossi tornano in Serie A vincendo un doppio spareggio con il Verona, quell’anno giunto penultimo in massima serie (spareggi previsti per quell’anno da una riforma federale); mantengono la categoria per tre stagioni.

La presidenza De Palo (1961-1977)

Il professor Angelo De Palo; stimato per onestà e serietà. Lo storico Gianni Antonucci lo definisce il papà del Bari.[22]

In questi anni la situazione societaria è in evoluzione: Tarsia Incuria è stato sostituito come presidente nel 1956[23] e gli sono succeduti altri due uomini, ognuno dei quali dimessosi quando non ha potuto più fornire adeguata continuità finanziaria al club;[24] nel 1963 il Comune di Bari decreta la fine di ogni forma di commissariamento del Bari Calcio e questo vede rimanere come presidente Angelo De Palo, ginecologodella provincia di Bari rinomato nell’ambiente medico del Sud Italia, già co-commissario da due anni.[25]

I galletti giocano due campionati di Serie A, il 1963-1964 e il 1969-1970, inframezzati dal triennio della guida tecnica di Lauro Toneatto che siede sulla panchina biancorossa dall’estate 1966, in terza serie, alla promozione in A del 1969 (si dimette subito dopo). Nel giugno 1967 l’A.S. Bari è diventata una società per azioni, in ottemperanza ad una legge sulle società sportive.[26]

Dopo due campionati di cadetteria nel biennio 1970-1972, in cui viene fallita la promozione in massima serie, De Palo, in difficili situazioni finanziarie affida al tecnico Carlo Regalia un netto ringiovanimento della rosa, ottenendo con essa la metà classifica nel campionato di B 1972-1973; questa squadra verrà poi ricordata come il Bari dell’Onda Verde per l’alto numero di giovani esordienti. Retrocessi per la terza volta in C nel 1974, i pugliesi tornano in seconda serie tre anni dopo; nello stesso 1977 il professor De Palo getta le basi per un ammodernamento della società biancorossa e il potenziamento del vivaio, anche accordando l’ingresso di nuovi soci, considerate le sue crescenti difficoltà finanziarie nella gestione del club,[27] ma muore inaspettatamente il 9 agosto 1977.[28]

L’era Matarrese

I primi nove anni con il ritorno in Serie A (1977-1986)

Il “Bari dei baresi” della stagione 1981-82, allenato da Enrico Catuzzi e quarto a fine campionato di Serie B. Sono visibili, da sinistra a destra: (in alto) Bagnato, Fantini, Armenise, De Trizio, Caricola, Majo; (in basso) De Rosa, Loseto,Acerbis, Frappampina, Iorio.

Dopo circa un mese di ricerca, la famiglia Matarrese accetta la richiesta di diventare azionista di maggioranza dell’A.S. Bari; l’allora onorevole democristiano Antonio Matarrese diventa il nuovo presidente del club biancorosso.[29] Matarrese realizza il progetto di De Palo.[30] Dopo aver investito nel quadriennio 1977-1981 cospicue quantità di denaro per riportare i biancorossi in Serie A,[31] ma senza successo, per alleggerire il bilancio della società sportiva, per la stagione cadetta 1981-1982 viene deciso di affidare la prima squadra al tecnico della formazione Primavera del Bari Enrico Catuzzi, ringiovanendo la rosa con innesti dalla sua stessa giovane squadra fresca di vittoria della Coppa Italia Primavera nel 1981. Catuzzi sperimenta con questa la nuova tattica della “zona totale” (è uno dei primi sperimentatori in Europa), una variante della “zona”. Il Bari di Catuzzi viene molto apprezzato, anche a livello nazionale,[32][33] per il gioco espresso e a fine campionato manca la promozione in massima serie per due punti; viene ricordato come “il Bari dei baresi“. Quasi interamente mantenuta, questa formazione non si conferma nella stagione seguente[34] e retrocede in C.

Nell’estate 1983 Antonio Matarrese cede la carica di presidente al fratello Vincenzo, che a sua volta affida la panchina dei biancorossi a Bruno Bolchi;[35] questi riporta in due anni i galletti in Serie A, categoria attesa dai baresi da 15 anni (due promozioni consecutive, dalla C1 alla A, per la prima volta nella storia del Bari). La Serie A dura anche stavolta un anno (lastagione 1985-1986). Negli anni ottanta il Bari è soprannominato dai giornali “squadra ammazza grandi” per le prestazioni effettuate in Coppa Italia, dove dal 1981 al 1984 ferma sul pari o batte varie compagini di Serie A;[36] nell’edizione del 1983-1984, quando (il Bari) milita in Serie C, elimina Juventus e Fiorentina giungendo in semifinale.

Gli anni novanta (1990-2001)[modifica | modifica wikitesto]

La nuova alternanza A-B (1990-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Nel biennio 1990-1992 la dirigenza biancorossa attua una campagna acquisti onerosa; fra gli atleti ingaggiati risalta quello dell’estate del 1991 di David Platt, finora l’acquisto più ingente nella storia biancorossa (l’acquisto del centravanti inglese dell’Aston Villa, pagato 12 miliardi, esalta la tifoseria[56]). L’onerosa campagna acquisti del ’91 determina il record di 21.912 abbonamenti al S. Nicola.[56] Tuttavia i risultati non arrivano: alla stagione 1990-1991, conclusa con la salvezza ottenuta alla penultima giornata, segue il 1991-1992, dove nella terza giornata Joao Paulo s’infortuna gravemente, rimanendo inattivo per l’intero anno[57] e con 2 punti ricavati dopo 5 giornate Salvemini si dimette. Il nuovo allenatore Boniek non riesce a salvare la formazione, nonostante un buon inizio nel girone di ritorno.[58]. A fine campionato parte Platt e vengono acquistati Sandro Tovalieri e Igor Protti, che diverranno idoli della tifoseria.[59].

Gli anni futuri vedono la società decisamente più scrupolosa e parsimoniosa sul mercato, nonché caratterizzata nello scoprire giovani talenti.[60] Nel 1993 Giovanni Loseto passa al Pescara, nel ’94 João Paulo torna in Brasile.

Igor Protti, capocannoniere della Serie A 1995-1996.

Dopo la parentesi cadetta 1992-1993 sotto la guida del brasiliano Lazaroni, nel 1993-1994 il Bari arriva 2º in campionato e viene promosso in Serie A con Giuseppe Materazzi allenatore. La squadra disputa nella massima serie un buon campionato 1994-1995, in cui si distingue il bomber Tovalieri (17 marcature), ma l’anno successivo (che vede la partenza di Tovalieri e l’arrivo di Luigi Sala, Klas Ingesson e Kennet Andersson), nonostante la prolifica coppia d’attacco Protti-Andersson (36 reti in due), la formazione del capoluogo subisce molti goal e manca diverse sfide con le dirette rivali, retrocedendo ancora. A campionato finito lasciano il Bari Protti (quell’anno è capocannoniere con 24 reti,unico della storia in serie A ad essere retrocesso) e K. Andersson.

Ritorno e permanenza in massima serie (1996-2001)

Nella stagione 1996/1997 la squadra, allenata dall’esperto Eugenio Fascetti (subentrato a Materazzi a metà campionato 1995-1996, causa la crisi di risultati) e rinforzatasi con Gigi Garzya e Diego De Ascentis riconquista subito la Serie A (nonostante una flessione iniziata a febbraio e protrattasi fino a Pasqua, con molti giornali a dare per certa l’esclusione dalla zona promozione e una forte contestazione da parte dei tifosi[62][63]). Arrivano nel capoluogo Gianluca Zambrotta ed il portiere Franco Mancini e la squadra disputa discretamente le prime tre stagioni in Serie A, navigando nella medio-bassa classifica con un 1-3-4-2 “a uomo” (il libero è Gaetano De Rosa, nel Bari dal 1997)[64][65][66] che toglie qualche soddisfazione al pubblico barese. In questi anni, anche grazie a un consolidato rapporto tra l’allenatore e il dg Regalia,[67] il Bari si conferma società capace di scoprire e valorizzare diversi giocatori, come Phil Masinga (ingaggiato nel 1997 dalla Salernitana, segna 11 goal nella stagione 1998-1999) e Nicola Ventola (proveniente dal settore giovanile barese), raggiungendo la salvezza. Nel 1998 lasciano Ventola, Sala ed Ingesson, mentre arrivano Yksel Osmanovski, Daniel Andersson e Gionatha Spinesi. Il Bari termina la stagione 1998-1999 al 10º posto in campionato con 42 punti e di conseguenza si qualifica per la Coppa Intertoto; la società, d’accordo con l’allenatore Fascetti, decide di non partecipare alla competizione europea.[68]

Nel 1999 fanno le valige De Ascentis e Zambrotta, mentre debutta Simone Perrotta. La notte del 18 dicembre 1999, nella partita Bari-Inter, un diciassettenne barese esordiente del vivaio biancorosso, di nome Antonio Cassano, mette a segno il goal della vittoria sui nerazzurri (2-1), dando così inizio alla sua ribalta internazionale.

Eugenio Fascetti, detto “genio“,[63] l’allenatore con la panchina più lunga della storia del Bari Calcio (cinque anni e mezzo). Con lui i galletti sono rimasti in Serie A per quattro anni consecutivi (dal 1997 al 2001).

Nell’estate del 2000 Garzya e F. Mancini litigano con Fascetti e Matarrese e rescindono il loro contratto con il Bari.[69] Viene acquistato il giovane portiere belga Jean François Gillet (che in quell’anno si alterna con gli altri tre portieri[70]). La situazione in campionato peggiora e i tifosi acuiscono le proteste contro la dirigenza, a causa della forte crisi di risultati.[71] Fascetti viene licenziato a metà girone di ritorno,[72] al centro di una polemica con la tifoseria organizzata, in cui il tecnico toscano prende le difese della società.[73] Il Bari retrocede ultimo in classifica, dopo aver disputato la quarta stagione consecutiva in A.

A campionato finito Cassano viene venduto alla Roma per 60 miliardi di lire (circa 30 milioni d’euro attuali, finora vendita più remunerativa per il club barese).[74] Quello del 2001 è l’ultimo campionato in biancorosso anche per D. Andersson, Osmanovski e Perrotta.

La serie B dalla crisi all’arrivo di Conte (2001-2008)

A differenza delle volte precedenti, i galletti non riconquistano subito la massima serie ed il rendimento altalenante (dal 6º al 21º posto in due stagioni) porta ad un calo notevole di spettatori. Nella gara Bari-Cittadella del 21 aprile 2002 il S. Nicola conta 52 tifosi (suo minimo storico).[75] Sulla panchina dei biancorossi si susseguono vari allenatori.

Nella stagione 2003-2004, nonostante il tecnico veneto Bepi Pillon (subentrato a stagione in corso) ottiene un rilancio della formazione pugliese e la stima dei tifosi,[76] la compagine biancorossa si classifica quartultima, retrocedendo in Serie C1 il 19 giugno 2004 a causa della sconfitta in trasferta (2-0) nella gara di ritorno dei play-out contro il Venezia, dopo aver battuto i lagunari per 1-0 nell’incontro di andata.[77] Dopo alcuni giorni dalla retrocessione, a causa del fallimento del Napoli, il Bari viene ripescato in Serie B.[78] Sempre nel 2004 lasciano la squadra Spinesi (autore di 52 gol in sei anni) e De Rosa ed entrano Vincenzo Santoruvo e Alessandro Gazzi. Gli anni successivi vedono i galletti, allenati da Guido Carboni, stabilizzarsi nella zona di metà classifica (10º posto nel 2005 e 13º posto nel 2006). L’avvio di stagione 2006-2007 del Bari targato Rolando Maran è positivo; dopo alcuni successi, il tecnico trentino, privato nel mercato di gennaio di diversi elementi, è esonerato a fine febbraio 2007 dopo una striscia di risultati negativi. A Maran succede l’ex Beppe Materazzi (11 stagioni dopo l’addio dell’inverno 1995) che salva la squadra con una giornata d’anticipo, chiudendo la stagione all’11º posto.[79]

Nel novembre del 2007 viene lanciata da un gruppo d’appassionati la campagna d’adesioni per l’azionariato popolare compriamolA, ma l’iniziativa riscuote finanze decisamente insufficienti allo scopo.[80][81]

Nel giugno del 2007 diventa direttore sportivo Giorgio Perinetti, proveniente dal Siena.[82][83] Nel campionato 2007-2008, dopo un andamento intermittente dei risultati e la sconfitta interna per 0-4 nel derby contro il Lecce (il risultato con il divario più ampio della storia degli incontri tra le due compagini rivali)[84], il 28 dicembre Materazzi rassegna le dimissioni da allenatore;[85] al suo posto è chiamato Antonio Conte. Sotto la guida tecnica di Conte, coadiuvato da diversi interventi di mercato, il rendimento della squadra migliora e i galletti si piazzano undicesimi in classifica a fine campionato. Matarrese e Perinetti, soddisfatti dai risultati, decidono di puntare ancora su Conte per il rilancio della squadra, e l’allenatore salentino ottiene un prolungamento di contratto al 2009.[86]

Il 15 gennaio 2008 la società compie 100 anni di storia, festeggiando con tifosi e vecchie glorie al Teatro Team di Bari.[87][88]

Il Bari primo tra i cadetti, il biennio in Serie A e la nuova retrocessione (2008-2011)

Nell’ottobre 2008 i Matarrese vendono il 10% del capitale sociale dell’A.S. Bari ai costruttori baresi De Bartolomeo.[81]

Il mercato estivo per la stagione 2008-2009 vede l’arrivo, tra gli altri, del difensore Andrea Ranocchia e dell’attaccante Paulo Vitor Barreto. I galletti conducono un campionato positivo e la critica apprezza il veloce 4-4-2 di Conte, votato all’attacco e connotato da passaggi smarcanti, ripartenze e gioco di fascia.[89][90][91] La promozione è aritmetica l’8 maggio 2009, con quattro giornate di anticipo sulla fine del campionato, complice la sconfitta della contendente Livorno nell’anticipo della 38ª giornata. Il 30 maggio 2009, dopo l’ultima gara di campionato vinta 4-1 contro il Treviso, il Bari festeggia la promozione in Serie A al “San Nicola” vincendo la Coppa Ali della Vittoria in qualità di vincitore del campionato. La classifica finale vede il Bari al primo posto con 80 punti (per la seconda volta nella sua storia dopo la stagione 1941-42), 65 reti all’attivo (di cui 23 segnate da Barreto, per il miglior attacco di categoria assieme al Parma) e 35 al passivo (seconda miglior difesa).

A seguito della rescissione consensuale di contratto fra Antonio Conte e la società (causa divergenze sulla strategia di mercato),[92] per il campionato successivo la squadra viene affidata a Giampiero Ventura.[93][94][95]

Il difensore Leonardo Bonucci nella stagione 2009-2010, culminata per lui con la convocazione ai mondiali del 2010.

Nel mercato estivo arriva il giovane difensore Leonardo Bonucci. Nel campionato 2009-10 la squadra produce buoni risultati e al termine del girone d’andata è in zona UEFA Europa League, con la seconda miglior difesa (18 reti subìte)[96] e viene ammirata dagli esperti per il gioco vivace[97], simile allo schema espresso dal Bari di Conte la stagione precedente[94][95] ma patisce due flessioni nel girone di ritorno e chiude la competizione al decimo posto con 50 punti all’attivo: un record per la squadra nella massima serie a girone unico. Dopo anni di cadetteria, i tifosi sono finalmente soddisfatti e molti definiscono la squadra di Ventura “il miglior Bari di sempre”.[98]

L’8 maggio 2010 il direttore sportivo Perinetti (uno dei responsabili dei positivi cambiamenti dell’ultimo triennio) annuncia l’addio alla società per tornare al Siena;[99] il diesse romano dichiarerà in un’intervista concessa nel novembre 2012 che gli stessi Matarrese gli hanno chiesto di lasciare la società biancorossa.[100]

In luglio il Bari viene classificato in 290ª posizione nel ranking IFFHS per squadre di club.[101]

Nel mercato estivo vengono ceduti Ranocchia e Bonucci (convocato in Nazionale ai Mondiali di Sudafrica 2010). La stagione 2010-2011, dopo un buon avvio (vittoria sulla Juve al debutto) è segnata dalla 6ª giornata da una fase involutiva, in cui i galletti inanellano una serie di sconfitte e un aumento di giocatori infortunati[102][103](con 6 punti ricavati in 19 partite). La formazione viene eliminata agli ottavi di finale di Coppa Italia dal Milan (per effetto di un 3-0 subìto in turno secco a San Siro). L’11 febbraio 2011 Ventura rescinde il suo contratto in accordo con la società, dopo una dura contestazione dei tifosi nei suoi confronti e viene sostituito da Bortolo Mutti,[104] che nonostante un parziale miglioramento non evita la retrocessione in Serie B(avvenuta con quattro giornate d’anticipo). I biancorossi chiudono il campionato vincendo 4-0 in casa del Bologna, con tre delle quattro reti siglate dal “primavera” Grandolfo; si tratta della vittoria in trasferta più larga nella storia del Bari in Serie A e lo stesso Grandolfo è il primo giocatore barese che sigla una tripletta in una trasferta di massima serie[105][106]. Successivamente, alcune partite di questa stagione, tra cui gli scontri diretti per la salvezza persi contro Lecce, Cesena e Sampdoria, risulteranno truccate per calcioscommesse e molti calciatori del Bari (oltre ad alcuni esponenti del tifo organizzato) verranno indagati e processati mentre Andrea Masiello, che ammetterà di aver segnato volontariamente l’autogol per soldi nel derby perso col Lecce, viene arrestato per scommesse e frode sportiva. Il 4 marzo 2011 il Bari raggiunge il traguardo delle 1.000 partite disputate in Serie A.

Gli ultimi anni dell’era Matarrese e il fallimento (2011-2014)

Il 13 giugno 2011 il presidente Vincenzo Matarrese e tutto il consiglio d’amministrazione della società rassegnano le dimissioni dopo 28 anni di gestione; da questo momento, sebbene la famiglia Matarrese possiede il 90% del capitale sociale del club, non lo gestisce più direttamente.[107]

Anche per far fronte alle ristrettezze finanziarie della società viene smantellata quasi tutta la rosa (vengono venduti anche Barreto e Gazzi). Il portiere Gillet, per 10 anni in biancorosso e a lungo capitano della squadra si congeda dal Bari. La squadra viene affidata al tecnico Vincenzo Torrente[108] e rifondata soprattutto su giovani. I due successivi campionati con Torrente, con penalizzazioni di 6 punti nella stagione 2011-2012 e 7 punti nella stagione 2012-2013 (penalizzazioni inflitte a causa del ritardato adempimento degli stipendi agli atleti e dei verdetti del processo sul calcio scommesse), vengono concluse dai galletti in posizioni di metà classifica; le prestazioni di diversi giovani calciatori reclutati vengono ritenute soddisfacenti.[109] Nelle due stagioni succitate lo Stadio San Nicola registra un nuovo calo di spettatori.[110]

Nel giugno del 2013 Torrente si dimette[111] e dopo due settimane sotto la guida tecnica di Carmine Gautieri, dimessosi anch’egli,[112] la rosa barese viene affidata a Roberto Alberti Mazzaferro, coadiuvato da Nunzio Zavettieri e Giovanni Loseto. I Matarrese riducono la quantità di denaro versata nella società calcistica[113] che, indebitata come altre imprese della holding di famiglia[114] (nel febbraio del 2014 il debito del Bari ammonterà a circa 30 milioni di euro),[115][116] mette in atto un’autogestione e cerca allo stesso tempo degli acquirenti.[113]

All’inizio del 2014 la società rischia seriamente il fallimento (e alcuni creditori pignorano parti del patrimonio societario),[117][118][119] mentre sono arenate o chiuse le trattative di vendita della stessa;[120][121] nel febbraio dello stesso anno i tifosi, che l’anno precedente già avevano richiesto chiaramente un cambio di proprietà per la squadra biancorossa,[122] manifestano in favore di un tempestivo “autofallimento” dell’impresa calcistica, per rendere possibile il mantenimento da parte del Bari Calcio[123], del titolo sportivo (ossia la categoria),[124] soluzione auspicata anche in precedenza, dal sindaco di Bari Michele Emiliano.[125][117] Riscontrata l’impossibilità di saldare la massa debitoria del club, l’assemblea dei soci dell’A.S. Bari autorizza l’autofallimento dello stesso,[126] dichiarato ufficialmente il 10 marzo 2014;[127][128][129] la società calcistica viene affidata a due curatori fallimentari, che provvedono a sanare i debiti e mettono all’asta l’azienda (comprensiva di marchio, titolo sportivo, parco giocatori, incluse le formazioni giovanili e vari beni mobili).

Il nuovo FC Bari 1908 e i play-off per la Serie A

Alla terza asta fallimentare per l’acquisto dell’azienda Bari Calcio, tenutasi il 20 maggio con un prezzo base ribassato a due milioni (dai 4,3 milioni iniziali)[130], il Football Club Bari 1908, rappresentato dall’ex arbitro Gianluca Paparesta, si aggiudica i beni aziendali prima appartenuti all’A.S. Bari per 4,8 milioni di euro;[131] tre giorni dopo viene stipulato il contratto di acquisto (e s’ha quindi l’ufficialità dell’acquisto stesso).[132]

In campionato la squadra, che dopo il fallimento è stata supportata da un numero sempre crescente di tifosi,[133] per effetto del suo settimo posto finale ottenuto con una grande rimonta nel girone di ritorno, si qualifica ai play-off per la promozione in Serie A, dove viene eliminata alle semifinali dal Latina, con cui pareggia 2-2 sia all’andata che al ritorno, in virtù del miglior piazzamento in classifica dei pontini.

Il nuovo corso

La nuova società attua vari cambiamenti rispetto alla gestione precedente. Il 7 luglio 2014 viene ufficializzato il nuovo allenatore Devis Mangia,[134] esonerato il 16 novembre 2014 dopo la sconfitta per 3-0 contro il Crotone e un avvio di campionato sotto le aspettative,[135] ingaggiando il giorno seguente Davide Nicola. Con il tecnico piemontese il rendimento dei galletti migliora e questi chiudono il campionato 2014-2015 al decimo posto (due posizioni sotto la zona play-off), mentre nella stagione successiva, pur con il Bari in quinta posizione (in piena zona play-off), dopo tre sconfitte consecutive (e 3 punti ottenuti in cinque gare) Nicola viene esonerato a fine girone d’andata e sostituito da Andrea Camplone. Nell’estate 2015 è stato ceduto il centravanti Francesco Caputo, che, in biancorosso dal 2008 (nel 2009-2010 in prestito alla Salernitana) ha totalizzato 48 reti in 150 presenze.L’anno solare 2015 è chiuso al quinto posto in graduatoria,a pari merito col Brescia.

Cronistoria

Cronistoria del Football Club Bari 1908
  • 15 gennaio 1908 – Fondazione del Foot-Ball Club Bari.
  • 1908-1915 – Attività a carattere prevalentemente non ufficiale.
  • 1909-1910 – 2º nel girone meridionale diSeconda Categoria.
  • 1910-1911 – 2º nel girone meridionale diSeconda Categoria.
  • 1915 – Il Foot-Ball Club Bari si scioglie per la prima volta.

  • 16 gennaio 1924 – Viene rifondato il Foot-Ball Club Bari.
  • 1923-1924 – 1° nel girone pugliese dellaLega Sud di Seconda Divisione. Green Arrow Up.svgPromosso in Prima Divisione.
  • 1924-1925 – 5° nel girone pugliese dellaLega Sud di Prima Divisione. Il Foot-Ball Club Bari si scioglie nuovamente a fine campionato.
  • 27 febbraio 1928 – A campionato in corso, ilLiberty Bari (con la nuova denominazioneBari F.C.) e l’Ideale Bari si fondono nell’Unione Sportiva Bari.
  • 1927-1928 – 1° nel girone D della Prima Divisione. Ammesso nel girone finale: arriva 3°. Green Arrow Up.svg Promosso in Divisione Nazionale.
  • 1928-1929 – 13º nel girone A della Divisione Nazionale. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B a causa della riforma dei campionati.
  • 1929-1930 – 9º in Serie B.

  • 1930-1931 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1931-1932 – 16º in Serie A.
  • 1932-1933 – 17º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1933-1934 – 3º nel girone B della Serie B. Ammesso nel girone finale: arriva 2º dopo la sconfitta nello spareggio finale.
  • 1934-1935 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1935-1936 – 14º in Serie A.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1936-1937 – 11º in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1937-1938 – 13º in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1938-1939 – 11º in Serie A.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1939-1940 – 11º in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.

  • 1940-1941 – 16º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1941-1942 – 1º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1942-1943 – 15º in Serie A. Retrocesso dopo aver perso gli spareggi e successivamente ripescato.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 – Attività sospesa per cause belliche.
  • 1944-1945 – Vince il Torneo misto pugliese. Il 1º gennaio 1945 cambia denominazione in Associazione Sportiva Bari.
  • 1945-1946 – 2º nella Serie mista A-B Centro-Sud. 8º nel girone finale di Divisione Nazionale.
  • 1946-1947 – 7º in Serie A.
  • 1947-1948 – 11º in Serie A.
  • 1948-1949 – 18º in Serie A.
  • 1949-1950 – 19º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.

  • 1950-1951 – 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1951-1952 – 6º nel girone D della Serie C. Red Arrow Down.svgRetrocesso in IV Serie a causa della riforma delle categorie.
  • 1952-1953 – 6º nel girone G della IV Serie.
  • 1953-1954 – 1º nel girone H della IV Serie. Green Arrow Up.svgPromosso in Serie C.
Scudetto.svg Campione d’Italia IV Serie (1º titolo).
  • 1954-1955 – 1º in Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1955-1956 – 10º in Serie B.
  • 1956-1957 – 11º in Serie B.
  • 1957-1958 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A dopo aver vinto un doppio spareggio.
  • 1958-1959 – 11º in Serie A.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 1959-1960 – 13º in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1960-1961 – 16º in Serie A dopo le sconfitte negli spareggi. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1961-1962 – 12º in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1962-1963 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
  • 1963-1964 – 18º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1964-1965 – 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1965-1966 – 7º nel girone C della Serie C.
  • 1966-1967 – 1º nel girone C della Serie C. Green Arrow Up.svgPromosso in Serie B.
  • 1967-1968 – 4º in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1968-1969 – 3º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1969-1970 – 16º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.

  • 1970-1971 – 4º in Serie B. Perde il triangolare-promozione.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1971-1972 – 11º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1972-1973 – 12º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1973-1974 – 19º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1974-1975 – 2º nel girone C della Serie C.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1975-1976 – 3º nel girone C della Serie C.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1976-1977 – 1º nel girone C della Serie C. Green Arrow Up.svgPromosso in Serie B.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1977-1978 – 13º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1978-1979 – 16º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1979-1980 – 12º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.

  • 1980-1981 – 8º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1981-1982 – 4º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1982-1983 – 20º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1983-1984 – 1º nel girone B della Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C.
  • 1984-1985 – 3º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1985-1986 – 15º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1986-1987 – 9º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1987-1988 – 7º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1988-1989 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 1989-1990 – 10º in Serie A.
Coppamitropalatina.PNG Vince la Coppa Mitropa (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1990-1991 – 13º in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1991-1992 – 15º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1992-1993 – 10º in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1993-1994 – 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1994-1995 – 12º in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1995-1996 – 15º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1996-1997 – 4º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 1997-1998 – 11º in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1998-1999 – 10º in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1999-2000 – 14º in Serie A.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 2000-2001 – 18º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 2001-2002 – 7º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 2002-2003 – 11º in Serie B.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 2003-2004 – 21º in Serie B. Retrocesso in Serie C1 dopo aver perso i play-out e successivamente ripescato.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 2004-2005 – 11º in Serie B.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 2005-2006 – 13º in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2006-2007 – 14º in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2007-2008 – 11º in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
15 gennaio 2008: Centenario della fondazione del Foot-Ball Club Bari
  • 2008-2009 – Coppa Ali della Vittoria.png 1º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2009-2010 – 10º in Serie A.
Terzo turno di Coppa Italia.

  • 2010-2011 – 20º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2011-2012 – 13° in Serie B.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 2012-2013 – 10° in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.
  • 2013-2014 – 7° in Serie B. Perde la semifinale play-off.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 10 marzo 2014 – L’Associazione Sportiva Bari fallisce, il 23 maggio il Football Club Bari 1908 rileva ufficialmente i beni aziendali dell’impresa fallita.
  • 2014-2015 – 10° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2015-2016 – in Serie B.
Secondo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli

Colori

Nelle uniformi del Bari Calcio si possono individuare dei tratti distintivi e costanti, leggermente differenti tra il F.B.C. Bari originario e il Bari rifondato nel 1928. Il Bari di Ludwigindossava maglie granata tendenti al rosso (da qui il soprannome di “camice rosse”, con cui la Gazzetta dello Sport apostrofò i footballer baresi nel 1910)[85], perché fra i tessuti di cui il commerciante austriaco disponeva non ve ne erano di rossi, e lunghi pantaloncini bianchi;[7] per alcuni mesi del 1915, prima dello scoppio della grande guerra e del conseguente scioglimento del club, questo iniziò a indossare casacche a strisce nere e verdi.[10] Dal 1928 in poi i galletti hanno indossato frequentemente, sia pure, sempre con qualche eccezione in alcune stagioni e con le opportune fantasie stilistiche (queste ultime hanno iniziato a manifestarsi dai primi anni cinquanta) divise bianche con risvolti rossi.[86] Una caratteristica quasi costante fra le due diverse società (FBC Bari e AS Bari), sino agli anni cinquanta sono stati i calzettoni neri, che dal 1928 presentavano una fascetta bianca[87] e poi dagli anni quaranta furono cuciti con due fascette sovrapposte, bianca e rossa.[86] La seconda divisa (quella spesso indossata in trasferta, per rendere più distinguibili i giocatori dalla squadra avversaria) ha presentato quasi costantemente invertiti i colori della prima;[86] dagli anni ottanta i calciatori baresi hanno avuto a disposizione anche una terza divisa, blu con piccoli motivi bianchi e rossi.[86]

Qui di seguito sono illustrate alcune uniformi del Bari Calcio, selezionate in base alla novità che hanno rappresentato nel proprio periodo storico, alla rilevanza storica o al prototipo stilistico tipico del loro periodo. I disegni delle ultime quattro uniformi riportate sono opera degli sponsor tecnici che il club ha avuto nei relativi anni.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1908-1915[7]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1915[10]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1928-1929[87]
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1952-1953[88]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1976-1977[89]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1984-1985[90]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1989-1990[91]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2005-2006[92]
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-2010[93]

Simboli ufficiali

Stemma

Evoluzione dello stemma
(1/2)

Stemma del Bari usato sotto la gestione Matarrese fino alla stagione 2013-2014

Il simbolo della neonata “Unione Sportiva Bari”, il galletto, fu disegnato per la prima volta, come altri famosi stemmi del calcio italiano (tra cui lazebra per la Juventus, il biscione visconteo per l’Inter e il diavolo per il Milan), dal vignettista Carlin che li realizzò nel 1928 per il Guerin Sportivo.[94] Lo stemma in uso fino al 2014, che riproduceva la testa stilizzata di un galletto, fu realizzato dallo sponsor tecnico Pouchain e comparve sulle maglie del Bari nella stagione 1979-80[95], campionato in cui molte squadre italiane, con l’avvento del moderno merchandising, decisero di realizzare dei nuovi stemmi da registrare all’Ufficio italiano brevetti e marchi.[96]

Il 2 luglio 2014 viene presentato il nuovo logo della società, disegnato dai grafici Gigi Buonsante e Cinzia Torro. Questo cambia radicalmente rispetto al precedente. L’unico elemento ancora presente è la cresta del vecchio galletto la quale però non è più diretta verso la sinistra, bensì verso destra. Al centro è predominante la scritta FC BARI 1908 accanto ad 11 righe in diagonale che rappresentano il rilancio della società dopo il fallimento e gli 11 giocatori che formano la squadra. Oltre al colore rosso simbolo della città di Bari, è presente anche il color oro il quale rappresenta l’aureola di San Nicola, simbolo e santo patrono del capoluogo pugliese.

Inno

L’inno ufficiale si chiama Bari grande amore ed è cantato da Sabino Bartoli. Nel 2008, durante la notte del Capodanno barese, venne introdotto l’inno non ufficiale intitolato Cuore Biancorosso, intonato da Checco Zalone. Molta diatriba nacque da quel giorno sulla scelta dell’inno: i tifosi preferirebbero quello di Zalone a quello di Bartoli, poiché quest’ultimo avrebbe usato un ritmo musicale molto simile all’inno della Roma di Venditti. Nel passato si ricorda l’inno Bari, Bari di Toni Santagata.

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Campo degli Sports, Stadio della Vittoria (Bari) e Stadio San Nicola.

L’interno dello stadio San Nicola.

Dal 1908, anno della sua fondazione, il Foot-Ball Club Bari utilizzò come campo di gioco la Piazza d’armi della città di Bari, chiamata “Campo San Lorenzo”; che i militari concedevano in uso.[97] Le fonti pervenute affermano che questo campo si trovava nel quartiere barese San Pasquale (allora poco urbanizzato) e che fosse il futuro “campo Rossani”, dal nome della caserma che lo ospitava (c’è tuttavia da osservare che se il campo faceva parte del complesso dell’ex caserma Rossani, ricadeva in quello che almeno ora è già il territorio del quartiere Carrassi)[97]. Un altro campo utilizzato dalle formazioni baresi, dal 1908 in poi, fu il “Campo di Marisabella”, che prendeva il nome dalla contrada in cui si trovava (nelle vicinanze della costa adriatica e dell’odierna Fiera del Levante)[97], che stando alle varie testimonianze, a differenza del San Lorenzo non venne utilizzato per partite ufficiali.[97] Gli stessi giocatori provvedevano al tracciamento delle linee di gioco sui campi, con sacchi di gesso.[97] Dopo la chiusura dell’attività sportiva, nel 1915 da parte del F.B.C. Bari, il San Lorenzo fu utilizzato dall’U.S. Ideale e dal F.B.C. Liberty.[97] Nel 1919 i militari provvidero a transennare i bordi del campo[97] e un tifoso libertianocostruì a sue spese una tribunetta.[97] Così attrezzato, il terreno fu usato anche dal Bari rifondato nel 1924 (e ritirato dalle competizioni l’anno seguente)[97], fino al 1925, anno in cui il Liberty, viste le aumentate necessità delle formazioni calcistiche del capoluogo e il bisogno di un impianto proprio, finanziò privatamente la costruzione, nel quartiere Carrassi (in adiacenza con il carcere, tra le attuali vie Petroni e Benedetto Croce) del Campo degli Sports, uno stadio adeguatamente attrezzato e con una tribuna in tufo, acciaio e legno, di 200 posti a sedere.[98]

Di proprietà del Liberty[98] e considerato all’epoca uno degli stadi maggiormente attrezzati del Sud Italia,[98] il Campo degli Sports ospitò anche le gare interne delle altre squadre baresi.[98] Con la fusione del 1928, di Liberty e Ideale nell’U.S. Bari, lo stadio di Carrassi passò in possesso ed esercizio alla nuova formazione biancorossa[99] e subì due ristrutturazioni (che non ne modificarono l’assetto e la tipologia costruttiva), nello stesso 1928[99] e nel 1931, al fine di avvicinarne le dotazioni agli standard e alle necessità del tempo; dopo la seconda ristrutturazione disponeva di una gradinata per ogni lato, per un totale di circa 10000 posti a sedere.[100]

Non soddisfacendo a sufficienza,[100] il Campo degli Sports (poi completamente smantellato nel 1967) fu sostituito nel 1934 dallo Stadio della Vittoria. Sito nel rione barese Marconi (nelle immediate vicinanze della Fiera del Levante), lo stadio della Vittoria ha la struttura portante in calcestruzzo armato e tamponature in tufo,[101] è ad anello unico, a pianta ellittica lievemente schiacciata e conta più di 45000 posti; il Bari vi ha giocato le sue gare interne per 56 anni (fino al 1990).

Nel 1990, anche in occasione dei mondiali di Calcio, è stato inaugurato lo Stadio San Nicola, disegnato dall’architetto Renzo Piano e realizzato anch’esso in calcestruzzo armato; con le gradinate a due anelli sovrapposti (di cui l’anello superiore a spicchi concavi in parte separati) per un totale di 58270 posti a sedere. E’ soprannominato l'”astronave” perché visto dall’esterno fa pensare appunto a un’astronave atterrata sull’altura che ne è sede.

Centro di allenamento

Il Bari svolge le sue sedute di allenamento presso l’antistadio situato vicino allo stadio San Nicola.[102] Negli ultimi tempi i calciatori del Bari hanno fatto presente che l’impianto presenta problemi di drenaggio e questo causa l’affaticamento dei calciatori durante gli allenamenti nei periodi di pioggia.[102]

Società

Il “Foot-Ball Club Bari”, il cui atto costitutivo ufficiale era dell’11 aprile 1908 (scioltosi nel 1915), era una società in cui ogni giocatore era allo stesso tempo socio e pagava l’iscrizione e, settimanalmente, una retta di permanenza per l’acquisto di tutto il materiale necessario all’attività calcistica (dai palloni al gesso per tracciare le linee del campo). Il club fu da subito affiliato alla FIF (FIGC dal 1909) ed era dotato di uno statuto di 24 articoli (approvato assieme all’atto costitutivo).

Poco si ha qui a disposizione del F.B.C. Bari rifondato nel 1924, se non l’organigramma societario pubblicato dalla Gazzetta di Puglia il 22 gennaio 1924, all’indomani della nuova fondazione, per annunciare l’entrata in scena della società. Lo stesso articolo del giornale pugliese precisa che, come la stessa ragione sociale suggeriva, la società si sarebbe occupata solo di calcio (allora chiamato comunemente “Football”).

L'”Unione Sportiva Bari”, nata nel 1928 dalla fusione di Liberty e Ideale, era una società sostenuta finanziariamente da presidenti o gruppi di persone nominati dalla federazione barese dei fasci, con cui la stessa presidenza poteva interloquire. Il 1º gennaio 1945 la suddetta impresa sportiva subì un semplice cambiamento di denominazione in “Associazione Sportiva Bari”; dal 1951, dopo che Tommaso Annoscia volle uscire dalla gestione del Bari Calcio, iniziò ad essere commissariata (gestita) dal Comune fino al 1963. Nel 1967 divenne una società per azioni per ottemperare a una legge dell’ottobre 1961. Sostanzialmente, se si fa eccezione del periodo di commissariamento comunale, in cui l’A.S. Bari era gestita da un comitato (detto “della rinascita”) formato dai vari rappresentanti degli impieghi presenti a Bari, negli altri periodi (compreso quello del fascismo) il passaggio da una dirigenza alla successiva (che assicurava tutto l’apporto finanziario al Bari Calcio) avveniva gratuitamente, senza alcuna vendita[104](eccetto che per l’eventuale richiesta da parte del proprietario uscente, dei crediti spettantigli; il capitale sociale passava di presidente in presidente). Nel 1977, dopo la morte del professor De Palo (fino ad allora presidente del Bari), i Matarrese, famiglia di costruttori andriesi, rilevata (sempre gratuitamente) la maggioranza del pacchetto azionario dell’A.S. Bari, ha posto questa come società controllata della propria holding.[105] Dal 2008 al 2014 i Matarrese hanno posseduto il 90% delle quote azionarie; il restante 10% era dei costruttori baresi De Bartolomeo.[50]

Nel 2014, dichiarato l’autofallimento, l’Associazione Sportiva Bari ha cessato di esistere; il tribunale di Bari ne ha quindi venduto i beni aziendali (dopo averne fatto stimare ilvalore di mercato e aver cercato di saldare la maggior parte possibile di debiti) tramite asta pubblica. L’impresa aggiudicataria (dietro versamento di 4,8 milioni di euro) è stata il “Football Club Bari 1908”, una società a responsabilità limitata affiliatasi alla FIGC nel marzo 2014,[106][107] di cui sono ancora sconosciuti gli investitori.[108][109] La società ha sede legale in via Sparano da Bari 162, a Bari.[106]

Organigramma societario

Fcbari1908.svg

Staff dell’area amministrativa[110]
  • Italia Gianluca Paparesta – Presidente
  • Italia Romeo Paparesta – Vice Presidente
  • Italia Antonello Ippedico – Direttore Sportivo e Segretario Sportivo
  • Romania Razvan Zamfir – Responsabile Area Tecnica
  • Italia Alberto Marangon – Team Manager e Direttore della Comunicazione
  • Italia Antonella Indiveri – Responsabile Amministrativo
  • Italia Fabio Foglianese – Responsabile Ufficio Stampa
  • Italia Francesco Laforgia – Coordinatore Biglietteria
  • Italia Giuseppe Camicia – Visor Sviluppo Infrastrutture
  • Italia Vito Fanelli – Responsabile Stadio «San Nicola»
  • Italia Gianluca Trisolini – Responsabile Marketing e Commerciale
  • Italia Gianluca Spagnuolo – Ufficio Maketing
  • Italia Claudio De Leonardis – Ufficio Commerciale

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Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1978-1979 Puma
  • 1979-1981 Pouchain
  • 1981-1997 Adidas
  • 1997-2005 Lotto
  • 2005-2015 Erreà
  • 2015-oggi Nike
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Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1983-1984 Man Trasporti
  • 1984-1987 Cassa di Risparmio di Puglia
  • 1987-1990 Sud Leasing
  • 1990-1992 Sud Factoring
  • 1992-1995 Wuber
  • 1995-1997 CEPU
  • 1997-1998 Gio.Bi Trasporti
  • 1998-2003 TELE+
  • 2003-2006 Pasta Ambra
  • 2006-2009 Gaudianello
  • 2009-2012 Radionorba
  • 2009-2012 Banca Popolare di Bari
  • 2012-2013 Fashion District
  • 2013-2015 SuisseGas
  • 2015-oggi Puglia Promozione – Balkan Express

Il FC Bari 1908 nella cultura di massa

La squadra del Bari ha particolarmente suscitato l’interesse dei media nazionali per tre volte, la prima nella stagione 1938-1939 in Serie A, con la squadra allenata dall’ungherese József Ging, che disponeva di Capocasale, Grossi e Costantino (tanto che l’EIAR fu spinto a trasmettere in fuori programma e in diretta radiofonica l’incontro Genova-Bari del 15 gennaio 1939),[111] la seconda volta in Serie B, nella stagione 1981-1982 in cui la giovane compagine allenata da Enrico Catuzzi fu ammirata soprattutto per il gioco (inedito in quel periodo) praticato; infine nella stagione 2009-2010 di massima serie con il tecnico Giampiero Ventura, anch’esso apprezzato per il gioco mostrato.

Un altro caso di interesse dei media si è avuto nella primavera del 2014, quando il calciatore del Bari Daniele Sciaudone ha creato su Twitter l’hashtag #compratelabari, per sensibilizzare gli imprenditori a rilevare l’azienda biancorossa, dopo il fallimento dell’A.S. Bari; questo hashtag ha avuto successo, tanto che molte personalità dello spettacolo (e diversi ex calciatori del Bari) vi hanno aderito.[112] L’indicazione della squadra biancorossa al femminile, la Bari (similmente a come questa veniva chiamata fino agli anni cinquanta), da parte di molti suppoter biancorossi si è diffusa negli anni duemiladieci; non si conosce il motivo specifico di questo riutilizzo, talvolta, dell’articolo femminile da parte dei tifosi.

Nelle opere della cultura italiana vi sono dei riferimenti al Bari Calcio, dalle citazioni marginali in alcuni film (come in Ladri di biciclette del 1948, dove il Bari viene citato in un aggiornamento radiofonico sulle partite domenicali o in Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone degli anni ottanta, dove la squadra della “Marchigiana”, in cui giocano i due protagonisti, durante un suo periodo negativo perde un incontro in casa 1-2 con i biancorossi) a quelle più corpose, come nella serie televisiva italiana Classe di ferro (girata tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta), in cui il militare barese di leva Gabriele Serra (interpretato da Paolo Sassanelli) è un appassionato tifoso del Bari e i risultati della sua squadra preferita ne influenzano l’umore, assieme alle varie vicissitudini vissute; in un’altra serie tv italiana del 1992 dal titolo “Un inviato molto speciale”, il protagonista Damiano Tarantella, un giornalista pugliese della Rai interpretato da Lino Banfi (attore originario della ex provincia di Bari), nella prima puntata esegue un servizio, da inviato sostituto, di una partita Bari-Juventus giocata allo Stadio San Nicola, lasciandosi prendere la mano con nervose lamentele da tifoso (contestando la concessione di un rigore messo a segno dai bianconeri nei minuti di recupero, determinante per la sconfitta dei galletti), che segnano l’inizio della sua carriera come inviato speciale della società televisiva.[113] Invece in una scena del film My Name Is Tanino, del regista Paolo Virzì, il protagonista (appunto Tanino, interpretato da Corrado Fortuna) è alle prese con i suoi ingrati coinquilini baresi che gli impediscono di vedere la televisione, cacciandolo con colorite frasi dialettali, per vedere un incontro dei galletti.[114][115]

A livello locale (città di Bari e dintorni) si menzionano due film: il primo, “U megghie paise” (che in dialetto significa “il miglior paese”), è stato girato nel capoluogo pugliese nel2009, racconta le vite di nove appassionati tifosi biancorossi intrecciate agli eventi della loro squadra, della situazione generale in quel periodo e degli accadimenti nella città e alcuni dei protagonisti sono impersonati dallo storico radio-cronista del Bari Michele Salomone e da ultras[116]; il secondo, “Una meravigliosa stagione fallimentare” è stato girato a cavallo tra il 2014 e il 2015 e si basa sulla rimonta in campionato dei biancorossi nella stagione 2013-2014, che riuscirono nell’impresa di scalare quasi tutta la classifica portandosi addirittura al settimo posto, il quale permise alla squadra di accedere ai play-off per la promozione in Serie A (fermatasi in semifinale contro il Latina): questa pellicola mette in evidenza quanto il tifo barese sia appassionato alla squadra e riprende il tormentone stagionale “#compratelabari” scaturito dopo il dichiarato fallimento dei pugliesi.

Per quanto riguarda la stampa si fa menzione del “Cine-Sport”, una sorta di rivista trisettimanale molto simile ad un giornale, il cui editore era Ferdinando Pinto e che fu pubblicata nella città di Bari dal 1927 al 1952; tale rivista trattava, in tono vivace, leggermente ironico e a tratti goliardico (e ricca di disegni, schizzi e caricature), principalmente del Bari (e prima che nascesse questo del Bari Football Club), ma dava anche notizie e indiscrezioni sulle varie compagini sportive (non solo calcistiche) di Bari e provincia.[117]Dal 1996 al 2012 la rivista ufficiale della formazione biancorossa è stata “Il Bari”, il cui direttore editoriale era lo storico del Bari Gianni Antonucci;[118] tale pubblicazione è stata chiusa (nell’ottobre del 2012) per via della carenza di liquidità allora sofferta dalla società calcistica, sua unica finanziatrice.[119] Prima delle gare interne dei galletti, presso lo stadio San Nicola viene distribuita gratuitamente la rivista “Il nuovo galletto”, il cui direttore è il giornalista di Tele Bari e la Repubblica Enzo Tamborra.[120][121][122]

Più volte sono state dedicate canzoni al Bari, a partire dal cabarettista barese Nico Salatino che negli anni ottanta compose “U’Bar in Serie A”; è invece degli anni novanta la canzone “U’ gardidde” dell’artista Nicola Pignataro (anche lui barese). Nell’autunno del 2010 è stato pubblicato il videoclip cantato in stile hip hop “U Baar nest” (il nostro Bari) dal gruppo dei Need for Beatz, a cui hanno collaborato alcuni comici locali.[123]

Allenatori e presidenti

Allenatori

Arrows-folder-categorize.svgLe voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori del F.C. Bari 1908

Gli allenatori del Bari dal 1928 sono stati 61[124], l’allenatore che ha collezionato più presenze è Eugenio Fascetti con 190[124] panchine e una promozione in Serie A nella stagione 1996-1997.

Tra gli allenatori del Bari spiccano: Antonio Conte, che ha portato il Bari in Serie A nella stagione 2008-2009 (in seguito ha ottenuto successi alla guida della Juventus), Giuseppe Materazzi protagonista di una promozione in Serie A con i galletti nella stagione 1993-1994, Gaetano Salvemini anch’egli ha allenato il Bari ottenendo una promozione in Serie A nella stagione 1988-1989 e vincendo la Coppa Mitropa l’anno dopo, Bruno Bolchi, artefice di due promozioni consecutive, in Serie B nella stagione 1983-1984 e in Serie A nella stagione 1984-1985, Giacomo Losi che con il Bari ha vinto un campionato di Serie C nella stagione 1976-1977, Lauro Toneatto anche lui ha ottenuto due promozioni col Bari, una nel 1966-1967 in cadetteria e una nel 1968-1969 in massima serie, Pietro Magni portò il Bari in A nella stagione 1962-1963, Francesco Capocasale che col Bari vinse un campionato di IV serie nel 1953-1954 più il titolo di campione d’Italia d IV Serie, e il campionato di Serie C nella stagione successiva, Federico Allasio, tecnico della promozione in Serie A nella stagione 1957-1958, Stanislao Klein vincitore del campionato di Serie B con i galletti nella stagione 1941-1942, András Kuttik secondo posto e promozione in serie A nella stagione 1934-35 e János Hajdu anche lui ottenne il secondo posto in Serie B e quindi la promozione in Serie A nella stagione 1930-1931.

Gli allenatori stranieri che hanno allenato il Bari sono 11 di nazionalità ungherese, Ernő Erbstein, János Hajdu, Árpád Weisz, Lászlo Barr, András Kuttik, József Ging, Stanislao Klein, János Vanicsek, Ferenc Plemich, György Sárosi; 3 austriaci, Josef Uridil, Tony Cargnelli, Engelbert König; 1 cecoslovacco, János Nehadoma; 2 argentini, Luis Carniglia eHugo Lamanna; 1 polacco, Zbigniew Boniek e 1 brasiliano, Sebastião Lazaroni

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Allenatori
  • 1908-1928 …
  • 1928 Ungheria Ferenc Plemich
  • 1928-1929 Ungheria Ernő Erbstein
  • 1929-1930 Austria Josef Uridil
  • 1930-1931 Ungheria János Hajdu
  • 1931-1932 Ungheria Árpád Weisz
  • 1932-1933 Ungheria Ernő Erbstein e Ungheria Lászlo Barr
  • 1933-1934 Austria Tony Cargnelli
  • 1934-1935 Austria Engelbert König (1ª-6ª)
    Ungheria Andras Kuttik (7ª-30ª)
  • 1935-1936 Ungheria András Kuttik
  • 1936-1938 Austria Tony Cargnelli
  • 1938-1939 Ungheria József Ging
  • 1939-1940 Ungheria András Kuttik (1ª-10ª)
    Italia Raffaele Costantino (11ª-21ª)
    Italia Luigi Ferrero e Italia Raffaele Costantino (D.T.)(22ª-30ª)
  • 1940-1941 Italia Luigi Ferrero e Italia Raffaele Costantino(D.T.)
  • 1941-1942 Ungheria Andras Kuttik (1ª-18ª)
    Italia Raffaele Costantino (19ª)
    Ungheria Stanislao Klein (20ª-34ª)
  • 1942-1943 Regno d'Ungheria János Vanicsek (1ª-18ª)
    Italia Raffaele Costantino (19ª-30ª)
  • 1944-1945 Italia Raffaele Costantino
  • 1945-1946 Italia Raffaele Costantino (1ª-13ª)
    Ungheria János Nehadoma (14ª)
  • 1946-1947 Ungheria János Nehadoma (1ª-7ª)
    Italia Raffaele Costantino (8ª-14ª)
    Ungheria András Kuttik (15ª-38ª)
  • 1947-1948 Ungheria András Kuttik (1ª-18ª)
    Ungheria Ferenc Plemich (19ª-42ª)
  • 1948-1949 Ungheria András Kuttik (1ª-4ª)
    Ungheria Ferenc Plemich (5ª-7ª)
    Ungheria György Sárosi (8ª-38ª)
  • 1949-1950 Ungheria György Sárosi
  • 1950-1951 Italia Federico Allasio (1ª-7ª)
    Italia Ambrogio Alfonso (8ª-12ª)
    Italia Mario Sandron (13ª-19ª)
    Italia Francesco Capocasale e Italia Raffaele Costantino (20ª-21ª)
    Italia Paolo Giammarco (22ª)
    Italia Pietro Piselli (23ª-24ª)
    Italia Paolo Giammarco (25ª)
    Italia Raffaele Costantino (26ª-42ª)
  • 1951-1952 Italia Raffaele Costantino (1ª-?ª)
    Italia Vincenzo Marsico (?ª-34ª)
  • 1952-1953 Italia Raffaele Sansone
  • 1953-1956 Italia Francesco Capocasale
  • 1956-1958 Italia Federico Allasio
  • 1958-1959 Italia Paolo Tabanelli
  • 1959-1960 Italia Francesco Capocasale
  • 1960-1961 Italia Francesco Capocasale (1ª-7ª)
    Italia Onofrio Fusco (8ª)
    Argentina Luis Carniglia (9ª-34ª)
  • 1961-1962 Italia Federico Allasio (1ª-21ª)
    Italia Onofrio Fusco (22ª-38ª)
  • 1962-1963 Italia Pietro Magni
  • 1963-1964 Italia Pietro Magni (1ª-5ª)
    Italia Tommaso Maestrelli (6ª-11ª)
    Italia Paolo Tabanelli (12ª-34ª)
  • 1964-1965 Italia Paolo Tabanelli (1ª-8ª)
    Italia Francesco Capocasale e Onofrio Fusco (9ª-34ª)
    Argentina Hugo Lamanna (35ª-38ª)
  • 1965-1966 Argentina Hugo Lamanna (1ª-?ª)
    Italia Filippo Calabrese (?ª-34ª)
  • 1966-1969 Italia Lauro Toneatto
  • 1969-1970 Italia Oronzo Pugliese (1ª-23ª)
    Italia Carlo Matteucci (24ª-30ª)
  • 1970-1972 Italia Lauro Toneatto
  • 1972-1974 Italia Carlo Regalia
  • 1974-1975 Italia Luciano Pirazzini
  • 1975-1976 Italia Luciano Pirazzini (1ª-?ª)
    Italia Giovanni Seghedoni (?ª-?ª)
    Italia Giuseppe Pozzo (?ª-38ª)
  • 1976-1978 Italia Giacomo Losi
  • 1978-1979 Italia Mario Santececca (1ª-10ª)
    Italia Giulio Corsini (11ª-33ª)
    Italia Enrico Catuzzi (34ª-38ª)
  • 1979-1981 Italia Antonio Renna
  • 1981-1982 Italia Enrico Catuzzi
  • 1982-1983 Italia Enrico Catuzzi (1ª-25ª)
    Italia Luigi Radice (26ª-38ª)
  • 1983-1986 Italia Bruno Bolchi
  • 1986-1988 Italia Enrico Catuzzi
  • 1988-1991 Italia Gaetano Salvemini
  • 1991-1992 Italia Gaetano Salvemini (1ª-5ª)
    Polonia Zbigniew Boniek (6ª-34ª)
  • 1992-1993 Brasile Sebastião Lazaroni (1ª-18ª)
    Italia Giuseppe Materazzi (19ª-38ª)
  • 1993-1995 Italia Giuseppe Materazzi
  • 1995-2000 Italia Eugenio Fascetti
  • 2000-2001 Italia Eugenio Fascetti (1ª-28ª)
    Italia Arcangelo Sciannimanico (29ª-34ª)
  • 2001-2002 Italia Attilio Perotti
  • 2002-2003 Italia Marco Tardelli
  • 2003-2004 Italia Giuseppe Pillon
  • 2004-2006 Italia Guido Carboni
  • 2006-2007 Italia Rolando Maran (1ª-21ª)
    Italia Giuseppe Materazzi (22ª)
    Italia Rolando Maran (23ª-25ª)
    Italia Giuseppe Materazzi (26ª-42ª)
  • 2007-2008 Italia Giuseppe Materazzi (1ª-19ª)
    Italia Antonio Conte (20ª-42ª)
  • 2008-2009 Italia Antonio Conte
  • 2009-2010 Italia Giampiero Ventura
  • 2010-2011 Italia Giampiero Ventura (1ª-24ª)
    Italia Bortolo Mutti (25ª-38ª)
  • 2011-2013 Italia Vincenzo Torrente
  • 2013-2014 Italia Carmine Gautieri (lug.-ago.)
    Italia Roberto Alberti Mazzaferro (1ª-42ª)
  • 2014-2015 Italia Devis Mangia (1ª-14ª)
    Italia Davide Nicola (15ª-42ª)
  • 2015-oggi Italia Davide Nicola (1ª-21ª)
    Italia Andrea Camplone (22ª-?ª)

Presidenti

Arrows-folder-categorize.svgLe voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Dirigenti del F.C. Bari 1908

I presidenti del Bari dal 1928 sono stati 27, il presidente più longevo è stato Vincenzo Matarrese con 28 anni di dirigenza. Il fallimento dell’Associazione Sportiva Bari avvenuto nel marzo 2014 decreta la fine dell’era della famiglia Matarrese che è stata alla guida del club fin dall’estate del 1977.[125]

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Presidenti[126][127]
  • 1908-? Italia Adolfo Angeli[128]

  • 1924 Italia Donato Nicola Fornarelli[129]
  • 1924-1925 Italia Emanuele Messeni Petruzzelli[130]
  • 1928 Italia Alfredo Atti[130]
  • 1928-1929 Italia triumvirato Del Buono-Pirelli-Russo
  • 1929-1931 Italia Alfredo Atti
  • 1931-1932 Italia Liborio Mincuzzi
  • 1932-1933 Italia Sebastiano Roca
  • 1933-1934 Italia Raffaele Tramonte
  • 1934-1935 Italia Giovanni Tomasicchio
  • 1935-1936 Italia Giovanni Di Cagno Abbrescia
  • 1936 Italia Vincenzo Signorile
  • 1937-1938 Italia Giuseppe Abbruzzese
  • 1938-1940 Italia Giambattista Patarino
  • 1940 Italia Angelo Albanese
  • 1940-1941 Italia Pasquale Ranieri
  • 1941-1943 Italia Giuseppe Santoro
  • 1944-1945 Italia Francesco De Palma
  • 1945-1950 Italia Tommaso Annoscia
  • 1950-1951 Italia Rocco Scafi
  • 1951-1952 Italia Florenzo Brattelli
  • 1952-1953 Italia Francesco Saverio Lonero
  • 1953-1956 Italia Achille Tarsia Incuria
  • 1956-1959 Italia Gianfranco Brunetti
  • 1959-1961 Italia Vincenzo La Gioia
  • 1961-1963 Italia duunvirato Angelo Marino-Angelo De Palo
  • 1963-1977 Italia Angelo De Palo
  • 1977-1983 Italia Antonio Matarrese
  • 1983-2011 Italia Vincenzo Matarrese
  • 2011-2012 Italia Claudio Garzelli
  • 2012-2014 Italia Francesco Vinella
  • 2014-oggi Italia Gianluca Paparesta

Calciatori

Arrows-folder-categorize.svgLe voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori del F.C. Bari 1908

Leonardo Bonucci, al Bari nel 2009-2010, è stato convocato per i mondiali sudafricani.

Il Bari e le Nazionali di calcio

Di seguito l’elenco dei giocatori che sono stati chiamati a vestire la maglia azzurra della nazionale italiana durante il periodo di militanza nel Bari:

  • Raffaele Costantino 6 presenze, 3 gol
  • Tommaso Maestrelli 1 presenza
  • Giuseppe Moro 1 presenza
  • Gianluca Zambrotta 2 presenze
  • Leonardo Bonucci 2 presenze, 1 gol

Di seguito l’elenco dei giocatori che sono stati convocati al mondiale durante il periodo di militanza nel Bari:

  • Argentina Néstor Lorenzo (Italia 1990)
  • Marocco Rachid Neqrouz (Francia 1998)
  • Sudafrica Phil Masinga (Francia 1998)
  • Italia Leonardo Bonucci (Sudafrica 2010)
  • Honduras Edgar Álvarez (Sudafrica 2010)

Di seguito l’elenco dei giocatori che sono stati convocati all’europeo durante il periodo di militanza nel Bari:

  • Inghilterra David Platt (Svezia 1992)
  • Svezia Daniel Andersson (Belgio-Paesi Bassi 2000)
  • Svezia Yksel Osmanovski (Belgio-Paesi Bassi 2000)

Palmarès

Competizioni internazionali

  • Coppa.svg Coppa Mitropa: 1
1990[131]

Competizioni nazionali

  • Serie B: 2
1941-1942, 2008-2009
  • Serie C: 3
1954-1955, 1966-1967, 1976-1977
  • Serie C1: 1
1983-1984
  • Scudetto.svg Scudetto IV Serie: 1
1953-1954

Competizioni regionali

  • Seconda Divisione: 1
1923-1924
  • Terza Categoria: 1
1909-1910[132]
  • Torneo misto pugliese 1944-1945: 1
1944-1945[131]

Competizioni giovanili

  • Viareggio Cup World Football Tournament Coppa Carnevale: 1
1997
  • Scudetto.svg Campionato Primavera: 1
1999-2000
  • Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia Primavera: 2
1980-1981, 1997-1998
  • Campionato Allievi Nazionali: 2
1993-1994, 1999-2000
  • Torneo Internazionale Maggioni-Righi: 4
1983, 1984, 1986, 1994

Altri piazzamenti[

terzo posto: 1927-1928
  • Serie B:
secondo posto: 1930-1931, 1933-1934, 1934-1935, 1957-1958, 1962-1963, 1988-1989, 1993-1994
terzo posto: 1968-1969, 1984-1985
  • Torneo Estivo del 1986:
finalista

Statistiche e record

Partecipazione ai campionati

LivelloCategoriaPartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotale
Prima Divisione11924-192533
Divisione Nazionale21928-19291945-1946
Serie A301931-19322010-2011
Seconda Categoria21909-19101910-191148
Seconda Divisione11923-1924
Prima Divisione11927-1928
Serie B441929-19302015-2016
Serie C71951-19521976-19778
Serie C111983-1984
IV Serie21952-19531953-19542

Partecipazioni alle coppe nazionali

CompetizionePartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotale
Coppa Italia591935-19362014-201563
Coppa Italia di Serie C4[133]1974-19751983-1984

Partecipazioni alle competizioni internazionali

CompetizionePartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotale
Coppa delle Alpi119702
Coppa Mitropa11990

In 86 stagioni sportive dall’esordio ufficiale, a livello nazionale nel Direttorio Divisioni Superiori nel 1924, come Foot-Ball Club Bari, compresi un torneo di Divisione Nazionale (1o livello) e due tornei cadetti (2o livello) antecedenti il girone unico.

Statistiche di squadra

  • Miglior piazzamento: 7º posto Serie A nella stagione 1946-1947
  • Punti massimi ottenuti in serie A: 38 punti – 1946-1947 a 20 squadre, 1947-1948 a 21 squadre; 50 punti – 2009/2010 a 20 squadre con la vittoria a 3 punti
  • Maggior numero di vittorie in A: 16 – 1946-1947 a 20 squadre
  • Vittorie consecutive in Serie B: 6 – 2008-09[135]
  • Risultati utili consecutivi in Serie B: 16 – 1988-1989 (2 serie), 2008-09[136][137]
  • Eugenio Fascetti (1995-2001) è l’allenatore rimasto più a lungo sulla panchina del Bari (in tutto più di 5 anni, dal dicembre 1995 al maggio 2001); il precedente record era quello di Gaetano Salvemini (3 anni e 3 mesi: dal luglio 1988 a fine settembre 1991) e assieme, Bruno Bolchi, Lauro Toneatto e Francesco Capocasale, tutti tre per 3 anni tondi sulla panchina biancorossa.
  • Vittoria più larga: Genzano-Bari 0-9 (1974-75).[138]
  • Maggior numero di campionati di Serie A terminati all’ultimo posto: cinque volte (1940-1941, 1963-1964, 1969-1970, 2000-2001 e 2010-2011). Record relativo al solo calcio italiano.
  • Nella classifica media punti a partita della Serie A, il Bari è al 21º posto con 1.05 punti (classifica formata da squadre che hanno totalizzato almeno 20 stagioni nella stessa serie citata).

Statistiche individuali[

  • Acquisto più costoso: David Platt dall’Aston Villa per 12 miliardi di lire – 1991/1992
  • Cessione più remunerativa: Antonio Cassano alla Roma per 60 miliardi di lire – 2000/2001

Di seguito le top 10 dei primatisti di presenze[139] e reti[140] della storia della società:

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Record di presenze
  • 353 Belgio Jean François Gillet (2000-2003, 2004-2011)
  • 318 Italia Giovanni Loseto (1982-1993)
  • 313 Italia Mario Mazzoni (1953-1963)
  • 273 Italia Giorgio De Trizio (1980-1989)
  • 262 Italia Bruno Cicogna (1958-1968)
  • 251 Italia Vittorio Spimi (1969-1976)
  • 251 Italia Antonio Bellavista (1994-1996, 1996-1997, 2000-2008)
  • 236 Italia Alessandro Carlini (1939-1943, 1945-1950)
  • 235 Italia Aurelio Galli (1968-1976)
  • 230 Italia Angelo Terracenere (1981-1983, 1985-1993)
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Record di reti
  • 70 Italia Luigi Bretti (1950-1952)
  • 54 Ungheria Mihály Vörös (1948-1953)
  • 52 Italia Gionatha Spinesi (1998-2004)
  • 49 Italia Biagio Catalano (1956-1965)
  • 47 Italia Raffaele Costantino (1928-1930, 1935-1939)
  • 47 Italia Francesco Caputo (2008-2009, 2010, 2011-oggi)
  • 46 Italia Igor Protti (1992-1996)
  • 44 Italia Giuseppe Scategni (1929-1933)
  • 41 Italia Lucio Mujesan (1966-1968, 1971-1972)
  • 41 Brasile Paulo Vitor Barreto (2008, 2011)

Tifoseria

Storia

Tifosi del Bari, in Curva Nord allo stadio San Nicola.

Nei primi anni di attività sportiva del Foot-Ball Club Bari, assistevano agli incontri della formazione biancorossa semplici spettatori, incuriositi dal nuovo gioco del Football importato dalla Gran Bretagna.[10] Dai racconti dello storico del Bari Antonucci si evince che il “tifo” calcistico vero e proprio, a Bari, iniziò a manifestarsi negli anni 1910-11 per avere la piena affermazione nel primo dopoguerra con il Liberty (legato a doppio filo con il FBC Bari, inizialmente non rifondato) e l’Ideale.[10]

Pochi mesi dopo la fusione del 1928, fra Bari F.C. (Liberty) e Ideale (a dare l’U.S. Bari), nacquero i primi club di tifosi; “la banda dei pollastri”, “l’ordine del galletto” e il “27+2” quelli di cui ci perviene il nome.[141] Erano gruppi di uomini adulti, gruppi sciolti circa cinque anni dopo la fondazione.[141]

Dalla seconda metà degli anni cinquanta si distinse Peppino Cusmai, un tifoso corpulento e con i baffi all’ungherese, che in occasione degli spareggi e delle gare determinanti per le promozioni o le salvezze dei galletti percorreva le strade di Bari su un carro (trainato da un cavallo), con una feluca e incitando i concittadini a seguirlo, anche in trasferta, per sostenere i biancorossi.[142]Ha poi seguito costantemente e attivamente il Bari, da elemento trainante per la tifoseria, fino alla fine degli anni settanta (quando è deceduto).[142]

Nel 1976 nascono gli U.C.N., ossia “ultras curva nord”, dal settore dello stadio dove stazionano gli ultras durante le partite interne del Bari, una federazione unitaria di tanti gruppi ultras. Gli UCN, chiamati anche “teschi alati” per via del loro stemma, di stampo di destra e nazionalistico ma non molto schierati politicamente,[143][144] mantengono unità d’intenti per più di trent’anni. Come altri gruppi ultras italiani, negli anni duemila e duemiladieci criticano fortemente il “Calcio moderno” e la tessera del tifoso.[143][144][145] Nel 2011 lo scandalo del calcio scommesse vede coinvolti i vertici del movimento ultras biancorosso, che quindi vengono deposti.[143][144] Fra il 23 e il 24 agosto del 2012 il movimento UCN viene sciolto (i vari gruppi ultras rimangono comunque attivi).[146]

Le trasferte in cui i biancorossi hanno avuto un grosso numero di supporters sono state Bari-Colleferro, giocata allo stadio Collana di Napoli il 27 giugno 1954 (spareggio promozione dalla IV Serie alla Serie C, vinto 2-1 dai biancorossi), con circa 20000 sostenitori dei galletti;[147] Atalanta-Bari del 20 giugno 1971 al Comunale di Bologna (spareggio per la promozione in Serie A, della stagione 1970-1971, vinto dai bergamaschi 1-0) con circa 15000 baresi[148] e infine, con circa 10000 tifosi del Bari al seguito, Verona-Bari del 20 luglio 1958, giocata a Bologna[149] e Roma-Bari del 22 novembre 2009 all’Olimpico di Roma[150](la prima di queste due gare fu valida per gli spareggi per la massima serie e fu vinta dal Bari 1-0, la seconda fu valida per la 13a giornata del campionato di A, vinta dalla formazione di casa 3-1).

Gemellaggi e rivalità

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Puglia e Derby d’Apulia.

Il gemellaggio più duraturo degli ultras biancorossi è quello con i salernitani, nato nel 1984 allo stadio della Vittoria di Bari, dal 1988 è in vigore il gemellaggio con i reggini, nel 2006 si concretizza quello con i sampdoriani. Durante gli anni ottanta vi sono stati forti gemellaggi con le tifoserie torinista e laziale (quello con i biancocelesti è stato il primo gemellaggio attuato dai baresi), finiti entrambi negli anni novanta. Gli ultras baresi hanno inoltre rapporti di amicizia con le tifoserie vicentina, spezina e triestina. Delle tifoseriepugliesi c’è amicizia con gli andriesi, i barlettani, i monopolitani, gli ultras del Martina Franca e quelli del Casarano; questi ultimi ostili agli ultras del Lecce.

Forte rivalità della tifoseria barese è quella con il Lecce, particolarmente sentita in passato quella con i tarantini; Bari e Taranto non s’incontrano dal 1993. Vi è poi rivalità anche con gli ultras foggiani (non più incrociati dal 1997). Delle altre squadre meridionali si ricorda la rivalità con napoletani, beneventani (nata durante l’incontro Benevento-Bari del 1975, con gravi disordini dentro e fuori lo stadio Santa Colomba), avellinesi (dovuta anche al gemellaggio dei biancorossi con i salernitani) e palermitani (gemellati con i leccesi). Particolarmente tesi i rapporti con i pescaresi, non buoni quelli con gli ultras della Roma, Juventus, Inter (vecchia amicizia raffreddatasi gradualmente a causa di varie vicissitudini), Hellas Verona e Genoa (quest’ultimo anche in chiave pro Sampdoria).

 

Informazioni su diego80 (1907 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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