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C’era una volta…Trattoria del Castello di Gaiazzo

Ringrazio per questo articolo Canal Oliviero Carminati,che mi ha passato questa testimonianza riguardante l’antica Trattoria del Castello di Gaiazzo,contrada della frazione di Cavaglia di Valbrembilla,situata a pochi metri dalla mia residenza originaria.

 

 

Adagiata sull’assolato pendio ai piedi di sua maestà il monte Coren, nella contrada Gaiazzo, poco distante dalla più nota Cavaglia, già dagli anni ’30 era attiva la Trattoria del Castello, che nel nome porta un chiaro riferimento al Castello della Regina, la vetta più alta di Brembilla e sulla quale sorgeva un antico fortino.

In quegli anni di soldi ne giravano pochi e tenere in piedi un’osteria serviva fondamentalmente per rimpolpare la scarsa rendita che derivava dalle coltivazioni in montagna. Infatti l’apertura del locale si limitava ai giorni di festa principali e in particolar modo quelli dedicati alla Madonna della Salette, in gennaio e settembre.

La trattoria, munita di regolare licenza, era composta da due anguste stanze con due tavoli ciascuna, dove si servivano le tradizionali pietanze: nusec, casoncelli, gnocchi, casola, buseca, polenta, frattaglie. Non mancava lo stracchino e gli insaccati preparati dal Rasmo, norcino di Gerosa. C’era poi la possibilità di giocare a bocce nel campo davanti alla trattoria, oppure quando c’era brutto tempo si ascoltava la radio o si giocava a carte, ma con la fisarmonica si scatenavano allegri ed entusiastici cori. Capitava talvolta di trovare qualche ubriaco che arrancava sulla mulattiera con il rischio di ruzzolare rovinosamente per il bosco.

 

I coniugi Teresa Locatelli e Pietro Busi avevano parecchi figli e dunque potevano contare sull’aiuto delle loro braccia. Una delle più attive era Agnese, che già all’età di sei anni aiutava i genitori e che continuò a sostenerli nell’attività anche da adulta, quando andava a lavorare in fabbrica facendo i turni per avere più tempo per dare una mano perché il papà emigrò negli anni ’50 in Francia. Poco dopo, la trattoria chiuse e mancò così una significativa componente che rallegrava la contrada di Gaiazzo. Sui muri della casa rimane ancora oggi una traccia dell’insegna.

Valceschini ........................Busi fondatori della Trattoria del Castello di Gaiazzo Cavaglia

Gaiazzo,anni’50.Cristina e Pietro Busi,fondatori della Trattoria del Castello di Gaiazzo Cavaglia

Agnese si sfoga raccontando del suo passato di duro lavoro.Questa è una breve sintesi delle testimonianze raccolte in modo sparso.

Nata nel 1925 a sei anni dava una mano ai genitori.Negli anni ’30 era già in attività l’osteria la chiusura avvenne alla fine degli  anni ’50 e Agnese fu coadiuvata da una delle sorelle perché il papà emigrò in Francia.

C’era un campo di bocce fuori casa,e si giocava a carte.

L’apertura del locale si svolgeva solo nei giorni prima e dopo delle principali feste religiose, i prodotti del maiale la facevano da padrone come pure i casoncelli, nusecc, casol, buseca,frattaglie ed i salumi del Rasmo.

Furono i genitori di Agnese i fondatori:i locali erano piccoli con 4 tavoli distribuiti in due stanze.Avevano la licenza, anche per far fronte a possibili delazioni dei vicini.

Agnese,oltre all’attività della trattoria aveva pure  un lavoro in fabbrica, operando su turni per avere più tempo per aiutare a casa.Al ritorno a casa per il  sentiero incontrava a volte uomini ubriachi.

Possedevano la radio.

Il vino veniva portato con i muli.

La Cristina era del 1903.

Le feste si svolgevano a Gennaio e a Settembre(il 19),in occasione della festa della Madonna della Salette

Le motivazioni per intraprendere una attività erano principalmente per raggranellare un po di soldi.

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La ex trattoria in una foto scattata oggi.E’ rimasta solo una parte dell’insegna,al civico 5 (ex numero 9) di via Gaiazzo.Attualmente è abitata occasionalmente da un forestiero di Almenno San Bartolomeo,che ne sta eseguendo i lavori di ristrutturazione da qualche anno.

Informazioni su diego80 (1831 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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1 Commento su C’era una volta…Trattoria del Castello di Gaiazzo

  1. Alessandro Pellegrini,un pezzetto interessante di storia della nostra valle, grazie Oliviero che ce l’hai raccontata, e grazie a Diego che l’ha pubblicata.

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