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27 gennaio 1967-Il suicidio di Luigi Tenco a Sanremo tra dolore e misteri

« Io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre, però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro »
(Luigi Tenco, Io sono uno, 1966)

Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967) è stato un cantautore e attore italiano o, come lui stesso amava definirsi, un compositore. Il suo suicidio[1], avvenuto in un albergo di Sanremo durante l’edizione del 1967 del Festival della canzone italiana, lasciò sgomento e destò scalpore nell’ambiente musicale e nella società italiana in generale.

Insieme a Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Umberto Bindi è uno degli esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana

Biografia

Gli inizi

Nacque da una relazione extraconiugale della madre, Teresa Zoccola, cameriera presso una famiglia molto benestante di Torino (la famiglia Micca) con Ferdinando[3] (1921-1983), il figlio sedicenne[4][5] della famiglia. La madre venne poi allontanata e ritornò a Cassine, e Luigi prese il cognome del marito della ragazza, Giuseppe Tenco, che morì in circostanze mai del tutto chiarite[6] prima che lui nascesse. I due avevano già un figlio, Valentino.

Trascorse la prima infanzia tra Cassine e Ricaldone (paese originario della madre) fino a che, nel 1948, la famiglia si trasferì in Liguria, dapprima a Nervi e poi a Genova, dove la madre aprì un negozio di vini. Nel 1951 si iscrive al Liceo Classico “Andrea Doria”[7] che frequenterà solo un anno, per poi trasferirsi al Liceo Scientifico “Galileo Galilei”. Conseguirà la maturità scientifica il 29 luglio 1956, unico privatista su 257 a superare l’esame.

Nel 1953 fondò un gruppo musicale, la Jelly Roll Boys Jazz band (composta da Danilo Dègipo alla batteria, Bruno Lauzi al banjo, Alfred Gerard alla chitarra ed egli stesso alclarinetto), che propone, tra i tanti brani, Nat King Cole e Kid Ory[8].

Nel 1956, diciottenne, per assecondare il desiderio della madre e del fratello che volevano per lui un futuro da laureato, si iscrisse al corso di laurea in Ingegneria Elettronica. Superò l’esame di “Disegno 1” il 2 giugno 1957 riportando la votazione di 20/30, ma in seguito fallì due volte l’esame di “Geometria analitica e proiettiva” con Eugenio Giuseppe Togliatti e per due anni non sostenne più esami. Nel 1959 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche. Il 18 giugno 1960 sostiene l’esame di “Geografia politica ed economica”, superato con votazione 24/30. Il 27 giugno sostiene anche l’esame in “Sociologia”, anch’esso con votazione finale 24/30; non sosterrà più esami, abbandonando la carriera universitaria nel 1965.

In questo periodo entrò a far parte come sassofonista del Modern Jazz Group del pianista Mario De Sanctis, che vedeva fra i componenti Fabrizio De André alla chitarra elettrica[9]. Nel 1957 venne chiamato da Marcello Minerbi (in seguito fondatore dei Los Marcellos Ferial e arrangiatore per Claudio Lolli in Aspettando Godot) nel Trio Garibaldi, con Ruggero Coppola alla batteria e Minerbi al pianoforte[7]; proprio per il trio Tenco scrive la sua prima canzone, la sigla di apertura dell’orchestra[10].

Seguì nel 1958 la costituzione del gruppo I Diavoli del Rock con Graziano Grassi, soprannominato Roy, alla batteria e Gino Paoli alla chitarra. Nel 1959 si trasferì a Milano, ospite con l’amico Piero Ciampi di Gianfranco Reverberi che, lavorando come arrangiatore alla Dischi Ricordi, lo fece partecipare come session man alle registrazioni di La tua mano diGino Paoli e Se qualcuno ti dirà di Ornella Vanoni; si trasferì poi con Ciampi alla Pensione del Corso, in Galleria del Corso 1, dove alloggiavano anche Paoli, Sergio Endrigo,Franco Franchi, Bruno Lauzi ed altri artisti[11].

Ottenne poi un contratto discografico con la Dischi Ricordi come cantante; il suo esordio con il gruppo I Cavalieri risale al 1959. Il gruppo – che gravitava intorno alla casa discografica Tavola Rotonda, sottoetichetta della Ricordi, da cui il nome, e del quale facevano parte Gianfranco Reverberi, Paolo Tomelleri, Enzo Jannacci e Nando de Luca – incise un EP con quattro brani, Mai/Giurami tu/Mi chiedi solo amore/Senza parole (che vennero anche pubblicati suddivisi in due 45 giri), pubblicato a nome «Tenco». Dopo questa incisione, Tenco adottò gli pseudonimi di Gigi Mai, Dick Ventuno e Gordon Cliff, chiedendo a Nanni Ricordi di non apparire con il suo vero nome per non subire danni d’immagine essendo studente di scienze politiche ed iscritto ad un partito politico[12].

Cronologia degli eventi

Luigi Tenco con Donatella Turri nel 1962 durante le riprese del film La cuccagna

Nel 1961 uscì il suo primo 45 giri inciso come solista e con il suo vero nome, intitolato I miei giorni perduti. Nel 1962 cominciò una breve esperienza cinematografica, con il film La cuccagna di Luciano Salce (con Donatella Turri tra gli interpreti), pellicola nella quale cantò il brano La ballata dell’eroe, composta dall’amico Fabrizio De André.

Il primo 33 giri di Tenco uscì proprio quell’anno; conteneva successi quali Mi sono innamorato di te e Angela, ma anche Cara maestra che non fu ammessa all’ascolto dalla Commissione per la censura (per quest’ultimo brano fu allontanato dalle trasmissioni RAI per due anni). Sempre negli anni sessanta strinse un’amicizia importante con il poeta anarchico genovese Riccardo Mannerini.

Nel 1963 si ruppe l’amicizia con Gino Paoli, a causa della relazione di questi con la giovane attrice Stefania Sandrelli, che Tenco non approvava. Nel settembre dello stesso anno le sue canzoni Io sì e Una brava ragazza furono nuovamente bloccate dalla censura. Poco prima aveva abbandonato la Dischi Ricordi per la Jolly. Agli inizi del 1965 fa la sua seconda apparizione cinematografica, nel film musicale 008: Operazione ritmo, di Tullio Piacentini, distribuito con successo in tutta Italia.

Nel 1965, dopo vari rinvii che aveva ottenuto, partì per il servizio militare, che completò tuttavia in gran parte con ricoveri ospedalieri. L’anno successivo stipula un contratto con la RCA Italiana ed incide Un giorno dopo l’altro, che diventa sigla dello sceneggiato televisivo Il commissario Maigret. Altri successi dell’epoca sono Lontano lontano (in gara a Un disco per l’estate 1966), Uno di questi giorni ti sposerò, E se ci diranno, Ognuno è libero.

A Roma, conobbe la cantante italo-francese Dalida, con la quale ebbe una relazione. Nello stesso periodo collaborò con il gruppo beatThe Primitives, guidato da Mal, per i quali scrisse, in collaborazione con Sergio Bardotti, il testo italiano di due canzoni: I ain’t gonna eat my heart anymore, che diventa il grande successo Yeeeeeeh!, e Thunder’n Lightnin, tradotta in Johnny no! e contenuta nell’album del gruppo Blow Up.

Luigi Tenco sul palco di Sanremo durante l’esecuzione di Ciao amore ciao

Nel 1967 si presentò (qualcuno sostenne suo malgrado) al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata, come si usava a quel tempo, da due artisti separatamente (in questo caso si trattava dello stesso Tenco e di Dalida).

In realtà il brano aveva un altro testo e un altro titolo, Li vidi tornare (il provino con il testo originale venne pubblicato qualche anno dopo in un’antologia della RCA Lineatre), ma Tenco decise di modificare le parole originali, che parlavano di alcuni soldati che partivano per la guerra durante il Risorgimento.

Il brano di Tenco non venne apprezzato dai soli organizzatori del Festival e non fu ammesso alla serata finale del Festival, classificandosi al dodicesimo posto. Fallito anche il ripescaggio, dove fu favorita la canzone La rivoluzione di Gianni Pettenati, pare che Tenco sia stato preso dallo sconforto.

La tragica morte

Rientrato all’Hotel Savoy, venne successivamente trovato morto nella camera che occupava, la n. 219, di una dépendance dello stesso Hotel. I primi a rinvenire il cadavere furono, presumibilmente, il suo amico Lucio Dalla, e successivamente la stessa Dalida con cui, soltanto qualche ora prima, aveva cantato al Salone delle feste del Casinò di Sanremo Ciao amore, ciao. L’ultimo a immortalare vivo il cantante fu il fotografo e giornalista Renato Casari: questa foto è attualmente conservata nella casa del fotografo (scomparso il 17 novembre 2010 in una casa di riposo a Lecco), a Mandello del Lario. Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa. Venne trovato un biglietto vergato a mano – che più perizie calligrafiche hanno poi consentito di attribuire allo stesso Tenco – contenente il seguente testo:

« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »

Questo fece subito pensare al suicidio come spiegazione della morte. Tanto più che Tenco aveva acquistato una pistola l’anno precedente per difesa personale. Tuttavia, per molti decenni, sono sussistiti dubbi sulle cause della sua morte: ad esempio a causa del fatto che non fu mai ritrovato il proiettile che ne causò la morte.[13]

Per questo e per altri motivi, dopo anni di pressioni esercitate da una parte della stampa e dal fratello Valentino, il 12 dicembre 2005, a trentotto anni dai fatti, la procura generale di Sanremo ha disposto la riesumazione della salma per effettuare nuovi esami che, il 15 febbraio 2006 hanno confermato l’ipotesi del suicidio, chiudendo definitivamente il caso. Nonostante ciò, rimangono il giornalista Nicola Guarneri e il criminologo Pasquale Ragone che sostengono tesi alternative al suicidio.[14]

I colleghi Bruno Lauzi, Gino Paoli e Ornella Vanoni hanno sempre affermato la tesi del suicidio; Paoli e la Vanoni affermano che, quella sera, per smaltire la delusione dell’eliminazione, Tenco avesse bevuto cognac o whisky e assunto pastiglie di Pronox, un tranquillante appartenente alla classe dei barbiturici (nella stanza ne fu ritrovata una scatola vuota[15]), e che queste sostanze gli avessero causato uno stato di alterazione psicologica, tale da spingerlo al tragico gesto.[16][17][18]

Il messaggio di Tenco tra musica e cultura

  • Nel 1967, tra agosto e settembre, il regista e produttore Tullio Piacentini realizzò il film musicale Passeggiando per Subiaco dedicando buona parte della pellicola e del repertorio musicale a Luigi Tenco coinvolgendo, tra i vari musicisti, il gruppo Le Pecore Nere con il branoRicordo un ragazzo oppure la band The Primitives del giovanissimo Mal con la canzone Yeeeeeh!, scritta dallo stesso Tenco.
  • Nel 1967, Ornella Benedetti, pochi mesi dopo la morte del cantautore, costituisce il Club Luigi Tenco di Venezia, un vero e proprio fan club con l’obiettivo di raccogliere, ricordare e diffondere il messaggio dell’artista.[19]
  • Nel 1972 Amilcare Rambaldi a Sanremo costituisce il Club Tenco con lo scopo di riunire tutti coloro che si propongono di valorizzare la canzone d’autore. Dal 1974, in suo onore, al Teatro Ariston di Sanremo è stato istituito dal Club Tenco il Premio Tenco, manifestazione a cui hanno partecipato i più grandi cantautori degli ultimi decenni. Nel novembre 2007, il Club gli dedica l’intera edizione della Rassegna e il volume Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti (BUR) curato da Enrico de Angelis, Enrico Deregibus e Sergio Secondiano Sacchi.
  • Nel 1990 il giornalista Corrado Augias gli dedica una puntata del suo programma di approfondimento molto seguito Telefono giallo.
  • Nel febbraio 1992 la Biennale di Poesia di Alessandria promuove, in collaborazione con il Club Tenco, il comune di Ricaldone e il quotidiano Il Secolo XIX di Genova, un convegno dedicato a Luigi Tenco a venticinque anni dalla scomparsa. La manifestazione si tiene presso il Teatro Umberto I di Ricaldone e la serata di spettacolo si svolge presso il Teatro Comunale di Alessandria. Per la Biennale di Poesia intervengono Giancarlo Bertolino e Aldino Leoni. Amilcare Rambaldi rappresenta di persona il Club Tenco. Fra i giornalisti, Marinella Venegoni, Mario Luzzatto Fegiz e altri; al concerto serale partecipano Gino Paoli, Umberto Bindi, Cristiano De André. È la prima manifestazione dedicata a Tenco nel suo paese di nascita dove, dall’estate successiva, prenderà il via la rassegna “L’Isola in Collina”.
  • A Cusano Milanino, il 19 gennaio 2006, presso il Centro Sociale Cooperativo Ghezzi, da un’idea di Renzo Zannardi, si è tenuta la conferenza “Il sax ribelle che anticipò il 68”, centrata sull’impegno sociale di Tenco e sul clima culturale da lui vissuto. L’evento è stato caratterizzato dalla partecipazione, tra gli altri, del biografo Aldo Fegatelli Colonna e del giornalista Daniele Biacchessi.
  • A Ricaldone, il 20 luglio 2006 è stato inaugurato il Centro di Documentazione Permanente Luigi Tenco, prima struttura museale in Italia dedicata a un cantautore. A dicembre del 2014 viene nominato Direttore del Museo Luigi Tenco l’editore romano Michele Piacentini.
  • A Milano, nel dicembre 2007, presso il Teatro Litta, la pittrice sassarese Maria Vittoria Conconi ha realizzato una mostra dal titolo “Tenco, le donne e la musica. Un immaginario visivo ispirato da Luigi Tenco”, con dodici acquerelli di immagini femminili, ispirati alla musica di Tenco. Nell’ambito della mostra è stato presentato anche un calendario con le dodici opere, dedicato al 70º anniversario della nascita di Tenco.
    La mostra è stata replicata nel febbraio 2008, presso la Biblioteca Comunale di Rescaldina, e il 21 marzo 2008 a Sassari con la mostra “I fiori di ieri. Un omaggio a Luigi Tenco”, presso il Centro d’Arte e Cultura “Giuseppe Biasi”.[20]
  • A Busto Garolfo, il 15 febbraio 2008, presso la Biblioteca Comunale, il gruppo di studiosi ed estimatori di Luigi Tenco “Binario21” ha dato luogo alla conferenza “Gli anni di Luigi Tenco e quelli di Internet”, con analisi e approfondimenti su vita, musica e testi del cantautore piemontese.[21]
  • A Sassari, il 16 e il 17 ottobre 2010 al teatro Il Ferroviario, l’associazione culturale e studentesca “Materia Grigia” ha presentato lo spettacolo teatrale La Forza delle Parole: Luigi Tenco, incentrato sulla figura umana e artistica del cantautore e realizzato nell’ambito del laboratorio “Università e Teatro” con la direzione di Pier Paolo Conconi per “La Botte e Il Cilindro”. Lo spettacolo ha rappresentato la conclusione di un percorso di ricerca che Materia Grigia ha portato avanti durante tutto il 2010, non solo attraverso lo svolgimento del laboratorio teatrale universitario, ma anche con l’organizzazione di una rassegna di incontri musicali e letterari sul tema del rapporto tra la musica e le parole, incontri che hanno visto la partecipazione di personalità, artisti, scrittori e musicisti, tra i quali Patrizia Tenco, Ada Montellanico, Mario Dentone, Erri De Luca, Renzo Zannardi, Maria Vittoria Conconi, Paolo Zicconi e Mauro Uselli.[22]

Gli omaggi

Diversi sono stati i tributi a Tenco nati nel corso degli anni da colleghi cantautori, amici, musicisti ed estimatori. Tra i più interessanti e significativi:

  • Preghiera in gennaio di Fabrizio De André, pubblicata per la prima volta nel 1967, con la quale il cantautore onora l’amico e collega scomparso concedendogli un posto in paradiso.

Signori benpensanti, spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi, Dio, fra le sue braccia,
soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte,
che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte

  • Ricordo un ragazzo del 1967 del gruppo beat romano Le Pecore Nere.

Ricordo un ragazzo dall’aria un po’ triste di lui si diceva che era un poeta aveva da dire qualcosa di nuovo comprò una chitarra e si mise a cantare

  • Passeggiando per Subiaco, film di Tullio Piacentini del 1967 che inserisce nella prima pellicola cinematografica dedicata a Luigi Tenco diversi riferimenti musicali alla sua figura, tra cui il primo video musicale di Ricordo un ragazzo.
  • Nicola Di Bari canta Luigi Tenco, disco del 1971 nel quale Nicola Di Bari, che aveva conosciuto Tenco nel periodo Jolly diventandone amico, interpreta suoi brani comeLontano lontano o Cara maestra. È inoltre presente una canzone inedita di Tenco, intitolata Il mondo gira, la cui musica è scritta da Giampiero Reverberi.
  • Festival di Francesco De Gregori, dall’album Bufalo Bill del 1976, nella quale viene difesa l’umanità di Luigi (“qualcuno ricordò che aveva dei debiti, mormorò sottobanco che quello era il motivo. Era pieno di tranquillanti, ma non era un ragazzo cattivo”) e messa in risalto la facilità con cui, dopo la tragedia, si è fatto a gara per essere suoi amici (“si ritrovarono dietro il palco, con gli occhi sudati e le mani in tasca, tutti dicevano: «Io sono stato suo padre!», purché lo spettacolo non finisca”).
  • Italo Salizzato e la sua orchestra nel 1977 incide su dischi Tosco Records (TR/502) e gli dedica la canzone A Luigi Tenco, (musica di Italo Salizzato/Giuseppe Damele, testo di Mario Gioli):

Caro, caro Tenco
solo quando ci hai lasciato
tanta gente ti ha capito
ma niente è cambiato…
ora è troppo tardi

  • Donatella Rettore, con È morto un artista, dal suo omonimo album del 1977, dedica questa canzone a Tenco in ricordo ai 10 anni dalla sua scomparsa.

Nei suoi sogni cercava da sempre una donna ideale
e voleva la banda e i cavalli al suo funerale
E le notti d’inverno, rosse d’amore e di vino
Confessava la donna che aveva e che avrebbe voluto!
Un giorno di gloria almeno!
È morto un artista, e invece di piangere fanno festa!

  • Molto commosso il ricordo di Luigi Tenco nell’autobiografia dell’amico Bruno Lauzi.[23]
  • Ciao ciao di Francesco De Gregori, dall’album Scacchi e tarocchi del 1985, in cui viene citata nel testo Ciao amore ciao e Sanremo (nei versi “Guarda che belli i fiori in questa città”) e la morte di Tenco (“Andarsene è un peccato…”).
  • Brown plays Tenco, mini LP inciso nel 1987 in Italia da Steven Brown, polistrumentista del gruppo statunitense Tuxedomoon, contiene cinque cover di altrettanti pezzi di Tenco tra cui una versione in inglese di Lontano, lontano e le altre in italiano: Un giorno dopo l’altro, Vedrai vedrai, Ciao amore ciao e Mi sono innamorato di te.
  • Nel 1999 è stato allestito lo spettacolo teatrale Solitudini – Luigi Tenco e Dalida, presso il Teatro Greco di Roma, scritto e diretto da Maurizio Valtieri.
  • Danza di una ninfa, disco della cantante jazz Ada Montellanico e del pianista Enrico Pieranunzi, edito da Egea nel 2005, nel quale vengono musicate per la prima volta 4 canzoni inedite di Tenco: Da quando, Mia cara amica, O me, Danza di una ninfa sotto la luna. Ed è proprio quest’ultima la canzone più bella secondo il sito internet Jazzitalia, che la definisce “raffinata, colta”, eterea, una perfetta fusione tra musica e parole.[24]
  • Nel luglio 2006 debutta al 40º Festival Teatrale di Borgio Verezzi Tenco a Tempo di Tango scritto da Carlo Lucarelli, per la regia di Gigi Dall’Aglio, con Adolfo Margiotta eMascia Foschi, prodotto da Giorgio Ugozzoli.
  • Durante la serata finale del Festival di Sanremo 2007, Renato Zero riporta a Sanremo Ciao Amore, Ciao (all’interno di un medley di tributo a Tenco)
  • Antonello Venditti rende omaggio a Tenco nella canzone Tradimento e perdono, contenuta nell’album del 2007 Dalla pelle al cuore.
  • Nel 2007 il rapper casertano Kaos One campiona Mi sono innamorato di te (nella versione cantata da Ornella Vanoni) per utilizzarla nella base di Insomnia, contenuta nell’album kARMA.
  • Un altro rapper, Fabri Fibra, sempre nel 2007, nel suo album Bugiardo, nel testo “Andiamo a Sanremo”, ipotizza di andare al Festival di Sanremo e di venir ritrovato“…sdraiato sul tappeto/con una pistola in mano e un buco in testa/non sono il primo che protesta…”, proprio in riferimento al ritrovamento del corpo senza vita di Luigi nella sua camera d’albergo.
  • Nel 2007 l’attore e regista Giulio Bufo realizza lo spettacolo teatrale “E se mi diranno….Tenco. Una storia di 40 anni fa”.
  • Nel 2008 i Cluster, nel programma X-Factor hanno riproposto Mi sono innamorato di te in una versione a cappella.
  • Tenco, brano scritto dal cantautore rock Luca Masperone e selezionato nel 2008 per la Stanza dello Scirocco (programma di teatro in onda su radio Life Gate). Nel testo, Luca definisce Tenco “una lettera d’avulso“, giocando sul triplo significato del verso: la lettera può essere intesa come riferimento all’ultimo messaggio lasciato da Luigi prima di morire, oppure come lettera dell’alfabeto unica e originale, e come tale non capita fino in fondo. O ancora come lettera che il mondo di allora ha, superficialmente, rispedito al mittente.
  • Nella canzone Baudelaire dell’album Amen del 2008, i Baustelle cantano: “Luigi Tenco è morto per te“.
  • Il 30 settembre 2008, il sito web “La verde isola” di Luigi Tenco pubblica La ballata del Tenchiano, canzone volta a dissacrare lo stereotipo di Luigi Tenco quale personaggio triste e malinconico.
  • Nel 2008, in occasione del concerto di beneficenza “Musicamore”, gli Stadio hanno suonato Vedrai vedrai di Luigi Tenco.
  • Il 18 aprile 2009 il gruppo dei CaljAmari ha tenuto il concerto Mille Cose da Dire, tributo a Luigi Tenco.
  • Il 18 febbraio 2010, Edoardo Bennato, ospite al festival, omaggia Luigi Tenco cantando Ciao Amore, Ciao.
  • Dal 20 gennaio 2011, Francesco Baccini, in tour nei teatri italiani, rende omaggio a Tenco con il concerto “Baccini canta Tenco”.
  • In agosto 2011 il rapper milanese J-Ax, nella sua canzone Reci-divo, canta “perché io su ‘sta roba non posso morire, Tenco senza pistola, Cobain senza fucile…” riferendosi al ritrovamento del corpo di Luigi.
  • Il 21 giugno 2012, l’editore Michele Piacentini, organizza a Genova la mostra “Luigi Tenco e Tullio Piacentini: i rivoluzionari della Video Musica” che dagli iniziali dieci giorni di cartellone viene prorogata fino al 25 novembre 2012.
  • Durante la serata dedicata a Sanremo Story nell’edizione 2013, Marco Mengoni presenta Ciao Amore, Ciao.
  • Il 16 marzo 2012, la “3ª Mostra del Cinema di Subiaco – Memorial Tullio Piacentini”, già insignita della Medaglia Premio Presidente della Repubblica, dedica l’intera manifestazione alla figura di Luigi Tenco ed inaugura l’evento con la partecipazione della Famiglia, del gruppo beat Le Pecore Nere e dell’editore Michele Piacentini.
  • Il 6 dicembre 2013 durante la trasmissione Tale e Quale Show in onda su Rai Uno, l’attore Attilio Fontana canta Vedrai vedrai nei panni di Luigi Tenco
  • Il 21 marzo 2014, l’editrice Les Artistes di Roma, presenta in anteprima internazionale le cartoline postali dedicate alla figura di Luigi Tenco.
  • A Ricaldone, Tenco viene ricordato ogni anno, in estate, tramite la manifestazione L’Isola in Collina, con la puntuale partecipazione di cantautori più o meno affermati.
  • Ciao Amore, Ciao è il titolo di uno spettacolo del cantastorie ed attore calabrese Nino Racco.
  • Il 22 settembre 2013 a Cassine (AL), paese natale, è stata inaugurata Piazza Luigi Tenco.

Reinterpretazioni (parziale)

Molti artisti hanno inciso nella propria discografia reinterpretazioni di Luigi Tenco. Di seguito un elenco di queste incisioni che non vuole essere esaustivo.

ArtistaCanzoneAnnoAlbum
The BlubeatersLa mia Geisha2015Everybody Knows
Bianca Atzei feat. Alex BrittiCiao amore ciao2015Bianco e nero
DiodatoSe stasera sono qui2014A ritrovar bellezza
MorganHobby2012Italian Songbook Volume 2
Roberto VecchioniLontano lontano2011Chiamami ancora amore
Mike PattonQuello che conta2010Mondo cane
Pietra MontecorvinoMi sono innamorato di te2009Italiana
Giusy FerreriCiao amore ciao2009Fotografie
SkiantosUno di questi giorni ti sposerò2009Phogna – The Dark Side of the Skiantos (EP)
ClusterMi sono innamorato di te2009Steps
MorganLa ballata della moda2008/
Fariborz LachiniHo capito che ti amo2008Golden Memories 1
Gianluca GrignaniMi sono innamorato di te2008Cammina nel sole
MangoRagazzo mio2008Acchiappanuvole
Antonella RuggieroUn giorno dopo l’altro2007Genova, la Superba
Guarda se io2007
Mi sono innamorato di te2005Big Band!
Claudio BaglioniLontano lontano2005Quelli degli altri tutti qui
Vedrai vedrai2005
Un giorno dopo l’altro2005
Giuni RussoCiao amore ciao2003Morirò d’amore
Renato ZeroLontano lontano2000Tutti gli Zeri del mondo
Vedrai vedrai2000
Jenny BSe stasera sono qui2000Come un sogno
Paola TurciE se ci diranno1995Una sgommata e via
La CrusAngela1995La Crus
AliceSe sapessi come fai1994Quando… -Tributo a Luigi Tenco
Steven BrownLontano, lontano (English version)1987Brown plays Tenco
Un giorno dopo l’altro1987
Vedrai vedrai1987
Ciao amore ciao1987
Mi sono innamorato di te1987
Loredana BertèRagazzo mio1984Savoir faire
Mia MartiniUn giorno dopo l’altro1983Miei compagni di viaggio
Vedrai vedrai1983
Ornella VanoniTi ricorderai1986Ornella &…
Se stasera sono qui1986
Vedrai vedrai1980Oggi le canto così, vol.2 Paoli e Tenco
Ragazzo mio1980
Io sì1980
Lontano, lontano1980
Mi sono innamorato di te1968Ai miei amici cantautori
Tu non hai capito niente1966Ornella
MinaSe stasera sono qui1968Le più belle canzoni italiane interpretate da Mina
Vedrai, Vedrai1971Del mio meglio live e riproposta nel 1997 in Minantologia
Nicola Di BariHe sabido que te amaba (Ho capito che ti amo, Testo in lingua spagnola)1971
Ho capito che ti amo1971Nicola Di Bari canta Luigi Tenco(33 giri)
Javier SolísHe sabido que te amaba (Ho capito che ti amo, Testo in lingua spagnola)1965Sombras (33 giri)
Wilma GoichSe stasera sono qui1967Se stasera sono qui/L’ora dell’uscita (45 giri)
Ho capito che ti amo1964Ho capito che ti amo/Era troppo bello/Quando piangi (45 giri)

Altra opera degna di nota è la raccolta di cover Come fiori in mare – Luigi Tenco riletto[25], pubblicata da Lilium / ExtraLabel / Virgin nel 2001 con la seguente scaletta:

  1. Ashes, Amore, amore mio, 5.07
  2. Teresa De Sio, Lontano lontano, 3.29
  3. Stefano Giaccone, Io vorrei essere là, 4.34
  4. Ivano Fossati, Ragazzo mio, 4.09
  5. Lalli, Vedrai, vedrai, 3.07
  6. Il Parto delle Nuvole Pesanti, Ognuno è libero, 3.01
  7. La Crus, Un giorno dopo l’altro, 3.38
  8. Marco Parente e Millennium Bugs’ Orchestra, Se potessi amore mio, 4.03
  9. GianCarlo Onorato, Come le altre/toi, 5.13
  10. Giulio Casale, Ciao amore, ciao, 3.47
  11. Giovanni D’Anna Io sono uno, 4.26
  12. Roy Paci & Aretuska, featuring Meg, Se stasera sono qui 2.40
  13. Mario Congiu, Se qualcuno ti dirà, 4.43
  14. J.A.P, Uno di questi giorni ti sposerò, 3.00
  15. y:dk, Una vita inutile 3.10
  16. John De Leo, e Stefano Benni, Vedrai, vedrai / Un giorno dopo l’altro, 7.15

Discografia

Album

Album in studio

Data matriciTitoloEtichetta e numero di catalogoNote
11 novembre 1962Luigi TencoDischi Ricordi MRL 60238 inediti (Una brava ragazza/La mia valle/Cara maestra/Angela/Mi sono innamorato di te/Io sì/Il tempo passò/Come mi vedono gli altri) e 2 versioni nuove (Quando/Il mio regno)
14 maggio 1965Luigi TencoJolly LPJ 50458 inediti (Non sono io/Ah… l’amore l’amore/Se potessi, amore mio/Tu non hai capito niente/La ballata dell’amore/Com’è difficile/Vedrai vedrai/Quasi sera) e 1 in versione nuova (No, non è vero). Ragazzo mio, Ho capito che ti amo, Io lo so già come J 20235 e J 20260
1966TencoRCA Italiana, serie Special S 3

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Data matriciTitoloEtichetta e numero di catalogoNote
1972Luigi TencoRCA International INTI 1502con l’inedito Li vidi tornare (prima versione di Ciao amore ciao)
14 novembre 1972Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob DylanJoker SM 3427Registrazioni del periodo SAAR, tutte inedite
10 giugno 1977Agli amici cantautoriUP LPUP 5101Antologia del periodo SAAR, con versioni inedite di Ragazzo mio,Se potessi, amore mio e Com’è difficile
1984Luigi TencoDischi Ricordi AORL 38725/1/2/3Antologia tripla del periodo Ricordi (cofanetto con fascicolo allegato), con registrazione inedita di Baciandoti (qui tutta in italiano)

Extended play

Data matriciTitoloEtichetta e numero di catalogoNote
1967Ti ricorderai di me…Dischi Ricordi MRP 90314 inediti
22 luglio 1967Se stasera sono quiDischi Ricordi MRP 90335 inediti
26 novembre 1969Pensaci un po’Dischi Ricordi MRP 90655 inediti

Singoli

Data matriciBraniEtichetta e numero di catalogoNote
24 marzo 1959Mai/Giurami tu/Mi chiedi solo amore/Senza paroleDischi Ricordi ERL 127Extended play; col gruppo I Cavalieri; prima versione di Senza parole
24 marzo 1959Mai/Giurami tuDischi Ricordi SRL 10.031versioni come ERL 127
24 marzo 1959Mi chiedi solo amore/Senza paroleDischi Ricordi SRL 10.032versioni come ERL 127
1959Amore/Non so ancora/Vorrei sapere perché/IeriDischi Ricordi ERL 135come Gigi Mai
17 giugno 1959Amore/Non so ancoraDischi Ricordi SRL 10.044come Gigi Mai; versioni come ERL 135
17 giugno 1959Vorrei sapere perché/IeriDischi Ricordi SRL 10.045come Gigi Mai; versioni come ERL 135
1960Tell me that you love me/Love is here to stayRound Table RT 0011come Gordon Cliff
25 ottobre 1960Quando/Sempre la stessa storiaDischi Ricordi SRL 10.122come Dick Ventuno; prima versione di Quando
marzo 1961Il mio regno/I miei giorni perdutiDischi Ricordi SRL 10.148prima versione di Il mio regno
20 febbraio 1961Quando/Triste seraDischi Ricordi SRL 10.182Quando come SRL 10.122
maggio 1961Una vita inutile/Ti ricorderaiDischi Ricordi SRL 10.187
luglio 1961Ti ricorderai/QuandoDischi Ricordi SRL 10.211Ti ricorderai come SRL 10.187; Quando come SRL 10.122
ottobre 1961Ti ricorderai/Se qualcuno ti diràDischi Ricordi SRL 10.214Ti ricorderai come SRL 10.187
1961Quando/Se qualcuno ti dirà/Ti ricorderai/I miei giorni perdutiDischi Ricordi SRL 176brani come nei dischi precedenti
dicembre 1961Senza parole/In qualche parte del mondoDischi Ricordi ERL 10.221seconda versione di Senza parole; prima versione di In qualche parte del mondo
25 gennaio 1962Come le altre/La mia geishaDischi Ricordi ERL 10.230
2 luglio 1962In qualche parte del mondoDischi Ricordi EC 2fuori commercio; ; contiene altri 3 brani di altri; terza versione di In qualche parte del mondo
10 settembre 1962Quello che conta/Tra tanta gente/La ballata dell’eroeDischi Ricordi SRL 10.271
16 ottobre 1962Angela/Mi sono innamorato di teDischi Ricordi SRL 10.290seconda versione di Angela; lato B dall’Lp MRL 6023
novembre 1962Quando/Il mio regnoDischi Ricordi SRL 10.292dall’Lp MRL 6023
4 luglio 1963Io sì/Una brava ragazzaDischi Ricordi SRL 10.319
27 aprile 1964Ragazzo mio/No, non è veroJolly J 20235prima versione di entrambi
30 luglio 1964Ho capito che ti amo/Io lo so giàJolly J 20260
1965Tu non hai capito niente/Non sono ioJolly J 20313
1966Se sapessi come fai/Un giorno dopo l’altroRCA Italiana PM 3349
1966Lontano lontano/Ognuno è liberoRCA PM 3355
1967Ciao amore, ciao/E se ci dirannoRCA PM 3387
febbraio 1967Quando/Mi sono innamorato di teDischi Ricordi SRL 10.377terza versione di Quando; lato B come SRL 10.187
febbraio 1967Ti ricorderai/AngelaDischi Ricordi SRL 10.378Ti ricorderai come SRL 10.187; terza versione di Angela
1967Guarda se io/Vedrai vedraiRCA PM 3391seconda versione di Vedrai vedrai
1967Io vorrei essere là/Io sono unoRCA PM 3419seconda versione di Io vorrei essere là
novembre 1967Se stasera sono qui/Cara maestraDischi Ricordi SRL 10.477
4 aprile 1968Pensaci un po’/Il tempo dei limoniDischi Ricordi SRL 10.494
1970Vedrai vedrai/Ah… l’amore l’amoreJolly J 20467prima versione di Vedrai vedrai
1984Più m’innamoro di te/Serenella/Più m’innamoro di teCGD 15164inediti del 1965

Materiale inedito[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 13 novembre 2009 è uscito per Ala Bianca l’album doppio “Inediti”[26], opera realizzata dal Club Tenco di Sanremo. Il primo CD contiene registrazioni di Tenco mai pubblicate in precedenza, tre delle quali (poiché mai incise dall’autore) interpretate ex novo rispettivamente da Massimo Ranieri (Se tieni una stella), Stefano Bollani (No no no) e Morgan (Darling Remember, versione in inglese della sanremese Vola colomba); si può ascoltare anche un’intervista rilasciata a suo tempo dal cantautore a Sandro Ciotti. Il secondo CD invece contiene alcune reinterpretazioni eseguite dal vivo, in occasione di varie edizioni della Rassegna della Canzone d’Autore, da altrettanti artisti (fra gli altri Alice, Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Eugenio Finardi, Roberto Vecchioni); sono inoltre presenti due brani, anch’essi inediti, del 1957 che vedono Tenco impegnato come sassofonista in un gruppo jazz genovese.
  • Esistono due brani di Tenco andati perduti di cui sono rimasti noti solo i titoli: Le stelle dell’Orsa maggiore e Liscio o al seltz.

Videografia[

  • Per la testa grandi idee, curato da Enrico de Angelis (2008)

Filmografia

  • La cuccagna, regia di Luciano Salce (1962)
  • 008 Operazione ritmo, regia di Tullio Piacentini (1965)
  • Questo pazzo, pazzo mondo della canzone, regia di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi (1965)
Informazioni su diego80 (1835 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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