ULTIM'ORA

5 febbraio 1950-Juve-Milan 1-7, prima partita di calcio trasmessa in TV

Il calcio televisivo nacque esattamente 66 anni fa,con una partita che ebbe un risultato a dir poco storico: quel giorno il Milan venne a vincere in casa della Juventus (comunque Campione d’Italia al termine della stagione) con un umiliante 7-1, che la Juve avrebbe poi “restituito” quasi interamente a San Siro ai rossoneri il 6 aprile 1997 con quel famoso 6-1. Ma l’avvento della televisione avrebbe poi in seguito rivoluzionato anche tutto il calendario calcistico, con l’arrivo delle pay tv e dei diritti televisivi criptati, arrivando a spezzettare il campionato in modo vertiginoso.

“Milan, l’è un grand Milan”. La voce è di Carlo Bacarelli, uno dei pionieri della televisione italiana. Il sonoro e la  musichetta lo accompagnano nelle telecronaca della partita Juventus-Milan, vinta per 7-1 dai rossoneri nell’anno dell’ottavo scudetto bianconero, e trasmessa nella zona di Torino e dintorni perché solo nel capoluogo piemontese erano installati i ripetitori. E’ lui a raccontare del ‘tremendo rovescio’ e della disfatta, del fragile ‘dispositivo di rimessa’ dei padroni di casa, del nervosismo di Parola (quello della rovesciata, icona delle figurine), espulso per un calcione rifilato a Nordhal, incontenibile, assieme a Gren e Liedhlom. “In tribuna c’è anche Coppi”. Annuncia entusiasta al microfono. La sua è una storia italiana, una delle tante che la Domenica del Corriere raccoglie lungo lo Stivale e porta nelle case del Belpaese. Novelle d’altri tempi: prima del motore e del boom economico, dopo l’epoca delle Mascelle e delle lotte partigiane, con poco pane e tanta fame, tra Pozzo e Superga, l’attentato a Togliatti, fino a scollinare tra Peppone e don Camillo. Guelfi e ghibellini, amanti di Coppi e pazzi per Gino, divisi dalla politica e dalle pallottole, dalla guerra persa e quella civile che spacca in due il cuore della nazione, ma tutti uniti dalle vittorie dei campioni. Imprese epiche, ritratti a carboncino, proiezione di un popolo che, a fatica, riparte dopo il disastro bellico. E siccome ogni uomo ha un vizio che, prima o poi, lo farà cadere la leggenda assumerà negli anni i contorni della tragi-commedia: da Mazzola e Rivera fino ai giorni nostri, scanditi da dirigenti che in testa s’erano messi una cupola, arbitri comprati, scommesse, squalifiche, retrocessioni, coinvolgimenti eccellenti, manette, zingari del calcio e mercanti di Singapore. Per favore, riportate indietro la sequenza videoclip. ‘Si stava meglio, quando si stava peggio’. da calcio.fanpage.it

 

IL CALCIO IN ITALIA – DALLA RAI A SKY 

Fino al 1981 in Italia non esistevano diritti televisivi né in chiaro né criptati. Le società calcistiche ricavavano i propri introiti in grande maggioranza dai biglietti. Nel modello italiano la locuzione “diritti calcistici televisivi in vendita” non aveva alcuna rilevanza, trattandosi di un istituto giuridico proprio del modello calcistico della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, fondamentalmente estraneo all’ordinamento del calcio italiano.

Qualsiasi televisione privata, volendo riprendere una partita qualunque in territorio italiano, era libera di farlo; né poteva essere impedito l’accesso agli stadi di cameramen. L’accesso agli impianti sportivi era regolato dai comuni: per via dello spirito sportivo si era andata consolidando la consuetudine di far entrare qualsiasi giornalista e troupe televisiva nella tribuna stampa, spesso senza richiedere nemmeno il prezzo del biglietto.

L’allenatore Giovanni Trapattoniesce dal campo, nella seconda metà degli anni settanta, ripreso da una telecamera della RAI.

Le prime emittenti private locali nate dalla metà degli anni settanta non hanno approfittato della possibilità di trasmettere liberamente eventi calcistici. Questo dipendeva in parte da ragioni organizzative e in parta dal fatto che la pubblicità non fosse ancora un businessampio e strutturato. La RAI basava i suoi introiti pubblicitari quasi solo su Carosello. Situazione che è durata fino al 1977. Dal 1960 veniva trasmessa la domenica alle ore 19 la telecronaca differita di un tempo di una partita di Serie A, senza il pagamento di diritto televisivi o senza che questo generasse transizioni finanziarie di tipo commerciale.

Inoltre per ragioni di tradizione le partite erano concentrate tutte nella domenica pomeriggio, erano fiorite a tal proposito anche canzoni popolari. Questa situazione rendeva il quadro generale ulteriormente ostico alla commercializzazione dei diritti televisivi.

Negli anni del calcio da stadio, prima cioè del 1981, la RAI aveva un regolamento che non era stato negoziato con la Lega Calcio. Tale autoregolamento prevedeva, nei casi di diretta TV delle partite dei campionati italiani, la messa in onda con l’esclusione della provincia della squadra di casa; questo col fine di non ridurre l’incasso che veniva dai biglietti venduti allo stadio. Il modello italiano era economicamente organizzato sui soli proventi di spettatori paganti ed abbonati e l’intera capacità economica delle società risultava essere fortemente proporzionata al numero di tifosi che fisicamente si recavano allo stadio.

1981 – Nascita dei “Diritti Televisivi in Vendita”

L’istituto giuridico di “diritti televisivi in vendita” viene importato in Italia nel 1981 copiandolo dal modello angloamericano. I documenti che lo attestano sono le delibere e i relativicontratti tra la RAI e la Lega Calcio, che fino a quel momento non avevano alcun rapporto formale e giuridicamente connotato. Tale modifica avviene col passaggio di consegne tra il presidente Renzo Righetti e Antonio Matarrese.

Fondamento giuridico

Alla base del contratto la Lega Calcio, in cambio della somma di 3 miliardi di lire, attribuiva alla RAI l’ammissibilità delle telecamere per le riprese delle partite. Materialmente si trattava di chiudere i cancelli degli stadi ai cameramen delle televisioni private. Lo scopo dell’istituto era che la Rai, non in qualità di ente pubblico, diventasse concessionario della Lega calcio, trasmettendo il calcio gratuitamente in tutto il territorio nazionale.

1993 – Nascita dei “diritti televisivi criptati”

La prima rivoluzione che supera il calcio visibile gratuitamente a tutti si ha nel 1993, con gli accordi tra Lega Calcio e Telepiù. In questo caso l’ordinamento italiano si ispira all’istituto giuridico anglosassone dei “diritti televisivi criptati”.

Fondamento giuridico

Lo scopo degli elaboratori dell’idea dei diritti TV criptati è quello di consentire solo a chi paga la pay TV di vedere lo spettacolo della partita in diretta. Dopo la caduta del muro di Berlino (1989) la vampata di americanismo porta Italia, Spagna e Francia, seguite da tutti i paesi del mondo, ad entrare in un unico modello organizzativo del calcio basato sulla pay TV. Il modo di concepire il pallone come spettacolo è rivoluzionato; la nazione entra nel calcio globale chiudendo definitivamente l’epoca del calcio da stadio, l’epoca cioè in cui la maggioranza indiscussa dell’incasso delle società era dovuta ai biglietti venduti negli stadi.

1993 – Nascita dei “diritti televisivi in chiaro”

Per scissione dell’originario istituto del 1981 dei “diritti in vendita” viene separata la figura dei diritti televisivi in chiaro. Dal 1993 si hanno così diritti criptati e diritti televisivi in chiaro.

Fondamento giuridico

Lo stesso dei diritti TV in vendita del 1981, di cui sono emanazione.

Diritti TV del campionato italiano di Serie A

StagioneDiritti criptatiDiritti in chiaro
1993-1994TELE+ (28 posticipi)RAI
1994-1995TELE+ (28 posticipi)RAI
1995-1996TELE+ (28 posticipi)RAI
1996-1997TELE+RAI
1997-1998TELE+RAI
TMC
1998-1999TELE+RAI
TMC
1999-2000TELE+ (gare casalinghe di 11 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 7 squadre)
RAI
2000-2001TELE+ (gare casalinghe di 11 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 7 squadre)
RAI
2001-2002TELE+ (gare casalinghe di 10 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 8 squadre)
RAI
2002-2003TELE+ (gare casalinghe di 9 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 9 squadre)
RAI
2003-2004Sky (gare casalinghe di 11 squadre, poi aumentate a 18)
Gioco Calcio (gare casalinghe di 7 squadre)
RAI
2004-2005Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare casalinghe di 8 squadre nel girone di ritorno, poi aumentate a 10)
Cartapiù (diritti terrestri, gare casalinghe di 9 squadre nel girone di ritorno)
RAI
2005-2006Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare casalinghe di 11 squadre)
Cartapiù (diritti terrestri, gare casalinghe di 9 squadre)
Mediaset
2006-2007Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 5)
Cartapiù (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 5)
Mediaset
2007-2008Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Cartapiù (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Mediaset
2008-2009Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 5)
Cartapiù-Dahlia TV (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 4)
RAI
2009-2010Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Dahlia TV (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
RAI
2010-2011Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
Dahlia TV (diritti terrestri, gare di 8 squadre nelle prime 26 giornate)
RAI
2011-2012Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
RAI
2012-2013Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
Cielo
RAI
2013-2014Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
Cielo
RAI
2014-2015Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
Cielo
RAI
2015-2016Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 9 squadre)
RAI
2016-2017Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 9 squadre)
RAI
2017-2018Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 9 squadre)
RAI

1993-1996 – I posticipi criptati su TELE+

Il contratto tra la Lega Nazionale Professionisti ed il gruppo internazionale TELE+ (prima pay TV italiana) stabilisce che per tre stagioni, dal 1993-94 al 1995-96, il canale TELE+2 trasmetta una gara del massimo campionato, generalmente posticipata alle 20:30 della domenica, per ciascuna delle prime 28 giornate (negli ultimi sei turni era prevista la contemporaneità delle gare, per garantire la regolarità del campionato). Le gare erano visibili tramite un decoder solo ai sottoscrittori dell’abbonamento (semestrale o annuale). Il contratto consentiva alla pay TV di scegliere, all’inizio della stagione, quale gara trasmettere in ciascuna delle prime 28 giornate, rispettando alcuni vincoli fra i quali un numero minimo di 2 e massimo di 5 passaggi televisivi per ognuna delle 18 squadre e l’impossibilità di trasmettere, nel girone di ritorno, le stesse gare del girone di andata (questo vincolo fu poi abolito da una successiva rinegoziazione e fu anche aumentato a 6 il numero massimo di passaggi televisivi per i grandi club).

Tutte le altre gare del campionato potevano essere teletrasmesse, come nel passato, solo in casi eccezionali e solo in chiaro dalla Rai (recuperi infrasettimanali di partite precedentemente rinviate ed anticipi dettati da impegni delle squadre nelle competizioni internazionali, purché non coincidenti con le gare prescelte da TELE+ a inizio stagione, nonché gli spareggi di fine campionato). La prima partita trasmessa in posticipo fu Lazio-Foggia del 29 agosto 1993.

1996-1999 – Il monopolio di TELE+

Nel 1996 Tele+ inaugurò la sua piattaforma satellitare DStv (rinominata prima Telepiù Satellite e poi D+) e si accordò con la Lega Calcio per la copertura pressoché totale della Serie A. Per altre tre stagioni, dal 1996-97 al 1998-99, la nuova piattaforma offriva tutte le partite di Serie A (e non più solo i posticipi). Era possibile abbonarsi all’intero campionato oppure alle partite di una singola squadra o anche, col sistema pay per view, acquistare singole partite. Solo gli spareggi di fine campionato, se giocati in gara unica in campo neutro, restavano fuori dall’offerta di Telepiù. I diritti per la trasmissione in diretta di questi spareggi venivano venduti di volta in volta dalla Lega. La Rai trasmise lo spareggio salvezza della Serie A 1996-97 tra Piacenza e Cagliari (giocato a Napoli), mentre lo spareggio della Serie A 1998-99 tra Udinese e Juventus, valido per la qualificazione alla Coppa UEFA 1999-2000, vide la gara di andata (ad Udine) trasmessa in diretta dalla Rai (gratuitamente) e quella di ritorno (a Torino) trasmessa in diretta da Tele+ (a pagamento) e poi replicata gratuitamente da Mediaset.

1999-2003 – Il duopolio di TELE+ e Stream

Dal 1999-2000 furono introdotti i diritti soggettivi: non era più la Lega Calcio a trattare con le televisioni, bensì ciascuna società di calcio che poteva gestire in autonomia i diritti televisivi delle gare casalinghe. Il campionato di calcio diventava così teatro della concorrenza fra due piattaforme satellitari: a Tele + si opponeva la nuova Stream TV del magnate australiano Rupert Murdoch. Per quattro stagioni, dal 1999-2000 al 2002-03, il torneo fu visibile in parte su Telepiù ed in parte su Stream. Per seguire anche solo la propria squadra del cuore, il tifoso doveva abbonarsi ad entrambe le piattaforme, che oltretutto utilizzavano due decoder differenti (tranne negli ultimissimi mesi di concorrenza in cui furono costrette a mettere a disposizione ricevitori satellitari compatibili con entrambe le TV). Nelle prime due stagioni Telepiù conservò un lieve vantaggio: 11 squadre (“capitanate” dalle tre grandi storiche Juventus, Milan ed Inter) contro le 7 di Stream (capeggiate dalle quattro rivali Roma, Lazio, Fiorentina e Parma che, insieme alle altre tre, formavano le cosiddette “sette sorelle” del campionato). Nel 2001-02 il vantaggio si assottigliò: 10 squadre per Telepiù ed 8 per Stream. Nel 2002-03 si registrò invece un pareggio (9 squadre per ciascuna piattaforma). In quest’ultima stagione il sistema cominciò ad entrare in crisi, con molte società minori che tardarono a vendere i diritti (all’una o all’altra emittente), dichiarandosi insoddisfatte delle offerte economiche, provocando addirittura lo slittamento dell’inizio dei campionati. Riguardo agli spareggi, essi erano ora compresi nei diritti televisivi dell’intero campionato (in relazione alle squadre interessate) in quanto ormai si giocavano ad andata e ritorno. Unica eccezione fu lo spareggio del 1999-2000 tra Inter e Parma, valido per la qualificazione alla Champions League, in quanto giocatosi in gara unica sul campo neutro di Verona a causa dell’incombenza della fase finale del Campionato Europeo. Fu questa l’ultima gara del massimo campionato ad essere trasmessa in chiaro dalla Rai, in quanto dal 2005-06 gli spareggi furono poi definitivamente aboliti (sostituiti dal ricorso alla classifica avulsa).

2003-2004 – La nascita di Sky e la TV della Lega Calcio

La contesa dei diritti calcistici televisivi fu parzialmente frenata nel 2003 con l’acquisizione da parte di Rupert Murdoch, proprietario di Stream, del gruppo Telepiù. I due colossi della TV satellitare si fondevano così in un’unica piattaforma, chiamata Sky Italia. L’effetto iniziale della nuova situazione di monopolio fu quello di offerte ancora più basse per l’acquisizione dei diritti, soprattutto nei confronti delle società minori. Per contrastare ciò, alcune di queste società si consorziarono contribuendo alla creazione di Gioco Calcio, una nuova televisione gestita dalla stessa Lega Calcio. Tuttavia l’illusione di fare concorrenza a Sky durò poco, a causa della debolezza economica del progetto. Addirittura Gioco Calcio, per poter operare, fu costretta ad affittare quattro canali dalla stessa Sky. Il campionato 2003-04 cominciò con 11 società rimaste fedeli alla TV di Murdoch e le altre 7 che optarono per la TV della Lega. Nel corso della stagione queste ultime ruppero l’una dopo l’altra il contratto e passarono a Sky, la quale chiuse dunque la stagione raggiungendo il prefissato obiettivo di copertura totale della Serie A. Invece Gioco Calcio cessava l’attività nel giugno 2004.

2004-2009 – Diritti satellitari a Sky, diritti terrestri divisi tra Mediaset Premium e Cartapiù

Il campionato 2004-2005 (allargato da 18 a 20 squadre) iniziò con qualche società che ancora tentennava ed alcune gare rimasero prive di copertura televisiva. Dopo poche giornate però tutte avevano trovato l’accordo con Sky, che poté stabilire il monopolio dei diritti sportivi sulla Serie A fino alla fine del girone di andata, nel gennaio 2005. Con l’inizio del girone di ritorno invece cominciò una nuova era: quella del digitale terrestre.

In Italia la transizione del segnale televisivo da analogico a digitale era già cominciata nel 1996 per le trasmissioni satellitari (su iniziativa di Tele +) e si sarebbe completata proprio nel 2005. Lo stesso processo doveva ora realizzarsi anche per le trasmissioni terrestri. Il 3 gennaio 2004 era nata, in coincidenza con il 50º anniversario della televisione italiana, la televisione digitale terrestre, che avrebbe dapprima affiancato e poi (dal 2012) definitivamente sostituito la televisione analogica terrestre. Nel gennaio 2005 nacquero anche le prime pay TV digitali terrestri: Mediaset Premium e Cartapiù La7. La situazione che si veniva a creare nel mondo dei diritti TV del calcio italiano aveva del paradossale: a causa degli obblighi da rispettare con l’antitrust in seguito alla fusione Tele+ – Stream, i diritti acquisiti da Sky erano validi solo per le trasmissioni satellitari. Pertanto le varie società di calcio potevano rivendere le stesse partite anche alle nuove TV a pagamento terrestri.

A partire dal girone di ritorno del Campionato 2004-05, dunque, Sky manteneva l’esclusiva di trasmissione di tutte le partite di Serie A via satellite, ma subendo la concorrenza via etere di Mediaset e La7, che proponevano le stesse gare a costi molto più convenienti per gli utenti. (solo 3 euro a partita come offerta lancio, su tessera non ricaricaricabile, acquistabile a 9 o 18 euro, quindi con 3 o 6 partite prepagate). Il debutto del digitale terrestre avvenne il 22 gennaio 2005, con l’anticipo Inter – Chievo. Si cominciò con 9 squadre su Mediaset Premium ed 8 su Cartapiù, mentre le rimanenti tre inizialmente non cedettero i diritti terrestri. Tuttavia due di esse lo fecero a torneo in corso, portando a 10 le squadre sotto contratto con Cartapiù, mentre fino al termine della stagione rimasero in 9 quelle di Premium ed una sola società che, non cedendo i diritti terrestri, lasciava la totale esclusiva delle gare in casa propria alla TV satellitare.

Per la stagione 2005-06 Mediaset e La7 arrivarono a coprire, in due, tutta la Serie A: 11 squadre a Premium, 9 a Cartapiù. Sky manteneva l’esclusiva satellitare dell’intero campionato (eccetto un paio di squadre nelle prime giornate) col vantaggio dell’unico abbonamento (chi voleva seguire la Serie A tramite il digitale terrestre doveva acquistare le tessere ricaricabili sia di Premium che di Cartapiù, per altro ad un costo totale comunque inferiore a quello dell’abbonamento annuale a Sky).

A decorrere dalla stagione 2006-07 le tre TV a pagamento trovarono più opportuno accordarsi per una spartizione razionale dei diritti TV: Mediaset e La7 acquisivano i diritti esclusivi dalle varie società di Serie A, tenendo poi per sé i soli diritti terrestri e rivendendo a Sky quelli satellitari. In questo modo la TV di Murdoch continuò ad assicurare la copertura dell’intero campionato sulla sua piattaforma satellitare, mentre via etere Mediaset Premium e Cartapiù si suddividevano più o meno equamente le squadre di Serie A: 10 squadre ciascuna nelle stagioni 2006-07 e 2007-08, 11 a Premium e 9 a Cartapiù nel 2008-09. Gli accordi prevedevano anche l’individuazione, da parte di entrambe le TV, di cinque o sei squadre full: per ciascuna di queste squadre l’emittente terrestre che ne aveva acquisito i diritti, oltre a trasmetterne tutte le gare casalinghe e le trasferte contro le altre squadre di cui possedeva i diritti, veniva autorizzata dalla concorrente a trasmetterne anche le altre trasferte. Le squadre full, delle quali era quindi possibile seguire tutte le gare stagionali su un unico operatore terrestre, furono 5 (su 10 totali) per ciascuna TV nella stagione 2006-07, 6 per ciascuna nel 2007-08, 6 per Premium (su 11 totali) e 5 per Cartapiù (su 9) nel 2008-09. Con questo sistema la maggior parte delle partite, per la prima volta, furono trasmesse contemporaneamente da tre operatori diversi.

2009-2011 – Diritti satellitari a Sky, diritti terrestri divisi tra Mediaset Premium e Dahlia TV

A partire da marzo 2009 la pay per view Cartapiù fu sostituita da Dahlia TV, che ne proseguì l’attività. Nella parte finale della stagione 2008-09 la nuova piattaforma continuò a trasmettere le partite di Serie A di 9 squadre, delle quali 5 full, mentre Mediaset Premium mantenne le rimanenti 11 squadre, delle quali 6 full. Nella stagione 2009-10 Premium e Dahlia si spartirono equamente il massimo campionato: ciascuna delle due piattaforme terrestri offriva le partite di 10 squadre, delle quali 6 in modalità full.

Con la stagione 2010-11 tornò la vendita centralizzata dei diritti della Serie A: le TV tornarono a trattare non più con le singole società ma direttamente con la Lega Serie A come era avvenuto fino al 1998-99. Per il telespettatore l’unica novità fu una diversa ripartizione degli incontri tra i due operatori terrestri: mentre Sky continuò a trasmettere l’intero campionato sulla sua piattaforma satellitare, su Mediaset Premium andarono in onda le partite di 12 squadre (con diritto di prima scelta su 10 di esse) e su Dahlia TV quelle delle rimanenti 8 (con diritto di seconda scelta per 3 di esse). La disparità sia nel numero di squadre (Mediaset arrivava così a proporre 324 incontri su un totale di 380) sia nel loro blasone doveva teoricamente essere compensata dalla novità che consentiva a ciascuna delle due emittenti di trasmettere tutte le gare delle squadre assegnate, senza più alcuna distinzione tra casa e trasferta: in pratica Dahlia avrebbe dovuto essere la TV delle squadre minori, assicurando ampia visibilità televisiva a piazze meno importanti soprattutto a livello locale ed avendo l’esclusiva terrestre degli scontri diretti fra queste squadre. Le cose andarono diversamente ed il forte calo degli abbonamenti causò la messa in liquidazione di Dahlia TV e la chiusura delle trasmissioni il 25 febbraio 2011, dopo soli due anni di vita.

2011-2018 – Diritti satellitari a Sky, diritti terrestri a Mediaset Premium

A seguito della chiusura di Dahlia TV, a partire dalle ultime 12 giornate del campionato 2010-11 sono solo due gli operatori televisivi a proporre la Serie A in diretta: Sky via satellite e Mediaset Premium via etere. Fino al 2014-15 la TV satellitare ha proposto tutte le partite, mentre la piattaforma terrestre trasmetteva le gare coinvolgenti 12 squadre scelte ad inizio stagione (coprendo comunque 324 incontri su un totale di 380). I 56 scontri diretti fra le rimanenti 8 squadre erano visibili dunque in esclusiva assoluta su Sky.

Per il triennio dal 2015-16 al 2017-18 vi è una diversa suddivisione dei diritti tv: Ed altre tv sotto copertura più privilegiate come dice l’articolo sul sito della lega serie A[senza fonte]Premium trasmette in diretta tutte le partite di 8 squadre (per la stagione 2015-16 sono Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Roma e dal girone di ritorno anche il Carpi), per un totale di 248 incontri (trasmessi anche da Sky non in esclusiva le interviste) ma per i quali la tv terrestre ha l’esclusiva dei diritti accessori (telecamere negli spogliatoi, interviste all’intervallo, doppio bordocampista a produzione limitata, conferenze stampa nel prepartita). D’altra parte la tv satellitare trasmette in diretta esclusiva (con annessi diritti accessori) le restanti 132 partite, ovvero i confronti diretti tra le altre 12 squadre (per la stagione 2015-16 sono Atalanta, Bologna, Carpi, Chievo Verona, Empoli, Frosinone, Hellas Verona, Palermo, Sampdoria, Sassuolo, Torino e Udinese).

Diritti TV del campionato italiano (highlights ed immagini correlate)

1970-1997 – Il monopolio RAI dal 90º minuto di Valenti a Quelli che di Fazio

Gli “highlights” delle partite del Campionato Italiano di calcio, ovvero i gol e le altre immagini salienti, sono stati storicamente un’esclusiva della RAI. La televisione di stato per prima poteva mostrare le immagini la domenica pomeriggio, dopo la conclusione delle gare, all’interno della trasmissione 90º minuto condotta da Paolo Valenti su Rai 1. Al termine della trasmissione, ma su Rai 2, andava in onda la sintesi di una partita di Serie A (in origine, già a partire dal 1960 sul Programma nazionale, la telecronaca registrata integrale di uno dei due tempi di gioco). A partire dalla stagione 1993-94, durante le partite pomeridiane andava in onda su Rai 3 la trasmissione Quelli che… il calcio, condotta da Fabio Fazio. Si trattava di un contenitore pomeridiano non solo calcistico, nel quale vi erano collegamenti in diretta con gli stadi durante le gare, senza però inquadrare il campo durante le azioni di gioco. A partire dal 1995-96, prima anch’essa su Rai 3 e dalla stagione successiva su Rai 2, fu creata la trasmissione Stadio Sprint che, a partite terminate e fino all’orario di inizio di 90º minuto, proponeva interviste e commenti a caldo in diretta dai campi. Nella stagione 1996-97 la sintesi di una gara fu spostata a dopo la mezzanotte, anche se ciò consentiva alla RAI di poter scegliere di proporre in sintesi anche il posticipo serale (introdotto dalla stagione 1993-94).

1997-1999 – Telemontecarlo contrasta il monopolio RAI sul calcio in chiaro

Nelle stagioni 1997-1998 e 1998-1999 la RAI, pur mantenendo l’esclusiva dei diritti in chiaro nella fascia oraria fino alle 19:00 della domenica, la perse nella fascia oraria successiva, tra le 19:00 e le 20:00, dove le subentrò Telemontecarlo che riproponeva gli highlights nell’apposita trasmissione Goleada. L’emittente di Vittorio Cecchi Gori aveva in realtà strappato alla TV di stato, un anno prima, l’intero pacchetto dei diritti in chiaro, offrendo alla Lega Calcio 615 miliardi di lire in tre anni.[1] Tuttavia il produttore cinematografico era stato costretto da difficoltà finanziarie prima a rinunciare ai diritti e poi a rinegoziarli dopo una polemica con Letizia Moratti,[1] accontentandosi di un ruolo di secondo piano: i diritti passarono quindi alla TV di stato al prezzo perdente all’asta: 185, 193,4 e 202 miliardi di lire nei tre anni considerati.[1] Fra l’altro a TMC passò il diritto a trasmettere, dopo la mezzanotte, la sintesi di una partita di Serie A (in onda su TMC2). La Rai mantenne tutte le altre esclusive e nel frattempo trasferì, dalla stagione 1998-99, la trasmissione Quelli che… il calcio da Rai 3 a Rai 2.

1999-2005 – Torna l’esclusiva RAI, addio alla storica “sintesi”

Nel 1999-2000 i diritti del calcio in chiaro tornarono interamente alla Rai, che li mantenne fino alla stagione 2004-05. Il nuovo contratto garantiva l’esclusiva degli highlights tra le 18:00 e le 20:00 della domenica e la possibilità di collegamenti in diretta con i campi anche durante lo svolgimento delle gare, pur senza ovviamente inquadrare le fasi di gioco e limitandosi alle inquadrature degli spalti, delle panchine o dei momenti di gioco fermo. La Rai continuò ad utilizzare questa possibilità all’interno di Quelli che… il calcio, alla cui conduzione, dal 2000-01, Simona Ventura sostituì Fabio Fazio. Al varietà pomeridiano seguiva, sempre su Rai 2, la trasmissione Stadio Sprint con le interviste del dopopartita. Invece spariva, dopo quasi quarant’anni, la sintesi di un incontro del massimo campionato.

2005-2008 – Il calcio in chiaro sbarca su Mediaset

Nel 2005 la Rai perse per la prima volta i diritti del calcio in chiaro, che passarono a Mediaset aggiudicandoseli per 61,5 milioni di euro. L’emittente di stato dovette accontentarsi dei diritti in chiaro della sola Serie B, proponendo un apposito 90º minuto al sabato pomeriggio su Rai 3 (ulteriori diritti in chiaro del torneo cadetto per la fascia serale furono assegnati invece a Sportitalia). Le trasmissioni che presero il posto, la domenica pomeriggio, dello storico 90º minuto furono Serie A – Il grande calcio, in onda su Canale 5 nella stagione 2005-06, e Controcampo – Ultimo minuto seguito da Controcampo – Diritto di replica alla sera, in onda su Italia 1 nelle due annate successive. Queste trasmissioni erano precedute, sempre su Italia 1, da Domenica Stadio, che sostituiva di fatto lo Stadio Sprint di Rai 2. I collegamenti in diretta dai campi furono proposti dapprima all’interno del contenitore Buona Domenica su Canale 5, mentre nella stagione 2006-07 fu proposto un programma apposito su Italia 1, chiamato Guida al Campionato – Direttissima. Tuttavia la sfida degli ascolti della domenica pomeriggio veniva puntualmente vinta dal varietà di Simona Ventura, ribattezzato Quelli che il calcio e… dal 2006-07: pur non potendo collegarsi in diretta con i campi, il programma continuava ad avere un grande seguito. Persino le trasmissioni che proponevano gli highlights delle gare non riuscirono a replicare gli ascolti del 90º minuto storico. In definitiva, per Mediaset l’acquisto dei diritti si rivelò un insuccesso su tutta la linea. Fra le vittime illustri ci fu il conduttore Paolo Bonolis, costretto a lasciare il timone di Serie A – Il grande calcio al giornalista Enrico Mentana dopo poche puntate e diverse polemiche con la redazione di Sport Mediaset.

2008-2012 – Il ritorno in RAI

Dalla stagione 2008-09 alla stagione 2011-12, dopo l’ennesima estenuante trattativa con la Lega Calcio andata avanti fino a poche ore prima dell’inizio dei campionati, la RAI si riprese i diritti in chiaro della massima serie. Il palinsesto della domenica pomeriggio su Rai 2 vide così il ritorno di Stadio Sprint e 90º minuto, mentre su Rai 3 veniva confermato90º minuto Serie B al sabato. Confermato anche il varietà Quelli che il calcio e… che poté tornare a collegarsi con i campi e che nella stagione 2011-12 tornò al vecchio titoloQuelli che il calcio con il passaggio della conduzione da Simona Ventura a Victoria Cabello. Il palinsesto Rai dedicato alla Serie A si arricchì ulteriormente dalla stagione 2010-11 con la trasmissione, alle ore 14 sul canale tematico Rai Sport 1, di un approfondimento di un’ora denominato Primo Stadio, dedicato al prepartita degli incontri delle ore 15 e al postpartita del lunch match delle 12:30 (senza però poterne trasmettere gli highlights). Sempre dal 2010-11 fu avviata, su Rai Sport 1 e Rai Sport 2, la trasmissione in chiaro addirittura di repliche integrali delle gare di Serie A, sia pure dopo almeno 8 giorni dal loro svolgimento. Sportitalia confermò i diritti in chiaro della Serie B relativi alla fascia serale.

2012-2015 – Diritti in chiaro divisi tra Cielo e RAI

Dal 2012-13 al 2014-15 furono due le televisioni a dividersi i diritti TV in chiaro della Serie A: alla RAI[2] si affiancò infatti Cielo[3], il canale terrestre controllato da Sky Italia.

Cielo acquisì l’esclusiva per le immagini correlate durante le gare e per gli highlights in anteprima (tra le 18 e le 18:15 per le gare pomeridiane, tra le 22:50 e le 23:05 per quelle serali). Nella stagione 2012-13 questi diritti furono utilizzati nel contenitore Cielo che gol!, condotto da Simona Ventura ed Alessandro Bonan. Il programma, pensato inizialmente per occupare l’intera domenica pomeriggio in concorrenza con la programmazione calcistica di Rai 2 (in particolare con Quelli che, programma condotto dalla stessa Ventura fino ad un anno prima), fu ridimensionato a causa dei bassi ascolti, in particolare con la rinuncia ai collegamenti in diretta durante le gare. Nelle due stagioni successive il programma fu sostituito da un nuovo contenitore senza la Ventura, intitolato Stop & gol.

La Rai, pur avendo perso per la seconda volta la possibilità dei collegamenti in diretta con gli stadi, confermò Quelli che il calcio su Rai 2. Nella stagione 2012-13 il nome fu mutato in Quelli che con la conferma di Victoria Cabello alla conduzione, mentre dal 2013-2014 si tornò al vecchio nome con il passaggio alla conduzione di Nicola Savino. Rai Sport in questo triennio cancellò solo il segmento Primo Stadio su Rai Sport 1, mantenendo tutti gli altri appuntamenti: lo spazio interviste post gara di Stadio Sprint e gli highlights delle gare pomeridiane dopo le 18:15 all’interno di 90º minuto, oltre a quelli delle gare serali dopo le 23:05 (in programmi come Sabato Sprint e Domenica Sportiva). Per la prima volta (a parte il triennio 2005-2008 in cui aveva perso del tutto i diritti) la Rai poteva mostrare solo per seconda gli highlights, anche se in forma più approfondita rispetto alle brevi sintesi di Cielo. Furono confermate anche, sui canali tematici, le repliche integrali delle partite a distanza di almeno una settimana dalla loro disputa.

Anche gli highlights della Serie B rimasero alla Rai[4]. L’unica novità del palinsesto fu il passaggio di 90º minuto Serie B da Rai 3 a Rai 2 (va notato che nella stagione 2012-13 la trasmissione partì dalla quarta giornata a causa della tardiva acquisizione dei diritti). In questo modo la TV di stato concentrò sulla seconda rete tutte le sue trasmissioni calcistiche principali. Fino all’undicesima giornata della Serie B 2013-2014 anche Sportitalia continuò ad esercitare i diritti relativi alla fascia oraria serale[5]. In seguito alla chiusura di questa emittente, avvenuta alla fine di ottobre 2013, gli highlights serali del torneo cadetto passarono, dalla quattordicesima alla venticinquesima giornata, al nuovo canale Sport Uno del gruppo LT Multimedia. Dopo la chiusura anche di questo canale, nel febbraio 2014, alla RAI rimase l’esclusiva assoluta dei diritti in chiaro della Serie B.

2015-2018 – Torna l’esclusiva RAI

Dal 2015-16 al 2017-18 tutti i diritti in chiaro sia della Serie A che della Serie B tornano alla sola RAI. All’interno di Quelli che il calcio tornano i collegamenti con gli stadi e gli highlights sono proposti in esclusiva fin dalle 18 per le gare pomeridiane e dalle 22:50 per quelle serali. Nel palinsesto vi è la novità di un’unica trasmissione alla domenica pomeriggio: Novantesimo Minuto assorbe infatti anche lo spazio interviste occupato nelle precedenti stagioni da Stadio Sprint.

Diritti TV del campionato italiano di Serie B (gare in diretta)

StagioneDiritti criptatiDiritti in chiaro
1993-1994TELE+ (32 anticipi)RAI
1994-1995TELE+ (32 anticipi)RAI
1995-1996TELE+ (32 anticipi)RAI
1996-1997TELE+RAI
1997-1998TELE+RAI
1998-1999TELE+RAI
1999-2000TELE+
Stream TV
RAI
2000-2001TELE+
Stream TV
RAI
2001-2002TELE+
Stream TV
RAI
2002-2003TELE+ (gare casalinghe di 5 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 15 squadre)
RAI
2003-2004Sky (gare casalinghe di 18 squadre)
Gioco Calcio (gare casalinghe di 6 squadre)
RAI
2004-2005SkyRAI
2005-2006in questa stagione non sono assegnati diritti criptati ma vengono trasmesse partite in chiaro:
Sportitalia (anticipi, posticipi, playoff e playout)
RAI (selezione fra tutte le rimanenti partite, sia in diretta che in differita)
RAI
Sportitalia
2006-2007Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di Juventus, Napoli e Genoa)
Sportitalia (diritti terrestri di alcune gare nelle prime giornate in chiaro)
RAI
Sportitalia
2007-2008solo alcune partite su Sky (in PPV), ContoTV e TV localiRAI
Sportitalia
2008-2009Sky (diritti satellitari)
Cartapiù-Dahlia TV (diritti terrestri)
RAI
Sportitalia
2009-2010Sky (diritti satellitari)
Dahlia TV (diritti terrestri)
RAI
Sportitalia
2010-2011Sky (diritti satellitari)
Dahlia TV (diritti terrestri fino alla 27ª giornata)
Mediaset Premium (diritti terrestri dalla 34ª giornata in poi compresi un recupero della 30ª, playoff e playout)
RAI
Sportitalia
2011-2012Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri dalla 4ª giornata in poi compresi playoff e playout)
RAI
Sportitalia
2012-2013Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di anticipi, posticipi e playoff)
RAI
Sportitalia
2013-2014Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di anticipi, posticipi, playoff e playout)
RAI
Sportitalia
LT Multimedia
2014-2015Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di anticipi e posticipi, playoff e playout)
RAI
2015-2016SkyRAI
2016-2017SkyRAI
2017-2018SkyRAI

Nazionale italiana in TV

Da quando esiste la televisione, è stata quasi sempre la RAI a trasmettere le telecronache delle gare della nazionale. La Rai detiene i diritti per trasmettere in diretta esclusiva le gare degli azzurri nelle qualificazioni al campionato europeo 2016 ed al campionato mondiale 2018 e, fino al 31 dicembre 2017, le partite amichevoli oltre alle partite ufficiali e amichevoli delle Nazionali giovanili, delle Nazionali femminili e di calcio a 5.

In passato vi sono state alcune eccezioni al monopolio azzurro della TV di Stato.

Nelle fasi finali dei Campionati mondiali ed europei disputate tra il 1982 ed il 2000, le partite della Nazionale italiana (così come le altre partite di queste competizioni) sono state teletrasmesse contemporaneamente dalla RAI e da Telemontecarlo (quest’ultima infatti aveva lo status di TV del Principato di Monaco e non di canale italiano). Tuttavia, soprattutto nei primi anni, TMC era visibile solo in alcune porzioni del territorio italiano. Inoltre, le gare del vittorioso mondiale spagnolo del 1982 vennero trasmesse da TMC in differita (con eccezione della finalissima).

Nell’ottobre 1992 la partita Scozia-Italia a Glasgow, valida per le qualificazioni al Campionato Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, viene trasmessa contemporaneamente dalla RAI e da TELE+. Per la prima volta, infatti, i diritti televisivi di una gara della Nazionale erano stati acquisiti da un canale privato. La cosa aveva suscitato enormi polemiche, perché TELE+ era oltretutto un canale a pagamento. L’intenzione della pay TV (diventata tale da pochi mesi) era quella di criptare l’incontro, trasmettendolo solo per i propri abbonati, ma poi fu trovato un accordo con la RAI per salvaguardare l’esigenza che un incontro della nazionale fosse visibile gratuitamente a tutti i telespettatori. TELE+ si accontentò, trasmettendo l’incontro in chiaro e contemporaneamente alla RAI, di proporre una telecronaca “alternativa” a quella storica della TV di stato, per pubblicizzare i propri eventi sportivi.

Nel 1996 si registrano invece i primi incontri della Nazionale trasmessi in esclusiva da una televisione privata, precisamente Mediaset: si tratta di Ungheria-Italia (amichevole) e Moldavia-Italia (qualificazioni al Campionato mondiale del 1998 in Francia), entrambe proposte da Canale 5. Negli anni successivi anche Telemontecarlo propone tre gare in esclusiva degli azzurri (dopo le tante gare proposte nelle fasi finali di mondiali ed europei in contemporanea con la RAI): nel 1997 Inghilterra-Italia (sempre per le qualificazioni mondiali 1998), nel 1998 Svezia-Italia (amichevole), nel 1999 Svizzera-Italia (qualificazioni al Campionato Europeo del 2000 in Olanda e Belgio). Solo in occasione della gara con l’Inghilterra, TMC consente alla RAI di replicare l’incontro dopo la mezzanotte, per tutelare quelle zone italiane dove il segnale del canale monegasco non è ricevibile.

Terminato nel 2000 il curioso dualismo RAI-TMC per le fasi finali di mondiali ed europei, è tornata a verificarsi una situazione analoga a partire dal 2006, sia pure per cause diverse. La suddivisione dei diritti tra canali in chiaro e pay TV ha provocato infatti la doppia trasmissione delle gare della nazionale da parte della RAI e di Sky in occasione di tre edizioni del Campionato Mondiale (dal 2006 al 2014) e di due edizioni della Confederations Cup (2009 e 2013). Sky trasmetterà anche in differita integrale le gare degli azzurri nelle qualificazioni agli Europei 2016 e ai Mondiali 2018, immediatamente dopo la diretta esclusiva di Rai 1 e Rai 1 HD.

I radiotelecronisti storici degli azzurri

La prima “voce” storica della nazionale italiana è quella di Nicolò Carosio, che commenta alla radio le avventure degli azzurri fin dai primi due titoli mondiali, nel 1934 in Italia e nel 1938 in Francia. Passa alla televisione (sempre in Rai) fin dalla sua nascita, nel 1954, e resta il telecronista “ufficiale” degli azzurri fino ai mondiali del 1970 in Messico, con la sola eccezione degli europei 1968.

A Carosio succede Nando Martellini. Dopo aver già sostituito Carosio in occasione del vittorioso Campionato europeo del 1968, Martellini lo rimpiazza definitivamente durante i mondiali messicani, in seguito al famoso episodio del guardalinee etiope. Nando Martellini rimane il telecronista delle gare degli azzurri fino al 1986, passando attraverso il trionfo mondiale del 1982 in Spagna.

A partire dal secondo Mondiale messicano, quello del 1986, Bruno Pizzul diventa la terza voce storica della nazionale in RAI. Commenterà le gare degli azzurri ininterrottamente fino ad agosto 2002, con una sola eccezione in occasione della finale per il 3º e 4º posto del mondiale italiano del 1990 contro l’Inghilterra, commentata da Giorgio Martino (il giorno dopo Pizzul commentò la finale per il 1º e 2º posto tra Argentina e Germania Ovest).

Le partite della nazionale trasmesse in quegli anni anche da altre TV vedono alla telecronaca: Luigi Colombo su Telemontecarlo tra il 1982 e il 1990; Massimo Caputi sempre sulla TV monegasca tra il 1994 e il 2000; Massimo Marianella su TELE+ nel 1992; Sandro Piccinini e Bruno Longhi su Canale 5 nel 1996.

Tra settembre 2002 e giugno 2003, in RAI, il posto che era stato di Carosio, Martellini e Pizzul venne affidato ad una rigida alternanza, partita dopo partita, tra Gianni Cerqueti eStefano Bizzotto. Nell’agosto 2003 la scelta definitiva dell’azienda andò su Cerqueti, che commentò gli azzurri fino ad agosto 2004. A sorpresa, però, la RAI cambiò completamente idea e, da settembre 2004 ad agosto 2010, la voce della nazionale fu quella di Marco Civoli, che in particolare raccontò il trionfo mondiale del 2006 in Germania. Solo in occasione dell’amichevole contro l’Austria dell’agosto 2008 a Nizza la telecronaca, per una volta, fu di nuovo affidata a Gianni Cerqueti, a causa dell’impegno di Civoli ai giochi olimpici di Pechino.

In occasione dell’amichevole di Londra persa contro la Costa d’Avorio nell’agosto 2010, vi fu il passaggio di testimone da Civoli a Bruno Gentili, ex radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto ed all’epoca vicedirettore di Rai Sport. Nell’occasione Civoli effettuò la sua ultima telecronaca “azzurra”, mentre Gentili si limitò al commento tecnico. Gentili è stato il telecronista RAI della nazionale italiana da settembre 2010 a novembre 2012.

Nuovo passaggio di consegne nel novembre 2012 in occasione dell’amichevole di Parma persa contro la Francia: Gentili ha effettuato la sua ultima telecronaca azzurra avvalendosi del commento tecnico del suo successore Stefano Bizzotto. Quest’ultimo è tornato a rivestire il ruolo di telecronista azzurro della RAI da febbraio 2013, dopo averlo già fatto in alternanza con Gianni Cerqueti tra il 2002 ed il 2003.

Da settembre 2014 la Rai ha affidato le telecronache azzurre alla coppia formata da Alberto Rimedio e dallo stesso Bizzotto. Da luglio 2015 Bizzotto viene sostituito da Giovanni Trapattoni.

Per le partite degli azzurri trasmesse anche da Sky a partire dal 2006 (fasi finali dei mondiali, Confederations Cup e, dal 2014, le differite delle partite di qualificazione agli Europei 2016 e ai Mondiali 2018), la telecronaca sulla TV satellitare è di Fabio Caressa, affiancato dal commento tecnico di Giuseppe Bergomi. Unica eccezione la gara valida per il terzo posto della Confederations Cup 2013, commentata da Massimo Marianella e Daniele Adani in quanto Caressa e Bergomi erano a Rio de Janeiro per commentare la finale traBrasile e Spagna.

In radio, sempre alla RAI, le radiocronache degli azzurri sono state affidate, dopo Carosio, ad Enrico Ameri (fino al 1992), a Sandro Ciotti (dal 1992 al 1994), Riccardo Cucchi (dal 1994 al 2014) e Francesco Repice (dal 2014 in poi).

Nazionali giovanili e Nazionale olimpica

Tra le nazionali giovanili, l’unica che gode di una presenza televisiva costante è quella under 21. La RAI trasmette la maggioranza degli incontri di questa rappresentativa. In passato solo in pochissime occasioni sono stati altri operatori televisivi ad occuparsene: ricordiamo Svizzera-Italia under 21 del giugno 1999, valida per la qualificazione al Campionato Europeo under 21 del 2000 in Slovacchia, trasmessa da Telemontecarlo. La fase finale dello stesso Campionato Europeo under 21 del 2000 in Slovacchia e quella successiva del 2002 in Svizzera furono entrambe proposte da Mediaset (gare dell’Italia e gare più importanti in chiaro) e da TELE+ (restanti gare a pagamento).

Per quel che riguarda la Nazionale Olimpica (coincidente fino al 1952 con la Nazionale maggiore, a parte le limitazioni sul professionismo), ovviamente la trasmissione televisiva dei tornei olimpici di calcio è legata ai diritti TV dell’intera manifestazione a cinque cerchi. In Italia la Rai ha storicamente trasmesso i giochi olimpici invernali ed estivi in esclusiva, e dunque anche i tornei olimpici di calcio, dal 1956 al 1980. In realtà in questo periodo la rappresentativa olimpica di calcio dell’Italia, che era di fatto una Nazionale giovanile Under-23, prese parte solo ai giochi di Roma del 1960 in qualità di paese ospitante, mentre non si iscrisse ai giochi del 1956, del 1968 e del 1976, rinunciò a quelli del 1964 (pur avendo conquistato regolarmente la qualificazione) e non si qualificò per quelli del 1972 e del 1980 (in quest’ultimo caso si trattava della Nazionale Under-21, guidata da Azeglio Vicini).

Le edizioni dei giochi (estivi ed invernali) disputatesi fra il 1984 ed il 2000 furono trasmesse, oltre che dalla RAI, anche da Telemontecarlo (inoltre, per i soli giochi estivi di Sydney 2000, alcune gare non calcistiche furono oggetto di trasmissione criptata da parte di TELE+). Ai giochi di Los Angeles 1984 e di Seul 1988 il torneo di calcio era riservato alle “nazionali B”, composte praticamente da giocatori di riserva delle nazionali maggiori (non vi erano più vincoli di età, ma erano eleggibili solo quei calciatori che non avessero mai disputato, con la maglia della propria nazionale maggiore, gare valide per il Campionato Mondiale o anche solo per le qualificazioni al Campionato Mondiale). Nel 1984 la rappresentativa azzurra guidata da Enzo Bearzot e Cesare Maldini, in un primo momento esclusa nella fase di qualificazione, fu poi riammessa ai giochi (dopo 24 anni di assenza) per ripescaggio, dovuto al boicottaggio di molte nazionali dell’Est europeo. Nel 1988 invece gli azzurri furono guidati da Dino Zoff nelle qualificazioni e poi da Francesco Rocca nella competizione sudcoreana (Rocca era il vice di Zoff ma gli succedette dopo il passaggio dell’ex portiere azzurro sulla panchina della Juventus). In entrambi i giochi olimpici disputati con la nazionale B l’Italia si classificò quarta, come nell’ultima partecipazione nel 1960. La RAI trasmise anche le gare di qualificazione. A partire dal 1992 il torneo olimpico di calcio fu riservato alle nazionali giovanili under 23, ammettendo però dal 1996 l’utilizzo di tre fuori quota. Per l’Europa il torneo di qualificazione fu abolito, perché da allora le nazionali europee ammesse alla competizione olimpica sono le migliori classificate dell’ultimo Campionato Europeo under 21.

Tra il 2002 ed il 2008 la RAI tornò ad avere l’esclusiva dei giochi olimpici invernali ed estivi.

Nel quadriennio dal 2010 al 2014, le Olimpiadi furono anche criptate, con le gare di tutte le discipline trasmesse in esclusiva da Sky. La RAI propose le immagini in chiaro di una selezione di eventi, per un totale di 100 ore di trasmissione nei giochi invernali 2010 e di 200 ore nei giochi estivi 2012 (ai quali comunque gli azzurrini del calcio non si qualificarono). Invece le gare dei giochi invernali di Sochi 2014, per la prima volta, non furono trasmesse dalla Rai (che si limitò agli highlights): le 100 ore di eventi live in chiaro furono garantite dalla stessa Sky con il proprio canale terrestre Cielo.

Per i giochi estivi di Rio de Janeiro 2016, la RAI tornerà a trasmettere in diretta esclusiva le gare dei giochi olimpici, con Sky che si limiterà a trasmettere gli highlights, mentre dal 2018 al 2024 i diritti televisivi delle Olimpiadi invernali ed estive sono stati acquisiti in esclusiva da Discovery Communications ed Eurosport, che garantiranno sui propri canali free anche le 200 ore di diretta in chiaro per le edizioni estive 2020 (a Tokyo) e 2024 (in una città ancora da definire) e le 100 ore di diretta in chiaro per le edizioni invernali 2018 (a Pyeongchang) e 2022 (a Pechino).[19]

Diritti TV del Campionato europeo

EdizioneTV
1960RAI
1964RAI
1968RAI
1972RAI
1976RAI
1980RAI
1984RAI
TMC
1988RAI
TMC
TV K-C
1992RAI
TMC
1996RAI
TMC
2000RAI
TMC
2004RAI
2008RAI
2012RAI
2016da assegnare

La RAI propone in Italia in esclusiva il Campionato europeo di calcio, fin dalla prima edizione del 1960 in Francia. La prima edizione visibile a colori fu quella del 1980, giocata proprio in Italia. Le edizioni disputatesi tra il 1984 ed il 2000 sono state teletrasmesse, oltre che dalla Rai, anche da Telemontecarlo. Dal 2004 al 2012 la Rai è tornata a trasmettere in esclusiva la manifestazione continentale. Nell’edizione 2016 in Francia, la competizione sarà allargata da 16 a 24 squadre e i diritti televisivi sono da assegnare.

Diritti TV del Campionato mondiale

EdizioneTV
1954RAI
1958RAI
1962RAI (in differita)
1966RAI
1970RAI
1974RAI
1978RAI
1982RAI
TMC
1986RAI
TMC
TV K-C
1990RAI
TMC
1994RAI
TMC
1998RAI
TMC
2002RAI
2006RAI (25 partite)
Sky (tutte le partite)
2010RAI (25 partite)
Sky (tutte le partite)
2014RAI (25 partite)
Sky (tutte le partite)

La RAI trasmette il Campionato mondiale di calcio fin dall’edizione del 1954 in Svizzera, quando la TV in Italia aveva solo pochi mesi di vita. Furono trasmesse anche gare dell’edizione del 1958 in Svezia, nonostante la nazionale italiana non si fosse qualificata per la fase finale. L’edizione 1962 in Cile (la prima a disputarsi lontano dall’Europa dopo l’avvento della TV) non poté essere seguita in diretta dai telespettatori italiani, a causa dell’inefficienza dei collegamenti satellitari: le partite venivano registrate e trasmesse dalla Rai il giorno seguente allo svolgimento. L’edizione 1978 in Argentina fu la prima ricevibile a colori. A partire dall’edizione 1982 in Spagna, i calendari organizzati dalla FIFAvenivano incontro alle esigenze televisive, permettendo alle TV di trasmettere praticamente tutti gli incontri in diretta e limitando allo stretto indispensabile il numero di partite disputate in contemporanea. Le edizioni dal 1982 al 1998 sono state trasmesse, oltre che dalla RAI, anche da Telemontecarlo. Nell’edizione 2002 la RAI è tornata ad avere l’esclusiva dell’intera competizione.

Nelle edizioni dal 2006 al 2014, invece, 39 delle 64 partite della kermesse iridata vengono trasmesse in esclusiva e a pagamento dall’emittente satellitare Sky. La RAI mantiene i diritti per trasmettere in chiaro le rimanenti 25 partite (una a scelta per ogni giorno di gare) in modalità non esclusiva (anche questi incontri sono comunque trasmessi da Sky). Fra queste gare sono sempre comprese la partita inaugurale, tutti gli incontri della nazionale italiana, quattro incontri degli ottavi di finale, due dei quarti di finale e tutti gli incontri delle semifinali e delle finali.

Diritti TV della Confederations Cup

EdizioneTV
Arabia Saudita 1992
Arabia Saudita 1995
Arabia Saudita 1997TMC
Messico 1999
Giappone e Corea del Sud 2001TELE+
Francia 2003TELE+
Antenna 3
Germania 2005Sky
Sudafrica 2009Sky
RAI
Brasile 2013Sky
RAI

Le prime due edizioni della Confederations Cup non furono trasmesse in Italia, mentre la terza fu trasmessa da TMC. L’edizione del 2001 fu trasmessa in esclusiva da TELE+, mentre quella del 2003 fu trasmessa sia da TELE+ che dal circuito televisivo di Antenna 3 in chiaro. Quella del 2005, sempre a pagamento, fu trasmessa da Sky. Le edizioni 2009 e 2013, le prime con la partecipazione dell’Italia, oltre ad essere trasmesse nuovamente da Sky furono visibili anche in chiaro sulla RAI.

Influenza della TV sul format di campionati e coppe

Col passare degli anni le televisioni e le stesse organizzazioni calcistiche si sono rese conto sempre più dell’importanza del binomio calcio-TV. Ciò ha portato al capovolgimento di quella che sembrava una gerarchia naturale: il calcio che gestisce autonomamente i regolamenti ed i calendari delle proprie competizioni, mentre le TV adattano conseguentemente i propri palinsesti, ha lasciato il posto ad un calcio moderno che si lascia invece imporre orari di inizio, date e persino format dei tornei per venire incontro alle esigenze televisive ed offrire quindi un prodotto televisivo appetibile. Questa situazione ha spesso generato malcontento soprattutto al pubblico degli stadi, il cui potere è venuto però via via sminuendosi, di fronte alla più numerosa e remunerativa platea televisiva.

In Italia l’influenza delle televisioni sulla programmazione di date ed orari degli incontri delle competizioni calcistiche nazionali si è fatta sentire negli anni anche con le frequenti spalmature delle gare di Coppa Italia e con la programmazione di orari ad hoc per le edizioni della Supercoppa Italiana giocate all’estero (in particolare quelle disputate, nel 1993 e nel 2003, negli Stati Uniti, disputate in orario locale pomeridiano per consentire la diretta in prima serata in Italia). Tuttavia i maggiori effetti si sono registrati ovviamente sulle abitudini dei tifosi relative al Campionato.

Diritti TV e programmazione delle gare del campionato italiano nel weekend

Già nel 1954-55, la Lega Nazionale Professionisti tentò un primo esperimento di “posticipo”, spostando una gara di campionato nella serata di domenica per consentire la trasmissione in diretta televisiva sulla neonata RAI. La tradizione della domenica pomeriggio fu ben salda per quasi quarant’anni: tutte le partite cominciavano alla stessa ora (le 14:30 o le 16:30, in funzione della luce solare) assicurando la contemporaneità dei campionati maggiori (dalla Serie A sino alle categorie regionali). A dare ancora più fascino alla domenica calcistica contribuì la nascita di Tutto il calcio minuto per minuto, che dal 10 gennaio 1960 trasmetteva la radiocronaca simultanea degli incontri. Nel 1970, inoltre, debuttò su Rai 1 la trasmissione 90º minuto (in onda dopo la conclusione delle gare). Il tifoso poteva quindi seguire la propria squadra per radio e, successivamente, vedere la sintesi in TV. Questa tradizione resistette fino al 1993: già da alcuni anni infatti, si erano verificati anticipi di campionato per gli impegni dei club in Europa. Gli anticipi erano sovente trasmessi dalla RAI, insieme ad eventuali gare di recupero e spareggi di fine stagione. Dal 1990-91, la televisione influì prepotentemente sul calendario di Coppa Italia chiedendo, in ogni turno, anticipi e/o posticipi per la trasmissione in diretta oppure in lieve differita. L’esperimento era destinato ad essere provato anche in Campionato.[20]

Tabella riassuntiva

Format orarioDal 1929-30 al 1992-93Dal 1993-94 al 1998-99Dal 1999-00 al 2003-04Dal 2004-05 al 2009-10Dal 2010-11
DistribuzioneDomenica: tutte le partite in contemporanea[21]Domenica:
8 partite in contemporanea[21]
1 partita alle 20:30
Sabato:
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:30
Sabato:
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:30[22]
Sabato:
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:45
Domenica:
6 partite alle 15:00
1 partita alle 20:30
Domenica:
7 partite alle 15:00
1 partita alle 20:30
Domenica:
1 partita alle 12:30
6 partite alle 15:00
1 partita alle 20:45
ContemporaneitàIntero campionato6 turni4 turni2 turni1 turno
Introduzioni1 posticipo (1993-94)2 anticipi il sabato (1999-00)Turno infrasettimanale (2004-05)Anticipi (venerdì)
Posticipi (lunedì)
Lunch match (2010-11)

1993-1999 Nasce il “posticipo” in notturna

  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime sei giornate)
  • Domenica pomeriggio (variabile dalle 14:30 alle 16:30): tutte le restanti gare di tutte le categorie del campionato
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime sei giornate)

La prima modifica alla tradizione domenicale fu l’introduzione, dal 1993-94, del posticipo fisso di una gara alle 20:30 della domenica: l’incontro veniva trasmesso da TELE+2. La “soluzione” fu usata nelle prime 28 giornate, per esigenze televisive: negli ultimi sei turni era salvaguardata l’esigenza della contemporaneità. Lo stesso accadde in Serie B, con un anticipo alle 20:30 del sabato (per alcuni anni, in orario pomeridiano). Persino in Serie C1 fu proposta un’analoga situazione, destinata però a durare solo per una stagione, con un anticipo televisivo al sabato pomeriggio che fu trasmesso da Tele + (dopo qualche anno fu regolarizzato un sistema di anticipi al venerdì sera e posticipi al lunedì sera per la Serie C poi divenuta Lega Pro, trasmessi dai canali sportivi RAI, e di anticipi per la Serie D, anch’essi trasmessi gratuitamente sui canali sportivi RAI).

A partire dal 1996-97, pur senza variare i calendari, vi fu la novità della trasmissione televisiva di tutti gli incontri di Serie A e B, ovvero anche quelli che si disputavano normalmente la domenica pomeriggio, grazie all’avvento della pay TV satellitare TELE+.

1999-2002 Il weekend “lungo”

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 15: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate, abolito nel 2001-02)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Domenica ore 15: tutte le restanti gare
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Dal 1999-2000 le televisioni imposero una maggiore spalmatura dei campionati nel weekend calcistico. In Serie A, oltre al posticipo della domenica alle 20:30, furono introdotti regolarmente due anticipi al sabato (presenti già dal 1996-97), uno alle 15 e l’altro alle 20:30. In Serie B, di conseguenza, si dovette trovare una nuova collocazione per l’anticipo, che fu quella del venerdì alle 20:45, e fu introdotto inoltre anche un posticipo al lunedì, sempre alle 20:45 (successivamente questi due appuntamenti della serie cadetta furono portati anch’essi alle 20:30, ma poi tornarono nuovamente alle 20:45). Sempre a partire dal 1999-2000 fu imposto, per le tradizionali gare della domenica pomeriggio dei due campionati, l’orario unico delle 15, valido per tutta la stagione (senza più oscillazioni dettate dalla luce solare). Inoltre fu ridotto il numero di giornate conclusive in cui i campionati si concentravano alla domenica pomeriggio: i turni senza anticipi e posticipi erano ora solo gli ultimi quattro, e non più gli ultimi sei. Nella stagione 2001-02 l’anticipo pomeridiano del campionato fu abolito, salvo eccezioni con anticipi delle squadre in Europa.

2002-2005 Arriva l’anticipo delle 18:00

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 18:00: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate) più restanti gare di Serie B (eccetto periodo invernale)
  • Domenica ore 15:00: tutte le restanti gare di Serie A e (solo nel periodo invernale) di Serie B
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Nel 2002-03 fu ripristinato, col nuovo orario delle 18, l’anticipo pomeridiano del sabato nella massima serie. In origine le TV avevano chiesto anche un doppio posticipo la domenica sera (una gara alle 18:00 ed una alle 20:30), ma ciò fu realizzato solo nella prima giornata e poi l’idea fu accantonata. Per quel che riguarda la Serie B, si cominciò a cercare una collocazione di tutte le gare del torneo cadetto che evitasse la contemporaneità con la massima serie, per aumentarne la visibilità televisiva. Confermati l’anticipo del venerdì ed il posticipo del lunedì, entrambi alle 20:45, le altre gare furono programmate al sabato alle 20:30 (in contemporanea quindi con una sola gara di Serie A). Tuttavia, nella parte più fredda della stagione (da novembre a marzo) si tornava a giocare la domenica alle 15, e lo stesso accadeva in quei weekend in cui la Serie A riposava. Questa doppia collocazione rimase in vigore fino al 2004-05. Nella prima metà del 2003-04, tra l’altro, la Serie B rinunciò ad anticipo e posticipo, per problemi con la vendita dei diritti TV dovuti anche all’ampliamento del torneo da 20 a 24 squadre, che causò numerosi turni infrasettimanali.

Nel 2004-05 la Serie A passò da 18 a 20 squadre, per consentire la riduzione della B da 24 a 22. I turni infrasettimanali della Serie A furono programmati al mercoledì alle 20:30 (a volte con un posticipo al giovedì alla stessa ora), quelli della B al martedì, sempre alle 20:30 (con possibilità di due posticipi al mercoledì alla stessa ora). Fu confermata la salvaguardia della contemporaneità delle gare nelle ultime quattro giornate, in entrambi i campionati.

2005-2008 La Serie B al sabato pomeriggio

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 16: restanti gare di Serie B
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Dal 2005-06 fu finalmente trovata una collocazione stabile per la Serie B: la giornata del campionato cadetto era fissata al sabato pomeriggio. L’orario delle 15 inizialmente stabilito fu successivamente differito alle 16 su pressione delle tifoserie e delle amministrazioni comunali (che in realtà avrebbero voluto mantenere il sabato in notturna o la domenica pomeriggio). Venivano confermati l’anticipo del venerdì ed il posticipo del lunedì, sempre alle 20:45 (tranne nella stagione 2007-08 in cui la serie cadetta non vendette i diritti televisivi). La nuova collocazione consentiva alla Rai la creazione di un 90º minuto apposito per la serie cadetta. Nei weekend in cui non c’era la massima serie, il campionato cadetto tornava alla domenica alle 15, cambiando eventualmente anche la collocazione di anticipi e posticipi (ad esempio anticipo al sabato sera e posticipo la domenica sera). Niente anticipi e posticipi nelle ultime quattro giornate. Nelle giornate precedenti un turno infrasettimanale, il campionato cadetto aboliva il posticipo e proponeva due anticipi al venerdì (alle 19 ed alle 21). Analogamente niente anticipo e due posticipi al lunedì nelle giornate successive ad un turno infrasettimanale.

2008-2010 Contemporaneità solo nelle ultime due giornate

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime due giornate)
  • Sabato ore 16 (ore 15:30 nel 2009-2010): restanti gare di Serie B
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Sabato ore 20:30 (ore 20:45 nel 2009-2010): un anticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A
  • Domenica ore 20:30 (ore 20:45 nel 2009-2010): un posticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime due giornate)

Dal 2008-09 la Lega Calcio ridusse l’esigenza di contemporaneità dei campionati alle ultime due giornate (e non più le ultime quattro). Tuttavia, anche nei due turni conclusivi potevano essere programmati anticipi e posticipi, a patto che restasse la contemporaneità per incontri coinvolgenti squadre in lotta per i medesimi obiettivi di classifica. Nel 2009-10 furono modificati alcuni orari: la Serie B anticipò alle 15:30 l’orario di inizio del sabato pomeriggio, mentre la Serie A portò anch’essa alle 20:45 (e non più alle 20:30) le proprie gare in notturna (il secondo anticipo del sabato ed il posticipo della domenica). Fissati alle 20:45 anche i turni infrasettimanali (il martedì per la B ed il mercoledì per la A, in quest’ultimo caso con un posticipo al giovedì alla stessa ora). Nelle giornate in cui non c’è la massima serie, come al solito la Serie B gioca la domenica alle 15, con un anticipo alle 12:30 (il cosiddetto lunch match, già episodicamente sperimentato nella massima serie) e generalmente due posticipi, uno la domenica ed uno il lunedì, entrambi alle 20:45. Altra novità introdotta dal 2009-10 è la diversa strutturazione delle prime giornate, quelle in programma nel mese di agosto: non si gioca nel primo pomeriggio. La Serie A conferma gli anticipi del sabato e propone la domenica tutte le gare alle 20:45 con un anticipo alle 18. Anche in B tutte le gare hanno inizio non prima delle 18 (per lo più alle 20:45, ma evitando la contemporaneità con la massima serie o altre competizioni quali Supercoppa Italiana e Supercoppa Europea).

2010-2018 Lo “spezzatino”

  • Venerdì ore 20:30: un anticipo di Serie B (alle 19 e alle 21 nelle giornate che precedono un turno infrasettimanale, al lunedì alle h.20:30 nei turni infrasettimanali; al sabato alle h.18 e alle h.20:30 e alla domenica alle h.12:30 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale; eccetto l’ultima giornata e quelle che seguono un turno infrasettimanale)
  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie A (in non più di sette giornate, eccetto le prime due giornate, i turni infrasettimanali, quello precedente la Pasqua e l’ultima giornata)
  • Sabato ore 15: restanti gare di Serie B (alle h.20:30 nelle prime due giornate, venerdì alle 19 nel turno precedente la Pasqua, domenica alle h.15 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale, venerdì alle h.20:30 nell’ultima giornata)
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto l’ultima giornata)
  • Sabato ore 20:45: un anticipo di Serie A (al martedì nei turni infrasettimanali, eccetto l’ultima giornata)
  • Domenica ore 12:30: un anticipo di Serie A (al sabato nella giornata precedente la Pasqua; eccetto le prime due giornate, i turni infrasettimanali e l’ultima giornata. Occasionalmente il turno può essere sostituito da un posticipo della serie B)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A (alle h.20:45 nelle prime due giornate e nell’ultima giornata, al sabato nel turno precedente la Pasqua, al mercoledì alle h.20:45 nei turni infrasettimanali)
  • Domenica alle 17:30: un posticipo di serie B (dalla stagione 2015-16)
  • Domenica ore 18: un anticipo di Serie A (nelle prime due giornate, o per squadre in esigenza di Coppe)
  • Domenica ore 20:45: un posticipo di Serie A (al giovedì nei turni infrasettimanali, al sabato alle h.18:30 e alle h.21 nel turno precedente la Pasqua, eccetto le prime due giornate e l’ultima giornata)
  • Lunedì ore 20:30: un posticipo di Serie B (alle h.19 e alle h.21 nelle giornate seguenti un turno infrasettimanale; domenica alle h.20:30 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale; eccetto l’ultima giornata, quelle precedenti un turno infrasettimanale e il turno precedente la Pasqua)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie A (in non più di sette giornate, alle 19 e alle 21 quando ne sono previsti due; eccetto le prime due giornate, il turno precedente la Pasqua, i turni infrasettimanali e nell’ultima giornata)

A partire dal 2010-11 lo “spezzatino” aumenta: in Serie A viene introdotto il lunch match sistematico la domenica alle 12:30, in aggiunta ai due anticipi del sabato ed al posticipo serale. Inoltre, in un numero limitato di giornate all’anno (non più di sette), è prevista la possibilità anche di un anticipo al venerdì oppure un posticipo al lunedì (in entrambi i casi alle 20:45). Tutte queste novità erano già state episodicamente sperimentate nelle stagioni precedenti. Per la Serie B viene ulteriormente anticipato l’inizio delle gare del sabato pomeriggio, che tornano alle 15, ad eccezione del turno precedente la Pasqua che prevede la disputa dei match cadetti alle h.19 del venerdì.

Competizioni internazionali per club

L’influenza delle televisioni sui calendari delle coppe europee cominciò a sentirsi negli anni ottanta e nei primi anni novanta. Da anni si era ormai imposto un calendario annuale che vedeva le tre principali competizioni UEFA per club (Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA) svilupparsi attraverso alcune date fisse della stagione, tutte di mercoledì.

1954-1992 – I mercoledì di coppe

Nella prima parte della stagione (da settembre a dicembre) erano programmati sei “mercoledì di coppe”. I primi quattro erano dedicati a tutte e tre le competizioni, mentre gli ultimi due erano riservati solo alla Coppa UEFA. Il primo mercoledì cadeva circa alla metà di settembre, quelli successivi cadevano a intervalli successivi di due o tre settimane (in genere due settimane tra l’andata e il ritorno di uno stesso turno, tre settimane tra il ritorno di un turno e l’andata del successivo). Nei primi due mercoledì si disputavano i sedicesimi di finale in Coppa dei Campioni e in Coppa delle Coppe, i trentaduesimi di finale in Coppa UEFA (competizione che aveva un numero circa doppio di squadre rispetto alle altre due). Le gare di ritorno di questo primo turno venivano quindi disputate a fine settembre o inizio ottobre. Nelle due date successive (metà ottobre e inizio novembre) avevano luogo gli ottavi di finale in Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe ed i sedicesimi di finale in Coppa UEFA. Le ultime due date europee dell’anno solare (fine novembre e inizio dicembre) vedevano la disputa degli ottavi di finale della Coppa UEFA, che così si allineava con le altre due competizioni. Nell’eventualità in cui una competizione registrasse un numero di partecipanti superiore a quello standard (32 per le due competizioni maggiori, 64 per la Coppa UEFA) veniva organizzato un turno preliminare, coinvolgente le squadre in eccesso (comunque poche), che era disputato solitamente in agosto, sempre in due mercoledì distanti due settimane l’uno dall’altro.

Dopo la pausa invernale, le tre coppe riprendevano a fine febbraio o inizio marzo. Da qui erano programmati altri quattro mercoledì in cui erano disputati quarti di finale e semifinali, con la solita cadenza (due settimane tra l’andata e il ritorno dello stesso turno, tre settimane tra il ritorno dei quarti di finale e l’andata delle semifinali). In genere le semifinali cadevano quindi in aprile (o, per le sole gare di andata, fine marzo).

Le finali delle tre competizioni erano disputate in settimane distinte, ma consecutive. Si cominciava due o tre settimane dopo le gare di ritorno delle semifinali e si occupavano quattro mercoledì consecutivi (tutti a maggio oppure a partire dalla fine di aprile). Si cominciava con la finale di andata di Coppa UEFA, sette giorni dopo aveva luogo la finale in gara unica di Coppa delle Coppe, poi era la volta della finale di ritorno di Coppa UEFA ed infine si concludeva con la finale unica di Coppa dei Campioni.

Dal mercoledì di coppe ai “matchweek”

Il primo effetto delle esigenze televisive fu il rapido trasformarsi del tradizionale mercoledì di coppe in un “matchweek”, ossia una “tre giorni di coppe”, per effetto dei numerosi anticipi al martedì e posticipi al giovedì richiesti dalle società. Anche gli orari di inizio delle gare cominciarono ad essere imposti dalle televisioni, onde limitare il più possibile contemporaneità televisive tra squadre della stessa nazione. Per una nazione come l’Italia, che ogni anno vedeva impegnate come minimo sei formazioni tra Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA, spesso gli impegni di questi club venivano perfettamente spalmati dal pomeriggio del martedì fino alla sera del giovedì (creando ovvie ripercussioni anche nei weekend di campionato precedente e seguente).

1992-1994 – L’orario unico per la Champions League

Dopo aver introdotto la fase a gruppi in Coppa dei Campioni dal 1991-92, l’UEFA mise un po’ d’ordine alla massima competizione, centralizzando i diritti TV di questa fase a partire dal 1992-93 ed avviando dunque la trasformazione in Champions League. Le gare di questa competizione dovevano obbligatoriamente disputarsi il mercoledì alle 20:30 durante la fase a gruppi, mentre le gare di Coppa delle Coppe e Coppa UEFA in programma al mercoledì dovevano iniziare al più tardi alle 19:00, in modo da evitare la sovrapposizione con la Champions League.

Con la nuova formula, a partire dal 1991-92 la Coppa dei Campioni posticipava la sua pausa invernale, in quanto cominciava ad occupare anche quelle due settimane di gioco tra novembre e dicembre che in passato vedevano in campo solo la Coppa UEFA. Il primo turno della massima manifestazione europea continuava a disputarsi parallelamente ai sedicesimi di Coppa delle Coppe ed ai trentaduesimi di Coppa UEFA, così come il secondo turno affiancava gli ottavi di Coppa Coppe ed i sedicesimi di Coppa UEFA. La fase eliminatoria (ad 8 squadre) vedeva le prime due giornate disputarsi parallelamente agli ottavi di Coppa UEFA, prima della sosta, e le restanti quattro affiancare quarti di finale e semifinali di Coppa Coppe e Coppa UEFA. Il turno preliminare di agosto, che fino ad allora era stato un’eccezione, divenne inevitabile (a causa di eventi politici che aumentarono il numero delle nazioni europee) a partire dal 1992-93. Nel 1993-94 la Champions League si arricchì delle semifinali in gara unica, che furono disputate nella medesima settimana della finale di andata di Coppa UEFA, anticipata solo per quell’anno al martedì.

1994-2000 – Coppa UEFA al martedì, Champions League al mercoledì, Coppa delle Coppe al giovedì

Ulteriore regolamentazione alla proliferazione selvaggia di anticipi e posticipi fu introdotta dal 1994-95, stesso anno in cui la Champions League cominciò ad ingrandirsi. In ciascun matchweek il martedì era riservato alla Coppa UEFA, il mercoledì alla Champions League ed il giovedì alla Coppa delle Coppe (eccezion fatta per le finali e per qualche turno preliminare). Le gare di Coppa UEFA potevano su richiesta essere posticipate al mercoledì (non oltre le 18:00) o al giovedì, così come quelle di Coppa delle Coppe potevano essere anticipate al martedì o al mercoledì (con la stessa limitazione di orario per salvaguardare la serata di Champions League), ma tali richieste diventavano sempre meno frequenti. Soprattutto al martedì in Coppa UEFA (competizione che vedeva impegnate diverse squadre per una stessa nazione) rimaneva il problema della spalmatura degli orari di inizio. Dal 1997-98 per la Champions League fu stabilito il nuovo orario delle 20:45 (in luogo delle 20:30), sempre al mercoledì. Tale orario era quello solitamente utilizzato anche per le finali delle altre coppe.

Con il nuovo format (prima a 16 e poi a 24 squadre) la fase eliminatoria della Champions League cominciava già a settembre per concludersi a dicembre: le sei giornate coincidevano con i sei matchweek tradizionali. Le prime quattro giornate affiancavano sedicesimi ed ottavi di Coppa Coppe nonché trentaduesimi e sedicesimi di Coppa UEFA, mentre le ultime due giornate erano parallele solo agli ottavi di Coppa UEFA. A partire dal 1996-97 in Coppa UEFA e dal 1997-98 in Champions League furono necessari due turni preliminari: il secondo restava in programma in agosto, parallelamente al turno preliminare unico di Coppa delle Coppe, mentre il primo era programmato tra fine luglio ed inizio agosto, in questo caso in settimane consecutive. Già dal 1995, del resto, l’UEFA organizzava ogni estate, tra giugno ed agosto, l’Intertoto, che prevedeva dapprima turni articolati nei weekend e poi turni conclusivi infrasettimanali. Dal 1997-98, con la trasformazione della finale di Coppa UEFA in gara unica, veniva abbreviato il quadro delle finali tra aprile e maggio: solo tre mercoledì consecutivi, cominciando con la finale di Coppa UEFA, proseguendo con quella di Coppa Coppe e chiudendo con quella di Champions League.

Dal 1998 il calendario delle competizioni UEFA trovò un posto fisso anche alla Supercoppa Europea, fino ad allora costretta a trovare spazio in veri e propri ritagli di stagione. La competizione veniva a disputarsi in gara unica, collocata a fine agosto, di venerdì alle 20:45 CET, nella stessa settimana in cui si concludevano i turni preliminari delle altre competizioni. La sede dell’incontro (a differenza delle finali delle altre coppe europee) è stata per 14 anni lo stadio Louis II di Montecarlo, mentre a partire dall’edizione 2013 la sede della partita viene scelta dalla UEFA.

1999-2004 – Champions League al martedì e mercoledì, Coppa UEFA al giovedì

Dal 1999-2000 l’ulteriore ingrandimento della Champions League e la scomparsa della Coppa delle Coppe portarono a nuovi calendari. Ora la massima competizione occupava due serate, il martedì ed il mercoledì (sempre alle 20:45 CET), mentre la Coppa UEFA si spostava al giovedì (con anticipi ai due giorni precedenti, sempre più rari, vincolati alla solita limitazione d’orario). Le finali rimanevano al mercoledì per entrambe le competizioni, in settimane differenti. La spalmatura in due serate della Champions League consentiva di limitare gli impegni contemporanei di squadre della stessa nazione a massimo due per serata (mediante anche apposito pilotaggio dei sorteggi per la composizione dei gironi).

Tra il 1999-2000 ed il 2002-03 vi furono diversi matchweek dedicati alla sola Champions League, per smaltire la formula con ben due fasi eliminatorie. Le giornate di andata della prima fase eliminatoria (a 32 squadre) si disputavano tra settembre e ottobre in tre settimane consecutive: la prima e la terza occupavano i matchweek tradizionali, la seconda era disputata nella settimana di mezzo (in cui non giocava la Coppa UEFA). Analogamente, le tre giornate di ritorno erano disputate fra ottobre e novembre (nel 1999-2000 e nel 2001-02 occuparono tre settimane consecutive, mentre nel 2000-01 e nel 2002-03 il calendario internazionale consentì una settimana di pausa fra la quinta e la sesta giornata), occupando anche in questo caso due matchweek “classici” ed uno nuovo. Tra novembre e dicembre, in questo caso occupando solo le date usuali, venivano disputate le prime due giornate della seconda fase eliminatoria (a 16 squadre). Le rimanenti quattro giornate venivano disputate dopo la pausa invernale, tra febbraio e marzo (nel 1999-2000 occuparono addirittura quattro settimane consecutive, mentre nelle tre stagioni successive fu creata una settimana di pausa fra la quarta e la quinta giornata). Per altro ora la Champions League necessitava di ben tre turni preliminari e cominciava già a metà luglio (cinque settimane consecutive dall’andata del primo turno all’andata del terzo e una sola settimana di sosta prima del ritorno del terzo). Invece la Coppa UEFA, che anche nel format aveva praticamente assorbito la Coppa delle Coppe, passava ad un unico turno preliminare, programmato come al solito ad agosto. Il primo turno vero e proprio, strutturato su 96 squadre (equivalente alle 64 della vecchia Coppa UEFA più le 32 della Coppa Coppe) rimaneva collocato tra settembre ed ottobre, negli stessi matchweek della prima e della terza giornata della prima fase di Champions League. Il secondo turno, con 48 squadre (come le 16 degli ottavi della Coppa Coppe più le 32 dei sedicesimi della vecchia Coppa UEFA), pure rimaneva ancorato alla tradizione di ottobre e novembre (nel 1999-2000 e 2001-02 insieme alla quarta e sesta giornata della prima fase di Champions League, nel 2000-01 e 2002-03 insieme alla quinta e sesta giornata). La competizione proseguiva con i sedicesimi di finale, cui entravano in lizza le terze dei gironi della prima fase della Champions, disputati tra novembre e dicembre insieme alle prime due giornate della seconda fase della massima competizione, nei matchweek che in passato erano riservati agli ottavi della vecchia Coppa UEFA. Nella seconda parte della stagione anche la Coppa UEFA alzava il ritmo, programmando in rapida successione ottavi di finale e quarti di finale parallelamente alle ultime quattro giornate della seconda fase di Champions League (tra febbraio e marzo). La stagione si concludeva con un ultimo tour de force: tra fine marzo ed aprile venivano giocati i quarti di finale di Champions League e, parallelamente, le semifinali di Coppa UEFA, tra fine aprile ed inizio maggio le semifinali di Champions League, a maggio le finali delle due competizioni. Inizialmente vi era un intervallo di due settimane tra andata e ritorno dei quarti di Champions e delle semifinali di UEFA, poi si preferì abolirlo, facendo giocare questo turno in due settimane consecutive. Fu invece sempre mantenuto l’intervallo di due settimane fra il ritorno dei quarti di finale e l’andata delle semifinali in Champions League. Il ritorno delle semifinali si disputava dopo sette giorni dall’andata, e dopo altri sette giorni era già in programma la finale di Coppa UEFA, seguita da quella di Champions League. Negli anni successivi si preferì invece inserire una settimana di sosta tra il ritorno delle semifinali di Champions e la finale di Coppa UEFA, distanziando conseguentemente anche la finale di Champions a tre settimane (anziché due) dal ritorno delle semifinali.

Nel 2003-04 (anno della reintroduzione degli ottavi di finale in Champions League in luogo della seconda fase eliminatoria) si tornò a un calendario meno fitto e più vicino a quello tradizionale. Le sei giornate delle eliminatorie di Champions tornarono alla loro collocazione naturale fra settembre e dicembre. Ciò comportava però il posticipo dei sedicesimi di Coppa UEFA a dopo la sosta invernale (in quanto bisognava attendere le terze classificate dei gironi della Champions). In questa stagione, pertanto, la Coppa UEFA disputò tra settembre e dicembre solamente i primi due turni (a 96 e a 48 squadre): il primo vide l’andata a settembre, nella settimana a cavallo tra la prima e la seconda giornata di Champions, ed il ritorno a metà ottobre, una settimana prima della terza giornata della competizione più importante; il secondo turno di Coppa UEFA vide l’andata e il ritorno a novembre, nelle stesse settimane della quarta e quinta giornata di Champions League. Nella seconda parte della stagione si impose un calendario che è rimasto in vigore fino al 2008-09: si ricominciava a febbraio con due settimane consecutive di Coppa UEFA in cui si svolgevano andata e ritorno dei sedicesimi di finale; dopo una settimana di pausa, altre due settimane consecutive con andata e ritorno degli ottavi di finale. La Champions invece riprendeva utilizzando solo due di queste quattro settimane, per l’andata e il ritorno degli ottavi, rispettivamente insieme al ritorno dei sedicesimi ed all’andata degli ottavi di UEFA. Di conseguenza, nelle due settimane in cui giocava solo la competizione minore (andata dei sedicesimi e ritorno degli ottavi), essa utilizzava sia il mercoledì che il giovedì. Dopo due o tre settimane, a fine marzo o inizio aprile, si svolgevano parallelamente i quarti di finale delle due competizioni, con andata e ritorno in due settimane consecutive. Dopo altre due settimane, stesso sistema per la disputa delle semifinali. Passati altri quindici giorni, si dava spazio alle finali, in due mercoledì consecutivi: prima quella di Coppa UEFA, poi quella di Champions League.

2004-2009 – Gironi anche in Coppa UEFA

Dal 2004-05 fu introdotta una fase eliminatoria anche in Coppa UEFA. La competizione tornava ad avere due turni preliminari, il primo dei quali si disputava a luglio, nelle stesse settimane dell’andata del primo turno e dell’andata del secondo turno preliminare di Champions, mentre il secondo si disputava in agosto insieme al terzo di Champions. In questo modo, il tabellone del primo turno veniva ridotto a 80 squadre (sedici in meno rispetto alle precedenti edizioni), che tornavano a giocare nelle classiche date di settembre e ottobre (parallelamente alle prime due giornate della Champions). In luogo del secondo turno, le 40 superstiti disputavano 8 gironi da 5 squadre, con gare di sola andata. Le prime tre giornate si disputavano insieme, rispettivamente, alla terza, quarta e quinta giornata della Champions League. Invece le ultime due giornate dei gironi di Coppa UEFA venivano sistemate in settimane dedicate, con gironi equamente suddivisi tra mercoledì e giovedì: la quarta giornata una sola settimana dopo la terza (nella settimana a cavallo tra la quinta e la sesta giornata di Champions), la quinta e ultima giornata quindici giorni dopo, a metà dicembre (la settimana successiva alla sesta di Champions). Dopo la pausa invernale la competizione riprendeva con i sedicesimi di finale, cui accedevano le 8 terze dei gironi di Champions e 24 superstiti dalla fase eliminatoria (le prime 3 di ciascun girone), seguendo lo stesso calendario introdotto dal 2003-04.

2009 – Europa League in due fasce orarie

Dal 2009-10 la creazione dell’Europa League (in sostituzione della Coppa UEFA e dell’Intertoto) ha dato luogo ad un sistema televisivo più simile alla Champions League anche per la seconda competizione europea. Essa gioca sempre al giovedì, ad eccezione della finale confermata al mercoledì, nelle stesse settimane in cui gioca la Champions League (fino alla stagione 2011-12 le ultime due giornate delle eliminatorie di Europa League venivano giocate una settimana dopo quelle di Champions, con spalmatura al mercoledì e al giovedì negli stessi orari), e prevede nelle eliminatorie, nei sedicesimi e negli ottavi di finale due orari di inizio, le 19:00 CET e le 21:05 CET, fra i quali sono spalmate le gare. Tutte le partite di quarti e semifinali vengono giocate alle 21:05, la finale alle 20:45.

Sempre dal 2009-10, in Champions League si registrano tre novità: il quarto e ultimo turno preliminare si adatta al format della competizione, venendo anch’esso equamente suddiviso fra martedì e mercoledì alle 20:45 CET (a differenza dei primi tre turni); gli ottavi di finale vengono ulteriormente spalmati, sia all’andata che al ritorno, in quattro serate (martedì e mercoledì di due settimane consecutive, al solito orario); la finale viene collocata al sabato, ma sempre in una settimana differente da quella della finale di Europa League.

Il nuovo format prevede ben quattro turni preliminari per entrambe le competizioni, contro i tre del passato (in Coppa UEFA in passato erano due, ma in realtà i quattro turni preliminari della Europa League sostituiscono anche il vecchio primo turno a 80 squadre, oltre allo stesso torneo Intertoto). Si comincia a fine giugno o inizio luglio e si prosegue per sei settimane consecutive, nelle quali si disputano in successione i primi tre turni preliminari sia in Champions League che in Europa League. Poi, dopo una settimana di sosta, si disputano in due settimane consecutive andata e ritorno del quarto ed ultimo turno preliminare (denominato playoff). Una prima novità di calendario è dunque che la settimana di riposo cade tra il ritorno del terzo e l’andata del quarto turno preliminare, anziché tra andata e ritorno dell’ultimo turno come accadeva in passato. Le eliminatorie di entrambe le competizioni si dipanano tra settembre e dicembre, con le sei giornate dei gironi di entrambe le competizioni che si giocano nelle stesse settimane (anche l’Europa League ha i gironi da 4 squadre con gare di andata e ritorno, che promuovono alla fase successiva le prime due classificate dei 12 gruppi alle quali si aggiungono le terze classificate dei gironi di Champions League). Dopo la sosta invernale, si riprende col solito calendario per la Europa League, mentre la novità in Champions è rappresentata dalla spalmatura degli ottavi di finale su quattro settimane: l’andata nelle settimane dei sedicesimi di Europa League, il ritorno in quelle degli ottavi della seconda competizione UEFA. Nessuna variazione per quarti di finale e semifinali, mentre la finale di Champions League si disputa dieci giorni dopo quella di Europa League, al sabato.

Calcio in televisione in Italia

RAI – Radio Televisione Italiana (1954 – …)

La televisione di stato esercitò per almeno tre decenni il monopolio televisivo sul calcio italiano. Gli avvenimenti erano trasmessi sui tre canali generalisti: Rai 1 (primo canale televisivo italiano, nato nel 1954 come Programma Nazionale, rinominato Rete 1 nel 1975, Raiuno nel 1982, mentre nel 2010 la grafia è diventata Rai 1); Rai 2 (nato nel 1961come Secondo Programma, ribattezzato Rete 2 nel 1975 e Raidue nel 1982, anche in questo caso nel 2010 si è passati alla grafia attuale); Rai 3 (nato nel 1979 come Rete 3, ha assunto la denominazione Raitre nel 1982 e la grafia attuale nel 2010). Ai tre canali storici della Rai se ne sono aggiunti altri in seguito all’avvento del satellite e della tv digitale. In particolare nel 1999 l’azienda lanciò un primo canale tematico sportivo, chiamato Rai Sport Satellite (in breve Rai Sport Sat) e poi rinominato Rai Sport Più nel 2008 (nel 2009 la grafia divenne Rai Sport +). Tale canale si è sdoppiato nel 2010 dando vita agli attuali Rai Sport 1 e Rai Sport 2.

Eventi calcistici trasmessi dalla RAI (in chiaro)

L’allenatore Giovanni Trapattoniesce dal campo, nella seconda metà degli anni settanta, ripreso da una telecamera della RAI.

  • Campionato Italiano di Serie A e Serie B – highlights dal 1970-71 al 2017-18, con esclusione, per la sola Serie A, del triennio dal 2005-06 al 2007-08
  • Campionato Italiano di Serie A e Serie B – gare occasionali quali recuperi e anticipi fino al 1995-96, spareggi fino al 1999-2000
  • Campionato Italiano di Serie B – migliori gare della stagione 2005-06 (su Rai Sport Sat)
  • Coppa Italia – finali ed highlight fino al 1989-90, migliori partite dal 1993-94 al 2017-18
  • Supercoppa Italiana – edizioni 1999, 2001 e ininterrottamente dal 2006 al 2017
  • Calcio italiano non professionistico (Lega Pro, Serie D, Coppa Italia Lega Pro e Coppa Italia Dilettanti) – dal 1999-2000 ad oggi sui canali tematici sportivi
  • Coppa dei Campioni – varie partite delle squadre italiane dal 1956-57 e finali dal 1957-58 al 1993-94 (le finali non in esclusiva a partire dal 1980-81)
  • Preliminari di UEFA Champions League – gare di squadre italiane dal 1999-2000 al 2008-09
  • UEFA Champions League – migliori partite non in esclusiva ed highlights dal 2006-07 al 2011-12
  • Coppa delle Coppe – varie partite delle squadre italiane e finali dal 1960-61 al 1998-99 (le finali non in esclusiva nel 1982-83, dal 1984-85 al 1995-96 e nel 1998-99, non trasmessa quella del 1996-97)
  • Coppa delle Fiere – varie partite delle squadre italiane e finali dal 1955-58 al 1970-71
  • Coppa UEFA – varie partite delle squadre italiane dal 1971-72 al 2008-09, finali fino al 2003-04 (quelle dal 1980-81 al 1983-84 trasmesse in differita, non in esclusiva quelle del 1984-85 e 1989-90 – gare di ritorno – e del 1998-99, non trasmessa la finale di andata dell’edizione 1995-96)
  • Coppa Intertoto – varie partite di squadre italiane dal 1998 al 2003
  • Preliminari di UEFA Europa League – gare di squadre italiane nell’edizione 2009-10
  • Supercoppa Europea – varie edizioni con squadre italiane (1973, 1984, ritorno dell’edizione 1989, andata dell’edizione 1990) e 1987, edizioni dal 1998 al 2003 (quella del1999 non in esclusiva), edizione 2007 e, non in esclusiva, dal 2009 al 2011
  • Coppa Intercontinentale – varie edizioni con squadre italiane (1963, 1964, 1965, 1969, 1973)
  • Partite della nazionale italiana – dal 1954 ad oggi quasi tutte (alcune eccezioni tra il 1996 ed il 1999)
  • Campionato Europeo – dal 1960 al 2012 (non in esclusiva fra il 1984 ed il 2000)
  • Campionato Mondiale – dal 1954 al 2002 (non in esclusiva fra il 1982 ed il 1998), migliori partite non in esclusiva ed highlights dal 2006 al 2014
  • Confederations Cup – edizioni 2009 e 2013 non in esclusiva

Fininvest/Mediaset – Reti Televisive Italiane (1980 – …)

Il primo grande gruppo televisivo privato italiano nacque attraverso l’acquisizione, da parte del gruppo Fininvest, di Canale 5 (esistente già prima del 1980 come tv locale con i nomi di Telemilano e poi Telemilano 58), di Italia 1 (fondata nel 1982 dal gruppo Rusconi) e di Rete 4 (fondata nel 1982 dalla Arnoldo Mondadori Editore). Il gruppo di Silvio Berlusconi debuttò nel calcio organizzando e trasmettendo il Mundialito per club. Con l’avvento del satellite e della tv digitale nacquero nuovi canali e, nel 2005, la piattaforma a pagamento Mediaset Premium (nella quale sono presenti diversi canali tematici dedicati esclusivamente al calcio).

Eventi calcistici trasmessi da Fininvest/Mediaset in chiaro

  • Campionato Italiano di Serie A – highlights dal 2005-06 al 2007-08
  • Coppa Italia – varie gare dal 1990-91 al 1992-93 e dal 1997-98 al 1998-99
  • Supercoppa Italiana – ininterrottamente dal 1988 al 1995 e poi ancora nel 2000 e nel 2004
  • Coppa dei Campioni – vari incontri di club italiani nel 1981-82 e dal 1988-89 al 1993-94
  • UEFA Champions League – dal 1992-93 al 2005-06, limitandosi dal 2000-01 ai migliori incontri non in esclusiva ed agli highlights, migliori incontri non in esclusiva dal 2012-13 al 2013-14 e dal 2015-16 al 2017-18, in esclusiva nel 2014-15 ed highlights
  • Preliminari di Champions League – saltuariamente gare di squadre italiane dal 1997-98 al 2006-07, play-off 2012-13, 2013-14 e dal 2015-16 al 2017-18 non in esclusiva, in esclusiva nel 2014-15
  • Coppa delle Coppe – vari incontri di club italiani dal 1981-82 al 1998-99, finale nel 1996-97
  • Coppa UEFA – vari incontri di club italiani dal 1981-82 al 2008-09, più la finale d’andata nel 1995-96 e quelle dal 2004-05 al 2005-06
  • Europa League – migliori incontri ed highlights dal 2009-10 al 2014-15
  • Supercoppa Europea – edizione 1989, ritorno dell’edizione 1990, edizioni 1991, 1993, 1994, 1996, 2005, 2012, 2013, 2014, 2015
  • Coppa Intercontinentale – edizioni 1984 (in differita), 1985 (in diretta solo in Lombardia), 1986 e 1987 (in differita), 1988, 1989 e 1990 (in differita), 1991 (in diretta), 1994 e1996 (in differita), 2003
  • Due partite della nazionale italiana – nel 1996

Eventi calcistici trasmessi da Mediaset Premium (a pagamento)

  • Campionato Italiano di Serie A – non in esclusiva, dal girone di ritorno 2004-05 al 2017-18
  • Campionato Italiano di Serie B – alcune gare non in esclusiva della stagione 2006-07 e dal 2010-11 al 2014-15
  • Champions League – non in esclusiva dal 2006-07 al 2013-14, in esclusiva dal 2015-16 al 2017-18
  • Coppa UEFA ed Intertoto – alcune gare di squadre italiane dal 2005-06 al 2008-09
  • Europa League – dal 2009-10 al 2014-15
  • Supercoppa Europea – non in esclusiva dal 2009 al 2013 e dal 2015 al 2017
  • Coppa del mondo per club – in esclusiva dal 2007 al 2012

TELE+ (1990 – 2003)

TELE+, di proprietà del gruppo francese Canal+ e con un’iniziale compartecipazione della Fininvest, nacque nel 1990 come operatore televisivo terrestre ed in chiaro, con tre canali analogici chiamati rispettivamente TELE+1, TELE+2 e TELE+3. Solamente il secondo canale trasmetteva su frequenze già precedentemente occupate, quelle di TV K-C. Negli anni precedenti il canale sloveno era passato sotto il controllo Fininvest ed era diventato il primo canale tematico sportivo italiano. TELE+2 mantenne tale aspetto, mentre TELE+1 era dedicato principalmente al cinema e TELE+3 ad altre forme di spettacolo e documentari. Nel 1991 TELE+1 divenne la prima pay tv italiana, seguita l’anno successivo da TELE+2 e nel 1995 anche da TELE+3. La loro trasformazione in canali a pagamento ne accentuò i caratteri tematici. Il segnale criptato era visibile agli abbonati attraverso uno speciale decoder analogico, ma una piccola parte della programmazione era in chiaro, visibile cioè anche ai non abbonati.

Inizialmente la programmazione calcistica di TELE+2 fu composta principalmente da programmi di approfondimento ed eventi di calcio internazionale, ma nel 1992 TELE+ acquisì i diritti di una gara della Nazionale italiana. Dopo alcuni giorni di polemiche, si decise di rinunciare all’esclusiva e di concedere la trasmissione dell’incontro anche alla RAI. TELE+2 trasmise l’incontro in contemporanea e in chiaro, proponendo una telecronaca alternativa a quella della tv di Stato, a scopo promozionale. Le fortune della pay tv iniziarono nel 1993 con l’acquisizione storica dei diritti del Campionato Italiano.

Nel 1996 TELE+ portò per prima in Italia la tv digitale, inaugurando la piattaforma satellitare DStv che poi sarebbe stata nota con altri nomi: prima Tele+Satellite, poi D+ ed infineTELE+DIGITALE. Altre novità assolute per il telespettatore italiano furono la pay per view ed i servizi interattivi. Gradualmente TELE+ cominciò a potenziare la sua offerta satellitare e a ridurre quella terrestre: nel 1997 TELE+1 e TELE+2 furono rinominati rispettivamente TELE+NERO e TELE+BIANCO, perdendo le caratteristiche di canali tematici, mentre TELE+3 chiuse i battenti (le sue frequenze terrestri, prima di essere liberate, ospitarono per qualche mese Vetrina D+, canale promozionale dell’offerta satellitare). I canali della piattaforma satellitare invece diventavano sempre di più.

Nel 2003 TELE+ fu acquisita dal magnate australiano Rupert Murdoch che la fuse con Stream TV, piattaforma satellitare concorrente cui aveva dato vita quattro anni prima. Nasceva così Sky Italia.

Eventi calcistici trasmessi da TELE+ (a pagamento)

  • Campionato Italiano di Serie A e B – anticipi e posticipi dal 1993-94 al 1995-96
  • Campionato Italiano di Serie A e B – dal 1996-97 al 1998-99 (in chiaro lo spareggio promozione della Serie B 1997-98)
  • Campionato Italiano di Serie A e B – partite varie dal 1999-2000 al 2002-03
  • Coppa Italia – gare dei primi turni dell’edizione 2000-01
  • Supercoppa Italiana – edizioni dal 1996 al 1998
  • Coppa dei Campioni – una gara in differita nel 1990-91 (non a pagamento)
  • UEFA Champions League – alcune gare di club italiani dal 1996-97 al 1999-2000
  • Coppa delle Coppe e Coppa UEFA – alcune gare dal 1991-92 al 1995-96
  • Coppa UEFA – gare di club italiani dal 2000-01 al 2002-03
  • Coppa Intercontinentale – edizioni 1992, 1993, 1994, 1996
  • Confederations Cup – edizioni 1997, 1999, 2001, 2003
  • Una partita della Nazionale italiana – non in esclusiva e in chiaro nel 1992

Stream TV (1999 – 2003)

Stream TV è stata la seconda piattaforma televisiva satellitare italiana, nata nel 1997 su iniziativa principalmente delle proprietà di quattro società calcistiche italiane: la Roma diFranco Sensi, la Lazio di Sergio Cragnotti, il Parma della famiglia Tanzi e la Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori (già proprietario di Telemontecarlo). La nascita di Stream, di proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch, fu favorita dai nuovi regolamenti sui diritti tv soggettivi del calcio italiano in vigore a partire dalla stagione 1999-2000. Le quattro società, attraverso i proventi garantiti da un regime di concorrenza, provavano a contrastare anche sul piano sportivo il dominio delle tre grandi squadre metropolitane: Juventus, Milan ed Inter (che rimasero fedeli a TELE+). Per alcuni anni queste sette squadre, chiamate le sette sorelle, dominarono la scena calcistica italiana. Stream operò per quattro anni ma nel 2003, in seguito alla crisi dei diritti tv del calcio, il regime di concorrenza finì: Murdoch acquisì anche TELE+ ed operò la fusione fra le due piattaforme, dando vita a Sky Italia.

Eventi calcistici trasmessi da Stream (a pagamento)

  • Campionato Italiano di Serie A e B – partite varie dal 1999-2000 al 2002-03
  • Coppa Italia – varie gare dell’edizione 1999-2000
  • Champions League – dal 2000-01 al 2002-03
  • Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane dal 1999-2000 al 2002-03
  • Coppa Intercontinentale – edizioni 1999, 2000, 2001

Sky Italia (2003 – …)

In seguito all’acquisizione da parte di Rupert Murdoch, già proprietario di Stream, anche di Tele+, nel 2003 avveniva la fusione tra le prime due tv a pagamento italiane, che davano vita così a Sky Italia. Per qualche mese la nuova piattaforma mantenne anche i due canali terrestri, ossia Tele+Bianco e Tele+Nero, rinominati rispettivamente Sky Cinema 1 e Sky Sport 1. Alla fine dell’anno Sky dovette però limitarsi a trasmetterli solo via satellite per ottemperare alle disposizioni antitrust che autorizzavano la fusione delle piattaforme satellitari previa cessione delle frequenze terrestri. Alla fine del 2009, mediante la controllata News Corporation, è stato lanciato il canale terrestre Cielo che, oltre ad essere il primo canale in chiaro di Sky Italia, ha segnato il ritorno della tv di Murdoch sulla televisione terrestre dopo sei anni.

Eventi calcistici trasmessi da Cielo (in chiaro)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato Italiano di Serie A – highlights in anteprima dal 2012-13 al 2014-15

Eventi calcistici trasmessi da Sky (a pagamento)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato Italiano di Serie A – dal 2003-04 al 2017-18 (in esclusiva fino al girone di andata 2004-05)
  • Campionato Italiano di Serie B – stagioni 2003-04, 2004-05 (entrambe in esclusiva), 2006-07 (parzialmente in esclusiva), 2007-08 (solo alcune partite ma tutte in esclusiva), dal 2008-09 al 2014-15 (non in esclusiva) e dal 2015-16 al 2017-18 in esclusiva
  • Supercoppa Italiana – edizione 2003
  • UEFA Champions League – dal 2003-04 al 2014-15 (non in esclusiva dal 2006-07 al 2013-14)
  • Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane dal 2003-04 al 2008-09
  • Preliminari di Europa League – gare di squadre italiane nelle edizioni 2010-11, 2011-2012 e 2012-13
  • UEFA Europa League – migliori partite ed highlights 2012-13 e 2013-14 (non in esclusiva), dal 2015-16 al 2017-18 in esclusiva
  • Supercoppa Europea – edizioni 2006 (in esclusiva) e dal 2009 al 2012 (non in esclusiva)
  • Confederations Cup – edizioni 2005, 2009 (non in esclusiva), 2013 (non in esclusiva)
  • Campionato Mondiale – dal 2006 al 2014 (39 incontri in esclusiva, 25 incontri non in esclusiva)

Gioco Calcio TV (2003 – 2004)

Gioco Calcio fu un gruppo di canali satellitari di proprietà della stessa Lega Calcio, presieduto da Antonio Matarrese (all’epoca vicepresidente vicario della Lega Calcio) ed edito dal consorzio Plus Media Trading (creato da alcune società di calcio minori di Serie A e Serie B). L’esperimento di creare una tv ufficiale del calcio italiano professionistico, allo scopo di contrastare il monopolio della neonata Sky, fallì nel giro di pochi mesi e Gioco Calcio TV riuscì ad operare per una sola stagione. Tuttavia i canali di Gioco Calcio detengono un primato, quello di essere stati i primi canali tematici italiani dedicati esclusivamente al calcio (escludendo i canali pay per view di Tele+ e Stream).

Eventi trasmessi da Gioco Calcio (a pagamento)

  • Campionato Italiano di Serie A e B – gare varie della stagione 2003-04 (gratuitamente nelle prime giornate)
  • Coppa UEFA – una partita del Perugia nell’edizione 2003-04
  • Altri eventi di calcio internazionale (ad esempio il Campionato Brasiliano 2004)

Serie B TV (2012 – 2013)

Dopo oltre otto anni dalla chiusura dell’esperienza di Gioco Calcio, nell’ottobre 2012 la Lega Serie B (nel frattempo scissasi dalla Lega Serie A) ci riprova con Serie B TV, gruppo di canali proposti stavolta sulla piattaforma terrestre Europa7 HD, sempre a pagamento. Anche stavolta, però, l’esperienza è destinata a terminare alla fine della stagione. La tv ufficiale della serie cadetta propone in diretta la maggior parte degli incontri del campionato 2012-13 (sono esclusi un anticipo ed un posticipo per ciascun turno) a partire dalla nona giornata, trasmettendo poi tutti gli incontri dei playoff.

Eventi trasmessi da Serie B TV (a pagamento)

  • Campionato Italiano di Serie B – gare varie della stagione 2012-13

Sportitalia (2004 – …)

Alla fine del 2003 due società chiamate Europa TV e Prima TV acquisirono da Sky le frequenze terrestri rispettivamente di Sky Cinema 1 (in passato occupate da Tele+Bianco, Tele+2 e Koper Capodistria) e di Sky Sport 1 (già di Tele+Nero e Tele+1). In questo modo la piattaforma di Rupert Murdoch poté assolvere alle disposizioni antitrust che la obbligavano per alcuni anni ad esercitare solo via satellite. Nel 2004 sulle frequenze di Europa TV nacque Sportitalia, in breve SI, una sorta di edizione italiana (completamente gratuita) del canale sportivo paneuropeo Eurosport. Diverso destino ebbero invece le frequenze di Prima TV, acquisite successivamente da Mediaset che le utilizzò per far partire le proprie trasmissioni digitali terrestri.

Dopo poco più di due anni di attività, nel 2006 SI cessò le trasmissioni analogiche per trasmettere solo in tecnica digitale (sia terrestre che satellitare), con qualche anno di anticipo sugli altri canali nazionali. Furono così aggiunti altri canali fra cui SI Solo Calcio, che fu il primo canale tematico terrestre della televisione italiana dedicato esclusivamente al calcio, nonché il primo gratuito (sebbene non visibile in analogico). In realtà SI Solo Calcio chiuse dopo poco più di un anno, nel 2007.

A seguito del passaggio di proprietà al gruppo editoriale LT Multimedia, i canali di Sportitalia furono chiusi il 31 ottobre 2013 per far posto ai nuovi canali sportivi di questo gruppo (che per altro ebbero vita breve). Nel giugno 2014, Sportitalia ha ricominciato le trasmissioni con un solo canale, disponibile via etere ed in streaming.

Eventi calcistici trasmessi da SI (in chiaro)

  • Campionato Italiano di Serie B – varie gare delle stagioni 2005-06 e 2006-07
  • Campionato Italiano di Serie B – highlight serali dal 2005-06 al 2013-14
  • Coppa Italia – alcune gare del 3º turno preliminare nelle edizioni 2010-11, 2011-12 e 2013-14
  • Supercoppa Italiana – edizione 2005
  • Lega Pro – anticipi e/o posticipi di Prima e Seconda Divisione 2011-12 e 2012-13
  • Coppa UEFA ed Intertoto – varie gare dal 2004-05 al 2008-09 (solo nel 2005-06 alcune di squadre italiane)
  • Coppa UEFA – quarti di finale, semifinali e finale delle stagioni 2007-08 e 2008-09
  • Europa League – repliche e sintesi delle edizioni 2009-10 e 2010-11
  • Supercoppa Europea – edizione 2008
  • Coppa Intercontinentale e Coppa del mondo per club FIFA – dal 2004 al 2006

LT Sport (2013 – 2014)

Il gruppo editoriale LT Multimedia, già attivo da alcuni anni con vari canali terrestri e satellitari, nel novembre 2013 rilevò i canali della fallita Sportitalia proponendo tre nuovi canali sportivi gratuiti, visibili sia sulla tv terrestre che su quella satellitare: Sport Uno, dedicato al calcio, prese il posto di Sportitalia 1; Sport Due, dedicato alle discipline olimpiche ed agli sport estremi, prese il posto di Sportitalia 2 e propose anche parte della programmazione del canale satellitare Marcopolo, anch’esso di proprietà di LT Multimedia; infine Sport Tre, dedicato ai motori, prese il posto di Sportitalia 24 e, da gennaio 2014, si fuse con il preesistente canale Nuvolari, diventando Sport Tre Nuvolari. Già nel dicembre 2013, tuttavia, i tre canali cessarono le trasmissioni terrestri rimanendo disponibili via satellite ed in streaming, mentre nel febbraio 2014 furono addirittura soppressi dopo nemmeno quattro mesi di vita, a seguito di una riorganizzazione dell’offerta televisiva del gruppo editoriale. Da questa breve esperienza sopravvissero Marco Polo, che cominciò definitivamente a trasmettere anche su frequenze terrestri dopo la “finestra” all’interno di Sport Due, e Nuvolari, che, tornato anch’esso disponibile via etere, ha ereditato parte delle caratteristiche che aveva durante la “fusione” con Sport Tre, cominciando inoltre a trasmettere anche eventi sportivi non legati al mondo dei motori.

Eventi calcistici trasmessi da Sport Uno (in chiaro)

  • Campionato Italiano di Serie B – highlights serali

Telemontecarlo (1974 – 2001)

Questa emittente fu uno dei primi canali televisivi privati italiani, insieme a Koper Capodistria ed alla TV Svizzera. Avendo sede a Montecarlo, condivideva col canale sloveno e quello elvetico lo status di televisione estera, pur trasmettendo in lingua italiana e raggiungendo, nel corso degli anni, porzioni sempre più vaste del territorio italiano. Al tempo stesso aderiva all’Eurovisione in quanto canale televisivo del Principato di Monaco e ciò consentì a TMC di trasmettere, a partire dal 1981, eventi sportivi di grande rilevanza come i giochi olimpici e, nel calcio, le finali di Coppa dei Campioni e di Coppa delle Coppe e le fasi finali dei Campionati Europei e Mondiali. A cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta cominciò ad occuparsi di calcio italiano con varie trasmissioni di approfondimento, la più importante delle quali era Galagoal condotta nelle sue prime due stagioni daAlba Parietti. In seguito all’acquisizione da parte del Cecchi Gori Group, nel 1996 nacque un secondo canale, chiamato TMC2, ottenuto come trasformazione del preesistenteVideomusic anch’esso acquisito da Vittorio Cecchi Gori. TMC e TMC2 cessarono l’attività nel 2001 con la cessione delle frequenze a Seat Pagine Gialle.

Eventi calcistici trasmessi da TMC (in chiaro)

  • Campionato Italiano di Serie A – highlight nelle stagioni 1997-98 e 1998-99
  • Coppa Italia – alcune gare dei primi turni nelle stagioni 1997-98 e 1998-99
  • Coppa dei Campioni – finali dal 1980-81 al 1993-94 (dal 1984-85 in diretta)
  • Preliminari di Champions League – una gara della Fiorentina nell’edizione 1999-2000
  • Coppa delle Coppe – finali dal 1980-81 al 1995-96 (la finale 1982 fu trasmessa in differita) e finale della stagione 1998-99
  • Coppa UEFA – finali dal 1980-81 al 1989-90, e 1998-99 (non in esclusiva)
  • Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe, Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane dal 1981-82 al 2000-01
  • Supercoppa Europea – edizioni 1982 e 1983 (gara di ritorno), 1987 (non in esclusiva), 1995, 1999 (non in esclusiva)
  • Coppa Intercontinentale – edizioni 1997 e 1998 in differita
  • Campionato d’Europa – dal 1984 al 2000
  • Campionato del mondo – dal 1982 al 1998
  • Alcune gare della Nazionale italiana – dal 1997 al 1999

La7 (2001 – …)

Nel 2001 il gruppo Seat Pagine Gialle rilevò i due canali di Telemontecarlo da Vittorio Cecchi Gori, cambiandone le denominazioni: TMC diventava LA7, mentre sulle frequenze diTMC2 si stabilì definitivamente MTV Italia (che già da qualche anno occupava parte della programmazione di TMC2 e che in passato aveva trasmesso sulle frequenze prima diTELE+3 e poi di Rete A). Dopo un solo anno la gestione di LA7 ed MTV passò a Telecom Italia Media. Il palinsesto sportivo di LA7 proseguì comunque in continuità con quello di TMC.

Con l’avvento della televisione digitale il gruppo si arricchì di ulteriori canali, fra cui il canale tematico La7 Sport che ebbe però vita breve (dal 2005 al 2007). Nel 2005 fu lanciata anche una pay per view, chiamata Cartapiù, che durò invece per poco più di quattro anni, fino al 2009, per poi essere rilevata dalla scandinava Airplus TV.

Nel 2013 Telecom Italia ha ceduto i suoi canali televisivi: mentre MTV Italia è diventata autonoma, La7 e La7d sono passate sotto il controllo del gruppo Cairo.

Eventi calcistici trasmessi da LA7 (in chiaro)[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa Italia – alcune gare degli ottavi e dei quarti di finale dell’edizione 2001-02, degli ottavi di finale del 2007-08 e dei turni preliminari delle edizioni 2010-11 e 2011-12
  • Supercoppa Italiana – edizione 2002
  • Preliminari di Champions League – alcune gare di squadre italiane dal 2002-03 al 2007-08
  • Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane dal 2002-03 al 2008-09
  • Coppa UEFA – finale 2006-07 , quarti di finale, semifinali e finale delle edizioni 2007-08 e 2008-09
  • Preliminari di Europa League – gare di squadre italiane nelle edizioni 2009-10 e 2012-13
  • Supercoppa Europea – edizioni 2004 e 2008
  • Coppa Intercontinentale – edizione 2002

Eventi calcistici trasmessi da Cartapiù (a pagamento)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato Italiano di Serie A – gare varie dal girone di ritorno 2004-05 al 2008-09 (fino a febbraio 2009)
  • Campionato Italiano di Serie B – gare in pay per view della stagione 2008-09 (fino a febbraio 2009)
  • Coppa Italia – ottavi di finale dell’edizione 2007-08
  • Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane dal 2005-06 al 2008-09

Dahlia TV (2009 – 2011)[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2008 l’editore Airplus TV rilevò da Telecom Italia Media la pay per view Cartapiù. Nacque così una nuova piattaforma digitale terrestre, chiamata Dahlia TV, che ereditò dall’ex pay tv di La7 i diritti del Campionato Italiano. Dahlia chiuse i battenti nel 2011 dopo due anni esatti di trasmissioni.

Eventi calcistici trasmessi da Dahlia (a pagamento)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato Italiano di Serie A – varie gare dal 2008-09 (marzo 2009) al 2010-11 (febbraio 2011)
  • Campionato Italiano di Serie B – gare in pay per view dal 2008-09 (marzo 2009) al 2010-11 (febbraio 2011)
  • Coppa UEFA 2008-09 – alcune gare degli ottavi di finale

ContoTV (2004 – …)[modifica | modifica wikitesto]

ContoTV è una pay per view nata come evoluzione del canale a pagamento Superpippa Channel, specializzato in programmazione per adulti. Ha trasmesso eventi calcistici dal2007 al 2009 attraverso canali disponibili sia via satellite sia, limitatamente ad alcune zone italiane, sul digitale terrestre. Inoltre molti eventi vengono trasmessi, sempre a pagamento, tramite la webtv.

Eventi calcistici trasmessi da ContoTV (a pagamento)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campionato Italiano di Serie B – alcune gare della stagione 2007-08
  • Coppa Italia – gare dei turni preliminari delle edizioni 2008-09 e 2009-10
  • Preliminari di Champions League – una gara della Fiorentina nel 2008-09
  • Coppa UEFA ed Intertoto – gare di squadre italiane nelle stagioni 2007-08 e 2008-09
  • Preliminari di Europa League – gare di squadre italiane nell’edizione 2009-10
Informazioni su diego80 (1905 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: