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Comuni della Bergamasca – Berbenno

In questa terza puntata del nostro viaggio nei comuni bergamaschi ci spostiamo in Valle Imagna e prendiamo in considerazione Berbenno, sbirciando ciò che ci offre il web.

it.wikipedia.org/wiki/Berbenno

 

comune
Berbenno – StemmaBerbenno – Bandiera
Berbenno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoClaudio Salvi (lista civica Per Berbenno Claudio Salvi sindaco) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate45°48′49″N 9°34′06″ECoordinate: 45°48′49″N 9°34′06″E (Mappa)
Altitudine675 m s.l.m.
Superficie6,14 km²
Abitanti2 492[1] (31-12-2010)
Densità405,86 ab./km²
Comuni confinantiBedulita, Blello, Capizzone,Sant’Omobono Terme, Val Brembilla
Altre informazioni
Cod. postale24030
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016023
Cod. catastaleA786
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiberbennesi
Patronosant’Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Berbenno
Berbenno
Posizione del comune di Berbenno nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Berbenno nella provincia di Bergamo

Berbenno (Berbèn in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 2.459 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato in Valle Imagna, dista circa 24 chilometri a nord-ovest dal capoluogo orobico.

Storia

Il paese vanta una storia antichissima. I primi resti di presenza umana infatti risalgono addirittura all’età del rame, come si evince dal recente ritrovamento di sepolture umane, comprendenti ossa e relativo arredo funebre, avvenuto nella grotta denominata Büs del cunì.

Si presume comunque che il territorio fosse abitato anche in epoca etrusca e dai Galli Cenomani, poco prima dell’arrivo dei Romani.

In tal senso si possono avanzare molteplici ipotesi circa l’origine del toponimo: una prima teoria vorrebbe far derivare il nome dall’etrusco, visto il suffisso -enno, mentre una seconda lo farebbe originare dal latino verbascum, del quale avrebbe mantenuto la prima parte verb. Tuttavia la più accreditata sembra quella che vedrebbe il nome discendere dal celtico Bere, ovvero montagna.

È comunque in epoca medievale che il paese comincia ad assumere una fisionomia ben precisa, tanto da essere citato in documenti ufficiali per la prima volta nell’anno 1187, quando viene sancita la gestione delle rendite di questi territori a favore della diocesi di Bergamo.

L’epoca medievale vide imperversare nella zona scontri cruenti, molto più che nelle altre zone della provincia bergamasca, tra guelfi e ghibellini. Questo per il fatto che la valle Imagna, prevalentemente guelfa, era in netta contrapposizione con l’attigua valle Brembilla, schierata con i ghibellini. Resta negli annali della storia la battaglia che le due fazioni ingaggiarono in località Ca’ Pasano, fra i dirupi del torrente proprio dove ora sorgono costruzioni abusive sopra corsi d’acqua demaniali.

In tutta la zona sorsero numerose fortificazioni, e Berbenno non fu da meno, anche se queste costruzioni non sono arrivate fino ai giorni nostri. Comunque all’interno stesso del paese erano presenti esponenti delle due differenti fazioni, tra le quali si distinse il ghibellino Jacopo Gritti de’ Locatelli.

I primi scontri videro prevalere i guelfi, tanto che i ghibellini chiesero aiuto ai Visconti, signori di Milano. Questi riuscirono a sconfiggere gli avversari e ad estendere il proprio dominio sulle valli della zona. Il modo con cui infierirono sugli avversari portò i guelfi a cercare più volte la vendetta con ulteriori uccisioni.

Dopo continui ribaltamenti di fronte il dominio dei Visconti e dei ghibellini fu definitivo, anche se il rancore guelfo dava spesso seguito a rivolte popolari, avvenute nella zona nel 1363, nel 1376 e nel 1407, e soffocate con le armi.

La situazione si rovesciò quando la zona passò sotto il controllo della repubblica di Venezia che, in contrapposizione con i Visconti, sosteneva lo schieramento guelfo. Seguirono distruzioni nei confronti dei possedimenti ghibellini, mentre i paesi guelfi ebbero un trattamento di favore come citato in documenti dell’epoca:

« I Valdimagnini per la loro integrità della fede e fedeltà alla Repubblica, difendendola contro il Duca di Milano, furono dal Doge con privilegi, grazie e favori arricchiti et onorati »
(Effemeridi di Padre Donato Calvi)

I secoli successivi videro pochi fatti di rilievo coinvolgere la piccola comunità che, forte del proprio isolamento, seguì le vicende del resto della provincia senza parteciparvi in modo diretto.

Simboli

Blasonatura stemma:

D’oro alla chiesa pastorale e campanile al naturale, fondati su di una montagna di verde movente dalla punta. Ornamenti esteriori di Comune.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Luoghi d’interesse

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La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Antonio abate, edificata nel XVIII secolo in luogo di un precedente edificio di culto risalente al XV secolo, custodisce dipinti di Vincenzo Angelo Orelli, Mauro Picenardi, P. Ronzelli e G. Manzoni; un organo di produzione Serassi ed un crocifisso in legno, tutt’ora oggetto di venerazione popolare.

È inoltre presente la piccola chiesa di San Pietro, in stile romanico. Situata in località San Pietro (in dialetto locale “San Pìro”), staccata dal campanile, venne edificata nel XIV secolo, e fu utilizzata per seppellire i defunti durante l’epidemia di peste del XVII secolo. Sempre in questa località vi sono le case che hanno mantenuto inalterato nel tempo il loro stile rurale. La tradizione vuole che il lunedì di Pasqua, gli abitanti del paese si rechino sulla cima di questa montagna, in prossimità della chiesa, e lascino rotolare nei prati sottostanti uova sode tinte di colori festosi (uova pasquali).

Un piccolo ponte a schiena d’asino, risalente al periodo medievale, permette il superamento del torrente Imagna e divide il comune di Barbenno dal vicino comune di Bedulita. La località di Ponte Giurino (Pugiurì in dialetto bergamasco) è oggi anche una frazione di 484 abitanti di Berbenno.

Nel comune di Berbenno si trova il Monumento Naturale della Valle Brunone: un parco naturale istituito dalla Regione Lombardia per tentare di salvaguardare un sito di ritrovamento di fossili, minacciato dalla selvaggia antropizzazione e dalle opere in continua fase di realizzazione.

Dalla piccola chiesa della frazione Cà Passero proviene un crocifisso (oggi conservato nella parrocchiale del paese) con le dita in parte mozzate. Venivano date agli emigranti della frazione che partivano per lavoro verso la Francia o la Svizzera.

Infine è presente, in località Ca’ Bafeno, la vecchia pretura. Affrescata con dipinti d’epoca, possiede ancora la cosiddetta sala virgatoria, dove avvenivano le fustigazioni corporali.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Alessandro PellegriniLista civicaSindaco
8 giugno 2009in caricaClaudio SalviLista civica “Per Berbenno Claudio Salvi sindaco”Sindaco

Gemellaggi

  • Francia Saint-Laurent-du-Pont

www.comune.berbenno.bg.it

Storia del comune

Berbenno si presenta come una terra ricca di sorprese per gli appasionati della natura. Ma vasto è anche il patrimonio culturale ed artistico, con alcune chiese che hanno fatto la loro storia religiosa della stessa Valle Imagna.

arte_chiese_san_pietro1

Su tutte la Chiesa di San Pietro, o “chiesetta San Piro”, la più antica, si dice, di tutta la Valle Imagna, porta su una collina del Monte Poren, a 993 metri di altezza, dove si ammira uno splendido panorama. Al santuario si arriva percorrendo una mulattiera di tre chilometri: in passato, fino a una ventina d’anni fa, era tradizione salire fin quassù in processione, per concludere le celebrazioni del Corpus Domini. Comunque, anche ai giorni nostri i fedeli salgono al santurario, per pregare i loro morti. Infatti, in tutta la Valle Imagna si è soliti citare i “mòrcc de San Piro”, alla luce del fatto che sotto il pavimento furono composte le vittime della peste del 1630.

Altra tappa di un possibile itinerario religioso concuce alla Parrocchia di Sant’Antonio Abate. Costruita alla fine del XVII secolo su una preesistente chiesa quattrocentesca, subì un forte rifacimento nel 1949. Al suo interno, si custodiscono, fra l’altro affreschi di Vincenzo Angelo Orelli e tele di Pietro Ronzelli, Mauro Picenardi e Gioachino Manzoni. Inoltre, è presente un prezioso organo Serassi nel 1784. Ma il pezzo raro è un crocesfisso cinquecentesco in legno, appartenuto a un tale Frà Franceso, nobile di Berbenno, al secolo Francesco Personeni Passeri, morto a Roma in odore di santità nel 1626.

video di presentazione su youtube realizzato il 6 ottobre 2011 da Estruscanwarriors. In sottofondo,la musica del tema  “Chi trova un amico trova un tesoro” dei fratelli La Bionda. Questa la didascalia:

Berbenno, Valle Imagna, provincia di Bergamo, Lombardia, Italia. Il paese vanta una storia antichissima. I primi resti di presenza umana infatti risalgono addirittura all’età del rame, come si evince dal recente ritrovamento di sepolture umane, comprendenti ossa e relativo arredo funebre, avvenuto nella grotta denominata Büs del cunì. Si presume comunque che il territorio fosse abitato anche in epoca etrusca e dai Galli Cenomani poco prima dell’arrivo dei Romani. In tal senso si possono avanzare molteplici ipotesi circa l’origine del toponimo: una prima teoria vorrebbe far derivare il nome dall’etrusco, visto il suffisso -enno, mentre una seconda lo farebbe originare dal latino verbascum del quale avrebbe mantenuto la prima parte verb. Tuttavia la più accreditata sembra quella che vedrebbe il nome discendere dal celtico Bere, ovvero montagna. È comunque in epoca medievale che il paese comincia ad assumere una fisionomia ben precisa, tanto da essere citato in documenti ufficiali per la prima volta nell’anno 1187, quando viene sancita la gestione delle rendite di questi territori a favore della diocesi di Bergamo. L’epoca medievale vide imperversare nella zona scontri cruenti, molto più che nelle altre zone della provincia bergamasca, tra guelfi e ghibellini. Questo per il fatto che la Valle Imagna, prevalentemente guelfa, era in netta contrapposizione con l’attigua Valle Brembilla, schierata con i ghibellini. In tutta la zona sorsero numerose fortificazioni e Berbenno non fu da meno, anche se queste costruzioni non sono arrivate fino ai giorni nostri. Comunque all’interno stesso del paese erano presenti esponenti delle due differenti fazioni, tra i quali si distinse il ghibellino Jacopo Gritti de’ Locatelli. I primi scontri videro prevalere i guelfi, tanto che i ghibellini chiesero aiuto ai Visconti, signori di Milano. Questi riuscirono a sconfiggere gli avversari e ad estendere il proprio dominio sulle valli della zona. Il modo con cui infierirono sugli avversari portò i guelfi a cercare più volte la vendetta con ulteriori uccisioni. Dopo continui ribaltamenti di fronte il dominio dei Visconti e dei ghibellini fu definitivo, anche se il rancore guelfo dava spesso seguito a rivolte popolari avvenute nella zona nel 1363, 1376 e 1407, poi soffocate con le armi. La situazione si rovesciò quando la zona passò sotto il controllo della repubblica di Venezia che, in contrapposizione con i Visconti, sosteneva lo schieramento guelfo. Seguirono distruzioni nei confronti dei possedimenti ghibellini, mentre i paesi guelfi ebbero un trattamento di favore. I secoli successivi videro pochi fatti di rilievo coinvolgere la piccola comunità che, forte del proprio isolamento, seguì le vicende del resto della provincia senza parteciparvi in modo diretto.

 

http://www.comune.berbenno.bg.it/hh/index.php  sito istituzionale

 

Informazioni su diego80 (1830 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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