ULTIM'ORA

Brembilla e Gerosa….dividiamole per un attimo.

Pochi giorni fa, il 4 febbraio per la precisione, il comune di Valbrembilla ha compiuto due anni. Così, visto che la pagina di wikipedia del nuovo comune, dopo due anni vede scritte solo poche righe, abbiamo deciso di “scindere” nuovamente le due frazioni e farle tornare per un momento i vecchi comuni separati di Brembilla e Gerosa. E quì wikipedia.org ha decisamente più argomenti da trattare, anche se rispetto ad altri comuni bergamaschi, la struttura resta povera. Mancano ad esempio riferimenti alla squadra di calcio cittadina (che su altri comuni della Bergamasca è presente, come avremo modo di trattare): un grave errore, visto che la nostra Brembillese ha conosciuto anche il professionismo. E poi poche informazioni sulla nostra Chiesa Parrocchiale, mentre le frazioni sono state spostate nella pagina di Val Brembilla. Anche il patrono è controverso: la nostra Parrocchia ha San Giovanni Battista, con festa il 24 giugno. Sant’Antonio è solo quello paesano. Molto più curata la pagina di Gerosa.

Brembilla
frazione
Brembilla – StemmaBrembilla – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneVal Brembilla
Territorio
Coordinate45°49′23.16″N9°35′48.84″ECoordinate: 45°49′23.16″N 9°35′48.84″E (Mappa)
Altitudine425 m s.l.m.
Abitanti3 000[1]
Altre informazioni
Cod. postale24012
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016039
Cod. catastaleB140
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibrembillesi
PatronoSan Antonio da Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Brembilla
Brembilla
Posizione dell'ex comune di Brembilla nella provincia di Bergamo
Posizione dell’ex comune di Brembilla nella provincia di Bergamo

Brembilla (Brembila in dialetto bergamasco[2][3]) è la frazione-capoluogo del comune italiano di Val Brembilla, in provincia di Bergamo.

Già comune autonomo con frazioni Cadelfoglia, Camorone, Catremerio, Cavaglia, Cerro, Forcella, Laxolo, Malentrata e Sant’Antonio Abbandonato, il 21 gennaio 2014 è confluito nel nuovo ente assieme al comune di Gerosa

Storia

Le origini del paese non sono completamente note, data la mancanza di riscontri certi. Si presume che alcuni piccoli insediamenti fossero già presenti ai tempi dei Romani e delle successive dominazioni, dato che la zona era inscritta in quella vasta porzione di terra chiamata Lemine.

Il toponimo indicherebbe il corso d’acqua chiamato appunto Brembilla che, attraversando il paese, sfocia nel vicino Brembo. Questo risalirebbe al Medioevo, periodo durante il quale il paese, composto da numerosissime contrade, cominciò ad assumere una certa importanza.

Va detto che in quel tempo parlando di Brembilla si intendeva un territorio molto più ampio del semplice centro abitato: ci si riferiva ad una zona comprendente tutta l’attuale valle Brembilla, ed i paesi della Valle Imagna posti sul monte Ubione.

Ed è proprio durante l’epoca medievale che il borgo vide imperversare scontri cruenti, molto più che nelle altre zone della provincia bergamasca, tra guelfi e ghibellini.

Di fazione ghibellina, Brembilla si trovò contrapposta a numerosi paesi limitrofi, tra i quali quasi tutta la valle Imagna, e vide tra i suoi elementi più rappresentativi Eugenio, Simone, Zavino e Mogna della locale famiglia dei Carminati.

In tutta la zona sorsero numerose costruzioni difensive, e Brembilla si dotò di fortificazioni quasi inespugnabili, in primis il castello sul monte Ubione, costruito nel X secolo.

Forte di una grande quantità di uomini il borgo tenne testa agli avversari i quali però, nel 1402, riuscirono ad avere la meglio. Venne decisa la distruzione del castello, i cui portoni vennero portati in trionfo dai Guelfi nel vicino paese di San Giovanni Bianco.

I ghibellini chiesero quindi aiuto ai Visconti, signori di Milano, che intervennero riuscendo a sconfiggere gli avversari e ad estendere il proprio dominio sulle valli della zona. Il modo con cui infierirono sugli avversari portò i guelfi a cercare più volte la vendetta con ulteriori uccisioni.

Dopo continui ribaltamenti di fronte il dominio dei Visconti e dei ghibellini fu definitivo, anche se il rancore guelfo dava spesso seguito a rivolte poi soffocate con le armi.

La situazione si rovesciò quando, nel XV secolo, la zona passò sotto il controllo della repubblica di Venezia che, in contrapposizione con i Visconti, sosteneva lo schieramento guelfo.

La Serenissima dovette però piegare la resistenza ghibellina che ancora covava in questa zona e non dava cenni di resa. L’apice arrivò nel 1453 quando i veneziani sferrarono l’attacco definitivo a Brembilla ricorrendo ad un inganno: convocarono infatti i capifamiglia del paese a Bergamo dove, invece di ascoltarne le richieste, li fecero arrestare. Fu quindi dato l’ordine di evacuare l’intero borgo di Brembilla entro tre giorni, passati i quali tutte le costruzioni vennero rase al suolo.

Gli abitanti, abbandonate le loro terre, ricevettero rifugio a Milano dove ancora comandavano i Visconti ed assunsero, a ricordo delle loro origini, il cognome Brembilla (poi traslato in Brambilla), oggi diventato identificativo del capoluogo lombardo.

Il nuovo paese venne riedificato in posizione leggermente più a nord rispetto al precedente, attorno a quella che venne chiamataPiazza Vecchia, e fu dotato di una cinta muraria. Le case, costruite con una maggior cura rispetto ai borghi limitrofi, denotano una condizione di vita migliore, frutto di un notevole sviluppo economico, partito verso la fine del XVIII secolo.

Notevole fu l’incremento delle attività artigianali e dei laboratori, tanto che l’occupazione ed i profitti hanno avuto un andamento costantemente crescente fino ai giorni nostri. Oggi difatti l’intera valle Brembilla risulta essere uno dei maggiori poli industriali di tutta la provincia bergamasca, con un’innumerevole quantità di piccole e medie aziende che operano in numerosi settori. Attualmente è molto diffusa la produzione artigianale di attrezzi agricoli e la lavorazione del metallo.[5]

Infine, nel novembre 2002 un evento ha scosso la vita della comunità: una frana di grandi dimensioni, dovuta ad incessanti piogge, ha colpito la frazione di Camorone, cancellando parte del borgo. Grazie al tempestivo sgombero delle abitazioni non si sono verificati né vittime, né feriti.

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, è stata edificata al termine del XIX secolo in stile neogotico su progetto di Elia Fornoni. Presenta intarsi di buona fattura di scuola locale.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[6]

Gemellaggi

Gerosa
frazione
Gerosa – Stemma
Gerosa – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneVal Brembilla
Territorio
Coordinate45°51′02.52″N9°34′14.16″ECoordinate: 45°51′02.52″N 9°34′14.16″E (Mappa)
Altitudine760 m s.l.m.
Abitanti381[1] (31-08-2013)
Altre informazioni
Cod. postale24012
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016112
Cod. catastaleD991
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigerosini
Patronosanta Croce
Giorno festivo14 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Gerosa
Gerosa
Posizione dell'ex comune di Gerosa nella provincia di Bergamo
Posizione dell’ex comune di Gerosa nella provincia di Bergamo
  • Francia Nantua, dal 2011

Gerosa (Gerusa in dialetto bergamasco) è una frazione del comune italiano di Val Brembilla, in provincia di Bergamo.

Già comune autonomo con frazioni Bura, Unizzi, Chignolo, Foppa Calda, Foppetta, Bologna, Mancassola, Musita, Canto del Ronco, Blello e Prato Aroldi, il 21 gennaio 2014 è confluito nel nuovo ente assieme al comune di Brembilla.

Storia

Le origini del borgo risalgono all’età medievale, quando una maggior antropizzazione del territorio permise la creazione di un nucleo abitativo dalle discrete dimensioni, laddove fino a quel momento erano presenti soltanto sporadiche abitazioni. Anche il significato etimologico risale a quel periodo e deriva dal dialetto bergamasco: “geròs” sta ad indicare un terreno particolarmente ghiaioso, caratteristica che ha impedito che sul territorio si sviluppasse un elevato sfruttamento agricolo.

Infatti nel corso dei secoli Gerosa ha sempre mantenuto le caratteristiche del piccolo borgo montano, con un numero limitato di abitanti per lo più dediti a vivere di ciò che la natura forniva loro: conseguentemente le attività principali sono sempre state quelle del pastore, dell’allevatore, del boscaiolo e del carbonaio, ovvero colui che trasformava la legna in carbone vegetale. Successivamente si svilupparono anche attività alternative che impegnarono gli abitanti nelle fornaci e nei mulini, che soddisfacevano i bisogni occupazionali della popolazione.

Appena fuori dal centro abitato si trova la Forcella di Bura, piccolo valico che da sempre ha sancito la divisione amministrativa tra la valle Brembilla e l’attigua Valle Taleggio, un tempo divise anche a livello politico, essendo soggette la prima all’influenza della città di Bergamo, mentre la seconda a quella di Milano.

Si sa comunque che Gerosa fu soltanto marginalmente interessata dalle lotte di fazione, avvenute in epoca medievale, tra guelfi e ghibellini. Qui infatti non si verificarono episodi di cronaca, anche se spesso persone dei paesi vicini, in fuga dalle persecuzioni perpetrate dall’una o dall’altra parte, si rifugiavano in questi posti isolati.

Gli abitanti stessi infatti, al pari di quelli del vicino comune di Blello, cercarono sempre di mantenersi estranei alle dispute di potere, cosa che garantì loro tranquillità al riparo da scontri e ritorsioni sia durante le suddette lotte, sia dopo l’avvento della Repubblica di Venezia. La Serenissima nel 1442 decise infatti di radere al suolo gran parte del territorio di Brembilla, di cui Gerosa era contrada, per piegarne la resistenza, senza toccare minimamente il piccolo borgo.

I secoli successivi non videro fatti di rilievo coinvolgere la piccola comunità che, forte del proprio isolamento, seguì le vicende del resto della provincia senza parteciparvi in modo diretto. Soltanto nel XIX secolo, nel periodo della dominazione austriaca, il paese venne interessato dalla costruzione della Via Ferdinandea che, costruita dall’imperatore Ferdinando, favorì i commerci nell’intera zona.

A partire dal XX secolo il paese cominciò a risentire di una forte emigrazione dei propri abitanti, attratti da maggiori opportunità professionali ed economiche fuori dal territorio comunale.

Monumenti e luoghi d’interesse

La diversificata occupazione economica e un migliorato assetto viario, che permette la comunicazione con la Valle di Brembilla e la Valle Imagna, consentono a chi non vuole perdere le proprie origini potendo accedere alle strutture dei centri più vicini. Questo ha permesso un piccolo sviluppo del turismo, adatto a chi vuole godersi la tranquillità della natura ammirando il panorama di tutta la piccola vallata, favorito notevolmente dal recupero di sentieri e cascinali. Tra queste opere di riqualificazione, merita menzione quella che ha interessato la Valle dei Mulini, in cui si possono trovare casolari in stile rurale collegati tra loro da un percorso immerso nella natura e molto caratteristico che vede la presenza anche di alcuni ponti sui torrenti che bagnano il territorio comunale.

Al termine di questo sentiero si giunge presso il Santuario della Madonna della Foppa, che riveste una grande importanza anche nei paesi limitrofi. Edificato sul finire del XVI secolo nel luogo dove a due fanciulle apparve in visione l’immagine della Madonna, in cui cominciò a sgorgare dell’acqua, che ancor oggi alimenta una fontanella. Sempre al di fuori dal centro abitato si trova il piccolo Oratorio di San Rocco, coevo del santuario, dove vennero sepolti i morti colpiti dall’epidemia di peste di manzoniana memoria.

Molto importante è anche la Chiesa Parrocchiale di Santa Croce, eretta nel XVIII secolo da Giovan Battista Caniana in luogo di un precedente edificio di culto risalente al XV secolo, di cui è ancora visibile il campanile. In stile tardo-barocco, attira l’attenzione per la cura dei particolari e le opere in essa contenute, tra cui spiccava un trittico ligneo trafugato nel 1978.

È infine presente anche la chiesa dedicata all’Assunzione di Maria, costruita in stile romanico nel XIV secolo, un tempo parrocchiale del borgo: la sua posizione discosta dal centro abitato la rese scomoda da raggiungere, tanto che venne sconsacrata dopo la costruzione della nuova parrocchiale.

Oggi è ben praticabile, partendo proprio da questa ammirevole chiesa, la ampia strada agro-silvo-pastorale (non in auto per chi è sprovvisto di pass), inserita anche nella rete dei sentieri CAI. Essa permette di raggiungere comodamente ed in breve tempo, le massime altitudini, culminando in panorami mozzafiato presso la località Tre Faggi. Salendo per la parte più a sud, si gode della visione di tutta la vallata e della Pianura Padana, mentre le montagne a nord, costituiscono un baluardo protettivo formidabile. Gli alpeggi godono del sole tutto l’anno e la presenza di baite, in parte semiabbandonate ed in parte ristrutturate, immerse in una pace paradiasiaca, lontana da rumori e dal caos, infondono una tranquillità unica. Ancora si può respirare l’aria della montagna, così com’era e così come dovrebbe essere: incontaminata e a misura di uomo. Non raramente è possibile osservare le poiane alte nel cielo ed anche i caprioli. Gli alti luoghi, sono anche raggiungibili, da sentieri sempre CAI, immersi nel folto dei boschi, partendo dalla località Mulini Alti, situata poco oltre il cimitero e indicante località Baite.

Il 1º gennaio 2012 alle ore 00:27 si è verificato il primo terremoto italiano dell’anno con epicentro nella zona tra i comuni di Gerosa e Blello; il sisma di magnitudo 3 sulla scala Richter ha avuto ipocentro a 5 km di profondità ma non ha provocato danni a persone o cose.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
30 marzo 201021 gennaio 2014Pierangelo MonzaniLista civicaSindaco

 

Informazioni su diego80 (2033 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

1 Commento su Brembilla e Gerosa….dividiamole per un attimo.

  1. Mi lascia perplesso l’ affermazione che Gerosa fu marginalmente interessata dalle lotte fra G&G, nel 1405 fu quasi distrutta dai Guelfi che bruciarono 40 case e fienili come dice il Castelli nella sua descrizione degli eventi della guerra civile.

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: