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Isaac Asimov e le leggi della Robotica

Testo a cura dell’amico Hieronymus

Isaac Asimov è un famoso scrittore di libri, noto generalmente come autore di libri di fantascienza. Ma che è arrivato alla fantascienza per sbaglio, passando da libri gialli a libri di divulgazione scientifica e tanto altro.

Le disquisizioni filosofiche di questi giorni mi hanno riportato a uno dei suoi fondamenti:

le tre leggi della robotica.Sono uno dei fondamenti della fantascienza, sui quali tutti gli altri si sono basati, senza mai però poterli citare direttamente. Asimov ha sempre negato a tutti questo piacere, lasciando ai colleghi la possibilità comunque di sottintendere che esistessero.Le leggi erano inizialmente tre. Nello sviluppo della sua narrazione e della sua analisi è arrivato a pensare anche alla legge numero ZERO, quella che per definizione sta alla base di tutto.

Le tre leggi di base recitano così:

1)      Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.

2)      Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.

3)      Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

La legge “Zero”  stata formulata in questo modo:

0)       Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno.

Sulla base di queste regole Asimov ha saputo scrivere racconti incredibili semplicemente andando a pensare alle contraddizioni comportamentali che queste potevano generare. Queste sue opere hanno sicuramente tratto beneficio dalla “Teoria per la soluzione inventiva dei Problemi” di Genrich Altshuller, ingegnere russo che il nostro Isaac conosceva benissimo.E alcuni studiosi della Teoria di Altshuller hanno confermato quello che già avevo intuito: i due si conoscevano benissimo e avevano stretti rapporti personali. La capacità narrativa di Asimov porta a “mangiare” i libri in un sol boccone. Porta a farti  immaginare di trovarti nei luoghi e nelle situazioni che descrive.E questo (mi dicono) avviene maggiormente se si è capaci di comprendere appieno il testo originale in inglese, senza le ottime traduzioni in italiano.

Esistono trattati TECNICI che hanno cercato di introdurre le leggi di Asimov nel mondo reale. Senza arrivare a soluzioni

Provate ora a rileggere le 3+1 leggi. Ma quando lo fate sostituite la parola ROBOT con ESSERE UMANO.

Ne esce qualcosa di altrettanto difficile, ma non impossibile!

Non credete?

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