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Comuni della Bergamasca – San Giovanni Bianco

Protagonista della ricerca di oggi è la maestosa San Giovanni Bianco, tra i maggiori centri urbanistici ed industriali della Valle Brembana.

 

it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_Bianco

San Giovanni Bianco
comune
San Giovanni Bianco – StemmaSan Giovanni Bianco – Bandiera
San Giovanni Bianco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMarco Milesi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate45°52′N 9°39′ECoordinate: 45°52′N 9°39′E (Mappa)
Altitudine448 m s.l.m.
Superficie31,03 km²
Abitanti5 094[1] (31-12-2010)
Densità164,16 ab./km²
FrazioniCornalita, Costa San Gallo, Fuipiano al Brembo, La Portiera, Oneta, Pianca, Roncaglia, San Gallo, San Pietro d’Orzio
Comuni confinantiCamerata Cornello,Dossena, Lenna, San Pellegrino Terme, Taleggio,Val Brembilla
Altre informazioni
Cod. postale24015
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016188
Cod. catastaleH910
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisangiovannesi
Patronosan Giovanni Evangelista
Giorno festivo27 dicembre – Quinta di Quaresima (Sacra Spina)
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

San Giovanni Bianco
San Giovanni Bianco
Posizione del comune di San Giovanni Bianco nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di San Giovanni Bianco nella provincia di Bergamo

San Giovanni Bianco (San Gioàn Biànch in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 5.133 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato in Val Brembana, dista circa 28 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Storia

Da sempre il paese è considerato uno dei centri principali dell’intera valle Brembana, e probabilmente vide i primi insediamenti stabili sul territorio già in epoca romana.

Si sa che i Romani si stanziarono nella valle già nel II secolo a.C. ed inclusero il paese, unitamente ai borghi limitrofi, in un pagusdenominato pagus brembanus.

Qui sfruttarono le risorse minerarie (principalmente ferro) presenti nei monti circostanti, e crearono numerose vie di collegamento con il vicino pagus Saturnius (posto in Val Seriana), anch’esso con una florida attività estrattiva.

Anche il nome del paese deriva dalla ricchezza mineraria del sottosuolo: infatti se San Giovanni è il patrono del paese, con l’aggettivo bianco si vuole sottolineare la grande presenza di formazioni calcaree di quel colore.

L’attività estrattiva fece la fortuna del borgo che prosperò anche durante il medioevo, quando la zona venne interessata da un crescente sviluppo demografico dovuto alle migliorate condizioni di vita, ma anche all’immigrazione di numerosi nuclei in fuga dalle lotte fratricide tra guelfi e ghibellini.

In queste zone, soggette alla dominazione della famiglia dei Visconti, era notevole l’influenza ghibellina, che tuttavia non provocò alcun tipo di scontro. I commerci vennero favoriti inoltre dalla presenza della via Mercatorum, che collegava il capoluogo con l’alta valle, nonché dalla vicinanza con la val Taleggio, che confluisce proprio all’estremità nord dell’abitato e che offriva la possibilità di raggiungere la Valsassina e la città di Lecco.

Con l’avvento della dominazione veneta i commerci ebbero un ulteriore incremento, anche grazie alla costruzione di un’altra strada, la Via Priula, che collegava Bergamo con il Canton Grigioni e che passava proprio dal centro del paese.

Le principali famiglie del paese allacciarono importanti rapporti con la Serenissima, tanto da rivestire ruoli di primo piano sia nella città lagunare che nel capoluogo orobico. Questa situazione permise anche lo sviluppo di un grande interscambio di manodopera, provocando parecchia emigrazione verso Venezia, dove la manovalanza delle genti brembane era molto apprezzata. La capacità di queste persone di lavorare indefessamente anche a fronte di scarsi guadagni fece nascere l’immagine di Arlecchino famosa maschera, le cui origini sono contese tra Venezia e Bergamo, in grado di soddisfare contemporaneamente due diversi padroni.

In questo periodo il borgo assunse una conformazione ben definita, tanto che ancor’oggi evidenzia la sua struttura originaria, risalente ad un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo.

Gli eventi ed i successivi regimi politici non interessarono più di tanto il paese, almeno fino alla costruzione della ferrovia della Valle Brembana, avvenuta all’inizio del XX secolo, che portò ulteriore sviluppo nella zona.

Questo paese, insieme a Camerata Cornello, fu teatro il 13 luglio 1914 della furia omicida di Simone Pianetti.

Panorama in una foto del 1935

Nel 1928, durante la ristrutturazione amministrativa operata dal regime fascista, il comune di San Giovanni Bianco accorpò entro i suoi confini anche i vicini comuni di San Pietro d’Orzio, San Gallo e Fuipiano al Brembo (questi ultimi due videro parte del loro territorio assegnato anche al vicino comune di San Pellegrino Terme), assumendo così l’attuale fisionomia amministrativa.

Successivamente, con la soppressione della linea ferroviaria, avvenuta nel 1967, la zona conobbe una fase di pesante difficoltà, amplificata da infrastrutture non adeguate all’utenza.

Geografia antropica

Urbanistica

Inserito in un contesto naturalistico di grande spessore, nel bel mezzo della valle Brembana ed adagiato in una conca su cui svettano imponenti cime, tra cui il gruppo del Cancervo, offre ottimi colpi d’occhio e numerose possibilità di escursioni sui monti circostanti, adatte ad ogni esigenza: dal principiante all’utente più esperto ed esigente.

A partire dal 2007 è stata inoltre inaugurata la ciclovia della valle Brembana, che costeggia il corso del fiume Brembo, offrendo lo spunto per passeggiate o gite in bicicletta.

Il borgo conserva inoltre gran parte della sua struttura medievale: a tal riguardo si possono ancora ammirare ponti in stile romanico che attraversano i numerosi corsi d’acqua presenti sul territorio comunale, nonché il percorso della via Priula, recentemente al centro di opere di recupero volte a valorizzarne il percorso.

Nel centro abitato rivestono particolare importanza sia la Piazza Zignoni, dotata di una statua dedicata all’illustre concittadino Vistallo Zignoni, un soldato mercenario vissuto a cavallo tra il XV e XVI secolo al quale si deve la presenza della reliquia della Sacra Spina nella chiesa parrocchiale di San Giovanni. Questa reliquia sarebbe una spina appartenuta alla corona di Cristo, tuttora orgoglio del paese e motivo di profonda devozione popolare.

Nel centro storico è inoltre presente il palazzo Boselli, attualmente adibito a residenza parrocchiale. Edificato nel corso del XV secolo come residenza dell’omonima famiglia, presenta saloni finemente affrescati ed una notevole pinacoteca.

Il territorio è costellato da numerose località, alcune delle quali molto caratteristiche.

Frazioni e località

Frazioni

Alino

Piccola contrada posta a sud, in una valletta sulla destra orografica della valle, in territorio di San Pellegrino Terme. Presenta una piccola chiesa in cui sono conservate opere di grande valore, tra cui spiccano quelle di Antonio Cifrondi e del Baschenis.

Cornalita

Situata ed ovest dal capoluogo, presenta la chiesa del Corpus Domini, ritenuta la più antica sull’intero territorio comunale. All’interno di questa si può trovare un interessante ciclo di affreschi.

Fuipiano al Brembo

Situato su un piccolo altopiano sulla destra orografica della valle ed a sud del paese di San Giovanni Bianco, questa piccola frazione presenta numerose costruzioni rurali ma anche edifici di aspetto signorile, come quelli appartenuti alle famiglie Cavagnis e Busi Cariani. Da menzionare la piazzetta principale, in cui spicca una fontana su cui è presente una scultura in bronzo, opera di Giacomo Manzù, donata alla contrada dall’artista in memoria del luogo natìo della madre. Inoltre la piccola parrocchiale di San Filippo e San Giacomo presenta opere di rilievo, tra cui alcune di Carlo Ceresa.

Grumo

Situato sul versante sinistro della valle, a monte della frazione di San Pietro d’Orzio, è ritenuto uno dei borghi più caratteristici della zona, grazie anche a recenti lavori di restauro. Interessato dal passaggio dell’antica via Mercatorum, presenta costruzioni tipiche con porticati e vie pavimentate con ciottoli, nonché una piccola chiesetta del XVI secolo.

Oneta

Poco distante dal centro di San Giovanni Bianco, è interessata dal passaggio della via Mercatorum, che in breve porta a Cornello dei Tasso. Il borgo ha mantenuto intatto il suo spirito nel corso dei secoli, presentando tuttora elementi quali le vie in acciottolato, le case porticate e raggruppate tra loro costruite in pietra e legno. Vi si può trovare la chiesa del Carmine, in cui sono collocate interessanti affreschi del Ceresa. Ma l’edificio di maggior richiamo è la cosiddetta Casa di Arlecchino, piccola costruzione in cui è posto un piccolo museo della maschera che, secondo la tradizione, nacque proprio qui.

Pianca

Piccola frazione posta a nord del capoluogo sul versante destro della valle, alla base del monte Cancervo, si compone di numerose contrade sparse molto caratteristiche: gli edifici sono addossati l’uno all’altro come nei borghi alpini più caratteristici. Il patrono della frazione è S. Antonio Abate protettore degli animali. si ricorda tutti gli anni il 17 gennaio. Un’altra ricorrenza molto sentita è la Madonna della Pietà, che decade la prima di Luglio.

Sentino

nella piccola contrada sorge la chiesetta di San Marco, in cui si possono ammirare opere pittoriche di buon pregio, tra ciò spicca la Pietà del Ceresa.

Portiera

Borgo collocato sulla sinistra della vallata e posto di fronte al paese di Camerata Cornello, presenta numerose possibilità di escursioni, nonché un borgo tipicamente rurale.

Roncaglia

Posta a nord del capoluogo, in direzione della valle Taleggio, ha avuto un recente sviluppo industriale e, conseguentemente, residenziale. Situata in una posizione favorevole alle pratiche agricole, presenta una serie di piccole contrade che riportano alla memoria il mondo rurale che ha caratterizzato l’intera zona. È inoltre presente la piccola chiesa di San Francesco e Maria Ausiliatrice che, edificata in stile neogotico, presenta opere di buon pregio.

San Gallo

La frazione è situata a mezza costa sul versante sinistro della valle, da cui si gode di ottima visuale sulle zone circostanti, nonché su San Giovanni Bianco. Due sono gli edifici sacri degni di nota: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, con al proprio interno il polittico raffigurante la Madonna, opera di Leonardo Boldrini e la chiesetta della Trinità in posizione defilata, sulla strada che reca al vicino comune di Dossena.

Poco distante è presente il Santuario Madonna della Costa, edificato in stile barocco a causa di numerose apparizioni della Madonna in quel luogo.

Le cascine contadine presenti nella frazione e risalenti alla fine del XIX-inizi del XX secolo sono situate nella “valle delle Foppe”, posta ad una minore altitudine del capoluogo comunale, che in origine era raggiungibile solo a piedi. La valle, esposta a sud, godeva di un clima favorevole all’agricoltura e all’allevamento e fu scelta per questo come dimora da alcune famiglie contadine, tra le quali i Gervasoni-Avogadro. Nei boschi si trovano ancora le tracce delle “piazze di carbone”, tracce del lavoro dei carbonai. Numerosemulattiere conducevano verso il fondo valle e fino alla città.

San Pietro d’Orzio

Situato in posizione dominante sul versante sinistro della valle, presenta il passaggio della Via Mercatorum, antica strada commerciale utilizzata in età medievale. La chiesa parrocchiale di San Pietro si caratterizza per la ricchezza dei suoi arredi, composti anche da opere di Carlo Ceresa.

Località

Grabbia

Storica località sita sulla riva sinistra del Brembo e appartenente alla parrocchia di San Giovanni Bianco. Citata in un documento del XVII secolo come sede di residenza del pittore Carlo Ceresa a seguito del matrimonio contratto con Caterina Zignoni.

Il palazzo presenta sotto il porticato affreschi con motivi religiosi.

Schiava

È un piccolo agglomerato urbano che fino al 1998 era ancora isolato e raggiungibile soltanto tramite una mulattiera. La località è formata da più case addossate le une alle altre, con il caseggiato più antico risalente a metà del XIV secolo e vicino al quale, dopo un restauro della parte principale, fu costruito un oratorio dedicato a Sant’Andrea nel 1750.

Il palazzo, anticamente di proprietà della famiglia Rizzini Alcalini ed ormai decadente, presenta al suo interno alcuni dipinti ed all’esterno fregi dell’epoca.

Persone legate al comune

  • Arlecchino
  • Carlo Ceresa, pittore
  • Giuseppe Milesi, pittore
  • Guglielmo Grataroli, medico
  • Giorgio Issel, partigiano
  • Francesco Zignoni (XVI secolo), inventore delle bombe.[3]
  • Vistallo Zignoni, militare
  • Simone Pianetti, criminale e anarchico
  • Davide Astori, calciatore della Fiorentina e della Nazionale di calcio dell’Italia

Società

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
27 maggio 200314 aprile 2008Oscar Mostachetticentro-destraSindaco
15 aprile 200815 maggio 2011Gerardo Giovanni PozziLega NordSindaco
16 maggio 2011in caricaMarco MilesiLista civicaSindaco

Sport

Personalità sportive legate a San Giovanni Bianco

  • Imerio Testori, pilota
  • Pierluigi Orlandini, calciatore
  • Marco Zanchi, calciatore del Vicenza.
  • Cristian Raimondi, calciatore dell’Atalanta
  • Davide Astori, calciatore della Fiorentina e della Nazionale di calcio dell’Italia.

www.sangiovannibianco.provinciabergamasca.com/

Gli abitanti sono chiamati SANGIOVANNESI C.A.P. 24015 – Distanza da Bergamo KM 29 – Altitudine 400 m s.l.m. – ESCURSIONI e GITE: Monte Sornadello, Monte Cancervo , Monte Venturosa ,Borgo di Grumo e Bosco , Borgo di Oneta – Coordinate: Latitudine 45°52’29″28 – Longitudine 09°39’16″20 – Misure: superficie 31,45 kmq.
Cartina di San Giovanni Bianco

San Giovanni Bianco è uno dei paesi piu’ ricchi di storia e di cultura di tutta la Valle Brembana. La fisionomia architettonica del suo centro storico conserva le testimonianze di un passato che lo vide sempre protagonista delle vicende della Valle. Collocato in posizione strategica, alla confluenza tra il Brembo e l’Enna, il paese si distingue per la fisionomia caratteristica e inconfondibile che gli conferiscono le strette strade, il lunghi porticati, gli antichi ponti e le vecchie case allineate in fregio ai corsi d’acqua e dominate dall’alto dalla maestosa mole neoclassica della chiesa parrocchiale, innalzata nell’Ottocento sul precedente edificio di epoca medioevale. Il paese e’ diviso in una ventina di frazioni, piu’ o meno consistenti, che fanno corona al capoluogo e sono distribuite in un’ampia conca dominata a nord-ovest dal massiccio del Cancervo (1.750 m) e a sud-ovest dal Ronco (Molinasco 1.100 m) e dal Sornadello (1.550 m), montagne che sono meta abituale di escursionisti non troppe impegnative e piacevoli per la varieta’ del paesaggio. L’aspetto preminente e’ la buona conservazione dell’ambiente, ricco di estesi boschi e prati ben coltivati, dove l’espansione urbana ha interessato solo il capoluogo e le frazioni limitrofe, mentre per il resto del territorio predominano gli edifici tradizionali, spesso ristrutturati senza scapito della fisionomia originaria.

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San Giovanni Bianco offre parecchi spunti di interesse per il visitatore, a cominciare dal centro storico che conserva gran parte della sua primitiva struttura: i ponti romanici, il tracciato dellaStrada Priula, la suggestiva Piazza Zignoni, le eleganti linee della chiesa parrocchiale, il quattrocentesco palazzo Boselli, attuale residenza parrocchiale, considerato tra gli edifici piu’ signorili dell’intera Valle Brembana, ricco di saloni pregevolmente affrescati e abbelliti da una superba collezzione di quadri. Il piano terra e gli scantinati di palazzo Boselli sono da qualche anno adibiti a locali espositivi dove trovano spazio mostre di varia natura, rese piu’ apprezzabili dalla bellezza degli ambienti. Il nome di San Giovanni Bianco sembra derivare quel “bianco” dalle stratificazioni calcareedi cui e’ caratterizzata parte del suo territorio. Fu importante centro della Valle anche per la sua posizione geografica alla confluenza della Val Taleggio. Diffuso fu il commercio del ferro e anticamente si estraeva nella zona, pirite ferrea esagona, nonche’ anche della pseudogalena doviziosa di argento. Nel centro storico esistevano vari edifici per la “riduzione” e la lavorazione del ferro. San Giovanni diede i natali a diversi personaggi illustri, tra cui i pittori Antonio BOSELLI, seguace del Gianbellino e del LOTTO, Carlo CERESA (1609/1679) seguace di Guido RENI, Marco GOZZI (1759/1839), e un eminente medico e chimico del secolo XVI Guglielmo GRATAROLO. Qui ebbe i natali anche tale Francesco ZIGNONI, che la tradizione vuole inventore delle bombe, quando militava nella corona di Spagna usandole per la prima volta nel 1640 contro i Francesi che occupavano TORINO. Sempre di San Giovanni Bianco ” ara l’official militare dell’imperator Carlo V ” Vistallo ZIGNONI che riusci’ a portare nel suo paese, ove viene ancor oggi venerata una spina della Corona di Cristo, che catturo’con altre reliquie nella Battaglia sul Taro, al RE di Francia. Nella frazione ONETA esiste la “CASA di ARLECCHINO” abitava a suo tempo dal “GANASSA” uno dei piu’ celebri attori della “commedia dell’arte”, che diede vita alla famosissima maschera bergamasca di ARLECCHINO.

 

 


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Fuipiano al Brembo

Fuipiano al Brembo

 

In posizione favorevole, al centro di un esteso pianoro è anche Fuipiano al Brembo, che nella varietà delle architetture, ora nobili, ora rustiche, arricchite da logge e balconi, rivela l’origine illustre delle famiglie dei Busi Cariani e dei Cavagnis. Notevole è la piazzetta centrale abbellita da una fontana con bassorilievo bronzeo, dono dello scultore Giacomo Manzù, in memoria della madre, nativa della contrada. Da segnalare ancora la presenza, nella parrocchiale, di opere di pregio ed in particolare di tre tele del Ceresa. Poco distante, Alino, nella cui chiesa, ai piedi del Ronco, si custodiscono tele di autori diversi, tra cui è apprezzato il Cifrondi, e affreschi dei Baschenis.

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Panoramica sulla Frazione di Roncaglia

Roncaglia

 

Seguendo il tratto iniziale della provinciale per la Valle Taleggio, poco prima dell’imbocco dell’orrido, si raggiunge Roncaglia, contrada caratterizzata dal recente sviluppo produttivo e dal connesso ampliamento del tessuto urbano.Non mancano tuttavia richiami ad architetture tradizionali, soprattutto nei piccoli nuclei che circondano l’abitato principale, quali il Sole, Ronco Polacco, Ronco Matelli, toponimi che ne denotano la caratteristica di luoghi favorevolmente esposti e adatti alle attività agricole.Nella chiesetta in stile neogotico, dedicata a San Francesco e a Maria Ausiliatrice, si conservano alcune tele e sculture di un certo interesse.

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Chiesa di Cornalita

Cornalita

 

Una serie di recenti costruzioni, aggiuntesi al nucleo originario caratterizzano Cornalita, protetta dai crinali del Sornadello ed in posizione ben esposta, attenta a significare l’antica fondazione tuttora ravvisabile nei vecchi rustici e soprattutto nella caratteristica struttura architettonica della chiesa del Corpus Domini, ritenuta la più antica del comune, che conserva all’interno, e soprattutto sui pilastri e sull’abside del portico, un pregevole ciclo di affreschi di epoca quattrocentesca.

 


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Pianca

Pianca
Le moderne strade carrozzabili consentono di raggiungere agevolmente la miriade di nuclei abitati, più o meno consistenti, disseminati sul vasto territorio che si estende alla base del Cancervo. E’ tuttavia gratificante seguire le antiche mulattiere, ancora in buone condizioni, teatro per secoli dell’operoso andirivieni di generazioni di contadini e dei loro armenti. Superata l’erta della Corna Albana, lo sperone roccioso che incombe sull’abitato di San Giovanni Bianco, e lasciato sulla destra il borgo di Oneta, si incontrano i Ronchi, il cui nome testimonia della millenaria fatica per dissodare il terreno esposto in pieno sole, terrazzarlo e renderlo coltivabile. Poco più avanti, il Cassino, e poi Capatiglio, contrada viva e operosa, adagiata su un verde pianoro, con le sue case addossate l’una all’altra, le caratteristiche lobbie in legno, i portali in pietra e tutt’intorno un fiorire di moderne villette. Sulla destra, Sentino e la solitaria chiesa di San Marco, che conserva pregevoli opere d’arte, prima fra tutte la celebre Pietà, capolavoro del Ceresa. Da qui in avanti l’itinerario assume connotazioni diverse: i prati lasciano il posto a fitti boschi di latifoglie, per lo più castagneti, separati da fresche vallette e da dossi terrazzati su cui sorgono i minuscoli nuclei di Costa Lupi, Pradavalle, Foppo, località un tempo piene di vita, ora quasi del tutto spopolate, che conservano nelle strutture cadenti solo l’eco degli abitanti che se ne sono andati da tempo, verso il fondovalle, in cerca di nuove opportunità di lavoro. Più su, seminascosta dalle morbide forme di una collinetta, la Pianca, con le case raccolte in ordine, sotto le rocce nude del Cancervo, quasi in preghiera davanti alla bella chiesa dove la devozione dei fedeli venera la Madonna della Pietà ed invoca la protezione di Sant’Antonio, plasticamente effigiato in una rara scultura lignea policroma.

Oneta

Oneta, terra d’Arlecchino

 

Appena sopra l’abitato di San Giovanni Bianco, la vecchia mulattiera conduce ad Oneta, dove la tradizione individua la casa natale di Arlecchino. Un pugno di case antiche, alcune delle quali restaurate nel rispetto della struttura originaria, contribuiscono a dare alla contrada un’atmosfera d’altri tempi che si respira pienamente percorrendo le anguste vie porticate, sui cui si affacciano rustici portali in pietra, ballatoi in legno intagliato, strette finestre protette da inferriate. Interessante anche la chiesetta del Carmine, che custodisce alcune tele del Ceresa e vari affreschi: una deliziosa Madonna con Bambino collocata in sagrestia e altri soggetti effigiati sulle pareti dell’austero porticato, tra cui un San Giovanni Battista e un grande San Cristoforo, posto a protezione dei viandanti lungo la via Mercatorum.

Frazione di San Gallo

San Gallo

 

La borgata di San Gallo, suddivisa in una miriade di nuclei sparsi a mezza costa. La parrocchiale dell’Assunta vanta lo splendido polittico quattrocentesco a sei scomparti di Leonardo Boldrini da Murano, raffigurante l’Annunciazione e l’Incoronazione di Maria. Più avanti si incontra la chiesetta della Trinità, posta sul colle omonimo, tra la quiete e il profumo dei pini, in prossimità di Dossena.

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San Pietro d'Orzio

San Pietro d’Orzio

 

Salendo lungo la mulattiera che ricalca la via Mercatorum, si incontra prima il nucleo antico e ben conservato di Grabbia, patria del Ceresa. Quindi si raggiunge San Pietro d’Orzio, nella la cui chiesa parrocchiale si possono ammirare, accanto a tre belle tele del Ceresa, una preziosa tavola della fine del ‘400 o di inizio ‘500, raffigurante la Pietà, opera attribuita ad Adolfo Venturi o Andrea Previtali.

La Portiera

La Portiera

 

Frazione di San Giovanni Bianco, ma si accede da Camerata Cornello (Camerata Bassa), con una carrozzabile che sale per 1 km dalla statale della valle Brembana, posta ad un altitudine di 550 metri s.l.m..

 

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Costa San Gallo

Costa San Gallo

 

Santuario della Madonna della Costa dalle eleganti linee barocche, eretto a seguito di prodigiosi e reiterati fenomeni che videro protagonista un’immagine della Madonna.

 

 

www.valbrembanaweb.it/valbrembanaweb/gallery/sangiovannibianco/sangiovannibianco.html
Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie e immagini di San Giovanni Bianco sono in risoluzione 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)

 


 

 

Home – Fotografie di San Giovanni Bianco

 


 

Paesaggi innevati San Giovanni Bianco
Presepe sotto i Ponti di San Giovanni Bianco
Borgo della Pianca di San Giovanni Bianco
Festa Costa San Gallo
Fuipiano al Brembo
Fuipiano al Brembo






Rogo d'Arlecchino
Carnevale S.Giovanni Bianco
Presepe di S.Giovanni Bianco
Presepe di S.Giovanni Bianco
La chiesina della Portiera
Neve a Pasqua






Sfilata Carnevale 2008
Nonno dell'anno
Il Borgo del Bosco
Inaugurazione Pista Ciclabile della Valle Brembana
Montagna Aperta 2007
San Gallo






Festa Madonna della Costa
Borgo antico di San Giovanni Binaco
Sulla Via Priula
Trofeo Don Testa di Ciclismo
Carnevale 2007
Giostra dei Selvadech

 





 


 

San Giovanni Bianco (C.A.P. 24015) dista 29 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. San Giovanni Bianco conta 4.997 abitanti (Sangiovannesi) e ha una superficie di 31,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 159,14 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 448 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via IV Novembre 7, tel. 0345-43555 fax. 0345-43495. Cenni anagrafici: Il comune di San Giovanni Bianco ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 4.757 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 4.997 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 5,05%. Gli abitanti di San Giovanni Bianco sono distribuiti in 1.861 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,69 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 350 e i 1.835 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.485 metri.
Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune di San Giovanni Bianco 86 attività industriali con 1.097 addetti pari al 66,53% della forza lavoro occupata, 83 attività di servizio con 179 addetti pari al 5,03% della forza lavoro occupata, altre 87 attività di servizio con 260 addetti pari al 10,86% della forza lavoro occupata e 26 attività amministrative con 411 addetti pari al 5,28% della forza lavoro occupata. A San Giovanni Bianco risultano occupati complessivamente 1.649 individui, pari al 33,00% del numero complessivo di abitanti del comune.

 


 

Borghi e Musei di San Giovanni Bianco
ONETA, TERRA D’ARLECCHINO:  Appena sopra l’abitato di San Giovanni Bianco, la vecchia mulattiera conduce ad Oneta, dove la tradizione individua la casa natale di Arlecchino. Un pugno di case antiche, alcune delle quali restaurate nel rispetto della struttura originaria, contribuiscono a dare alla contrada un’atmosfera d’altri tempi che si respira pienamente percorrendo le anguste vie porticate, sui cui si affacciano rustici portali in pietra, ballatoi in legno intagliato, strette finestre protette da inferriate. Interessante anche la chiesetta del Carmine, che custodisce alcune tele del Ceresa e vari affreschi: una deliziosa Madonna con Bambino collocata in sagrestia e altri soggetti effigiati sulle pareti dell’austero porticato, tra cui un San Giovanni Battista e un grande San Cristoforo, posto a protezione dei viandanti lungo la via Mercatorum.
Borgo di Grumo : Continuiamo il nostro viaggio alla ricerca dei Borghi antichi più suggestivi della Valle con una nuova piccola oasi di tranquillità: Grumo è raggiungibile con una comoda carreggiabile asfaltata di circa 3 km che si stacca, in corrispondenza di San Pietro d’Orzio (frazione di San Giovanni Bianco), dalla strada intercomunale che sale da San Giovanni Bianco verso Dossena; questa è zona ricca di prati e pascoli, situati in un’area che fu oggetto in passato di intensi traffici…
Museo di Arlecchino : La casa di Arlecchino si trova nel borgo medioevale di Oneta a San Giovanni Bianco Orari : 10-12 e 15-18 Telefono 0345.43262 su Prenotazione. La sua architettura in solida pietra a vista , addolcita da portici, balconate e finestre archiacute, si staglia a baluardo dell’antica “Via Mercatorum”lungo la quale, prima che nel600′ venisse aperto a fondovalle il piu’ agevole tracciato della”Priula”, transitavano e facevano tappa i mercanti, che da Bergamo e dalla pianura risalivano le valli diretti verso i Grigioni ed il nord Europa. Patrimonio della famiglia Grataroli.
Carlo Ceresa : Nato a San Giovanni Bianco nel 1609 da Ambrogio Ceresa della Valsassina e Caterina Maurizio di Oltre il Colle, Carlo Ceresa a diciannove anni gia’ dipingeva pale d’altare per le chiese dei monti circostanti dimostrando subito una felice sensibilita’ naturalistica sopratutto nei volti degli offerenti. Il Ceresa e’ uno di quei pittori che va guardato e riguardato per comprenderne la singolare bellezza che eleva a valore universale i gesti, le fisionomie, i sentimenti, la vita del suo tempo e del suo luogo, San Giovanni Bianco, la Valle, la Lombardia…
Ristoranti Pizzerie Trattorie Bed and Breakfast a San Giovanni Bianco
Ristorante IL GLICINE:  Piatti tipici come: Casoncelli – Gnocchetti alle noci – Tagliolini con polpa di Cervo – Risotto al Taleggio e asparagi, e su prenotazione Pesce oppure Polenta Taragna con polpa di Cervo – Grigliata mista alla piastra e carni varie.
Trattoria ARLECCHINO (Roncaglia Entro): Polenta Taragna e Casoncelli alla Bergamasca. Pasto Prezzo Fisso (Euro 8.30). Chiuso Il Sabato.
Agriturismo CASA EDEN : Agriturismo in Cornalita di San Giovanni Bianco. Quando alla tradizione si mescola un pizzico di fantasia, un buon uso della tecnologia e tanto entusiasmo si possono ottenere buoni risultati. La nostra azienda propone una vasta gamma di formaggi di capra cercando di valorizzarne i caratteri organolettici tipici ottenuti anche dalla combinazione del formaggio con altri ingredienti ed essenze aromatiche varie.
Agriturismo GRABBIA (località Grabbia) : L’Agriturismo Grabbia si trova ai piedi della catena orobica, in mezzo a ben 20 ettari di terra tutta condotta a pascolo. E’ composto da prati ben curati, boschi di latifoglie, parecchi alberi di castagno, di meli e di noci. I sentieri all’interno dell’azienda sono numerosi e molto curati e in grado di far trascorrere, a chi li attraversa, ore di quiete in mezzo ad una natura incontaminata. Ci sono pecore che pascolano quotidianamente nei prati per essere poi ricoverate nelle stalle. Il territorio è spendidamente esposto al sole, poichè sito su un’altura del fondovalle ed in grado di far veramente respirare a pieni polmoni chiunque lo venga a visitare.
Agriturismo Stalle Alte di Zanchi Lorena: Possiamo proporre, ai meno allenati piacevoli passeggiate nella frescura dei boschi circostanti oppure una bella pedalata in bicicletta sulla nuova pista ciclabile che collega Zogno a Piazza Brembana. Chi ama sport più impegnativi può approfittare della vicinanza alle bellissime cime delle Orobie che in primavera offrono spettacolari gite lungo il sentiero dei fiori. Inoltre c’è la possibilità di avventurarsi con arrampicate in Falesia sulla maestosa parete che sovrasta il paese di Cornalba.
Camini e Stufe da Morali Graziano: Posa in opera di Caminetti e Stufe da Morali Graziano a San Giovanni Bianco. Preventivi in sede Telefono: 0345.41047..
Imbianchino Bonaiti Maurizio: Tinteggiature – Verniciature – Rivestimenti plastici. Via Roncaglia a San Giovanni Bianco…
Fonderia Piombi da Pesca MAP: Produzione articoli per Pesca Sportiva e Professionale. Lavorazione c/terzi con produzione stampi di ogni settore. Lavorazione e stampi Piombi….

http://www.sangiovannibianco.org/hh/index.php  sito istituzionale del comune.

http://www.sangiovannibianco.com/sacraspina/culto.htm

culto della Sacra Spina nel corso dei secoli

 

Già dai primi anni della sua presenza a San Giovanni Bianco la Sacra Spina divenne oggetto di intensa devozione da parte dei fedeli.

La devozione era alimentata anche da periodici fenomeni prodigiosi che riguardavano la reliquia.

La tradizione ricorda infatti il singolare fervore religioso con cui veniva atteso il miracolo della “fioritura” che si verificava ogni volta che il Venerdì Santo coincideva con la data del 25 marzo, festa dell’Annunciazione.

La pietà popolare non si attenuò nemmeno quando nel 1598 la reliquia fu profanata da un ladro, Bernardo Archaini, il quale, penetrato nottetempo in chiesa, sottrasse, assieme ad altri arredi, la preziosa teca nella quale era conservata la Sacra Spina, abbandonando la reliquia sul posto. Catturato e riconosciuto colpevole, il sacrilego fu processato e giustiziato secondo le terribili leggi del tempo.

Superate le conseguenze del tentato furto, il culto della Sacra Spina fu più volte riconosciuto e incoraggiato dall’autorità ecclesiastica. Nel 1648 la reliquia venne collocata nella cappella della Madonna del Rosario e nello stesso tempo venne definito il rituale della sua festa annuale, fissata nella domenica di Passione.

Di pari passo si accentuavano le pratiche di devozione, che coinvolgevano fedeli di tutta la Valle Brembana: le relazioni del tempo concordano nel segnalare lo straordinario concorso di folla che si verificava ogni anno il giorno della festa.

Le cronache rendono inoltre testimonianza di periodiche esposizioni solenni della reliquia, volute dai fedeli in occasione di gravi calamità e attestano un gran numero di grazie ricevute.

Altre date importanti costellano la storia della reliquia: nel 1770 il vecchio reliquiario fu sostituito da quello attuale, più prezioso e di grande valore artistico; nel 1883 il papa Leone XIII autorizzò la Parrocchia a celebrare la messa solenne della Sacra Corona di Spine di Cristo; nel 1885 si registrò il rinnovarsi del fenomeno della “fioritura” di cui si era perduta la memoria dopo il tentato furto del 1598.

Un concorso di popolo senza precedenti si verificò tra il 30 marzo e il 1° aprile 1895, in occasione della celebrazione del IV centenario della traslazione della Sacra Spina a San Giovanni Bianco.

La presenza dell’arcivescovo di Milano, cardinal Andrea Ferrari, dei Vescovi di quasi tutte le diocesi lombarde e di trecento sacerdoti, si accompagnò a quella di oltre 25 mila pellegrini, la maggior parte dei quali era venuta a piedi.

Per l’occasione si provvide anche alla definitiva sistemazione della reliquia nella cappella attuale e all’erezione del monumento a Vistallo Zignoni nell’omonima piazza antistante la parrocchiale.

Di Sacra Spina ne parleremo più dettagliatamente in occasione della festa 2016, che sarà in programma il 12 e 13 marzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su diego80 (1905 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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