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19 febbraio 2016 – Muore il grande scrittore Umberto Eco. Le sue frasi famose

Nella notte ci è arrivata la notizia della scomparsa del grande scrittore e filosofo Umberto Eco, all’età di 84 anni. Un giusto tributo lo vogliamo fare ad uno dei grandi personaggi italiani della storia contemporanea. Ecco la suo biografia ed in calce, le sue frasi celebri, tratte anche dal suo romanzo “Il nome della rosa”

Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016[1][2][3]) è stato un semiologo, filosofo e scrittore italiano. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna.

Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.

Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco era socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Biografia

Liceo e Azione Cattolica

Figlio di un negoziante di ferramenta, conseguì la maturità al liceo classico “Giovanni Plana” di Alessandria,[4] sua città natale. Tra i suoi compagni di classe, il fisarmonicista Gianni Coscia, con il quale scrisse spettacoli di rivista.[5] In gioventù fu impegnato nella GIAC (l’allora ramo giovanile dell’Azione Cattolica) e nei primi anni cinquanta fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell’AC (progenitore dell’attuale MSAC). Nel 1954 abbandonò l’incarico (così come avevano fatto Carlo Carretto e Mario Rossi) in polemica con Luigi Gedda. Durante i suoi studi universitari su Tommaso d’Aquino, smise di credere in Dio e lasciò definitivamente la Chiesa cattolica;[6] in una nota ironica, in seguito commentò: “si può dire che lui [Tommaso d’Aquino] mi abbia miracolosamente curato dalla fede”.[7][8]

Filosofia e cultura medievale

Laureatosi in filosofia nel 1954 all’Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino (controrelatore Augusto Guzzo), iniziò a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d’indagine mai più abbandonato (vedi il volume Dall’albero al labirinto), anche se successivamente si dedicò allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all’indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico.

Nel 1956 pubblicò il suo primo libro, un’estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso.

Tra i “corsari” per lo svecchiamento RAI

Nel 1954 partecipò e vinse un concorso della RAI per l’assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con Eco vi entrarono anche Furio Colombo e Gianni Vattimo. Tutti e tre abbandonarono l’ente televisivo entro la fine degli anni cinquanta. Nel concorso successivo entrarono Emmanuele Milano, Fabiano Fabiani, Angelo Guglielmi, e molti altri. I vincitori dei primi concorsi furono in seguito etichettati come i “corsari” perché seguirono un corso di formazione diretto da Pier Emilio Gennarini e avrebbero dovuto, secondo le intenzioni del dirigente Filiberto Guala, “svecchiare” i programmi. Con altri ingressi successivi, tra i quali Gianni Serra, Emilio Garroni e Luigi Silori, i grandi amici innovarono davvero l’ambiente culturale della televisione, ancora molto legato a personalità provenienti dall’EIAR, venendo in seguito considerati come i veri promotori della centralità della RAI nel sistema culturale italiano.[9]

Dall’esperienza lavorativa in RAI, incluse amicizie con membri del Gruppo 63, Eco trasse spunto per molti scritti, tra cui[senza fonte] il celebre articolo del 1961 Fenomenologia di Mike Bongiorno.

Critica letteraria e condirezione Bompiani

Umberto Eco nel 2002.

Dal 1959 al 1975 fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblicò il saggio Opera aperta che, con sorpresa dello stesso autore, ebbe notevole risonanza a livello internazionale e diede le basi teoriche al Gruppo 63,[senza fonte] movimento d’avanguardialetterario e artistico italiano.

Carriera universitaria

Nel 1961 iniziò anche la sua carriera universitaria che lo portò a tenere corsi, in qualità di professore incaricato, in diverse università italiane: Torino, Milano, Firenze e, infine, Bologna dove ha ottenuto la cattedra di Semiotica nel 1975, diventando professore ordinario. All’università di Bologna è stato direttore dell’Istituto di Comunicazione e spettacolo del DAMS, poi ha dato inizio al Corso di Laurea inScienze della comunicazione. Infine è divenuto Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche che coordina l’attività dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Nel corso degli anni ha insegnato anche in varie università straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, Collège de France, École Normale Supérieure[senza fonte]. Nell’ottobre 2007 si è ritirato dall’insegnamento per limiti di età.

Studi su mass media e cultura di massa

Dalla fine degli anni ’50, Eco iniziò a interessarsi all’influenza dei mass media nella cultura di massa, su cui pubblicò articoli in diversi giornali e riviste, poi in gran parte confluiti inDiario minimo (1963) e Apocalittici e integrati (1964).[10] Apocalittici e integrati (che ebbe una nuova edizione nel 1977) analizzò con taglio sociologico le comunicazioni di massa.[senza fonte] Il tema era già stato affrontato in Diario minimo, che includeva tra gli altri il breve articolo del 1961 Fenomenologia di Mike Bongiorno.

Sullo stesso tema, nel 1967 svolse a New York il seminario Per una guerriglia semiologica, in seguito pubblicato ne Il costume di casa (1973) e frequentemente citato nelle discussioni sulla controcultura e la resistenza al potere dei mass media:[11]

Significativa fu anche la sua attenzione per le correlazioni tra dittatura e cultura di massa ne Il fascismo eterno, capitolo del saggio Cinque scritti morali,[12] dove individuava le caratteristiche, ricorrenti nel tempo, del cosiddetto “fascismo eterno”, o “Ur-fascismo”: il culto della tradizione, il rifiuto del modernismo, il culto dell’azione per l’azione, il disaccordo come tradimento, la paura delle differenze, l’appello alle classi medie frustrate, l’ossessione del complotto, il machismo, il “populismo qualitativo Tv e Internet” e altre ancora; da esse e dalle loro combinazioni, secondo Eco, è possibile anche “smascherare” le forme di fascismo che si riproducono da sempre “in ogni parte del mondo”.

In un’intervista del 24 aprile 2010 mise in evidenza la sua visione rispetto a Wikipedia, della quale Eco si definiva un “utente compulsivo”, e al mondo dell’open source.[13]

Inizio degli studi semiotici

Nel 1968 pubblicò il suo primo libro di teoria semiotica, La struttura assente,[11] cui seguirono il fondamentale Trattato di semiotica generale (1975) e gli articoli per l’Enciclopedia Einaudi poi riuniti in Semiotica e filosofia del linguaggio (1984).

Nel 1971 fondò Versus – Quaderni di studi semiotici, una delle maggiori riviste internazionali di semiotica, rimanendone direttore responsabile e membro del comitato scientifico fino alla morte. È anche stato segretario, vicepresidente e dal 1994 presidente onorario della IASS/AIS (“International Association for Semiotic Studies”). È stato invitato a tenere le prestigiose conferenze Tanner (Università di Cambridge, 1990), Norton (Università di Harvard, 1993), Goggio (Università di Toronto, 1998), Weidenfeld (Università di Oxford,2002) e Richard Ellmann (Università Emory, 2008).

Giornali, traduzioni, dibattiti

Ha collaborato dalla sua fondazione, nel 1955, al settimanale L’espresso (sul quale dal 1985 al 2016 ha tenuto in ultima pagina la rubrica La bustina di Minerva, nella quale tra l’altro ha dichiarato di contribuire personalmente a Wikipedia),[14] ai giornali Il Giorno, La Stampa, Corriere della Sera, la Repubblica, il manifesto e a innumerevoli riviste internazionali specializzate, tra cui Semiotica (fondata nel 1969 da Thomas Albert Sebeok), Poetics Today, Degrès, Structuralist Review, Text, Communications (rivista parigina del EHESS), Problemi dell’informazione, Word & Images, o riviste letterarie e di dibattito culturale quali Quindici, Il Verri (fondata da Luciano Anceschi), Alfabeta, Il cavallo di Troiaecc.

Ha collaborato alla collana “Fare l’Europa” diretta da Jacques Le Goff con lo studio La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea (1993). Ha tradotto gli Esercizi di stile diRaymond Queneau (nel 1983) e Sylvie di Gérard de Nerval (nel 1999 entrambi presso Einaudi) e ha introdotto opere di numerosi scrittori e di artisti. Ha anche collaborato con i musicisti Luciano Berio e Sylvano Bussotti.

I suoi dibattiti, spesso dal tono divertito, con Luciano Nanni, Omar Calabrese, Paolo Fabbri, Ugo Volli, Francesco Leonetti, Nanni Balestrini, Guido Almansi, Achille Bonito Oliva oMaria Corti, tanto per nominarne alcuni, hanno aggiunto contributi non scritti alla storia degli intellettuali italiani, soprattutto quando sfioravano argomenti non consueti (o almeno non ritenuti tali prima dell’intervento di Eco), quali la figura di James Bond, l’enigmistica, la fisiognomica, la serialità televisiva, il romanzo d’appendice, il fumetto, il labirinto, la menzogna, le società segrete o più seriamente gli annosi concetti di abduzione, di canone e di classico.[senza fonte]

Grande appassionato del fumetto Dylan Dog,[15] a Eco è stato fatto tributo sul numero 136 attraverso il personaggio Humbert Coe, che ha affiancato l’indagatore dell’incubo in un’indagine sull’origine delle lingue del mondo. È stato inoltre amico del pittore e autore di fumetti Andrea Pazienza[16] che fu suo allievo al DAMS di Bologna, e ha scritto la prefazione a libri di Hugo Pratt, Charles Monroe Schulz, Jules Feiffer e Raymond Peynet. e di “Cuore” a fumetti di F. Bonzi e Alain Denis pubblicato su Linus con la sua presentazione nel 1975

Esordio letterario

Nel 1980 Eco esordì nella narrativa. Il suo primo romanzo, Il nome della rosa, riscontrò un grande successo sia presso la critica che presso il pubblico, tanto da divenire un best-seller internazionale tradotto in 47 lingue e venduto in trenta milioni di copie. Il nome della rosa è stato anche tra i finalisti del prestigioso Edgar Award nel 1984.

Nel 1988 pubblicò il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, satira dell’interpretazione paranoica dei fatti veri o leggendari della storia e delle sindromi del complotto. Questa critica dell’interpretazione incontrollata viene ripresa in opere teoriche sulla ricezione (cfr. I limiti dell’interpretazione). Romanzi successivi sono L’isola del giorno prima(1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero Zero (2015), tutti editi in italiano da Bompiani.

Nel 2012 è stata pubblicata una versione “riveduta e corretta” del suo primo romanzo Il nome della rosa, con una nota finale dello stesso Eco che, mantenendo stile e struttura narrativa, è intervenuto a eliminare ripetizioni ed errori, a modificare l’impianto delle citazioni latine e la descrizione della faccia del bibliotecario per togliere un riferimento neogotico.

Teorie della narrazione

Molte opere furono dedicate alle teorie della narrazione e della letteratura: Il superuomo di massa (1976), Lector in fabula (1979), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994),Sulla letteratura (2002), Dire quasi la stessa cosa (2003, sulla traduzione). È stato inoltre precursore e divulgatore dell’applicazione della tecnologia alla scrittura.

In contemporanea alla nomina di “guest curator” (curatore ospite) del Louvre, dove nel mese di novembre ha organizzato una serie di eventi e manifestazioni culturali, è uscito per Bompiani Vertigine della lista, pubblicato in quattordici paesi del mondo.[non chiaro]

Nel 2011 Bompiani ha pubblicato una raccolta dal titolo Costruire il nemico, il cui primo saggio riprende temi già presenti ne Il cimitero di Praga, che raccoglie saggi occasionali che spaziano nei vari interessi dell’autore, come quello per la narratologia e il feuilleton ottocentesco.

Morte

Si spegne nella sua casa di Milano il 19 febbraio 2016 alle ore 22:30.[17]

Profilo letterario e opere

Nei suoi romanzi, Eco racconta storie realmente accadute o leggende che hanno come protagonisti personaggi storici o inventati. Inserisce nelle sue opere accesi dibattiti filosofici sull’esistenza del vuoto, di Dio o sulla natura dell’universo. Eco è attratto da temi piuttosto misteriosi e oscuri (i cavalieri Templari, il sacro Graal, la sacra Sindone ecc.). Nei suoi romanzi gli scienziati e gli uomini che hanno fatto la storia sono spesso trattati con indifferenza dai contemporanei. L’umorismo è l’arma letteraria preferita dallo scrittore di Alessandria. Le varie citazioni latine e gli innumerevoli collegamenti a opere di vario genere, conosciute quasi esclusivamente da filologi e bibliofili, rendono romanzi come Il nome della rosa o L’isola del giorno prima un turbinio di nozioni di carattere storico, filosofico, artistico e matematico. Centrale ne Il nome della rosa è la questione del riso. Ne Il pendolo di Foucault Eco affronta temi come la ricerca del sacro Graal e la storia dei cavalieri Templari, facendo numerosi cenni ai misteri dell’età antica e moderna. Ne L’isola del giorno prima l’umanità intera è simboleggiata dal naufrago Roberto de la Grive, che cerca un’isola al di fuori del tempo e dello spazio. In Baudolino crea un personaggio medioevale, senza far trapelare la natura menzognera o no del protagonista, il quale viaggia alla ricerca di un paradiso terrestre (il regno leggendario di Prete Gianni). Ne La misteriosa fiamma della regina Loana riflette sulla forza e sull’essenza stessa del ricordo; in questo caso rivolto a episodi accaduti nel XX secolo. Il cimitero di Praga è incentrato sulla natura del complotto e in particolar modo la storia (soprattutto ‘europea’) del popolo ebraico. Il suo ultimo romanzo, Numero zero, riprendendo temi da sempre cari all’autore (il falso, la costruzione del complotto e delle notizie) si sofferma sulla storia italiana recente, narrando fatti realmente accaduti, ma riletti attraverso una chiavecomplottistica.

Contributi politici

Nel 1971 fu tra i 757 firmatari della lettera aperta a L’Espresso sul caso Pinelli e successivamente della autodenuncia di solidarietà a Lotta Continua, in cui una cinquantina di firmatari esprimevano solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale, inquisiti per istigazione a delinquere.[18]

I firmatari si autodenunciavano alla magistratura dicendo di condividere il contenuto dell’articolo. Peraltro le severe critiche di Eco al terrorismo e ai vari progetti di lotta armata sono contenute in una serie di articoli scritti sul settimanale L’Espresso e su Repubblica[senza fonte], specie ai tempi del caso Moro (articoli poi ripubblicati nel volume Sette anni di desiderio). In effetti l’arma che ha caratterizzato l’impegno politico di Eco è diventata l’analisi critica dei discorsi politici e delle comunicazioni di massa.

Questo impegno è sintetizzato nella metafora della guerriglia semiologica dove si sostiene che non è tanto importante cambiare il contenuto dei messaggi alla fonte ma cercare di animare la loro analisi là dove essi arrivano (la formula era: non serve occupare la televisione, bisogna occupare una sedia davanti a ogni televisore). In questo senso la guerriglia semiologica è una forma di critica sociale attraverso l’educazione alla ricezione.[19] Dal 2002 partecipa alle attività dell’associazione Libertà e Giustizia, di cui è uno dei fondatori e garanti più noti, partecipando attivamente tramite le sue iniziative al dibattito politico-culturale italiano.

Il suo libro A passo di gambero (2006) contiene le critiche a quello che lui definisce populismo berlusconiano, alla politica di Bush, al cosiddetto scontro tra etnie e religioni. Nel 2011, nelle settimane delle rivolte arabe, durante una conferenza stampa registrata alla Fiera del libro di Gerusalemme, scatena una polemica politica la sua risposta a un giornalista italiano che gli chiede se condivida il paragone fra Berlusconi e Mubarak, avanzato da alcuni: “Il paragone potrebbe essere fatto con Hitler: anche lui giunse al potere con libere elezioni”;[20] lo stesso Eco, dalle colonne de l’Espresso, smentirà tale dichiarazione chiarendo le circostanze della sua risposta.[21]

Eco faceva parte dell’associazione Aspen Institute Italia.[22]

Onorificenze e riconoscimenti

Umberto Eco nel 2005 con Alessandro Bianchi, rettore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria

Onorificenze italiane

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 9 gennaio 1996[23]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte
— Roma, 13 gennaio 1997[24]

Onorificenze straniere

Orden pour le Mérite für Wissenschaften und Künste - nastrino per uniforme ordinariaOrden pour le Mérite für Wissenschaften und Künste
— 1999
Ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinariaUfficiale della Legion d’Onore
— 2003
Commendatore della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinariaCommendatore della Legion d’Onore
— Parigi, 13 gennaio 2012[25]
Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinariaCommandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres
— 1985
Gran Croce al Merito con placca dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinariaGran Croce al Merito con placca dell’Ordine al Merito di Germania
— 2009
Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinariaPremio Principe delle Asturie per la comunicazione e l’umanistica (Spagna)
— 2000

Cittadinanze onorarie

  • Monte Cerignone, 1981.
  • Nizza Monferrato, 6 novembre 2010.[26]
  • San Leo, 11 giugno 2011.[26]

Lauree

Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da università europee e americane,[27] come quella del 2014, che gli è stata conferita dall’Universidade Federal do Rio Grande do Sul, diPorto Alegre, in Brasile.[28] Nel giugno 2015 in occasione della laurea in comunicazione conferita dell’Università di Torino, Umberto Eco ha rilasciato pesanti giudizi sui social del web che, a suo dire permette a qualsiasi imbecille di porsi sullo stesso piano dei Premi Nobel.[29] Le affermazioni di Eco, a loro volta, hanno suscitato vivaci polemiche.[30][31]

Affiliazioni e sodalizi accademici

Umberto Eco è stato membro onorario (Honorary Trustee) della James Joyce Association, dell’Accademia delle Scienze di Bologna, dell’Academia Europea de Yuste, dell’American Academy of Arts and Letters, dell’Académie royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique, della Polska Akademia Umiejętności (Accademia polacca della Arti), “Fellow” del St Anne’s College di Oxford e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.[32]

Opere

Narrativa

  • Il nome della rosa, Milano, Bompiani, 1980.
  • Il pendolo di Foucault, Milano, Bompiani, 1988. ISBN 88-452-0408-1
  • L’isola del giorno prima, Milano, Bompiani, 1994. ISBN 88-452-2318-3
  • Baudolino, Milano, Bompiani, 2000. ISBN 88-452-4736-8
  • La misteriosa fiamma della regina Loana. Romanzo illustrato, Milano, Bompiani, 2004. ISBN 88-452-1425-7
  • Il cimitero di Praga, Milano, Bompiani, 2010. ISBN 978-88-452-6622-5
  • Numero zero, Milano, Bompiani, 2015. ISBN 978-88-452-7851-8

Saggistica

Autografo di Eco nell’edizione tedesca di Arte e bellezza nell’estetica medievale.

Eco ha anche scritto numerosi saggi di filosofia, semiotica, linguistica, estetica:

  • Il problema estetico in San Tommaso, Torino, Edizioni di Filosofia, 1956; Il problema estetico in Tommaso d’Aquino, Milano, Bompiani,1970.
  • Filosofi in libertà, come Dedalus, Torino, Taylor, 1958.
  • Sviluppo dell’estetica medievale, in Momenti e problemi di storia dell’estetica, I, Dall’antichità classica al Barocco, Milano, Marzorati,1959; Arte e bellezza nell’estetica medievale, Milano, Bompiani, 1987.
  • Storia figurata delle invenzioni. Dalla selce scheggiata al volo spaziale, a cura di e con G. B. Zorzoli, Milano, Bompiani, 1961.
  • Opera aperta. Forma e indeterminazione nelle poetiche contemporanee, Milano, Bompiani, 1962; 1967 sulla base dell’ed. francese1965; 1971; 1976.
  • Diario minimo, Milano, A. Mondadori, 1963; 1975. (include i saggi Fenomenologia di Mike Bongiorno e Elogio di Franti)
  • Apocalittici e integrati, Milano, Bompiani, 1964; 1977.
  • Il caso Bond. [Le origini, la natura, gli effetti del fenomeno 007], a cura di e con Oreste del Buono, Milano, Bompiani, 1965.
  • Le poetiche di Joyce. Dalla “Summa” al “Finnegans Wake”, Milano, Bompiani, 1966. (ed. modificata sulla base della seconda parte di Opera aperta, 1962)
  • Appunti per una semiologia delle comunicazioni visive, Milano, Bompiani, 1967. (poi in La struttura assente)
  • L’Italie par elle-meme. A portrait of Italy. Autoritratto dell’Italia, a cura di e con Giulio Carlo Argan, Guido Piovene, Luigi Chiarini, Vittorio Gregotti e altri, Milano, Bompiani,1967.
  • La struttura assente, Milano, Bompiani, 1968; 1980.
  • La definizione dell’arte, Milano, Mursia, 1968.
  • L’arte come mestiere, a cura di, Milano, Bompiani, 1969.
  • I sistemi di segni e lo strutturalismo sovietico, a cura di e con Remo Faccani, Milano, Bompiani, 1969.
  • L’industria della cultura, a cura di, Milano, Bompiani, 1969.
  • Le forme del contenuto, Milano, Bompiani, 1971.
  • Documenti su il nuovo Medioevo, con Francesco Alberoni, Furio Colombo e Giuseppe Sacco, Milano, Bompiani, 1972.
  • Estetica e teoria dell’informazione, a cura di, Milano, Bompiani, 1972.
  • Il segno, Milano, Isedi, 1973; Milano, A. Mondadori, 1980.
  • Il costume di casa. Evidenze e misteri dell’ideologia italiana, Milano, Bompiani, 1973.
  • Beato di Liébana. Miniature del Beato de Fernando I y Sancha. Codice B.N. Madrid Vit. 14-2, testo e commenti alle tavole di, Milano, Franco Maria Ricci, 1973.
  • Trattato di semiotica generale, Milano, Bompiani, 1975.
(EN) A Theory of Semiotics, Bloomington, Indiana University Press, 1976. (e London, Macmillan, 1977)
  • Il superuomo di massa. Studi sul romanzo popolare, Roma, Cooperativa Scrittori, 1976; Milano, Bompiani, 1978.
  • Dalla periferia dell’impero, Milano, Bompiani, 1977.
  • Come si fa una tesi di laurea, Milano, Bompiani, 1977.
  • (EN) The Role of the Reader, Bloomington, Indiana University Press, 1979 (e London, Hutchinson, 1981) (contiene saggi presi da Opera aperta, Apocalittici e integrati, Forme del contenuto, Lector in Fabula e Il superuomo di massa)
  • (ENFR) A semiotic Landscape. Panorama sémiotique. Proceedings of the Ist Congress of the International Association for Semiotic Studies, Den Haag, Paris, New York, Mouton (= Approaches to Semiotics, 29) (a cura di, con Seymour Chatman e Jean-Marie Klinkenberg).
  • Lector in fabula, Milano, Bompiani, 1979
  • (EN) Function and sign, the semiotics of architecture. A componential analysis of the architectural sign /column/, in G. Broadbent e altri (a cura di), Signs, symbols and architecture, New York, Wiley, 1980
  • (EL) E semeiologia sten kathemerine zoe, Thessaloniki, Malliares, 1980 (antologia di saggi).
  • Il “Milione”, descrivere l’ignoto, in L’espresso, 1982
  • Postille al nome della rosa (1983) (aggiunte all’ed. italiana tascabile di Il nome della rosa, Milano, Bompiani, 1984)
  • The Sign of Three. Peirce, Holmes, Dupin (a cura di, con Thomas A. Sebeok), Bloomington, Indiana University Press, 1983 (trad. Il segno dei tre, Milano, Bompiani)
  • Sette anni di desiderio, Milano, Bompiani, 1983
  • Semiotica e filosofia del linguaggio, Torino, Einaudi, 1984
  • (PT) Conceito de texto, São Paulo, Queiroz, 1984
  • Sugli specchi e altri saggi, Milano, Bompiani, 1985
  • (FR) De Bibliotheca, Caen, L’échoppe, 1986
  • (DE) Streit der Interpretationen, Konstanz, Universitätverlag Konstanz GMBH, 1987
  • (FR) Notes sur la sémiotique de la réception, Paris, Actes Sémiotiques, IX, 81, 1987 (Centre National de la Recherche Scientifique)
  • (EN) Meaning and mental representations (a cura di, con M. Santambrogio e Patrizia Violi), Bloomington, Indiana University Press, 1988
  • (DE) Im Labyrinth der Vernunft. Texte über Kunst und Zeichen, Leipzig, Reclam, 1989 (antologia di saggi)
  • Lo strano caso della Hanau 1609, Milano, Bompiani, 1989
  • Leggere i Promessi sposi (con Maria Corti), Milano, Bompiani, 1989
  • (DE) Auf dem Wege zu einem Neuen Mittelalter, München, DTV Grossdruck, 1990 (antologia di saggi).
  • I limiti dell’interpretazione, Milano, Bompiani, 1990
  • Stelle e stellette, Genova, Melangolo, 1991
  • Vocali, Napoli, Guida, 1991
  • Il secondo diario minimo, Milano, Bompiani, 1992
  • (EN) Interpretation and Overinterpretation, Cambridge, Cambridge University Press, 1992
  • La memoria vegetale, Milano, Ed. Rovello, 1992
  • La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Bari, Laterza, 1993
  • (EL) Ton augousto den Uparchoun eideseis, Thessaloniki, Parateretés, 1993 (antologia di saggi).
  • (EN) Apocalypse Postponed, Bloomington, Indiana U.P, 1994 (a cura di Robert Lumley, saggi da Apocalittici e integrati)
  • (EN) Six Walks in the Fictional Woods, Cambridge, Harvard U.P., 1994 (tradotto come Sei passeggiate nei boschi narrativi, Milano, Bompiani)
  • Povero Pinocchio (a cura di), Modena, Comix, 1995
  • In cosa crede chi non crede? (con Carlo Maria Martini), Roma, Liberal, 1996
  • (DE) Neue Streichholzbriefe, München, DTV, 1997
  • Cinque scritti morali, Milano, Bompiani, 1997
  • Kant e l’ornitorinco, Milano, Bompiani, 1997
  • (EN) Talking of Joyce (con Liberato Santoro-Brienza), Dublin, University College Dublin Press, 1998
  • (DE) Gesammelte Streichholzbriefe, München, Hanser, 1998
  • (EN) Serendipities. Language and Lunacy, New York, Columbia U.P., 1998 (e London, Weidenfeld, 1999)
  • Tra menzogna e ironia, Milano, Bompiani, 1998
  • La bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000
  • (NO) Den nye Middelalderen og andre essays, Oslo, Tiden Norske, 2000 (antologia di saggi)
  • (DE) Mein verrücktes Italien, Berlin, Wagenbach, 2000 (antologia di saggi)
  • (CS) Mysl a smysl, Praha, Moravia press, 2000 (antologia di saggi)
  • (EN) Experiences in translation, Toronto, Toronto U.P., 2000
  • Riflessioni sulla bibliofilia, Milano, Ed. Rovello, 2001
  • (DE) Sämtliche Glossen und Parodien, München, Hanser, 2001 (raccolta completa da Diario minimo, Secondo diario minimo, Bustina di Minerva e altre parodie da raccolte in tedesco)
  • Sulla letteratura, Milano, Bompiani, 2002
  • Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Milano, Bompiani, 2003
  • (EN) Mouse or Rat?, Translation as Negociation, London, Weidenfeld & Nicholson, 2003 (Experiences in translation e saggi selezionati da Dire quasi la stessa cosa)
  • Bellezza. Storia di un’idea dell’Occidente (a cura di, CD-ROM), Milano, Motta On Line, 2002
  • Storia della bellezza, Milano, Bompiani, 2004 (a cura di)
  • Il linguaggio della terra australe, Milano, Bompiani, 2004 (edizione non commerciale)
  • Il Codice Temesvar, Milano, Ed. Rovello, 2005
  • Nel segno della parola (con Daniele Del Giudice e Gianfranco Ravasi), a cura di Ivano Dionigi, Milano, Rizzoli, 2005
  • A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico, Milano, Bompiani, 2006
  • La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia, Milano, Bompiani, 2006
  • Sator Arepo eccetera, Roma, Nottetempo, 2006
  • Storia della bruttezza, a cura di, Milano, Bompiani, 2007. ISBN 978-88-452-5965-4.
  • 11/9 La cospirazione impossibile, con Piergiorgio Odifreddi, Michael Shermer, James Randi, Paolo Attivissimo, Lorenzo Montali, Francesco Grassi, Andrea Ferrero e Stefano Bagnasco, a cura di Massimo Polidoro, Casale Monferrato, Piemme, 2007. ISBN 978-88-384-6847-6.
  • Dall’albero al labirinto. Studi storici sul segno e l’interpretazione, Milano, Bompiani, 2007. ISBN 978-88-452-5902-9.
  • Nebbia, a cura di e con Remo Ceserani, con la collaborazione di Francesco Ghelli e un saggio di Antonio Costa, Torino, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-18724-8. (antologia letteraria di racconti a tema)
  • Non sperate di liberarvi dei libri, con Jean-Claude Carrière, Milano, Bompiani, 2009. ISBN 978-88-452-6215-9.
  • Vertigine della lista, Milano, Bompiani, 2009. ISBN 978-88-452-6345-3.
  • Il Medioevo, a cura di, 4 voll., Milano, Encyclomedia, 2010-2011. ISBN 978-88-905082-0-2, ISBN 978-88-905082-1-9, ISBN 978-88-905082-5-7, ISBN 978-88-905082-9-5.
  • Costruire il nemico e altri scritti occasionali, Milano, Bompiani, 2011. ISBN 978-88-452-6585-3.
  • Scritti sul pensiero medievale, Milano, Bompiani Il pensiero occidentale, 2012. ISBN 978-88-452-7156-4.
  • Storia delle terre e dei luoghi leggendari, Milano, Bompiani, 2013. ISBN 978-88-452-7392-6.
  • Riflessioni sul dolore, Bologna, ASMEPA, 2014. ISBN 978-88-97620-73-0.

Letteratura per l’infanzia

  • La bomba e il generale, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966.
  • I tre cosmonauti, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966.
  • Gli gnomi di Gnu, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1992. ISBN 88-452-1885-6.
  • Tre racconti, Milano, Fabbri, 2004. ISBN 88-451-0300-5. (raccolta dei tre precedenti)
  • La storia de “I promessi sposi”, raccontata da, Torino-Roma, Scuola Holden-La biblioteca di Repubblica-L’Espresso, 2010. ISBN 978-88-8371-311-8.

Ed ora alcune frasi pronunciate da lui nel corso della sua vita, tratte da pensieriparole.it.

Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-259791?f=a:884>

Wikipedia ha anche un’altra proprietà: chiunque può correggere una voce che ritiene sbagliata. Ho fatto la prova per la voce che mi riguarda: conteneva un dato biografico impreciso, l’ho corretto e da allora la voce non contiene più quell’errore. […] La cosa non mi tranquillizza per nulla. Chiunque potrebbe domani intervenire ancora su questa voce e attribuirmi (per gusto della beffa, per cattiveria, per stupidità) il contrario di quello che ho detto o fatto.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/progresso/frase-285385?f=a:884>

Per non apparire sciocco dopo, rinuncio ad apparire astuto ora. Lasciami pensare sino a domani, almeno.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/comportamento/frase-232732?f=a:884>

Come non cadere in ginocchio davanti l’altare della certezza.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-232592?f=a:884>

Il cellario non rispose, ma il suo silenzio era abbastanza eloquente.

Umberto Eco
dal libro “Citazioni” di Ashley Montagu

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-232478?f=a:884>

Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-232477?f=a:884>

La scienza ha di quelle soluzioni che, se uno non si affretta a immaginarle per malvagità e malizia, saranno ben presto immaginate da qualcuno, e sul serio, e senza malizia la cacopedia ha il fine, santamente ignobile, di porre freni all’immaginazione umana e di mandare a vuoto numerosi futuri concorsi a cattedre universitarie.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/scienza-e-tecnologia/frase-232476?f=a:884>

Io ho un motto: dottore, tutti i paranoici mi perseguitano.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/abuso/frase-182940?f=a:884>

Il mondo è monotono, gli uomini non imparan nulla e ricascano a ogni generazione negli stessi errori ed orrori, gli avvenimenti non si ripetono, ma si somigliano: finiscono le novità, le sorprese, le rivelazioni.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-160874?f=a:884>

L’umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbaglio, solo perché quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull’autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-160872?f=a:884>

Appartengo ad una generazione perduta, e mi ritrovo soltanto quando assisto in compagnia alla solitudine dei miei simili.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-160870?f=a:884>

Più tardi Lia mi avrebbe detto: “Tu vivi di superfici. Quando sembri profondo è perché ne incastri molte, e combini l’apparenza di un solido – un solido che se fosse solido non potrebbe stare in piedi.”
“Stai dicendo che sono superficiale?”
“No,” mi aveva risposto, “quello che gli altri chiamano profondità è solo un tesseract, un cubo tetradimensionale. Entri da un lato, esci dall’altro, e ti trovi in un universo che non può coesistere col tuo.”

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-160869?f=a:884>

Per concludere “i libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, […] ci ricordano che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.

Umberto Eco
Composta giovedì 23 febbraio 2012

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-148429?f=a:884>

Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l’Italia ma semplicemente al timore che l’Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all’Europa intera.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/italia-e-italiani/frase-125159?f=a:884>

Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l’uso e l’ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?

Umberto Eco
Composta martedì 26 gennaio 2010
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-100929?f=a:884>

L’amore vero vuole il bene dell’amato.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-98753?f=a:884>

Possono tenere il telefono acceso a tavola i medici, gli idraulici e gli adulteri.

Umberto Eco
Composta lunedì 6 luglio 2009

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/personaggi-famosi/frase-85300?f=a:884>

La presenza sminuisce la fama, mentre la lontananza l’accresce: le qualità perdono lucentezza se si toccano troppo, mentre la fantasia giunge più lontano della vista.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/comportamento/frase-75836?f=a:884>

L’assenza è all’amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/amore/frase-75835?f=a:884>

Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/comportamento/frase-60724?f=a:884>

La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-60723?f=a:884>

La bellezza del cosmo è data non solo dalla unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/natura/frase-60722?f=a:884>

La creazione, anche se produce l’errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-57940?f=a:884>

L’unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità.

Umberto Eco
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/verita-e-menzogna/frase-51080?f=a:884>

I nomi sono segni con i quali l’uomo tenta di dare un’ordine al mondo…

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-48881?f=a:884>

L’ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l’umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l’animale parlante. Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l’unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/poesia/frase-47497?f=a:884>

Cos’è la filosofia? Scusate il mio conservatorismo banale, ma non trovo ancora di meglio che la definizione che ne dà Aristotele nella Metafisica: è la risposta a un atto di meraviglia.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/filosofia/frase-47493?f=a:884>

L’eroe è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/destino/frase-47025?f=a:884>

Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/cinema/frase-47024?f=a:884>

I deboli sono carne da macello da usare quando servono a mettere in crisi il potere avverso e da sacrificare quando non servono più.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/societa/frase-44943?f=a:884>

Non si cambia il popolo di Dio se non si reintegrano nel suo corpo gli emarginati.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/religione/frase-44939?f=a:884>

Tutti possono dire cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/verita-e-menzogna/frase-43815?f=a:884>

Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/informatica/frase-34468?f=a:884>

Sono solo gli uomini piccoli che sembrano normali.

Umberto Eco
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-32534?f=a:884>

Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.

Umberto Eco
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/societa/frase-32533?f=a:884>

Sì, c’è una lussuria del dolore, come c’è una lussuria dell’adorazione e persino una lussuria dell’umiltà. Se bastò così poco agli angeli ribelli per mutare il loro ardore d’adorazione e umiltà in ardore di superbia e di rivolta, cosa dire di un essere umano?

Umberto Eco
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-31475?f=a:884>

Tale è la forza del vero che, come il bene, è diffusivo di sè.

Umberto Eco
dal libro “Il nome della rosa” di Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-31456?f=a:884>

Non tutte le verità son per tutte le orecchie.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/verita-e-menzogna/frase-9747?f=a:884>

Quando i veri nemici sono troppo forti, bisogna pur scegliere dei nemici più deboli.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/personaggi-famosi/frase-9746?f=a:884>

Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-9745?f=a:884>

La comicità è la percezione dell’opposto, del diverso; l’umorismo ne è il sentimento.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/personaggi-famosi/frase-9744?f=a:884>

Un racconto è una macchina per generare interpretazioni.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-9743?f=a:884>

Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/paura-e-coraggio/frase-5319?f=a:884>

La biblioteca è testimonianza della verità e dell’errore.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-1565?f=a:884>

Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/societa/frase-1564?f=a:884>

Un sogno é come un libro sacro, e molti di questi non sono altro che sogni.

Umberto Eco

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/sogno/frase-528?f=a:884>

 

Informazioni su diego80 (1910 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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