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Comuni della Bergamasca – Almè

it.wikipedia.org/wiki/Almè

 

comune
Almè – StemmaAlmè – Bandiera
Almè – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoLuciano Cornago (Insieme per Almè) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate45°44′13″N 9°36′55″ECoordinate: 45°44′13″N 9°36′55″E (Mappa)
Altitudine294 m s.l.m.
Superficie2 km²
Abitanti5 677[2] (31-12-2014)
Densità2 838,5 ab./km²
Comuni confinantiAlmenno San Bartolomeo,Almenno San Salvatore,Paladina, Sorisole, Villa d’Almè
Altre informazioni
Cod. postale24011
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016005
Cod. catastaleA214
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 418 GG[3]
Nome abitantialmensi
Patronosan Giovanni Battista[1]
Giorno festivo24 giugno
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Almè
Almè
Posizione del comune di Almè nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Almè nella provincia di Bergamo

 

Almè (Almè[4] o Lmé[5] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 5 677 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato tra l’imbocco della Val Brembana e la piana di Almenno, sulla sponda sinistra del fiume Brembo, dista circa 8 chilometri a nord-ovest dal capoluogo orobico.

Storia

I primi segni della presenza umana risalgono all’epoca preistorica, periodo al quale risalgono i resti di alcune abitazioni su palafitta rinvenuti sulle sponde del fiume Brembo.

In seguito il territorio venne interessato da piccoli insediamenti stabili di popolazioni appartenenti al gruppo dei Liguri, a cui subentrarono gli Etruschi nel periodo dell’età del bronzo ed i Galli Cenomani tra il V ed il IV secolo a.C. Questi caratterizzarono fortemente il territorio, inserendolo nel contesto dell’insediamento di Lemine.

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Lemine.

Successivamente si verificò la dominazione romana, i cui abitanti si fusero con quelli di origine celtica presenti precedentemente. Anche gli insediamenti ebbero un notevole sviluppo, favoriti dalla costruzione di un’importante strada di comunicazione, utilizzata principalmente dai militari, che collegava la città orobica con quella di Lecco, da cui poi era possibile raggiungere il nord Europa.

La costruzione di questa via prevedeva anche la costruzione di un ponte, denominato ponte della Regina, che superava il fiume Brembo collegando il borgo di Almè alla piana di Almenno.

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Ponte di Lemine.

Questa favorì notevolmente la trasformazione del sito da postazione militare a centro demico, rinominato quindi pagus Lemennis. Altri sono i resti del periodo romano, tra cui spicca un’incisione su pietra, attualmente conservata presso il Museo archeologico di Bergamo, recante la seguente iscrizione:

« Martia lis reburri V.S.L.M. – P.F. et hygia Silvano »

Con il termine dell’impero romano il territorio visse un periodo di scarsa antropizzazione, terminato con l’arrivo della popolazione dei Longobardi nel VI secolo, che diede vita alla curtis lemennis, inserita nel ducato di Bergamo.

A questa popolazione subentrarono, a partire dall’VIII secolo, i Franchi, con i quali Lemine diventò un beneficium entrando nell’ordinamento e nel costume feudale. Inizialmente i territori vennero dati in feudo ai conti Gisalbertini di Bergamo, a cui subentrò il vescovo di Bergamo, il quale in seguito li diede in gestione ai monaci della valle di Astino, come citato in documenti del 1234.

Il toponimo ebbe a formarsi in questi anni derivante dal nome della zona, Lemine, poi diventato Lemen in Plano e successivamente abbreviato in Almè.

Nel corso del XIV secolo il territorio venne interessato dalle violente lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, con Almè schierato con questi ultimi e conseguentemente soggetto alle incursioni guelfe.

In quegli anni il borgo di Almè vide un progressivo ma inesorabile declino, e la sua importanza andò scemando già nel XIV secolo, dovuta al sempre minore utilizzo della strada per Lecco, favorita dal crollo del ponte della regina, avvenuto nel 1493.

Poco interessato dai regimi che si susseguirono nella provincia di Bergamo, passò alla Repubblica di Venezia nel XV secolo, con la quale terminarono gli scontri tra fazioni avverse, alla Repubblica Cisalpina nel 1797, al Regno Lombardo-Veneto nel 1815 ed infine al Regno d’Italia nel 1859, durante i quali venne più volte unito amministrativamente al vicino paese di Villa d’Almè, l’ultima delle quali avvenuta nel 1927, con la definitiva autonomia sopraggiunta soltanto nel 1948.

Blasonatura stemma e gonfalone

Stemma:

Di rosso alle tre cotisse d’argento, poste in banda; sul tutto due torri dello stesso, murate di nero. Ornamenti esteriori di Comune. (D.P.R. del 19 aprile 1956)

Gonfalone:

Drappo partito di bianco e di rosso…

Luoghi d’interesse

Nel paese si possono ancora osservare alcuni scorci dall’alto contenuto storico: è il caso del quartiere del Borghetto, in cui sono ancora visibili segni di antiche fortificazioni, e della piazza San Fermo dove si trova un’antica torre risalente all’XI secolo.

In ambito religioso molto interessante è la vecchia chiesa parrocchiale, di cui si hanno notizie già nel XV secolo. Ampliata e ristrutturata nel corso del XVIII e del XIX secolo, è stata sconsacrata in seguito alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e Santa Maria Assunta, avvenuta nel 1956. Al suo interno si possono ammirare interessanti opere, tra cui spiccano dipinti di Carlo Ceresa e di Palma il Vecchio, appartenuti alla vecchia chiesa, nella quale suonano ancora le campane dal momento che l’attuale non è dotata di torre campanaria.

Infine degne di nota sono Villa Carnazzi e Villa Odoni-Mismetti, costruzioni signorili risalenti al XVIII secolo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[6]

 www.provinciabergamasca.com/vallebrembana/alme/alme.html
Gli abitanti sono chiamati Almesi – C.A.P. 24011 – Distanza da Bergamo km 8 – Altitudine 260 m s.l.m. – Municipio: Via Campofiori 26 – Telefono: 035.541037 – Fax: 035.639709 – Latitudine 45°44’12″84 – Longitudine 09°36’54″72 – superficie 1,96 kmq
Almè, provincia di Bergamo
La storia di Alme’ dall’epoca romana fino alla dominazione longobarda, si confonde e si identifica con quella della illustre borgata di Almenno, di cui rappresentava una porzione di territorio assai importante, posta al di qua del Fiume Brembo. Le scarse testimonianze sulla sua vita preistorica, quali recenti rinvenimenti di manufatti palafitticoli, ci inducono a pensare che anche Alme’ abbia subito la vicenda della occupazione antropica comune a tutta la zona; nella quale si insediarono successivamente i Liguri eneolitici e palafítticoli, gli Etruschi dell’età del bronzo e del ferro ed infìne i Celti, cui è legata la toponomastica antica del territorio, cominciando da “Lemennis”. I Romani, nella loro spinta conquistatrice verso nord, dal 106 al 43 a.C., si spinsero audacemente al di là delle Alpi, senza preoccuparsi di penetrare profondamente nelle vallate prealpine, entro cui si erano rifugiati i Celti, vinti ma non distrutti.
Essi, allo sbocco delle vallate, sui colli, costruirono i loro campi fortificati e, a tergo di questi, strade di raccordo. Una di queste, assai importante, univa Verona a Brescia, Bergamo e Como, penetrando poi profondamente nella Rezia: tale strada passava per Alme’, attraversando le localita’ di Brughiera, San Michele e la sponda sinistra del Brembo, là dove iniziava il famoso ponte romano inspiegabilmente denominato “Ponte della Regina”, sul quale esiste uno studio magistrale dell’Ing. Elia Fornoni. Ad Almè romana ci riporta un altro piccolo cimelio, rinvenuto presso la vecchia chiesa parrocchiale: si tratta di una piccola pietra, ora visibile nel Civico Museo Archeologico di Bergamo, recante la seguente iscrizione: MARTIA LIS REBURRI V.S.L.M. – P.F. ET HYGIA SILVANO.

Storia del Comune di Almè

Il Comune di Almè e’ un centro industriale della collina bergamasca, che sorge presso la sponda sinistra del Brembo, in un ampio piano di fronte alle pendici dell’Albenza, all’inbocco della Val Brembana. Dista da Bergamo 8 km e si trova a 294 metri s.l.m..

 

La vecchia Chiesa
Fu costruita nel secolo XV e venne ampliata nel 1740 e nel 1884. Oggi e’ sconsacrata ed e’ stata trasformata in un gigantesco ripostiglio nel quale si puo’ trovare di tutto. Gli arredi sacri sono stati “trasferiti” nella nuova parrocchiale, la cui prima pietra fu posta il 19 ottobre 1953 (la costruzione fu ultimata nel 1956). Una curiosità: questa nuova chiesa manca della torre campanaria, e le campane che suonano sono quelle della vecchia parrocchiale. Tra i dipinti vi sono un’opera del Ceresa e una Madonna e Santi attribuita a Palma il Vecchio. Gli stalli del coro hanno fini intagli settecenteschi; tra gli arredi sacri spiccano un notevole calice d’argento in parte dorato e lavorato a cesello del 1616, e un piviale lavorato in oro. Sulle pareti della chiesa spiccano le scene di una bella Via Crucis in rame sbalzato.

 

Il Borghetto
Poco distante dalla piazza della parrocchiale (dove negli anni ’60 e’ stato edificato il monumento dei caduti) c’e’ il quartiere del Borghetto. Il quartiere e’ anche del “Baluardo” in ricordo delle antiche fortificazioni. Insieme a piazza San Fermo e’ l’unico angolo di Almè che si e’ salvato dall’azione demolitrice delle ruspe che, per il resto, hanno cambiato radicalmente la fisionomia del paese. Il sapore e’ quello – anonimo e senza sugo – di grossa periferia cittadina, con una decisa presenza industriale. Le famiglie contadinesono praticamente scomparse: e pensare che un tempo Almè era un grossissimo centro agricolo e ancora oggi (come negli altri paesi della zona) si possono ammirare notevoli esempi do case contadine. La caratteristica e’ data dal tipo di muro in uso, quello a spina di pesce che – come e’ stato sottolineato dagli esperti – qui “conosce alcuni degli esempi piu’ espressivi della terra bergamasca”.
Ponte della Regina
Un grosso centro agricolo: quindi, nel passato, un paese ricco. Con Almenno S. Salvatore e S. Bartolomeo, Alme’ formava un tempo la citta’ di Lemine, sede, nell’ottavo secolo, della regia corte dei Longobardi. Per estensione e numero di abitanti, superava allora la stessa Bergamo. Vanto di Lemine era il Ponte sul Brembo, che portava lo stesso nome (poi detto della Regina) e che fu oggetto, sul finire dello stesso secolo, di approfonditi studi (gli unici) da parte dell’Ingenier Elia Fornoni.
Visibili in questa foto antica, i ruderi del vecchio ponte.
Visibili in questa foto antica, i ruderi del vecchio ponte.
Secondo il Fornoni, la costruzione e’ da collocare al tempo dell’Imperatore Traiano, che ne realizzo’ uno simile anche ad Alcantara, in Spagna. Il ponte (i cui resti sono stati abbattutti alla fine dell’Ottocento: oggi sono visibili alcuni ruderi) era lungo 180 metri ed era alto 24. La larghezza doveva essere di 6 metri e mezzo. Sette le arcate. Sempre secondo il Fornoni, la pila centrale del ponte (che nella parte emergente – escluse cioe’ le fondazioni – era costituita da circa 15 mila metri cubi di muratura, rivestita esternamente da massicci conci in pietra arenaria) doveva sostenere le spalle di un arco trionfale. La rovina comincio’ il 31 agosto 1493, quando – durante una piena eccezzionale – caddero quattro archi.
La denominazione popolare di Ponte della Regina ha sempre costituito un rompicapo. Alle varie ipotesi avanzate, tutte attendibili, vogliamo aggiungere la nostra, forse meno seducente di leggenda ma piu’ concreta: e cioe’ che la dominazione “Regina” non e’ altro che storpiatura dialettale di “Rezia”, la regione alpestre alla quale portava l’antica strada romana che passava sul Ponte di Almè. C’e’ anche chi ha parlato di Regina, nel senso di “Regina delle costruzioni”, meraviglia delle meraviglie, ponte ben degno dell’antica corte, la cui importanza puo’ essere valutata meglio se si pensa alla sua estensione originaria, che comprendeva anche l’attuale Villa d’Almè, Stabello, Bruntino e Zogno (restano, come monumenti, la torre di San Michele e la torre di San Fermo.
Isole d’un tempo
Il paese, s’e’ detto, e’ molto cambiato. Il contrasto fra le “Isole d’un tempo”, con le case fatte interamente di sassi presi dal fiume, i muretti di ciottoli, le viuzze strette e senza traffico, i loggiati in legno con i panni stesi ad asciugare, il contrasto fra tutto questo ed il nuovo Almè, fatto di villette e di capannoni, e’ stridente. A parziale consolazione, rimane la bellissima Torre campanaria della chiesina di S. Michele, dalle eleganti finestre bifore, che domina la parte vecchia. Ma poco piu’ in là l’orizzonte e’ tutto un susseguirsi di moderni condomini. San Michele e’ di rustica architettura romanica (XI) come il campanile, tra i piu’ antichi e belli di tutta la bergamasca, inferiore forse soltanto a quelli di San Fermo a Credaro e di Sant’Egidio a Fontanella. Torre quadrata in pietra arenaria, il campanile e’ stato restaurato negli anni Settanta del nostro secolo, quando ormai minacciava di crollare. Un restauro che ha lasciato la bocca amara a molti: sono infatti state otturate alcune belle finestre che, secondo una caratteristica frequente nei campanili romanici, aveva la funzione di alleggerire la mole. La chiesetta e’ divisa in due vani: in uno di questi vi e’ un bell’affresco cinquecentesco, unico avanzo delle originarie decorazioni. Vi e’ pure conservata una statua della Madonna che viene portata in processione alla festa del paese, che si celebra l’ultima domenica del mese di settembre anche se San Giovanni, il patrono, cade a giugno.
Un po’ di Medioevo
Tra i resti medioevali che sopravvivono intorno alla chiesa di San Michele, notevole e’ la torre di San Fermo sorta, secondo la leggenda, sul luogo del martirio del santo. La costruzione , tozza e massiccia, manca delle originarie strutture superiori che vennero sostituite da un comune tetto quando divenne abitazione. Poco piu’ in là, le vecchie case che costeggiano via Campofiori: una volta erano tutte fattorie, ora l’unica nota agreste rimasta e’ la polenta alla contadina.
Tratto da: La Bergamasca in Collina edito da Grafica e Arte Bergamo

 

Foto panoramiche del Comune di Almè provincia di Bergamo
Almè in notturna - Foto panoramiche del Comune di Almè provincia di Bergamo
Monumento - Foto panoramiche del Comune di Almè provincia di BergamoFoto di Riccardo Rota Negroni
 

www.piscinealme.it/

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Informazioni su diego80 (1947 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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