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Il 29 febbraio e la “storia” degli anni bisestili

Può essere un giorno “simpatico”, in quanto arriva solo ogni 4 anni, anche se in realtà fa solo effetto vederlo sul calendario e non è che un giorno come gli altri, sia in settimana o nel weekend. Questo del 2016 poi cade in lunedì, non certo il giorno della settimana più amato, al contrario di quello del 2008 (in venerdì) o del 2004 (in domenica). Ma comunque questa data periodica ci da la possibilità di sciorinare alcune curiosità legate ad essa.

Il 29 febbraio (previsto solo negli anni bisestili) è il 60º giorno del calendario gregoriano, mancano 306 giorni alla fine dell’anno.

Un anno che ha il 29 febbraio è, per definizione, un anno bisestile. Nel calendario gregoriano, questa data cade negli anni divisibili per quattro (ad esempio, 1992, 1996, 2004,2008 o 2012), ma non in quelli divisibili per cento (1800, 1900), se non per 400 (ovvero il 2000 è stato bisestile). Nel precedente calendario giuliano la regola era più semplice: avevano il 29 febbraio tutti gli anni divisibili per quattro.

Prerogative

Il 29 febbraio viene detto giorno bisestile, anche se nel calendario romano veniva aggiunto dopo il 24 febbraio, prendendo il nome di bis sexto die, ovvero il sesto giorno prima delle calende di marzo, ripetuto. I Romani, comprendendo la necessità di un giorno extra, scelsero in particolare il 24 febbraio perché era l’ultimo giorno dell’anno.

I giorni della settimana di un anno bisestile si ripetono ciclicamente ogni 400 anni. Nella tabella sono riportate il numero di volte in cui cade il 29 febbraio per ogni giorno della settimana per i 97 giorni bisestili esistenti in un ciclo di 400 anni.

Lunedì15 volte
Martedì13 volte
Mercoledì15 volte
Giovedì13 volte
Venerdì14 volte
Sabato14 volte
Domenica13 volte
Totale97

Eventi

  • 1712 – In Svezia il 29 febbraio è seguito dal 30 febbraio, allo scopo di abolire il calendario svedese e tornare al calendario giuliano.
  • 1720 – La regina Ulrike Eleonora di Svezia abdica.
  • 1848 – Viene promulgata la Costituzione palermitana, firmata da Ferdinando II, re delle due Sicilie.
  • 1940 – La Finlandia inizia i negoziati di pace della Guerra d’inverno.
  • 1944 – Seconda guerra mondiale: le Isole dell’Ammiragliato vengono invase dagli statunitensi guidati dal generale Douglas MacArthur, nel corso dell’operazione Brewer.
  • 1960 – Un terremoto uccide un terzo della popolazione di Agadir in Marocco. L’evento sarà al centro del romanzo Agadir di Mohammed Khaïr-Eddine.
  • 2000 – Viene pubblicata la versione 1.0.0 del software R.
  • 2004 – Una rivolta popolare obbliga il presidente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, a lasciare il paese.

Nati il 29 febbraio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: 29 febbraio.

 Pagina aggiornata al 25 feb 2016.

Morti il 29 febbraio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: 29 febbraio.

Q Pagina aggiornata al 6 gen 2016.

Anno bisestile

L’anno bisestile è un anno solare in cui avviene la periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell’anno stesso, un accorgimento utilizzato in quasi tutti i calendari solari (quali quelli giuliano e gregoriano) per evitare lo slittamento delle stagioni: ogni 4 anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo. Per correggere questo slittamento, agli anni “normali” di 365 giorni (ogni 4 anni) si intercalano gli anni “bisestili” di 366: il giorno in più viene inserito nel mese di febbraio, il più corto dell’anno, che negli anni bisestili arriva a contare 29 giorni anziché 28. In questo modo si può ottenere una durata media dell’anno pari a un numero non intero di giorni.

Nella tradizione popolare l’anno bisestile sarebbe foriero di sventure, secondo il detto anno bisesto, anno funesto[1].

Definizione

Nel calendario giuliano è bisestile un anno ogni 4 (quelli la cui numerazione è divisibile per 4): la durata media dell’anno diventa così di 365,25 giorni (365 giorni e 6 ore[2]) e la differenza rispetto all’anno tropico si riduce da 5,8128 ore in difetto ad appena 11 minuti e 14 secondi in eccesso. Il calendario gregoriano riduce ulteriormente questa approssimazione eliminando 3 anni bisestili, quelli che delimitano l’inizio di un nuovo secolo, ogni 400 anni di calendario. In questo modo la durata media dell’anno diventa di 365,2425 giorni (365 + 97/400), con riduzione della differenza a soli 26 secondi di eccesso.

La regola del calendario gregoriano è la seguente:

« Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non siano divisibili per 400. »

Una regola semplice per sapere se un anno non secolare è bisestile è quella di prendere solo le ultime due cifre e controllare se sono divisibili per quattro (04, 08, 12… fino a 96); gli anni secolari invece sono bisestili se e solo se sono divisibili per 400, per esempio sono stati bisestili il 1600 (16) e il 2000 (20), e lo sarà il 2400 (24), e così via. Per verificarlo è sufficiente osservare se le 2 cifre precedenti lo 00 formano un numero divisibile per 4. Quindi, per fare qualche esempio, il 1896 e il 1996 sono stati entrambi bisestili (divisibili per 4), il 1800 e il 1900 non lo sono stati (non divisibili per 400), mentre il 1600 e il 2000 lo sono stati (divisibili per 400)[1].

Storia

Il calendario gregoriano si applica dal 1582, anno della sua introduzione. Benché, in via teorica, sia possibile estenderlo anche agli anni precedenti, per questi, dì norma, si usa il calendario giuliano. Perciò sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4, compresi quelli secolari, dal 4 al 1580 dell’era volgare. Per gli anni precedenti l’era volgare, invece, non ha senso applicare qualsivoglia, visto che Ottaviano Augusto regolò definitivamente l’applicazione degli anni bisestili nell’8 a.C.

I Romani aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, che essi chiamavano sexto die ante Kalendas Martias (sesto giorno prima delle Calende di marzo); il giorno aggiuntivo si chiamava bis sexto die (sesto giorno ripetuto) da cui l’aggettivo “bisestile”. Oggi i giorni di febbraio vengono semplicemente numerati a partire da 1, per cui normalmente si considera che il giorno aggiunto sia il 29.[1] Solo in Svezia il 1712 fu un anno “doppiamente bisestile”, cioè con il 29 e il 30 febbraio (diverso è invece il caso del 30 febbraio nel calendario rivoluzionario sovietico).

Mentre negli anni comuni ogni data cade un giorno della settimana più avanti rispetto all’anno precedente, negli anni bisestili si salta un giorno e le date dopo il 29 febbraio sono spostate di due giorni della settimana più avanti anziché uno solo: per questo motivo in inglese l’anno bisestile è chiamato leap year (anno del salto), in riferimento appunto al fatto di saltare un giorno in più rispetto all’anno precedente, e ciò avviene anche per le date dei mesi di gennaio e febbraio dell’anno successivo. Risulta inoltre caratteristico che in presenza di un anno bisestile si creano 2 “triplette” di mesi distanti fra loro 3 mesi, che presentano gli stessi giorni della settimana. Esse sono:

  • settembre e dicembre (dell’anno precedente) e marzo (dell’anno bisestile)
  • gennaio, aprile e luglio dell’anno bisestile

Inoltre, per ritrovare un mese con gli stessi giorni della settimana di luglio, e quindi anche di gennaio e aprile dell’anno bisestile, bisogna attendere il settembre dell’anno successivo.

Accorgimenti analoghi all’intercalazione bisestile dei calendari solari sono usati anche nei calendari lunari (come quello islamico), ma con la funzione di mantenere l’allineamento dell’inizio di ogni mese con le fasi lunari. I calendari lunisolari applicano entrambi questi accorgimenti e, inoltre, inseriscono periodicamente un mese intercalare per mantenere fissa la stagionalità dei mesi.

Da Ilpost.it

Il 2016 è un anno bisestile, non è formato da 365 giorni come tutti gli altri, ma da 366: oggi, il 29 febbraio, è il giorno in più e Google ha sostituito il suo logo nella pagina iniziale del motore di ricerca per ricordarlo. I doodle sono delle animazioni o disegni che vengono pubblicati da Google, spesso per celebrare l’anniversario della nascita diqualche scienziato o innovatore oppure per dei particolari giorni dell’anno, come la Festa della Repubblica o il 29 febbraio degli anni bisestili. Google ha alcuni illustratori che lavorano ai vari doodle durante l’anno, quello di oggi è di Olivia Huynh e mostra un coniglio, con il numero 29 che si mette a dormire tra quello del 28 febbraio e quello del primo marzo. Inizialmente Huynh aveva pensato ad un altro disegno, con una rana, che potete vedere qui sotto.

L’anno bisestile esiste da più di duemila anni: venne introdotti da Giulio Cesare nell’Antica Roma e poi cambiato con una riforma radicale da papa Gregorio XIII, con l’obiettivo di rimettere in regola il calendario con l’anno solare. Qui di seguito ci sono le risposte ad alcune domande che ci poniamo spesso quando capita un anno bisestile, ad esempio “ogni quanto cade un anno bisestile?”.

Quando cade l’anno bisestile?

Non esattamente ogni quattro anni, in realtà. Gli anni precedenti a quello che segna l’inizio di un nuovo secolo – quindi 1800, 1900, 2000 – sono bisestili soltanto se si possono dividere per 400. Quindi il 2000 è stato un anno bisestile, il 2100 non lo sarà. La formula per sapere se un anno è bisestile è: se le ultime due cifre sono divisibili per quattro, oppure se l’intero anno è divisibile per 400.

A cosa serve l’anno bisestile?

Un anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega a fare un giro completo intorno al Sole, non è perfettamente divisibile in periodi di 24 ore, cioè in giorni: dura circa 365 giorni e 6 ore. Se tutti gli anni avessero 365 giorni, ogni quattro anni il calendario si ritroverebbe in anticipo di un giorno. Grazie all’anno bisestile, il calendario si “rimette in regola” aggiungendo un giorno proprio quando l’anticipo accumulato raggiunge le 24 ore (sei ore all’anno, per quattro anni).

Un altro problema è dovuto al fatto che in realtà l’anno astronomico non duraesattamente 365 giorni e 6 ore, ma qualche minuto in meno, per la precisione 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Quindi, anche utilizzando gli anni bisestili, dopo 400 anni il calendario si troverebbe sballato, in ritardo di circa tre giorni. Per risolvere il problema, gli anni precedenti a quello di inizio secolo, cioè quelli divisibili per cento, non sono considerati bisestili a meno che non siano divisibili anche per 400. In questo modo, ogni 400 anni ci sono 3 anni bisestili in meno, di modo da eliminare i tre giorni di anticipo.

Quando fu inventato l’anno bisestile?

Quasi tutti i calendari elaborati nel corso della storia incorporavano qualche sistema per correggere il fatto che l’anno solare non si potesse dividere esattamente in giorni. L’osservazione del Sole e delle stelle è stata una delle prime scienze a essere sviluppate in quasi tutte le civiltà e già molti secoli prima di Cristo gli astronomi conoscevano bene i tempi della rivoluzione della Terra intorno al Sole. Nel caso del nostro calendario, l’origine dell’anno bisestile risale a Giulio Cesare, che nel 46 avanti Cristo impose un po’ d’ordine alla caotica situazione del calendario romano.

Fino al suo arrivo, l’anno romano durava 355 giorni. Per compensare la differenza con l’anno solare, ogni tanto veniva aggiunto al calendario un intero “mese intercalare” di durata variabile, di solito una ventina di giorni tra febbraio e marzo. In teoria la regola prevedeva che a un anno da 355 giorni dovesse fare seguito uno da 377 giorni, a cui seguiva di nuovo uno da 355 e poi uno da 378, per poi ricominciare il ciclo. Alternandosi in questo modo, il calendario romano riusciva a essere più o meno in linea con quello solare.

In pratica però, le cose funzionavano malissimo. L’autorità che governava i calendari, il Pontefice Massimo, era una figura politica e molto spesso accadeva che il mese intercalare venisse accorciato o allungato, inserito o “dimenticato”, in base all’interesse dei Pontefici o dei suoi alleati. Se ad esempio il Pontefice Massimo aveva convenienza a ritardare un’elezione prevista per marzo, poteva inserire dopo febbraio un mese intercalare insolitamente lungo. La situazione era estremamente caotica e Cesare cercò di risolverla. Con l’aiuto di matematici ed esperti, alcuni dei quali conosciuti durante la sua campagna in Egitto, Cesare progettò un calendario diviso in anni di 365 giorni, e di 366 ogni quattro anni.

Perché l’anno bisestile si chiama così?

I romani non contavano i giorni del mese come noi (2 febbraio, 7 marzo, 12 giugno, per esempio), ma usavano un complicato sistema in cui ogni mese veniva diviso in calende, idi e none. Nel calendario giuliano si stabiliva che negli anni da 366 giorni, il “giorno” in più dovesse essere inserito a febbraio il sesto giorno prima delle calende di marzo, cioè il 24 febbraio. Legalmente, il 24 febbraio veniva considerato un “giorno doppio”, formato da 48 ore. In questi anni, quindi, c’erano due “sesti giorni prima delle calende di marzo”, da cui “bisextus” (due volte il sesto) e quindi, bisestile. Il primo “29 febbraio”, cioè il giorno in più secondo i moderni calendari, probabilmente comparve nel medioevo, quando i giorni dei mesi cominciarono ad essere contanti in modo sequenziale e non più alla maniera romana.

5. E la faccenda degli anni di secolo?

La riforma di Cesare aveva trascurato che un anno solare non dura esattamente 365 giorni e sei ore. Il calendario giuliano, quindi, si trovava in ritardo di tre giorni ogni 400 anni. Tra guerre civili, caduta dell’Impero romano, invasioni barbariche ed epidemie di peste, nessuno fece caso a questo errore per circa un millennio e mezzo. Solo nel 1582 il Papa di allora, Gregorio XIII, si accorse che quell’anno la primavera era cominciata l’11 marzo, dieci giorni in anticipo rispetto alla data dell’equinozio. Gregorio decise di risolvere la questione una volta per tutte e impose una drastica riforma: dopo venerdì 4 ottobre 1582 il calendario sarebbe saltato direttamente a sabato 15. I dieci giorni di mezzo, in un certo senso, non sono mai esistiti.

Questo però non risolveva il problema della durata media dell’anno. Per evitare di perdere altri dieci giorni nel migliaio di anni successivi, venne stabilito che gli anni multipli di cento sarebbero stati bisestili soltanto se fossero stati multipli anche di 400. Il calendario gregoriano fu introdotto gradualmente in Europa e arrivò soltanto in anni recenti in Russia, dove per secoli rimase in vigore il vecchio calendario giuliano, in ritardo di un paio di settimane su quello gregoriano. Così la famosa Rivoluzione di Ottobre, che portò alla caduta dello zar, per gli Europei dell’epoca avvenne in realtà quando i loro calendari segnavano già novembre.

La tecnologia ed il 29 febbraio

I computer e gli smartphone più moderni, o comunque tutti i calcolatori provvisti di un calendario incorporato, non hanno alcun problema a visualizzare la data del 29 febbraio, così come la maggior parte di loro passano dall’ora solare a quella legale e viceversa. Più complicato invece per la maggior parte degli orologi o datari: sebbene siano predisposti per la data, se non visualizzano anche l’anno tendono a saltare il bisestile che va quindi impostato manualmente.

Informazioni su diego80 (1951 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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