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Comuni della Bergamasca – Mozzo

it.wikipedia.org/wiki/Mozzo_(Italia)

Mozzo
comune
Mozzo – StemmaMozzo – Bandiera
Mozzo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoPaolo Pelliccioli (lista civica”Innova Mozzo”) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate45°42′05″N 9°36′29″ECoordinate: 45°42′05″N 9°36′29″E (Mappa)
Altitudine252 m s.l.m.
Superficie3,64[1] km²
Abitanti7 513[2] (30-09-2013)
Densità2 064,01 ab./km²
FrazioniBorghetto, Ca’ del Lupo, Colombera, Crocette, Dorotina, Merena, Mozzo di Sopra, Pascoletto
Comuni confinantiBergamo, Curno, Ponte San Pietro, Valbrembo
Altre informazioni
Cod. postale24030
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016143
Cod. catastaleF791
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 358 GG[3]
Nome abitantimozzesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Mozzo
Mozzo
Posizione del comune di Mozzo nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Mozzo nella provincia di Bergamo

Mozzo (Móss in dialetto bergamasco[4]) è un comune italiano di 7 513 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

« Boschi di castagni e prati sempre verdeggianti, viti, frutti, novi, olivi, una fonte e fertili campi. Arricchisce il luogo una selva, piena di una grande varietà di belve, la più parte delle quali si cattura con le reti o con i cani. Non manca nulla di ciò che richiede una vita degna, poiché la natura benigna così arricchì questo luogo »
(Mosè del Brolo, poeta del XII secolo)

Geografia

Il comune di Mozzo è adagiato a semicerchio intorno ai colli di Bergamo ed ha una superficie di 3,57 km2, in parte collinoso, in parte pianeggiante. L’altezza di riferimento, al centro del paese, è di 252 m s.l.m.

Una porzione del territorio comunale è inclusa nel Parco dei Colli di Bergamo, parco regionale lombardo.

I Colli

Tre sono le cime dei colli nel territorio di Mozzo e precisamente:

  • Colle Bagnada, (o monte Gussa, m 389)
  • Colle dei Gobbi (m 309)
  • Colle Lochis (m 287)

Il torrente Quisa tra Mozzo e Ponte San Pietro

Idrografia

Il Torrente Quisa, che nasce dalle falde del Canto Alto nel comune di Sorisole, segna il confine con il comune di Ponte San Pietro. Ha carattere torrentizio, con pochissima acqua nei periodi normali, e sfocia nel fiume Brembo nel territorio di Ponte San Pietro. Nella frazione del Borghetto, è visibile la Roggia Curna, opera voluta da Bartolomeo Colleoni, per irrigare la zona di Astino e a sud di Curno. Le numerose sorgenti esistenti sui colli sono ormai scomparse.

I Confini

Il comune dista circa 5 chilometri dalla città di Bergamo; confina con il capoluogo e con i comuni di Curno, Ponte San Pietro e Valbrembo.

Storia

Il territorio circostante la città di Bergamo risulta abitato almeno dall’età del Bronzo (II millennio a.C.).

I primi documenti scritti in cui si parla di Mozzo risalgono invece agli anni 958 e 989: sai parla di alcuni lasciti di terreni effettuati da Guglielmo e Auberto figli di Aponi da Muzo, capostipite della famiglia da cui il paese ha preso il nome.

Nei secoli successivi la storia di Mozzo segue quella della vicina Bergamo. Dal 1927[5] al 1947[6] i comuni di Curno e Mozzo furono uniti in quello di Curdomo (dalle iniziali di Curno, Dorotina, Mozzo).

Mozzo, che nel dopoguerra era esclusivamente agricolo, ha visto negli anni l’insediamento di attività industriali (chimica fra le prime) e di una timida edilizia privata. Ma è a partire dagli anni ottanta che il paese trova la sua identità residenziale, divorando tutto lo spazio edificabile. Attualmente solo la fascia collinare che taglia il paese in direzione nord-sud rimane al riparo dalla lottizzazione, grazie ai vincoli posti dal Parco dei Colli, che impediscono l’edificazione di nuovi immobili. Grazie alla sua estrema vicinanza a Bergamo e alla relativa tranquillità, Mozzo negli anni ha attratto diverse fasce sociali, causando un rapido sviluppo che è sempre riuscito a garantire un’alta qualità della vita.

Il nome del paese da Fondum Muſii o Fondum Mucii e successivamente Muz, Muzo, Moss, Moz divenne infine Mozzo.

Lo stemma comunale

Lo stemma comunale del comune di Mozzo è composto da quattro campi. I quattro campi, in senso orario a partire dal primo in alto a sinistra, sono di colore argento, azzurro, nero e rosso a rappresentare la speranza, la giustizia, la prudenza e la carità. Nel primo campo domina l’aquila, simbolo dei Capitani di Mozzo, nel secondo il Castello che domina sui tre colli, nel terzo le daghe deiRomani, simbolo delle origini, nel quarto il Pastorale, segno del dominio dei Vescovi di Bergamo. Lo stemma comunale fu registrato alla Corte dei Conti il 1º febbraio 1979 e inserito nel registro araldico il 19 febbraio dello stesso anno.

Vie di comunicazione

Mozzo è situato lungo la SS 342, nota come “Briantea” che collega la città di Bergamo con Como. Un’altra importante strada taglia Mozzo e separa la frazione Pascoletto dal resto del paese, si tratta della strada provinciale che da Villa d’Almè porta a Dalmine, costruita negli anni sessanta. Il Comune di Mozzo è servito dall’Azienda di Trasporto pubblico di Bergamo (ATB) grazie alla linea 9 che collega il comune al capoluogo. Più rare sono le corse della linea 8, della 10 e della 19, quest’ultima porta anche a Dalmine e a Villa d’Almè. Sebbene Mozzo sia attraversato dalla linea ferroviaria che porta a Lecco(realizzata nel 1862) non possiede una stazione ferroviaria; quelle più vicine si trovano a Ponte San Pietro e a Bergamo. L’aeroporto più vicino è quello di Orio al Serio.

Geografia antropica

Frazioni

Le frazioni principali di Mozzo sono Mozzo Centro, Mozzo di Sopra, Pascoletto, Dorotina, Borghetto, Crocette e Merena. Altre zone di Mozzo sono Ca’ del Lupo, La Mola, La Colombera, Cascina Tavani e Fornaci.

Borghetto

Il Borghetto risulta separato dal resto del paese dai tre colli del comune stesso appartenenti al “Parco dei Colli”. Da molti anni c’è un progetto di una galleria sotto il colle che collegherebbe Piazza Trieste alla frazione ma non se n’è mai fatto nulla. Da questa frazione ha inizio il sentiero degli Angeli.

Dorotina

La Dorotina è invece separata dal resto del paese dalla linea ferroviaria che da Bergamo porta a Lecco. Un sottopasso, datato 1985, collega la Dorotina con la frazione Pascoletto, mentre una strada ciclopedonale (nota come Tombotto o Via degli Alpini) la congiunge al centro del paese. Nella frazione si trova anche una chiesa, che fino a poco tempo fa risultava parte integrante della Parrocchia di Ponte San Pietro.

Pascoletto

Il Pascoletto si trova ad ovest del centro di Mozzo ed è collegato ad esso tramite il sottopassaggio, costruito nel 1981, alla strada provinciale. Al Pascoletto sono sorti negli ultimi anni numerosi centri residenziali che ne hanno incrementato fortemente la popolazione. Nella frazione sorge l’impianto sportivo “Colombera”, composto da un campo da calciocon annessa pista d’atletica e campi coperti per tennis e calcetto.

Gli edifici

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Le chiese

La Parrocchia di Mozzo è riconosciuta come tale dal 1476. Originariamente la chiesa del paese era intitolata a San Salvatore, mentre la nuova chiesa è dedicata a San Giovanni Battista. Della vecchia chiesa, demolita per far spazio ad una che potesse contenere un maggior numero di fedeli, rimane solo il campanile. Nella frazione Dorotina c’è un’altra chiesa, che fino a poco tempo fa faceva parte della Parrocchia di Ponte San Pietro.

Le Scuole

Nel Comune è presente una scuola materna connessa all’oratorio, una scuola elementare intitolata al poeta Mosè del Brolo ed una scuola media dedicata allo scultore Piero Brolis.

Le Ville

Sono numerose le residenze di famiglie nobili in campagna presenti nel bergamasco, datate soprattutto tra il ‘700 e l’800. Alcune di esse si trovano a Mozzo e rappresentano il desiderio delle famiglie di uscire dai territori comunali per trascorrere le proprie vacanze in un ambiente diverso. Ecco un elenco delle ville di Mozzo:

  • Villa Albani, di proprietà della famiglia nobile degli Albani, originari di Urgnano
  • Villa Bagnada, situata sotto la vetta del colle omonimo, è un esempio di architettura neoclassica di fine ottocento.
  • Villa Berizzi, ubicata nel centro del paese
  • Villa Lochis alle Crocette, situata nella frazione omonima, dove visse per molti anni il violoncellista Alfredo Piatti.
  • Pinacoteca Lochis, esempio del neoclassicismo, risale al 1840.
  • Villa Lochis al Monte, ben ristrutturata. Sotto la chiesetta dedicata a S. Guglielmo vi è la cripta con la Tomba di Alfredo Piatti.
  • Castello, probabilmente un castello dei Capitani di Mozzo di origine medievale.
  • Villa Dorotina, edificio signorile nel quale trascorse le sue vacanze Gaetano Donizetti.
  • Villa Masnada, risalente alla prima metà dell’Ottocento e di proprietà di Antonio Percassi.

Inoltre:

Sport e tempo libero

Per lo sport nel comune sono presenti campi da calcio, due palestre, campi da calcetto e tennis coperti. Esistono anche una piscina ed un campo da golf indoor ( gestiti da privati). Lo sport è diretto dall’Unione Sportiva Mozzo, composta da 9 sezioni (calcio, basket, pallavolo, tennis, ginnastica artistica, karate, aerobica, atletica e calcio a cinque) con più di 750 tesserati.

È presente una sezione di Tiro a Segno Nazionale in zona Pascoletto (T.S.N. Ponte S.Pietro) con un poligono con linee da 50, 25, 12 metri e aria compressa a 10 metri.

Altre strutture per il tempo libero comprendono l’oratorio parrocchiale e un cine-teatro chiamato Agorà. Per quanto riguarda il calcio l’AC Mozzo milita in Seconda Categoria, mentre in Terza Categoria ma in un girone diverso milita la più recente A.S.D. Amici Mozzo 2008. A.S.D.Amici Mozzo 2008 ha anche una squadra Special 5 che vede protagonisti atleti con disabilità che concorre ad un campionato provinciale CSI.

Dal 2013 viene organizzato il Palio delle Contrade richiamandosi ai giochi medioevali della corsa del palio (dame e cavalieri) e il calcio balilla umano (calcio storico) che di solito si svolge nel periodo della Festa del Patrono.

Persone legate a Mozzo

  • Roberto Calderoli risiede a Mozzo.
  • Carlo Alfredo Piatti (8 gennaio 1822 – 17 luglio 1901), violoncellista che morì a Mozzo.
  • Gaetano Donizetti (29 novembre 1797 – 8 aprile 1848), che amava trascorrere le sue vacanze alla Villa Dorotina.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[7]

63

Mozzo sotto la neve – 6 gennaio 2009 (da centrometeolombardo.com)

www.comune.mozzo.bg.it/c016143/zf/index.php/storia-comune/

Storia del comune

Il territorio e la storia

Mozzo:Il Territorio

La prima testimonianza documentaria relativa all’esistenza di cariche istituzionali del comune populi di Mozzo risale al 1246. Come ente autonomo è riportato negli Statuti di Bergamo del XIV e XV secolo tra i Comuni appartenenti alla Facta di Porta S. Alessandro. Per fini fiscali negli stessi testi statutari è prescritta la formazione di un unico distretto assieme ai comuni di Scano (Valbrembo), Forzanica (Valbrembo), Briolo (Ponte S. Pietro), Ossanesga (Valbrembo), Gorzanica (Valbrembo), Sombreno (Paladina) e, a partire dalla redazione del 1391, Paladina.
Nelle descrizioni confinarie di fine Trecento contenute nel Codice Patetta di Mozzo non si fa menzione, neppure nelle coerenze dei comuni viciniori. Risale al 1456 il primo atto di definizione dei suoi confini territoriali con i comuni contermini di Scano (Valbrembo), Briolo (Ponte S. Pietro / Valbrembo), Ponte S. Pietro, Presezzo e Capersegno, Curno e la Vicinia cittadina di Santa Grata Intervites (confini di varie terre).
I riferimenti toponomastici utilizzati nello strumento per identificare i luoghi dove erano fissati i cippi, delineano una circoscrizione coincidente con quella attuale, delimitata a Nord dalla strada che collega Bergamo a Briolo, a Ovest dal Torrente Quisa e a Sud dalla strada che collega Bergamo a Ponte S. Pietro.
Una successiva calcazione, che conferma sostanzialmente la precedente, viene effettuata nel 1481.
Compare in tutte le fonti successive fino al Decreto di concentrazione dei Comuni del 1809 quando viene aggregato a Bergamo assieme ad altri 27 comuni. Nel 1816 viene ricostituito.
Il 14 settembre 1924 il Commissario Prefettizio di Ponte S. Pietro propose l’ampliamento del territorio comunale di sua competenza con un progetto coinvolgente oltre al comune in discorso anche Bonate Sopra, Brembate di Sopra, Locate Bergamasco (Ponte S. Pietro), Presezzo e Curno.  I sei comuni interessati si opposero al progetto e nella seduta del 7 marzo 1925 la Commissione reale provinciale decise di rimettere gli atti al Comune richiedente consigliando di “contenere l’istanza stessa entro termini più modesti, riducendo l’ampliamento territoriale non solo per l’estensione, ma per il numero dei comuni, dimostrandone la necessità, tentando l’unione con qualche comune, ed in ogni modo cercando prima di arrivare ad opportuni accordi”.
Nel 1927 forma con Curno il Comune denominato Curdomo (ricavato dalle iniziali di Curno, Dorotina (Mozzo) e Mozzo) che viene sciolto nel 1947 (D.L.C.P.S. n° 1093 del 20-08-47). Da questa data non si registrano altre variazioni di circoscrizione.

Mozzo: i Colli

I colli di Bergamo sono come un merletto verde attorno alla città antica. A chi arriva dalla pianura, prima della catena delle Prealpi che chiude tutto l’orizzonte a settentrione, si presenta una lieve sequenza ondulata, come una ruga al termine della pianura, con case e ville, punteggiata da pini e cipressi. L’inconfondibile profilo di Bergamo spicca sull’ultimo lembo a destra, dove si con­clude la conca dentro la quale si stende la città moderna.
La catena principale, che culmina col Monte Bastia (509 m.), termina all’estremità occidentale fuori dai confini del Comune di Bergamo col colle di Sombreno (337 m.), in posizione dominante rispetto alle vie d’accesso alla Valle Brembana e sul quale sorge un santuario. Sui due versanti si aprono vallette ricche di verde; dalla catena principale si protendono tre propaggini: una a nord si salda quasi con i primi pendii delle prealpi, altre due si prolungano a sud-ovest verso la pianura.
E’ quest’ultima propaggine, con le sue alture (fino a 357 m.) che si inserisce nel territorio del nostro comune dividendolo in due parti: l’una verso Ponte S. Pietro, l’altra verso la città nuova di Bergamo. Il paesaggio è molto vario. Un tempo coperti di boschi, i colli nei secoli scorsi vennero pazientemente coltivati, soprattutto sul versante meridionale, soleggiato, dove la presenza continua dell’uomo ha dato una inconfondibile caratteristica ai declivi.
Appena fuori Bergamo, sopra Borgo Canale, in un pendio riparato dove bastava un pò di sole per intiepidire l’aria d’inverno, c’era un uliveto; ed ulivi crescevano pure sul colle di Rosate (oggi occupato dal Liceo Sarpi). Un frantoio forniva olio sufficiente per la città.
Nella Valle di Astino i padri Vallombrosani avevano cominciato sin dal 1100 a dissodare i terreni, trasformando il luogo con sapienti lavori di irrigazione e terrazzando i declivi così da poterli coltivare a fondo.
Cascinali e chiesette rustiche si inserivano in un disegno minuto di vigneti e di orti, di pendii tagliati a gradoni, di cipressi, di viottoli e scalette, di muretti costruiti a secco e con archi. Non guastarono il paesaggio né le poche ville signorili di campagna, né le costruzioni del secolo scorso, quando gli abitanti della città cominciarono a scoprire queste colline.   Molte cascine sono state abbandonate dai contadini e trasformate in residenze. Le misure di salvaguardia hanno tuttavia impedito che venisse snaturato l’ambiente (1).
Nel giugno del 1802 al grande scrittore e poeta Stendhal, giunto a Bergamo con l’armata di Napoleone, i colli di Bergamo apparvero “di una bellezza indescrivibile” e dedicò due giornate a percorrerli a cavallo: “Amenissimi boschi – annotò nel suo diario – coprono le colline dietro la città, sono quasi tutti riservati alla caccia, con capanne per i cacciatori”.
Sui colli primeggiava la caccia col roccolo. Strumento oggi bandito e vituperato, fu per secoli caratteristico della terra bergamasca e dei suoi abitanti. Tra lo stupito e affascinato, il grande disegnatore Staimberg ha scritto: “La caccia col roccolo sta ai bergamaschi come la corrida sta agli spagnoli”. Ora considerata pratica crudele, ma un tempo l’unica che consentisse a montanari e contadini di aggiungere nel piatto, dove prevaleva la polenta, la saporita carne degli uccelli di passo: dai colli giungevano alla città quotidianamente lunghe sfilze di tordi.
Già nel Quattrocento i documenti testimoniano la presenza di reti e altri congegni di caccia a S. Vigilio, mentre il Colle dei Roccoli ne conferma la secolare presenza lungo un crinale fittamente boschivo proprio in linea tra l’imboccatura della valle Brembana e la Pianura.
Sui nostri colli ne troviamo ancora alcuni, di cui uno mantenuto ancora in ottimo stato con il casello simile a torre di guardia, entro aeree impalcature verdi e sorbi che d’autunno si coprono di rosse bacche succulenti.
La tradizione vuole che Plinio il Giovane, nipote dell’altro Plinio (morto nell’eruzione del Vesuvio), avesse una villa sui colli. Nativo di Como, Bergamo doveva essergli familiare, e si volle identificare in una villa sul crinale tra il Pascolo dei Tedeschi e la valle d’Astino la dimora – chiamata ancor oggi Villa Plinia – dove trascorreva le vacanze.
Già nel Cinquecento i colli erano luoghi di villeggiatura. Ne troviamo traccia in quanto scrive nel 1516 il Rettore veneto Marcantonio Michiel: “una certa grazia conferiscono al luogo le ville che spiccano qua e là, anche quelle piccole e modeste per la ristrettezza del sito: tuttavia tanto richieste, sia per la vicinanza sia per la bellezza del luogo, che non si considera abbastanza fortunato colui al quale non sia toccato avere lì una piccola villa”.
La tendenza si accentuò tra il Seicento e il Settecento, ma rari furono gli edifici monumentali o che spiccassero nel paesaggio; la tendenza maggiore, che si riscontra soprattutto nel secolo scorso, è quella di ville di dimensioni raccolte affiancate da rustici, in una semplicità di elementi costruttivi, di impiego di materiali e colori felicemente fusi nel paesaggio vario di coltivazioni e alberi.   La scoperta dei colli da parte degli abitanti di Bergamo incominciò sul finire del secolo scorso. Non più solo per la villeggiatura nella vecchia casa di famiglia o per le cacce, i bergamaschi incominciarono a costruire nei luoghi più accessibili.
Ora resta, ma non con quella frequenza del passato, la consuetudine della passeggiata nei pomeriggi domenicali, della colazione sull’erba o in qualche slargo del bosco, con frotte di persone che percorrono viuzze, boschi, sentieri e scalette.


(1)  tratto da i Colli di Bergamo – Az. Autonoma di Turismo – 1978.

Mozzo: il Paese

 Il paese di Mozzo è adagiato a semicerchio sul piano, intorno alla propaggine collinare che si prolunga dai colli di Bergamo verso la pianura a sud-ovest, e la vallata del Brembo. Tre strade salgono la collina scendendo dal lato op­posto.
Dalle tre cime dei colli, colle Bagnada (o monte Gussa, mt 389), Colle dei Gobbi (mt 309) e Colle Lochis (mt 287), anticamente linea fortificata avanzata a difesa della città, è possibile ammirare una stupenda panoramica verso la Città antica murata e la parte moderna sul piano, verso la pianura e la valle del Brembo.
Parte del territorio è compreso nel perimetro del “Parco dei Colli” e in particolare, per quanto riguarda le opere architettoniche, sono soggette a vincoli precisi i seguenti fabbricati:
– * Crocette: La denominazione del nucleo posto a m. 246 s.l.m. de­riva dal fatto che si trova al termine dello sperone del colle Lo­chis, all’incrocio dell’arteria tra Bergamo e Ponte S. Pietro con il collegamento verso Curno. Nonostante gli in­terventi edilizi re­centi rimane emergente entro un parco la villa neoclassica detta “La Pi­nacoteca”.
– * Colle Lochis: sul crinale dello sperone a m. 287-309 s.l.m. che conclude a sud ovest il sistema collinare di Bergamo emergono nel paesaggio alcuni insediamenti di  civile abita­zione con rustici annessi; di origine antica sono stati sot­toposti a trasformazioni e restauri recenti.
– * Borghetto: è un insediamento lineare a m. 265 s.l.m. svilup­patosi lungo la strada ad anda­mento pedecollinare e separato rispetto ai due nuclei dello sperone del colle Lochis. Le case a corte, di interessante articolazione, sono poste a monte della strada.
– * Mozzo di Sopra: borgo lineare in piano a m. 254 s.l.m. con an­damento Est-Ovest; la stretta via interna appare sugge­stiva per il calibro e per le tessi­ture murarie; si notano le tracce (portale gotico) della scomparsa chiesa di S. Lorenzo; adia­cente sorge la settecentesca villa Albani con giardino.
Il territorio ha superficie complessiva di 357 ettari, in parte collinoso (zona centrale), in parte pianeggiante (zona ad est): la zona ad ovest ha pianori  degradanti verso il Torrente Quisa. L’altezza di riferimento è al centro del paese: 252 mt. S.l.m. Dista dalla città di Bergamo circa 6 chilometri
Il territorio del Comune di Mozzo confina con la città di Bergamo, con Curno, con Ponte S. Pietro e con Valbrembo.  E’ suddiviso in più località: Mozzo paese (o di Sotto), Mozzo di Sopra, Pascoletto, Dorotina, Merena, Crocette, Borghetto.
Il confine verso Ponte S. Pietro è definito dall’alveo del Torrente Quisa che nasce alle falde del Canto Alto in comune di Sorisole e, dopo aver costeggiato le alture dei Colli di Bergamo, prosegue verso sud dove sfocia nel Brembo a valle dell’abitato di Ponte S. Pietro. Ha carattere torrentizio con pochissima acqua nei periodi normali, mentre aumenta vertiginosamente la portata nelle piene trascinando nella corsa piante, rami e tutta le cose abbandonate sulle sue rive.
Le numerose sorgenti esistenti sui fianchi dei colli sono ormai pressoché scomparse.

http://www.comune.mozzo.bg.it/hh/index.php  sito istituzionale del comune

http://mozzonews.com/  notiziario della città. Immagino una sorta di Pro Loco.
Informazioni su diego80 (1826 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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