ULTIM'ORA

Comuni della Bergamasca – Averara, Cusio, Santa Brigida

Altri tre paesi protagonisti oggi, ovvero tre paesi della Valle Averara, versante est della Valle Brembana.

Averara
comune
Averara – StemmaAverara – Bandiera
Averara – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMauro Egman (Insieme) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate45°59′20″N 9°37′53″ECoordinate: 45°59′20″N 9°37′53″E (Mappa)
Altitudine650 m s.l.m.
Superficie10,69 km²
Abitanti185[1] (31-12-2010)
Densità17,31 ab./km²
Comuni confinantiAlbaredo per San Marco(SO), Bema (SO), Gerola Alta (SO), Mezzoldo, Olmo al Brembo, Santa Brigida
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016014
Cod. catastaleA511
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 993 GG[2]
Nome abitantiaveraresi
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Averara
Averara
Posizione del comune di Averara nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Averara nella provincia di Bergamo

Averara (Vréra[3] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 182 abitanti[4] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune è situato in Val Averara, valle laterale della Val Brembana, a circa 33 chilometri a nord-ovest del capoluogo orobico. È percorso dal torrente Mora.

Cenni storici

I primi documenti che attestano l’esistenza del borgo risalgono all’anno 917, quando si fa menzione di un abitante della zona di Abrara.

È in assoluto il testo più antico per ciò che concerne tutta l’alta valle Brembana, tanto da far credere che con il toponimo si intendesse tutta la zona che veniva comunemente indicata con il nome di valle Averara, comprendente anche i vicini Santa Brigida,Cusio, Olmo al Brembo, Ornica e Cassiglio.

È usanza comune credere che tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone.

In epoca medievale il borgo rivestì un ruolo di discreta importanza, essendo l’ultimo paese posto sulla via che conduceva inValtellina, nel Grigioni. Essendo terra di confine, era dotato di una dogana e di due torri a scopo preventivo. La costruzione della Via Priula accrebbe l’importanza del paese, che divenne un importante snodo commerciale nell’alta valle.

Il termine della dominazione veneta ed il conseguente avvento della Repubblica Cisalpina portò grandi cambiamenti ad Averara, che si trovò inglobata nel cantone dell’alta Valle Brembana, con capoluogo a Piazza Brembana, e si vide revocati numerosi privilegi che la Serenissima aveva garantito per secoli all’intera zona.

A causa di questo si verificò un vero tracollo nei trasporti, che provocò il costante abbandono della Via Priula, che cadde in uno stato di abbandono, con conseguente ripercussioni negative sull’economia del borgo.

Gli anni seguenti videro succedere alla dominazione francese quella austriaca, fino al 1859, quando nacque il Regno d’Italia. In questi anni non si verificarono episodi di rilievo, con la gente dedita a vivere dignitosamente con ciò che la natura offriva.

Soltanto negli ultimi decenni ha cominciato a prendere sempre più piede l’industria del turismo, che sta risollevando il borgo dopo un periodo di lento ed inesorabile spopolamento.

Il territorio

Il territorio, composto da numerosi piccoli nuclei abitativi, è immerso nella natura ed offre un ottimo colpo d’occhio. È quindi possibile svolgere un’innumerevole quantità di escursioni, adatte ad ogni tipo di esigenza.

Nel centro abitato spicca la via porticata, un tempo utilizzata per i commerci, in ottimo stato di conservazione, con stemmi e dipinti risalenti al XV ed al XVI secolo.

Merita inoltre menzione la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giacomo, che custodisce opere scultoree di buona fattura. È inoltre presente un organo di produzione della famiglia Serassi.

Molto caratteristiche sono inoltre le piccole chiese di San Pantaleone, risalente al XV secolo, con un campanile a bifore, e quella della Madonna della Neve, in località Valmoresca.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

www.averara.provinciabergamasca.com

Gli abitanti sono chiamati AVERARESI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo 44,5 km – Altitudine 650 m s.l.m. – Municipio: via Vittoria 1 Tel. 0345.80313 – Frazioni: LE CASCINE, VALMORESCA, P. MOLINI – Latitudine 45°59’21″12 – Longitudine 09°37’53″76 – Misure: superficie 10,58 kmq
Cartina di Averara
Averara sembra derivare il suo nome dal dialetto “avrera”. Un tempo fu la capitale di tutta la Val Averara. Prima che la Priula tracciasse da Mezzoldo la via, che per Passo San Marco immetteva nei Grigioni, era Averara l’ultimo paese lungo l’itinerario che risaliva la Val Mora verso il Passo di Verrobbio e di Albarino (detto poi di San Marco). Anche qui, nella contrada alta di Redivo, esisteva una dogana (quella piu’ fotografata per la geometrica simmetria delle scale che impreziosiscono l’architettura della facciata), non lontana dalla chiesa di San Pantaleone, col campanile a bifore del ‘400.
Averara
Il centro della mercatura si sviluppava invece piu’ in basso, lungo la via porticata dove ancora campeggiano i marchi delle maggiori imprese gentilizie e commerciali. Due solide torri, a presidio degli opposti versanti del fiume, stavan lì a ricordare che non si trascuravano le precauzioni di un avamposto in terra di confine, mentre la “Torre della Sapienza”, ufficialmente proclamata sul muro della chiesa testimonia che i rapporti di fiducia e di correttezza erano alla base dei principi che reggevano la comunita’ civile e religiosa.
Averara, dalle origini all’epoca feudale
Il primo riferimento storico alla Valle Averara risale all’anno 917. In un documento vi appare il nome di Abraria, indicata come localita’ di orgine del padre di un diavolo: “Benedictus diaconus ordinarius de infra civitate Bergamo et filius quondam Giseverti de Abrara”. Questo nome e’ la prima testimonianza in assoluto per quanto riguarda una localita’ della Valle Brembana, non e’ riferito all’attuale comune di Averara, bensi’ all’intera Valle Averara con i comuni di: Averara, Santa Brigida, Cusio, Ornica, Cassiglio, Olmo, Mezzoldo.
Sulle origini dei primi insediamenti umani in valle Averara non esiste una documentazione attendibile, tuttavia e’ opinione comune che i primi abitanti siano giunti dalla vicina Valsassina, come proverebbero la presenza di toponimi identici nelle due valli: Bindo, Carale, Gero, Muggiasca.
Lo stabilirsi dei primi nucclei abitativi in queste vallate dei due versanti orobici, cosi’ come Valtorta e in Val Taleggio, potrebbe essere avvenuto in seguito alle invasioni barbariche e in particolare quelle dei Lomardi (VI secolo), che costrinsero gli abitanti delle citta’ e della campagna lombarda a cercare scampo in luoghi piu’ remoti. Da qui il sorgere della prima comunita’ civile e religiosa, facente capo alla pieve di Primaluna, e poi il consolidarsi di nucclei sparsi, distribuiti nelle suddette vallate.
Dominazione Napoleonica (1797-1815) e Austriaca (1815-1859)
La dominazione Veneta, durata tre secoli e mezzo, ebbe fine nel 1797 e anche per la Valle Averara inizio’ il breve ma intenso periodo di cambiamenti sul piano amministrativo socio-economico determinati dal regime napoleonico. L’assetto territoriale della valle subi’ una serie di trasformazioni iniziate nel 1797 con l’inclusione di tutti i comuni nel cantone di Piazza, uno dei quindici in cui era stato suddiviso il territorio provinciale nell’ambito della Repubblica Bergamasca. Nello stesso anno, a seguito della costruzione della Repubblica Cisalpina, l’Alta Valle Brembana fu per qualche tempo inserita nel dipartimento dell’Adda e dell’Oglio, gravitante verso la Valtellina, ma nel 1798 venne aggregata al VII distretto denominato “Sorgenti del Brembo”, con capoluogo Piazza e inserito, nel dipartimento del Serio. Gli statuti e i privilegi, che avevano regolato per secoli la vita della valle, vennero aboliti; la stessa sorte tocco’ alla societa’ degli originari e al consorzio della Misericordia che divenne comunale. L’instaurarsi della dominazione austriaca, inizialmente accolto dai piu’ come una liberazione dal troppo oppressivo regime francese, non determino’ significativi cambiamenti nel sistema amministartivo locale.
Le imprese fiscali non vennero alleviate, il controllo poliziesco fu addirittura intensificato e l’accentramento burocratico tolse gran parte della discrezionalita’ ai governi dei singoli comuni. Nemeno la situazione socio-economica cambio’ apprezzabilmente. Alla penuria alimentare che aveva caratterizzato gli ultimi anni del periodo francese si aggiunge negli anni 1816 e 1817 una grave epidemia di tifo petecchiale che colpi’ tutta la provincia e imperverso’ anche in Valle Averara. In questi anni si acui’ la crisi del settore minerario e metallurgico. Nell’intento di valorizare i manufatti ferrosi della Carinzia e della Stiria, il governo austriaco impose forti dazi sulle esportazioni del ferro nelle valli bergamasche e bresciane che si videro cosi’ costrette a ridurre la produzione. Da qui l’accrescersi delle difficolta’ del settore, gia’ sensibili in epoca napoleonica.
Tratto dal libro “Santa Brigida e l’Antica valle Averara” di Tarcisio Bottani
Averara e le sue Frazioni
REDIVO
REDIVO
Frazione sita al di sopra di Averara, a circa 1 km di strada carreggiata. Antico Borgo con abitazioni rustiche medioevali.
VALLE
VALLE
Frazione posta tra dopo la frazione di Redivo.
COSTA
COSTA
La Frazione e’ posta sui ripidi prati sopra Averara, notevole il panorama sul centro.
CASTELLO
CASTELLO
Poche case antiche per questa frazioncina posta sopra il centro di Averara.
VALMORESCA
VALMORESCA
www.valbrembanaweb.it/valbrembanaweb/gallery/averara/averara
Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie e Immagini di Averara sono in risoluzione 1000×750 e 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)

 


 

 

Fotografie di Averara

AveraraNewsTag

 

Borgo di Redivo (750 m s.l.m.)
Raduno Alpino al Passo San Marco
Campanile di Valmoresca
Chiesa Madonna della Neve a Valmoresca






Itinerario a Lume di Candela - Averara
Lago di Valmora - Averara
Fungolandia 2007
Festa Italiana a Fungolandia
Safari delle Santelle - Fungolandia
Picnic di ferragosto in Piazza Selva






Baite di Altamora
Torrente Valmoresca
Lume di candela nel porticato
Redivo di Averara
Averara
Valmoresca






Cantetoldo
 Averara - invernale 2
Averara - invernale
Madonna dei Grasselli
Averara vista dalla Torre
Teggie di Mezzo






Valmoresca (colori autunnali)
Il lago di Valmora
Portici di Averara (notturna)
Panoramica su Averara
Localita' Castello di Averara
Valmoresca (990 m)






Il Sig. Goglio Donato alla Mungitura
Vista aerea su Averara
Mercatino nel Porticato di Averara
Sagra di S. Pantaleone a Redivo
Gallery sulla Valle Averara
Piazza Selva (Piazza Serva)

 


 

Averara (C.A.P. 24010) dista 44 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Averara conta 202 abitanti (Averatesi) e ha una superficie di 10,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 19,24 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 650 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Piazza della Vittoria 1, tel. 0345-80313 fax. 0345-80313.

Cenni anagrafici: Il comune di Averara ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 243 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 202 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -16,87%. Gli abitanti sono distribuiti in 108 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 1,87 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 592 e i 2.173 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.581 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 1 attività industriali con 26 addetti pari al 35,62% della forza lavoro occupata, 4 attività di servizio con 9 addetti pari al 5,48% della forza lavoro occupata, altre 8 attività di servizio con 26 addetti pari al 12,33% della forza lavoro occupata e 4 attività amministrative con 4 addetti pari al 10,96% della forza lavoro occupata.

 

http://www.comune.averara.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=AVERARA&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1 sito istituzionale

comune
Cusio – StemmaCusio – Bandiera
Cusio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoAndrea Paleni (lista civicaTutela e Progresso) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°59′27″N 9°36′09″ECoordinate: 45°59′27″N 9°36′09″E (Mappa)
Altitudine1.040 m s.l.m.
Superficie9,41 km²
Abitanti265[1](31-12-2010)
Densità28,16 ab./km²
Comuni confinantiCassiglio, Gerola Alta (SO),Ornica, Santa Brigida
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016090
Cod. catastaleD233
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 546 GG[2]
Nome abitanticusiani o “Carpegn” (Carpini)
PatronoSanta Margherita di Antiochia
Giorno festivo20 luglio
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Cusio
Cusio
Posizione del comune di Cusio nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Cusio nella provincia di Bergamo
Cusio (Cüs in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 278 abitanti[5] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nella Valle Averara, laterale dell’alta Val Brembana, si trova a circa 33 chilometri a nord-ovest del capoluogo orobico.

Cenni storici

I primi documenti che attestano l’esistenza del borgo risalgono all’anno 917, quando si fa menzione di un abitante della zona di Abrara. È questo, in assoluto, il testo più antico relativo all’alta valle Brembana, tanto da far credere che con il toponimo si intendesse tutta la zona che veniva comunemente indicata con il nome di valle Averara, comprendente anche i vicini Santa Brigida,Averara, Olmo al Brembo, Ornica e Cassiglio.

È usanza comune credere che tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti.

In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone.

Il toponimo sembra invece derivare dalla propria posizione geografica, che lo fa apparire come un borgo chiuso tra i monti circostanti.

In epoca medievale il borgo, posto sotto il dominio dei Visconti vide instaurasi una consuetudine che voleva due abitanti del luogo, eletti a rotazione, dirigere la spartizione del denaro ricavato dalla vendita del legname e dell’affitto dei prati adibiti a pascolo nelle zone del Monte Avaro ed il Monte Foppa.

Questo per il fatto che il contesto naturalistico in cui il paese era inserito veniva considerato patrimonio della collettività e non del singolo, e tutti contribuivano come potevano. Usanza che continuò anche con l’avvento della Repubblica di Venezia la quale, per non gravare sulla fragile economia locale, decise di non imporre alcun tributo agli abitanti.

Era usanza comune dire che Cusio

« non aveva nient’altro da offrire che il sangue dei suoi abitanti »

La Serenissima inoltre istituì una piccola dogana, presso il valico alpino di Salmurano, posto a monte dell’abitato, al fine di controllare i traffici con la vicina Valtellina.

Il termine della dominazione veneta ed il conseguente avvento della Repubblica Cisalpina portò grandi cambiamenti a Cusio, che si trovò inglobato nel cantone dell’alta Valle Brembana, con capoluogo a Piazza Brembana, e si vide revocati numerosi privilegi che la Serenissima aveva garantito per secoli all’intera zona.

Gli anni seguenti videro succedere alla dominazione francese quella austriaca, fino al 1859, quando nacque il Regno d’Italia.

Negli ultimi decenni ha cominciato a prendere sempre più piede l’industria del turismo, che sta risollevando il borgo dopo un periodo di lento spopolamento.

Il territorio

Chiesa di Sant’Alberto

Inserito in un contesto naturalistico di grande spessore, il territorio comunale offre un ventaglio invidiabile di opzioni a chiunque voglia soggiornarvi: si va dal trekking, e relative escursioni impegnative, a semplici passeggiate adatte a chiunque voglia passare qualche momento a contatto della natura. Durante il periodo invernale la zona diventa meta di numerosi sciatori grazie agli impianti presenti nella zona del Monte Avaro, consorziati tra i vari paesi della valle Averara.

Storicamente interessante è il vecchio palazzo della Dogana Veneta, posto al valico di Salmurano, anche se ormai si trova in condizioni fatiscenti.

Merita menzione anche la chiesa parrocchiale di Santa Margherita, risalente al XV secolo e riedificata nel XVIII secolo, custodisce opere di buon pregio, tra le quali spicca un polittico di Andrea Previtali.

Amministrazione

Sindaco: Andrea Paleni

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[6]

www.provinciabergamasca.com/vallebrembana/cusio/cusio
Gli abitanti sono chiamati CUSIANI – C.A.P. 24010 –  Distanza da Bergamo KM 50 – Altitudine 1.025 m. s.l.m. – Municipio: via Centro – Telefono: 0345.88021 – Escursioni e Gite: MONTE AVARO, – Laghetti di PONTERANICA – Coordinate: Latitudine 45°59’30″48 – Longitudine 09°36’10″08 – Misure. superficie 9,34 kmq.
Cartina di Cusio
Il nome di CUSIO “chiuso” sembra derivare dalla sua posizione geografica, che lo vede chiuso tra i montiche lo circondano. L’ economia di Cusio, prettamente pastorale non consenti’ nell’antichita’ di sviluppare traffici o mestieri che permettessero ai suoi abitanti di sollevarsi da una condizione molto disagiata costretti a coltivare a coltivare piccoli campi a segale, orzo patate, furono sottoposti frequentemente alla fame ed alla miseria. Quando la strada di collegamento con gli altri centri della Valle (verso il 1750) permise a Cusio di aprirsi dall’isolamento, Cusio fiori’.
Piani e Monte Avaro (La Montagna di Cusio)
Nella quiete della vallata, accanto alle folte abetaie crescevano a ridosso delle cascine robusti alberi di noce, che nella mente e nella mano dei nativi Rovelli diventavano preziosi simulacri, degni come pochi di entrare nella casa del Signore. Cassettoni, armadi, pulpiti, e confessionali si arricchivano di un’arte che, senza indulgere al virtuosismo, pur operando ad intaglio ed intarsi, esprimeva nelle figure e nelle decorazioni l’essenzialita’ di una trama convincente e riflessiva. Come del resto doveva essere l’anima di chi era cresciuto a Cusio fra questi monti, ritirandone l’impronta del carattere.
www.valbrembanaweb.com/valbrembanaweb/sitogino/…/cusio/cusio.
Cusio (clicca qui)Comune di Cusio
alta Valle Brembana provincia di Bergamo

 

Cusio ed il Monte Avaro d’estate si prestano ad una serie di attività adatte a persone di ogni età e provenienza. In particolare la zona è adatta a tutte quelle famiglie che desiderano allontanarsi dallo stress della città e dedicarsi ad un periodo salutare tra sport e natura.Tra le varie attività che la zona offre nel periodo estivo possiamo inserire:
–  calcio, tennis e pallavolo si possono praticare presso il centro sportivo comunale;
–  lunghe passeggiate per i sentieri che partendo da Cusio si insinuano nei boschi e nei prati che circondano il paese, alcuni dei quali permettono di raggiungere i vicini paesi di Ornica, Cassiglio, Santa Brigida e Averara senza passare per la strada provinciale;
– dai Piani dell’Avaro si diramano una serie di sentieri e percorsi escursionistici che permettono di raggiungere località quali “il Pizzo dei Tre Signori”, “il Rifugio Benigni”, “i Laghetti di Ponteranica”, “il Passo San Marco” e di congiungersi al “Sentiero delle Orobie Occidentali” che permette spesso incontri ravvicinati con esemplari di fauna alpina;
– le varie strade agro-silvo-pastorali ed i sentieri che si insinuano tra i boschi intorno a Cusio costituiscono percorsi ideali per gli appassionati di trekking e mountain-bike;
– presso il nuovo laghetto del Monte Avarom situato nei pressi dell’impianto di risalita “Santella”, si possono cimentare i giovani pescatori alle prime armi, rilassandosi e divertendosi al sole di montagna;
– salutari passeggiate che non richiedono grandi sforzi ma permettono di ammirare paesaggi magnifici e entrare in contatto con i fiori e le piante delle nostre montagne;  – per i più pigri, o comunque coloro che vanno in cerca di relax e aria pura, i Piani dell’Avaro garantiscono una totale tranquillità ed un’esposizione al sole lungo tutto l’arco della giornata;
–  il percorso vita in località “disnér” permette di mantenersi in forma respirando aria fresca all’ombra dei pini e abeti che lo nascondono; –  le varie “chiesine” situate nei dintorni del paese racchiudono opere d’arte poco conosciute ma di pregevole fattevolezza ed in determinate giornate vengono aperte al pubblico soprattutto in occasione di visite guidate ai patrimoni artistici della zona.


Alberghi, Hotel, Ristoranti Pizzerie, appartamenti, Cusio
Cusio (C.A.P. 24010) dista 47 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Cusio conta 313 abitanti (Cusiani) e ha una superficie di 9,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 33,66 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 1050 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Roma, tel. 0345-88021 fax. 0345-88021


Fotografie di Cusio
Il nome di CUSIO “chiuso” sembra derivare dalla sua posizione geografica, che lo vede chiuso tra i montiche lo circondano. L’ economia di Cusio, prettamente pastorale non consenti’ nell’antichita’ di sviluppare traffici o mestieri che permettessero ai suoi abitanti di sollevarsi da una condizione molto disagiata costretti a coltivare a coltivare piccoli campi a segale, orzo patate, furono sottoposti frequentemente alla fame ed alla miseria. Quando la strada di collegamento con gli altri centri della Valle (verso il 1750) permise a Cusio di aprirsi dall’isolamento, Cusio fiori’.


Ricerca: Cusio
Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 635 e i 2.372 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.737 metri. Cenni occupazionali: 


Cartoline antiche di Cusio
Risultano insistere sul territorio del comune 1 attività industriali con 4 addetti pari al 14,29% della forza lavoro occupata, 9 attività di servizio con 21 addetti pari al 32,14% della forza lavoro occupata, altre 0 attività di servizio con 0 addetti pari al 75,00% della forza lavoro occupata e 3 attività amministrative con 65 addetti pari al 0,00% della forza lavoro occupata. 


Cenni Storici di Cusio:  Quando la strada di collegamento con gli altri centri della Valle (verso il 1750) permise a Cusio di aprirsi dall’isolamento, Cusio fiori’. Nella quiete della vallata, accanto alle folte abetaie crescevano a ridosso delle cascine robusti alberi di noce, che nella mente e nella mano dei nativi Rovelli diventavano preziosi simulacri, degni come pochi di entrare nella casa del Signore. Cassettoni, armadi, pulpiti, e confessionali si arricchivano di un’arte che, senza indulgere al virtuosismo, pur operando ad intaglio ed intarsi, esprimeva nelle figure e nelle decorazioni l’essenzialita’ di una trama convincente e riflessiva. 


Cenni anagrafici: Il comune di Cusio ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 370 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 313 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -15,41%. Gli abitanti sono distribuiti in 141 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,22 componenti. 


Il Monte Avaro
si pre senta a nord/ovest rispetto ai Piani dell’Avaro e appare come un grosso groppone erboso di facilissima salita.  Si trova spostato a sud rispetto alla linea di cresta che va dal Monte Valletto al Monte Ponteranica . Ampio il paesaggio caratterizzato da vasti pascoli e da Baite. Da Cusio (1.040 m – strada da Olmo al Brembo, Averara, Santa Brigida ) si continua lungo la strada fino a toccare il Colle di Santa Maria Maddalena ( 1.231 m )….


Il Monte Ponteranica
si alza dal piano dei Laghi di Ponteranica e domina con grandi linee il vasto acrocoro pascolivo di Ca’ S. Marco. E’ formato da tre cime  (l’Orientale, la Centrale e l’Occidentale) ma generalmente viene salito il Ponteranica Orientale che si eleva a sud/ovest del Monte Colombarolo,  prima propagine della cresta est.


Anello Sci di Fondo Piani dell’Avaro km 2,5
Il Monte Avaro svolge un ruolo ben definito nella mappa del turismo invernale bergamasco. La località è agevolmente accessibile per una strada carrozzabile che sale dal colle della Maddalena sopra Cusio, andando poi a sfociare su un pianoro che fa da anticamera alla soleggiatissima conca dell’Avaro. 

http://www.comune.cusio.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=CUSIO&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1 sito istituzionale

Santa Brigida
comune
Santa Brigida – StemmaSanta Brigida – Bandiera
Santa Brigida – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoCarluccio Regazzoni (lista civica Insieme per Santa Brigida) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate45°59′N 9°37′ECoordinate: 45°59′N 9°37′E (Mappa)
Altitudine805 m s.l.m.
Superficie13,8 km²
Abitanti586[1](31-12-2010)
Densità42,46 ab./km²
FrazioniColla, Bindo, Foppa, Carale, Cugno, Gerro, Taleggio, Monticello e Caprile
Comuni confinantiAverara, Cassiglio, Cusio,Gerola Alta (SO), Olmo al Brembo
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016191
Cod. catastaleI168
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisambrigedesi
Patronosanta Brigida d’Irlanda
Giorno festivo1º febbraio
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Santa Brigida
Santa Brigida
Posizione del comune di Santa Brigida nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Santa Brigida nella provincia di Bergamo

Santa Brigida (Santa Brigida in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 597 abitanti della provincia di Bergamo, inLombardia. Situato sulla destra orografica della Val Averara, laterale dell’alta Val Brembana, dista circa 48 chilometri dal capoluogo orobico.

Cenni storici

I primi documenti che attestano l’esistenza del borgo risalgono all’anno 917, quando si fa menzione di un abitante della zona diAbrara.

È in assoluto il testo più antico per ciò che concerne tutta l’alta valle Brembana, e si pensa che con il toponimo non si intendesse il vicino comune, ma tutta la zona che veniva comunemente indicata con il nome di valle Averara, comprendente anche i vicini Cusio,Olmo al Brembo. È usanza comune credere che tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delleinvasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone.

Dall’epoca medievale il borgo, che prese il nome dalla monaca benedettina patrona d’Irlanda, acquisì una certa importanza nell’ambito della fabbricazione di chiodi, ricavati dal ferro estratto nelle vicine miniere, e nella produzione del carbone di legna. Le attività ebbero un fiorente periodo durante la dominazione veneta, e la società ne trasse benefici prosperando a lungo.

Questo almeno fino all’arrivo della Repubblica Cisalpina e, in seguito, la dominazione austriaca, che riassettarono il territorio, inglobando tutte le piccole realtà comunali in un’unica entità denominata Distretto delle sorgenti del Brembo con capoluogo aPiazza, e revocarono i privilegi e gli sgravi di cui il paese godeva.

A tutto questo si aggiunse la crisi della lavorazione del ferro, a causa di forti dazi imposti dal governo asburgico al fine di favorire la produzione interna ai confini austriaci. La crisi fu irreversibile, fino all’abbandono quasi totale del settore nell’intera zona.

Solo recentemente l’economia si è risollevata grazie all’industria del turismo, che non ha snaturato l’anima del borgo.

Il territorio

Costituito da numerose frazioni, Colla, Bindo, Foppa, Carale, Cugno, Gerro, Taleggio, Monticello e Caprile superiore, il territorio comunale è inserito in un contesto naturalistico d’alto profilo. I numerosi boschi intervallati da prati favoriscono le escursioni, che risultano essere adatte a tutte le esigenze, sia per utenti esigenti ed esperti che per semplici passeggiate.

Di particolare importanza è il Santuario della Beata Vergine Addolorata. Risalente all’XI-XII secolo e ristrutturato due secoli più tardi, fu consacrato da San Carlo Borromeo nel 1566, e per molti anni fu il luogo religioso di riferimento del paese e dei quelli limitrofi, ricoprendo il ruolo di chiesa parrocchiale fino alla costruzione della nuova chiesa. Al proprio interno vi sono dipinti di spessore, tra i quali spiccano un ciclo di affreschi, stucchi e marmi policromi.

La nuova chiesa parrocchiale, dedicata naturalmente a Santa Brigida, venne costruita nel XIX secolo e possiede alcune opere provenienti dalla vecchia parrocchia. All’interno fa bella mostra di sé l’organo, di produzione di Adeodato Bossi.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[3]

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Giovanni Giuseppe RegazzoniLista civicaSindaco

www.santabrigida.provinciabergamasca.com

Gli ABITANTI sono chiamati SANBRIGINESI – C. A. P.  24010 – Distanza da Bergamo km 48 – Altitudine 861 m. s.l.m. – Municipio: Telefono 0345.88031 – Coordinate: Latitudine 45°59’8″88 – Longitudine 09°37’19″92 – Misure. superficie 14,21 kmq.

Cartina di Santa Brigida

Anticamente Santa Brigida dipendeva dalla plebania di PRIMALUNA nella Valsassina. Un tempo molto fiorente era la fabbricazione dei chiodi da cavallo che si producevano nelle cosidette “chioderie”. Il ferro occorrente veniva prima preparato nelle grandi fucine che si trovavano a CASSIGLIO. Molto diffuso era anche il mestiere di carbonizzare la legna (far la carbonella), abbinato a quello del boscaiolo. La tradizione vuole che il paese di Santa Brigida sia dedicato alla badessa benedettina che qui esercito’ il suo apostolato.

Santa Brigida invernale

E’ comunque certo che la chiesa originaria di Santa Brigida, che e’ l’attuale Santuario dell’Addolorata, risale a prima del ‘200 ed era l’unica esistente in Valle Averara. Nel’400 subì un primo rifacimento delle strutture medioevali e fu consacrata da San Carlo nel 1566. Il presbiterio, la navata e il portico esterno sono tutti affrescati, con opere in parte anonime del ‘400- ‘500 e in parte riconducibili alla stirpe dei Baschenis, originari della frazione Colla. Sopra la cornice che riquadra S. Sigismondo affrescato su un pilastro del portico, compare la firma di Petrus De Asenelis e una data incompleta, comunque riconducibile alla prima meta’ del ‘400. Per le bellezze naturali e il valore dei riferimenti artistici Santa Brigida fu tra i primi centri della valle a ricevere l’impulso dalla villeggiatura estiva, favorita sempre piu’ da una diversificata offerta di servizi ed occasioni d’intrattenimento ricreativo e culturale.

 

 

 

Santa Brigida, dalle origini all’epoca feudale
Il primo riferimento storico alla Valle Averara risale all’anno 917. In un documento vi appare il nome di Abraria, indicata come localita’ di orgine del padre di un diavolo: “Benedictus diaconus ordinarius de infra civitate Bergamo et filius quondam Giseverti de Abrara”. Questo nome e’ la prima testimonianza in assoluto per quanto riguarda una localita’ della Valle Brembana, non e’ riferito all’attuale comune di Averara, bensi’ all’intera Valle Averara con i comuni di: Averara, Santa Brigida, Cusio, Ornica, Cassiglio, Olmo, Mezzoldo.

 

Sulle origini dei primi insediamenti umani in valle non esiste una documentazione attendibile, tuttavia e’ opinione comune che i primi abitanti siano giunti dalla vicina Valsassina, come proverebbero la presenza di toponimi identici nelle due valli: Bindo, Carale, Gero, Muggiasca.
Lo stabilirsi dei primi nucclei abitativi in queste vallate dei due versanti orobici, cosi’ come Valtorta e in Val Taleggio, potrebbe essere avvenuto in seguito alle invasioni barbariche e in particolare quelle dei Lomardi (VI secolo), che costrinsero gli abitanti delle citta’ e della campagna lombarda a cercare scampo in luoghi piu’ remoti. Da qui il sorgere della prima comunita’ civile e religiosa, facente capo alla pieve di Primaluna, e poi il consolidarsi di nucclei sparsi, distribuiti nelle suddette vallate.

 

La chiesa di Santa Brigida
L’edificio originario venne eretto forse prima del Mille da una comunita’ di monaci benedettini che lo dedicarono alla badessa Brigida, padrona d’Irlanda, fondatrice di monasteri e comunita’ educative. Questi monaci benedettini provenivano dalla Valsassina, al pari di buona parte degli abitanti della Valle Averara. L’evoluzione architettonica dell’edificio e’ passato atraverso varie fasi, tra cui l’ampiamento avvenuto nela seconda meta’ del Quattrocento.

Chiesa Antica di Santa Brigida

Della primitiva costruzione rimangono importanti tracce nelle forme architettoniche e nei dipinti di quella attuale, la cui fisionomia e’ risultante della trasformazione radicale, avvenuta nella seconda meta’ del Quattrocento. La chiesa e’ a una sola navata, divisa in cinque campate a senso acuto, sorrette da pilastri in pietra. La copertura e’ a capanna sostenuta da travi in legno policromo decorate e da un assito a vista. Due balaustre in marmo policromo separano la navata dal presbiterio, la cui volta e’ decorata da stucchi settecenteschi. Il campanile, a cuspide piramidale, ha la base parzialmente inglobata nella chiesa e presenta una piccola cella campanaria a quattro aperture. All’esterno si apre un vasto porticato coperto dallo spiovente del tetto della chiesa e sorretto da tre piastri e quasi interamente decorato da affreschi. Gli affreschi che decorano il portico e che risalgono alla prima meta’ di quel secolo, apparterebbero alla chiesa originaria, come indicherebbe la loro disposizione.

Interno della Chiesa

Essi coprono infatti la meta’ inferiore della parete e la linea superiore dei riquadri sembra coincidere con la linea del tetto preesistente.Il ciclo di affreschi che adorna il portico e le pareti interne dell’antica chiesa di Santa Brigida e’ uno dei piu’ completi e pregevoli tra i tanti che si possono ammirare in diverse localita’ della Valle Brembana.
Dominazione Napoleonica (1797-1815) e Austriaca (1815-1859)
La dominazione Veneta, durata tre secoli e mezzo, ebbe fine nel 1797 e anche per la Valle Averara inizio’ il breve ma intenso periodo di cambiamenti sul piano amministrativo socio-economico determinati dal regime napoleonico. L’assetto territoriale della valle subi’ una serie di trasformazioni iniziate nel 1797 con l’inclusione di tutti i comuni nel cantone di Piazza, uno dei quindici in cui era stato suddiviso il territorio provinciale nell’ambito della Repubblica Bergamasca. Nello stesso anno, a seguito della costruzione della Repubblica Cisalpina, l’Alta Valle Brembana fu per qualche tempo inserita nel dipartimento dell’Adda e dell’Oglio, gravitante verso la Valtellina, ma nel 1798 venne aggregata al VII distretto denominato “Sorgenti del Brembo”, con capoluogo Piazza e inserito, nel dipartimento del Serio.Gli statuti e i privilegi, che avevano regolato per secoli la vita della valle, vennero aboliti; la stessa sorte tocco’ alla societa’ degli originari e al consorzio della Misericordia che divenne comunale. In quel periodo Santa Brigida contava  di 518 abitanti. L’instaurarsi della dominazione austriaca, inizialmente accolto dai piu’ come una liberazione dal troppo oppressivo regime francese, non determino’ significativi cambiamenti nel sistema amministartivo locale.

il versante occidentale dell'Alta Val Brembana in una carta del 1718

Le imprese fiscali non vennero alleviate, il controllo poliziesco fu addirittura intensificato e l’accentramento burocratico tolse gran parte della discrezionalita’ ai governi dei singoli comuni. Nemeno la situazione socio-economica cambio’ apprezzabilmente. Alla penuria alimentare che aveva caratterizzato gli ultimi anni del periodo francese si aggiunge negli anni 1816 e 1817 una grave epidemia di tifo petecchiale che colpi’ tutta la provincia e imperverso’ anche in Valle Averara e in primo luogo a Santa Brigida. In questi anni si acui’ la crisi del settore minerario e metallurgico. Nell’intento di valorizare i manufatti ferrosi della Carinzia e della Stiria, il governo austriaco impose forti dazi sulle esportazioni del ferro nelle valli bergamasche e bresciane che si videro cosi’ costrette a ridurre la produzione. Da qui l’accrescersi delle difficolta’ del settore, gia’ sensibili in epoca napoleonica.
Tratto dal libro “Santa Brigida e l’Antica valle Averara” di Tarcisio Bottani

FOPPA di Santa Brigida

FOPPA
Frazione appena sopra il centro di Santa Brigida, sulla strada che porta a Cusio.

CARALE

CARALE
Piu’ che una frazione, e’ una via sulla strada provinciale, che porta al centro di Santa Brigida.

BINDO

BINDO
Borgo sito tra il comune di Averara e Santa Brigida, sulla provinciale che porta a Cusio.

TALEGGIO

TALEGGIO
Frazione a circa 1 km dal centro di Santa Brigida, Borgo solitario sulla strada che porta a Caprile Alto.

Via Monticello

Via MONTICELLO
Borgo antico quasi in centro di Santa Brigida.

CAPRILE

CAPRILE
Caprile Superiore e’ raggiungibile tramite carreggiata dopo la frazione Taleggio, a circa 3 km dal centro di S. Brigida, caratteristico Borgo con chiesina antica. Caprile Inferiore invece e’ raggiungibile tramite la carreggiata stretta che porta alla Valmoresca di Averara.

 

www.valbrembanaweb.it/valbrembanaweb/…/santabrigida/santabrigida

Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie di Santa Brigida sono in risoluzione 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri
Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)

 


 

 
 

Fotografie di Santa Brigida

 

Arcobaleno a S.Brigida
Raduno Alpino Nikolajewka 2009
Trofeo Nikolajewka 2009
Nevicata a Santa Brigida
Santa Brigida e Cusio
Chiesa di S.Rocco a Caprile Superiore






Caprile Inferiore
Scalata al Campanile, Trofeo Fungolandia
Taleggio borgo di S.Brigida
Fungolandia 2007
Festa Italiana a Fungolandia
Safari delle Santelle - Fungolandia






Santuario dell'Addolorata
Scolaresca di Roche-lez-Beauprè ai laghetti di Ponteranica
Scale e logge alla Foppa
Monticello di S. Brigida
Caprile basso
Trekking sui sentieri di Santa Brigida






Santa Brigida
nevicata del 27 gennaio 2006
Vecchie stalle a Cugno di Santa Brigida
La Parrocchiale di Santa Brigida
La Stalla del Braghi (La Colla)
Localita Sacc di Santa Brigida






Panoramica estiva su Santa Brigida
Frazione Taleggio di Santa Brigida
Vista aerea di Santa Brigida - Invernale
Carale di Santa Brigida (865 m)
Borgo di Caprile alto (1020 m)
Borgo di Caprile Basso (820 m)






Monticello di Santa Brigida
Panoramica su Santa Brigida
Gruppo Folk, Donne alla Fontana
Vista aerea di Santa Brigida
Illuminazione Natale a Santa Brigida
Santa Brigida, vista da sud/ovest

 


 

Santa Brigida (C.A.P. 24010) dista 44 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Santa Brigida conta 635 abitanti (Sambrigedesi) e ha una superficie di 14,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 44,72 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 805 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Colla 2, tel. 0345-88031 fax. 0345-88695. Cenni anagrafici: Il comune di Santa Brigida ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 646 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 635 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -1,70%.
Gli abitanti sono distribuiti in 254 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,50 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 555 e i 2.378 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.823 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 1 attività industriali con 3 addetti pari al 2,10% della forza lavoro occupata, 14 attività di servizio con 34 addetti pari al 9,79% della forza lavoro occupata, altre 26 attività di servizio con 72 addetti pari al 23,78% della forza lavoro occupata e 8 attività amministrative con 18 addetti pari al 18,18% della forza lavoro occupata.

 

http://www.comune.santabrigida.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=SANTABRIGIDA&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1 sito istituzionale

Informazioni su diego80 (1872 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: