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Speciale contrade – Brembilla centro

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da www.valbrembilla.it

Testi e foto prese dal libro “Brembilla, viaggio nelle 141 contrade”

L’antico borgo di Brembilla centro non coincideva con l’attuale centro del paese, ma era situato più a sud ed aveva il suo fulcro in Piazza Vecchia, che costituiva il cuore di Brembilla e comprendeva tutte quelle attività anche extra-contadine, fondamentali per la vita del paese e della Valle Brembilla.

Il borgo antico di Brembilla fu ricostruito dopo la distruzione e la cacciata dei Brembillesi ad opera della Repubblica di Venezia nel 1443. Segni della ricostruzione si possono osservare nei fabbricati interni attigui al porticato all’angolo di Piazza Vecchia, dove si legge la data A.D. 26 dicembre 1571.

Risalgono ad epoca cinquecentesca e successive gli edifici ed i porticati che si susseguono salendo verso la Chiesa, compreso quello della Scalinata Vecchia.  La case comprese e ai lati delle due Scalinate, quella Vecchia e quella Tridentina, facevano parte del primo nucleo del borgo ricostruito ed hanno ospitato nei secoli l’aula consiliare dove si riunivano i sindaci.

In questo nucleo abitativo trova posto una taverna che risale al 1600, ‘La taverna del forno’, il cui accesso un tempo era situato nella parte posteriore rispetto a quello attuale, sulla mulattiera che entrava in Piazza Vecchia.  Il nucleo attiguo alla seconda scalinata (Brigata Lupi) che porta alla Chiesa e quello del Ponte Lambro risalgono al ‘700. Nei palazzi del centro della contrada erano collocate molte attività ed esercizi importanti, come la sede del comando austriaco, l’ufficio della posta, la ‘Banca Agricola’, la ‘Trattoria del Giardinetto’ e quella ‘dello Stemma’. Fino all’800 il borgo vantava una cinta muraria.

Infatti i palazzi del centro storico, in special modo quelli raggruppati intorno alla piazza, mostrano segni di cura e raffinatezza superiori alle altre contrade. Siamo in presenza di palazzi a due o tre piani, segno di un diverso stile di vita. Le stalle trovavano posto nei seminterrati e nei terreni limitrofi dove i contadini si recavano per i lavori agricoli. Le stalle venivano utilizzate anche dai numerosi ‘Cavalcanti’ (Carrettieri), che si fermavano per riposare e per caricare i carri, considerato che Brembilla era il centro dei commerci della Valle.

Nella seconda metà del ’700 con l’arrivo dei fratelli Scaglia dalla Valle Imagna, Brembilla inizia la sua trasformazione da paese contadino a paese artigianale. Le prime botteghe di torneria di bottoni e anime in legno di queste famiglie si aprono già ad inizio 800 nella contrada limitrofa di Cadeguerino.

Nel 1830 Brembilla contava 115 abitanti. Gli abitanti erano suddivisi in 28 nuclei familiari, di cui 16 esercitavano la professione contadina, ma c’erano anche fabbri, osti, cucitrici, calzolai, la guardia comunale, lo speziaro, la maestra, il perito, lo studente, il che dimostra come il centro di Brembilla fungesse anche da punto di riferimento per le attività non prettamente agricole. Vi abitavano famiglie possidenti, come quella degli Ambrosioni, estinta intorno al 1920.

Intorno ala seconda metà dell’800 le attività artigianali delle famiglie Scaglia si trasferiscono da Cadeguerino nella zona a sud del centro storico verso il ponte di Val Cava, utilizzando il vecchio mulino di piazza vecchia per produrre energia per la loro torneria. Successivamente sempre in questa zona aprono nuovi laboratori i fratelli Carminati, provenienti da Vestasso e nel 1934, apre la prima torneria metallica brembillese ad opera dei fratelli Giacomo e Pietro Gamba. Brembilla dalla fine dell”800, grazie allo sviluppo artigianale si espande verso sud, verso la Malpensata attraverso la costruzione di autorimesse, depositi di legna e carbone, indispensabili per il trasporto delle merci.

La costruzione della Chiesa a fine secolo e del palazzo Comunale favoriscono poi anche lo sviluppo a nord di Piazza Vecchia fino alla contrada Valletta, spostando il centro del paese in questa direzione. Agli inizi del ‘900 con l’arrivo della ferrovia ai Ponti di Brembilla 1907 Brembilla si attrezza puntando sul turismo, valorizzando l’ambiente e l’ottima qualità dell’acqua solforosa. Nascono in questi anni infatti numerosi ristoranti e alberghi come l’albergo Sole, il ristorante Regina, l’albergo Italia, l’albergo Posta, a cui si aggiunge la realizzazione dell’attuale giardino pubblico in via Rizzi, che contribuisce definitivamente a dare a Brembilla centro l’attuale aspetto e conformazione.

Cadeguerino (Caguarì) è uno dei tre borghi più antichi e popolati del fondovalle ed è collocato tra Brembilla Vecchia e Cadelfoglia. Si presume che  il nucleo più antico sia quello all’interno dello splendido porticato. Nella pietra dell’arcata sinistra sono incise due date: 1574 e 1663 (si può pensare che la prima sia quella di costruzione, mentre la seconda quella del primo restauro), mentre su altri è riconoscibile lo stile settecentesco. L’antico borgo era racchiuso da muri di cinta con l’accesso alla contrada ad una ventina di metri dall’attuale strada provinciale, dove in posizione centrale erano presenti le basi di un vistoso portone.

Su alcune case si può ancora osservare la scarsa omogeneità delle pietre usate per la costruzione, testimonianza della penuria di materiale da costruzione, tuttavia alcune facciate portano in sé pietre arrotondate e levigate di chiara provenienza fluviale.

Nel 1830 censiva 54 abitanti in 13 famiglie. Il borgo si differenziava molto dalle altre contrade i cui abitanti erano quasi tutti contadini, qui c’erano 4 nuclei Scaglia tornitori di bottoni e anime di legno, due famiglie possidenti, un calzolaio, due cerai, nella contrada si insedia il primo insediamento artigianale di Brembilla.

Fino alla metà del ‘900 la contrada è stata dominata dalla possidente famiglia dei Carminati (Pinöi), la cui residenza, ora trasformata radicalmente, nella piazzetta che delimita la strettoia, conserva all’interno numerosi affreschi. Nelle vicinanze di Cadeguerino, sull’altra sponda del fiume Brembilla, si può osservare il  Mulino Orefice o Ories, posto nell’ultimo tratto della Val Rudino a pochi metri dal fiume Brembilla . La costruzione dovrebbe risalire ad epoca anteriore al ‘500. La sua funzione è cessata nel 1953. Era uno dei più importanti mulini  della Valle Brembilla nel passato: mulino “Nisa” nella  Valle del Lisco a Malentrata, Mulino Busi in Val Rudino , il mulino di Laxolo, di Cadelfoglia, di Piazza Vecchia, dell’Isola, di Chignolo, di Magnavacche, il Mulinetto ‘Mülinèt’, Gallone, e mulino di Gerosa.

Altra contrade della zona  è  La Valletta (La Alèta), nata con lo sviluppo del centro di Brembilla verso nord nella seconda metà dell’ 800 unendo così Brembilla a Cadeguerino.

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Scalinata Brigata Lupi, foto del 1995

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Vecchio ingresso a via Cadeguerino

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Cascate di Murachèt, presso via Magnavacche, foto del 1996.

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Campanile della chiesa di Brembilla (foto Bolò)

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Panoramica da via Arale con la chiesa in primo piano

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Veduta aerea nei pressi di via IV novembre, zona cimitero (foto Bolò)

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Piazza vecchia, ora via Guglielmo Marconi (foto Bolò)

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Altra visuale di via Marconi (foto Bolò)

Informazioni su diego80 (1904 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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