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Comuni della Bergamasca – Sorisole

Sorisole
comune
Sorisole – StemmaSorisole – Bandiera
Panorama di Sorisole con il Canto Alto sullo sfondo
Panorama di Sorisole con il Canto Alto sullo sfondo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoStefano Vivi (Lega Nord) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate45°44′15″N 9°39′23″ECoordinate: 45°44′15″N 9°39′23″E (Mappa)
Altitudine415 m s.l.m.
Superficie12,25[1] km²
Abitanti9 223[2] (30-09-2013)
Densità752,9 ab./km²
FrazioniAzzonica, Petosino, Sant’Anna
Comuni confinantiAlmè, Bergamo, Paladina,Ponteranica, Sedrina, Villa d’Almè, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016202
Cod. catastaleI858
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantisorisolesi
PatronoSan Pietro
Giorno festivo29 giugno
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Sorisole
Sorisole
Posizione del comune di Sorisole nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Sorisole nella provincia di Bergamo

Sorisole (Sürisèl in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 9 223 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. È situato a circa 7 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

 

Geografia fisica

« Sorisole e Ponteranica terre poste dietro le spalle della Città, quasi a piè de’ monti; è più esposto Sorisole, dal quale forse trahe il nome come se si dicesse “sorgente-sole” »
(Celestino Colleoni da Martinengo, Historia quadripartita di Bergomo, XVI secolo.)

il territorio

Territorio

A nord confina con i Comuni di Sedrina e Zogno, a est con Ponteranica, a sud con Bergamo e Paladina, a ovest con Almè e Villa d’Almè. Oltre ai centri di Sorisole capoluogo ed alle frazioni Azzonica e Petosino, sono pure presenti i nuclei abitati di Premerlino, Comunelli, Sant’Anna, Boscalgisi, Valli.

Sorisole è classificato dalla legge n. 991/1952 comune parzialmente montano[4] ed è classificato dalla OPCM 3274/03 nella zona sismica 3(scuotimenti modesti)[5].

Orografia

Il territorio è caratterizzato da varietà ambientali che vanno dall’ambito montuoso, a quello collinare, alla pianura. Si estende infatti fra le cime dei monti Corna dell’Uomo (m 972), Canto Alto (m 1.146), Campanua (m 902), Luvrida (m 827) e la piana dei Dross (m 286) a ridosso delle colline di Bergamo, con un dislivello di 860 m. Può essere suddiviso in tre aree:

  • la valle del Giongo, la parte più settentrionale del territorio, con giacitura est-ovest verso il fiume Brembo,
  • le valli meridionali, che vanno da nord a sud e sui cui crinali sono insediati i centri abitati di più antica formazione,
  • la piana dei Dross.

Idrografia

Ad eccezione della val Baderem, posta sul limitare est del paese, il territorio di Sorisole appartiene al bacino idrografico del fiume Brembo. È presente un reticolo idrografico strutturato in subbacini di modeste dimensioni nei quali scorrono i torrenti:

  • Giongo, nasce dal Canto Alto e, allungandosi in direzione est-ovest, confluisce dopo 4 km nel Brembo attraversando anche i comuni di Villa d’Almè e Sedrina,
  • Quisa, lambisce i colli di Bergamo e confluisce dopo 13 chilometri nel Brembo. Riceve i piccoli affluenti Rigos, Bondaglio e Porcarissa. Attraversa anche i comuni di Ponteranica, Bergamo, Almè, Paladina, Valbrembo, Mozzo e Ponte San Pietro,
  • Morla, nasce sulle pendici meridionali del Canto Alto (val Baderem). Si disperde dopo 14 chilometri in canali irrigui ed in terreno permeabile a nord del paese di Spirano dopo aver attraversato la città di Bergamo e paesi della pianura bergamasca.
  • Bondaglio, nasce dal versante Est del monte Pissöl, ad una quota di 680 m s.l.m. Passa ad Ovest della frazione Azzonica e affluisce nel Quisa a Sud di Petosino. Questo torrente risulta essere il più problematico dal punto di vista dell’inquinamento delle sue acque. Nell’estate del 2015 una lettera firmata dal presidente del Parco dei Colli, sollecitava un intervento immediato e risolutore per ristabilire lo stato di salute dell’affluente della Quisa[6].

Clima

Sorisole gode di un clima tipicamente temperato delle medie latitudini. La vicinanza alle prealpi orobiche e la posizione collinare permettono di evitare i fenomeni di nebbia invernale persistente e di afa estiva. Le medie climatiche rilevate dagli anni sessanta agli anni novanta sono le seguenti[7]:

BERGAMO-ORIO
(1983-2012)
MesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. media (°C)6812162125282723181166,716,326,717,316,8
T. min. media (°C)-2037111417171494-1-171697,8
Precipitazioni (mm)7164838912711311012994109111561912993523141 156
Umidità relativa media (%)75756871696767687175787976,369,367,374,771,9

Il comune dal D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 è classificato nella zona climatica E 2659 GG[8].

Orografia

Il territorio è caratterizzato da varietà ambientali che vanno dall’ambito montuoso, a quello collinare, alla pianura. Si estende infatti fra le cime dei monti Corna dell’Uomo (m 972),Canto Alto (m 1.146), Campanua (m 902), Luvrida (m 827) e la piana dei Dross (m 286) a ridosso delle colline di Bergamo, con un dislivello di 860 m. Può essere suddiviso in tre aree:

  • la valle del Giongo, la parte più settentrionale del territorio, con giacitura est-ovest verso il fiume Brembo,
  • le valli meridionali, che vanno da nord a sud e sui cui crinali sono insediati i centri abitati di più antica formazione,
  • la piana dei Dross.

Idrografia

Ad eccezione della val Baderem, posta sul limitare est del paese, il territorio di Sorisole appartiene al bacino idrografico del fiume Brembo. È presente un reticolo idrografico strutturato in subbacini di modeste dimensioni nei quali scorrono i torrenti:

  • Giongo, nasce dal Canto Alto e, allungandosi in direzione est-ovest, confluisce dopo 4 km nel Brembo attraversando anche i comuni di Villa d’Almè e Sedrina,
  • Quisa, lambisce i colli di Bergamo e confluisce dopo 13 chilometri nel Brembo. Riceve i piccoli affluenti Rigos, Bondaglio e Porcarissa. Attraversa anche i comuni diPonteranica, Bergamo, Almè, Paladina, Valbrembo, Mozzo e Ponte San Pietro,
  • Morla, nasce sulle pendici meridionali del Canto Alto (val Baderem). Si disperde dopo 14 chilometri in canali irrigui ed in terreno permeabile a nord del paese di Spirano dopo aver attraversato la città di Bergamo e paesi della pianura bergamasca.
  • Bondaglio, nasce dal versante Est del monte Pissöl, ad una quota di 680 m s.l.m. Passa ad Ovest della frazione Azzonica e affluisce nel Quisa a Sud di Petosino. Questo torrente risulta essere il più problematico dal punto di vista dell’inquinamento delle sue acque. Nell’estate del 2015 una lettera firmata dal presidente del Parco dei Colli, sollecitava un intervento immediato e risolutore per ristabilire lo stato di salute dell’affluente della Quisa[9].

Clima

Sorisole gode di un clima tipicamente temperato delle medie latitudini. La vicinanza alle prealpi orobiche e la posizione collinare permettono di evitare i fenomeni di nebbia invernale persistente e di afa estiva. Le medie climatiche rilevate dagli anni sessanta agli anni novanta sono le seguenti[10]:

BERGAMO-ORIO
(1983-2012)
MesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. media (°C)6812162125282723181166,716,326,717,316,8
T. min. media (°C)-2037111417171494-1-171697,8
Precipitazioni (mm)7164838912711311012994109111561912993523141 156
Umidità relativa media (%)75756871696767687175787976,369,367,374,771,9

Il comune dal D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 è classificato nella zona climatica E 2659 GG[11].

Storia

Mosaico in Piazza Alpini

L’origine del toponimo dovrebbe trovare origine da Siliceolae, con il quale si indicherebbe una località posta in prossimità di una strada selciata. Tuttavia questa non è l’unica ipotesi riguardante l’origine etimologica del nome, che potrebbe derivare anche dal nome proprioSurridius, oppure da super insulam, indicando un territorio posto a nord di quella che comunemente è conosciuta come Isola bergamasca. Anche l’attuale frazione di Azzonica, un tempo separata da Sorisole, ha un’antica origine, tanto che il suo toponimo potrebbe derivare dal nome personale Azzone, di chiara origine germanica. Tuttavia queste sono solo ipotesi, non accompagnate da elementi certi.

Nella sua storia Sorisole ha condiviso spesso il proprio destino politico ed amministrativo con il vicino paese di Ponteranica, con il quale si trovava inserito già nella corte regia della Morla di epoca longobarda.

Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del borgo: nel 747 un atto infatti riporta che alcuni terreni appartenenti al fundus di Sorisole vennero donati dal re longobardo Rachis al prete Limenone.

Sorisole antica

Il periodo successivo fu caratterizzato dallo sviluppo del feudalesimo che, inserito nel contesto del Sacro Romano Impero, vide i due borghi finire in gestione alla diocesi di Bergamo prima, ed ai monaci della valle di Astino poi, come riportato in documenti e testamenti.

Dopo una breve parentesi comunale (documentata con atti risalenti al 1249), quell’epoca si caratterizzò per i violenti scontri tra le fazioni guelfe e ghibelline, che non risparmiarono nemmeno i borghi di Sorisole ed Azzonica. Entrambi di fazione guelfa, rivestirono un ruolo di primissimo piano nello scenario delle lotte nella provincia bergamasca. Questo costrinse i paesi a dotarsi di fortificazioni intorno al nucleo abitativo.

Le cronache del tempo ci raccontano numerosi fatti di sangue, incendi e distruzioni negli ultimi anni del XIV secolo, con attacchi e rappresaglie a cui pose momentaneamente fine l’intervento di Galeazzo Visconti. La tregua durò poco, tanto che già nel 1404 i ghibellini della città di Bergamo attaccarono Sorisole e Ponteranica, distruggendo edifici difensivi e causando più di trecento morti.

La situazione si ribaltò due decenni più tardi con l’arrivo della Repubblica di Venezia che appoggiava la fazione guelfa. La Serenissima emanò una serie di privilegi ed agevolazioni per Ponteranica e Sorisole, che si erano apertamente schierate a favore della dominazione veneta durante le lotte che questa combatté contro il Ducato di Milano sostenuto dai ghibellini. Seguirono quindi secoli socialmente e politicamente tranquilli, con l’agricoltura motore trainante dell’economia dell’intera zona, considerata fiscalmente terra separata e quindi non soggetta a dazi ed imposizioni fiscali.

In quegli anni avvenne l’unione amministrativa tra Sorisole ed Azzonica i cui abitanti, aiutati dai rapporti privilegiati dalla Serenissima, formarono la compagnia dei Bastazi, una cooperativa a cui venne affidata la gestione e lo scarico delle navi nel porto di Venezia, prerogativa mantenuta fino alla caduta della Repubblica di San Marco, avvenuta nel 1797.

Subentrata la Repubblica Cisalpina, diventata nel 1805 Regno d’Italia, con decreto del 31 marzo 1809 Sorisole venne aggregato a Bergamo diventandone una frazione e perdendo ogni autonomia amministrativa. Sconfitto Napoleone e passata la Lombardia agli Austriaci, con sentenza del 26 novembre 1815 ottenne la separazione da Bergamo ricostituendosi come entità autonoma.

Con la Seconda Guerra di Indipendenza Sorisole passò al Regno sabaudo. Le elezioni del 1860 nominarono Francesco Bacuzzi primo sindaco.

Il 26 settembre 1944 avvenne l’eccidio di Petosino. Otto partigiani, cinque nei boschi e prati vicini al paese e tre davanti all’asilo, furono trucidati da militi della RSI. Il giorno seguente venne fucilata la nona vittima.

Simboli

Sorisole-Stemma.png
Gonfalone Sorisole.JPG

Stemma Concesso con Regio Decreto del 21 agosto 1937, è così costituito: campo di cielo, tre monti al naturale ristretti su una campagna; quello mediano più alto sormontato da un castello turrito, dietro il castello il sole raggiante.

Gonfalone È rappresentato da un drappo di colore rosso ornato di ricami d’argento, con lo stemma e l’iscrizione in argento “Comune di Sorisole”. Le parti di metallo e i nastri sono argentati. L’asta verticale è ricoperta di velluto rosso con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo Stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati di argento.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa dei SS. Pietro apostolo e Alessandro martire

Chiesa Prepositurale SS. Pietro apostolo e Alessandro martire

La prima pietra fu posata il 18 maggio 1704 in luogo dell’antica parrocchiale dedicata a Santa Maria. La progettazione fu affidata alla famiglia Micheli, stirpe di capimastri e architetti di Albegno, ma vi lavorò anche l’architetto Giovanni Battista Caniana.

Il pulpito

Fu consacrata il 12 aprile 1739, ma i lavori proseguirono ancora per molti anni. La facciata presenta statue di santi dello scultore Anton Maria Pirovano. All’interno le decorazioni a stucco della volta e delle navate, esempi di transizione dal barocchetto allo stile neoclassico, sono opera di Carlo Camuzio, membro della famiglia ticinese che lavorò anche nella Cappella Colleoni di Bergamo. La volta presenta cinque grandi dipinti, raffiguranti la storia di S. Pietro, realizzati da Donnino Riccardi a partire dall’agosto 1787. Nella prima cappella sulla destra è presente la pala con la Vergine tra i Santi Rocco, Cristoforo, Bernardino da Siena e Sebastiano, opera di anonimo del primo quarto del Settecento. Sul lato sinistro la prima cappella ospita il fonte battesimale in marmo della metà del XV secolo. Nella cappella successiva è presente la tela dell’Assunta, opera di Gian Paolo Cavagna dei primi dieci anni del XVII secolo. Sulle pareti laterali due opere di Francesco Zucco entrambe datate 1611 raffiguranti l’Adorazione dei pastori e l’Adorazione dei Magi. Il pulpito fu realizzato in collaborazione tra i Caniana ed i Fantoni fra il 1746 ed il 1750. Pregevole è il coro in legno di noce, opera di Francesco Antonio Caniana e di Giovanni Sanz. Le grandi tele dell’abside sono di Mauro Picenardi, Francesco Silva, Vincenzo Angelo Orelli e Giovanni Raggi e raffigurano il martirio di S. Alessandro, il martirio di S. Pietro, l’offerta dei pani a Melchisedech, la moltiplicazione dei pani, l’Assunta. La chiesa dispone di due cantorie con organo e controrgano sui due lati della navata. Il vecchio organo nel 1725 fu smontato da Andrea Bossi e sistemato da Giuseppe Serassi. Nel 1779 i fratelli Andrea e Giovanni Serassi ne realizzano uno nuovo. Venne poi rifatto nel 1869 dai fratelli Parolini, nel 1903 da Luigi Balicco Bossi e nel 1979 da Emilio Piccinelli. In sacrestia vi sono i ritratti di numerosi parroci. Spicca quello di don Lorenzo Calvi eseguito da Vittore Ghislandi, più conosciuto come Fra’ Galgario. Sono pure presenti altri dipinti: quello di S. Francesco con il benefattore Lanfranchi di anonimo del secondo quarto del Seicento e la tela con la Madonna con Gesù Bambino, i dogi, una dogaressa ed un gentiluomo databile tra il XVI e XVII secolo, opera di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane. Fra i vari mobili di pregevole fattura è presente quello realizzato da Giuseppe Caniana eseguito dal 1752 al 1753[12].

Chiesa di San Pietro in vinculis

Prima parrocchiale del paese, non si hanno notizie certe sulla sua fondazione. In una relazione redatta il 15 settembre 1666 si scriveva che la chiesa era ritenuta fra le più antiche della diocesi. Probabilmente di epoca longobarda, il primo documento in cui è citata è datato 1º luglio 1184. Ne parlano altri documenti datati 23 febbraio 1250 e giugno1337. Il titolo di parrocchiale passò nel XVI secolo alla Chiesa di Santa Maria. Il campanile in pietra, databile XII secolo, presenta una monofora su ogni lato ed è addossato al fianco nord della chiesa. La parete ovest presenta due strati di affreschi. I più recenti, risalenti al XIV e XV secolo, raffigurano Sant’Agata, la Madonna in trono con Bambino e Santa Caterina d’Alessandria[12].

Aree naturali

Parco dei Colli di Bergamo

Segnaletica Parco dei Colli

Istituito con Legge Regionale n. 36 del 18 agosto 1977, è un’area naturale protetta comprendente l’intero territorio comunale, oltre che parte di altri nove Comuni limitrofi. È collocato sulle prime propaggini delle Prealpi Orobie, tra i colli della città di Bergamo e la vetta del Canto Alto. Sono presenti boschi cedui di castagno, frassino, carpino, rovere[13]. Per quanto riguarda la flora si possono osservare l’asfodelo, il giglio rosso, il giglio martagone, la peonia selvatica, il bucaneve, la rosa di natale. È presente il capriolo, la volpe, il tasso e per quanto riguarda gli uccelli sono segnalati il picchiorosso, il fringuello, l’allocco, la poiana[14]. Numerosi sono i sentieri per escursioni adatte ad ogni esigenza: dalla semplice passeggiata a divertenti percorsi in mountain-bike. A fianco del torrente Quisa, immersa nel verde, si snoda una pista ciclopedonale adibita solo allo svago.

Falesia “Cörna di Marte”

Struttura rocciosa situata poco sopra il paese, è attrezzata per il free climbing. È utilizzata dagli arrampicatori per l’allenamento, soprattutto in autunno e inverno per la felice esposizione al sole. Si raggiunge partendo dalla località Baderem e seguendo la segnaletica si raggiunge la sorgente del torrente Morla. Cambiato il versante orografico si arriva alla base della placca rocciosa dove è presente una bacheca con la descrizione delle vie di salita[15].

Cultura

Biblioteche

La biblioteca comunale ha due sedi: a Sorisole presso il Municipio ed a Petosino presso il Centro civico. Appartiene al sistema bibliotecario intercomunale Area Nord-Ovest della provincia di Bergamo.

Scuole

È presente l’Istituto Comprensivo Statale “Antonio Lanfranchi”, costituitosi il 1º settembre 2000, che comprende tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune. Ha due sedi: a Sorisole ed a Petosino. Per le superiori gli studenti sorisolesi frequentano nella maggioranza gli istituti della limitrofa città di Bergamo e così per l’università, anche se in questo caso tanti frequentano pure le università di Milano. Il primo documento relativo all’istruzione scolastica a Sorisole è il testamento del 1625 di Antonio Lanfranchi che destina parte della sua eredità al pagamento di un maestro che insegni a leggere e scrivere agli abitanti del paese. Altri documenti del 1856 e del 1884 attestano la presenza di scuole elementari. Solamente nel 1963 vengono istituite le allora scuole medie inferiori a Sorisole e Petosino.[16]

Persone legate a Sorisole

  • Antonio Lanfranchi ( ? – Sorisole settembre 1630). Ricco mercante con affari e botteghe a Venezia, in contrada S. Cassiano, Bergamo e Genova, partecipò alla vita pubblica del comune. Con testamento del 27 settembre 1625 stabilì che il suo grande patrimonio servisse per la costruzione della nuova chiesa prepositurale, per il pagamento di un maestro che gratuitamente insegnasse ad ogni abitante di Sorisole a leggere e scrivere, per l’erogazione di elemosine a chiese e confraternite, per la distribuzione di pane ai poveri. Morì a causa della peste nel settembre 1630[17].

Giovanni Antonio Rubbi

  • Giovanni Antonio Rubbi (Zogno 29 settembre 1693 – Sorisole, 15 marzo 1785). Nominato parroco il 7 maggio 1740, aveva particolare predilizione per gli ammalati suggerendo loro rimedi e medicamenti semplici. Si cominciò a parlare di guarigioni miracolose e verso il 1770 veniva chiamato “il santo di Sorisole”. Lo si consultava da tutta Europa: folle giunsero a Sorisole da ogni parte e richieste di benedizione giunsero da cardinali, vescovi, principi e nobili[18].
  • Francesco Zambelli (Sorisole 2 marzo 1825 – Chiuro 21 ottobre 1875). Arruolatosi volontario, si distinse nelle operazioni del 27 luglio 1848 alPasso del Tonale. Col grado di tenente combatté a Roma al comando di Luciano Manara durante le giornate della Repubblica Romana (1849). Nel 1859 si arruolò nei Cacciatori delle Alpi e fu uno dei primi ad entrare in Como liberata. Per il suo valore Giuseppe Garibaldi lo decorò l’11 giugno 1859 a Bergamo presso la porta San Giacomo. Si distinse per il suo valore a difesa dello Stelvio durante la guerra del 1866[19].
  • Luigi Brugnetti (Sorisole ?- Cina 16 febbraio 1941), Padre MU per i cinesi. Nel 1906 entrò nel Pontificio Istituto Missioni Estere dove venne ordinato sacerdote. Nel 1907 partì per l’Honan meridionale dove rimase tre anni. Nel 1911 gli venne affidato il distretto di Mijang. Nel 1930 fu catturato dai briganti. Tenuto in ostaggio, dovette seguirne le sorti fra combattimenti e inseguimenti dei soldati regolari. Dopo mesi di prigionia venne liberato. Accettando l’esortazione dei superiori, tornò in Italia, ma non potendo vivere lontano dalla sua Missione, ancora sofferente per i disagi della prigionia, vi tornò dove morì.
  • Rocco Zambelli (Sorisole 17 maggio 1916 – Bergamo 12 ottobre 2009). Geologo e paleontologo, già conservatore e ricercatore del Museo di Scienze Naturali di Bergamo, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, nel 1973 scoprì a Cene il fossile dell’Eudimorphodon ranzii, il più antico pterosauro trovato al mondo[20]. Fu cappellano dei gruppi di partigiani dell’Alta Valle Seriana[21].
  • Giuseppe Luigi David (Joe) Bacuzzi (Londra 25 settembre 1916 – Londra 1º febbraio 1995). Figlio di emigrante sorisolese, giocò nella squadra di calcio del Fulham dal 1937al 1956, totalizzando 299 presenze. Fra il 1939 e il 1946 giocò tredici partite nella nazionale inglese. In seguito al ritiro dall’attività di giocatore, ricoprì il ruolo di allenatore della seconda squadra del Fulham fino al 1965[22 ].
  • Matteo Tassetti (Bergamo 19 settembre 1972 – ). Alle Paraolimpiadi di Atlanta 1996 è ottavo nei 100 e nono nei 200 metri di atletica leggera. Fa parte della staffetta 4×100 che nel 1997 a Riccione vince il titolo di campione d’Europa con record mondiale. Nel 1998, nella stessa specialità, vince il titolo mondiale a Madrid. Alle Paraolimpiadi di Sydney 2000 ed a quelle di Atene 2004 vince la medaglia d’oro[23].
  • Thomas Oldrati (Bergamo 20 luglio 1989 – ). Nel 2008 si è laureato campione del mondo Junior Enduro 125. Figlio d’arte, il papà Luciano è stato campione italiano negli anni settanta, nel 2005 ha vinto il campionato italiano nella cilindrata 50 cc., nel 2006 è stato campione italiano cadetti e campione europeo junior 125, nel 2007 ha vinto il campionato italiano assoluti. Nel 2008 vince il campionato italiano Assoluti Enduro 125, è campione mondiale Junior Enduro FIM, è 1° Junior al Trophy Sei Giorni Enduro[24].

Società

Evoluzione demografica

Sorisole, limitrofo alla città di Bergamo, quindi appetibile per la possibilità di usufruire facilmente di tutti i servizi amministrativi, infrastrutturali e sociali, ha visto dagli anni sessanta del novecento un notevole incremento edilizio che ha portato al raddoppio del numero degli abitanti in pochi decenni. I dati censuari consentono di conoscere l’evoluzione nel tempo della popolazione: dalle classi di età, alla composizione delle famiglie, dalla suddivisione per attività economica a quella per grado di istruzione:[25]

Abitanti censiti[26]

Etnie e minoranze straniere

La presenza di cittadini stranieri è diventata significativa a partire dagli anni novanta. Al 31 dicembre 2013 risiedono 547 stranieri che rappresentano il 5,9% della popolazione. Maggiormente rappresentate sono le seguenti cittadinanze:

  • Marocco: 91
  • Romania: 68
  • Bolivia: 65
  • Ucraina: 37
  • Albania: 37
  • Tunisia: 30
  • Nigeria: 30
  • Senegal: 26
  • Cina: 20

Religione

Santella in Via Piave

È da ritenersi acquisito il dato che la parrocchia San Pietro di Sorisole esista almeno dal secolo XI. Con bolla in data 10 maggio 1479 il papa Sisto IVconcesse ai sorisolesi l’“juspatronatus”, il diritto cioè di scegliersi direttamente il parroco. Questo a seguito della costituzione del beneficio parrocchiale avvenuta nel 1478 consistente nel mettere a disposizione della parrocchia i fondi necessari al mantenimento del parroco. Il diritto continuò nei secoli fino a quando i capifamiglia, con votazione del 3 aprile 1949, vi rinunciarono[27].

Nel 1935 venne istituita la seconda parrocchia, dedicata alla Beata Vergine del Buon Consiglio, nella frazione Petosino, mentre la terza, dedicata a San Giuseppe, fu istituita nel 1958 nella frazione Azzonica[28].

Oltre alle sette chiese aperte normalmente al culto, sono presenti, disseminati su tutto il territorio, ben trentotto[29] capitelli votivi o santelle nei quali vi sono notevoli opere pittoriche.

Qualità della vita

Il reddito imponibile IRPEF del 2011, dichiarato da 5113 persone fisiche, ammonta complessivamente a € 118.935.966 per una media pro-capite di € 23.261. Il 16,4% ha dichiarato redditi tra i 10.000 ed i 15.000 euro, il 23,6% tra i 15.001 ed i 20.000, il 22,8% tra i 20.001 ed i 26.000, il 13,5% tra i 26.001 ed i 33.500, solo l’1.2% ha dichiarato redditi oltre i 100.000 euro. La media provinciale è stata di 24.109 euro[30]

Infrastrutture e trasporti

Strade

  • Strada provinciale della Val Brembana che attraversa il territorio e che collega Bergamo, San Pellegrino Terme, Lenna.

Mobilità urbana

Sorisole è servito da due linee della rete di autobus, gestita da ATB Consorzio, che collegano i centri abitati del paese, Bergamo ed i comuni limitrofi.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
1860Francesco BacuzziSindaco
1863Francesco ComettiSindaco
1864Alessandro BaggiSindaco
1866Pietro CerboniSindaco
1869Bernardo AgutiSindaco
Alessandro BrugnettiSindaco
1872Andrea BacuzziSindaco
1875Giovanni ComettiSindaco
1879Giovanni Battista BaggiSindaco
1881Pietro BrugnettiSindaco
1881Giovanni Battista BaggiSindaco
1884Andrea BacuzziSindaco
1888Andrea BacuzziSindaco
8 gennaio 189616 agosto 1899Santo AgutiSindaco
31 agosto 1899Antonio CarminatiSindaco
27 luglio 190519 settembre 1907Antonio CarminatiSindaco
20 ottobre 190725 maggio 1908Alessandro BrugnettiSindaco
25 maggio 190823 luglio 1910Giacomo ZambelliSindaco
1º ottobre 1910Alessandro PastaSindaco
24 febbraio 19129 dicembre 1920Elia BrugnettiSindaco
9 dicembre 192021 marzo 1925Antonio AgazziSindaco
3 ottobre 1925Gedeone BlondelCommissario
3 giugno 192622 agosto 1940Elia MosconiPodestà
28 agosto 194013 giugno 1942Elia BrugnettiDelegato podestarile
16 luglio 19422 marzo 1943Luigi BarbaroCommissario
2 marzo 194310 novembre 1943Pietro CastelliCommissario
10 novembre 194324 aprile 1945Guido FerrariCommissario
1945 D.P.1945Pietro LanfranchiSindaco
1945 D.P.1945Osvaldo AngioliniSindaco
1945 D.P.3 marzo 1946Carilio CornoltiSindaco
31 marzo 194616 giugno 1951Antonio MilesiSindaco
7 maggio 195125 agosto 1954Angelo BelottiSindaco
16 ottobre 195430 dicembre 1957Mario ComettiSindaco
23 dicembre 195822 novembre 1960Tarcisio BrugnettiSindaco
14 dicembre 19604 dicembre 1964Lorenzo CortesiDCSindaco
5 dicembre 19644 aprile 1970Lorenzo CortesiDCSindaco
25 giugno 197021 aprile 1975Pietro MocchiDCSindaco
12 luglio 197518 aprile 1980Vittorio AgazziDCSindaco
25 giugno 19804 settembre 1981Lorenzo MusitelliDCSindaco
4 settembre 198127 marzo 1985Guglielmo MagriDCSindaco
28 giugno 198530 agosto 1990Adriano BaggiDCSindaco
30 agosto 19904 gennaio 1991Antonino SimulaCommissario
4 gennaio 199123 luglio 1991Leonida RosatiDC, Lista Unitaria (PCI), Indipendenti Cattolici, PSISindaco
24 settembre 19919 aprile 1992Giuliano TascaDC, Lega NordSindaco
9 aprile 199225 novembre 1992Lucio MarottaCommissario
27 novembre 199225 gennaio 1993Giulio CortiDC, Lega NordSindaco
25 gennaio 199328 luglio 1994Eugenio ZambelliDC, Lega NordSindaco
20 novembre 199421 marzo 1998Lino TaschiniLega Nord, Indipendenti Cattolici, Unità e RinnovamentoSindaco
29 novembre 199825 maggio 2003Simone StecchettiLega NordSindaco
26 maggio 200314 aprile 2008Simone StecchettiForza Italia, Lega NordSindaco
15 aprile 20086 ottobre 2009Eros MastrobuonoPopolo Libertà, Lega NordSindaco
6 ottobre 200930 marzo 2010Lucio MarottaCommissario
31 marzo 201030 maggio 2015Stefano GambaProgetto ComuneSindaco

Curiosità

  • Lotto dei morti. Particolare lotteria abbinata ai defunti che si tiene dalla seconda metà del Settecento la prima domenica di Quaresima con i premi: generi alimentari, animali da cortile e strumenti per il lavoro agricolo, chiamati “grazie del morto”, appesi sulla facciata della chiesa.
  • 13 dicembre 1884. Un “corpo sfavillante” scende dal cielo e si abbatte su un prato di Sorisole.[31]
  • 2 aprile 1906. Sulle pendici del monte Canto Alto il Battaglione Morbegno del 5º Reggimento Alpini, comandato dal tenente colonnello Donato Etna, sperimentò per la prima volta la nuova divisa di colore grigioverde in sostituzione di quella tradizionale (giubba turchina e pantaloni bianchi) troppo appariscente[32].
  • Inno a Sorisole. Composto da Andrea Paiocchi, viene cantato durante lo svolgimento di alcune manifestazioni.

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Azzonica e Petosino
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Azzonica
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Petosino
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Sorisole e la sua  Comunita’
Dal secolo VIII D. c. AL XIX
Il documento piu’ antico che riporta il nome di Sorisole risale al secolo IX d. C. : e’ un placito tenuto a Ghisalba nell’843 in cui si conferma il dono che il 7 Luglio 747 il re longobardo Rachis faceva ad un prete di nome Liminone, delle costruzioni campestri e di tutto quanto faceva parte del possesso regio o “fundus” di Sorisole in una località che potrebbe identificarsi con l’odierna Azzonica; proprietà che successivamente Liminone a sua volta cedette nel 772 all’ospedale di S. Cassiano in Bergamo. Un’ulteriore notizia ci porta all’anno 897 di nuovo ad un Azzonica, quando troviamo citate ancora le case, la servitu’ e tutto quanto è “in loco et fundo Sorisole, ubi etiam dicitur lussionica”. Abbiamo in questi documenti una forma abbastanza costante del nome Sorisole (“Surisele, Sorisele”, cui si aggiunse nei secoli posteriori “Soriselle”), mentre le testimonianze di Azzonica mostrano una certa evoluzione. Quale l’origine di questi nomi ? Diverse sono state le ipotesi per quanto riguarda Sorisole, a cominciare da quella dell’Olivieri che, accostandolo ad alcuni toponimi cremaschi (Sorezo, Soresina), vorrebbe ricondurlo ad un antico “Siliceolae”, per indicare una località posta lungo una via selciata. Ma l’ipotesi, per ragioni fonetiche, non convince del tutto l’Autore, che avanza anche una derivazione dal nome personale “Surridius”. Altre ipotesi meno autorevoli propongono una derivazione da “super insulam” (sopra l’isola con riferimento alla zona del Brembo e dell’Adda chiamata appunto Isola) o un significato schiettamente popolare e fantasioso, quale “sorriso di sole”.

 

Per quanto riguarda Azzonica sempre l’Olivieri pensa ad un nome personale germanico Azzone, che andrebbe benissimo, se non fossero documentate le forme “Ursianica” e “Iussionica”, che sono vicine l’una con l’altra e sono fornite di un tipico suffisso derivazionale in “-anicus” ampliamento di quello romano in “-anus” indicante nomi personali. Ritornando ai documenti antichi troviamo citato ancora Sorisole il 15.12.929 nel condicillo testamentario del vescovo di Bergamo Adelberto, il quale donava al Prevosto della cattedrale di S. Allessandro di Bergamo molte decime di grano, vino e animali spettanti al Vescovado a cominciare da Borgo Canale, via Longuelo, fino alla valle Breno e dalla fonte del Lantro (vicino a S. Lorenzo in città alta) “usque ad Sorisole” e Almenno.

 

Nell’Agosto del 995 conosciamo il primo abitante di Sorisole consegnato alla storia…scritta, un tale “Johannes filius quondam Petri de vico Sorisole”, che vendette un campo in Valtesse. Infine nel 1149 un tale Lanfranco Lazzaroni di Bergamo donava all’antichissima chiesa di S. Pietro in città lta, le sue case in Sorisole, mentre nel 1184 tale “Petrus de Bloello de loco Sorisole” vendeva due pezze di terra in Sorisole al prezzo di 8 £ d’argento.
Il “Fundus” regio prima e poi vescovile di Sorisole
Un commento particolare meritano gli atti dei 747 e del 929, perchè delineano un’interessante storia giuridico-economica che vedremo spesso riconfermata nei secoli seguenti. Dal placito di Rachis veniamo a conoscere che Sorisole era una proprietà regia, forse appartenente a quella Corte della Morla che il re d’Italia Derengario due secoli dopo donava al vescovo di Bergamo (febbraio 904 d. C.). Inoltre il “Fundus” di Sorisole si trovava a metà strada fra la Corte della Morla e quella di Almenno, altro grande possedimento regio poi passato al Vescovo, per cui anche il “Fundus Surisile” ad un certo punto dovette cadere sotto la sovranità del vescovo di Bergamo. A riprova sta il fatto che gli antichi possedimenti di prete Liminone furono sotto il controllo vescovile, tant’è vero che nell’897 sempre il vescovo Adelberto li escludeva dalla donazione dei beni di Scassiano fatta al capitolo di S. Vincenzo in Bergamo che nel febbraio 1153 il vescovo Gerardo provvedeva ad acquistare dai consoli della rocca di Solto alcuni diritti di caccia in Almenno e Sorisole, dietro compenso di 23 £ imperiali in buon argento. Forse per compire appieno il proprio possesso territoriale su Sorisole o per ricostituire l’integrità dei diritti feudali, andati sparsi col tempo in vari titolari ? Ancora un documento relativo a Gerardo dimostra come Sorisole nel XII. Fosse ormai una proprietà vescovile, con stabili rapporti giuridici e feudali di dipendenza e la sovrintendenza di un gastaldo o fattore. Nell’ottobre 1164 infatti il vescovo venne ad una composizione con alcune persone della famiglia degli avvocati vescovili “cioe’ coloro che nelle liti giudiziarie combattevano in duello per provare le ragioni della chiesa), che godevano di molti beni dell’eposcopio: essi cedettero al vescovo tutte le riscossioni che facevano dai suoi vassalli, tranne i 5 soldi imperiali che riscuotevano da ciuscuno dei castaldi di Almenno, Sorisole, Scanzo, Gorle e Albino in occasione del loro nuovo insediamento. Tale processo di acquisizione era ormai del tutto completato nel XII secolo tanto che alla fase dell’accentramento nelle mani del vescovo subentro’ quella del decentramento, a dare perfetto compimento alla quale provvide il vescovo Alberto da Terzo, che il 28 ottobre 1249 stipulava un contratto di enfiteusi perpetua con i sindaci di Sorisole, cedendo loro per 47 £ annue le sue prerogative feudali, cioe’ l’affitto della caccia e la decima dei raccolti, vino, castagne, fieno, legna, latte, nonchè il diritto di imporre dazi, fondro, etc. mentre il 26 ottobre già quelli di Poscante avevano acquistato la loro decima. I Sorisolesi, dal canto loro, continuarono anno per anno a versare al vescovo il loro canone d’affitto nei tre termini stabiliti dell’11 novembre (S. Martino), 1° Febbraio e 1° Maggio.
Cartina territori della Bergamasca
Cartina territori della Bergamasca
Lo troviamo testimoniato dai diversi atti notarili, come quella “solutio communis de Suriselle de libris 16 de illis libris 47 quass faciunt domino episcopo” del 30.11.1351 o la “confessio comunis de Sorisole parte ficti librarum 47 perpetuo” del 2 marzo e 30 maggio 1357. L’investitura con il relativo canone, ridotta “in recentiori forma” nel 1453 dal vescovo Barozzi e registrata “in libris censualibus” dell’episcopato, venne estinta nel dicembre 1556. L’atto del 1249 e’ da ritenersi fondamentale per provare il titolo di “dominus loci”, ossia signore del luogo, che dovette spettare di diritto e di fatto al vescovo. Al “dominus loci” infatti toccava il vassallaggio, il diritto di ricevere decime e regalie derivante dal “districtus” o giurisdizione (civile e criminale) e la potestà di imporre i dasi e le contribuzioni usate, per sopperire ai bisogni militari, comunemente riunite sotto il nome di frodo.
Prerogative tutte che nel 1249 vediamo strasferite dal vescovo al comune di Sorisole con un patto che richiama da vicino le cuove “pactiones” dei “domini” coi rustici distrettabili patti che comportavano la rinuncia ai diritti signorili ed erano in grande auge nel milanese al 1216, data di composizione del “Liber consuetudinun Mediolani”, che la codifica e istituzionalizzata. Questo documento ha pero’ una sua importanza anche economica e topografica: economica, perche’ vi si possono rintracciare le caratteristiche produzioni agricole che costituiranno il nuccleo portante dell’economia Sorisolese per secoli (castagne, boschi con conseguente produzione di legname, pascoli per l’allevamento di ovini con produzione di lana sfruttata a fini artigianali e manifatturieri); topografica, perche’ vi possiamo rintracciare i confini dell’antico “fundus”, regio prima e vescovile poi, che aveva il suo centro di Sorisole e doveva comprendere nel suo complesso i comuni al di qua del Canto (Sorisole, Ponteranica, Azzonica, Prato della Rovere, Rosciano, Olera…), il nord del Canto con Poscante e fors’anche Selvino e a sud i territori di Almè, Villa d’Almè e Bruntino. La divisione di questo “fundus” in varie zone giuridicalmente e fiscalmente indipendenti fra di loro, che viene praticamente decretata da questo atto del 1249, e’ poi recepita negli Statuti di Bergamo del 1250, là dove si dice che “illi de Pistcantu et qui quondam consueverant facere vicinantiam cum illis de Suriselle” siano per l’avvenire comune diviso  ” per se”, e sancita in quelli del 1260, quando vennero segnati entità individuali i comuni di “Asonica, Sorixole, Poltranica, Rossiano, Olera, Prato dela Sovere, Postcantu”.
L’antica appartenenza a questo stesso distetto fondiario e amministrativo e’ forse la regione che spinse i monaci di Astino, cui nel 1125 era stata ceduta dal vescovo una parte dell’attuale territorio di Stabello con il dono del monte Fasciano, a chiedere che, nella descrizione dei comuni del contado del 1234, tale loro proprietà fosse considerata in tutt’uno anche dal punto di vista territoriale-amministrativo e venisse attribuita al terrotorio di Almè anzichè essere ricongiunta (come forse era in antico) a Sorisole. Forse a questa medesima situazione vanno fatte risalire le pretese che ancora allo scadere del XVII secolo. Almè, Villa e Bruntino vantavano su quei beni comunali che – sostenevano gli avversari sorisolesi – per antico uso erano solo di Sorisole, e cioe’ “far legne, strame et grasse et far pascolare li animali cosi’ di sotto come di sopra la strada cavalcatoria detta delli Brugheri…..”. Quando venne dunque definito l’attuale territorio comunale di Sorisole? Ovviamente una data sicura ed univoca non esiste; esistono invece diverse date che segnano le tappe di un lungo cammino, a cominciare da quelle citate poco sopra. Nel 1234, infatti vediamo il console di Dossena e quello di Sorisole, Pietro di Angelo da Corte, fissare i confini dei due paesi “sub cornu Zubiono”, forse lo Zubione, presso Bracca, fino al quale (stando al documento) si estendeva allora il territorio di Sorisole. Una situazione abbastanza chiara è delineata negli Statuti di Bergamo del 1331, da cui si desume che Sorisole e Azzonica, erano comuni indipendenti e separati tra di loro; anzi, ad Azzonica dovevano essere uniti, perchè troppo piccoli, quelli di Prato della Rovere (corrispondente alla località detta Petos) e Drosio. Un secolo piu’ tardi, il 20 maggio 1456, durante una ricognizione dei confini troviamo la stessa situazione con Sorisole diviso da Azzonica. Essa cambia pero’ il 30.4.1492 quando ormai si hanno un comune ed un sindaco “comunis de Sorisole et Sonice simul uniti…” ed anche un unico territorio comunale, che non comprendeva tuttavia il “Castrum de Pilis” o “Droxio”, che pure gli Statuti del 1331 univano ad Azzonica. Nel 1529 troviamo pero’ il “loco de Petosino, terrotorio Castelli de Pilis de Suriselle” ed alla fine del XVI secolo il territorio di Sorisole era ormai ben definito, essendo unito con Azzonica “alias comune” e comprendono nel suo ambito “contrate di fuori n. 7, cioè Cominello, Ronchi, Botta, Coldrach, Baratti, Petosino e Castello di Pili”. Accanto al territorio comunale venne probabilmente definendosi anche l’ambito della parrocchia di Sorisole, che dovette sussistere come entità autonoma fin dal XII secolo, perchè già nel 1184 troviamo citata la chiesa “S. Petri de Surisele”, che va senz’altro considerata la chiesa matrice di Sorisole e dell’intera zona del Canto, come gia’ avveniva il Da Lezze nella sua relazione del 1596 quando scriveva”…. in Sorisole viè l’antica chiesa di dette terre detta S. Pietro e percio’ si giudica che all’hora fossero unite…”. L’esistenza della parrocchia appare ancora piu’ chiara se si considera che si ha notizia di due parroci, un “Mayfredus de Adraria rector acclesie S. Pietri de Sorisole” nell’anno 1303 e di un Minoto di Assonica nel 1350, nonchè di una bolla dell’11.X.1354 da Firenze con cui il cardinale “legatus a latere2 Egidio Albornoz imponeva sul beneficio della chiesa di S. Pietro e Alessandro di Sorisole una riserva a favore del chierico Giacomo Capitani di Mozzo, invitando l’arciprete di Bergamo a esaminare il chierico ed approvarlo. Ancora, il 28.4.1419 troviamo un altro parroco di Sorisole, “Petrus de Baniatica”, che e’ nominato “fideicommissarius” nel testamento di Andreolo detto Bacuzzo de Frandis di Sorisole, mentre la parrocchia di Sorisole e’ chiaramente accennata nella prima ducale veneta concessa a Sorisole il 24 giugno 1428 dal doge Francesco Foscari, onde non si puo’ certo mettere in dubbio l’esistenza fin da antica data di una parrocchia, autonoma, di Sorisole.
Testi e Foto a cura del Comune di Sorisole

 

Interno della Chiesa Parrocchiale di S. Pietro a Sorisole

Fotografie concesse dal Comune di Sorisole
http://www.comune.sorisole.bg.it/hh/index.php  sito istituzionale

Informazioni su diego80 (1943 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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