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13 marzo 2013 – Papa Francesco, dall’Argentina per il rinnovamnento

Pope Francis

Proprio oggi il pontificato di papa Francesco, ovvero Jorge Mario Bergoglio, arriva a compiere il terzo anno. Scelto come successore di Benedetto XVI, dimessosi dalla carica papale il 28 febbraio 2013, Francesco si è insidiato usando metodi e mezzi semplici e diretti, con l’umiltà di chi ha materialmente poco da spartire, ma spiritualmente tanto da condividere. Bergoglio dal giorno della sua elezione ha apposto delle variazioni, come l’abolizione delle lingue straniere nei discorsi e nelle benedizioni, non ha scelto di vivere nel palazzo papale, ed i suoi proclami semplici neegli angelus domenicali ne sono una prova. Inoltre ha istituito il Giubileo Straordinario della Misericordia, avviato l’8 dicembre scorso, fino al 20 novembre 2016. Motti come “Ricordatevi di pregare per me” o il classico “Buon pranzo” come ci si rivolgerebbe ad un amico o un ospite ne sono testimonianze esplicite.

 

« Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! »
(Papa Francesco, 16 marzo 2013[1])
Papa Francesco
Canonization 2014- The Canonization of Saint John XXIII and Saint John Paul II (14036966125).jpg
266º papa della Chiesa cattolica
Insigne Francisci.svg
Elezione13 marzo 2013
Insediamento19 marzo 2013
MottoMiserando atque eligendo[2]
Cardinali creativedi categoria
Predecessorepapa Benedetto XVI
NomeJorge Mario Bergoglio
NascitaBuenos Aires, 17 dicembre1936 (79 anni)
Ordinazione sacerdotale13 dicembre 1969dall’arcivescovo Ramón José Castellano
Nomina a vescovo20 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II
Consacrazione a vescovo27 giugno 1992 dalcardinale Antonio Quarracino
Elevazione ad arcivescovo3 giugno 1997 da papa Giovanni Paolo II
Creazione a cardinale21 febbraio 2001 da papa Giovanni Paolo II
FirmaFirmaPapaFrancisco.svg

Papa Francesco[N 1] (in latino: Franciscus PP., in spagnolo: Francisco, nato Jorge Mario Bergoglio[N 2]; Buenos Aires, 17 dicembre 1936) è dal 13 marzo 2013[3] il 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice.

Di nazionalità argentina e appartenente ai chierici regolari della Compagnia di Gesù (indicati anche come gesuiti), è il primo pontefice di questo ordine religioso, nonché il primo proveniente dal continente americano.[4]

 

Biografia

Jorge Mario Bergoglio (quarto da sinistra, terza fila dall’alto) a 12 anni, durante gli studi nel collegio salesiano

Nato in una famiglia di origini italiane, per l’esattezza piemontesi (il bisnonno Francesco è nativo di Montechiaro d’Asti[5] mentre il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito[6] di Portacomaro Stazione, frazione di Asti non lontana da Portacomaro[7][8][9][10][11]; attualmente vi vivono ancora alcuni parenti[12]), è il primogenito dei cinque figli[13] di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires,[14] e di Regina Maria Sivori, una casalinga la cui famiglia materna era originaria di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova,[15][16] mentre la nonna paterna Rosa era originaria di Piana Crixia in provincia di Savona[17][18] e la nonna materna era originaria della frazione Teo di Cabella Ligure in provincia di Alessandria[19].

All’età di 21 anni, a causa di una grave forma di polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro. A quell’epoca, infatti, malattie polmonari come infezioni fungine o polmoniti erano curate chirurgicamente per la scarsità di antibiotici. Anche per questo fatto i vaticanisti lo esclusero dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione.[20]

Perito chimico,[21] si è mantenuto per un certo periodo facendo le pulizie in una fabbrica e poi facendo anche il buttafuori in un locale malfamato di Córdoba.[22][23] In base a quanto dichiarato dallo stesso, ha avuto anche una fidanzata prima di intraprendere la vita ecclesiastica.[24]

Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l’11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofia nel 1963.[25] Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.[26]

Riceve l’ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano.

Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a superiore provinciale dell’Argentina (dal 31 luglio 1973 al 1979[26]) è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) a Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per un periodo di studio alla “Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen” di Francoforte sul Meno, con lo scopo di completare la tesi di dottorato, ma non consegue il titolo.[27] Nel breve periodo tedesco Bergoglio ha modo di vedere e conoscere l’immagine votiva di Maria che scioglie i nodi, devozione che poi contribuirà a diffondere in Argentina[28][29]. Ritornato in patria diventa direttore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.

Bergoglio nel 2008 durante la messa per la commemorazione della mediazione papale diGiovanni Paolo II nel Conflitto del Beagle avvenuta nel 1979.

Ministero episcopale

Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires, titolare di Auca. Riceve la consacrazione episcopale il 27 giugno 1992 per l’imposizione delle mani del cardinale Antonio Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires, assistito dal vescovo Emilio Ogñénoviche dall’arcivescovo Ubaldo Calabresi.

Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte delcardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d’Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.

Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II, tenendo un concistoro ordinario pubblico per la creazione di quarantadue nuovi cardinali e la pubblicazione dei due cardinali riservati in pectore nel concistoro del 21 febbraio 1998, lo crea cardinale del titolo di San Roberto Bellarmino.

Dal 2005 al 2011 è a capo della Conferenza Episcopale Argentina.

È inoltre consigliere della Pontificia commissione per l’America Latina, gran cancelliere dell’Università Cattolica Argentina, presidente della Commissione episcopale per la Pontificia Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, membro della Congregazione per il clero, membro della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, membro del Comitato di presidenza del Pontificio consiglio per la famiglia e membro del Consiglio post sinodale.

Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell’Episcopato, a favore di un comune appartamento dove si cucinava da solo i pasti.[23]

Motto episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma cardinalizio

Il motto che compare nello stemma adottato da Bergoglio dopo la sua ordinazione a vescovo è Miserando atque eligendo, espressione tratta da un’omelia di Beda il Venerabile, santo e dottore della Chiesa e traducibile come «[lo] guardò con misericordia (con sentimento di pietà) e lo scelse»:[30]

(LA)« Vidit, inquit, Iesus hominem sedentem in telonio, Matthaeum nomine, et ait illi: Sequere me. Vidit autem non tam corporei intuitus, quam internae miserationis aspectibus, […] Vidit ergo Iesus publicanum, et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi, Sequere me. »(IT)« Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi” (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: “Seguimi”. »
(Beda il Venerabile, Homelie[31], traduzione dalle Omelie (Om. 21; CCL 122, 149-151)[32])

Posizioni teologiche, morali, sociali e su temi politici

La teologia della liberazione

Negli anni settanta nel Sudamerica si accese il dibattito sulla “teologia della liberazione”: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata[33], esprimendo anche parole di condanna verso quei gesuiti che si lasciavano attrarre dalla teologia della liberazione[34]. Quando partecipò nel 1979, a Puebla, alla terza conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano, fu tra i principali oppositori di questa riflessione teologica[35], anche se alcuni lo considerano vicino a una sua “scuola argentina”[36]. Durante gli anni della dittatura, si impegnò in prima persona per offrire rifugio e protezione ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione. Il Colegio Máximo dei gesuiti, di cui era il provinciale, divenne in quel periodo una centrale di soccorso dove, con la scusa degli esercizi spirituali, veniva fornito un nascondiglio sicuro e una via clandestina per poter lasciare il paese[37].

Amministrazione dei sacramenti

Bergoglio in un’immagine del 2008.

Nel Documento di Aparecida, in occasione della quinta conferenza generale dell’episcopato latino-americano nel 2007, l’allora cardinale Bergoglio si espresse circa il merito dei singoli di ricevere l’Eucaristia. Il testo al punto 436 afferma che “Dobbiamo rispettare la coerenza eucaristica, vale a dire essere a conoscenza del fatto che non possono accedere alla Santa Comunione e allo stesso tempo agire con fatti o parole contro icomandamenti, soprattutto quando favoriscono l’aborto, l’eutanasia e altri gravi delitti contro la vita e la famiglia. Questa responsabilità pesa in particolare sui legislatori, i governanti e gli operatori sanitari”.[38][39]

Il cardinale Bergoglio ha aspramente criticato, perché “allontanano il popolo di Dio dalla salvezza”, alcuni sacerdoti di Buenos Aires che si sono rifiutati di battezzare i bambini nati da coppie non sposate o figli di madri nubili.[40]

Aborto, eutanasia e pratiche anticoncezionali

Il cardinale Bergoglio, conformemente alla posizione ufficiale della Chiesa su questi temi, ha invitato il clero e i laici ad opporsi all’aborto e all’eutanasia, ritenendo i movimenti politici ad essi favorevoli espressione di una “cultura della morte”.[41]

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, avrebbe una visione diversa da quella ufficiale della Chiesa sull’uso di contraccettivi, ritenendo che possono essere ammissibili per prevenire la diffusione di malattie,[42] anche se si è opposto alla loro distribuzione gratuita, proposta dal Governo Kirchner, in Argentina.[43]

Le unioni omosessuali e l’ideologia di genere

La presidente dell’Argentina Cristina Kirchner riceve l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio alla Casa Rosada nel 2007.

Bergoglio ha ribadito l’insegnamento della Chiesa Cattolica sull’intrinseca immoralità delle pratiche omosessuali e, di pari passo, ha insegnato l’importanza del rispetto per le persone omosessuali.[44]

Nel 2010, in occasione del dibattito sulla legge sostenuta dal governo argentino, volta a stabilire l’equivalenza tra matrimonioeterosessuale e unioni omosessuali, l’arcivescovo di Buenos Aires si oppose al disegno di legge[45], entrando in contrasto con la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner.[46] In una lettera alle Suore Carmelitane di Buenos Aires Bergoglio scrisse:[47][48]

« Il popolo argentino dovrà affrontare, nelle prossime settimane, una situazione il cui esito può ferire gravemente la famiglia. Si tratta del disegno di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. […] È in gioco l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di tanti bambini che saranno discriminati in anticipo, privandoli della maturazione umana che Dio ha voluto che si desse con un padre e una madre. È in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori. […] Non siamo ingenui: non si tratta di una semplice lotta politica; […] bensì di una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio. »

Alcuni hanno sostenuto che la sua militanza nella campagna contro la legge abbia contribuito all’approvazione[49] e da qualche membro della Chiesa argentina la sua lettera fu vista a posteriori come un errore strategico.[50] Nel 2012 la Chiesa argentina espose le sue ragioni nel dibattito su modifiche al codice civile argentino, che includevano la surrogazione di maternità e la fecondazione artificiale, ma evitando il linguaggio forte che le alienò consensi nel 2010.[49]

Il difficile rapporto tra la Casa Rosada e Bergoglio, iniziato già con la presidenza di Néstor Kirchner, è proseguito con fasi alterne fino all’elezione al soglio pontificio.[51]

Nell’enciclica Lumen Fidei, redatta a quattro mani con Benedetto XVI, viene ribadito e valorizzato il ruolo della famiglia intesa come unione tra uomo e donna nel matrimonio:

« Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore[52]. »

Durante una conferenza stampa tenutasi il 29 luglio 2013 per il ritorno al Vaticano dal Brasile per la Giornata mondiale della gioventù, rispondendo a una domanda sulla lobby gay in Vaticano ha affermato:

« Mah! Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato chi mi dia la carta d’identità in Vaticano con “gay”. Dicono che ce ne sono. Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby: perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, […] e dice: “non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società”. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me.[53][54] »

L’11 aprile 2014, rivolgendosi alla delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, ha denunciato la “manipolazione educativa” dei bambini operata dall’ideologia del gender, che ha paragonato ai regimi totalitari del Novecento[Nel testo citato del Papa continua a non comparire né la parola “ideologia di genere”, né alcuna delle fantasiose varianti anglofone”]:

« Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.[55] »

La critica è stata poi ribadita il 19 gennaio 2015, nella conferenza stampa durante il volo di ritorno dalle Filippine:

« Vent’anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica aveva chiesto un grosso prestito per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le hanno dato il prestito a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo grado di scuola. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. […] Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai balilla, pensate alla Gioventù hitleriana…[56] »

Povertà e disuguaglianza economica

In una riunione dei vescovi latino-americani nel 2007 Bergoglio dichiarò: “Viviamo nella parte più ineguale del mondo, che ha fatto crescere ancora di più la miseria che si è ridotta di meno” aggiungendo “L’ingiusta distribuzione dei beni persiste, creando una situazione di peccato sociale che grida al cielo e limita le possibilità di una vita più piena per così tanti dei nostri fratelli”.[57]

Il cardinal Bergoglio a Buenos Aires il 18 aprile 2012 stringe la mano al politico argentino Mauricio Macri

Il 30 settembre 2009 Bergoglio, parlando a un convegno organizzato dall’Università gesuita del Salvador a Buenos Aires presso il Palace Hotel Alvear, il cui titolo era “Las deudas sociales de nuestro tiempo” (“I debiti sociali del nostro tempo”), citò il Documento diSanto Domingo, redatto nel 1992 in occasione della quarta conferenza generale del Consiglio episcopale latinoamericano[58], in cui si afferma che “la povertà estrema e le strutture economiche ingiuste che causano grandi disuguaglianze” sono violazioni dei diritti umani.[59][60] Bergoglio continuò la sua relazione descrivendo il debito sociale come “immorale, ingiusto e illegittimo”,[61]specialmente quando si verifica in una nazione che possiede le condizioni economiche necessarie per evitare i danni della povertà. Egli reclamò una risposta etica culturale e solidale per saldare il debito sociale nei confronti di milioni di argentini, per lo più bambini e giovani, affermando che è imperativo lottare per cambiare le condizioni strutturali, le attitudini personali o corporative che generano questo situazione.

Nel corso di uno sciopero di 48 ore tenutosi a Buenos Aires (sciopero indetto per la decisione del Presidente Fernando de la Rúa di tagliare i salari e le pensioni dei dipendenti pubblici del 13%) Bergoglio, predicando nella chiesa di San Cayetano, il santo patrono del lavoro e del pane, osservò la differenze esistente tra “poveri che sono perseguitati quando chiedono di poter lavorare e le persone ricche che ricevono applausi per essersi sottratti alla giustizia”.[62]

Nell’anno 2002, in piena crisi economica dell’Argentina, Bergoglio criticò aspramente la classe politica al potere, dicendo: “Non dobbiamo tollerare il triste spettacolo di coloro che non sanno più come mentire e si contraddistinguono per il tentativo di mantenere i loro privilegi, la loro avidità e la loro ricchezza guadagnata con disonestà.[63][64] Bergoglio proseguì pregando Dio affinché coloro che hanno responsabilità dirigenziali comprendessero che il vero potere è al servizio degli altri e affinché gli argentini affrontassero con coraggio la ricostruzione del loro paese.[64] Le osservazioni dell’arcivescovo si conclusero con una critica alla “assuefazione alla povertà”.[65] Molti commentatori hanno sottolineato come sia evidente in diversi suoi interventi e commenti del tempo l’opposizione di Bergoglio al governo Kirchner.[66][67][68][69]

L’attenzione agli emarginati[modifica | modifica wikitesto]

Bergoglio ha sempre dedicato grande attenzione alle persone che vivono ai margini della società, tanto da affermare che il potere del Papa deve essere il servizio, specie ai più poveri, ai più deboli e ai più piccoli[70]. In quest’ottica, desidera una Chiesa di «prossimità», vicina all’umanità e alle sue sofferenze[71].

Nel 2001, durante una visita a un ospedale di Buenos Aires, ha voluto lavare e baciare i piedi a dodici malati di AIDS, criticando l’indifferenza della società verso gli ammalati e i poveri[72].

Società urbana e urbanizzazione

Una veduta di Buenos Aires, città dove Bergoglio è nato ed è stato arcivescovo.

Bergoglio, anche alla luce dei suoi vent’anni di impegno come vescovo di Buenos Aires, ha dedicato particolare attenzione alle sfide e alle opportunità offerte dalla moderna società urbana. Questi scenari, talvolta visti con timore, si presentano infatti come particolarmente affascinanti per il cristianesimo, considerato che proprio nelle grandi città del tempo la Chiesa si formò e trovò modo di espandersi[73].

Le moderne città sono viste da Bergoglio come luoghi di incrocio e scambio dove i legami di razza, cultura, storia non sono omogenei e, al tempo stesso, gli stessi diritti civili sono distribuiti in maniera non uguale[74]. In questo contesto, per Bergoglio il cristiano è chiamato a impegnarsi nell’essere cittadino, mettendosi a servizio della comunità in cui vive e attuando comportamenti che “creano cittadinanza”. “Agire da buoni cittadini – in qualunque città – migliora la fede”: riprendendo la raccomandazione di San Paolo (Romani 13,1) Bergoglio evidenzia a questo proposito il valore dell’inculturazione: vivere a fondo l’umano, in ogni cultura, migliora l’esperienza religiosa e la vita stessa delle città.[75]

La capacità di riconoscere come fratelli le persone che vivono nella città apre alla speranza, radicata nella fede, di nuovi incontri dove riconoscere e servire il prossimo, superando le forze centripete presenti nelle realtà urbane, dove molti sono portati a vivere in un sostanziale isolamento[76]. Lo sguardo della fede deve servire a vedere l’altro come un concittadino e deve divenire, in questo modo, uno sguardo “civico”[77]. In questa prospettiva Dio, secondo Bergoglio, diventa anche la chiave per superare il relativismomoderno: ogni incontro e ogni volto sono unici e la verità si serve mostrando nuove strade in avanti e non giudicando il passato delle persone[78].

Secondo Bergoglio, l’atteggiamento del cristiano nelle città può quindi risolversi in tre atteggiamenti: la capacità di andare incontro all’altro e di creare prossimità; la testimonianza; la pazienza nel seguire i processi senza forzarne i tempi[79].

Il conclave del 2005

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Conclave del 2005.

Il cardinale Bergoglio era considerato uno dei candidati più in vista per l’elezione a pontefice nel conclave del 2005;[80] secondo la ricostruzione del conclave raccolta dalvaticanista Lucio Brunelli sulla base del supposto diario di un cardinale elettore, Bergoglio sarebbe stato il cardinale più votato dopo Ratzinger.[81] Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella curia romana, anche i cardinali che votarono per Carlo Maria Martini puntavano sul porporato argentino, che poteva contare sui voti di quasi tutti i cardinali provenienti dall’America Latina.[81]

Al secondo scrutinio i voti per Ratzinger aumentarono rispetto al primo, ma anche Bergoglio ottenne un numero di preferenze non trascurabile: i sostenitori di Bergoglio miravano a fargli ottenere 40 voti.[81][82] Al terzo scrutinio a Ratzinger mancavano pochissimi voti per essere eletto:[81] diversi cardinali del blocco di Bergoglio, allo scrutinio successivo, diedero a Ratzinger i voti che gli mancavano per l’elezione.[80]

Il pontificato

Elezione a Sommo Pontefice

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Conclave del 2013.

Il nuovo pontefice Francesco si affaccia alla loggia il giorno della sua elezione

Festeggiamenti per l’elezione di Bergoglio davanti alla Cattedrale metropolitana di Buenos Aires

La sera del 13 marzo 2013, al quinto scrutinio, è eletto papa assumendo il nome di Francesco[83] in onore di san Francesco d’Assisi.[84]

È il primo gesuita a diventare papa ed il primo pontefice proveniente dal continente americano[85] (nonché il primo extraeuropeo dai tempi di Gregorio III).

« Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. […] E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. […] E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. […] »
(Il primo messaggio pubblico di papa Francesco[3])

Nel suo primo discorso pubblico come papa, dopo aver salutato affettuosamente la folla con un cordiale e semplice “buonasera”, ha chiesto di pregare per Benedetto XVI, recitando insieme a tutti i fedeli la preghiera del Padre nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre. In seguito ha ricordato lo stretto legame tra il papa e la Chiesa di Roma, «che presiede nella carità tutte le Chiese», con un riferimento implicito alle parole introduttive della Lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia.[86] Ha poi chiesto ai fedeli di pregare anche per lui,[85] sottolineando questo momento chinando il capo e rimanendo in silenzio per qualche istante. Anche in questo caso, si può cogliere un riferimento implicito al rito di ordinazione episcopale descritto dalla Tradizione apostolicadi Ippolito di Roma risalente all’inizio del III secolo, in cui spicca il richiamo al silenzio e la preghiera del popolo convenuto affinché le Spirito Santo discenda sul vescovo neoeletto.[87]
Papa Francesco ha impartito poi la benedizione Urbi et Orbi[88] senza l’abito corale e senza le tradizionali scarpe rosse preparate nella sagrestia della cappella Sistina dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie Guido Marini e previsti per l’occasione, ma indossando solo l’abito piano bianco, con la croce pettorale in argento che utilizzava prima di essere eletto papa.[89] Solo al momento della benedizione il nuovo pontefice ha indossato la stola, che poi ha subito tolto.[90] Dopodiché, prima di congedarsi, ha nuovamente salutato i fedeli in piazza San Pietro, ringraziandoli per la loro accoglienza.

Papa Francesco pronuncia la sua prima omelia durante la missa pro Ecclesia

Il giorno seguente, padre Federico Lombardi, incontrando la stampa accreditata, ha raccontato che il neo-pontefice, subito dopo l’elezione, nel ricevere l’omaggio di tutti i cardinali nella cappella Sistina, ha preferito stare in piedi piuttosto che utilizzare la poltrona a disposizione, è tornato nella Domus Sanctae Marthae sul pulmino con gli altri cardinali invece di utilizzare l’automobile papale. In seguito si è recato alla Casa del Clero dove aveva soggiornato nei giorni precedenti al Conclave, ha preso i suoi bagagli e ha pagato il conto.[91]

Il pomeriggio del 14 marzo Francesco ha concelebrato insieme ai cardinali elettori la missa pro Ecclesia nella Cappella Sistina. Ha scelto di proclamare l’omelia, improvvisata al momento, dall’ambone invece che ex cathedra e di non utilizzare l’altare fisso della cappella, ma un altare mobile versus populum.[92]

Il Papa ha deciso di risiedere nella Domus Sanctae Marthae anziché nell’appartamento papale del Palazzo apostolico.

La scelta del nome papale

Bergoglio è stato il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, scegliendo per la prima volta dopo undici secoli, dai tempi di papa Lando, di adottare un nome mai utilizzato da un predecessore (se si esclude Giovanni Paolo I, il quale unì i nomi dei suoi due immediati predecessori, Giovanni XXIII e Paolo VI).

Il 16 marzo ha spiegato, in occasione del suo incontro con i giornalisti nell’Aula Paolo VI, le ragioni della scelta del suo nome pontificale:[93]

« Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il clero, il cardinale Cláudio Hummes. Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: “Non dimenticarti dei poveri!”. E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. È per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? È l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero… Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri![94] »

Il 17 marzo, dopo la preghiera di rito nel suo primo Angelus, ha inoltre precisato che, scegliendo il nome del patrono d’Italia, “rafforza” il suo “legame spirituale” con l’Italia.[95] Si è poi congedato dai pellegrini con la formula “Buona domenica e buon pranzo”, che diventerà una costante in occasione dell’Angelus/Regina Coeli.

Blasonatura dello stemma
Insigne Francisci.svg

D’azzurro, al disco raggiante e fiammeggiante d’oro caricato delle lettere IHS di rosso, la H sormontata da una croce di rosso; in punta, i tre chiodi della Passione di nero; il canton destro della punta alla stella (8) d’oro; il canton sinistro della punta al fiore di nardo d’oro.

Lo stemma papale

Lo stemma scelto dal pontefice è lo stesso scelto al momento della sua consacrazione episcopale, fatti salvi i simboli della dignità pontificia, uguali a quelli impiegati nello stemma di papa Benedetto XVI, quali la mitra (al posto della tiara) posta tra due chiavi una d’oro e una d’argento, passate in decusse accollate allo scudo e legate di rosso. Rispetto allo stemma di Benedetto XVI è assente il pallio, mentre è presente, collocato tra le estremità dei cordoni rossi che passano all’interno dei passachiave, il motto del papa (lo stesso usato da vescovo), in forma di scritta su cartiglio; le lame e i passachiave delle chiavi hanno inoltre una forma più squadrata.

Lo scudo è azzurro che in araldica simboleggia, a causa della sua relazione con il cielo, tutte le virtù più elevate e, tra quelle spirituali, devozione, fedeltà, castità, giustizia, santità.

La forma dello scudo è di tipo spagnolo o fiammingo costituito da un quadrato cui si aggiunge un semicerchio in basso. Al suo interno sono presenti:

  • In alto centralmente (punto d’onore A) l’emblema araldico della Compagnia di Gesù con un disco raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere IHS, il monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce; in punta, i tre chiodi della Passione.
  • In basso a sinistra (canton destro della punta[N 3]) si trova una stella a otto punte d’oro che simboleggia la Vergine Maria.
  • In basso a destra (canton sinistro della punta) un fiore di nardo d’oro che simboleggia San Giuseppe[96].

La stella e il nardo erano, nello stemma episcopale, d’argento, poi mutato in oro in ottemperanza alle regole d’araldica. La scelta di questi simboli è stata motivata dalla volontà del pontefice di manifestare la propria devozione alla Vergine Maria e a San Giuseppe.[97]

Lo stemma del Papa è stato leggermente variato il 26 marzo 2013: la stella, originariamente a cinque punte, è diventata a otto, la grafica del fiore di nardo è stata migliorata, il motto del Papa è stato inserito nel cartiglio (Versione precedente dello stemma di papa Francesco)[98].

L’anello del pescatore

Per il suo anello del pescatore, papa Francesco ha scelto fra i bozzetti disegnati dall’artista Enrico Manfrini per Paolo VI il simbolo di Pietro con le chiavi, il simbolo, cioè, del potere di amministrare la misericordia divina[99]. L’anello è stato realizzato in argento dorato. Il Papa indossa l’anello del pescatore solamente durante le celebrazioni papali più importanti. Nelle altre occasioni, come gli Angelus, le udienze o le celebrazioni minori, indossa l’anello vescovile in argento.

Papa Francesco a bordo della papamobile tra i fedeli a piazza San Pietro

La messa inaugurale del ministero petrino

La messa inaugurale del ministero petrino di papa Francesco

Fedeli argentini seguono da Plaza de Mayo la celebrazione

La celebrazione di inaugurazione del ministero petrino di vescovo di Roma si è tenuta il 19 marzo2013 nella piazza antistante la basilica di San Pietro, in presenza di oltre 130 delegazioni estere ufficiali. All’inizio della celebrazione il papa ha ricevuto l’anello piscatorio per le mani del cardinale decano Angelo Sodano, mentre il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran gli ha imposto ilsacro pallio, già indossato da papa Benedetto XVI.

Papa Francesco ha aperto l’omelia della messa d’inizio del suo pontificato rendendo onore al suo predecessore, Benedetto XVI. Ha poi parlato dell’importanza della custodia e della tenerezza. Alla fine dell’omelia il papa ha pregato affinché lo Spirito santo accompagni il suo cammino e ha chiesto ai fedeli di pregare per lui.

Prima della cerimonia Francesco ha attraversato con la “papamobile” piazza San Pietro, gremita di oltre 200 000 persone.[100] Mentre girava tra i vari settori della piazza, ha fatto fermare la vettura ed è sceso per baciare sulla fronte un disabile e accarezzare alcuni bambini.[101]

« Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla Croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il Popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli, quelli che Matteo descrive nel giudizio finale sulla carità: chi ha fame, sete, è straniero, nudo, malato, in carcere (cfr Mt 25,31-46). Solo chi serve con amore sa custodire! »
(Omelia di papa Francesco)

La presa di possesso della Cattedra romana

Il 7 aprile 2013 nella basilica di San Giovanni in Laterano si è tenuta la messa di insediamento sulla cathedra romana di papa Francesco, quale vescovo di Roma. Durante l’omelia il papa ha ripreso il tema della tenerezza e della misericordia («Lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio, confidiamo nella sua pazienza che sempre ci dà tempo; […] Sentiremo la sua tenerezza, tanto bella, sentiremo il suo abbraccio e saremo anche noi più capaci di misericordia, di pazienza, di perdono, di amore.») e ha citato uno dei maestri di Joseph Ratzinger, il teologo tedesco Romano Guardini, «che diceva che Dio risponde alla nostra debolezza con la sua pazienza».[102] In segno di continuità con il magistero di papa Giovanni Paolo II, nella giornata dedicata alla divina misericordia da lui istituita, papa Francesco ha voluto utilizzare la ferula argentea, introdotta per la prima volta da Paolo VI e realizzata da Lello Scorzelli, adoperata durante il pontificato del papa polacco e nei primi anni del pontificato di Joseph Ratzinger, invece della ferula propria di Benedetto XVI usata nelle precedenti celebrazioni (e, in seguito, alternativamente a quella di Paolo VI). Il pontefice ha, inoltre, presieduto alla cerimonia di intitolazione di una porzione di piazza San Giovanni in Laterano a san Giovanni Paolo II.

Il rapporto con il papa emerito

Il 23 marzo 2013 papa Francesco si è recato a Castel Gandolfo presso il Palazzo Pontificio per incontrare il papa emerito Benedetto XVI; dopo un abbraccio hanno pregato insieme, inginocchiati uno accanto all’altro. Storicamente si è trattato del primo incontro fra due pontefici.

Il 2 maggio 2013, papa Francesco ha ricevuto Benedetto XVI che dopo circa due mesi trascorsi a Castel Gandolfo, ha fatto il suo ritorno in Vaticano, andando a vivere nel Monastero Mater Ecclesiae così come precedentemente previsto, al termine dei lavori di ristrutturazione. Papa Francesco e Benedetto XVI hanno pregato assieme nella cappellina del convento Mater Ecclesiae, dove il papa emerito passerà gli ultimi anni della sua vita, ed è così cominciata l’inedita convivenza di due pontefici all’interno delle Mura Vaticane.

Papa Francesco e Benedetto XVI si sono incontrati nuovamente in pubblico il 5 luglio 2013, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo monumento all’arcangelo Michele nei Giardini Vaticani.

Riguardo al rapporto con il suo predecessore, papa Francesco, in un’intervista fattagli durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro, ha dichiarato di volergli molto bene e di provare molta stima nei suoi confronti e, inoltre, ha aggiunto: «È come avere un nonno a casa, il nonno saggio, venerato, amato, è un esempio di prudenza… È come il mio papà, se avessi una difficoltà, una cosa che non ho capito, posso andare a parlare con lui».

Il 22 febbraio 2014 Benedetto XVI ha partecipato al primo concistoro per la creazione di nuovi cardinali di papa Francesco assistendo al rito sedendo tra i cardinali e salutando il pontefice regnante al termine della processione d’ingresso. Si è trattato della prima volta in cui si è verificata la compresenza di due papi viventi all’interno della Basilica di San Pietro.

Il 27 aprile 2014 concelebra con Benedetto XVI la canonizzazione dei suoi predecessori Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Il 28 settembre 2014 Benedetto XVI ha presenziato con Francesco alla festa dei nonni e alle iniziative connesse sul sagrato della basilica di San Pietro.[113]

Il 19 ottobre 2014 Benedetto XVI concelebra nuovamente con papa Francesco la messa in piazza San Pietro in occasione della beatificazione di Paolo VI e della contestuale conclusione del sinodo straordinario dei vescovi.

Il 14 febbraio 2015 il papa emerito ha nuovamente partecipato nella basilica di San Pietro al secondo concistoro per la creazione di nuovi cardinali di papa Francesco.[114]

Il 30 giugno 2015 papa Francesco si è recato al monastero Mater Ecclesiae per salutare il predecessore prima di un periodo di riposo che questi avrebbe trascorso per un paio di settimane presso la residenza estiva di Castel Gandolfo, trattenendosi per un colloquio di circa mezz’ora.[115]

Il 30 novembre 2015 durante la consueta conferenza stampa nel percorso aereo di ritorno dal viaggio apostolico in Africa, papa Francesco, in merito ai recenti scandali – denominati Vatileaks2 – che hanno scosso il Vaticano, ha dichiarato che continuerà “con i cardinali, con le commissioni quell’opera di pulizia iniziata da Ratzinger”, eletto proprio contro la corruzione. “13 giorni prima che morisse Wojtyła – ha continuato Bergoglio – Ratzinger ha parlato della sporcizia nella Chiesa” alla Via Crucis al Colosseo e, successivamente, nell’omelia della messa pro eligendo Pontifice. “Noi lo abbiamo eletto per questa sua libertà di dire le cose”, ha aggiunto papa Francesco.[116]

Il successivo 8 dicembre all’apertura della Porta Santa per il giubileo della misericordia ha presenziato anche il papa emerito Benedetto XVI che ha poi varcato per primo la Porta appena aperta da Francesco.

Le riforme nel governo della Chiesa e del Vaticano

La riforma della Curia

Il 13 aprile 2013 un comunicato della Segreteria di Stato annuncia che papa Francesco ha costituito un gruppo di cardinali “per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana”. Gli otto porporati scelti sono Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, con funzione di coordinatore, salesiano e arcivescovo di Tegucigalpa, Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Francisco Javier Errázuriz Ossa, arcivescovo emerito di Santiago del Cile ed ex presidente del Consiglio episcopale latinoamericano, Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, Sean Patrick O’Malley, cappuccino e arcivescovo di Boston, George Pell, arcivescovo di Sydney. Il segretario è Marcello Semeraro, vescovo di Albano. Il 28 settembre, “dopo matura riflessione”, papa Francesco mediante un chirografo (un documento scritto e firmato di propria mano)[117], ha istituito tale gruppo di cardinali “come un «Consiglio di Cardinali»”.[118] La prima riunione si è svolta dal 1º al 3 ottobre.[119][120] Il 2 luglio 2014 entra a far parte del Consiglio il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.[121]

L’arcivescovo George Pell, già accusato Australia di aver cercato di insabbiare presunti casi di pedofilia[122][123], è finito al centro di altre polemiche per via dei costi, definiti “folli” da alcuni organi di stampa, del suo mandato.[124]

La riforma dello IOR

Il 24 giugno 2013 ha istituito “una Commissione Referente sull’Istituto per le Opere di Religione che raccolga puntuali informazioni sulla posizione giuridica e sulle varie attività dell’Istituto al fine di consentire, qualora necessario, una migliore armonizzazione del medesimo con la missione universale della Sede Apostolica”. Questa commissione, composta da cinque membri e presieduta dal cardinale Raffaele Farina, ha la facoltà di accedere a “documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali” anche se coperti da segreto d’ufficio.

Tale commissione, una volta terminate le indagini, dovrà consegnare al Papa una relazione conclusiva. Oltre al presidente Farina, fanno parte della commissione il cardinaleJean-Louis Tauran (che fa parte anche della commissione cardinalizia di controllo dello IOR), la professoressa Mary Ann Glendon, come coordinatore monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru e nella qualità di segretario monsignor Peter Brian Wells.[125]

Il 28 novembre 2013, papa Francesco ha nominato il suo segretario particolare monsignor Alfred Xuereb delegato per la Pontificia commissione referente sullo IOR.

Il 15 gennaio 2014 ha rinnovato, per il prossimo quinquennio, la Commissione Cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione, che risulta ora composta dai cardinaliChristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, Thomas Christopher Collins, arcivescovo di Toronto, Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, Santos Abril y Castelló, arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore e da Pietro Parolin, Segretario di Stato.[126]

La riforma del Codice Penale vaticano

L’11 luglio 2013 ha varato con un motu proprio entrato in vigore il 1º settembre 2013 una serie di misure che riformano il Codice Penale vaticano, adeguandolo alle normative internazionali e modificando la legislazione vaticana, di fatto ferma al Codice Zanardelli se si eccettuano alcune modifiche (quali ad esempio lo spaccio di sostanze stupefacenti), per i quali le autorità vaticane hanno dovuto cercare altre fonti nel loro ordinamento giuridico[127]. È stata abolita la pena dell’ergastolo, sostituita dalla pena della reclusione da 30 a 35 anni, e sono stati dichiarati reati la tortura, i “delitti contro i minori” (vendita, prostituzione, arruolamento e violenza sessuale), la pedopornografia e la detenzione di materiale pedopornografico, gli atti sessuali con minori, i “delitti contro l’umanità” (genocidio e apartheid); sono inoltre state inasprite le pene per i reati di corruzione. Con il motu propriol’imputato è presunto innocente fino a sentenza definitiva e sono stati regolamentati i criteri per l’estradizione.

Le disposizioni della riforma si applicheranno non solo allo Stato della Città del Vaticano, ma anche all’ambito della Santa Sede, in maniera da rendere perseguibili da parte degli organi giudiziari vaticani anche i reati commessi al di fuori dello Stato[128].

La riforma economica della Santa Sede

Il 18 luglio 2013 ha istituito una commissione referente che dovrà raccogliere informazioni sulle questioni economiche che interessano la Santa Sede. I membri della Commissione sono laici, esperti di “materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative”, già consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane od ecclesiastiche. Unico ecclesiastico è il segretario. Gli otto membri sono: Joseph F.X. Zahra, che ne è il presidente, monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda (segretario della Prefettura degli Affari Economici), Jean-Baptiste de Franssu, Enrique Llano, Jochen Messemer, Francesca Immacolata Chaouqui, Jean Videlain-Sevestre e George Yeo.[129]

Il 2 novembre 2015 monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui vengono arrestati dalla Gendarmeria Vaticana perché implicati nella divulgazione di documenti riservati riguardanti gravi scandali finanziari all’interno della Chiesa.[130][131]

L’impegno per la pace in Siria

Papa Francesco ha rivolto, durante l’Angelus del 1º settembre 2013, un appello universale per la pace al fine di evitare iniziative militari in Siria. Nel condannare l’uso di armi chimiche nella guerra civile siriana, ha affermato:

« C’è un giudizio di Dio e della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire. Esorto la comunità internazionale a iniziative basate sul dialogo e sul negoziato.[132] »

Per rafforzare l’impegno per la pace nel mondo, Bergoglio ha quindi indetto una giornata di digiuno e preghiera per il successivo 7 settembre[132][133].

L’iniziativa per la pace è stata inoltre affiancata, a livello diplomatico, da una lettera rivolta ai leader del G20 in riunione a San Pietroburgo e dall’illustrazione di un piano di riconciliazione in tre punti agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede[134].

La tutela dell’ambiente

Nell’omelia della messa inaugurale del pontificato, il papa ha richiamato l’esempio di san Francesco di Assisi per invitare tutti ad aver rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. Nella stessa occasione ha rivolto un appello ai governanti e a tutti gli abitanti del pianeta perché tutelino l’ambiente.[135]

La lotta alla pedofilia e ai comportamenti sessuali inappropriati nel clero

Il 5 aprile 2013 papa Francesco, ricevendo in udienza l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, gli “ha raccomandato che la Congregazione, continuando nella linea voluta da Benedetto XVI, agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abusi sessuali, promuovendo anzitutto le misure di protezione dei minori, l’aiuto di quanti in passato abbiano sofferto tali violenze, i procedimenti dovuti nei confronti dei colpevoli, l’impegno delle Conferenze episcopali nella formulazione e attuazione delle direttive necessarie in questo campo tanto importante per la testimonianza della Chiesa e la sua credibilità”.[136]

Il 15 maggio 2013, dopo l’appello dell’arcivescovo di Glasgow Philip Tartaglia, papa Francesco ha allontanato il cardinale scozzese Keith O’Brien. Per l’arcivescovo emerito diSaint Andrews ed Edimburgo è stato previsto l’abbandono della Scozia e il ritiro per un percorso di penitenza e preghiera.[137] Il cardinale O’Brien si era dimesso in febbraio dopo che alcuni quotidiani britannici avevano pubblicato denunce di comportamenti sessuali inappropriati nei confronti di tre sacerdoti. Il 20 marzo 2015 la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che papa Francesco ha accettato la sua rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato previsti dai canoni 349, 353 e 356 del Codice di diritto canonico[138]. O’Brien ha perso così il diritto di partecipare a un eventuale conclave, ai concistori e ad ogni riunione riservata al Sacro Collegio[139].

Il 5 dicembre 2013, il cardinale Sean Patrick O’Malley ha annunciato che su proposta del Consiglio dei Cardinali, il papa ha approvato l’istituzione di una Commissione per la protezione dei fanciulli; l’istituzione ufficiale è avvenuta il 22 marzo 2014.[140]

Nonostante questo, il 5 febbraio 2014, le Nazioni Unite hanno chiesto che il Vaticano “rimuova immediatamente” tutti i sacerdoti riconosciuti colpevoli o sospettati di abusi su minori e li denunci alle autorità.[141][142]

L’11 aprile 2014, nel corso dell’udienza all’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia, papa Francesco ha confermato l’impegno nella lotta contro la pedofilia ed ha chiesto perdono per gli abusi commessi sui minori da parte dei sacerdoti:

« Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male che alcuni sacerdoti – abbastanza, abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità – a farmene carico e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini. La Chiesa è cosciente di questo danno. È un danno personale e morale loro, ma di uomini di Chiesa. E noi non vogliamo compiere un passo indietro in quello che si riferisce al trattamento di questo problema e alle sanzioni che devono essere comminate. Al contrario, credo che dobbiamo essere molto forti.[143] »

Viaggi apostolici

Papa Francesco abbraccia un ragazzo durante la Giornata Mondiale della Gioventù 2013

Papa Francesco nelle Filippine a gennaio 2015

Papa Francesco al Congresso degli Stati Uniti d’America a settembre 2015

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Viaggi apostolici di papa Francesco.

Papa Francesco, ha effettuato i seguenti viaggi apostolici:

  • 8 luglio 2013. Lampedusa, primo viaggio apostolico di papa Francesco, sul tema dell’accoglienza dei migranti.[144][145][146]
  • 22 – 29 luglio 2013. Brasile, secondo viaggio apostolico di papa Francesco, in occasione della XXVIII giornata mondiale della gioventù.[147]
  • 22 settembre 2013. Cagliari: il capoluogo della Sardegna è stato scelto da papa Francesco per rendere omaggio alla Madonna di Bonaria.[148]
  • 4 ottobre 2013. Assisi in occasione della festa di san Francesco d’Assisi.[149]
  • 24 – 26 maggio 2014. Terra santa.
  • 21 giugno 2014. Calabria, diocesi di Cassano allo Ionio.
  • 5 luglio 2014. Molise: il Papa visita Campobasso, Isernia e Castelpetroso in seguito all’invito dell’arcivescovo metropolita diCampobasso-Boiano Mons. Bregantini.
  • 26 luglio 2014. Caserta.
  • 13 – 18 agosto 2014. Corea del Sud.[150]
  • 13 settembre 2014. Friuli-Venezia Giulia, Sacrario militare di Redipuglia.
  • 21 settembre 2014. Albania, primo viaggio apostolico di papa Francesco in Europa (Italia esclusa).[151]
  • 28 – 30 novembre 2014. Turchia, su invito del Patriarcato Ecumenico e del Presidente della Repubblica Erdogan.
  • 12 – 19 gennaio 2015. Nello Sri Lanka e nelle Filippine in occasione della canonizzazione del beato Giuseppe Vaz.
  • 21 marzo 2015. In visita nella città di Pompei e, successivamente, Napoli, ove il pontefice ha dapprima visitato il quartiere popolare diScampia; successivamente, alle 11,00 ha celebrato la messa solenne in Piazza del Plebiscito, recandosi poi a pranzo tra i detenuti della Casa circondariale di Poggioreale.
  • 6 giugno 2015. Sarajevo.
  • 21 giugno 2015. A Torino in occasione del pellegrinaggio alla Sacra Sindone.
  • 6 – 12 luglio 2015. Ecuador, Bolivia e Paraguay.
  • 19 – 27 settembre 2015. Cuba e Stati Uniti d’America.
  • 10 novembre 2015. A Firenze e Prato in occasione del Convegno ecclesiale nazionale.
  • 25 – 30 novembre 2015. Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana.
  • 12 – 18 febbraio 2016. Messico.

Canonizzazioni e beatificazioni

Papa Francesco durante la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Canonizzazioni celebrate da Francesco e Beatificazioni del pontificato di Francesco.

Il 12 maggio 2013, accogliendo la determinazione di Benedetto XVI espressa l’11 febbraio dello stesso anno, ha canonizzato Antonio Primaldo e i suoi compagni martiri di Otranto, una suora colombiana (Suor Laura di Santa Caterina da Siena) e un’altra messicana (suorMaría Guadalupe García Zavala).[152]

Nel concistoro ordinario pubblico del 30 settembre 2013 aveva fissato per il 27 aprile 2014 la data della canonizzazione dei predecessoriGiovanni XXIII e Giovanni Paolo II.[153]. Alla cerimonia era presente Benedetto XVI, il papa emerito, che ha concelebrato con papa Francesco la canonizzazione.[154]

Concistori ordinari pubblici, per la creazione di nuovi cardinali

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Concistori di papa Francesco.

Il papa Francesco ha presieduto il suo primo concistoro il 22 febbraio 2014, nel corso del quale ha nominato 19 cardinali (di cui 16 elettori), provenienti da 15 differenti Paesi.[155]

Il Giubileo straordinario

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Giubileo straordinario della misericordia.

L’11 aprile 2015, durante la celebrazione dei primi vespri della Domenica della Divina Misericordia, ha indetto ufficialmente, con la lettura e la consegna della bolla pontificiaMisericordiae Vultus, un giubileo straordinario dedicato alla misericordia. Tale evento ha avuto inizio l’8 dicembre 2015 e terminerà il 20 novembre 2016.[156].

Documenti e opere

Encicliche

  • Lumen fidei è la prima enciclica di papa Francesco, pubblicata il 29 giugno 2013, nell’anno della fede. Il testo della lettera enciclica è stato iniziato da papa Benedetto XVI, per completare la trilogia dedicata alle tre virtù teologali. Questa lettera enciclica è stata consegnata da Benedetto XVI al suo successore Francesco, che ne ha esteso e firmato il lavoro.[157][158][159]
  • Laudato si’ è la seconda enciclica dedicata all’ambiente.[160] Le prime due parole sono una citazione del Cantico delle Creature di San Francesco di Assisi.L’enciclica, pur essendo stata resa pubblica il 18 giugno 2015, riporta la data del 24 maggio, solennità di Pentecoste.

Esortazione apostolica

  • Evangelii Gaudium, sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale (24 novembre 2013).[164]

Motu proprio

  • Sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale (11 luglio 2013).[165]
  • Per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa (8 agosto 2013).[166]
  • Nuovo Statuto dell’Autorità di Informazione Finanziaria (15 novembre 2013).[167]
  • Fidelis dispensator et prudens, per la costituzione di una nuova struttura di coordinamento degli affari economici e amministrativi della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano (24 febbraio 2014).[168]

Relazioni con le altre comunità religiose

Il dialogo con la Chiesa ortodossa

Papa Francesco e il patriarca Bartolomeo I nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Già l’episcopato di Bergoglio a Buenos Aires era stato caratterizzato da una forte volontà di dialogo e reciproco rispetto con la Chiesa ortodossa. Il vescovo Giovanni, della Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia e residente a Buenos Aires, ha affermato che era abitudine del cardinale Bergoglio partecipare alla liturgia del Natale ortodosso nella città argentina.[169] Alla messa di inaugurazione del ministero petrino di papa Francesco, inoltre, ha voluto essere presente, per la prima volta dopo lo scisma del 1054, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. I due si sono incontrati dapprima in udienza privata e, poi, nella giornata del 20 marzo in occasione dell’incontro con i delegati fraterni delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni. In questa occasione papa Francesco si è rivolto alpatriarca Bartolomeo definendolo “fratello Andrea”, in riferimento al rapporto di parentela tra gli apostoli Pietro e Andrea dei quali il papa e il patriarca di Costantinopoli sono gli ideali successori.[170] Nello stesso incontro del 20 marzo, il pontefice ha incontrato anche ilmetropolita Hilarion di Volokolamsk, che ha soggiornato dal 18 marzo nella Domus Sanctae Marthae, dove risiede anche il papa con il quale aveva già avuto occasione di avere altri incontri, in rappresentanza del patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo I. Hilarion ha fatto, quindi, dono al papa di un’icona rappresentante la Madonna dell’Umiltà, successivamente donata da papa Francesco al pontefice emerito Benedetto XVI in occasione del loro incontro a Castel Gandolfo.[170]

Il 25 marzo 2013 il patriarca Bartolomeo I, in un incontro all’università Kadir Has di Istanbul, ha espresso «la possibilità per le prossime generazioni di vedere le Chiese di Oriente e d’Occidente riunite». Bartolomeo I ha inoltre manifestato la sua sorpresa per l’invito del papa, in occasione del suo arrivo a Roma per la messa di inaugurazione del ministero petrino del pontefice, alla cena con i cardinali che Francesco ha voluto benedisse. Durante l’incontro i due hanno avuto modo di parlare non solo di questioni legate all’ecumenismo ma anche di temi di attualità quali l’ambiente e la povertà.[171]

Il 12 febbraio 2016 è il primo papa ad incontrare un patriarca della Chiesa ortodossa russa dopo quasi mille anni dal Grande Scisma, incontrandosi con Cirillo I a L’Avana, aCuba, per firmare una dichiarazione comune.[172][173]

Il dialogo con la Chiesa copta egiziana

A quaranta anni esatti dall’incontro tra Paolo VI e Shenuda III, il papa ha ricevuto in Vaticano il 10 maggio 2013 Tawadros II, papa dei copti egiziani, allo scopo di rafforzare i legami di amicizia e di promuovere il dialogo ecumenico tra le due confessioni cristiane. L’incontro si è concluso con un momento di preghiera e con l’invito al papa, da parte di Tawadros, a visitare l’Egitto.

Il dialogo con i musulmani

Nel corso dell’Angelus dell’11 agosto 2013, il Pontefice rivolge un saluto all’intera comunità musulmana, definendoli loro come “nostri fratelli” e invitando cristiani e musulmani affinché s’impegnino ad avere un maggior rispetto reciproco rafforzando il dialogo interreligioso, specialmente attraverso l’educazione delle nuove generazioni nel rapporto fra le due religioni.[174]

Controversie

Rapporti con la dittatura argentina

L’Argentina è stata governata dal 1976 al 1983 da una dittatura militare e questo ha aperto un dibattito sui rapporti che Bergoglio (all’epoca padre provinciale dei Gesuitiargentini) ha intrattenuto con la giunta militare. Sebbene si sia adoperato per salvare persone dalle torture,[175] egli fu accusato dall’avvocato Marcello Parrilli[176] di avere avuto responsabilità in relazione al rapimento, nel 1976, di due sacerdoti gesuiti della sua provincia religiosa ostili al regime, Orlando Yorio e Francisco Jalics.[72][177] Tale accusa è stata smentita da uno dei due sacerdoti rapiti, padre Francisco Jalics[178] e non ha trovato riscontri in sede giudiziaria[72][179]. In relazione a questa vicenda,[180] Bergoglio ha testimoniato di aver incontrato Emilio Massera e Jorge Videla con l’obiettivo di ottenere la liberazione dei due religiosi.[72][181]

L’episodio è citato in un libro del giornalista investigativo ed ex militante del gruppo guerrigliero di estrema sinistra dei Montoneros, Horacio Verbitsky, pubblicato nel 2005.[182][183]A livello mediatico l’ipotesi è stata risollevata dopo l’elezione di Bergoglio a pontefice e anche Verbitsky ha espresso pubblicamente la preoccupazione e la frustrazione di quanti, in Argentina, sono estremamente critici nei confronti dell’operato di Bergoglio al tempo della Guerra sporca e delle posizioni che ha assunto in seguito.[184]

La Santa Sede ha respinto tutte le accuse, sostenendo che provengono da una “sinistra anticlericale” (con riferimento al libro di Verbitsky), che mai vi furono accuse credibili nei confronti di Bergoglio (che fu interrogato come persona informata dei fatti senza essere mai imputato) e che egli le negò in modo documentato.[185]

Pérez Esquivel, che ha vinto il premio Nobel per la pace per le denunce contro gli abusi della dittatura militare, ha difeso Bergoglio dalle accuse di complicità.[186][187][188] Anche il presidente dell’Associazione 24 marzo, Jorge Ithurburu, ha smentito le ipotesi di collusione di Bergoglio con il regime.[189][190][191][192] Perplessità, invece, sono state espresse dall’attivista argentina Estela Barnes de Carlotto, presidente dell’associazione Nonne di Plaza de Mayo.[189]

Il presidente della Corte suprema di Giustizia argentina, Ricardo Lorenzetti, in un’intervista al quotidiano La Nación, ha chiarito che Bergoglio «è una persona assolutamente innocente» e non è stato sospettato di nessuna complicità con le violazioni dei diritti umani commesse durante la dittatura militare.[193]

Junipero Serra proclamato santo

La santificazione del missionario spagnolo Junipero Serra, avvenuta nel settembre 2015, ha sollevato molte critiche a livello internazionale, e particolarmente da parte di alcune comunità di nativi americani. Accusato del genocidio culturale ed etnico della popolazione nativa della California, costretta anche alla conversione forzata e alla schiavitù, Junipero Serra è ancora oggi una figura altamente controversa, tanto che la sua tomba è stata vandalizzata pochi giorni dopo la santificazione.[194] [195][196]

La difesa di Juan Barros Madrid

Nel 2011 il sacerdote cileno Fernando Karadima, dopo un processo della Congregazione per la dottrina della fede, viene condannato a ritirarsi a una vita di preghiere e penitenze perché trovato colpevole riguardo alle accuse di pedofilia accumulatesi durante il suo sacerdozio. Juan Barros Madrid, che per 30 anni è stato al fianco di Karadima di cui è intimo amico, tanto da venir accusato di esser stato suo complice e di aver coperto gli abusi, viene successivamente nominato vescovo di Osorno: questo scatena la protesta di una parte della società civile e della politica cilena, tanto che scontri si verificano di fronte alla sua diocesi. Una ventina di parlamentari cileni chiede allora a Papa Francesco di sospendere la sua nomina, ma ciò non avviene. Il Papa, discutendo della questione di fronte a un gruppo di turisti in piazza San Pietro, lo difende:

« La Chiesa ha perso la libertà, lasciandosi riempire la testa dai politici e accusando un vescovo senza avere nessuna prova, dopo vent’anni di servizio. Quindi, pensate con la testa e non vi lasciate prendere per il naso da tutti i sinistrorsi che hanno messo in piedi questa cosa”. E spiega: “L’unica accusa contro questo vescovo è stata screditata dalla Corte di Giustizia. Quindi, per favore non perdete la serenità. Voi soffrite sì, ma perché siete sciocche, perché non aprite il vostro cuore a quello che dice Dio e vi lasciate trasportare da questi spropositi che dice tutta questa gente. Io sono il primo a giudicare e castigare chi è accusato di reati simili, ma in questo caso non c’è neanche una prova. Di cuore ve lo dico. Non vi lasciate prendere per il naso da questi che cercano scontri. »

Juan Carlos Claret, uno degli organizzatori della protesta, riguardo alle dichiarazioni del Papa ha detto che esse non hanno fatto altro che aggravare il loro malcontento. L’inchiesta della Corte di Giustizia cilena è in realtà ancora in corso.[197][198]

Genealogia episcopale

  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Giulio Antonio Santorio
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Papa Benedetto XIII, O.P.
  • Papa Benedetto XIV
  • Papa Clemente XIII
  • Cardinale Bernardino Giraud
  • Cardinale Alessandro Mattei
  • Cardinale Pietro Francesco Galleffi
  • Cardinale Giacomo Filippo Fransoni
  • Cardinale Carlo Sacconi
  • Cardinale Edward Henry Howard
  • Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro
  • Cardinale Antonio Vico
  • Arcivescovo Filippo Cortesi
  • Arcivescovo Zenobio Lorenzo Guilland
  • Vescovo Anunciado Serafini
  • Cardinale Antonio Quarracino
  • Papa Francesco, S.J.

Successione apostolica

  • Vescovo Horacio Ernesto Benites Astoul
  • Vescovo Jorge Rubén Lugones, S.J.
  • Vescovo Jorge Eduardo Lozano
  • Vescovo Joaquín Mariano Sucunza
  • Vescovo José Antonio Gentico
  • Vescovo Fernando Carlos Maletti
  • Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap.
  • Cardinale Mario Aurelio Poli
  • Vescovo Eduardo Horacio García
  • Vescovo Adolfo Armando Uriona, F.D.P.
  • Vescovo Eduardo Maria Taussig
  • Vescovo Raúl Martín
  • Vescovo Hugo Manuel Salaberry Goyeneche, S.J.
  • Vescovo Óscar Vicente Ojea Quintana
  • Vescovo Hugo Nicolás Barbaro
  • Vescovo Enrique Eguía Seguí
  • Vescovo Ariel Edgardo Torrado Mosconi
  • Vescovo Luis Alberto Fernández
  • Vescovo Vicente Bokalic Iglic, C.M.
  • Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca
  • Arcivescovo Jean-Marie Speich
  • Arcivescovo Giampiero Gloder
  • Vescovo Fernando Vérgez Alzaga, L.C.
  • Vescovo Fabio Fabene
  • Vescovo Angelo De Donatis
  • Vescovo Miguel Ángel Ayuso Guixot, M.C.C.I.
  • Arcivescovo Peter Bryan Wells

Ascendenza

 

Jorge Mario Bergoglio
(papa Francesco)
Padre:
Mario Giuseppe Bergoglio
Nonno paterno:
Giovanni Angelo Bergoglio
Bisnonno paterno:
Francesco Bergoglio
Trisnonno paterno:
Giuseppe Bergoglio
Trisnonna paterna:
Maria Giacchino
Bisnonna paterna:
Maria Bugnano
Trisnonno paterno:
Trisnonna paterna:
Nonna paterna:
Rosa Margherita Vassallo[199]
Bisnonno paterno:
Pietro Vassallo
Trisnonno paterno:
Cesare Vassallo
Trisnonna paterna:
Maria Sugliano
Bisnonna paterna:
Angela Crema
Trisnonno paterno:
Trisnonna paterna:
Madre:
Regina Maria Sivori
Nonno materno:
Francesco Sivori
Bisnonno materno:
Vincenzo Girolamo Sivori
Trisnonno materno:
Antonio Sivori
Trisnonna materna:
Caterina Daneri
Bisnonna materna:
Caterina Sturla
Trisnonno materno:
Giuseppe Sturla
Trisnonna materna:
Maddalena Pinasco
Nonna materna:
Maria Gogna
Bisnonno materno:
Pietro Giovanni Gogna
Trisnonno materno:
Trisnonna materna:
Bisnonna materna:
Regina Demergazzo
Trisnonno materno:
Trisnonna materna:

 

Onorificenze

Onorificenze della Santa Sede

Il papa è ex officio Gran maestro di tutti gli Ordini pontifici, che sono i seguenti:

Gran maestro dell'Ordine supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinariaGran maestro dell’Ordine supremo del Cristo
Gran maestro dell'Ordine dello Speron d'oro - nastrino per uniforme ordinariaGran maestro dell’Ordine dello Speron d’oro
Gran maestro dell'Ordine Piano - nastrino per uniforme ordinariaGran maestro dell’Ordine Piano
Gran maestro dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinariaGran maestro dell’Ordine di San Gregorio Magno
Gran maestro dell'Ordine di San Silvestro papa - nastrino per uniforme ordinariaGran maestro dell’Ordine di San Silvestro papa

Onorificenze straniere

Nel corso della tappa boliviana del suo viaggio apostolico in America Latina dal 5 al 13 luglio 2015, papa Francesco ha ricevuto il 7 luglio dal presidente della Bolivia Evo Moralesdue onorificenze, poi lasciate il seguente 10 luglio alla Vergine di Copacabana, protettrice delle Ande, nel corso di una visita al santuario mariano di Santa Cruz de la Sierra[200].

Gran Collar de lo Orden Nacional Cóndor de los Andes - nastrino per uniforme ordinariaGran Collar de lo Orden Nacional Cóndor de los Andes
— La Paz, 8 luglio 2015
immagine del nastrino non ancora presenteOrden al Mérito “Padre Luis Espinal Camps”
— La Paz, 8 luglio 2015

Altri riconoscimenti

  • È socio onorario del Rotary Club di Buenos Aires[201].
  • Nel 2013 è stato nominato Persona dell’anno dal settimanale statunitense TIME[202].
  • Il 22 dicembre 2015 è stato pubblicato come assegnatario del Premio Carlo Magno per il 2016[203].

Curiosità

  • È un appassionato di calcio, e la sua squadra del cuore è il San Lorenzo.
  • È cugino di primo grado del designer torinese Franco Martinengo, creatore della celebre “Duetto”.[204]
  • Nei primi dodici mesi di pontificato sono stati pubblicati in Italia 111 titoli scritti dal Papa e 139 a lui dedicati, per un totale di 250 volumi in un anno.[205]
Informazioni su diego80 (1975 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

Contatto: WebsiteFacebook

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