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Comuni della Bergamasca – Dalmine

comune
Dalmine – Stemma
Chiesa parrocchiale di San Giuseppe
Chiesa parrocchiale di San Giuseppe
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoLorella Alessio (PD) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate45°39′N 9°36′ECoordinate: 45°39′N 9°36′E (Mappa)
Altitudine207 m s.l.m.
Superficie11,81[1] km²
Abitanti23 293[2] (31-07-2014)
Densità1 972,31 ab./km²
FrazioniBrembo, Guzzanica, Mariano al Brembo, Sabbio Bergamasco, Sforzatica Santa Maria d’Oleno, Sforzatica Sant’Andrea
Comuni confinantiBonate Sotto, Filago, Lallio,Levate, Osio Sopra,Stezzano, Treviolo
Altre informazioni
Cod. postale24044
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016091
Cod. catastaleD245
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidalminesi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Dalmine
Dalmine
Posizione del comune di Dalmine nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Dalmine nella provincia di Bergamo

Dalmine (Dàlmen in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 23 293 abitanti[5] della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Geografia

Il comune di Dalmine si colloca a circa 8 chilometri a sud-ovest di Bergamo, sulla sponda orientale del fiume Brembo.

Dalmine è il risultato dell’unione urbanistica di sette centri diversi: Dalmine vero e proprio, Brembo, Guzzanica, Mariano, Sabbio, Sforzatica Sant’Andrea e Sforzatica Santa Maria d’Oleno. Il comune è stato istituito nel 1927 unendo i comuni preesistenti di Sabbio Bergamasco, Mariano al Brembo e Sforzatica, oltre alla borgata di Dalmine, che non era sede comunale.

Confina a nord con Treviolo, a est con Lallio e Stezzano, a sud con Levate e Osio Sopra, a ovest con Filago e Bonate Sotto.

Importante è il reticolo idrografico che compone il territorio comunale: su tutti spicca il fiume Brembo che delimita il confine amministrativo ad ovest. Numerosi sono inoltre i canali artificiali, utilizzati già in epoca medievale per l’irrigazione delle campagne, tra i quali i rami terminali della Roggia Serio, della roggia Morlana e della roggia Colleonesca, che attingono al corso del fiume Serioin val Seriana.

Storia

Le prime notizie di insediamenti nel territorio di Dalmine risalgono al periodo romano. In particolare, il ritrovamento nel quartiere di Sforzatica d’Oleno dei resti di una costruzione sacra, di un’ara sepolcrale e di epigrafi fa supporre la presenza di un borgo romano di una certa importanza. Nel podere Cimaripa del quartiere Mariano venne rinvenuto un corredo tombale tardo-gallico, che faceva parte di un complesso più numeroso, distrutto nel corso di lavori agricoli alla fine dell’Ottocento, reperti databili alla prima metà del I secolo a.C.

In epoca medioevale troviamo memoria di queste terre in numerosi documenti. I due villaggi di Sforzatica e di Oleno sono menzionati in documenti dell’879 (vicus Sportiadica) e del 909 (Aulene). Allo stesso anno risale la prima citazione di Mariano (Marelianus, 909), che insieme a Guzzanica (Jusianica, 970), era una delle 15 terre bergamasche fortificate con un “castello” prima dell’anno mille. Di Sabbio (Sabie) si parla per la prima volta nel 954. Dalmine (Almene) invece appare in documenti del 975.

Negli statuti di Bergamo del 1263 i cinque abitati di Dalmine, Guzzanica, Mariano, Sabbio e Sforzatica sono nominati come comuni a sé stanti ed ognuno era dotato di un suo sistema difensivo. La popolazione di Oleno, al tempo del secondo incastellamento, abbandonò il villaggio per rifugiarsi nella vicina e più protetta Sforzatica. Nella descrizione dei confini comunali del 1392, il territorio di Dalmine, corrispondente all’attuale centro abitato e al suolo occupato dall’azienda, appariva come una grande proprietà di Giovanni di Baldino Suardi, il più importante dei capi della fazione ghibellina di Bergamo. Tra il XIII ed il XV secolo la famiglia cittadina Brembati, guelfa, aveva provveduto ad acquisire numerosi terreni in Mariano. Tra la fine del Duecento e l’inizio del Quattrocento gli scontri per il dominio della città di Bergamo tra le fazioni ghibellina e guelfa si trasferirono nel contado, interessando più volte Sforzatica, Dalmine e Mariano. Nel 1440 la Repubblica veneta tolse ai Suardi le loro proprietà in quanto nemici di Venezia. I Canonici Lateranensi di S. Spirito il 19 ottobre 1498 acquistarono questi possedimenti dalla famiglia vicentina da Thiene.

La chiesa di S. Maria d’Oleno dipendeva da Bergamo (Pieve di Lallio). Le tre chiese di S. Andrea, S. Lorenzo e S. Michele dal XII secolo appartenevano alla pieve di Pontirolo vecchio (poi Canonica d’Adda) e facevano parte della diocesi di Milano. Nel 1567 san Carlo Borromeo, per affermare la sua autorità in questa parte della diocesi, istituì la Vicaria di Sforzatica, a cui furono assoggettate le 17 parrocchie bergamasche dipendenti da Milano. Nel 1599 furono riunite sotto la nuova pieve di Verdello. Dal 1787 le parrocchie milanesi passarono tutte alla diocesi di Bergamo.

Nel corso del XVIII secolo vennero costruite tre nuove chiese (S. Andrea e S. Michele, consacrate nel 1754, e S. Lorenzo, nel 1832), mentre quella di S. Maria d’Oleno venne ampliata e decorata. L’abbellimento di queste chiese vide la presenza in loco di importanti artisti come il Quaglio della Val d’intelvi, i Camuzio da Lugano, i fratelli Galliari da Biella. In questo secolo furono attivi due importanti scultori: Pietro Paolo Pirovano (1665-1738), originario di Viganò Brianza, ma residente a Sforzatica dalla fine del Seicento, e il figlio Antonio Maria Pirovano (1704-1770), che fu considerato insieme a Giovanni Sanz uno dei più importanti scultori bergamaschi dell’epoca.

Alla fine del Settecento subentrarono nuovi proprietari terrieri. Le terre di Dalmine furono sequestrate ai Canonici Lateranensi dallaRepubblica di Venezia, che le vendette all’asta ai Conti Camozzi. Illustre fu Gabriele, grande patriota del Risorgimento italiano. Nelle proprietà dei Cassotti subentrarono i Dall’Ovo. Nella loro villa si segnala la sala dove è affrescata l’epopea dei Garibaldini. Qui 200 camicie rosse giurarono fedeltà a Garibaldi. A Brembo nel 1840 i fratelli Pesenti comprarono terreni e realizzarono una loro villa con annesso oratorio.

Il Conte On.le Gualtiero Danieli, esperto in diritto commerciale internazionale e deputato al regio Parlamento, sposato con la figlia di Gabriele Camozzi, nel 1907 convinse la tedesca Mannesmann ad insediarsi a Dalmine, vendendo loro i terreni e aiutandoli nel realizzare le infrastrutture necessarie (ferrovia di collegamento, albergo, …).

Nella storia del movimento sindacale italiano Dalmine viene ricordata anche per la battaglia per ottenere la giornata lavorativa di otto ore. e proprio a Dalmine, il 15 marzo 1919, ci fu la prima e singolare occupazione della fabbrica, perché la produzione continuò con l’autogestione da parte dei lavoratori. Per sottolineare l’importanza storica del fatto, il 20 marzo 1919 venne a Dalmine per la prima volta Benito Mussolini ed una seconda volta nel 1924, quando era già capo del governo. L’episodio venne esaltato per rimarcarne le fondamenta della politica sociale del fascismo, che voleva basarsi sull’alleanza tra capitale e lavoro, tra impresa e lavoratori.

Il 3 marzo 1920 l’azienda, diventata italiana durante la prima guerra mondiale, cambiò la sua denominazione in “Dalmine s. a.”, prendendo il nome dal territorio in cui era collocata. Un dirigente aziendale, Ciro Prearo, nella primavera 1926 fu nominato podestà dei tre comuni di Sabbio Bergamasco, Sforzatica e Mariano al Brembo. Nel gennaio del 1927 deliberò la soppressione di quegli antichi enti e l’istituzione del nuovo e unico comune di Dalmine (Regio Decreto 7 luglio 1927). Il villaggio di Dalmine, fatto di una torre e di poche case coloniche, cominciò a cambiare volto. Negli anni venti e trenta l’azienda diede al centro di Dalmine un’articolazione di tipo cittadino (viali, scuole, monumenti, quartieri, velodromo e piscina). Il 19 marzo 1931 venne inaugurata la nuova chiesa, anch’essa opera dell’azienda, e prese avvio la Parrocchia di S. Giuseppe. Con la crisi economica degli anni trenta la proprietà della “Dalmine” diventò pubblica, con il passaggio del pacchetto azionario della società alla Finsider (finanziaria siderurgica dell’IRI).

Nel 1944, nell’ambito della seconda guerra mondiale, la fabbrica del paese subì un bombardamento aereo[6] operato dalle truppe alleate, che causò ben 274 morti[7]. Questo a causa del fatto che la fabbrica stessa nel corso della guerra produceva materiale bellico anche per conto dei tedeschi.

Negli anni cinquanta, con la ripresa produttiva, Dalmine diventò un polo di attrazione non solo per l’occupazione, ma anche per nuovi insediamenti. Il Vescovo di Bergamo mons. Bernareggi nel 1949 volle creare nella zona verso il fiume, conosciuta come “Campagna di Sforzatica”, una nuova parrocchia. Il parroco don G. Piazzoli nel 1957 vi fondò il quartiere Brembo e nel 1974 realizzò il museo del Presepio[8]. Su richiesta della popolazione, Guzzanica si staccò da Stezzano e il D.P.R. del 23 gennaio 1963 sancì l’annessione al comune di Dalmine.

Tra la fine degli anni sessanta e la metà dei settanta ci furono lotte sindacali non solo per i contratti, ma anche per la difesa della salute. Il consiglio comunale più volte si pronunciò in merito alle vertenze in corso. Per circa quattro anni, dal 1976 al 1980, la provincia di Bergamo fu colpita da oltre un centinaio di atti di terrorismo. Anche a Dalmine ci furono manifestazioni di questo tipo, non solo per la partecipazione di qualche giovane a quei movimenti, ma anche perché furono progettate e realizzate azioni contro persone e cose. In particolare il 18 ottobre 1977 la caserma dei carabinieri di Dalmine fu colpita con esplosivo e armi da fuoco. La crisi della siderurgia mondiale degli anni ottanta ebbe forti conseguenze sul piano occupazionale, con una diminuzione valutabile in migliaia di posti. L’insediamento di nuove aziende e lo sviluppo del terziario crearono però nuovi posti di lavoro.

Nel 1991 si è insediata in Dalmine la facoltà di ingegneria dell’università di Bergamo. Con il Decreto del Presidente della Repubblica del 24 marzo 1994 è stato attribuito a Dalmine il titolo di città, mentre nel 1999 sono stati avviati i lavori per l’insediamento del Polo tecnologico. Nel 1996, in seguito alla privatizzazione di molte aziende pubbliche, anche la “Dalmine SpA è tornata ai privati, entrando a far parte della Techint della famiglia italo-argentina Rocca. Nel 2002 l’azienda ha cambiato denominazione in “TenarisDalmine”, mentre il titolo della “Dalmine” è uscito di scena dalla Borsa di Milano il 16 luglio 2003, dove era entrato nel 1924.

Oggi Dalmine è il quarto comune della provincia per numero di abitanti, dopo Bergamo città, Treviglio e Seriate.

Monumenti e luoghi d’interesse

Numerosi sono i luoghi d’interesse presenti sul territorio comunale. Delle strutture difensive medievali vale la pena menzionare presso la Biblioteca Civica la Torre Suardi, erroneamente chiamata “Camozzi”, dal nome della famiglia che ne fu proprietaria tra il 1787 e il 1936; la torre di Sforzatica e la torre di Guzzanica. Il toponimo di Piazza Castello e la forma della piazza omonima a Mariano ci ricordano l’esistenza appunto di un castello che, secondo lo Jarnut (1980), fu costruito in forma associata e quindi di proprietà comune.Come pure nel quartiere Sabbio (comune a sé fino al 1927), si suppone ci fosse intorno all’anno 1200 pure un castra che peraltro troviamo citato nella pergamena capitolare n°372 conservata nella biblioteca Angelo May a Bergamo, dove nell’elenco delle proprietà terriere dei monaci di Astino così è scritto:prima petia terra est in castro de Sabio …(1251); comunque non è il solo documento che ne cita l’esistenza.

La parrocchiale di Santa Maria d’Oleno a Sforzatica

Architetture religiose

In ambito religioso molti sono invece gli edifici sacri degni di nota: nel centro la chiesa parrocchiale di San Giuseppe, consacrata nel 1931. Custodisce opere pittoriche risalenti al XVI secolo, tra cui spicca una tela col Cristo Redentore.

Inoltre sono presenti anche:

  • la chiesetta di San Giorgio. Erroneamente viene ritenuta la cappelletta di un convento dei Canonici Lateranensi che invece avevano il convento in Santo Spirito in Bergamo. I Canonici ne entrarono in possesso nel 1498, quando riscattarono i possedimenti di Dalmine dalla famiglia da Thiene di Vicenza.
  • la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea in Sforzatica, venne edificata in stile rococò e conserva opere dello scultore locale Antonio Maria Pirovano.
  • la chiesa parrocchiale Santa Maria d’Oleno di Sforzatica[9], che può essere considerata l’edificio più antico e di maggior rilevanza artistica presente sul territorio comunale. Venne edificata in tempi remoti, tanto da essere citata già in documenti risalenti al 909, in luogo di un precedente edificio di culto pagano riconducibile all’epoca dell’insediamento romano in Val Padana, del quale si possono ancora intravedere alcune tracce; venne ufficialmente consacrata nel 1595 dal Vescovo Giambattista Milani.

    Il monumento agli agenti di polizia uccisi

  • la chiesa antica di Sabbio dedicata a San Michele Arc.(1754), in cui è presente una bella pala di Gio’ Paolo Cavagna (Madonna in trono con bambino tra San Michele e S.Alessandro 1590); un organo della famiglia Bossi (rifatto nel 1881), stucchi attribuiti ai Camuzio di Lugano (1751) e sulla torre campanaria in cotto un leone di San Marco in pietra (1770) opera dello scultore sforzatichese Antonio Maria Pirovano.

Architetture militar

I rifugi antiaerei

Già nel 1939 il territorio di Dalmine venne suddiviso in “settori di esodo”, in ognuno dei quali vennero costruite trincee di ricovero. Nel 1943, su un’area di 6.097 km² c’erano ben 159 ricoveri antiaerei, con una cubatura di 14.385 m3 ed una capienza massima di 12.000 persone. In gran parte questi erano dislocati all’interno dello stabilimento o nelle immediate vicinanze nei quartieri “Garbagni” (detto “Baggina”) e Leonardo da Vinci (detto “Ville). Si trattava di rinforzi con travi posti all’interno di ogni caseggiato.

Nel frattempo la Dalmine SpA diede avvio alla progettazione ed alla realizzazione di rifugi antiaerei, scavati nei due quartieri anzidetti. Esternamente i due rifugi mantengono ancora oggi il loro aspetto originale anche se soltanto quello del quartiere “Leonardo da Vinci” conserva ancora i caratteristici camini di aerazione. I due rifugi risultano essere strutturalmente uguali.

Sono costituiti da due pozzi che contengono ciascuno una scala a chiocciola attraverso la quale si giunge ad una profondità di 20 metri. A questo punto i due pozzi sono collegati tra loro da una galleria lunga circa 40 metri, che costituisce il vero e proprio rifugio antiaereo. Alle due estremità sono ricavate delle stanze che costituivano la sala comunicazioni e l’infermeria. In altre stanze erano collocati i servizi igienici e i locali dove erano sistemati i macchinari per il ricircolo dell’aria. Tra le caratteristiche di questo impianto c’erano le cosiddette “biciclette”, cioè degli elettroventilatori a quattro pedaliere che dovevano produrre un ricircolo forzato dell’aria. Il pavimento è costituito da piastre in cemento di 1 x 0,45 m, posate in modo da creare un’intercapedine di circa 20 cm tra il pavimento e il terreno. Grazie a questa caratteristica costruttiva, all’interno della struttura il livello di umidità risulta relativamente basso e non vi è traccia di infiltrazioni d’acqua.

Nel rifugio del quartiere “Leonardo da Vinci” si possono osservare alcuni tratti dell’impianto elettrico originale e i resti di due cartelli che imponevano il divieto di fumare. A metà galleria si può ammirare una stalattite filiforme, unico esempio di concrezione rilevata in queste strutture.

Il rifugio antiaereo del quartiere Garbagni venne riaperto al pubblico in occasione del 50º anniversario del bombardamento nel 1994.

Altro

Presso il casello d’ingresso al tratto autostradale Milano-Venezia, è stato posto un particolare monumento a memoria dell’omicidio di due agenti di polizia da parte del banditoRenato Vallanzasca. Il monumento ha la forma di un grosso tubo, che richiama la principale produzione industriale di Dalmine, con alcuni fori di arma da fuoco a rappresentare il fatto delittuoso che commemora.

Tempo libero

Per Dalmine passa il fiume Brembo (che denomina anche l’omonimo sobborgo), il quale viene simpaticamente chiamato “il mare di Dalmine”. Non è infrequente infatti, durante i weekend che vanno in genere da Pasqua (e il lunedì in Albis in particolare) sino ad ottobre, vedere moltitudine di persone che si ristorano sulle sponde del fiume, in aree appositamente attrezzate vicino il rifugio degli alpini.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[10]

Cultura

Istruzione

L’ingresso della facoltà di Ingegneria, in viale Marconi

A Dalmine ha sede la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo con i corsi di studio attivi di Ingegneria Meccanica, Edile, Informatica e Gestionale. A Dalmine ha anche sede il polo per l’innovazione tecnologica della provincia di Bergamo, nel quale sono attive numerose aziende dell’Information Technology.

Musei

A Brembo di Dalmine è operante l’interessante Museo Permanente del Presepio inaugurato nel 1974 e dedicato all’arte presepiale italiana ed estera.

Persone legate a Dalmine

  • Livio Fanzaga, presbitero dell’ordine dei Padri Scolopi e direttore di Radio Maria
  • Pietro Paolo e Antonio Maria Pirovano, scultori del Settecento
  • Quattro donne che hanno influenzato la storia di Dalmine: Maria Elisa Camozzi, Cecilia ved. Scaramuzza e poi sposata con Roberto Da Thiene, Lucia Suardi, Bernarda Visconti in Suardi, digilander.libero.it.
  • Gabriele Camozzi
  • Arch. Giovanni Greppi

Geografia antropica

Urbanistica

La città dell’azienda e del fascismo

Il palazzo comunale, in piazza della Libertà, di chiaro stile fascista

Un primo sguardo al centro comunale consente di apprezzare le “nuove” costruzioni e di cogliere nell’aspetto urbanistico della città le gerarchie del potere presenti negli anni trenta del Novecento.

Due le strade realizzate in quel periodo che immettevano a Dalmine: l’asse principale, il cardo maximus nord-sud (viale Benedetti, oggi Betelli), incrociava quello secondario est-ovest (viale Locatelli / Marconi), il decumanus, dando origine alla Piazza Impero (oggi Piazza Libertà), l’antico Forum, con al centro il monumento al tubo alto 60 metri, comunemente chiamato “antenna”.

Su un lato della piazza era posto il Municipio a cui si contrapponeva la Casa del Fascio con la Torre littoria. “Nel 1938 le torri littorie non erano più le torri campanarie del Comune. Non stava più lì il simbolo comunitario del potere e dello Stato. Quella era l’ideologia urbanistica del ’32, che si rifaceva all’Italia dei comuni”.

Nel ’38 invece l’ideologia urbanistica s’è radicalizzata: “il fascismo è lo Stato, il potere vero è là”[11]. Per cui la torre littoria, simbolo del potere politico, fu posta a completare la casa del fascio.

Piazza Caduti 6 luglio 1944, già piazza 20 marzo 1919

Il vecchio ingresso della Tubi Dalmine, anch’esso in stile fascista

Ma per Dalmine la Piazza Impero non era il vero centro del potere, perché mentre a nord si apriva verso l’aperta campagna, a sud il cardo era sbarrato dal Palazzo della direzione dello stabilimento. Tra questi due estremi erano poste le abitazioni, i negozi, la chiesa e la scuola. L’effetto che l’architetto Giovanni Greppi aveva ottenuto era quello di “monumentalizzare una via chiudendone la prospettiva sulla facciata di un edificio rappresentativo”, quello della vera sede del potere: la sede della direzione dello stabilimento. La chiesa di S. Giuseppe era significativamente orientata verso l’azienda, invece che sul tradizionale asse est-ovest, ed era priva del campanile.

Davanti allo stabilimento, a ricordo della venuta di Mussolini a Dalmine, si apriva la Piazza 20 marzo 1919, ancora oggi esistente ma chiamata Piazza Caduti del 6 luglio 1944 (bombardamento di Dalmine), circondata dagli italici pini marittimi. La fontana era sovrastata da un grande pannello in marmo (abbattuto nel 1945) con riprodotto il discorso del Duce che enunciava l’accordo tra capitale e lavoro, alla base della politica corporativa fascista. Dalmine era così diventata il grande palcoscenico delle manifestazioni fasciste.

Spazzando via il vecchio centro e la villa Camozzi (1840 circa), che ad inizio Novecento ospitava un museo di cimeli del risorgimento appartenuti a Gabriele Camozzi, l’azienda aveva risparmiato due strutture medievali: la torre Suardi e la chiesetta di S. Giorgio. Quasi a significare che questo territorio, grazie al suo contributo, era passato direttamente dal Medioevo all’età moderna.

Frazioni

Economia

Industria

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
23 aprile 199514 giugno 1999Antonio BramaniLega NordSindaco
14 giugno 19998 giugno 2009Francesca BruschiDemocratici di Sinistra poi PDSindaco
8 giugno 200919 marzo 2013Claudia Maria TerziLega NordSindaco[12]
19 marzo 20139 giugno 2014Alessandro CividiniLega Nordsindaco f.f.
9 giugno 2014in caricaLorella AlessioPartito DemocraticoSindaco

Infrastrutture e trasporti

La stazione ferroviaria di Verdello-Dalmine, posta lungo la ferrovia Bergamo-Treviglio è servita da treni regionali svolti da Trenord nell’ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1890 e il 1953 la località era servita dalla tranvia Monza-Trezzo-Bergamo, che proprio a Dalmine aveva una diramazione, attiva fino al 1947 lungo via Locatelli, a servizio delle maestranze operaie del vicino stabilimento siderurgico[13].

Sport

Il 2 giugno 1997 la 16ª tappa del Giro d’Italia 1997 si è conclusa a Dalmine con la vittoria di Fabiano Fontanelli.

Formazioni calcistiche dilettantistiche affiliate alla FIGC presenti in Dalmine: Città di Dalmine (Promozione), la nuova compagine Dalminese “F.C.D. Dalmine 2012” e poi S.S.Brembo (2ªCategoria), US Sabbio e Mariano Dalmine (3ª Categoria)

La compagine del CRAL DALMINE milita dal 2005 nel campionato di C2 di pallacanestro, ed ha squadre in sei campionati giovanili per un totale di 250 atleti.

Dal 2008, anche il rugby sarà presente a Dalmine con l’iscrizione al Campionato Italiano di Serie C della neonata Rugby Dalmine, costola del Cus Bergamo Rugby.

www.comune.dalmine.bg.it/pubblicazioni/Informazioni/Informazioni.asp?ID_M=287

Storia

Dalmine come comune è di recente formazione: la nascita ufficiale risale al 7 luglio 1927 quando, con Regio Decreto, Sforzatica, Mariano e Sabbio sono aggregati in unico Comune che prende il nome dal nucleo urbano in cui era presente il più grande complesso industriale della Bergamasca: “la Dalmine”.
Da allora la crescita è stata continua tanto che Dalmine si è trasformata in un prolifico centro abitato che ha visto insediarsi un gran numero d’attività produttive, commerciali e terziarie, in grado di occupare una buona parte della forza lavoro locale.

LO SVILUPPO INDUSTRIALE
I fratelli tedeschi Mannesmann, originari della Renania, brevettano nel XIX secolo un processo per la lavorazione di tubi senza saldatura. Nel 1907 la società è intenzionata ad impiantare nei possedimenti Camozzi di Dalmine un enorme stabilimento per la costruzione di tubi d’acciaio, in cui dovranno essere impiegati fino a duemila operai. L’accordo tra l’Amministrazione e la Società per la costruzione è comunicato ufficialmente il 5 agosto 1907.
Negli anni a seguire la società ha avuto diversi cambiamenti nella proprietà e nella conduzione fino al 1919, quando è arrivata all’autogestione operaia della fabbrica. Nella storia del movimento sindacale italiano, Dalmine è ricordata anche per la battaglia combattuta per ottenere la giornata lavorativa di otto ore.
Con la crisi economica degli anni ’30 la proprietà della “Dalmine” diventa pubblica, con il passaggio del pacchetto azionario della società alla Finsider (Finanziaria siderurgica dell’IRI).
Per molti anni Dalmine ha legato la presenza dello stabilimento siderurgico al processo di crescita della località, attraverso uno sviluppo che l’ha portata da minuscolo villaggio agricolo alla realtà attuale.
Dalmine non è solo tubi d’acciaio: la struttura economica è andata differenziandosi in un ventaglio attività, dalla meccanica alle pavimentazioni stradali, dall’elettronica agli arredamenti d’interni, dagli autotrasporti e spedizioni ai calcestruzzi, dall’abbigliamento alla maglieria, dagli impianti di automazione alle vetrate ecc.

IL PERIODO FASCISTA
Il ventennio fascista a Dalmine è caratterizzato da due esigenze: quella del regime di avere nuove piazze per le celebrazioni e quella della Dalmine S.p.A. di dare un’impronta industriale e maggiore funzionalità al luogo che le dà il nome.
L’amministrazione fascista realizza opere di grande interesse pubblico per aumentare soprattutto il prestigio politico del regime: soffoca le autonomie locali puntando all’accentramento amministrativo, cambia i nomi delle vie intitolandoli a personaggi e ricordi fascisti, demolisce fabbricati del vecchio nucleo di Dalmine per dare spazio a nuove costruzioni.
Tra le altre opere sorte negli anni seguenti si possono citare il villaggio operaio (detto la “Bagina”) e il quartiere “Ville” per gli impiegati, la scuola elementare, la chiesa di Dalmine, la piscina scoperta, il dopolavoro aziendale, la colonia elioterapica, la casa di riposo per anziani, il poliambulatorio, la colonia alpina di Castione della Presolana e quella marina di Riccione.

DAL TRAGICO BOMBARDAMENTO ALLA GRANDE RINASCITA
Il giorno più tragico nella storia di Dalmine è stato il 6 luglio 1944: un massiccio bombardamento aereo degli alleati provoca 278 morti e 800 feriti tra impiegati e operai dello stabilimento e la distruzione d’interi reparti. Ai tanti caduti del 6 luglio sono stati dedicati un monumento collocato all’esterno della direzione della Dalmine S.p.a., una lapide presso la chiesa parrocchiale ed una piazza.
Negli anni ’50, con la ripresa produttiva, Dalmine diventa un polo d’attrazione non solo per l’occupazione, ma anche per nuovi insediamenti.
Per quanto riguarda lo sviluppo socio-economico del territorio, si assiste ad un notevole aumento della popolazione residente. La popolazione attiva lascia il settore agricolo a favore di quello industriale con il conseguente potenziamento del settore terziario.
Nasce il nuovo quartiere di Brembo e nel 1963, dopo l’acquisizione del territorio di Guzzanica, Dalmine si trova ad essere costituito da ben sei frazioni con un notevole incremento della dinamica socio-economica e della superficie territoriale.
La crisi della siderurgia mondiale degli anni ’80 ha forti conseguenze sul piano occupazionale; ma la nascita di nuove aziende e l’incessante sviluppo del terziario creano nuovi posti di lavoro.
Nel 1991 si insedia a Dalmine la facoltà di ingegneria dell’Università di Bergamo.
A Dalmine, nonostante il massiccio sviluppo industriale, restano numerosi i segni di un mondo agricolo ancora attivo: molti operai nel loro tempo libero lavorano ancora la terra.
Con il DPR 24 marzo 1994 è stato attribuito a Dalmine il titolo di Città.

DALMINE IN CIFRE
Il territorio di Dalmine presenta tracce della colonizzazione romana avvenuta nel I secolo a.c.; una caratteristica fondamentale del territorio è proprio la sua suddivisione geometrica.
• La Città confina a nord con Treviolo e Lallio, ad est con Levate, a sud con Osio Sopra e ad ovest con il fiume Brembo. E’ raggiungibile mediante l’Autostrada A4 Bergamo-Milano (uscita Dalmine) e la provinciale 525 Bergamo-Trezzo.
Il territorio comunale, completamente pianeggiante, ha una superficie di 11.600.000 mq. a 202 metri sul livello del mare.
• Attualmente gli abitanti sono 22.377, così suddivisi fra i sette nuclei che costituiscono il comune: Brembo 3.704, Dalmine centro 4.125, Guzzanica 559, Mariano 4.048, Sabbio 2.423, Sforzatica S. Andrea 5.043, Sforzatica S. Maria 2.475.
Oggi Dalmine è il terzo comune della provincia per numero di abitanti, dopo Bergamo città e Treviglio.

LASCIAMO PARLARE I GRAFICI
Nella sezione Dati statistici sono disponibili i grafici relativi a:
• Dati demografici
• Composizione della Popolazione
• Residenti Stranieri
• Popolazione straniera
• Attività produttive

Fonti bibliografiche
• Comune di Dalmine – Assessorato alla Pubblica Istruzione, “Dalmine: Cenni di storia” dalle origini al 1963, dicembre 1982 –
• Piero Ghislandi, articolo apparso su “Il Giornale di Bergamo” del 29 marzo 1992

 

www.facoetti.com/index.php/comune-di-dalmine/276-cenni-storici/209-scheda-comune-di-dalmine

COMUNE DI DALMINE

Scheda Comune di Dalmine

Regione: Lombardia;
Comune:  Dalmine;
Provincia: Bergamo (BG);
Indirizzo: Piazza Libertà, n.1 – 24044 Dalmine (BG)
Zona: Italia Nord Occidentale;
Codici: CAP 24044, Codice ISTAT 016091, Codice catastale D245
Pref.telefonico 035, tel. 035/62.24.711,  Fax 035/62.24.738, E MAIL info@comune.dalmine.bg.it,  P.I. 00232910166

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Data di nascita del Comune:
•    Il comune nasce il 07 luglio 1927 dall’unione di tre comuni: Sabbio – Mariano – Sforzatica, con Regio Decreto – Legge 17 marzo 1927 n° 383; la frazione di Guzzanica viene aggregata al comune nel 1962.
•    Con D.P.R., datato 24 marzo 1994, è stato attribuito a Dalmine il titolo onorario di “città”.
•    Patrono della città: S. Giuseppe, 19 marzo.

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Frazioni:
•    Brembo, Dalmine Centro, Guzzanica, Mariano al Brembo, Sabbio Bergamasco, Sforzatica S. Andrea,  Sforzatica S.M. d’Oleno

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Abitanti:
•    Nome abitanti: “DALMINESI”
•    Al 31.12.2013 n. 22.948
•    Al 31.12.2012 n. 22.846 (in diminuzione di 420 unità)
•    Al 31.12.2010 n. 23.266  (così composti: 9.427 famiglie – età media 40,9 – reddito medio anno 2009 € 13.756,00 – tasso di natività 10,1).
•    Densità abitanti al 31.12.2010: ab/kmq 2.005    (al 31.12.99 ab/kmq 1815;  al censimento 1991 ab/kmq 1599).
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•    Abitanti al censimento del 1991 n. 18.551; al dicembre 1999 n. 21.061;  al dicembre 2009 n. 23.132.
•    Popolazione per Frazioni al 31 dicembre 2009: (Totale ab. 23.132 di cui M 11.447; F 11.685)

fraz. Brembo 3.943;
fraz. Dalmine C. 4.266;
fraz. Guzzanica 600;
fraz. Mariano 4.100;
fraz. Sabbio B. 2.483;
fraz. Sforzatica S.A. 5.127;
fraz. Sforzatica S.M. 2.613.

Popolazione straniera, al 31 dicembre 2009, n. 2041 pari all’ 8,8% dei residenti.

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Clima e Dati Geografici:
•    Superficie del Comune: Kmq 11,57 così suddivisa: Sabbio Kmq 1,500; Mariano Kmq 3,770; Sforzatica Kmq 4,60; Dalmine Kmq 1,15; Guzzanica Kmq 0,55.
•    Collocazione: alta pianura Padana, zona pedecollinare delle Prealpi Orobiche
•    Altezza s.l.m.: m 207 (casa comunale), min 166 m, max 215 metri s.l.m.
•    Coordinate: latitudine 45° 39’ 0”72 N, longitudine: 09° 36’ 18”,00 E., Locator (WWL): JN45TP.  –  Fuso orario UTC+1
•    Fiumi importanti: Brembo
•    Distanza da Bergamo: Km 8 – Distanza da Milano: Km 46 (Km 49 con autostrada)
•    Clima: Gradi Giorno 2.473 GG (è la somma, per N giorni, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell’ambiente (conv. 20°)  e la temperatura media esterna giornaliera).
•    Zona Climatica: E
•    Accensione impianti termici: max consentito 14 ore giorno dal 15 ottobre al 15 aprile. (NB. Con ordinanza 208 del 14 ottobre 2011, per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, il comune riduce di un’ora – da 14 a 13 ore al giorno – la durata giornaliera per il periodo dal 15/10/2011 al 15/04/2012).
•    Classificazione sismica: Zona 4 – sismicità molto bassa.

Confini
Il Comune di Dalmine confina con i territori dei comuni di:
a – Treviolo e Lallio a Nord;
b – Stezzano e Levate a Est;
c – Osio Sopra e Osio Sotto a Sud;
d – Filago e Bonate a Ovest.
Il fiume Brembo segna il confine naturale tra Dalmine, Filago e Bonate per circa due chilometri e mezzo.

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Servizi scolastici
n° 7 scuole dell’infanzia – 4 statali, 2 comunali, 1 interparrocchiale
n° 5 scuole elementari (unificazione di due scuole l’1-9-1999) primarie) – Brembo/Mariano/S.Maria/ Sabbio/Sforzatica SA
n° 3 scuole secondarie di primo grado (1 presidenza)
n° 3 scuole medie di 2 grado (ITIS, ITCS. IPCS)
n° 1 Centro professionale con un corso per disabili
n° 1 facoltà universitaria – università degli studi di Bergamo – Sede di Dalmine (corsi di laurea triennali: Ing edile, Ing. gestionale, Ing. informatica, Ing. meccanica, Ing. tessile.  –  Corsi di laurea magistrale: Ing. edile, Ing. gestionale, Ing. informatica, Ing. meccanica.)

Servizi culturali
N° 1 Biblioteca centro sistema
n° 3 sale cine-teatro (1 comunale; 2 parrocchiali)
n° 1 Museo del presepio, località Brembo, aperto tutto l’anno.

Servizi sociali
Asilo nido (n. 2 comunali, n….privati)
Centro Aggregazione giovanile “L’Atelier”
Centro diurno “Fior di Cristallo” per portatori di handicap
Centro diurno e residenziale per anziani  – San Giuseppe
Cooperativa “La Solidarietà” per avvio al lavoro dei disabili
Protezione Civile – Dalmine/Zingonia – La sede è a Dalmine, Comune Capofila di Protezione Civile dell’Area Dalmine/Zingonia, in via Fiume Adda, presso il magazzino comunale.

Servizi sanitari
Sede di distretto sanitario ASL  – Centro di riabilitazione
n° 6 farmacie, (una pubblica, cinque private).
n° 16 ambulatori medici
n° 2 ambulatori veterinario
n° 2 Erboristeria e Parafarmacia

Servizi sportivi
n° 1 piscina coperta e scoperta
n° 10 palestre
n° 1 velodromo con campo di calcio
n° 4 campi calcio comunali + 6 campi degli oratori
n° 3 campi da tennis
n° 3 campi da bocce
n° 2 campi per gioco tamburello

Servizi Commerciali
n° 17 sportelli bancari
n° 1 ufficio postale – via Buttaro, 1

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Luoghi di culto: 
Cattolico:  n° 12 chiese, (l’ultima costruita a Mariano), in 7 Parrocchie.
Vicariato n° 15 di Dalmine – Stezzano.

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Configurazione
Il territorio del comune ha la forma di un grande quadrilatero avente una superfice di 11,60 Kmq. Ai vertici del quadrilatero sorgono le frazioni di Guzzanica, Brembo, Mariano e Sabbio Bergamasco mentre al centro sorgono il capoluogo Dalmine e la frazione più grossa di Sforzatica S.A.

Terreno
Nel territorio comunale in massima parte il terreno ha una profondità di humus (sostanza organica del terreno) di circa 80 cm sopra uno strato di argilla, in parte invece è di natura alluvionale con uno strato vegetale che non supera i 20 cm., sotto questa crosta vi è uno strato roccioso. Il territorio è completamente sprovvisto di grotte geologiche, miniere e fonti termali. Esistono solo alcune cave di sabbia e ghiaia che si trovano nel versante ovest e al confine del Brembo.

Fiumi
L’unico fiume che interessa il territorio di Dalmine è il Brembo che scorre lungo il confine occidentale. Esso nasce a 2.914 m di altezza dal pizzo del Diavolo, nelle prealpi Orobiche, scorre lungo tutta la val Brembana per confluire poi nel fiune Adda nei pressi di Canonica d’Adda, dopo aver percorso 78 Km.

Canali
Esistono tutt’ora cinque canali alimentati dalla Coda di Serio, per irrigazione dei campi, che attraversano il territorio comunale. La coda di serio non è altro che il proseguimento della roggia comunale di Bergamo detta fossatum magnum (oggi serio grande) che estrae le sue acque dal fiume Serio presso Nembro/Albino  e risale a circa l’anno 1000.  L’inizio della costruzione della coda di serio risale a dopo il 1233, anno in cui il Comune di Bergamo vendeva un suoi possedimento, detto prato di Treviolo di 650 pertiche bergamasche (circa 45 ettari) a quattro cittadini. Nel prezzo era compreso il valore dell’acqua destinata ad irrigare il fondo e utilizzarla a piacimento purchè non al difuori del territorio di Bergamo:
a)    Roggia Serio Grande,  si stacca dal fiume Serio presso Albino assieme alla roggia Morlana e alla roggia Borgogna.
b)    Roggia Serio Piccolo, continuazione della Roggia Serio; passa per Sforzatica (mulino), Dalmine e Mariano.
c)    Roggia Coda di Serio, si stacca dalla roggia Serio; un ramo va verso Brembo, un ramo da Albegno per Sforzatica (cascina nuova) verso Guzzanica, un altro ramo da Albegno passa per Sforzatica S. Maria per riunirsi, prima di Guzzanica, alla Roggia Coda di Serio che si immette, quasi subito, nella Roggia Colleonesca.
d)    Roggia Verdellina, si stacca dalla Roggia Serio, passa per Lallio e scorre sul lato est della provinciale BG-MI, passa per Guzzanica e Sabbio e va verso Osio Sopra.
e)    Roggia Colleonesca, ramo di Osio, si stacca dalla roggia Morlana in Bergamo, scorre sul lato ovest della provinciale verso Osio.

Acqua potabile
Un tempo l’acqua potabile era fornita dall’acquedotto di Bergamo, poi dalla Pro Dalmine dal suo acquedotto, nel 1974 il comune riacquista dalla Pro Dalmine l’intero acquedotto che gestisce fino al 2008. Ora l’acquedotto è gestito da UNIACQUE Spa, interamente a capitale pubblico, che ha ottenuto, per decisione unanime dell’Autorità d’ambito di Bergamo, l’affidamento della gestione in house del servizio idrico integrato (S.I.I.).

Clima
Il clima della zona è essenzialmente continentale: freddo d’inverno e caldo d’estate. In certe stagioni è umido a causa delle nebbie che ristagnano. Raramente soffiano venti impetuosi, o arrivano temporali disastrosi. Predominano venti provenienti da Nord-Est.

Flora e fauna
Non esistono piantagioni particolari ma, essendo un terreno fertilissimo ed in maggioranza argilloso, predomina la coltura di granoturco e frumento, ultimamente si sono sviluppate anche coltivazioni di verdure in serra.

Comunicazioni
Dalmine dista dalla linea ferroviaria “Bergamo-Milano” circa sei chilometri e la stazione è denominata Verdello-Dalmine. Ora col raddoppio della linea ferroviaria hanno aperto un’altra stazione a Stezzano a soli tre chilometri di distanza da Dalmine. Nel comune esiste un raccordo ferroviario, privato, che congiunge Dalmine con Verdello adibito esclusivamente al trasporto dei tubi e del materiale ferroso. Servizi e linee automobilistiche celeri uniscono Dalmine a Bergamo a Milano e ai centri minori della zona. I pullman della società Autostradale passano ogni mezz’ora da Dalmine (casello autostradale) tanto per Bergamo quanto per Milano.

http://www.comune.dalmine.bg.it/ sito istituzionale

http://www.tenaris.com/italy/it/default.aspx  sito Tenaris

http://www.fondazione.dalmine.it/it/  sito Fondazione Dalmine

http://www.museodelpresepio.com/ita/default.asp?page_id=1  sito Museo del presepio a Brembo di Dalmine

http://italia.indettaglio.it/ita/lombardia/dalmine.html  altre info su Dalmine

 

Informazioni su diego80 (1908 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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