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Venerdì Santo – La Passione di Gesù – Via Crucis

Siamo entrati nel Triduo Pasquale, ovvero i tre giorni che precedono la Pasqua di Resurrezione. Dopo il Giovedì dedicato alla messa del Crisma e dalla messa nella Cena del Signore il Venerdì è la ricorrenza più importante per quanto riguarda l’attesa dell Pasqua, con le tappe della Via crucis che riguardano la Passione di Cristo, con la condanna a morte, il viaggio della Croce fino alla morte corporale di Gesù. E dopo il sabato con la veglia Pasquale, arriva il giorno che ricorda la Resurrezione di Cristo. In questo lungo speciale, tratteremo le tradizioni del Venerdì Santo, della Passione di Cristo e della Via Crucis.

Venerdì santo

Venerdì santo
Crocifissione di Gesù, Giotto, Padova, cappella degli Scrovegni.
Tipo di festaReligiosa
Datavariabile
ReligioneCristiana
Oggetto della celebrazioneMorte di Gesù
Feste correlateSettimana santa; Pasqua
TradizioniNiente messa, adorazione della Croce, astinenza e digiuno
Tradizioni profaneRievocazioni storiche della Passione
Tradizioni culinarieDifferenti in base alle tradizioni del luogo

Il Venerdì santo è il venerdì che precede la Pasqua cristiana.

In questo giorno i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene osservata con speciali pratiche e riti dai fedeli di molte confessioni cristiane.

Data

Data del Venerdì santo, 2000-2020
AnnoOccidenteOriente
200021 aprile28 aprile
200113 aprile
200229 marzo3 maggio
200318 aprile25 aprile
20049 aprile
200525 marzo29 aprile
200614 aprile21 aprile
20076 aprile
200821 marzo25 aprile
200910 aprile17 aprile
20102 aprile
201122 aprile
20126 aprile13 aprile
201329 marzo3 maggio
201418 aprile
20153 aprile10 aprile
201625 marzo29 aprile
201714 aprile
201830 marzo6 aprile
201919 aprile26 aprile
202010 aprile17 aprile

La data del Venerdì santo è mobile in quanto collegata con la data della Pasqua. Essendo la data della Pasqua diversa fra Chiese occidentali e orientali, anche le date del Venerdì santo non coincidono. In certe nazioni, come il Regno Unito, la Germania e la Svizzera (ad eccezione del Ticino e del Vallese) questo giorno è considerato festivo.

Nel cattolicesimo

Come nel Mercoledì delle ceneri, i fedeli dai 14 anni di età sono invitati all’astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione).Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati di tutti gli uomini, che Gesù è venuto ad espiare nella passione, ed assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù (Matteo 9,15); lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l’evento del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua nel memoriale della sua resurrezione, la domenica di Pasqua.

Liturgia dei presantificati nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Filadelfia

Non si celebra l’eucaristia: durante la celebrazione liturgica pomeridiana del Venerdì santo si distribuisce infatti l’eucaristia consacrata il giorno precedente, nella messa vespertina in Cena Domini del Giovedì santo, in cui si ricorda l’ultima cena del Signore con i discepoli e il tradimento di Giuda. La liturgia inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia di Pasqua nella notte del Sabato santo, quasi a sottolineare come il Triduo pasquale sia un’unica celebrazione per i cristiani.

L’azione liturgica della Passione del Signore (in Passione Domini), detta anche liturgia dei presantificati, si articola in tre parti:

  1. la liturgia della Parola, composta di numerose letture e dalla solenne preghiera universale,
  2. l’adorazione della santa Croce;
  3. la comunione con i presantificati.

La liturgia dei presantificati ha origini molto antiche (VII secolo) ed è presente anche nel rito bizantino, come una delle quattro tipologie di divina liturgia.

Solitamente, poi, in ogni parrocchia si effettua la Via Crucis o più in generale la processione devozionale con il crocifisso, le statue del Cristo morto e della Madonna addolorata, o le statue che rappresentano i misteri, ossia le stazioni della Via Crucis. Il papa celebra quest’ultimo rito presso il Colosseo.

Le campane il Venerdì santo

Il Venerdì santo le campane, che tradizionalmente richiamano i fedeli alla celebrazione dell’eucaristia, in segno di lutto non suonano. Occorre però precisare da quale momento, in quanto si riscontrano tradizioni differenti a seconda dei diversi riti cattolici.

  • Secondo il rito romano le campane suonano per l’ultima volta la sera del Giovedì santo, e precisamente al canto del Gloria della messa vespertina, per poi tornare a suonare a festa durante la Veglia Pasquale, sempre al canto del Gloria, come segno dell’annuncio dei cristiani della resurrezione di Gesù.
  • Nel rito ambrosiano, invece, le campane suonano sino all’annuncio della morte del Signore: le ore tre del pomeriggio del Venerdì santo. Dopodiché tacciono fino alla veglia pasquale.

Nella tradizione popolare italiana

Cristo morto di autore ignoto del 1850, si porta in processione il Venerdì santo a Catenanuova (EN)

In Sicilia, in particolare ad Enna, e in alcune zone della Calabria il Venerdì santo è uno dei giorni più particolari dell’anno. Vengono fusi liturgia e folclore: vengono effettuate delle vere e proprie “rievocazioni” del giorno della morte di Gesù. Un esempio possono essere gli “incontri” tra le statue di Gesù e della Madonna prima che avvenga la crocefissione. Le processioni sono sempre accompagnate delle marce funebri delle bande musicali e soprattutto dai “lamenti” (canti generalmente in dialetto che rievocano la passione).

Processione devozionale di Venerdì santo a Barletta

La processione dei Misteri di Trapani

Licodia Eubea, l’antica tradizione della crocifissione sul monte Calvario per la sera del venerdì santo, uno dei momenti più sentiti dell’antica settimana santa di Licodia.

L’incontro tra Gesù redentore e la Madonna addolorata. Castrofilippo,Provincia di Agrigento

Nomi nelle varie lingue

Il Venerdì santo viene chiamato in modi differenti nelle varie lingue.

linguanomesignificato letterale
cecoVelký PátekGrande venerdì
croatoVeliki PetakGrande venerdì
daneseLangfredagVenerdì lungo
finlandesePitkäperjantaiVenerdì Lungo
estoneSuur reedeGrande venerdì
friulanoVinars santVenerdì santo
franceseVendredi saintVenerdì santo
ingleseGood FridayVenerdì buono
irlandeseAoine an ChéastaVenerdì della Crocifissione
malteseGimgha l-KbiraGrande venerdì
piemonteseVënner SantVenerdi santo
polaccoWielki PiątekGrande venerdì
portogheseSexta-Feira SantaVenerdì santo
slovaccoVeľký piatokGrande venerdì
spagnoloViernes SantoVenerdì santo
svedeseLångfredagenVenerdì lungo
tedescoKarfreitagVenerdì di lamentazione
olandeseGoede VrijdagVenerdì buono

 

Passione di Gesù

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Con passione di Gesù si intendono la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione. Insieme all’incarnazione e alla successiva risurrezione, forma uno dei due misteri centrali del Cristianesimo.

Gli avvenimenti della Passione vengono ancora oggi celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella “Settimana Santa” (la settimana che precede la Pasqua).

Le “narrazioni della Passione”, in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, “patire” inteso come “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.

Avvenimenti

I vangeli canonici rappresentano le principali fonti relative agli avvenimenti del processo e della passione di Gesù. Si nota tra i vangeli una sostanziale concordanza negli eventi narrati ma anche differenze, in particolare relativamente alla cronologia.

Cronologia tradizionale

Probabili tappe della passione di Gesù.

Secondo la tradizione cristiana, fondata soprattutto sui tre vangeli sinottici, la Passione di Gesù si svolse secondo le seguenti tappe:

  • la sera del giovedì, Gesù celebra la Pasqua ebraica con i suoi discepoli. Il presunto luogo di questa celebrazione (il Cenacolo) si trova sul monte Sion: oggi è poco al di fuori della città vecchia, ma al tempo di Gesù le mura seguivano un percorso diverso, più a Sud, ed esso si trovava al loro interno.
  • Terminata la cena, Gesù scende con i discepoli nella valle del torrente Cedron, appena fuori Gerusalemme, nel giardino del Getsemani, dove si ritira in preghiera. Nel frattempo Giuda Iscariota va ad avvisare i sacerdoti e li conduce al Getsemani, dove Gesù viene arrestato. È ormai notte, infatti i soldati portano “torce e bastoni”. Una parte del giardino esiste tuttora, e contiene anche alcuni ulivi che, secondo i botanici, hanno più di 2000 anni e quindi esistevano già al tempo di Gesù.
  • Gesù viene condotto al palazzo del sommo sacerdote Caifa, dove viene processato dal Sinedrio. Giovanni riferisce anche di un primo interrogatorio in casa del suo predecessore Anna. I resti del palazzo di Caifa sono stati trovati sul luogo dell’attuale chiesa di San Pietro in Gallicantu, che ricorda il tradimento di Pietro apostolo: anche questo luogo si trova oggi fuori dalle mura, ma allora era all’interno. Vi si accedeva dalla valle del Cedron risalendo per una scala di cui un tratto si è conservato fino ad oggi.
  • Il processo si svolge durante la notte e termina al canto del gallo, quando l’alba è ormai vicina. Alcuni contestano l’attendibilità del resoconto dei Vangeli con l’argomento che il Sinedrio, normalmente, non si riuniva di notte. A questa obiezione si può rispondere che i sacerdoti temevano che, processando pubblicamente Gesù, la folla si sollevasse per liberarlo; per questo lo processarono in segreto e con la massima fretta.
  • La mattina del venerdì, appena si fa giorno, i sacerdoti conducono Gesù da Ponzio Pilato, che risiede nella Fortezza Antonia, all’angolo nord-occidentale della spianata del Tempio. Durante la mattina, secondo Luca, Pilato invia Gesù anche da Erode Antipa, il quale dopo averlo interrogato lo rimanda indietro. Secondo Giovanni, il processo presso Pilato si conclude “verso mezzogiorno”, ma per i sinottici il processo davanti all’autorità romana fu più breve.
  • Il percorso dal palazzo di Pilato al Golgota, dove oggi sorge la Basilica del Santo Sepolcro, è di alcune centinaia di metri e si può coprire in mezz’ora al massimo; è quindi ancora mezzogiorno, o poco più tardi, quando Gesù viene crocifisso (ancora prima, secondo Marco: Erano le nove del mattino quando lo crocifissero, Mc 15,25[1]). Il Golgota, al contrario del Cenacolo e del palazzo di Caifa, allora si trovava fuori città (le esecuzioni e le sepolture erano vietate nei centri abitati), mentre oggi è dentro le mura.
  • Gesù muore alle tre del pomeriggio del venerdì. Secondo gli storici, la data più probabile è il 7 aprile 30 (altre date possibili sono il 27 aprile 31 e il 3 aprile 33).
  • Giuseppe d’Arimatea si reca da Pilato e gli domanda il corpo di Gesù. Pilato, stupito che fosse già morto, manda a chiamare il centurione sul Golgota per interrogarlo: in questo modo trascorre probabilmente circa un’ora. Giuseppe, quindi, va a procurarsi il lenzuolo funebre per seppellire Gesù, spendendo altro tempo. Quando infine, insieme a Nicodemo, Giuseppe depone Gesù dalla croce, il tramonto è ormai imminente, e con esso l’inizio del riposo sabbatico: il corpo di Gesù viene quindi deposto in un sepolcro lì vicino, per fare presto.

Il vangelo secondo Giovanni, però, presenta alcune discrepanze con la tradizione sinottica, innanzitutto a proposito della data della morte di Gesù. Mentre per i sinottici la morte sarebbe avvenuta il 15 del mese di Nisan, per Giovanni sarebbe avvenuta il 14 dello stesso mese, durante la vigilia della Pasqua ebraica, nel momento in cui si sacrificano gli agnelli secondo la tradizione giudaica: Gesù sarebbe dunque stato immolato come gli agnelli della Pasqua. Inoltre, alcuni studiosi preferiscono la versione giovannea anche in relazione alle vicende del sinedrio, ritenendo improbabile che il processo si sia svolto di notte (per altri sarebbe stato invece necessario per tenere Gesù nascosto alla folla). Secondo Giovanni una riunione del sinedrio si tenne infatti molti giorni prima della morte di Gesù e non in sua presenza: durante questa riunione i sacerdoti decisero di metterlo a morte per ragioni di stato, mentre dopo l’arresto avvenne solo un interrogatorio da parte del sommo sacerdote prima di condurlo, all’alba, da Pilato. Secondo questi stessi studiosi, i sinottici avrebbero comunque operato solo una semplificazione e non una distorsione dei fatti storici.

Cronologia lunga

È stata recentemente avanzata una cronologia alternativa, basata sull’ipotesi che Gesù abbia seguito per la cena pasquale il “calendario delle settimane”, utilizzato a Qumran dagli Esseni, secondo il quale la Pasqua cadeva di mercoledì. In effetti, i vangeli narrano le varie fasi successive della Passione, ma non affermano mai esplicitamente a quali intervalli di tempo esse si siano succedute. L’unico dato affermato esplicitamente è la morte nella vigilia del sabato (che modernamente chiamiamo il venerdì). La Passione si sarebbe quindi svolta nell’arco di più giorni: Gesù avrebbe celebrato la Pasqua e sarebbe stato arrestato al martedì sera, quindi nei due giorni successivi si sarebbe svolto il processo davanti ai vari consessi (sinedrio, Pilato, Erode, Pilato) conclusosi con la sua crocifissione e morte il venerdì[2].

Sinossi evangelica

La narrazione della Passione di Cristo è contenuta nei seguenti capitoli dei vangeli canonici:

Sinossi degli eventi della passione[3]
MatteoMarcoLucaGiovanniVoci correlate
La sera del “primo (giorno) degli Azzimiultima cena e istituzione dell’Eucaristia(26,17-35)La sera del “primo giorno degli Azzimiultima cena e istituzione dell’Eucaristia(14,12-26)“Il giorno degli Azzimi… quando venne l’ora”ultima cena e istituzione dell’Eucaristia(22,7-38)“Prima della festa di Pasqua” ultima cena con lavanda dei piedi e molte pericopi discorsive proprie (13-17)Ultima Cena,Lavanda dei piedi,Eucaristia
Con i discepoli al Getsemani, allontanamento con Pietro e i figli di Zebedeo, preghiera (26,17-35)Con i discepoli al Getsemani, allontanamento con Pietro, Giacomo e Giovanni, preghiera (14,32-42)Con i discepoli al Monte degli Ulivi, preghiera con ematoidrosi (22,39-46)Con i discepoli in un giardino al di là del Cedron(18,1)Arresto di Gesù
Arresto operato da molta folla da parte dei gran sacerdoti e anziani guidata da Giuda che bacia Gesù (26,47-56)Arresto operato da una folla da parte dei gran sacerdoti, scribi (farisei), anziani, guidata da Giuda che bacia Gesù (14,43-52)Arresto operato da una folla da parte dei sacerdoti, capi del tempio, anziani, guidata da Giuda che bacia Gesù (22,47-53)Arresto operato da una coorte (romana? giudea?) e uomini da parte dei gran sacerdoti e farisei, guidata da Giuda (18,2-11)
Condotto prima all'(ex) sommo sacerdote Anna suocero di Caifa (18,12-13), interrogatorio (18,19-23)Processo di Gesù
Condotto al palazzo di Caifa, interrogatorio di fronte a lui, scribi (farisei), anziani (cioè “tutto il sinedrio“), Gesù si equipara a Dio, condanna capitale per bestemmia, maltrattamenti (26,57-68)Condotto al sommo sacerdote (Caifa), interrogatorio di fronte a lui, anziani, scribi (farisei) (cioè “tutto il sinedrio“), Gesù si equipara a Dio, condanna capitale perbestemmia, maltrattamenti (14,53-65)Condotto alla casa del sommo sacerdote (Caifa) (22,54-55), maltrattamenti (22,63-65)Anna lo invia da Caifa(18,24)
Triplice rinnegamento di Pietro (26,69-75)Triplice rinnegamento di Pietro (14,66-71)Triplice rinnegamento di Pietro (22,55-62)Triplice rinnegamento di Pietro (18,17.25-27)
Al mattino, consiglio di gran sacerdoti, anziani, popolo (27,1)Al mattino, consiglio di gran sacerdoti, anziani, scribi (farisei) (cioè tutto il sinedrio)(15,1)Al mattino, consiglio di anziani, gran sacerdoti, scribi (farisei) e lo conducono nel loro sinedrio (presso il tempio?), interrogatorio, Gesù si dichiara Figlio di Dio, condanna (22,66-71)
Condotto da Pilato (27,1-2)Condotto da Pilato (15,1)Condotto da Pilato (23,1)Al mattino condotto da Pilato nel Pretorio (18,28)
Morte di Giuda (27,3-10)
Interrogatorio di Pilato, Gesù Re dei Giudei (27,11-14)Interrogatorio di Pilato, Gesù Re dei Giudei (15,2-5)Interrogatorio di Pilato, Gesù Re dei Giudei, Pilato lo giudica innocente (23,2-5)Interrogatorio di Pilato in privato, Gesù Re dei Giudei, Pilato lo giudica innocente (18,28-38)
Pilato lo invia a Erode, maltrattamenti da parte sua e dei suoi soldati, rinvio da Pilato (23,6-12)
Intervento della moglie di Pilato, liberazione di Barabba, il popolo invoca la crocifissione, Pilato lo trova innocente e si lava le mani, flagellazione (27,15-26)Liberazione di Barabba, il popolo invoca la crocifissione, Pilato lo trova innocente,flagellazione (15,6-15)Pilato lo trova innocente, annuncia di voler castigare severamente (flagellazione) Gesù e poi rilasciarlo, il popolo invoca la crocifissione, Pilato ribadisce la non colpevolezza, liberazione di Barabba(23,13-25)Liberazione di Barabba,flagellazione (18,39-19,1)
Maltrattamenti e coronazione di spineda parte della coorte (romana) nel pretorio (27,27-31)Maltrattamenti e coronazione di spine da parte della coorte (romana) nel cortile-pretorio (15,16-20)Maltrattamenti e coronazione di spine da parte dei soldati (romani) (19,2-3)Coronazione di spine
Ecce homo, nuovo colloquio privato Pilato-Gesù, i sacerdoti e il popolo invocano la crocifissione, ora sesta (mezzogiorno) (19,4-15)Ecce homo
Salita al Calvario con la croce, aiuto di Simone di Cirene (27,32)Salita al Calvario con la croce, aiuto di Simone di Cirene (15,21)Salita al Calvario con la croce, aiuto di Simone di Cirene, incontro con le pie donne (23,26-32)Salita al Calvario con la croce (19,16-17)Salita al Calvario
Crocifissione sul Golgota-Cranio con due briganti, buio dall’ora sesta (mezzogiorno), morte all’ora nona (tre di pomeriggio) (27,33-50)Crocifissione sul Golgota-Cranio all’ora terza (nove di mattino) con due briganti, buio dall’ora sesta (mezzogiorno), morte all’ora nona (tre del pomeriggio) (15,22-37)Crocifissione sul Cranio con due malfattori,buon ladrone, buio dall’ora sesta (mezzogiorno) con eclisse solare, squarcio del velo del tempio, morte (23,33-46)Crocifissione sul Cranio-Golgota con altri due, morte (19,18-30)Crocifissione di Gesù
Squarcio del velo del tempio, terremoto, risurrezioni di santi, testimoni (27,51-56)Squarcio del velo del tempio, testimoni (15,38-41)Testimoni (23,47-49)Colpo di lancia senza spezzare le gambe (19,31-37)
Deposizione nel sepolcro (27,57-61)Deposizione nel sepolcro (15,42-47)Deposizione nel sepolcro (23,50-56)Deposizione nel sepolcro (19,38-42)Deposizione di Gesù
Soldati (ebrei) di guardia alla tomba (27,62-66)

Ciascun evangelista presenta la passione di Gesù in maniera corrispondente alla sua cristologia:

  • In Marco la passione e morte di Gesù, raccontate con crudezza, sono rivelazione della sua identità di Figlio di Dio, secondo quanto scopre il centurione romano (15,39).
  • In Matteo c’è attenzione al compimento della scrittura, e Gesù è mostrato pregando con il salmo 22(21) (27,46). Alla sua morte si compiono i segni escatologici della oscurità, dei sepolcri aperti e della risurrezione dei giusti.
  • In Luca il Gesù sofferente è il salvatore misericordioso, che perdona i suoi uccisori (23,34) e accoglie il malfattore pentito nel suo regno (23,43).
  • In Giovanni è il Signore che non mostra segni di sofferenza. Egli compie le scritture (19,24.28.36), mette a disposizione il dono dello Spirito (19,30), e si riveste dei segni della regalità, come appare dai seguenti versetti:
    • la corona di spine (19,2)
    • la porpora, tessuto regio (19,2)
    • Pilato lo fa sedere nel tribunale, nel luogo detto litostroto, che era la sede da cui venivano emessi i giudizi (19,13)
    • Le parole di Pilato: “Metterò in croce il vostro re?” (19,15)
    • L’annotazione della scritta “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”, che i giudei non vogliono e che Pilato conferma (19,19)
    • L’assenza di ogni grido dalla croce: invece colpisce la serenità con cui affida la madre al discepolo (19,25-27)

Verosimilmente ci sono altri racconti della passione nei vangeli apocrifi, che sono testi molto più tardi (III-IV secolo). Sono quindi ritenuti più incerti nei dati storici che forniscono, e in essi la prospettiva teologica assume una rilevanza ancora maggiore che nei vangeli canonici.

Discrepanze tra le versioni dei vangeli

Esistono alcune discrepanze difficilmente riconciliabili tra le narrazioni della passione di Gesù dei quattro vangeli, in particolare tra la narrazione del Vangelo secondo Marco(sulla quale si basano quelle di Matteo e di Luca) e quella del Vangelo secondo Giovanni. La principale differenza riguarda la data della crocifissione: in Marco Gesù muore il 15 nisan, in Giovanni il giorno prima, il 14 nisan.[4][5] Gli autori antichi peraltro lavoravano spesso senza poter consultare archivi o dati ufficiali, il che in parte spiega i margini di incertezza con cui devono confrontarsi gli studiosi moderni[6].

In tutti i vangeli canonici, la morte di Gesù avviene in occasione della festa della Pasqua ebraica, la Pesach. Questa festa, che ricordava l’uscita degli Ebrei dall’Egitto narrata nel libro dell’Esodo, prevedeva un giorno di preparazione alla festa, la cena della Pasqua e il giorno di Pasqua. Nel giorno di preparazione della Pasqua, gli Ebrei portavano un agnello al Tempio (o più frequentemente lo acquistavano lì) per farlo sacrificare, poi tornavano a casa e preparavano una cena particolare carica di simboli collegati all’esodo (carne di agnello, erbe amare per ricordare la schiavitù in Egitto, pane azzimo per ricordare la fretta nell’uscita dall’Egitto, e diverse coppe di vino rituali). Giunto il tramonto, che secondo la tradizione in vigore presso gli Ebrei indicava l’inizio del giorno di Pasqua, si consumava il pasto pasquale.

In Marco si dice chiaramente che le preparazioni per l’ultima cena avvennero il giorno prima di Pesach (14,12-16), e che si trattava della cena di Pesach, che viene consumata alla sera, quando è iniziato il giorno della Pesach (14,17-25). In Giovanni si dice esplicitamente che il pasto consumato è quello prima della festa di Pesach (13,1) e che il pasto di Pesach deve essere ancora consumato (13,29); inoltre si narra che coloro che arrestarono Gesù non vollero entrare nel pretorio di Pilato per non diventare ritualmente impuri e poter quindi mangiare il pasto di Pesach (18,28), e poi si dice esplicitamente che «era la Preparazione della Pasqua» (19,14).[5]

Questa differenza ha un significato teologico. Mentre in Marco Gesù mangia con i propri discepoli il pasto della Pasqua ebraica la sera prima di morire, durante il quale istituisce l’eucarestia, in Giovanni Gesù è identificato con l’agnello di Dio, e infatti muore sulla croce proprio nel momento in cui gli agnelli della Pasqua sono sacrificati nel tempio (Vangelo secondo Giovanni, 19,31); questo implica anche che l’ultima cena descritta in Giovanni non è la cena di Pasqua, come indicato in Marco.[4]

Gli studiosi sono divisi riguardo alla scelta della versione più corretta storicamente tra le due. Quelli che sostengono la versione di Giovanni fanno riferimento all’improbabilità che si tenessero giudizi ed esecuzioni durante la festa più importante degli Ebrei e affermano che la celebrazione della cena di Pasqua non sembra essere compatibile con la parte centrale del racconto di Marco (14,22-25) e di quelli delle altre tradizioni sull’ultima cena (Prima lettera ai Corinzi, 11,23-26; Didaché, 9-10).[4] Quelli che sostengono la datazione di Marco affermano che non sarebbe spiegabile il motivo per il quale l’autore avrebbe dovuto rimuovere la connessione tra Gesù e gli agnelli della Pesach e che la versione di Marco è quella più antica e meno carica di argomenti teologici successivi.[5]

Diversità nella narrazione dei Vangeli si hanno anche riguardo all’atteggiamento dei due malfattori crocifissi con Gesù e alle sue ultime parole. Nei Vangeli di Matteo e Marco entrambi i malfattori insultano Gesù, mentre in Luca uno dei due mostra compassione nei suoi confronti. Nei Vangeli di Matteo e Marco le ultime parole di Gesù sono ispirate a un salmo (21, “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”), secondo Luca Gesù disse “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”, mentre Giovanni riporta la frase “Tutto è compiuto”[7].

Strumenti della Passione

Gli strumenti della Passione sono quegli oggetti che, secondo la tradizione, furono usati per la crocifissione di Gesù, come la croce, i chiodi, la corona di spine.

Secondo un’antica tradizione cristiana,[8] gli strumenti della Passione furono ritrovati nel IV secolo da Elena, madre dell’imperatore Costantino I, poi considerata santa anche per questo motivo. Oggi diverse chiese in varie parti d’Europa affermano di possedere alcuni di questi oggetti.

La Passione nella tradizione e nell’arte

La Via Crucis

Un momento della Via Crucis di Campi Bisenzio.

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio sotto.

La Via Crucis è un pio esercizio della Chiesa cattolica, con il quale i cristiani ricordano in preghiera il cammino di Gesù verso il Golgota portando la sua croce. Essa si compone tradizionalmente di 14 stazioni, ognuna delle quali rievoca un momento della Passione (alcuni di questi sono attestati dai Vangeli, altri sono aggiunti dalla tradizione).

Episodi della Passione nell’arte

Innumerevoli sono le opere d’arte che ritraggono episodi della Passione. Tra i più rappresentati:

Rappresentazioni popolari

  • La Turba di Cantiano (PU)
  • La Passione di Cristo in Oria (BR)
  • La Settimana Santa di Molfetta
  • La Settimana Santa a Enna
  • La Passione di Cristo a Lizzano (Ta)
  • La Passione di Cristo (Revine)
  • La Passione di Cristo di Sordevolo
  • La processione del Venerdì santo e le fracchie di San Marco in Lamis (FG)
  • Venerdì santo Romagnano Sesia
  • Processione dei misteri di Trapani
  • La settimana santa a Caltanissetta
  • Lu Giuviddì Sande a Cellino Attanasio
  • Settimana Santa di Procida
  • Passio Christi di Savoca
  • La Passione Vivente – Sacra rappresentazione, che si svolge ogni Sabato Santo dal 1987,a Barrea (AQ).
  • La Passione di Cristo – Rievocazione storica che si svolge nel comune di Bracciano (Roma), ogni Venerdì santo, dal 1976.
  • La Passione di Cristo a Pulcherini di Minturno (LT)
  • La Passione di Cristo di Maenza (LT)
  • La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze (LT)
  • La Passione di Cristo a Gesualdo (AV)
  • La Passione di Cristo a cura dell’Actus Tragicus a Forio d’Ischia (NA)
  • La Cercha di Collesano
  • La Processione del Giovedì e Venerdì santo – Vallata (Av)
  • La Processione del Venerdì santo ad Acerra (NA)
  • La Processione del Venerdì santo a Taranto (TA)
  • La Passio Christi a Taurasi (AV)
  • La Processione dei Misteri di Valenzano (Ba)
  • La Settimana Santa a Cianciana (AG)
  • La passione di Cristo a Santa Margherita di Belìce (AG) , che si svolge a partire dal 2009 ogni anno la domenica delle Palme

Componimenti musicali

  • Passione secondo Giovanni (Bach)
  • Passione secondo Matteo (Bach)
  • Cristo sul Monte degli Ulivi (Beethoven)
  • Via Crucis (Stefano Vagnini)
  • Via Crucis (Franz Liszt)
  • Le Sette Parole

Film

Via Crucis

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Gesù caduto portando la croce (Nicola Fumo, 1698)

Gesù caduto portando la croce (Nicola Fumo, 1698)

La Via Crucis (dal latino, Via della Croce – anche detta Via Dolorosa) è un rito della Chiesa cattolica con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.

L’itinerario spirituale della Via Crucis è stato in tempi recenti completato con l’introduzione della Via Lucis — che celebra imisteri gloriosi, ovvero i fatti della vita di Cristo tra la sua Risurrezione e la Pentecoste.

Indice

Storia della Via Crucis

Probabili tappe della Passione a Gerusalemme

Alcuni fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, madre di Gesù, presso i luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici riconosce l’inizio della specifica devozione a Francesco d’Assisi o alla tradizione francescana.

Intorno al 1294, Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la sua salita al Santo Sepolcro “per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem“, per varie tappe, che chiama stationes: il luogo della condanna a morte di Gesù, l’incontro con le pie donne, la consegna della croce a Simone di Cirene, e gli altri episodi della Passione fino alla morte di Gesù sulla Croce.

Originariamente la vera Via Crucis comportava la necessità di recarsi materialmente in visita presso i luoghi dove Gesù aveva sofferto ed era stato messo a morte. Dal momento che un tale pellegrinaggio era impossibile per molti, la rappresentazione delle stazioni nelle chieserappresentò un modo di portare idealmente a Gerusalemme ciascun credente. Le rappresentazioni dei vari episodi dolorosi accaduti lungo il percorso contribuivano a coinvolgere gli spettatori con una forte carica emotiva.

Tale pratica popolare venne diffusa dai pellegrini di ritorno dalla Terrasanta e principalmente dai Minori Francescani che, dal 1342, avevano la custodia dei Luoghi Santi di Palestina. Inizialmente la Via Crucis come serie di quattordici “quadri” disposti nello stesso ordine (vedi il capitolo seguente) si diffonde in Spagna nella prima metà del XVII secolo e venne istituita esclusivamente nelle chiese dei Minori Osservanti e Riformati. Successivamente Clemente XII estese, nel 1731, la facoltà di istituire la Via Crucis anche nelle altre chiese mantenendo il privilegio della sua istituzione al solo ordine francescano.

Uno dei maggiori ideatori e propagatori della Via Crucis fu San Leonardo da Porto Maurizio, frate minore francescano che ne creò personalmente alcune centinaia. Al fine di limitare la diffusione incontrollata di tale pratica devozionale, Benedetto XIV ricorse poco dopo ai ripari stabilendo, nel 1741, che non vi potesse essere più di una Via Crucis per parrocchia.

La collocazione delle stazioni all’interno della chiesa doveva rispondere a norme di simmetria ed equidistanza: il corretto espletamento delle pratiche devozionali consentiva di acquisire le stesse indulgenze concesse visitando tutti i Luoghi Santi di Gerusalemme.

Oggi tutte le chiese cattoliche dispongono di una “via dolorosa”, o almeno di una sequenza murale interna. Il numero e nomi delle stazioni cambiarono radicalmente in diverse occasioni nella storia della devozione, sebbene l’elenco corrente di quattordici stazioni ora sia quasi universalmente accettato. L’ordine lungo le pareti non segue una regola precisa, può infatti essere indifferentemente orario o antiorario. Secondo un documento della diocesi di Nanterre “l’ordine più diffuso è quello antiorario, ma non c’è una regola generale”.[1]

Stazioni della Via Crucis

Stazioni della Via Crucis, Chiesa di Notre Dame des Champs,Avranches

La Via Crucis nella rappresentazione sacra “La Passione di Cristo” (Biella)

Stazione 5: Simone di Cirene, Via Crucis di Ulm (Venerdì Santo 2011), Missione cattolica italiana

Un momento della Via Crucis di Campi Bisenzio

Le stazioni della Via Crucis che è arrivata a noi come tradizionale sono le seguenti:

  1. Gesù è condannato a morte
  2. Gesù è caricato della croce
  3. Gesù cade per la prima volta
  4. Gesù incontra sua Madre
  5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene
  6. Santa Veronica asciuga il volto di Gesù
  7. Gesù cade per la seconda volta
  8. Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme
  9. Gesù cade per la terza volta
  10. Gesù è spogliato delle vesti
  11. Gesù è inchiodato sulla croce
  12. Gesù muore in croce
  13. Gesù è deposto dalla croce
  14. Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro

Il carattere devozionale di alcune delle stazioni tradizionali, da una parte, e l’assenza di momenti significativi dei racconti evangelici, dall’altra, hanno portato a elaborare schemi alternativi di Via Crucis, articolate secondo il Vangelo.

A livello gerarchico, tale proposta appare per la prima volta nel Libro del Pellegrino che veniva offerto in occasione dell’Anno Santo del1975: vi si trovava lo schema tradizionale e anche lo schema biblico.

Nel 1991 la tradizionale Via Crucis di Giovanni Paolo II al Colosseo fu fatta secondo lo schema seguente:

  1. Gesù nell’orto degli ulivi (Marco 14,32-36)
  2. Gesù, tradito da Giuda, è arrestato (Marco 14,45-46)
  3. Gesù è condannato dal sinedrio (Marco 14,55.60-64)
  4. Gesù è rinnegato da Pietro (Marco 14,66-72)
  5. Gesù è giudicato da Pilato (Marco 15,14-15)
  6. Gesù è flagellato e coronato di spine (Marco 15,17-19)
  7. Gesù è caricato della croce (Marco 15,20)
  8. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce (Marco 15,21)
  9. Gesù incontra le donne di Gerusalemme (Luca 23,27-28)
  10. Gesù è crocifisso (Marco 15,24)
  11. Gesù promette il suo regno al buon ladrone (Luca 23,39-42)
  12. Gesù in croce, la madre e il discepolo (Giovanni 19,26-27)
  13. Gesù muore sulla croce (Marco 15,33-39)
  14. Gesù è deposto nel sepolcro (Marco 15,40-46)

Essa è stata usata per alcuni anni sia dal pontefice polacco sia dal suo successore Benedetto XVI.

La quindicesima stazione

A volte la Via Crucis viene terminata con una quindicesima stazione, la Risurrezione di Gesù. Chi la aggiunge lo fa nell’idea che la preghiera cristiana nella contemplazione della passione non può fermarsi alla morte, ma deve guardare al di là, allo sbocco di cui i Vangeli ci parlano, alla risurrezione.

La tendenza è però quella di evitare tale stazione, e di limitarsi ad annunciare la risurrezione in una qualche riflessione o preghiera finale, in maniera che la Via Crucis rimanga una meditazione della passione.

In molti paesi sta diventando tradizione celebrare la Via Lucis nel tempo pasquale, come meditazione gioiosa della risurrezione di Cristo.

Giovanni Paolo II e la Via Crucis

Come tutti i Papi, anche Giovanni Paolo II conduceva pubblicamente una Via Crucis in Roma al Colosseo ogni anno, la sera del venerdì santo. Per molti anni questo Papa ha portato personalmente la croce di stazione in stazione, poi con l’acuirsi dei problemi derivanti dai postumi dell’attentato subito e dall’età avanzata, presiedeva la celebrazione da un palco sulla Collina Palatina, mentre altri portavano la croce.

Ogni anno una persona o un gruppo era invitato a scrivere i testi delle meditazioni per le Stazioni. Alcuni dei commentatori, negli ultimi anni, non erano fedeli cattolici.

Alcuni anni (1991) le Stazioni meditate non sempre seguivano l’elenco tradizionale.

Il Papa stesso ha scritto i testi in occasione dell’anno giubilare del 2000 e lì ha utilizzato le Stazioni tradizionali. Giovanni Paolo II eseguiva la via crucis ogni venerdì.

Via Crucis e indulgenze

Nella Chiesa cattolica il pio esercizio della Via Crucis è connessa con l’indulgenza plenaria secondo le normali condizioni stabilite dalla Chiesa. Per ottenere l’indulgenza, i fedeli devono pregare sostando in ciascuna stazione, meditando sul mistero della Passione. Non vi sono particolari requisiti sulla durata della meditazione, né la necessità di utilizzare preghiere specifiche, e non è indispensabile che la meditazione corrisponda alle stazioni che sono dipinte. Ciascuna raffigurazione delle Stazioni della Via Crucis dovrebbe essere benedetta da un francescano (o dall’ordinario del luogo o da un suo delegato) e dovrebbe includere una croce di legno ad ogni stazione. Le immagini sono opzionali. La stessa indulgenza può essere applicata a chi non può materialmente visitare le stazioni purché mediti per 30 minuti sulla Passione.

Quando si esegue la Via Crucis

La Via Crucis rappresenta un momento di preghiera, di riflessione e un cammino penitenziale.

La celebrazione della Via Crucis è molto comune nei venerdì di Quaresima, specialmente il venerdì santo. Di frequente le celebrazioni a carattere comunitario sono accompagnate da vari canti e preghiere, molto comune come accompagnamento musicale la sequenza dello Stabat Mater Dolorosa.

La Via Crucis entra a far parte dell’insieme delle Rappresentazioni popolari.

Una rappresentazione popolare importante in Piemonte è la Via Crucis di Antignano, un paesino in provincia di Asti, dove 140 personaggi (quasi tutti Antignanesi) vestono i panni di 2000 anni fa per rievocare le ultime ore di vita di Gesù. Rappresentazione non solo teatrale, ma anche liturgica che viene messa in scena solo ed esclusivamente il Venerdì Santo.

Una delle più celebri e caratteristiche rappresentazioni della Via Crucis è la Processione dei Misteri di Taranto, che si svolge ogni Giovedì e Venerdì Santo nel capoluogo jonico da più di 250 anni.

Un’altra spettacolare Via Crucis di origine spagnola si svolge a Trapani dal 1600 durante il Venerdì Santo: la Processione dei misteri di Trapani.

Iconografia

Le stazioni della Via Crucis a san Bonaventura al Palatino (Roma)

Da un punto di vista artistico, molto interesse è stato mostrato nei secoli verso l’analisi, la conservazione e il restauro delle immagini iconografiche associate con questa pratica: le quattordici stazioni sono state raffigurate nelle chiese e in altri luoghi di culto, a volte anche in esterni, con dipinti, formelle in terracotta, bassorilievi in rame o vere e proprie sculture. Artisticamente sono considerate parte della produzione tematica ispirata alla crocifissione.

Si ricordano, ad esempio, la celebre Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo tra il 1747 e il 1749 per la chiesa di San Polo a Venezia o la Via Crucis di San Giuseppe eseguita nel 1713 da Giovanni Antonio Cappello per la chiesa di San Giuseppe a Brescia, conservata integralmente[2].

Componimenti musicali

  • Via Crucis (Stefano Vagnini)
  • Via Crucis (Franz Liszt)
Informazioni su diego80 (1979 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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