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Comuni della Bergamasca – Branzi, Roncobello, Isola di Fondra

Branzi
comune
Branzi – StemmaBranzi – Bandiera
Branzi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGabriele Curti (2º mandato)(lista civica Nuova sorgente) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate46°00′N 9°46′ECoordinate: 46°00′N 9°46′E (Mappa)
Altitudine874 m s.l.m.
Superficie26,19 km²
Abitanti727[1] (31-12-2010)
Densità27,76 ab./km²
Comuni confinantiArdesio, Carona, Isola di Fondra, Piazzatorre,Roncobello, Valgoglio,Valleve
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016036
Cod. catastaleB123
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibranzesi
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo25 agosto
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Branzi
Branzi
Posizione del comune di Branzi nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Branzi nella provincia di Bergamo

Branzi (Bràns[2][3] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 714 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato in Alta Val Brembana, alla confluenza del torrente Borleggia nel Brembo, dista circa 48 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Clima

A Branzi è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.[4]

Cenni storici

I primi abitanti della zona pare siano stati i Romani, i quali cominciarono a sfruttare le miniere di rame presenti sul territorio, così come nei paesi limitrofi (in particolar modo Isola di Fondra).

Come per molti altri borghi vicini, si pensa tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delleinvasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici.

Il toponimo sembra derivare dalla voce dialettale Branz, ovvero dente della forca, attrezzo utilizzato per raccogliere il fieno.

Scarse sono le notizie fino all’epoca medievale, quando il borgo venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina deiVisconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale.

Nel Medio Evo Branzi formava, con Carona e Fondra, il comune di Valfondra Inferiore dalla cui divisione nel 1595, nacquero i comuni di Branzi, Carona e Fondra.

Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.

In questo periodo si sviluppò ulteriormente l’attività estrattiva, che affiancò al rame anche il ferro, e la produzione delle piodere, ovvero le pietre di ardesia utilizzate nella costruzione dei tetti.

Con l’arrivo della dominazione austriaca, il territorio fu soggetto a forti dazi e tasse, che affossarono le esportazioni e fecero cadere in una crisi irreversibile l’economia valligiana.

Dall’unità d’Italia non si verificarono episodi di rilievo, con la gente dedita a vivere dignitosamente con ciò che la natura offriva.

Soltanto negli ultimi decenni ha cominciato a prendere sempre più piede l’industria del turismo, che sta risollevando il borgo dopo un periodo di lento ed inesorabile spopolamento.

Il territorio

Il territorio comunale, situato in un contesto naturalistico d’alto profilo, permette un’innumerevole quantità di escursioni adatte ad ogni esigenza. Tra queste si distinguono quella al Rifugio Laghi Gemelli, nonché ai ben undici laghi alpini disseminati tra i monti circostanti. Durante il periodo invernale è possibile svolgere attività come lo sci da fondo e lo sci alpinismo.

Un’altra peculiarità del paese è la gastronomia. Notissimo infatti è l’omonimo formaggio che viene qui prodotto con latte d’alpeggio, con il quale viene cucinata anche la polenta taragna che, grazie alle ricette locali, assume un particolare sapore.

Degne di nota sono le due costruzioni religiose presenti sul territorio comunale: la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo apostolo ed il Santuario della Madonna della Neve. La prima risale al 1737 e conserva opere di rilievo, tra cui spicca una pala di C. Pozzo. La seconda, sita in località Gardata, venne edificata nel XVIII secolo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Branzi

  • Roberta Midali (1994-), sciatrice alpina

www.branzi.provinciabergamasca.com/

Gli abitanti sono Chiamati BRANZESI – Escursioni e Gite: RIFUGIO CALVI LAGHI GEMELLI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo KM 48,5 – Alt. s.l.m. 844 m s.l.m. – Pro Loco : via V. Emanuele 3 T. 0345.71189 – Municipio: Via Roma Tel. 0345.71006 – Coordinate: Latitudine 46°0’12″24 – Longitudine 09°45’37″44 – superficie 25,32 kmq

Cartina Branzi

Branzi, e’ un Centro Turistico molto frequentato sia nella stagione estiva che in quella invernale. Punto di partenza per escursioni in montagna, indimenticabili tra il verde e la bellezza della sua natura.
Arte e Cultura
Parrocchiale di S. Bartolomeo:
– Pala Madonna del Rosario con i Misteri, di Carlo Pozzo (‘600)
– 3 Tele del Martirio, Vocazione e Miracolo di San Bartolomeo (ignoto del ‘700).
– Adorazione dei Pastori, di G. Domenico Midali
– Altare Maggiore, ricco di marmi policromi
Impianti Tempo Libero e Sport
Parco giochi, per bambini, Calcio, Tennis, Pallavolo, Pallacanestro, Palestra, Bocce, Discoteca, Cinema.
Branzi posizionato nell’Alta Val Brembana e’ composto da un nucleo centrale attorno alla chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo (costruita nel 1737) e da quattro frazioni di cui tre a Sud (Cagnoli, Gardata, Rivioni) e una a Nord (Ripe). A Branzi si accede da Bergamo per la statale della Valle Brembana dista 90 km da Milano, 96 km da Cremona.

Branzi, festa patronale

Le attivita’ principali oltre al turismo estivo e invernale sono:

– l’escavazione della ardesia – produz. e il comm. del formaggio tipico di Branzi – l’agricoltura e l’allevamento di bovini da latte

Piatti tipici di Branzi:

– la polenta taragna – il formaggio tipico di Branzi che a Settembre i mandriani portano giu’ dalle casere dei monti circostanti.

SPORT

Caccia, Pesca, Escursionismo, sono gli sport tradizionali dei nostri paesi. L’estate: il Calcio presso i campi dell’Oratorio di Branzi e di Isola di Fondra, il gioco delle bocce presso il nuovo bocciodromo di Branzi, il Tennis, il Minigolf, le Piste di Schettinaggio. L’inverno: lo Sci sulle Piste ormai internazionali di Foppolo, S. Simone, Carona, lo Sci Alpinismo in primavera fino a Giugno, il Pattinaggio su Ghiaccio sui campi di Carona, Foppolo e Isola di Fondra, lo sci  da Fondo sulla piana di Branzi (Fraz. Gardata) con anelli di 3 km , 8 km, 15 km.
LAGHI
Ben 11 Laghi (artificiali e no) formano il comprensorio idroelettrico del nostro territorio. Potra’ essere utile sapere che tutti i Laghi sono tra essi collegati con condutture sotterranee o scavate nella roccia e tutta la loro acqua giunge al Lago di Sardegnana e da questo, dopo un salto di 700 mt. si arresta, dopo aver alimentato una centrale elettrica, nel lago di Carona. Da qui un condotto porta l’acqua fino a Baresi da dove, dopo un altro salto fino alla centrale di Bordogna, entra nel lago di Moio. Per visitare i laghi vedi le passeggiate ai rifugi.
FLORA
I nostri monti fino a circa 1.800 mt. s/m sono coperti da foreste e da boschi. L’abete (verde scuro) e il Larice (verde piu’ chiaro e con le foglie caduche d’inverno) dominano la Flora d’alto fusto delle foreste di tutta la valle. Il Frassino, l’acero (il primo a ingiallire), il Tiglio (con gli odorosi fiori medicamentosi), la Betulla (dai bianchi tronchi), il Carpino, il Castano, il Nocciolo (con gli squisiti frutti), il Sorbo (con i caratteristici frutti, cibo per gli uccelli), il Maggio Ciondolo (dai fiori a lunghi grappoli gialli) l’Ontano, l’Olmo, il Mugo (col suo balsamico profumo), il roseo Rododendro (ultimo arbusto prima dei pascoli alpini), costituiscono l’essenza del cosidetto bosco ceduo. Vicino alle abitazioni resistono ancora i prati con la caratteristica flora montana costituita da miriadi di erbe odorose dai fiori di tutti i colori che si susseguono in fioriture da Maggio a Settembre; interessanti da cogliere per mettere in vaso le grosse margherite e i piccoli Crocus bianchi di primavera e violette in autunno. Nel sottobosco  Fragole, Lamponi, More, Mirtilli, Funghi e fiori di cui non serve elencarne i nomi perche’ non e’ quello che interessa ma il loro colore, il loro profumo e sopratutto l’ambiente in cui si incontrano.
LA BORLEGGIA
A Est del centro sui fianchi del Monte Tabia’. Dai Laghi Gemelli a gran balzi scendeva fino a Branzi. Dopo la costruzione delle dighe si puo’ vedere solo il Sabato e la Domenica dal 1/07 al 5/9.
FAUNA
La Fauna tipica dei nostri monti si e’ notevolmente incrementata in questi ultimi anni. A chi e’ munito di un buon binocolo, di pazienza e buone gambe e salira’ nei boschi piu’ alti, sui pascoli o piu’ su tra le rocce, non sara’ difficile scorgere gruppi di Camosci per poco o nulla preoccupati dalla presenza dell’uomo. Chi ama aggirarsi nei boschi, e non fara’ eccessivo rumore, potra’ imbattersi in qualche famiglia di Capriolo, nella Volpe, in qualche Lepre comune o, piu’ in alto sui pascoli, nella Lepre Bianca . Piu’ rara e solo sul crinale della Valtellina la Marmotta; ancora piu’ raro il Tasso, mentre e’ molto facile nelle foreste di conofere vedere il forbo e agile Scoiattolo. Sul Monte Tabia’ nidifica l’Aquila. Nei laghi e nei torrenti le Trote Iridee e Fario. Per quanto riguarda gli uccelli salendo dal paese si incontrera’ per primo il timoroso Francolino di Monte, piu’ su alla fine dei boschi e fra le ultime macchie di mugo e Ontano, il nero Gallo Forcello con la coda fatta a guisa di lira; nei pascoli alpini, mai sola, la Coturnice; In alto sui campanili di roccia e sulle rocce strapombianti e fino alla cima e nuomerosa compagnia, la Pernice Bianca.
PASSEGGIATE
– Da Branzi a Carona per via piana.
Da Via Monaci o da Via Follo si attraversa il Brembo e prendendo la strada per i Laghi Gemelli appena di sotto della cascata Borleggia si sale in 30 minuti alla strada “piana” che direttamente in 40 minuti porta a Carona. (Il percorso inverso da Carona a Branzi risulta molto piu’ comodo e percorribile da tutti). La passeggiata si svolge tutta in pineta.
– Da Branzi a Trabuchello per la strada “piana”.
Stessa partenza della passeggiata precedente, quando si raggiunge la strada piana si gira a destra e in 30 minuti si raggiunge il sentiero che scende a Trabuchello in 15 minuti. Identico il percorso inverso. L’itinerario e’ tutto in boschi e pinete.
Da Branzi a Valleve per la mulattiera dei prati.
Dal Ponte Redorta verso la Montanina si raggiunge Valleve in 60 minuti dopo aver attraversato la localita’ Prati, Vandullo, Valroba’. L’itinerario si svolge in parte nei boschi e pinete in parte per prati. Gita adatta per pic nic. Il percorso inverso e’ molto piu’ facile.
– Da Branzi a Belfiore.
Si percorre l’itinerario C per circa 20 minuti poi si scende in 10 minuti nella Valle e , attraversato su di un ponticello il Brembo di Valleve si raggiunge alla chiesetta di Belfiore, da qui in 10 minuti si raggiunge la Fraz. Ripe e il centro. Bella per gruppi con bambini e persone anziane.
– Da Branzi al Cornello.
Dal ponte Redorta per la strada comunale o per sentieri si raggiunge la Fraz. Ripe da qui, attraversata la frazione e la strada provinciale si sale in 15 minuti ai prati della localita’ Cornello. Bella gita per gruppi con bambini.
– Da Frazioni Rivioni a Ponte Redorta.
Per comoda mulattiera che parte dalla Fraz. Rivioni si raggiungono i prati alti a Ovest del paese (15 minuti) e si scende a Ponte Redorta. Identico il percorso inverso. Passeggiata idonea per gruppi con bambini; si consiglia di effettuarla al mattino per la maggiore esposizione al sole.
ESCURSIONI
1) Monte del Colle (mt. 1.720) in ore 2 e mezza e Monte Badile (mt. 2.044) in ore 3 e mezza seguendo l’itinerario N° 6.
2) Monte Secco (mt. 2.293) e Monte Pegherolo (mt. 2.369) rispettivamente in 4 ore e mezza e in 6 seguendo l’itinerario segnato col N° 5.
3) Cima del Vescovo (mt. 2.173) in ore 3 seguendo l’itinerario segnanto con N° 3.
4) Monte Tabia’ (mt. 2.425) in ore 3 seguendo l’itinerario segnato con N° 2.
;5) Monte Tonale (mt. 2.425) in ore 5 seguendo l’itinerario segnato con N° 8.
6) Monte Pietraquadra (mt. 2.356) in ore 5 seguendo l’itinerario segnato col N° 11.
Consigli agli Escursionisti
Non partire mai soli – Avvertire prima di partire dove si e’ diretti e si possibile non cambiare itinerario durante l’escursione. – Portare con se’ una fiala di siero di anti vipera. – Portare con se’ indumenti idonei al freddo e contro la pioggia. – Non affrontare mai percorsi mai al di sopra delle proprie possibilita’. – Chi vuole compiere scalate e’ bene si rivolga alle guide del C.A.I. Telefono 035/244273
Soccordo Alpino – Lorenzo Begnis (Lenna) 0345/81433 – Giovanni Zonca (Valnegra) 0345.81012
La Gardata Frazione di Branzi

GARDATA

Frazione Cagnoli di Branzi

CAGNOLI

Frazione Ripe di Branzi

RIPE

 

Branzi e’ un centro turistico molto frequentato sia nella stagione estiva che in quella invernale come ritrovo degli sciatori che trequentano le stazioni di Foppolo, San Simone e Carona. Il paese, ben articolato nella distribuzione di piazzette e slarghi, con negozi e locali accoglienti, invita infatti a rallentare per la curiosita’ dei particolari e suggerisce la sosta che viene solitamente premiata dalla genuinita’ dei prodotti che qui si offrono. Il formaggio sopratutto, quel “Branzi“che, col burro nostrano, da alla polenta Taragna il gusto tipico delle migliori essenze dei pascoli alpini. C’è comunque qualche altro segreto nella preparazione di questo piatto che a Branzi e’ piu’ appetitoso che altrove e fa sempre registrare prenotazioni di intere comitive presso i locali che lo servono.

L’appuntamento per eccellenza e’ nella prima Domenica di Settembre, che coincide con la festa della Madonna del Rosario ed e’ l’ultimo ritrovo dei pastori prima della chiusura degli alpeggi di monte. Appena a monte del paese si aprono le cave di “piöde”, usate sopratutto per la copertura dei tetti ed oggi anche come pietra ornamentale. Per la qualita’ del materiale prodotto, moltissimi carichi sono diretti in Valle d’Aosta, la regione autonoma che, continua il tradizione uso di questo particolare sistema di copertura perche’ integra perfettamente gli abitanti col paesaggio alpino circostante. BRANZI, centro che un tempo era luogo di ritrovo di pastori e mandriani, che portavano all’alpeggio i loro bovini ed ovini durante la stagione dell’alpeggio, sembra derivare il nome dalla voce emiliana “Branz” “rebbio della forca” (cioe’dente della forca , del forcone, del rastrello), attrezzo questo di uso quotidiano per raccogliere il fieno.>

Fin dai tempi antichi era usanza andare a Branzi da tutta la provincia, sul finir di settembre per comperare il formaggio oggi chiamato “BRANZI”che veniva commerciato in paese dai bergamini provenienti dalle malghe sperdute sui monti. Molto fiorente fu anche l’attivita’ estrattiva del ferro, e la sua lavorazione artigianale.  Branzi fu anche un buon mercato per i trafficanti di ferro e per i carbonai, non che per la vendita della cosidetta “piodera” cioe’ di pietra di ardesia estratta dalla cava locale.

Le fotografie e immagini di Branzi in risoluzione 800×600 e 1000×750 pixel e swono liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)


 

Fotografie di Branzi







Fiera di San Matteo 2009
Festa Madonna del Rosario di Branzi






Fiera San Matteo 2008
Madonna del Rosario
Lago delle Casere
Fiera di S.Matteo 2007
Festa patronale di Branzi
Spettacolo pirotecnico






Cascate di Branzi
Fiera zootecnica di S. Matteo
Gardata di Branzi
Il Borgo di Rivioni
Ponti e cascatelle a Branzi
Pista di fondo di Branzi






Branzi panoramica invernale
Mostra zootecnica di Branzi - La Regina Epi di Cattaneo Annamaria
Mostra zootecnica di Branzi - La Reginetta Pranola di Cattaneo Alfio
Localita Prati (1130 m s.l.m.)
Belfiore, borgo antico di Branzi
Il Ronco (1320 m s.l.m.)


Branzi (C.A.P. 24010) dista 49 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Branzi conta 762 abitanti (Branzesi) e ha una superficie di 25,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 30,12 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 874 metri sopra il livello del mare. Il municipio è di Branzi è sito in Via Roma 6, tel. 0345-71006 fax. 0345-71363. Cenni anagrafici: Il comune di Branzi ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 813 abitanti. Nel censimento del 2001 Branzi ha fatto registrare una popolazione pari a 762 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -6,27%.

www.valbrembanaweb.com/valbrembanaweb/sitogino/paesi/branzi/branzi.html

Branzi (clicca qui)Branzi alta valbrembana
Comuni in Valle Brembana  provincia di Bergamo

Branzi (C.A.P. 24010) dista 49 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Branzi conta 762 abitanti (Branzesi) e ha una superficie di 25,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 30,12 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 874 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Roma 6, tel. 0345-71006 fax. 0345-71363. Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 780 e i 2.560 metri sul livello del mare.L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.780 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune 27 attività industriali con 122 addetti pari al 37,42% della forza lavoro occupata, 23 attività di servizio con 47 addetti pari al 7,06% della forza lavoro occupata, altre 39 attività di servizio con 106 addetti pari al 14,42% della forza lavoro occupata e 12 attività amministrative con 25 addetti pari al 11,96% della forza lavoro occupata. 


Alberghi, Hotel, Ristoranti Pizzerie, appartamenti, negozi, prodotti Tipici a Branzi
Fin dai tempi antichi era usanza andare a Branzi da tutta la provincia, sul finir di settembre per comperare il formaggio oggi chiamato “BRANZI”che veniva commerciato in paese dai bergamini provenienti dalle malghe sperdute sui monti. Molto fiorente fu anche l’attivita’ estrattiva del ferro, e la sua lavorazione artigianale.  Branzi fu anche un buon mercato per i trafficanti di ferro e per i carbonai, non che per la vendita della cosidetta “piodera” cioe’ di pietra di ardesia estratta dalla cava locale.


Fotografie di Branzi alta valbrembana
Ben 11 Laghi (artificiali e no) formano il comprensorio idroelettrico del nostro territorio di Branzi. Potra’ essere utile sapere che tutti i Laghi sono tra essi collegati con condutture sotterranee o scavate nella roccia e tutta la loro acqua giunge al Lago di Sardegnana e da questo, dopo un salto di 700 mt. si arresta, dopo aver alimentato una centrale elettrica, nel lago di Carona. Da qui un condotto porta l’acqua fino a Baresi da dove, dopo un altro salto fino alla centrale di Bordogna, entra nel lago di Moio. Per visitare i laghi vedi le passeggiate ai rifugi.

Motore di Ricerca: Branzi
Caccia, Pesca, Escursionismo, sono gli sport tradizionali dei nostri paesi. L’estate: il Calcio presso i campi dell’Oratorio di Branzi e di Isola di Fondra, il gioco delle bocce presso il nuovo bocciodromo di Branzi, il Tennis, il Minigolf, le Piste di Schettinaggio. L’inverno: lo Sci sulle Piste ormai internazionali di Foppolo, S. Simone, Carona, lo Sci Alpinismo in primavera fino a Giugno, il Pattinaggio su Ghiaccio sui campi di Carona, Foppolo e Isola di Fondra, lo sci  da Fondo sulla piana di Branzi (Fraz. Gardata) con anelli di 3 km , 8 km, 15 km.


Pista di fondo di Branzi: Anelli Sci di Fondo Branzi Gardata – Piste di fondo 3 (1 media – 2 difficili) per complessivi km 5. In località Gardata, alla periferia sud del paese. Anelli di km 3, 3.5, e 5 che si sviluppano nei pressi dell’abitato e in vicinanza del campeggio S. Simone in località Isola di Fondra. Mediamente impegnative. Ottimo campo scuola per principianti. Sono presenti servizi di sciolinatura, ristoro e scuola sci.


Cartoline antiche di Branzi
Branzi posizionato nell’Alta Val Brembana e’ composto da un nucleo centrale attorno alla chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo (costruita nel 1737) e da quattro frazioni di cui tre a Sud (Cagnoli,Gardata,Rivioni) e una a Nord (Ripe). A Branzi si accede da Bergamo per la statale della Valle Brembana dista 90 km da Milano, 96 km  da Cremona.


Cenni Storici di Branzi: Branzi e’ un centro turistico molto frequentato sia nella stagione estiva che in quella invernale come ritrovo degli sciatori che trequentano le stazioni di Foppolo, San Simone e Carona. Il paese, ben articolato nella distribuzione di piazzette e slarghi, con negozi e locali accoglienti, invita infatti a rallentare per la curiosita’ dei particolari e suggerisce la sosta che viene solitamente premiata dalla genuinita’ dei prodotti che qui si offrono. Il formaggio sopratutto, quel “Branzi”che, col burro nostrano, da alla polenta Taragna il gusto tipico delle migliori essenze dei pascoli alpini.


Formaggio Branzi: Branzi e’ il nome di un piccolo paese dell’Alta Valle Brembana, un tempo sede di un rinomato mercato di formaggi e di un’importante fiera bovina. Il 21 Settembre, festa di San Matteo, numerosi commercianti, in prevalenza di Bergamo e di Brescia, si recavano in questa localita’ per acquistare il formaggio che da essa, inevitabilmente, prese il nome.


Bremboski: Le Montagne della Valle Brembana conservano un fascino naturale e magico e lungo gli itinerari di sci alpinismo in neve fresca è ancora possibile sciare in una felice sintesi fra ambiente, paesaggio e presenza dell’uomo. 

http://www.comunedibranzi.com/  sito istituzionale

http://www.agriturismoallebaite.com/ sito Agriturismo Alle Baite

http://www.formaggiobranzi.com/  il sito dell’omonimo formaggio dop

comune
Roncobello – StemmaRoncobello – Bandiera
Roncobello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoAndrea Milesi (lista civica) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate45°57′N 9°45′ECoordinate: 45°57′N 9°45′E (Mappa)
Altitudine1.007 m s.l.m.
Superficie25,39 km²
Abitanti441[1] (31-12-2010)
Densità17,37 ab./km²
FrazioniBaresi, Bordogna, Capovalle, Forcella, Torre
Comuni confinantiArdesio, Branzi, Dossena,Isola di Fondra, Lenna, Moio de’ Calvi, Oltre il Colle,Serina
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016184
Cod. catastaleH535
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantironcobellesi
PatronoSan Pietro e san Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Roncobello
Roncobello
Posizione del comune di Roncobello nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Roncobello nella provincia di Bergamo

Roncobello (Roncobèl in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 441 abitanti[3] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nella valle del torrente Valsecca, laterale dell’alta Valle Brembana, dista circa 47 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Storia

L’antichità

Come per molti altri borghi vicini, si pensa tuttavia che i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delleinvasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone.

Il Medioevo

Origine e sviluppo del toponimo
Il toponimo invece dovrebbe derivare dal latino Runcusche sta ad indicare un terreno con terrazzamenti. Altre interpretazioni lo farebbero risalire al vocabolo Ronch, che in dialetto locale significa colle con pareti scoscese. L’aggettivo Bello fu invece aggiunto soltanto in tempi relativamente recenti dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, il quale rimase incantato dall’amenità del luogo durante una sua visita.

I primi documenti che attestano l’esistenza del borgo risalgono al 1258, quando si fa menzione della suddivisione delle terre, avvenuta quasi 70 anni prima, operata dal vescovo di Bergamo in quei tempi proprietario dell’intera zona, ricevuta dagli imperatori del Sacro Romano Impero.

Panorama in una foto del 1935

In un atto antecedente a questo, redatto nel 1234, viene nominata la frazione Bordogna, il cui nome risalirebbe a Bordonus, probabilmente un antico abitante che disponeva delle proprietà nella zona.

Scarse sono le notizie del paese anche nell’epoca medievale, quando si sa che venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, i quali diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere unguelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale, se non alcune fortificazioni presenti sul territorio della frazione Bordogna.

Nel 1442 il paese entrò a far parte della Repubblica di Venezia e fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.

Età moderna e contemporanea

In età napoleonica (1810) vennero aggregati al comune di Ronco i comuni limitrofi di Baresie Bordogna[4], che recuperarono l’autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto[5].

All’Unità d’Italia (1861) il comune di Ronco contava 592 abitanti. Due anni dopo il comune assunse la nuova denominazione di Roncobello[6].

Nel 1927 vennero aggregati definitivamente i comuni di Baresi e Bordogna[7].

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo

La chiesa parrocchiale di Roncobello, dedicata ai santi Pietro e Paolo

La chiesa parrocchiale del capoluogo, intitolata ai Santi Pietro e Paolo, risale al XVIII secoloed è nota per le decorazioni molto ridondanti, che pongono in secondo piano gli altri affreschi.

Aree naturali

Bus del Castel

Notevole è la grotta denominata Bus del Castel che, per lunghezza, non ha eguali nella bergamasca, ed è la seconda in tutta la Lombardia.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[8]

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

 

Baresi (Roncobello)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Baresi
frazione
Baresi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneRoncobello-Stemma.png Roncobello
Territorio
Coordinate45°57′13″N 9°43′51″ECoordinate: 45°57′13″N 9°43′51″E (Mappa)
Altitudine890 m s.l.m.
Abitanti52[1](2001)
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso(+39) 0345
Fuso orarioUTC+1
TargaBG
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Baresi
Baresi

Baresi è una frazione del comune italiano di Roncobello.

Storia

Le origini

Baresi è un piccolo centro abitato di antica origine[linguaggio vago e inadatto a un’enciclopedia].

L’età moderna

In età napoleonica (1810) il comune di Baresi fu soppresso e aggregato al limitrofo comune di Ronco[2], recuperando l’autonomia nel 1816, in seguito all’istituzione del Regno Lombardo-Veneto[3].

All’Unità d’Italia (1861) Baresi contava 244 abitanti.

Il comune di Baresi venne soppresso nel 1927 e aggregato al comune di Roncobello[4].

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Giacomo Apostolo

Nell’altra frazione Baresi, oltre al panorama offerto dal borgo con fisionomia rurale, si può trovare la piccola chiesa di San Giacomo apostolo, che possiede un quadro attribuito a Palma il Vecchio.

Architetture civili

Mulino Gervasoni

Il mulino “Maurizio Gervasoni”, situato della frazione di Baresi, è stato costruito nel 1600. Nel 2003 viene segnalato nel primo censimento nazionale i Luoghi del Cuore promosso dal Fondo Ambiente Italiano. È lo stesso FAI, in seguito, ad acquisirne la proprietà, grazie alla collaborazione della famiglia Gervasoni e di Banca Intesa, e a riaprirlo al pubblico nel 2006 dopo i lavori di restauro che lo hanno reso di nuovo funzionante.[5].

Bordogna

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Bordogna
frazione
Bordogna – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
ComuneRoncobello-Stemma.png Roncobello
Territorio
Coordinate45°57′12″N 9°43′22″ECoordinate: 45°57′12″N 9°43′22″E (Mappa)
Altitudine656 m s.l.m.
Abitanti110[1](2001)
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso(+39) 0345
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleA985
TargaBG
Nome abitantiBordognesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Bordogna
Bordogna

Bordogna è una frazione del comune italiano di Roncobello.

Storia

Le origini

Bordogna è un piccolo centro abitato di antica origine.

L’età moderna

In età napoleonica (1810) il comune di Bordogna fu soppresso e aggregato al limitrofo comune di Ronco[2], recuperando l’autonomia nel 1816, in seguito all’istituzione del Regno Lombardo-Veneto[3].

All’Unità d’Italia (1861) Bordogna contava 183 abitanti.

Il comune di Bordogna venne soppresso nel 1927 e aggregato al comune di Roncobello.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Bordogna custodisce buone opere pittoriche, tra cui spicca un quadro di Carlo Ceresa; essa è dotata di un campanile medioevale.

Architetture militari

Rovine del castello di Bordogna

Nella frazione Bordogna sono presenti le rovine di un castello e tre torri risalenti al periodo medievale.

Sport

Tra gli sport qui praticati abbiamo: arrampicata, basket, calcio, pallavolo, sci alpinismo, sci di fondo, tennis e trekking.

www.roncobello.provinciabergamasca.com

Gli abitanti si chiamano RONCOBELLESI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo Km 46.3 – Altitudine 1.100 m s.l.m. – Pro Loco: Telefono: 0345.84085 – Principali Frazioni: Baresi – Bordogna – Capovalle – Escursioni e Gite: Laghi GemelliPasso Branchino, Alpe Corte – Mezzeno – Monte MennaAlpe AreraPietra Quadra – Coordinate: Latitudine 45°57’23″76 – Longitudine 09°45’12″24 – Misure: superficie 25,49 kmq.

 

Cartina di Roncobello

RONCOBELLO, in origine solo Ronco, trae il suo nome dal dialetto lombardo “RONCH” nel senso di “colle inciglionato”. L’oggettivo “bello” gli venne successivamente aggiunto per far rilevare la splendida posizione naturale nella quale si trova il centro e le frazioni. L’economia di Roncobello anticamente era imperniata sulla pastorizia e sulla concia delle pelli. Esistevano anche alcune miniere a Roncobello, tra cui la piu’ nota (fin da epoca preromana) fu quella d’ORO ubicata in una zona non precisata di Bordogna.

Roncobello

Al centro della Valsecca, in un pianoro soleggiato che si apre tra le verdi abetaie (da qui il termine ronco). Che il luogo sia bello e’ evidente; e così parve anche a Vittorio Emanuele II che, si dice, gli attribuì il nome di Roncobello. La prima contrada che si incontrera’ e’ Bordogna, con nuccleo fortificato della “Torre” e la cappella di San Rocco eretta a suffragio dei morti della peste (1630). Il nucleo di Forcella, patria del Cardinale Cavagnis (1841-1906), e’ sull’antico bivio per la Val Fondra, con la chiesetta preziosamente affrescata cui e’ annesso un portico per il ricovero dei viandanti. Proseguendo si incontra Baresi, che custodisce ancora il nucleo storico da cui nel ‘400 i pittori Bonetti emigrarono a Bergamo e a Venezia. Infine, dopo Roncobello, alla testata della valle c’e’ appunto Capovalle, con la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve. Da qui la strada carrozzabile si addentra nella pineta e sale alla conca di Mezzeno, punto di partenza per escursioni ai Laghi Gemelli, al Rifugio Alpe Corte, al Lago Branchino, al Sentiero dei Fiori e al Pizzo Arera.

Roncobello (C.A.P. 24010) dista 47 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Roncobello conta 492 abitanti (Roncobellesi) e ha una superficie di 25,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 19,29 abitanti per chilometro quadrato. Roncobello sorge a 1007 metri sopra il livello del mare.

Il municipio di Roncobello è sito in Via Barghetto 25, tel. 0345-84047 fax. 0345-84047. Cenni anagrafici: Il comune di Roncobello ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 470 abitanti. Nel censimento del 2001 Roncobello ha fatto registrare una popolazione pari a 492 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 4,68%. Gli abitanti di Roncobello sono distribuiti in 208 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,37 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune di Roncobello risulta compreso tra i 525 e i 2.356 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica di Roncobello complessiva risulta essere pari a 1.831 metri.

Cenni occupazionali di Roncobello: Risultano insistere sul territorio del comune di Roncobello 8 attività industriali con 24 addetti pari al 28,57% della forza lavoro occupata, 3 attività di servizio con 4 addetti pari al 3,57% della forza lavoro occupata, altre 15 attività di servizio con 37 addetti pari al 4,76% della forza lavoro occupata e 4 attività amministrative con 6 addetti pari al 17,86% della forza lavoro occupata.

Roncobello e le sue Frazioni

BARESI
Frazione di Roncobello a 728 metri sul livello del mare. Il piccolo nucleo disposto su una balza montana in bellissima posizione aveva carattere chiuso e raccolto: vie porticate permettevano il collegamento interno nei lunghi inverni, quando le nevi ostruivano i sentieri e passaggi. Il gruppo di case sembra organizzato per difendersi dalle offese naturali. Come per le altre frazioni, Baresi presenta la caratteristica dell’abitato montano, case sobrie disposte lungo il serpeggiare della strada maestra, costruite con materiale locale (verucano), con tetti spioventi ricoperti di ardesia.

BORDOGNA
Con il suo nucleo fortificato, era terra di fucine e di ronchi, e’ una dura plaga montana dove le costruzioni, sopratutto in fondovalle, si impongono sopra un terreno dirupato e inospitale. La sua Chiesa Parrocchiale (dedicata a S. Maria di Bordogna, smembrata da S. Martino oltre la Goggia ed eretta parrocchiale nel 1436), contiene una Pala con i Santi Carlo e Nicola da Tolentino, e due piccole tele con S. Antonio di Padova e S. Antonio Abate di Carlo Ceresa. Le decorazioni della volta e le medaglie furono realizzate da Umberto Marigliani durante i restauridel 1922.

CAPOVALLE
Nucleo posto a 2 km a nord del centro abitato di Roncobello. La sua chiesetta dedicata alla Beata Vergine delle Valanghe fu edificata nel 1675 e possiede un altare arricchito da un interessante Pala siglata E.B. che rappresenta il tema del Purgatorio aperto alla misericordia di Maria. La particolare dedicazione di tale chiesetta e’ dovuta all’adempimento di un voto formulato da tutta la popolazione locale, avendo maturato la convinzione che solo un intercessione divina aveva potuto preservare dalla distruzione le loro case, minacciate da una enorme valanga.

Roncobello

Roncobello, Comune dell’Alta Val Brembana (confinante con Branzi, Isola di Fondra, Moio de Calvi, Lenna, Serina, Oltre il Colle e Ardesio) e’ costituito da tre frazioni maggiori, che in alcuni periodi sono state comuni indipendenti, ciascuna, ricca di piccole contrade.
Roncobello (sede comunale) con le contrade di Costa, Serrata, Monica, Piccarelli, Capovalle e Caprini.
Baresi con le contrade di Oro e Valsecca.
Bordogna con le contrade di Foppocava, Case, Barelli, Torre e Forcella.

Lo studio etimilogico delle denominazioni delle frazioni maggiori e’ giunto alle seguenti conclusioni. Il nome Roncobello e’ costituito da Ronco e Bello, Ronco deriva dal latino Runcus che significa terreno e terrazze. Bello fu aggiunto, in omaggio alle sue bellezze, da Re Vittorio Emanuale II dopo una sua visita nel 1879. Baresi deriva probabilmente dal celtico Bar, che vuol dire altura; Bar puo’ significare in celtico anche becco o cespuglio spinoso, ma la prima tesi sarebbe confermata dall’ubicazione della parte piu’ antica del borgo. Bordogna deriverebbe dal nome di un patrizio romano, un certo Bordonus, che ne avrebbe ottenuto la proprietà in seguito alla centuriazione.

 


Periodo Medioevale
Le prime notizie su Roncobello ci provengono dal “Rotolus Episcopatus Bergomi” dell’anno 1258 in cui si legge che nel 1190 il Vescovo Lanfranco affido’ alla Comunità di Costa di Roncobello il monte Mezzeno ed il monte Vindiolo; nello stesso documento sono citati altri preziosi toponimi: Valsecca, Branchino, Vendulo e Vetro. Bordogna e’ segnalata per la prima volta nella descrizione dei Confini del Territorio Bergamasco del 1234, manoscritto dell’Archivio Comunale di Bergamo deposistato presso la Biblioteca Civica.

Bordogna compare ancora negli Statuti del 1331, riportati dal Rosa nel prezioso volumetto “Statuti inediti della Provincia di Bergamo” (1863) in cui si prescriveva di farne un comune unico con Valnigra, Borgonigro e Lentina (forse Lenna). Nel 1364 acquisisce i propri Statuti insieme agli altri comuni posti oltre la Goggia; cioe’ quei comuni che si trovano al di la’ della strettoia della Val Brembana, sita allo sbocco della Val Parina, caratterizzata dalla presenza di un alto sperone di roccia chiamato la “Goggia”.


Periodo della Dominazione Veneta
Le incresciose lotte fra i Guelfi e Ghibellini ebbero fine solo dopo il giuramento di fedelta’ a Venezia da parte di tutti i Comuni di Oltre la Goggia; a tal scopo convennero a Bergamo nel 1442 i vari rappresentanti, fra i quali e’ ricordato anche quello di Bordogna, per offrire sudditanza al Podestà Bartolomeo Vernier e al Capitano Andrea Giuliani (B.Belotti, Storia di Bergamo, Vol. III Pag. 57-58). L’autonomia comunale delle singole frazioni Bordogna, Baresi e Roncobello si realizzo’ per la prima volta secondo alcune fonti nel 1519, secondo altre nel 1587. Chi poi volesse conoscere con dovizia di particolari le condizioni in cui si trovavano le chiese, gli oratori e le confraternite nel Cinquecento, potra’ leggere gli Atti della Visita di S. Carlo Borromeo effettuata nel 1578 (atti editi a cura del Cardinale Roncalli, in seguito Giovanni XXIII, nel 1936-1957; edizione Olschki).

Il flagello della peste non risparmio’ neppure l’Alta Val Brembana dall’aria saluberrima. Da un manoscritto di Lorenzo Ghirardelli “Il Memorando Contagio seguito in Bergamo 1630” stralciamo alcune note statistiche raccolte dal Pres. della Sanità Francesco Pisani. Baresi –  Vivi:  maschi 22, femmine 28 – Morti: maschi 16, femmine 18. Bordogna – Vivi:  maschi 46, femmine 70 – Morti: maschi 23, femmine 59. Roncobello era allora la frazione di Baresi. Durante il lungo e tranquillo periodo della Dominazione Veneta non sono registrate notizie locali di rilievo; solo verso il finire di tale signoria Baresi divenne la protagonista di un avvenimento di notevole importanza e di vasta eco: l’innalzamento del primo albero della Libertà segno di ribellione da parte di due dubbie figure locali G. Lodovico Bonetti e G. Domenico Gervasoni.


Ottocento

Dopo la breve parentesi della Repubblica di Bergamo, alla Repubblica Cisalpina e alla Dominazione napoleonica, seguì la restaurazione imposta dagli austriaci. Dalla nuova amministrazione fu incaricato Mairone da Ponte, emerito professore liceale, di stendere una aggiornata descrizione del territorio bergamasco analizzato sotto il profilo naturalistico, storico, politico ed artistico. Fu così redatto il famoso Dizionario Odeporico della Provincia di Bergamo 1819, che illustrando il nostro territorio così di esprime:

Baresi: villetta di Val Brembana oltre la Goggia, pertinenza del distretto, e della Pretura della Piazza, e’ posta alle spalle di Bordogna in una situzione piu’ elevata, d’onde si gode di una buona veduta sopra il piano di coltura. Avvi il passo piu’ frequentato per la Val Seriana. Il suo territorio e’ alpestre. Pochi campi a biada, molti prati, e forse piu’ boschi e selve lo formano. Baresi non ha piu’ di duecentotrenta abitanti quasi tutti montanisti, ciclopi, e carbonaj; e molti di questi ultimi restano fuori di patria, esercitando l’arte varj mesi dell’anno.

Questo villaggio staccate dal maggior suo caseggiato ha le contrade di Castello, Curtivo, Cabonetti, Càdisotto, Piana, Concinenga, Volpina, Terra nuova, Valsecca ed Arlo. La sua chiesa parrocchiale titolata di S. Giacomo apostolo e della pieve di S. Martino della Piazza, e degno di osservazione ha un quadro che vuolsi attribuire al pennello del nostro Palma il Vecchio; ed avvi un oratorio in onor di S. Rocco posto alla fine della villa.

Baresi e’ lontano dalla Piazza miglia sei, e da Bergamo trenta; ed ha di estimo censuario scudi 6106.2.0.11.3 ed ottantuno possidenti estimati. Bordogna: piccolo villaggio  di Val Brembana oltre la Goggia pertinenza del distretto, e della pretura della Piazza, e’ posto all’est della contrada Cantone e Pioda della parrocchia di S. Martino, a sinistra del Brembo, che discende dalla Valfondra; e resta su di una pendice che guarda direttamente il ponente.

La Chiesa Parrocchiale di Baresi di Roncobello

Il suo territorio e’ scosceso, ha nullameno dei campi di biada, molte boscaglie e pascoli frastagliati da sterilissime rupi. Molti dè i suoi abitanti, eccellenti fusinieri stanno fuori di patria quasi tutto l’anno. Gli altri sono o agricoltori, o addeti alla custodia del bestiame a riserva di quelli che tagliano nelle due fabbriche di conciapelli che vi esistono; e tutti assieme non arrivano alle duecento persone.

La chiesa parrocchiale sotto la invocazione di S. Maria Assunta, dipende dalla plebana di S. Martino, e’ di recente e buona costruzione, ed ha di osservabile un quadro nella cappella di S. Rocco attribuito al pennello del nostro Ceresa. Bordogna disgiunte dal suo maggior caseggiato ha la contrada di Foppacava, ove trovasi un oratorio dedicato alli S.S. Angeli Custodi, nuovamente restaurato; di Forcella, che ha un oratorio col titolo di S. Giovanni Battista con un quadro di antico buon pennello, stato recentemente ritoccato.

Ha altresì le contrade dette Zuccaro, alla Cà, Foppa, Barelli della Torre, appunto una vecchia torre dimostrante che pur quelli di Bordogna andarono soggetti allo spirito di frazione dagli infelici secoli XIII e XIV.

La Chiesa Parrocchiale di Bordogna di Roncobello
Questo villaggio a soccorso dè suoi poverelli ha due pii luoghi, la commissaria Gervasoni, denominata cosi’ dal suo istitutore, e la Misericordia; e resta lontano dalla Piazza miglia quattro, e da Bergamo ventonove, e unitamente a Ronco, ha di estimo censuario scudi 7263.0.3.7.0 con ottanta possidenti estimati. Roncobello: Il territorio di questo Comune, alquanto frazionato, si addentra nell’alpestre e solitaria Valsecca, tributaria della Valfondra, fra le propaggini settentrionali del Monte Menna e quelle meridionali dello Spondone.

Roncobello (1009 m), capoluogo del Comune, e’ paese di discreta appartenenza, con belle villeggiature e con modeste ma pulite trattorie. Frazioni del Comune sono Capovalle, Costa Inferiore e Monica. Il suolo, coltivato generalmente dalle donne; produce segala, patate, legumi; nella regione alta si hanno ricche boscaglie e vasti pascoli, assai frequentati nella stagione dell’alpeggio. Importante in luogo e’ la produzione dei latticini, del legname da costruzione, da ardere e del carbone, industrie alle quali piu’ particolarmente attendono gli uomini, quando non emigrano.

Novecento

La costruzione del Grand Hotel, avvenuta all’inizio secolo, consacra Roncobello stazione principale delle villeggiature brembane; non piu’ alberghetti scalcinati, ma un Grand Hotel capace di soddisfare le clientele piu’ esigenti composte allora da ricchi borghesi, professionisti affermati e nobilotti decaduti. Ma quell’esplosivo benessere che caratterizzava la Belle Epoque, ha una durata breve; a spegner le illusioni e le effimere speranze sopraggiungono i funesti tuoni del primo conflitto mondiale.

Il Grand Hotel di Roncobello

La fede e l’ardimento, doti necessarie per ottenere la vittoria, non sono pero’ sufficienti per garantire una pace lunga e duratura; alla prima guerra mondiale ne segue una seconda dopo un ventennio tumultuoso, le cui vicende essendo troppo vicine e spesso ancora sub-iudice, preferisco non trattare. Ogni guerra ha i suoi eroi e i suoi martiri. Per non dimenticare, ricordati sulle lapidi dei loro paesi nativi troviamo i nomi dei caduti e dei dispersi.
Baresi: Gervasoni Bruno, Gervasoni Raffaele, Bonetti Federico.
Bordogna: Cattaneo Emilio, Cattaneo Giuseppe, Cattaneo Silvio.
Roncobello: Gervasoni Federico, Gervasoni Colombo, Gervasoni Battista, Milesi Camillo, Milesi Giosuè, Milesi Luigi, Milesi Domenico.

Documentazione a cura della Biblioteca Comunale di Roncobello

Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie e immagini di Roncobello sono in risoluzione 1000-750/ 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)


Fotografie di Roncobello

Borgo Costa di Roncobello
Inaugurazione Rifugio Tre Pizzi Pietra Quadra






La notte magica di Roncobello
Frazione Baresi di Roncobello
Frazione Costa di Roncobello
Roncobello visto da Vindiolo
Capovalle visto dal Vindiolo
Raduno Alpino Nikolajewka






Baite di Mezzeno
Edicola in Capovalle
La Torre di Bordogna
Roncobello
Capovalle primavera 2006
nevicata del 27 gennaio 2006






Frazione di Bordogna
Via Caprini di Capovalle
Il Lago Branchino (1784 m)
Roccolo di Campo (1817 m)
Baita di Campo (1879 m)
Roccolo della Fontana (1886 m)


Roncobello (C.A.P. 24010) dista 47 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Roncobello conta 492 abitanti (Roncobellesi) e ha una superficie di 25,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 19,29 abitanti per chilometro quadrato. Roncobello sorge a 1007 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Barghetto 25, tel. 0345-84047 fax. 0345-84047. Cenni anagrafici: Il comune di Roncobello ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 470 abitanti. Nel censimento del 2001 Roncobello ha fatto registrare una popolazione pari a 492 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 4,68%. Gli abitanti di Roncobello sono distribuiti in 208 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,37 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune di Roncobello risulta compreso tra i 525 e i 2.356 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica di Roncobello complessiva risulta essere pari a 1.831 metri.
Cenni occupazionali di Roncobello: Risultano insistere sul territorio del comune di Roncobello 8 attività industriali con 24 addetti pari al 28,57% della forza lavoro occupata, 3 attività di servizio con 4 addetti pari al 3,57% della forza lavoro occupata, altre 15 attività di servizio con 37 addetti pari al 4,76% della forza lavoro occupata e 4 attività amministrative con 6 addetti pari al 17,86% della forza lavoro occupata.

http://www.comune.roncobello.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=RONCOBELLO&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1  sito istituzionale

http://www.roncobello.com/  sito pro loco

Isola di Fondra
comune
Isola di Fondra – StemmaIsola di Fondra – Bandiera
Isola di Fondra – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGiovanni Berera (lista civicaFuturo presente) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate45°59′N 9°45′ECoordinate: 45°59′N 9°45′E (Mappa)
Altitudine799 m s.l.m.
Superficie12,83 km²
Abitanti189[1] (31-12-2010)
Densità14,73 ab./km²
FrazioniFondra, Pusdosso, Trabuchello
Comuni confinantiBranzi, Moio de’ Calvi,Piazzatorre, Roncobello
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016121
Cod. catastaleE353
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantitrabuchellesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Isola di Fondra
Isola di Fondra
Posizione del comune di Isola di Fondra nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Isola di Fondra nella provincia di Bergamo

Isola di Fondra (Fundra in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 191 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nell’alta Val Brembana, dista circa 45 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Cenni storici

Il comune di Valfondra Inferiore, dato dall’unione di Carona, Branzi, Fondra e Trabuchello e avente sede in Branzi, è menzionato sin da metà Duecento e negli Statuti di Bergamo del 1331. Nel 1595 si divise dando origine ai comuni di Carona, Branzi e Fondra da cui, nel 1639, si staccò Trabuchello diventando comune autonomo.

L’attuale comune di Isola di Fondra venne istituito nel 1927 dall’unione dei comuni di Fondra e Trabuchello.

I primi abitanti della zona pare siano stati i Romani, i quali cominciarono a sfruttare le miniere di rame presenti sul territorio, così come riferito dallo studioso Giovanni Maironi da Ponte:

« in Fondra si reggono ancora grandi tagliamenti aperti nella montagna per cavare il rame al tempo dei Romani »

Anche il toponimo deriverebbe dal latino fundere, che indicherebbe questa attività.

Come per molti altri borghi vicini, si pensa tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici.

Il primo documento in cui viene fatta menzione del paese risale all’anno 1148, e precisamente in un atto in cui si ratifica l’investitura di due persone da parte del vescovo di Bergamo, che aveva in gestione l’intera val Brembana.

Scarse sono le notizie nell’epoca medievale, quando il borgo venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale, soltanto una necropoli risalente all’alto medioevo.

Nel corso del XVI secolo i comuni di Fondra e Trabuchello, dopo essere entrati a far parte della Repubblica di Venezia, furono inseriti nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.

In questo periodo si sviluppò ulteriormente l’attività estrattiva, che affiancò al rame anche il ferro (con ben 16 miniere) ed il piombo (due miniere), e conseguentemente anche la lavorazione delle suddette materie prime, con fonderie e fucine per la produzione di chiodi.

Con l’arrivo della dominazione austriaca, il territorio fu soggetto a forti dazi e tasse, che affossarono le esportazioni e fecero cadere in una crisi irreversibile il settore metallurgico.

Dall’unità d’Italia non si verificarono episodi di rilievo, con la gente dedita a vivere dignitosamente con ciò che la natura offriva.

Soltanto negli ultimi decenni ha cominciato a prendere sempre più piede l’industria del turismo, che sta risollevando il borgo dopo un periodo di lento ed inesorabile spopolamento.

Il comune comprende anche le contrade di Forcella, Foppa, Cornelli, Pusdosso e Via Piana disposte sulle pendici del monte Torcola in posizione molto esposta al sole. Oramai le contrade sono per lo più disabitate durante l’anno, ma nella stagione estiva si rianimano con i vecchi proprietari e varie feste.

Il territorio

Il comune comprende un tratto di fondovalle percorso dalla strada e dal Brembo nonché i ripidi versanti dei monti Torcola (1636 m) ad ovest e Pietra Quadra (2356 m) e i Tre Pizzi a est. La superficie del territorio è di 13,25 km². Immerso nel verde, offre numerose possibilità di escursioni adatte ad ogni esigenza con grandi prati e boschi.

Il comune di Isola di Fondra comprende le contrade di Forcella, Foppa, Cornelli, Pusdosso e Via Piana disposte sulle pendici del monte Torcola in posizione molto esposta al sole. La frazione più alta, ed anche la più popolata con 7 abitanti, è il borgo di Pusdosso, posizionata a 1.038 metri di quota. Negli anni cinquanta contava circa 60 abitanti che per motivi di lavoro si sono trasferiti in Francia, ma soprattutto a Sesto San Giovanni (Acciaierie Falck).

Borgo di Pusdosso

Alcuni di loro hanno mantenuto la casa e nel periodo estivo vi fanno ritorno. Caratteristica è la disposizione dell’abitato con la chiesetta dei Santi Valentino e pantaleone, le solide case di pietra addossate le une alle altre e, più distanti, le stalle. La disposizione serrata delle case è stata causa di frequenti e gravi incendi. Oggi il Borgo di Pusdosso, come le altre frazioni, è dotata di acquedotto, fognature e di corrente elettrica (dal 1975). Non è però raggiunta dalla strada che si ferma poco sotto la frazione di Cornelli, quindi Pusdosso è raggiungibile solo a piedi. La zona del Borgo antico di Pusdosso presenta un certo interesse geologico, soprattutto in considerazione dei giacimenti di ferro e delle vecchie miniere di cui vi è ancora traccia nella zona. La frazione di Via Piana, posta a 913 m sul livello del mare, si trova sulle pendici di un rilievo chiamato Monte delle Miniere. Su entrambi i fianchi della valle che separa questa frazione da Pusdosso sono ancora abbastanza riconoscibili gli antichi scavi minerari che furono eseguiti sia in galleria, sia a cielo aperto. Le prime miniere si trovano a poche decine di metri dalle abitazioni, ma la maggior concentrazione è nella parte più alta della valle, sopra i 1100 metri. Molto bella è la posizione geografica di Forcella che, arroccata su un poggio, domina dall’alto il fiume Brembo, la strada provinciale, l’abitato di Fondra, la dirimpettaia Forcella di Bordogna e la cascata, mentre sulla costa a sinistra si dispiegano le altre frazioni. Un’antica mulattiera di cui si sono perse le tracce la collegava a Moio de’ Calvi. Tra le case di pietra spicca un’abitazione con la facciata affrescata in modo elegante e signorile. La frazione di Cornelli probabilmente prende il suo nome dal bergamasco “corna”, infatti si trova sopra le rocce che sovrastano Fondra. Anche qui si trovano edifici che risalgono al 1600. Cornelli è caratterizzata da un pianoro dove venivano coltivati segale, granoturco e canapa. Quest’ultima, una volta filata, era utilizzata per la realizzazione di rustiche stoffe. Il borgo antico di Foppa è la frazione che negli ultimi anni ha subito maggiori ristrutturazioni. Sotto i portici vi sono testimonianze di abitazioni risalenti al 1500, anche la chiesetta dedicata a Sant’Agata fu edificata in quel periodo. I boschi intorno alla frazione sono ricchi di castagni i cui frutti un tempo costituivano una risorsa alimentare importante per la popolazione.

Chiesa di Trabuchello

Da annotare è la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo che, costruita nel 1432 e ristrutturata più volte nei secoli seguenti, custodisce opere di pregio, tra cui spicca un’Annunciazione opera di Federico Tisi, e l’organo Taramelli del 1789. Durante la ristrutturazione della chiesa fu trovata una necropoli altomedievale e una fortificazione civile di epoca tardo romana. I ritrovamenti più antichi risalivano finora all’anno mille. Sono venuti alla luce, sulla navata centrale, sei tombe di periodo alto medievale. Le tombe più antiche sono disposte parallelamente all’asse dell’antica chiesa, si presume sino del VI secolo d.C. Gli scheletri sono racchiusi in tombe di pietra locale, disposte lateralmente e come copertura. Delle sei tombe, una molto più piccola, conserva le ossa di un bambino. Altri tre scheletri, in cassa lignea, sono stati rinvenuti in posizione diversa dai precedenti. Si suppone che risalgano al XVII secolo come peraltro dello stesso periodo è la cripta, in funzione di ossario, venuta alla luce ai piedi del presbiterio. Ma la scoperta più importante è relativa a una struttura muraria, di epoca precedente, collocabile tra il tardoantico e l’alto medioevo e posta al centro della chiesa. La scoperta presuppone la presenza di un insediamento civile, forse una torre di guardia a forma rettangolare o comunque una postazione di difesa della zona, collegata presumibilmente allo sfruttamento delle miniere di ferro e rame già note in epoca romana.

Meritano menzione anche Palazzo Paganoni, a forma di torre ed edificato nel XVIII secolo, ed il coevo ponte sul Brembo, con un’arcata a parabola.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[3]

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 2004in caricaGiovanni BereraLista civica Futuro presenteSindaco
 www.isoladifondra.provinciabergamasca.com
Gli abitanti sono chiamati TRABUCHELLESI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo Km 45 – Altitudine 707 m s.l.m. – Municipio: via Roma Telefono: 0345.71588 – Principali Frazioni: Fondra, Pusdosso, Cornelli, Forcella, Via Piana, Foppa. – Coordinate: Latitudine 45°58’46″20 – Longitudine 09°44’54″24 – Misure: superficie 13,24 kmq.
Cartina Isola di Fondra
Situato in Alta Val Brembana, Isola di Fondra e’ un comune costituitosi in epoca abbastanza recente: e’ infatti il risultato dell’unione avvenuta delle piccole comunita’ di Fondra e Trabuchello. Comprende un tratto di fondovalle percorso dalla strada e dal Brembo nonche’ i ripidi versanti dei monti Torcola (1636 m) ad ovest e Pietra Quadra (2356 m) e i Tre Pizzi a est. La superficie del territorio e’ di 13,25 kmq.
Trabuchello
Fanno parte del territorio comunale: Trabuchello che con Isola e Piazzola si trova ai piedi della valle di Pietra Quadra all’inizio della piana che si potrae fino a Branzi. Fondra, che e’ costituito da un nuccleo storico situato a fondovalle in una localita’ molto suggestiva fra fiume e montagna e da cinque frazioni: Forcella, Foppa, Cornelli, Pusdosso e Via Piana disposte sulle pendici del monte Torcola in posizione molto esposta al sole. Le origini di Isola di Fondra si perdono nella notte dei tempi : era un villaggio noto in epoca pre-romana per i suoi minerali: il Rame . MAIORONI DA PONTE, all’inizio del secolo scorso a proposito della Carcopirite scriveva: “in Fondra si reggono ancora grandi tagliamenti aperti nella montagna per cavare il RAME al tempo dei Romani” All’inizio del 1800 cominciarono poi ad essere sfruttate anche miniere di Ferro e divennero famose le fucine di chiodi, delle quali esistono, ancora oggi, alcuni resti. Sorsero parecchie fonderie tanto che forse il paese venne chiamato Fondra da Fonderia.
Notizie Storiche di Isola di Fondra
Le alterne vicende della Valle Brembana investirono anche la Valfondra che sembra aver subito la dominazione di Etruschi, Romani e le successive invasioni barbariche. Con ogni probabilita’, anticamente era abitata da popolazioni dedite alla pastorizia e all’attivita’ mineraria. Solo del periodo dopo il 1000 si hanno notizie storiche documentate. Un atto del 1148 dice: “Sizio e Aspello di Fondra furono investiti dal Vescovo Gerardo di ogni diritto  in Valle di Fondra, nel monte Scanicola fino a Branzi e valle del Leffo fino all’Arete e per la valle Sasso fino al fiume Brembo”. Verso la fine dell’XI secolo infatti il Vescovo di Bergamo esercitava diritti feudali in quasi tutta la Valfondra. Lo statuto di Bergamo del 1331 fa riferimento all’accorpamento dei Comuni di Branzi, Valleve, Cambrembo, Foppolo e Carona con Fondra. Dopo il periodo tumultuoso delle Signorie, nel 1428 la Valle passa sotto la Repubblica Veneta. Nella relazione che il capitano Giovanni da Lezze invio’ al Senato si legge: “La Valfondra e’ una valle in mezzo ai monti e attraversata dal Brembo…….. Le terre e le contrade sono divise  in 3 parrocchie: S.Giovanni, S.Bartolomeo e S.Lorenzo. A quest’ultima appartengono Fondra, Soprafondra, Trabuchello, Forcella, Foppa, Via Piana, Cornelli e Posaldosso (Pusdosso). Esistono forni e fucine per la lavorazione del ferro estratto nelle miniere. Il ferro viene comodamente lavorato grazie alla presenza  dell’acqua del fiume Brembo che peraltro viene usata per far funzionare mulini, peste del grano e segherie…….” Con il tratto di Campoformio (1797) va a far parte della Repubblica Cisalpina. Il regime napoleonico porto’ un certo risveglio nazionale e il riordino dell’amministrazione, della giustizia e della legislazione. Successivamente il Congresso di Vienna segno’ il passaggio della Lombardia all’Austria. La Valfondra divenne parte del distretto di Piazza Brembana. Infine nel 1859, con la seconda guerra d’indipendenza, entro’ a far parte del Regno d’Italia e ne segui’ le vicende.
Antiche vie di comunicazione
Ponte antico recentemente ristrutturato
Anticamente la strada di collegamento della Valfondra (un ramo della Via del Ferro) con la Piana di Lenna e con la via Mercatorum, era una mulattiera che saliva dall’attuale Lago di Moio fino a Bordogna. Qui, in frazione Forcella, superava il passo per poi transitare nel centro di Fondra in riva sinistra e scavalcare il Brembo alcune centinaia di metri a monte dell’abitato su una passerella che nel 1715 venne sostituita da un manufatto di pietra, in stile romano , chiamato il Ponte dei Canali. La strada poi proseguiva per Trabuchello e per tutti gli altri centri della Valfondra e si collegava  con quegli itinerari che attraverso i passi delle Orobie (Tartano, Venina e Publino) portavano in Valtellina. Nel 1834, ad opera degli austriaci venne costruita una carreggiabile tra Lenna e Branzi che correva sulla destra orografica della valle. La realizzazione della nuova strada e la costruzione di un ponte nel centro di Fondra (1805) portarono all’abbandono del Ponte dei Canali che fu presto soggetto a degrado. Nel 1998 il ponte e’ stato restaurato con il ripristino delle spallette.
Le Valanghe
Trabuchello si trova in una posizione bella, ma assai esposta al pericolo delle valanghe, proprio per questo il nome della localita’ deriverebbe da “trabocchetto”. E’ dominato dal monte Pietra Quadra (2356 m) dalle cui pendici nella  stagione invernalem precipitano copiose nevi formando nel sottostante canale, molto stretto e poco profondo, enormi valanghe che talvolta traboccano mettendo in pericolo le abitazioni. Nella memoria locale e’ ancora viva la tragedia che colpi’ Trabuchello il 23 Gennaio 1810, quando un’enorme massa di neve travolse la parte alta del paese, risparmiando pero’ la chiesa e la casa del Parroco. La furia della valanga si abbatte’ su 24 case e seppelli’ trenta persone. L’evento si ripete’ nel 1888: ne e’ testimonianza un quadro molto rappresentativo conservato nella parrocchiale. Ancora nel 1917, ’51, ’72, ’77 e nell’86 pur con modalita’ diverse le valanghe si sono fermate a ridosso dell’abitato. Attualmente sono in corso opere di difesa, sia a monte che a valle, che dovrebbero eliminare i pericoli per il paese.
Le Miniere
L’attivita’ mineraria fu per molti secoli una tra le principali risorse economiche di Fondra, come ne attesta il nome che deriva dal latino “fundere”. L’escavazione del rame e del ferro si reputa sia iniziata in tempi antichissimi. Che in epoca romana fossero praticamente cava di rame o di calcopirite, un minerale di rame, nella terra bergamasca lo attestano Plinio il Vecchio, e il minerologo Giorgio Agricola. Che alcune piccole miniere si trovassero nel territorio di Fondra, lo scrive il Mairone da Ponte: “Quivi e’ dove ammirasi grandi antiche e abbondanti escavazioni e grandi artificiali spaccature di montagna. Esse vanno attribuite a lavori praticativi al tempo che la patria apparteneva al dominio romano “. Durante la dominazione veneta  Fondra era sicuramente un centro minerario importante con diverse miniere di ferro e gli “assali” (barre di ferro), informa il Lezze, venivano vendute a Genova, Milano e Bergamo. Nelle miniere si lavorava da ottobre a maggio perche’ d’estate l’eccessiva umidita’ e le acque che coprivano il fondo rendevano impossibile la presenza dei minatori. E’ certo che nel 1600 a Fondra erano attive 17 miniere, delle quali 3 di piombo e 14 di ferro, mentre Trabuchello contava 2 minieredi ferro. All’inizionel ‘700 l’industria mineraria entro’ in crisi, specialmente nelle vallate Oltre la Goggia, anche a causa dei particolari oneri fiscali a cui era soggetta e della mancanza di legname per alimentare i forni. Nel 1742 risultavano concesse sul nostro teritorio 4 miniere di ferro a Trabuchello e 5 a Fondra, ma il vicario delle miniere confessava di non saper quali fossero funzionanti e quali abbandonate. In particolare nel ‘700 e nei primi decenni del 1800 il ferro che veniva estratto era lavorato in piccole officine lungo il Brembo per la produzione dei chiodi.
Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie di Isola di Fondra sono in risoluzione 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri
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Fotografie di Isola di Fondra

Presepe Vivente di Isola di Fondra
Festa della Madonna a Trabuchello di Isola di Fondra
Inaugurazione Rifugio Tre Pizzi Pietra Quadra
Cascata di Fondra
Castagnata a Pusdosso 2006
Trabuchello, vista da nord






Il Borgo di Pusdosso visto dalle Torcole
Il Borgo di Via Piana (913 m)
Il Borgo di Fondra (vista nord)
 Il Borgo di Fondra
Fondra, comune di Isola di Fondra
Castagnata a Pusdosso 2003






Festa della Madonna a Trabuchello
Trabuchello di Isola di Fondra
Molti partecipanti alla Festa di Pusdosso
La Chiesetta di Isola di Fondra
Albero di Natale a Trabuchello
Castagnata a Pusdosso 2002


Isola di Fondra (C.A.P. 24010) dista 45 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Isola di Fondra conta 184 abitanti (Trabuchellesi) e ha una superficie di 13,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 13,94 abitanti per chilometro quadrato. Isola di Fondra sorge a 799 metri sopra il livello del mare.
Il municipio di Isola di Fondra è sito in Via Trabuchello 5, tel. 0345-71588 fax. 0345-71588. Cenni anagrafici: Il comune di Isola di Fondra ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 200 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 184 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -8,00%. Gli abitanti di Isola di Fondra sono distribuiti in 91 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,02 componenti. Cenni geografici: Il territorio di Isola di Fondra comune risulta compreso tra i 630 e i 2.356 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.726 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio di Isola di Fondra 3 attività industriali con 15 addetti pari al 14,71% della forza lavoro occupata, 10 attività di servizio con 24 addetti pari al 9,80% della forza lavoro occupata, altre 16 attività di servizio con 44 addetti pari al 23,53% della forza lavoro occupata e 3 attività amministrative con 4 addetti pari al 15,69% della forza lavoro occupata.

http://www.comune.isoladifondra.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=ISOLADIFONDRA&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1  sito istituzionale

www.brembana.info/borghi/pusdosso/pusdosso.html

Pusdosso, posta a 1038 metri di quota, è la frazione più alta del Comune di Isola di Fondra, ed è la più popolata: 7 sono i residenti, cui si aggiungono almeno una ventina di persone nei fine settimana e nel periodo estivo. Il Borgo di Pusdosso, come tutti i paesi dell’alta valle ed anche le frazioni, nel dopoguerra, ha subito una forte migrazione.

Pusdosso e i Borghi di Fondra

Negli anni ’50 contava circa 60 abitanti che per motivi di lavoro si sono trasferiti in Francia, ma sopratutto a Sesto San Giovanni (Acciaierie Falck). Alcuni di loro hanno mantenuto la casa e nel periodo estivo vi fanno ritorno. Caratteristica è la disposizione dell’abitato con la chiesetta dei Santi Valentino e pantaleone, le solide case di pietra addossate le une alle altre e, più distanti, le stalle. La disposizione serrata delle case è stata causa di frequenti e gravi incendi: si ricorda ancora quello che colpì la frazione alla fine del 1800 e che causò la distruzione di alcune abitazioni, i cui resti sono visibili nella piazzetta. Per spegnerlo fu necessario tagliare il tetto delle case vicine a quella interessata all’evento, anche perchè nella frazione non c’erano fontane e l’acqua la si andava a prendere con i secchi nella valle o nel pozzo. Interessante è l’edificio posto sopra la piazza, di proprietà della famiglia Paganoni, probabilmente edificato nel 1500; la data visibile sotto l’ala del tetto (1775) indica l’epoca in cui la casa subì delle ristrutturazioni.

Pusdosso e i Borghi di Fondra

 

Pusdosso e i Borghi di Fondra

Oggi il Borgo di Pusdosso, come le altre frazioni, è dotata di acquedotto e fognature, e di corrente elettrica (dal 1975). Non è però raggiunta dalla strada agro-silvo-pastorale che si ferma poco sotto la frazione di Cornelli. Pusdosso è quindi raggiungibile solo a piedi, ed il trasporto dei materiali viene fatto con la teleferica oppure con gli elicotteri. Questi ultimi vengono anche utilizzati per le emergenze sanitarie, grazie al soccorso alpino del CAI Sezione alta Valle Brembana. La zona del Borgo antico di Pusdosso presenta un certo interesse geologico, soprattutto in considerazione dei giacimenti di ferro e delle vecchie miniere di cui vi è ancora traccia nella zona. La frazione di Via Piana, posta a 913 m sul livello del mare, si trova sulle pendici di un rilievo chiamato Monte delle Miniere. Su entrambi i fianchi della valle che separa questa frazione da Pusdosso sono ancora abbastanza riconoscibili gli antichi scavi minerari che furono eseguiti sia in galleria, sia a cielo aperto.

Pusdosso e i Borghi di Fondra

Le prime miniere si trovano a poche decine di metri dalle abitazioni, ma la maggior concentrazione è nella parte più alta della valle, sopra i 1100 metri. Forcella – Narra la leggenda che di questa frazione fosse il simpatico personaggio che fece entrare nella tradizione popolare il nome di Fondra. Si racconta che un giovane di Forcella, recatosi a Roma per lavoro, si era sposato con una ragazza romana. Quando decise di ritornare al paese natìo, cercò in tutti i modi di convincerla a lasciare senza rimpianti la città, e per raggiungere il suo scopo s’improvvisò poeta inventando una breve poesia che decantava le bellezze dei luoghi d’origine. Il cantico cominciava così: “Roma l’è bela, ma Fundra l’è so sorela…

Pusdosso e i Borghi di Fondra

Molto bella è la posizione geografica di Forcella che, arroccata su un poggio, domina dall’alto il fiume Brembo, la strada provinciale, l’abitato di Fondra, la dirimpettaia Forcella di Bordogna e la cascata, mentre sulla costa a sinistra si dispiegano le altre frazioni. Un antica mulattiera di cui si sono perse le tracce la collegava a Moio de’ Calvi. Tra le case di pietra spicca un’abitazione con la facciata affrescata in modo elegante e signorile. Sembra che i proprietari siano stati in grado di realizzarla grazie alla “dote” di un bambino che avevano adottato: alle famiglie adottive veniva, infatti, assegnato un piccolo patrimonio (un tempo si adottavano i bambini proprio per avere in cambio un’entrata sicura). La frazione di Cornelli probabilmente prende il suo nome dal bergamasco “corna”, infatti si trova sopra le rocce che sovrastano Fondra. Anche qui si trovano edifici che risalgono al 1600. Cornelli è caratterizzata da un pianoro dove venivano coltivati segale, granoturco e canapa. Quest’ultima, una volta filata, era utilizzata per la realizzazione di rustiche stoffe. Foppa è la frazione che negli ultimi anni ha subito maggiori ristrutturazioni. Sotto i portici vi sono testimonianze di abitazioni risalenti al 1500. Anche la chiesetta dedicata a Sant’Agata fu edificata in quel periodo, e durante la peste del 1630 fu usata come chiesa parrocchiale. I boschi intorno alla frazione sono ricchi di castagni i cui frutti un tempo costituivano una risorsa alimentare importante per la popolazione. Le castagne potevano essere consumate qualche giorno dopo la raccolta lessate o come caldarroste; la maggior parte però veniva conservata in luoghi asciutti e sicuri, ed era alimento integrante della dieta contadina nel periodo invernale, o quando le modeste scorte di cereali si esaurivano.

http://italia.indettaglio.it/ita/lombardia/bergamo_isoladifondra_trabuchello.html

Informazioni su diego80 (1874 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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