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Pasqua – Tra tradizioni e calendario

Nell’augurare a tutto il popolo del web una felice buona Pasqua, vi regaliamo questo speciale sulla Pasqua, sulle tradizioni e sulle collocazioni nei calendari. Una cosa leggera, attingendo come sempre da wkipedia.

La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo[1][2]. Essa celebra, secondo tutte le confessioni cristiane, la risurrezione di Gesù, che avvenne nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come riportato dalle Scritture.

La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, cade infatti la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, determinando anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste[3].

La Pasqua cristiana presenta importanti legami ma anche significative differenze con la Pasqua ebraica[4].

Etimologia e significato

Le radici ebraiche

L’attraversamento del Mar Rosso in un’illustrazione ottocentesca.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach (pasa’, in aramaico), celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo[5].

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della decima piaga, nella quale il Signore vide il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei che vivono entro i confini di Israele celebrano la Pasqua in sette giorni. Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche ‘festa degli azzimi’. La tradizione ebraica ortodossa prescrive inoltre che, durante la Pasqua, i pasti siano preparati e serviti usando stoviglie riservate strettamente a questa ricorrenza.

Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, indicando il passaggio da morte a vita per Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato con il sacrificio sulla croce e chiamati a risorgere con Gesù. La Pasqua cristiana è quindi la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell’Esodo[5].

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Quest’ultimo significato si ricava leggendo uno dei più importanti pensatori ebraici: Filone d’Alessandria scrive che la Pasqua è il ricordo e il ringraziamento a Dio per il passaggio del Mar Rosso, ma che ha anche il significato allegorico di purificazione dell’anima[6]. La Pasqua ebraica può essere intesa anche come attesa per il Messia, come ad esempio attesta il Targum Exodi, che descrive la notte di Pasqua come il ricordo delle quattro notti iscritte nel libro delle memorie: la creazione, il sacrificio di Isacco, il Passaggio del Mar Rosso e infine la venuta del Messia e la fine del mondo.

La Pasqua cristiana

Risurrezione di Raffaello.

Christus vincit (info file)

Christus vincit in versione strumentale per la Santa Messa di Pasqua

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La Pasqua è la solennità cristiana che celebra la risurrezione di Gesù, con l’instaurazione della Nuova alleanza e l’avvento del Regno di Dio[5].

Dal punto di vista teologico, la Pasqua odierna (dal greco antico patein, παθείν, pàthos) racchiude quindi in sé tutto il mistero cristiano: con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, liberandolo dal peccato originale e riscattando la sua natura ormai corrotta, permettendogli quindi di passare dai vizi alla virtù; con la risurrezione ha vinto sul mondo e sulla morte, mostrando all’uomo il proprio destino, cioè la risurrezione nel giorno finale, ma anche il risveglio alla vera vita. La Pasqua si completa con l’attesa della Parusia, la seconda venuta, che porterà a compimento le Scritture[7].

Il cristianesimo ha ripreso i significati della Pasqua ebraica nella Pasqua cristiana, seppur con significativi cambiamenti, che le hanno dato un volto nuovo. Le sacre Scritture hanno infatti un ruolo centrale negli eventi pasquali: Gesù, secondo quanto è stato tramandato neiVangeli, è morto in croce nel venerdì precedente la festa ebraica, che quell’anno cadeva di sabato, ed è risorto il giorno successivo, in seguito chiamato Domenica (fonte “dominus”) da cristiani e cattolici. Inoltre, questo evento venne visto dai primi cristiani come la realizzazione di quanto era stato profetizzato sul Messia. Questo concetto viene ribadito più volte sia nella narrazione della Passione, nella quale i quattro evangelisti fanno continui riferimenti all’Antico Testamento, sia negli altri libri del Nuovo Testamento, come nella prima lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive:

« Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture. »
(Prima lettera ai Corinzi, 15,3-4)

L’accento si pone dunque sull’adempimento delle sacre Scritture, per cui i giudeo-cristiani, pur continuando a festeggiare la Pasqua ebraica, dovettero immediatamente spogliarla del significato di attesa messianica, per rivestirla di nuovo significato, cioè il ricordo della Passione e risurrezione. Il passaggio sembra essere chiaramente avvertito già da Paolo, quando, nella prima lettera ai Corinzi, scrive:

« Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità »
(Prima lettera ai Corinzi, 5,7-8)

Il rapporto con la festa ebraica è rimasto nelle letture liturgiche del Sabato Santo che sono proprio quelle della Pesach, ma la festa più importante , la vera Pasqua cristiana è il giorno successivo in cui gli ebrei celebrano l’offerta del primo covone d’orzo e i cristiani la risurrezione di Gesù, il primo esponente della “messe” cristiana. Il fatto che Gesù sia risorto nel primo giorno della settimana ebraica sembrò doppiamente simbolico: in questo giorno Dio aveva creato l’universo e ora nello stesso giorno aveva inizio una nuova creazione.

Alla Pasqua settimanale, la domenica, si aggiunse quindi anche la Pasqua annuale, il giorno più importante dell’anno, celebrato dai discepoli con la consapevolezza sempre più forte di aver istituito una festa nuova con nuovi significati: è un evento straordinario, dove il bene trionfa sul male grazie a Gesù che, morto crocifisso, risorge infine dai morti.

I diversi significati cristiani

Il significato della Pasqua arrivò molto lentamente a riempirsi dell’intero mistero cristiano, ma sin dall’inizio ebbe più accezioni. Tale pluralità comincia già nei Vangeli, anzi, «la diversificazione più originaria della Pasqua nasce proprio qui: nel grado e nel modo diversi con cui essi “pasqualizzano” la vicenda di Gesù, presentandola come antica Pasqua»[senza fonte]. Infatti, i tre sinottici pasqualizzano l’eucarestia, cioè vedono nella cena il momento in cui la Pasqua di Cristo sostituisce la Pasqua dei Giudei e il ricordo della morte del Figlio sostituisce il ricordo del Passaggio, evidenziando l’immolazione mistica del cenacolo.

Giovanni invece pasqualizza tutta la vita di Gesù, trovando continue corrispondenze tra questa e l’esodo del popolo d’Israele, ma alla fine pone l’accento sulla Passione, cioè sull’immolazione reale dell’Agnello di Dio che muore in croce e torna al Padre. Nel Nuovo Testamento non troviamo però l’identità fra il mysterium paschale e il mysterium Christi, nonostante questo sia inscindibile dalla Passione. La Pasqua antica non comprendeva tutto il mistero cristiano, ma abbracciava solo i punti fondamentali: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture» .

Nel primo periodo, fino almeno agli inizi del III secolo, la Pasqua è prevalentemente cristologia e ha un unico protagonista: non l’uomo e neppure il Dio dell’Antico Testamento, ma il Cristo Salvatore. La Pasqua assume quindi un doppio significato commemorativo ed escatologico, ricordando tutto il mistero di Cristo, che culmina nell’evento salvifico della croce e ridesta l’attesa.

La data del giorno di Pasqua

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Calcolo della Pasqua, Quartodecimani e Concilio di Nicea I.
Data della Pasqua, 2000-2020
Annocattolicesimo
200023 aprile
200115 aprile
200231 marzo
200320 aprile
200411 aprile
200527 marzo
200616 aprile
20078 aprile
200823 marzo
200912 aprile
20104 aprile
201124 aprile
20128 aprile
201331 marzo
201420 aprile
20155 aprile
201627 marzo
201716 aprile
20181º aprile
201921 aprile
202012 aprile

La festa della Pasqua cristiana è mobile, poiché cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera (quest’ultimo per la Chiesa cade sempre convenzionalmente il 21 marzo, sebbene l’equinozio astronomico oscilli tra il 19 e il 21). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo dal Concilio di Nicea I. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica[8]. In particolare alcune chiese dell’Asia seguivano la tradizione di celebrare la Pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo a una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.

Dionigi il Piccolo ha calcolato che la data della Pasqua è sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.[3] Infatti, se proprio il 21 marzo è giorno di luna piena e cade di sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica il 21, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D’altro canto, se il plenilunio cade il 20 marzo, il successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno è una domenica occorrerà aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile[9]. È Pasqua bassa dal 22 marzo al 2 aprile, media dal 3 al 13 aprile, alta dal 14 al 25 aprile[10].

La tradizione della Chiesa cattolica vuole che la data della Pasqua sia annunciata ai fedeli dal sacerdote celebrante durante i riti della festività dell’Epifania (6 gennaio).

Il racconto dei vangeli[

La Pasqua di risurrezione cristiana è l’evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: il terzo giorno dopo la sua morte in croce Gesù risorge lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole, per poi presentarsi anche agli apostoli e ad altri discepoli.

Tutti gli evangelisti raccontano l’episodio del sepolcro vuoto. I presenti erano:

  • Giovanni, 20:1: Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
  • Matteo, 28:1: Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.
  • Marco, 16:1: Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
  • Luca, 24:10: Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Le quattro versioni concordano sulla presenza di Maria di Magdala e forniscono informazioni diverse sulle altre donne che erano con lei. Gli evangelisti descrivono quindi la presenza di una o due figure angeliche:

  • Luca, 24:4: Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.
  • Matteo, 28:2: Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.
  • Giovanni, 20:11,12: Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
  • Marco, 16:5: Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura.

La narrazione dei vangeli prosegue quindi con la descrizione degli incontri dei discepoli con Gesù risorto nei quaranta giorni successivi alla risurrezione per poi culminare con l’ascensione al cielo in attesa della Seconda venuta.

Preparazione liturgica

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Quaresima.

Risurrezione, olio su tavola di Matthias Grünewald.

La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata all’incirca di quaranta giorni, chiamato generalmente Quaresima, che nel rito romano ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. Nella forma ordinaria del rito romano, l’ultima settimana del tempo di Quaresima è detta Settimana santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio e alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti diulivo benedetto (segno della passione di Cristo).

Nella forma ordinaria del rito romano, gli ultimi giorni della Settimana santa segnano la fine del tempo di Quaresima e la parte iniziale e centrale del Triduo Pasquale.

Durante il Giovedì Santo, di mattina, nella cattedrale si celebra la messa crismale, durante la quale il Vescovo consacra gli oli santi (crisma, olio dei catecumeni e olio degli infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell’anno rispettivamente per celebrare le cresimee i battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell’unzione degli infermi. L’Ora Nona del Giovedì Santo è l’ultima celebrazione liturgica del tempo di Quaresima che si conclude prima dell’inizio della Messa Vespertina in Coena Domini. I paramenti seguono le regole dei colori liturgici.

Tradizioni

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Dolci pasquali.

Il dono delle uova

A Pasqua c’è l’abitudine di regalare uova di cioccolato. In realtà quest’abitudine è nata con il tempo, ma all’inizio si regalavano uova vere, con il guscio colorato, col significato di rinascita e che la vita ricomincia.

Altri significati

In spagnolo e anche in catalano la parola “Pasqua” viene a volte usata in maniera non corretta per indicare altre festività religiose; per esempio in Cile indica il giorno della nascita di Gesù (Natale), quindi il giorno di Pasqua è indicato come “Domingo de Resurrección” ovvero “Domenica di risurrezione”, mentre la festività viene comunemente chiamata “Semana santa” ossia Settimana santa.

Calcolo della Pasqua

La Pasqua è una festività cosiddetta mobile: la sua data varia di anno in anno perché è correlata con il ciclo lunare. La Pasqua ebraica e la Pasqua cristiana celebrano eventi differenti e non possono cadere mai nello stesso giorno pur cadendo approssimativamente nello stesso periodo. All’interno del cristianesimo poi vi sono due regole differenti a seconda che si usi il calendario gregoriano (cattolici e protestanti) o quello giuliano (ortodossi). Queste due regole in alcuni anni danno la stessa data (e quindi tutti i cristiani festeggiano la Pasqua nello stesso giorno), in altri anni date differenti.[1]

Pasqua ebraica

La Pasqua ebraica è celebrata al tramonto del giorno 14 del mese di Nisan del calendario ebraico, come prescrive la Bibbia (Esodo 12,1-18). Ogni mese di tale calendario ha inizio con la luna nuova e il quindicesimo giorno coincide con il plenilunio. Si tratta, però, di un calendario lunisolare, quindi la lunazione che corrisponde al mese di Nisan, il primo dell’anno, è determinata anche dall’eventuale inserimento di un mese embolismico nell’anno lunare precedente. Ciò è stato fonte di incertezze sino all’adozione del ciclo metonico.

Il 14 del mese di Nisan dovrebbe corrispondere sempre al primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera (21 marzo); ma poiché l’anno ebraico medio è di circa 6 minuti e mezzo più lungo rispetto all’anno tropico, nel corso dei secoli si sono accumulati alcuni giorni di ritardo nella definizione convenzionale del plenilunio.

Attualmente quindi la Pasqua ebraica cade sempre tra il 26 marzo (nel XXI secolo è avvenuto nel 2013 e avverrà nel 2089) e il 25 aprile (nel 2043 e 2062) del calendario gregoriano (quello usato dalla maggior parte dei paesi del mondo, tra cui l’Italia); questo intervallo di date però si sposta lentamente sempre più in avanti (circa 1 giorno ogni due secoli).

Inoltre per una regola del calendario ebraico l’anno può cominciare solo di lunedì, martedì, giovedì o sabato (se la luna nuova cade in uno dei giorni vietati il capodanno si sposta al giorno successivo), e poiché la Pasqua cade esattamente dopo due settimane anch’essa è celebrata in questi stessi giorni.

Pasqua cristiana

Nel calendario gregoriano, le date della Pasqua si ripetono secondo un ciclo che dura 5 milioni e 700 000 anni. Il grafico mostra la distribuzione di frequenza delle date all’interno di un ciclo: la data più frequente è il 19 aprile, la meno frequente il 22 marzo.

Il calcolo della data della Pasqua cristiana segue approssimativamente quello della Pasqua ebraica, ma se ne discosta per due motivi: il primo è che essa si festeggia sempre di domenica, giorno della resurrezione di Gesù, ma giorno proibito per la Pasqua ebraica, il secondo è che per il calcolo convenzionale del plenilunio non viene usato il calendario ebraico (codificato da Maimonide nel XII secolo), ma il calendario lunisolare ecclesiastico.

Il principio regola che fissa la data della Pasqua cristiana fu stabilito a seguito del Concilio di Nicea (325): la Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena di primavera (all’epoca dei primi computi l’equinozio cadeva il 21 marzo, che pertanto divenne la data di riferimento).

Di conseguenza essa è sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile. Supponendo infatti che il primo plenilunio di primavera si verifichi il giorno dell’equinozio stesso (21 marzo) e sia un sabato, allora Pasqua si avrà il giorno immediatamente successivo, ovvero il 22 marzo. Qualora invece il plenilunio si verificasse il 20 marzo, bisognerà aspettare il plenilunio successivo (dopo 29 giorni), arrivando quindi al 18 aprile. Se infine questo giorno fosse una domenica, occorrerà fissare la data della Pasqua alla domenica ancora successiva, ovvero al 25 aprile. Dato che il calcolo anticipato della data della Pasqua richiedeva precise conoscenze di astronomia, la Chiesa cattolica ha tradizionalmente incoraggiato e finanziato gli studi in questo campo.

La data è calcolata utilizzando il calendario giuliano dagli ortodossi, quello gregoriano da protestanti e cattolici. Si noti che utilizzando il calendario giuliano, l’intervallo di date corrispondente nel calendario gregoriano va (nel XX e XXI secolo) dal 4 aprile all’8 maggio.

Calcolo

Poiché l’osservazione diretta della luna piena può dar luogo a errori (specie in caso di maltempo) e non si poteva prevedere in anticipo, si decise di fissare la Pasqua secondo una regola matematica prestabilita.

Questa regola è basata sul calcolo dell’epatta, definita come l’età della Luna al 1º gennaio, vale a dire il numero di giorni trascorsi dall’ultima Luna nuova; questo numero può andare da 1 a 30.

La regola valida per il calendario giuliano fu elaborata dal monaco Dionigi il Piccolo intorno al 532. Il calendario gregoriano utilizza una regola modificata, che fu promulgata dapapa Gregorio XIII nel 1582 insieme con il calendario stesso.

Calendario giuliano

Nel calendario giuliano, si assume che 19 anni solari corrispondano esattamente a un numero intero (235) di mesi lunari (vedi Ciclo metonico). Di conseguenza, i valori dell’epatta si ripetono regolarmente secondo un ciclo di 19 anni. Ne risultano le seguenti date del plenilunio (N sta per “numero aureo”: è il resto che si ottiene dividendo per 19 il numero dell’anno, più uno; E sta per “epatta”):

NEdataNEdataNEdataNEdata
185 aprile6310 aprile112815 aprile162321 marzo
21925 marzo71430 marzo1294 aprile1749 aprile
33013 aprile82518 aprile132024 marzo181529 marzo
4112 aprile967 aprile14112 aprile192617 aprile
52222 marzo101727 marzo15121º aprile

La Pasqua cade la prima domenica successiva al giorno indicato dalla tabella. Ad esempio per l’anno 2007, dividendo il numero 2007 per 19 si ha 105 con il resto di 12 (105 x 19 = 1995), quindi N = 13. La tabella mostra che, negli anni contrassegnati con il “13”, il plenilunio cade il 24 marzo, che è un venerdì; la Pasqua è perciò la domenica successiva, il 26 marzo del calendario giuliano. Dato che nel calendario gregoriano le date sono successive di 13 giorni (la differenza tra Natale “gregoriano”, 25 dicembre, e “giuliano”, 7 gennaio) queste date giuliane corrispondono rispettivamente al 6 aprile e all’8 aprile del calendario gregoriano.

L’epatta (indicata con E nella tabella) a ogni anno aumenta di 11 (ma se il totale supera 30, si sottrae 30), tranne quando N passa da 19 a 1: in questo caso aumenta di 12 (in effetti diminuisce di 18, perché si deve sottrarre 30). Ciò avviene perché 19 × 11 = 209 non è multiplo di 30 (ma lo è 210 = 209+1). Questa eccezione era chiamata saltus lunae(salto della luna): molti chierici medievali spesso dimenticavano di applicarla e quindi calcolavano la data sbagliata.

Poiché nel calendario giuliano i giorni della settimana si ripetono seguendo il ciclo solare di 28 anni mentre le epatte seguono il ciclo metonico, le date della Pasqua si ripetono ciclicamente ogni 28 × 19 = 532 anni. Tale numero fu scoperto da Vittorio d’Aquitania nel V secolo; egli inventò questo ciclo in occasione della disputa sorta tra Greci e Latini sull’esatta datazione della Pasqua dell’anno 455.

Calendario gregoriano

Il calendario giuliano presenta un certo margine di errore (circa 11 minuti all’anno), che nel corso dei secoli si accumulava, cosicché la data del plenilunio non coincideva più con quella calcolata. Nel 1582, quando lo scarto era ormai di 10 giorni, papa Gregorio XIII riformò il calendario per correggere questo errore.

Nel nuovo calendario, chiamato calendario gregoriano, l’epatta segue ancora un ciclo di 19 anni, che però può cambiare da un secolo all’altro. Essa infatti è data dalla seguente formula:

E = GS + L

dove G è l’epatta del calendario giuliano, che si ricava dalla tabella sopra; S, chiamata equazione solare, è una correzione che incorpora la differenza tra il calendario gregoriano e quello giuliano; e L, chiamata equazione lunare, è una ulteriore correzione dovuta al fatto che 19 anni non sono esattamente uguali a 235 mesi lunari (la differenza è di circa 2 ore, pari a 7 minuti all’anno). Esse si calcolano in questo modo:

S = 3C / 4

L = (8C + 5) / 25

dove C è il numero del secolo corrente, ad esempio nel 2008 C = 21. Del risultato delle divisioni si considera solo la parte intera, scartando il resto. Ai fini di questa formula, gli anni centenari si considerano appartenere al nuovo secolo, vale a dire che, ad esempio, il XXI secolo va dal 2000 al 2099, invece che dal 2001 al 2100 come sarebbe corretto. Questo perché la differenza tra il calendario gregoriano e quello giuliano è il 29 febbraio dell’anno centenario, che nel calendario gregoriano manca (tranne quando il secolo è divisibile per 400): la Pasqua dell’anno centenario cade dopo il giorno bisestile mancante, quindi per quanto riguarda questa differenza siamo già nel nuovo secolo.

Infine, se l’epatta risultante da questa formula è minore di 1 o maggiore di 30, si aggiunge o si sottrae 30 in modo da riportare il risultato entro questo intervallo.

Dall’epatta si ottiene la data del plenilunio dalla seguente tabella:

EdataEdataEdataEdataEdata
112 aprile76 aprile1331 marzo1925 marzo2517/18 apr.
211 aprile85 aprile1430 marzo2024 marzo2617 aprile
310 aprile94 aprile1529 marzo2123 marzo2716 aprile
49 aprile103 aprile1628 marzo2222 marzo2815 aprile
58 aprile112 aprile1727 marzo2321 marzo2914 aprile
67 aprile121º aprile1826 marzo2418 aprile3013 aprile

Quando E = 25 la data è il 18 aprile se il numero aureo N (vedi sopra) va da 1 a 11, altrimenti il 17 aprile.

Per C = 20, 21 o 22, SL vale sempre 9, perciò per tutti gli anni dal 1900 al 2199 l’epatta segue il seguente ciclo:

NEdataNEdataNEdataNEdata
12914 aprile62418 aprile111925 marzo161430 marzo
2103 aprile758 aprile123013 aprile172517 aprile
32123 marzo81628 marzo13112 aprile1867 aprile
4211 aprile92716 aprile142222 marzo191727 marzo
51331 marzo1085 aprile15310 aprile

Ad esempio, per l’anno 2007, N = 13 e quindi E = 11; la data del plenilunio è perciò il 2 aprile, che è un lunedì; e la Pasqua cade la domenica successiva, 8 aprile. Nel 2007 quindi la Pasqua giuliana e quella gregoriana cadono nello stesso giorno.

La Pasqua gregoriana può cadere nella stessa data di quella giuliana (avviene mediamente circa una volta ogni tre anni), oppure una (il caso più frequente), quattro o cinque settimane prima; mai dopo.

Metodo aritmetico di Gauss

Questo algoritmo, sviluppato dal matematico tedesco Carl Friedrich Gauss, scoperto nel 1800[2][3] a parte un passaggio corretto da Gauss stesso nel 1816[4], dà direttamente la data della Pasqua.

L’anno di cui si calcola la Pasqua sia contrassegnato da Y; mod è l’operatore modulo che restituisce il resto della divisione fra numeri interi (ad esempio, 13 mod 5 = 3 perché 13 diviso 5 fa 2 con resto 3).

Si calcolano dapprima a, b e c nel seguente modo:

a = Y mod 19
b = Y mod 4
c = Y mod 7

Poi si calcolano

d = (19a + M) mod 30
e = (2b + 4c + 6d + N) mod 7

Secondo il calendario giuliano si deve usare M = 15 e N = 6, mentre per il calendario gregoriano i valori di M and N variano a seconda degli anni considerati, secondo la seguente tabella:

AnniMN
1583-1699222
1700-1799233
1800-1899234
1900-2099245
2100-2199246
2200-2299250
2300-2399261
2400-2499251

Se (d + e) < 10, allora la Pasqua cade il giorno (d + e + 22) del mese di marzo, altrimenti si verificherà il (d + e − 9)-esimo giorno del mese di aprile.

Si tenga tuttavia conto delle seguenti eccezioni:

  • Se la data risultante dalla formula è il 26 aprile, allora la Pasqua cadrà il giorno 19 aprile;
  • Se la data risultante dalla formula è il 25 aprile e contemporaneamente d = 28, e = 6 e a > 10, allora la Pasqua cadrà il 18 aprile.

Esempio: Data della Pasqua 2012 secondo il calendario gregoriano, in uso in Italia (quindi M = 24, N = 5)

a = 2012 mod 19 = 17
b = 2012 mod 4 = 0
c = 2012 mod 7 = 3
d = (19 · 17 + 24) mod 30 = 17
e = (2 · 0 + 4 · 3 + 6 · 17 + 5) mod 7 = 0

Siccome d + e = 17 + 0 = 17 > 10, allora nel 2012 la Pasqua cadrà il (17 + 0 – 9) = 8 aprile.

Date della Pasqua

Pasqua ebraica

Le date della Pasqua ebraica nel XXI secolo sono le seguenti:[5]

8 aprile 200119 aprile 201128 marzo 20218 aprile 203116 aprile 2041
28 marzo 20027 aprile 201216 aprile 202227 marzo 20325 aprile 2042
17 aprile 200326 marzo 20136 aprile 202314 aprile 203325 aprile 2043
6 aprile 200415 aprile 201423 aprile 20244 aprile 203412 aprile 2044
24 aprile 20054 aprile 201513 aprile 202524 aprile 20352 aprile 2045
13 aprile 200623 aprile 20162 aprile 202612 aprile 203621 aprile 2046
3 aprile 200711 aprile 201722 aprile 202731 marzo 203711 aprile 2047
20 aprile 200831 marzo 201811 aprile 202820 aprile 203829 marzo 2048
9 aprile 200920 aprile 201931 marzo 20299 aprile 203917 aprile 2049
30 marzo 20109 aprile 202018 aprile 203029 marzo 20407 aprile 2050
28 marzo 20515 aprile 206114 aprile 207124 aprile 20813 aprile 2091
14 aprile 205225 aprile 20623 aprile 207214 aprile 208222 aprile 2092
3 aprile 205314 aprile 206322 aprile 20733 aprile 208311 aprile 2093
23 aprile 20541º aprile 206412 aprile 207420 aprile 20841º aprile 2094
13 aprile 205521 aprile 206531 marzo 207510 aprile 208519 aprile 2095
1º aprile 205610 aprile 206618 aprile 207630 marzo 20867 aprile 2096
19 aprile 205731 marzo 20678 aprile 207717 aprile 208728 marzo 2097
9 aprile 205817 aprile 206829 marzo 20786 aprile 208817 aprile 2098
29 marzo 20596 aprile 206916 aprile 207926 marzo 20895 aprile 2099
15 aprile 206027 marzo 20704 aprile 208015 aprile 209024 aprile 2100

Pasqua cristiana (calendario gregoriano)

Le date della Pasqua per il calendario gregoriano nel XXI secolo sono le seguenti:

15 aprile 200124 aprile 20114 aprile 202113 aprile 203121 aprile 2041
31 marzo 20028 aprile 201217 aprile 202228 marzo 20326 aprile 2042
20 aprile 200331 marzo 20139 aprile 202317 aprile 203329 marzo 2043
11 aprile 200420 aprile 201431 marzo 20249 aprile 203417 aprile 2044
27 marzo 20055 aprile 201520 aprile 202525 marzo 20359 aprile 2045
16 aprile 200627 marzo 20165 aprile 202613 aprile 203625 marzo 2046
8 aprile 200716 aprile 201728 marzo 20275 aprile 203714 aprile 2047
23 marzo 20081º aprile 201816 aprile 202825 aprile 20385 aprile 2048
12 aprile 200921 aprile 20191º aprile 202910 aprile 203918 aprile 2049
4 aprile 201012 aprile 202021 aprile 20301º aprile 204010 aprile 2050
2 aprile 205110 aprile 206119 aprile 207130 marzo 20818 aprile 2091
21 aprile 205226 marzo 206210 aprile 207219 aprile 208230 marzo 2092
6 aprile 205315 aprile 206326 marzo 20734 aprile 208312 aprile 2093
29 marzo 20546 aprile 206415 aprile 207426 marzo 20844 aprile 2094
18 aprile 205529 marzo 20657 aprile 207515 aprile 208524 aprile 2095
2 aprile 205611 aprile 206619 aprile 207631 marzo 208615 aprile 2096
22 aprile 20573 aprile 206711 aprile 207720 aprile 208731 marzo 2097
14 aprile 205822 aprile 20683 aprile 207811 aprile 208820 aprile 2098
30 marzo 205914 aprile 206923 aprile 20793 aprile 208912 aprile 2099
18 aprile 206030 marzo 20707 aprile 208016 aprile 209028 marzo 2100

Pasqua cristiana (calendario giuliano)

Le date della Pasqua per il calendario giuliano nel XXI secolo sono le seguenti (per ottenere le corrispondenti date del calendario gregoriano si aggiungano 13 giorni fino al 2099, 14 nel 2100):

2 aprile 2001[6]24 aprile 2011[6]19 aprile 202131 marzo 20318 aprile 2041[6]
22 aprile 200215 aprile 201211 aprile 202219 aprile 203231 marzo 2042
14 aprile 200322 aprile 20133 aprile 202311 aprile 203320 aprile 2043
29 marzo 2004[6]20 aprile 2014[6]22 aprile 202427 marzo 2034[6]11 aprile 2044
18 aprile 200512 aprile 20157 aprile 2025[6]16 aprile 203527 marzo 2045[6]
10 aprile 200618 aprile 201630 marzo 20267 aprile 203616 aprile 2046
26 marzo 2007[6]3 aprile 2017[6]19 aprile 202723 marzo 2037[6]8 aprile 2047
14 aprile 200826 marzo 20183 aprile 2028[6]12 aprile 2038[6]23 marzo 2048[6]
6 aprile 200915 aprile 201926 marzo 20294 aprile 203912 aprile 2049
22 marzo 2010[6]6 aprile 202015 aprile 203023 aprile 20404 aprile 2050
24 aprile 205128 marzo 2061[6]6 aprile 2071[6]21 aprile 208126 marzo 2091[6]
8 aprile 2052[6]17 aprile 206228 marzo 2072[6]6 aprile 2082[6]14 aprile 2092
31 marzo 20539 aprile 206317 aprile 207329 marzo 20836 aprile 2093
20 aprile 205431 marzo 20649 aprile 207417 aprile 208429 marzo 2094
5 aprile 2055[6]13 aprile 206525 marzo 2075[6]2 aprile 2085[6]11 aprile 2095[6]
27 marzo 20565 aprile 206613 aprile 207625 marzo 20862 aprile 2096[6]
16 aprile 205728 marzo 20675 aprile 207714 aprile 208722 aprile 2097
1º aprile 2058[6]16 aprile 206825 aprile 20785 aprile 208814 aprile 2098
21 aprile 20591º aprile 2069[6]10 aprile 2079[6]18 aprile 208930 marzo 2099[6]
12 aprile 206021 aprile 20701º aprile 208010 aprile 209019 aprile 2100
Informazioni su diego80 (1904 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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