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29 Marzo 1969. Nasce la FIAT 128

29 Marzo 1969. Nasce la FIAT 128.

La FIAT 128 è un’automobile prodotta dalla FIAT stabilimento di Rivalta di Torino (TO) tra il 1969 e il 1983 in Italia, e fino agli anni novanta in Sudamerica, Egitto eJugoslavia. Il codice di progetto interno alla Fiat è X1/1.

La Fiat 128 venne lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla. Prima vettura di serie con marchio Fiat atrazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ing. Dante Giacosa (padre di tutti i modelli Fiat fino ai primi anni settanta), ed era considerata una vettura all’avanguardia.

In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici Fiat, utilizzata da Lancia (sui modelliFlavia e Fulvia), dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e Simca, dalle inglesi (Austin/Morris) o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e DKW. La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti “pioniere” della trazione anteriore (gli inglesi lo avevano già fatto nel 1959 con la “Mini”) fu il gruppo motore-cambio montato in posizione trasversale, disposizione che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruote indipendenti consistevano in uno schema Mc Pherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.

L’interno è più improntato alla funzionalità che al lusso, con un cruscotto semplice e razionale, sedili rivestiti in sky, finiture semplici e una notevole abitabilità interna, anche grazie all’assenza del tunnel centrale.

128 Familiare

Al debutto era disponibile una sola motorizzazione: un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cm³ da 55 CV, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma, che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri. La velocitàmassima veniva dichiarata in circa 140 km/h.

La linea, piuttosto spigolosa e priva di concessioni alla stravaganza, segue i dettami stilistici in voga all’epoca, già adottati dalla FIAT per i precedenti modelli “124” e “125”. La gamma iniziale prevedeva le versioni berlina 3 volumi a 4 o 2 porte e, sul corpo vettura di quest’ultima, anche la “Familiare” a 3 porte.

La “128” ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell’anno nel1970. Narra il designer Giorgetto Giugiaro che, recandosi a Wolfsburg per presentare i bozzetti del disegno della futura Golf, vide nel reparto progettazione Volkswagen una “128” completamente smontata; i tecnici tedeschi ritenevano infatti che la berlina Fiat fosse il miglior esempio di “auto medio piccola” moderna, alla quale ispirarsi per lo schema tecnico. [1]

Al momento del lancio la Fiat 128 si confrontava, nella sua categoria, con pochi modelli a trazione anteriore, Peugeot 204 e Simca 1100 (già con carrozzeria a portellone), rispetto alle quali offriva qualità di guida più moderne, mentre tecnicamente e dinamicamente surclassava le Ford Escort Mk 1 e le Opel Kadett B, a trazione posteriore, motori ad aste e bilanceri, retrotreno ad assale rigido con balestre. Nel 1971 arrivarono le concorrenti Citroën GS e soprattutto la brillante Alfasud entrambe con caratteristiche meccaniche sofisticate (sospensioni idropneumatiche; motori a cilindri contrapposti, 4 freni a disco con anteriori centrali). Tuttavia fu l’avvento della “Golf I” (1974), della Renault 14 del 1976 (che però non ebbe molto successo) e della nuova generazione di medie a 2 volumi con portellone posteriore che resero la carrozzeria della 128 obsoleta. Nel 1978, con il lancio della Fiat Ritmo, la gamma della 128 fu semplificata mantenendo il solo allestimento CL con motore 1100; a metà del 1980 uscì di produzione anche la Panorama, mentre la berlina restò in vendita fino alla fine del 1985.
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La versione da Rally

Nello stesso anno vennero lanciate anche le versioni coupé (denominate “Sport”, come da tradizione), realizzate sul pianale accorciato della berlina. Oltre a modifiche alle sospensioni anteriori (venne aggiunto un braccio inferiore per creare uno schema simile a quello a quadrilateri), le “Sport” potevano contare su motori (di 1116 e 1290 cc) potenziati (rispettivamente 64 e 75 cv) e su due allestimenti: “S” (con fari anteriori quadrati e interni semplificati) e “SL” (con doppi fari anteriori circolari, mascherina specifica e interni più curati e strumentazione completa di contagiri).Nel 1971, allo scopo di conferire un’immagine di sportività, venne presentata la 128 Rally, basata sulla versione a 2 porte. L’aspetto esteriore presentava lievi modifiche estetiche (mascherina anteriore verniciata in nero opaco, strip adesive laterali nere e gruppi ottici posteriori tondi, gli stessi della 850 Sport Coupé, anziché rettangolari), ma era equipaggiato con un motore potenziato a 67 CV, grazie all’aumento di cilindrata a 1 290 cm³, e caratterizzato da finiture degli interni particolarmente curate e quadro strumenti di impronta sportiva.

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