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1° aprile 1976 – Steve Jobs lancia la Apple

Quarantesimo compleanno per uno fra i colossi dell’elettronica mondiale: la Apple di Steve Jobs ci arriva più in forma che mai.

Apple Inc. è un’azienda statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, nello Stato della California. È attualmente una delle aziende più note, discusse, e produttive del mondo. Con il suo prodotto iPhone 5S, l’azienda detiene il record di smartphone più venduto al mondo.[3] Precedentemente era conosciuta come Apple Computer Company, dal 1º aprile 1976 al 3 gennaio 1977, e Apple Computer Inc., dal 3 gennaio 1977 al 2007. La società fu fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne nel 1976, a Cupertino, nella Silicon Valley, in California.

Conosciuta in tutto il mondo dai primi anni ottanta grazie alla vasta gamma di computer Macintosh, attualmente il suo nome è associato anche al lettore di musica digitale iPod, al negozio di musica online iTunes Store, all’iPhone, smartphone basato sul sistema operativo iOS, al tablet iPad, al recente Apple Watch, al media center Apple TV e ai vari accessori. Nel corso del tempo Apple ha introdotto presso il grande pubblico numerose innovazioni nel campo dell’alta tecnologia e del design applicate ai prodotti informatici.

A partire da agosto 2011, Apple diventa una delle più grandi aziende al mondo per capitalizzazione azionaria e di maggior valore al mondo, davanti alla eterna rivale Microsoft.[4]. Il titolo è quotato al Nasdaq. Il 12 agosto 2012 Apple diviene la società privata con maggiore capitalizzazione di mercato di sempre, battendo il precedente record della rivale Microsoft risalente al 1999[5], anche se è nettamente inferiore alle compagnie nazionali, come Saudi Aramco. Nel 2012 gli utili sono cresciuti del 94%. Il 25 novembre 2014 Apple sfonda la quota di 700 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, battendo il suo precedente record risalente al 2012. Mai nessuna azienda statunitense aveva superato tale soglia.[6]

Gli inizi

Wozniak era un hacker e programmatore per la HP che nel 1975 aveva cominciato a tenere conferenze al Homebrew Computer Club e che fu il progettista del primo modello di computer venduto da Apple.

In attesa del giorno in cui avrebbe potuto permettersi una CPU, e dal momento che avrebbe voluto utilizzare il Motorola 6800, Wozniak cominciò a osservare, a imparare e a progettare i suoi computer sulla carta perché entrambi i processori commerciali disponibili a metà degli anni ’70, l’Intel 8080, che costava 179 dollari, e il Motorola 6800 che costava 170 dollari, erano fuori dal suo budget.

Quando la MOS Technologies mise in commercio il suo chip 6502 nel 1976 al modico prezzo di 25 dollari,[7] Wozniak cominciò immediatamente a scrivere una versione dellinguaggio di programmazione BASIC per il nuovo processore. Una volta completata, cominciò a progettare un computer sul quale farlo girare. Il chip 6502 era stato progettato dallo stesso team che aveva progettato il 6800, cosa più che comprensibile, dal momento che molti impiegati nella Silicon Valley lasciavano le loro società per formarne di nuove. Il vecchio progetto del computer di Wozniak basato sul 6800 aveva solo bisogno di alcune piccole modifiche per poter utilizzare il nuovo processore.

Una volta completato un prototipo nel garage, Wozniak prese subito a parlarne durante le sue conferenze all’Homebrew Computer Club, dove mostrò per la prima volta il suo sistema. Fu lì che incontrò il suo vecchio amico Steve Jobs, enormemente interessato alla futura applicazione commerciale di queste piccole macchine “da hobby”. Jobs riuscì a convincere Wozniak ad assemblare la macchina che aveva progettato e a venderla assieme a lui. Jobs prese contatti con il proprietario di un negozio di computer della zona,The Byte Shop, e gli presentò la macchina. Il proprietario era interessato alla macchina e si impegnò a comprare 50 esemplari del computer pagandoli 500 dollari l’uno, ma non intendeva venderli in scatola di montaggio, li voleva tutti montati. Quindi, per non perdere il contratto, Jobs e Wozniak dovevano assemblare tutti i computer senza però disporre né di una fabbrica né dei soldi necessari per impiantarla.

Immagine dell’Apple Store inglese. Aperto a Londra in Regent Street il 20 novembre 2004, è il primo store di Apple in Europa e il terzo fuori dagli Stati Uniti.

La macchina era dotata di un paio di caratteristiche interessanti: la prima era quella di poter essere collegata a un televisore. Visto che molti computer dell’epoca non prevedevano nemmeno un dispositivo video, quella era un’innovazione notevole; il video era tuttavia piuttosto lento, soltanto 600 caratteri per secondo. La macchina si chiamava Apple I (1976) e includeva delle ROM da dove caricava il codice all’accensione: questo rendeva molto semplice l’accensione della macchina. Spinto dall’insistenza di Paul Terrell, Wozniak progettò anche un modulo per interfacciare il computer a un lettore a cassette per caricare e salvare i programmi. Il lettore era molto rapido (per l’epoca): leggeva e scriveva 1.200 byte per secondo.

Il pregio dell’Apple I era la semplicità: era un computer discretamente potente, ma Wozniak era riuscito a progettarlo utilizzando pochi componenti (rispetto ai computer concorrenti) quindi era relativamente economico. La capacità di Wozniak di semplificare un circuito elettronico per ridurne i costi è leggendaria, e buona parte di questa leggenda è dovuta proprio al progetto dell’Apple I e dell’Apple II(1977).

Dopo essersi associati con Ronald Wayne, il quale avrebbe dovuto fare da mediatore tra i due amici,[8] cominciarono ad assemblare i computer. I ragazzi usarono qualsiasi mezzo per poter acquistare i pezzi necessari (compreso vendere la calcolatrice scientifica HP di Wozniak e il furgoncino Volkswagen di Jobs) e “sequestrarono” il garage alla famiglia di Jobs, dove potevano lavorare indisturbati. In giugno riuscirono a consegnare i computer che vennero regolarmente pagati. I computer venivano forniti senza telaio, cosa frequente all’epoca. Chi acquistava il computer doveva quindi provvedere in proprio alla realizzazione dell’alloggiamento; vi sono fotografie dell’epoca, infatti, che mostrano l’Apple I contenuto in una scatola di legno. Alla fine vennero costruiti 200 esemplari di Apple I.

Wozniak intanto stava già pensando al modello successivo. Molte delle scelte progettuali del primo computer erano dovute alle limitazioni economiche che Wozniak dovette affrontare durante lo sviluppo del prototipo. Ma ora, dopo avere venduto i primi computer, Wozniak aveva più risorse a disposizione e cominciò a progettare l’Apple II, che sarebbe stato un radicale miglioramento del predecessore.

La progettazione della macchina si stava rivelando molto più costosa del previsto e cominciavano a mancare i soldi. Jobs chiese a Wayne di impegnarsi economicamente, ma Wayne, scottato da un fallimento avvenuto qualche anno prima, si rifiutò e decise di uscire dall’azienda. Jobs contattò così Mike Markkula il quale, fiducioso nel progetto, investì 250.000 dollari nella neo-nata Apple Computer, fondata ufficialmente il 1º aprile 1976.

Una delle differenze fondamentali era il circuito TV che era stato totalmente ridisegnato: ora visualizzava i dati contenuti nella memoria del computer e non stringhe di testo inviategli dal processore. L’Apple II era in grado di visualizzare anche grafica, non solo semplice testo, ed era in grado di utilizzare anche dei colori. Jobs insistette per la realizzazione del case e di una tastiera migliori dell’Apple I. L’idea di Jobs era che il computer una volta tirato fuori dalla scatola dovesse essere pronto e funzionante subito, senza software da programmare o parti da montare. Questo computer era effettivamente un grande miglioramento rispetto al computer venduto a The Byte Shop, ma non era ancora completo e bisognava anche scrivere il BASIC per consentire agli utenti di programmarlo.

L’Apple II fu presentato al pubblico il 16 aprile del 1977 durante il primo West Coast Computer Faire. Con la sua presentazione generalmente si ritiene sia nata l’era del personal computer. Milioni di computer vennero venduti negli anni ottanta. Quando Apple si quotò in borsa generò più ricchezza di quanta ne avesse generata l’IPO della Ford nel 1956 e creò il maggior numero di milionari per compagnia che la storia ricordi.

Vennero prodotti molti modelli della famiglia Apple II, inclusi gli Apple II e Apple IIGS, che venivano ancora utilizzati da molte scuole non aggiornate verso la fine degli anni novanta.

Il Macintosh

Negli anni ottanta Apple emerse nel mercato dei personal computer. Sull’onda del successo anche un peso massimo come IBM decise di entrare nel mercato e quindi presentò il suo personal computer. Il computer di IBM utilizzava MS-DOS, un sistema operativo solo testuale prodotto dalla Microsoft di Bill Gates. Questo computer, pur essendo inferiore come prestazioni agli avversari, era spinto dalla potenza commerciale dell’IBM e conquistò presto ampie fette di mercato. Il prodotto della IBM era acquistato principalmente dalle aziende, dato l’alto costo e le prestazioni non eccelse.

Molte piccole aziende utilizzavano l’Apple II, ma la compagnia (che Stephen Wozniak aveva lasciato nel 1981, dopo un incidente con un aereo privato) decise che era meglio uscire con una nuova macchina e mise sotto pressione i progettisti per realizzare in tempi rapidi un nuovo computer dedicato al mercato aziendale. I progettisti sfornarono l’Apple III anche se non ne erano pienamente soddisfatti: durante la progettazione erano infatti dovuti scendere a compromessi per questioni di tempo e scelte aziendali. Una delle scelte sbagliate era la mancanza di una ventola per il raffreddamento del computer. È riportato che Jobs si oppose alla ventola ritenendola non elegante. La nuova macchina a causa di questa scelta si rivelò un disastro: si surriscaldava facilmente e molti modelli dovettero essere richiamati. L’Apple III era costoso e malgrado nel 1983 ne fosse introdotta una versione aggiornata, non vendette comunque mai bene.

Nel frattempo vari gruppi di tecnici all’interno di Apple stavano lavorando al completamento di un nuovo computer, basato sulle più avanzate tecnologie allora disponibili, che comprendevano un’interfaccia grafica, un mouse, la programmazione orientata agli oggetti e il supporto per le reti informatiche. Questi sviluppatori comprendevano Jef Raskin e Bill Atkinson ed erano spronati da Steve Jobs, che desiderava concentrare tutta l’azienda sullo sviluppo del nuovo computer.

Quando, nel dicembre del 1979, Jobs fu autorizzato dalla Xerox a visitare lo Xerox PARC e vide il nuovo sistema Alto, capì che l’informatica stava per subire una nuova rivoluzione. Vedendo quel computer dotato di interfaccia grafica aveva compreso che i computer prodotti all’epoca sarebbero stati sostituiti da nuovi computer più semplici da usare e quindi molto più interessanti per il grande pubblico. Decise di spronare Apple verso i nuovi computer: nacque dunque il progetto Lisa e il progetto Macintosh. Jobs riuscì ad aver accesso ai laboratori Xerox per tre giorni, grazie a un accordo di prevendita di un milione di azioni Apple prima dell’IPO (circa 18 milioni di dollari). Quando si presentò nei laboratori trovò però l’opposizione di alcuni progettisti della Xerox, che vedevano Jobs come un pirata che assaltava un vascello pieno di dobloni anche se, in seguito, alcuni di essi andarono a lavorare per Apple. Lisa venne presentato nel gennaio 1983 e costava 10.000 dollari. Come molti dei prodotti che seguiranno, Lisa era un prodotto troppo innovativo per i suoi tempi e troppo costoso per gli utenti a cui era indirizzato. Apple non riuscì a conquistare il mercato e Lisa venne abbandonato nel 1986.

A metà dello sviluppo del Lisa, Jobs fu estromesso da tale progetto e riuscì, non senza ripercussioni che portarono all’abbandono del progettista capo Jef Raskin, ad assumere il comando su quello parallelo del Macintosh, che inizialmente era stato previsto come versione economica del Lisa. L’Apple Macintosh venne presentato nel 1984 con una pubblicità televisiva trasmessa durante il Super Bowl. Questo spot, divenuto celebre, si basava sul romanzo 1984 di George Orwell e sottintendeva un’analogia tra il Grande Fratello e IBM, dove nella parte del liberatore si trovava, ovviamente, il Macintosh. La pubblicità infatti terminava con la seguente frase: «On January 24, Apple Computer will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like “1984”» (Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come ‘1984’). La liberazione sottintesa è legata all’Interfaccia grafica (GUI), che effettivamente consentirà anche agli utenti meno esperti di utilizzare il computer. Dentro Apple nasce spontaneamente la figura del Mac evangelista, una persona che, convinta della superiorità del Macintosh rispetto agli altri computer, cerca di convincere conoscenti e amici. I primi Mac evangelisti sono infatti alcuni impiegati della società.

Il Macintosh rappresenta dunque la chiave del successo di Apple, sebbene non sia stato il successo commerciale che avrebbe potuto essere. Durante una visita di Bill Gates a Cupertino, Jobs gli mostrò un’anteprima della GUI del Mac. Nel 1985, dopo avere ottenuto una prima licenza da Apple, Microsoft presentò Microsoft Windows, la GUI per i sistemi prodotti da IBM. Sebbene la GUI di Apple fosse notevolmente più avanzata rispetto a quella prodotta da Microsoft, quest’ultima aveva un vantaggio: la diffusione. Molte ditte avevano copiato il computer prodotto da IBM e ne avevano realizzato modelli compatibili, ma che costavano meno dell’originale. Quindi, sebbene gli IBM-compatibili fossero tecnologicamente inferiori al progetto Macintosh, essi costavano meno ed erano più diffusi, accaparrandosi ampie fette di mercato.

Microsoft e Windows sono uno dei maggiori successi commerciali della storia del XX secolo; dall’apparizione di Windows, Apple ha sempre perso quote di mercato e non è più riuscita a diventare la numero uno nel settore dei personal computer. Nel 2003 Apple deteneva circa il 5% del mercato dei personal computer.[9]

Ingresso della sede centrale a Cupertino, in California

Dopo il fallimento del primo computer portatile Macintosh Portable avvenuto nel 1989, Apple presentò un nuovo portatile chiamato PowerBook nel 1990. La serie originale, la 1xx, era formata da due prodotti distinti: il PowerBook 100 realizzato in collaborazione con Sony, molto simile a un subnotebook, basato sul vecchio processore Motorola 6800, e i più potenti e completi nella loro configurazione, PowerBook 140 e PowerBook 170. PowerBook stabilì lo standard per tutti i futuri portatili che lo seguirono: introduceva lo schermo posto verticalmente e collegato tramite una cerniera alla tastiera posta orizzontalmente, la trackball e altre innovazioni. Supportava le retiAppleTalk ed era incluso il software QuickTime che forniva un supporto multimediale.

Nel 1994 Apple rivoluzionò i Macintosh adottando come processore il PowerPC, creando per l’occasione un consorzio con Motorola e IBM, aziende detentrici della tecnologia utilizzata per creare questo nuovo processore. Il PowerPC era sensibilmente diverso rispetto ai precedenti processori della famiglia 68000, difatti Apple dovette sviluppare uno strato di emulazione per le applicazioni software sviluppate prima del PowerPC.

L’uscita e il ritorno di Steve Jobs

Dopo una lotta di potere interna alla società con il nuovo CEO John Sculley, Jobs fu costretto ad abbandonare la società nel 1985, fondando quindi una nuova compagnia, laNeXT Computer. Inizialmente l’azienda sembrava molto promettente, sospinta dall’alta tecnologia adottata, ma in seguito i suoi computer non riuscirono a conquistare un mercato abbastanza ampio e quindi la società si avviò verso la chiusura.

Verso la metà degli anni novanta, dopo una serie di scelte discutibili Apple si trovava in crisi di vendite e di idee. Il 21 dicembre 1996 il consiglio di amministrazione di Apple acquistò NeXT per 400 milioni di dollari con l’intenzione di utilizzare NEXTSTEP (il sistema operativo sviluppato da NeXT) come base per le future versioni del sistema operativoMac OS. Jobs divenne consigliere personale del presidente Gil Amelio[10] che pochi mesi dopo, l’11 luglio 1997, diede le dimissioni come il suo braccio destro Ellen Hancock.[11]Senza ancora un presidente, il 6 agosto l’azienda annunciò un accordo con Microsoft in base al quale quest’ultima avrebbe acquistato un pacchetto azionario Apple (senza diritto di voto) di 150 milioni di dollari, impegnandosi a realizzare versioni di Internet Explorer e Office per Mac e a terminare le cause in corso con licenze incrociate sui brevetti.[12]

Jobs, divenuto il 16 settembre chief executive officer ad interim con un compenso simbolico di un dollaro annuo,[13][14] riuscì rapidamente a far risorgere Apple[15] promuovendo soprattutto lo sviluppo della linea iMac, nel mercato dal settembre 1998.[16] Tuttavia ancora per tutto il 2001 continuò a guadagnare annualmente un dollaro di salario e nessuna stock option.[17]

L’idea di Jobs fu di lavorare al connubio macchina-software, puntando a realizzare sia i dispositivi sia i software che li facevano funzionare. Tale strategia si rivelò vincente: la Apple riuscì a sostituirsi ai produttori nella distribuzione dei loro contenuti. I risultati furono l’iPod, lettore di musica digitale, l’iPhone, sintesi di un telefono cellulare, un computer palmare e l’iPad, un tablet computer di nuova generazione.[18]

I tempi del sistema operativo Mac OS X

Nel 2000 Apple presentò Mac OS X, il sistema operativo basato su NeXTStep. Questo sistema coniuga la sicurezza e stabilità di un sistema Unix con la semplicità ed eleganza tipica dei prodotti Apple. È rivolto sia ai professionisti sia agli utenti comuni, a differenza del precedente Mac OS X Server 1.0, che aveva ancora un’interfaccia grafica piuttosto simile a quella di Mac OS 9, introduce una nuova interfaccia grafica conosciuta come Aqua. Con l’introduzione di Mac OS X 10.0, Apple presenta anche l’Ambiente Classic, un programma che consente di emulare il precedente ambiente sul nuovo Mac OS X, per preservare la compatibilità con le vecchie applicazioni Mac OS 9.

Apple rese disponibili anche le librerie Carbon per consentire agli sviluppatori di effettuare in modo rapido il porting del vecchio e ampio parco software di Mac OS 9 sul nuovo sistema operativo.

Oltre che nel settore dei computer, Apple si era mossa anche nel settore delle periferiche. Uno degli sviluppi più interessanti lo si è avuto nel settore dei Personal Digital Assistant (PDA). Apple nel 1993 mette in commercio il Newton da un’idea di John Sculley (fu proprio lui a coniare l’acronimo (PDA), un prodotto interessante ma troppo in anticipo per i suoi tempi e quindi con scarso successo commerciale. Nel 1990 si era iniziata la corsa inarrestabile di Windows e Apple si era vista ridurre le quote di mercato, che erano passate dal 20% dell’inizio degli anni 90 al 5% della fine del decennio. La compagnia ha dovuto affrontare anche una crisi finanziaria che ha avuto il suo epilogo quando il 6 agosto 1996 Jobs annunciò che Microsoft aveva comprato il 7% circa delle azioni (senza diritto di voto) di Apple, per 150 milioni di dollari. L’acquisto delle azioni era stato subordinato a un accordo che prevedeva l’installazione di Microsoft Internet Explorer su tutti i computer prodotti da Apple. Microsoft sostenne la società annunciando anche che avrebbe continuato lo sviluppo della suite Office per Macintosh. La crisi finanziaria venne successivamente superata e le azioni in mano Microsoft vennero ricomprate, anche se la quota di mercato continuò ad assottigliarsi e nel 2004 raggiunse il 3%.

Molti dei prodotti recenti includono la tecnologia AirPort. Questa tecnologia serve per costruire reti senza fili. Vengono anche presentati i processori PowerPC G4 e l’iBook. Nel2002 viene presentato il nuovo iMac G4, dotato di una base semisferica collegata a uno schermo TFT tramite un braccio metallico orientabile. Questo modello è stato dismesso nell’estate del 2004. Il nuovo modello l’iMac G5, basato sul PowerPC G5, è stato presentato il 31 agosto 2004. Questo modello racchiude l’intera logica del computer nello schermo TFT. Il nuovo iMac è uno dei computer più silenziosi e sottili che esistano sul mercato.

Morte di Steve Jobs

A causa di un tumore al pancreas il 5 ottobre del 2011, a 56 anni scompare Steve Jobs. Già gravemente malato, il 24 agosto 2011 Steve Jobs aveva lasciato il ruolo di CEO di Apple, ceduto ufficialmente al COO Tim Cook.

L’annuncio avviene nella notte, sulla home page del sito, dove campeggia una foto in scala di grigi di Steve Jobs con l’anno della nascita e quello della morte: 1955-2011.

« Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano »

«Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui – si legge ancora sul sito – hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple». Lo scorso 25 agosto aveva annunciato le dimissioni irrevocabili da a.d., l’azienda che ha fondato, lasciato (perché costretto) e rilanciato consegnandola come una delle stelle più brillanti della tecnologia. La malattia l’aveva tormentato e consumato per anni.

Immediate le reazioni da parte della stampa Usa. Il sito del New York Times titola a tutto schermo: «Steve Jobs, il visionario della Apple, muore a 56 anni» e sotto una foto con un iPhone. Il Washington Post: «Muore Steve Jobs, il pioniere della tecnologia».

La Cnn, sopra una foto della sua ultima creatura, l’iPad, il titolo «Muore il fondatore della Apple». Mobilitate anche le tv che hanno puntato le telecamere su Cupertino. Mentre sono già arrivate le reazioni da parte delle più alte cariche e del mondo della tecnologia. «Steve era tra i più grandi innovatori americani – ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – e noi siamo rattristati dalla notizia della sua morte». «Ha fatto felici tantissime persone», ha ricordato Steve Wozniak, l’amico e l’uomo con cui ha fondato Apple nel 1976.

I fan: all’Apple Store sulla Quinta Strada a New York i fan si sono radunati lasciando fiori e candele accese. «I love Steve» è una delle scritte sulle impalcature che avvolgono l’Apple Store in via di ristrutturazione. Alla memoria di Steve Jobs, il nuovo iPhone 4S è stato definito dai fan «iPhone per Steve».

La rivale: parole di cordoglio anche da parte di Samsung, protagonista negli ultimi anni di una accesa battaglia legale sui brevetti. In un comunicato diffuso dalla società coreana viene affermato che: «Il presidente Steve Jobs ha introdotto numerosi rivoluzionari cambiamenti all’industria dell’information technology ed è stato un grande imprenditore. Il suo spirito innovativo – è scritto nel comunicato diffuso anche in Cina e firmato da Choi Gee-sung, direttore generale e vice presidente della Samsung Electronics – e i traguardi importanti saranno per sempre ricordati dal popolo di tutto il mondo».

Il fondatore di Microsoft Bill Gates ha dichiarato «Sono profondamente rattristato. Steve e io ci siamo incontrati 30 anni fa e siamo stati colleghi, concorrenti e amici per oltre metà delle nostre vite».

Prodott

Famiglie di prodotti

Computer (Macintosh)

Tablet (iPad)

Server di Apple

Riproduttori Musicali (iPod)

Telefoni cellulari smartphone (iPhone)

Orologi da polso (Apple Watch)

Media Center

Accessori Apple per Internet

Accessori

Servizi

Software

Storia dell’Hardware

1976
1977
1980
1983
1984
1985
1986
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1990
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1993
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1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
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2014
2015

Storia del Software

Loghi e origini

Loghi

Il primissimo logo, utilizzato solo per gli Apple I (nelle brochure e manuali), fu disegnato da Ronald Wayne, all’epoca socio di Jobs e Wozniak. Esso rappresenta, con uno stile grafico molto barocco e per niente iconico, Isaac Newton seduto al di sotto di un melo.

Il logo di Apple, oggi a tutti noto, fu disegnato nel 1977 da Rob Janoff, che lo creò per fare un favore a Regis McKenna, suo datore di lavoro e amico di Steve Jobs. Janoff per aver l’ispirazione andò al supermercato dove acquistò un sacchetto di mele, poi tornò a casa, le tagliò, le dispose sul tavolo e cominciò a osservarle. Dalle mele tagliate Janoff estrasse una semplice mela monocromatica con un morso. Il logo venne presentato a Jobs ma questo richiese un logo con più colore. Janoff rispose alle obiezioni di Jobs dicendo che un logo monocromatico era più semplice e economico da stampare ma Jobs rispose che il colore avrebbe permesso di “umanizzare” la società. Il grafico quindi prese il logo e aggiunse le bande colorate secondo la sua ispirazione del momento.[20] Questo logo è spesso erroneamente considerato un tributo ad Alan Turing, con la mela morsicata che fu, molto probabilmente, il modo in cui egli si uccise.[21][22] Sia Janoff sia Apple negano ogni forma d’omaggio a Turing nel design del logo.[23] Il logo Apple venne immediatamente abbinato con lo slogan “BITE THAT APPLE” quando furono in commercio Apple I e Apple II.

È possibile utilizzare il logo Apple mediante la pressione della combinazione Alt+Maiusc+8 su sistema operativo Mac OS X, il carattere così ottenuto sarà visibile soltanto se il documento sarà aperto tramite un computer Macintosh o un dispositivo iOS. Esempio: →← La “mela” sarà visibile solo da coloro che visitano questa pagina tramite i dispositivi Apple.

Il primo logo Mac, raffigurante un computer Macintosh stilizzato con tratti picasseschi venne disegnato da Tom Hughes e John Casado[24], direttori artistici del team di sviluppo del Macintosh. Originariamente il logo era stato disegnato dall’artista Jean-Michel Folon, che aveva ricevuto da Steve Jobs 30.000 dollari in anticipo per il lavoro, e aveva uno stile completamente differente[25]. Folon avrebbe ricevuto i diritti pari a un dollaro per ogni Mac venduto, ma prima della commercializzazione del Macintosh, Steve Jobs cambiò idea e fece sostituire il logo con quello disegnato da Houghes e Casado[senza fonte]. Il logo Mac venne usato come messaggio di benvenuto su tutti i Macintosh fino alla versione 7.6.1, quando fu rimpiazzato dalle due faccine colorate. Con la distribuzione di Mac OS X 10.2, l’attuale logo Apple ha preso il posto delle faccine.

Origine del nome “Apple”

  • Pare che nell’estate del 1975, Steve Jobs lavorasse in una piantagione di mele in Oregon e fu proprio in quel periodo che il nome cominciò ad apparirgli “unico e interessante” (versione raccontata da Steve Wozniak il 22 novembre 2010),[26] e si narra che fosse rimasto particolarmente colpito da una copertina di un LP dei Beatlesrappresentante appunto una mela (da cui il nome della casa discografica da loro fondata nel 1968, la “Apple Corps“).[27]
  • Pure lo stesso steve Jobs disse delle parole importanti: “A quel tempo in realtà ero un fruttariano. Mangiavo solo frutta. Ora sono un bidone della spazzatura come tutti gli altri. E siamo stati circa tre mesi in ritardo per depositare un nome di business di fantasia così ho minacciato di chiamare la società Apple Computer a meno che qualcuno non avesse suggerito un nome più interessante entro le cinque di quel giorno. Sperando di stimolare la creatività. E niente si è mosso. L’interesse mi è nato leggendo le opere di Arnold Ehret. Ed è per questo che ci chiamiamo Apple.
  • Un’altra ipotesi (confermata anche in un documentario da Steve Jobs) narra che mentre stavano scegliendo il nome della casa, videro, poggiata su un tavolo, una mela morsicata.
  • Può darsi pure che, come rappresentava il primissimo logo Apple, la mela rappresenti un simbolo di innovazione, con un chiaro riferimento alla mela che colpì e illuminò Isaac Newton sulla legge di gravitazione universale o che rappresentasse il morso della conoscenza che Eva diede al famoso frutto proibito, che era appunto la mela.
  • Altra ipotesi è che scelsero come logo e nome la mela per far capire che utilizzare prodotti Apple fosse facile quanto mangiare una mela.
  • Si dice anche che Steve Wozniak avesse scelto il nome Apple anche per farla risultare tra le prime aziende nella lista nell’elenco telefonico.

Slogan utilizzati

  • “Soon there’ll be two kinds of people: those who’ll use computers and those who will use Apple’s”, che recita “Presto esisteranno due tipi di persone: quelle che useranno dei computer e quelle che useranno Apple” (1983, nello spot di Apple Lisa, con Kevin Costner).
  • “Changing the world – one person at a time”, ovvero “Cambiamo il mondo – una persona alla volta” (metà anni ottanta).
  • “The computer for the rest of us”, all’incirca “Il computer per il resto di noi (per la gente comune)” (1984).
  • “…you’ll see why 1984 won’t be like “1984”” ovvero “…vedrai perché il 1984 non sarà come “1984”, utilizzato nello spot di lancio del Macintosh durante il Superbowl (1984).
  • “The power to be your best”, all’incirca “La forza di essere il tuo meglio” – (1980 – 1990).
  • “Think different”, ovvero “Pensa in modo diverso” – (1997).
  • “I think, therefore iMac”, ovvero “Penso, dunque iMac”, basato sul famoso “Penso, dunque esisto” (Cogito ergo sum) di Cartesio (1998).
  • “One more thing”, ovvero “Ancora una cosa” (durante le WWDC e i MacWorld).
  • “There’s something in the air” ovvero “C’è qualcosa nell’aria”, per la presentazione del nuovo MacBook Air durante il Macworld del 2008.
  • “Let’s rock” cioè “Muoviamoci (a ritmo di musica)”, per la presentazione della nuova generazione di iPod nel settembre 2008;
  • “It’s only rock and roll but we like it!”, vale a dire “È solo rock and roll, ma a noi piace!”, slogan e nome dell’evento avvenuto il 9 settembre 2009, ispirato all’omonima canzone dei Rolling Stones;
  • “There is an App for that”, ovvero “C’è una Applicazione per questo”, utilizzato dalla fine del 2009 fino a estate 2010 come frase e slogan della pubblicità sugli iDevice;
  • If you don’t have an iPhone well… you don’t have an iPhone ovvero Se non hai un iPhone, beh… non hai un iPhone;
  • Let’s talk iPhone ovvero Parliamo di iPhone, in merito all’uscita dell’iPhone 4S ironizzando sul nuovo Siri.
  • Designed by Apple in California, frase impressa normalmente sul retro di tutti gli iDevice, utilizzata nel giugno 2013 in uno spot pubblicitario per mettere in evidenza la paternità del design dei prodotti.

Azienda e dipendenti

Apple Fellows

Un Apple Fellow (in inglese membro, collega) è un dipendente che è stato nominato come tale da Apple stessa in riconoscimento ai suoi straordinari contributi tecnici o carismatici al mondo dell’informatica. L’Apple Fellows program ha finora elargito questo titolo a pochissime persone, tra le quali Al Alcorn, Bill Atkinson, Guy Kawasaki, Alan Kay,Don Norman e Steve Wozniak.

Informazioni su diego80 (1827 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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