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Arrigo Sacchi – 70 anni sempre sulla cresta dell’onda

Se parli di Arrigo Sacchi ti viene in mente soprattutto il grande Milan di fine anni ’80, in grado di vincere 2 coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali consecitive, o l’Italia che nel 1994 sfiorò il titolo mondiale negli Usa, o gli anni di Parma e Madrid sponda Atletico, ma soprattutto un tecnico che ha cambiato il calcio, capace di creare moduli ispirati al calcio totale degli olandesi ed ad applicare rigorosamente gli schemi. Arrigo da Fusignano compie oggi 70 anni, ed anche se non ha più ruoli tecnici o dirigenziali resta nella storia del calcio italiano ed internazionale. Sull’edizione odierna della Gazzetta c’era una bella intervista con 70 domande rivoltegli a bruciapelo, tante quanti sono gli anni che compie. Se non l’avete ancora letta, consiglio un’occhiata.

Nato il 1° aprile del 1946, la sua ascesa nel panorama calcistico italiano inizia nel 1987, quando Silvio Berlusconi lo sceglie come nuovo allenatore del Milan. Sacchi compie una vera e propria rivoluzione nel modulo di gioco e nelle tecniche di allenamento all’interno della squadra rossonera. Sfruttando a fondo le caratteristiche del gioco a zona, già praticato nel Milan di Nils Liedholm, pone un’assoluta attenzione alla fase difensiva, cui aggiunge il pressing sistematico a centrocampo. Diventa famoso per i suoi pesanti e severi allenamenti; applica allo schema tattico vari principi legati al cosiddetto calcio totale della Nazionale olandese di Johan Cruijff, che ammirava sin da ragazzo.[6][7]

Personaggio molto controverso, è stato spesso al centro di polemiche per i suoi metodi di allenamento e per le sue idee. Sacchi ebbe inoltre numerosi screzi con l’opinione pubblica e con alcuni suoi giocatori:[8][9] proprio per questo è stato spesso accusato di ritenere prioritari gli schemi rispetto agli uomini.[10]

Da allenatore del Milan, squadra che ha guidato dal 1987 al 1991 prima di tornare per una breve esperienza nella stagione 1996-1997, ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa italiana, due Coppe dei campioni, due Supercoppe europee e due Coppe Intercontinentali. Durante la sua prima esperienza a Milano Sacchi forma il team soprannominato gli Immortali, la squadra di club migliore di tutti i tempi secondo un sondaggio online pubblicato dalla rivista inglese World Soccer nel 2007,[11] oltre che una delle squadre più vincenti della storia del Milan. Ha allenato dal 1991 al 1996 anche la Nazionale italiana, guidandola ai Mondiali di calcio del 1994 (finalista) e agli Europei di calcio del 1996 (eliminazione al primo turno).

Dal 4 agosto 2010 al 14 agosto 2014 ha svolto il ruolo di Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16. Nel settembre 2007, il Times lo ha nominato miglior allenatore italiano di tutti i tempi e 11º in assoluto a livello mondiale.[2] Nel 2011 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano.[12]

Caratteristiche tecniche

Arrigo Sacchi durante una seduta di allenamento a Milanello

Sacchi propose un rivoluzionario 4-4-2 che si ispirava in parte al calcio totale della Nazionale olandese di Johan Cruijff, squadra che prediligeva una difesa in linea (in modo da far cadere gli avversari nella trappola del fuorigioco) e pressing a tutto campo con o senza palla.[6][7] Il modulo offensivo proposto dall’allenatore di Fusignano consisteva in una difesa organizzata con il metodo di una diagonale a quattro, un centrocampo a rombo (dove uno dei mediani si trasformava in trequartista) e due punte centrali molto vicine fra loro.

Nonostante sia conosciuto per il suo calcio offensivo, Sacchi dedicava grande attenzione ai movimenti difensivi, a tal punto che quasi sempre le sue squadre si contraddistinguevano per essere le meno battute a fine campionato: miglior difesa nei campionati 1987-88 (14 gol subiti) e 1990-91 (19 gol subiti) e seconda miglior difesa nel 1988-89 (25 gol subiti) e nel 1989-90 (27 gol subiti). Allenatore rigido e intransigente, si fece conoscere dal pubblico sportivo soprattutto per i suoi metodi di allenamento, considerati pesanti, severi e poco convenzionali rispetto agli approcci classici. Il fusignanese era solito intensificare gli allenamenti della squadra che dirigeva e si distingueva per un’attenzione maniacale nel preparare le partite e gli schemi di gioco.[13] I suoi giocatori dovevano lavorare il doppio per essere pronti in campo a svolgere ruoli sia offensivi che difensivi. Per lui tutti i giocatori erano importanti, ma nessuno era rilevante.[10]

Carriera

Allenatore

Gli esordi

Tifoso interista poi “pentito”,[14] da ragazzo Sacchi gioca come difensore in squadre dilettantistiche, mentre lavora nell’azienda di calzature del padre e successivamente ricopre il ruolo di allenatore del Fusignano (2ª categoria), dell’Alfonsine (Promozione) e del Bellaria (serie D). Durante gli anni settanta abbandona per un momento il calcio, dedicandosi al lavoro in azienda.[15] A 31 anni, nel 1977, decide di iniziare ad allenare. Nel 1982 conquista con la squadra giovanile del Cesena lo scudetto Primavera. Decide di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente al calcio. Alberto Rognoni, fondatore del Cesena, lo presenta a Italo Allodi, ottenendo per il suo pupillo l’iscrizione al corso di Coverciano.

Successivamente Arrigo Sacchi viene chiamato da Dino Cappelli, presidente del Rimini, per guidare la squadra in Serie C1. Dopo un anno va ad allenare le giovanili della Fiorentina. Italo Allodi lo manda ad allenare il Parma (appena retrocesso in Serie C1), per fare qualche anno di esperienza prima di affidargli la squadra gigliata. Sacchi riporta subito i ducali in Serie B e nella stagione 1986-87 sale alla ribalta delle cronache quando elimina dalla Coppa Italia il Milan vincendo a San Siro. Il suo gioco, basato sulla difesa a zona e sul pressing piacque al presidente dei rossoneri Silvio Berlusconi, che lo vuole nel suo team a tutti i costi.[13]

Il Milan e gli Immortali di Sacchi

« E chi è?
Il tecnico con la paranoia della vittoria. »
(Domanda di un giornalista su chi sia Sacchi e risposta di Berlusconi.[16])

Arrigo Sacchi portato in trionfo dopo la vittoria dell’11º scudetto della storia del Milan nella stagione1987-1988

Il 3 luglio 1987 firma un contratto annuale con il Milan[17] Sacchi impone subito il suo metodo di allenamento, all’inizio non apprezzato dai suoi stessi giocatori, in particolare da Franco Baresi e Carlo Ancelotti.[13] A livello tattico decide di schierare i rossoneri con un rivoluzionario 4-4-2.[18] La stampa non apprezza la scelta di Sacchi, ma Silvio Berlusconi, presidente del Milan, è convinto fortemente della sua scelta.[13]

I primi risultati non sono a favore di Sacchi che colleziona una vittoria contro il Pisa, una sconfitta contro la Fiorentina e ancora una sconfitta contro gli spagnoli dello Sporting Gijón nei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.[13] Le gare successive non migliorano la situazione, soprattutto la sconfitta nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA contro l’Espanyol, che elimina i rossoneri dalla competizione. In questa occasione Sacchi viene attaccato dai suoi tifosi che gridano a gran voce le sue dimissioni e il ritorno di Fabio Capello sulla panchina rossonera. Berlusconi, tuttavia, continua a difendere Sacchi e fa presente alla squadra l’intenzione di voler continuare fino a fine stagione con lui: “Lui resta, voi non so”.[13] In campionato, il Milan conclude il girone di andata al secondo posto, ma nel girone di ritorno si impone sul Napoli capolista (vittoria 3-2 nello scontro diretto giocato al San Paolo il 1º maggio 1988[19]) e conquista l’11º scudetto della sua storia, il primo titolo dell’era Berlusconi.

Nel 1988-1989 Sacchi guida il Milan al 3º posto in campionato alle spalle di Inter e Napoli e conduce il club rossonero alla conquista della sua terza Coppa dei Campioni. Nella semifinale di ritorno della massima competizione europea per club sconfigge il Real Madrid a San Siro per 5-0.[20] Nella finale di Barcellona il Diavolo si impone con un clamoroso 4-0 sulla Steaua Bucarest.[21] Il Milan conclude la stagione vincendo in rimonta la prima edizione della Supercoppa italiana contro la Sampdoria.

Arrigo Sacchi e Franco Baresi con la Coppa Intercontinentale vinta dal Milan nel 1989

Nei primi mesi della stagione 1989-1990 il Milan vince la Supercoppa UEFA contro il Barcellona (1-1 a Barcellona e 1-0 a Milano) e la Coppa Intercontinentale battendo a Tokyo i colombiani dell’Atlético Nacional per 1-0 con un gol di Alberigo Evani negli ultimi minuti dei tempi supplementari.[22] In questa stagione, dopo essere stata ad un passo dal vincere tutte le competizioni disponibili, cede il campionato al Napoli di Maradona. Alla 33ª giornata, il 22 aprile, mentre il Napoli vinse a Bologna, il Milan, come già nel 1973, viene sconfitto a Verona in un incontro arbitrato da Rosario Lo Bello, autore di quattro espulsioni dei milanisti (Sacchi al 63′, Rijkaard all’83’, Van Basten all’87’ e Costacurta all’89’). A un minuto dal termine dell’incontro il Verona realizza il gol della vittoria, che consegna di fatto lo scudetto al Napoli.[23]Pochi giorni dopo il Milan perde anche la finale di Coppa Italia contro la Juventus conquistando poi la seconda Coppa dei Campioni consecutiva (la quarta nella storia della società milanese), superando a Vienna il Benfica per 1-0.[24][25]

Nel 1990-1991 i rossoneri si mantengono ai vertici del campionato, ottenendo il secondo posto ex aequo con l’Inter dietro alla Sampdoria, vincitrice quell’anno del suo primo scudetto. Nel febbraio 1991 Arrigo Sacchi manifesta al Presidente Berlusconi la volontà di prendersi un anno sabbatico per una lampante incapacità di gestire il notevole stress a cui era sottoposto da tempo. La sconfitta ai quarti di finale nella Coppa dei Campioni contro l’Olympique Marsiglia ed i contatti con la Nazionale portarono Arrigo Sacchi a non rinnovare il contratto con il Milan. Ebbe a dire: “Alla fine io, “il Signor Nessuno”, ero diventato sì, “il Profeta di Fusignano”, avevo bruciato le tappe, avevo vinto tutto, ma l’unico che usciva a pezzi da quel Milan ero solo io.” [26] Per sei mesi il presidente Silvio Berlusconi continua a pagare ugualmente Sacchi respingendo le avances della Juventus.

Al suo posto viene scelto Fabio Capello, che aveva già avuto esperienza sulla panchina rossonera nella stagione 1986-87, sostituendo, nelle ultime sei giornate di campionato, l’esonerato Nils Liedholm.

Nel 2006 la rivista internazionale France Football ha nominato il Milan di Arrigo Sacchi migliore squadra del mondo del dopoguerra.[27] L’anno seguente un sondaggio online pubblicato nella rivista inglese World Soccer nominò il Milan di Sacchi (in particolare quello della stagione 1988-1989) la squadra di club più forte di tutti i tempi, nonché la quarta migliore di sempre in assoluto, dietro al Brasile del 1970, all’Ungheria del 1954 e ai Paesi Bassi del 1974.[11]

La Nazionale italiana

Il 13 novembre 1991 Sacchi viene assunto alla guida della Nazionale italiana. Azeglio Vicini perde il posto dopo la mancata qualificazione per gli Europei 1992 e Sacchi può quindi utilizzare le ultime partite di qualificazione per gli Europei come test. Sacchi guida la Nazionale per la prima volta il 13 novembre 1991, con un 1-1 sulla Norvegia e poi 2-0 alla squadra di Cipro. La sua gestione del gruppo azzurro, nonostante buoni risultati, crea molte polemiche a causa delle diverse esclusioni eccellenti effettuate nel tempo dal CT, tra cui Roberto Mancini, Walter Zenga, Gianluca Vialli e Giuseppe Bergomi, e divide l’opinione pubblica tra i sostenitori della politica di Sacchi e i detrattori che lo accusavano di essere un accentratore.

La prima competizione è la USA Cup 1992, un piccolo torneo che doveva servire alla federazione americana come prova per i Mondiali di due anni dopo. L’Italia pareggia 0-0 con il Portogallo, vince 2-0 sull’Irlanda e pareggia 1-1 con i padroni di casa consegnando loro il trofeo.[31] Nell’ottobre del 1992 le qualificazioni mondiali iniziano con un 2-2 contro la Svizzera, uno 0-0 alla Scozia, un 2-1 contro Malta, un 3-1 al Portogallo, una goleada a Palermo contro Malta (6-1), un 2-0 all’Estonia e poi una sconfitta contro la Svizzera per 0-1; il 3-0 all’Estonia seguito dalle vittorie per 3-1 sulla Scozia e per 1-0 sul Portogallo garantirono l’accesso al Mondiale americano.

Nel 1994 l’Italia raggiunge la finale ai Mondiali statunitensi, dopo aver passato il turno nella fase a gironi solo come ripescata tra le terze, eliminato la Nigeria agli ottavi, al termine di una partita tesissima giocata sotto un sole cocente e caratterizzata dalla tanto attesa rinascita calcistica di un Roberto Baggio fino a quel momento in difficoltà[32], la Spagna ai quarti, con un altro goal di Baggio allo scadere[33], e laBulgaria in semifinale, con un’altra doppietta del fuoriclasse della Juventus; tutte e tre le gare furono vinte per 2-1.[34] La finalissima contro il Brasile, una partita bloccata tatticamente e avara di forti emozioni, si conclude sullo 0-0 dopo 120 minuti di gioco: ai rigori vince il Brasile, e celebre rimane l’ultimo rigore tirato da Roberto Baggio che, spedendo la palla sopra la traversa della porta difesa da Taffarel, consegna la vittoria alla Seleção.[35][36]

Dopo il 1994 Sacchi comincia a formare un nuovo gruppo di giocatori. Dopo due anni di discreto livello, gli azzurri si qualificano per l’Europeo 1996 dove vengono eliminati nel girone iniziale, finendo terzi nel girone di Germania, Rep. Ceca, che alla fine diventeranno le due finaliste, e Russia.[37] Dopo questa manifestazione, rimane CT ad interim per qualche mese in attesa del suo successore.

Dal 1996 al ritiro

Il 6 novembre dello stesso anno, dopo la sconfitta per 2-1 in un’amichevole contro la Bosnia ed Erzegovina giocata a Sarajevo, Sacchi lascia l’incarico di commissario tecnico della Nazionale per tornare ad allenare il Milan, subentrando il 3 dicembre ad Óscar Tabárez. La stagione del Milan termina con l’11º posto in campionato. Il 16 giugno 1998 viene presentato come nuovo allenatore dell’Atlético Madrid, squadra della Liga spagnola;[38][39] dopo sette mesi il 14 febbraio 1999 viene esonerato.[40][41]

Il 16 febbraio annuncia il suo ritiro da allenatore.[42]

Il 9 gennaio 2001 ricopre per un breve periodo la carica di allenatore del Parma ma, in seguito a problemi di salute per l’eccessiva tensione nervosa provocatagli dalla sua professione, il 31 gennaio si dimette, chiudendo così di fatto la sua carriera sportiva.[43]

Dirigente

Il 21 dicembre 2001 riveste l’incarico di direttore tecnico del Parma[44] (riuscendo ad allestire ottime formazioni anche con ridotti budget economici e scoprendo giovani campioni come Alberto Gilardino). Si dimette il 31 maggio 2003.[45] Il 21 dicembre 2004 viene nominato dal presidente Florentino Perez direttore dell’area tecnica e direttore sportivo del Real Madrid.[46][47] Si dimette il 22 dicembre 2005.[48] Il 4 agosto 2010 viene ufficializzata la sua nomina a Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili, dalla Under 21 alla Under 16.[49] Lascia l’incarico il 30 luglio 2014.[50][51]

Opinionista televisivo

Negli anni duemila è stato commentatore televisivo per le reti Mediaset. È stato opinionista fisso della trasmissione calcistica di Italia 1 Controcampo. Dal 2008 è opinionista fisso di Mediaset Premium su Premium Calcio. Inoltre ogni giovedì pomeriggio ha uno spazio tutto suo nell’emittente radiofonica romana Radio Radio. Dal 1º luglio 2012 è protagonista della campagna pubblicitaria per la nuova stagione calcistica di Mediaset Premium.

Statistiche

Club

Le statistiche nella tabella riguardano le sole partite di campionato.

StagioneSquadraCampionatoPiazzamentoAndamento
GiocateVittoriePareggiSconfitte
1982-83RiminiC13414911
1984-85C13413147
Totale Rimini68272318
1985-1986ParmaC13416153
1986-1987B3811189
1987-1988MilanA3017112
1988-1989A3416144
1989-1990A342257
1990-1991A3418106
1996-1997ASubentrato, 11º23779
Totale Milan155804728
1998-1999[52]Atlético MadridPDDimissionario, 9º22958
2000-2001ParmaASubentrato, 14º e dimissionario, 16º3120
Totale Parma75283512
Totale32014411066

Nazionale

DalAlSquadraAndamento
GiocateVittoriePareggiSconfitte
13-11-19916-11-1996Italia Italia5334118

Cronologia presenze in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale – Italia Italia
DataCittàIn casaRisultatoOspitiCompetizioneRetiNote
13/11/1991GenovaItalia Italia1 – 1Norvegia NorvegiaQual. Euro 1992Ruggiero RizzitelliCap:F. Baresi
21/12/1991FoggiaItalia Italia2 – 0Cipro CiproQual. Euro 1992Roberto Baggio
Gianluca Vialli
Cap:F. Baresi
19/02/1992CesenaSan Marino San Marino0 – 4Italia ItaliaAmichevole2 Roberto Baggio
Pierluigi Casiraghi
Roberto Donadoni
Cap:F. Baresi
25/03/1992TorinoItalia Italia1 – 0Germania GermaniaAmichevoleRoberto BaggioCap:F. Baresi
31/05/1992New HavenItalia Italia0 – 0Portogallo PortogalloUSA CupCap:F. Baresi
04/06/1992BostonItalia Italia2 – 0Irlanda IrlandaUSA CupAlessandro Costacurta
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
06/06/1992ChicagoStati Uniti Stati Uniti1 – 1Italia ItaliaUSA CupRoberto BaggioCap:F. Baresi
09/09/1992EindhovenPaesi Bassi Paesi Bassi2 – 3Italia ItaliaAmichevoleRoberto Baggio
Stefano Eranio
Gianluca Vialli
Cap:G. Vialli
14/10/1992CagliariItalia Italia2 – 2Svizzera SvizzeraQual. Mondiali 1994Roberto Baggio
Stefano Eranio
Cap:G. Vialli
18/11/1992GlasgowScozia Scozia0 – 0Italia ItaliaQual. Mondiali 1994Cap:F. Baresi
19/12/1992La VallettaMalta Malta1 – 2Italia ItaliaQual. Mondiali 1994Giuseppe Signori
Gianluca Vialli
Cap:F. Baresi
20/01/1993FirenzeItalia Italia2 – 0Messico MessicoAmichevoleRoberto Baggio
Paolo Maldini
Cap:P. Maldini
24/02/1993OportoPortogallo Portogallo1 – 3Italia ItaliaQual. Mondiali 1994Dino Baggio
Roberto Baggio
Pierluigi Casiraghi
Cap:P. Maldini
24/03/1993PalermoItalia Italia6 – 1Malta MaltaQual. Mondiali 19942 Roberto Mancini
Dino Baggio
Paolo Maldini
Giuseppe Signori
Pietro Vierchowod
Cap:F. Baresi
14/04/1993TriesteItalia Italia2 – 0Estonia EstoniaQual. Mondiali 1994Roberto Baggio
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
01/05/1993BernaSvizzera Svizzera1 – 0Italia ItaliaQual. Mondiali 1994Cap:F. Baresi
22/09/1993TallinnEstonia Estonia0 – 3Italia ItaliaQual. Mondiali 19942 Roberto Baggio
Roberto Mancini
Cap:F. Baresi
13/10/1993RomaItalia Italia3 – 1Scozia ScoziaQual. Mondiali 1994Pierluigi Casiraghi
Roberto Donadoni
Stefano Eranio
Cap:F. Baresi
17/11/1993MilanoItalia Italia1 – 0Portogallo PortogalloQual. Mondiali 1994Dino BaggioCap:F. Baresi
16/02/1994NapoliItalia Italia0 – 1Francia FranciaAmichevoleCap:F. Baresi
23/03/1994StoccardaGermania Germania2 – 1Italia ItaliaAmichevoleDino BaggioCap:F. Baresi
27/05/1994ParmaItalia Italia2 – 0Finlandia FinlandiaAmichevolePierluigi Casiraghi
Giuseppe Signori
Cap:F. Baresi
03/06/1994RomaItalia Italia1 – 0Svizzera SvizzeraAmichevoleGiuseppe SignoriCap:F. Baresi
11/06/1994New HavenItalia Italia1 – 0Costa Rica Costa RicaAmichevoleGiuseppe SignoriCap:F. Baresi
18/06/1994New YorkItalia Italia0 – 1Irlanda IrlandaMondiali 1994 – 1º TurnoCap:F. Baresi
23/06/1994New YorkItalia Italia1 – 0Norvegia NorvegiaMondiali 1994 – 1º TurnoDino BaggioCap:F. Baresi
28/06/1994WashingtonItalia Italia1 – 1Messico MessicoMondiali 1994 – 1º TurnoDaniele MassaroCap:P. Maldini
05/07/1994BostonNigeria Nigeria1 – 2 dtsItalia ItaliaMondiali 1994 – Ottavi2 Roberto BaggioCap:P. Maldini
09/07/1994BostonItalia Italia2 – 1Spagna SpagnaMondiali 1994 – QuartiDino Baggio
Roberto Baggio
Cap:P. Maldini
13/07/1994New YorkItalia Italia2 – 1Bulgaria BulgariaMondiali 1994 – Semif.2 Roberto BaggioCap:P. Maldini
17/07/1994Pasadena (California)Brasile Brasile0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Italia ItaliaMondiali 1994 – Finale2º Posto
Cap:F. Baresi
07/09/1994MariborSlovenia Slovenia1 – 1Italia ItaliaQual. Euro 1996Alessandro CostacurtaCap:F. Baresi
08/10/1994TallinnEstonia Estonia0 – 2Italia ItaliaQual. Euro 1996Pierluigi Casiraghi
Christian Panucci
Cap:P. Maldini
16/11/1994PalermoItalia Italia1 – 2Croazia CroaziaQual. Euro 1996Dino BaggioCap:P. Maldini
21/12/1994PescaraItalia Italia3 – 1Turchia TurchiaAmichevoleLuigi Apolloni
Massimo Crippa
Attilio Lombardo
Cap:G. Pagliuca
25/03/1995SalernoItalia Italia4 – 1Estonia EstoniaQual. Euro 19962 Gianfranco Zola
Demetrio Albertini
Fabrizio Ravanelli
Cap:P. Maldini
29/03/1995KievUcraina Ucraina0 – 2Italia ItaliaQual. Euro 1996Attilio Lombardo
Gianfranco Zola
Cap:P. Maldini
26/04/1995VilniusLituania Lituania0 – 1Italia ItaliaQual. Euro 1996Gianfranco ZolaCap:P. Maldini
19/06/1995LosannaSvizzera Svizzera0 – 1Italia ItaliaCentenario Fed.SvizzeraPierluigi CasiraghiCap:G. Pagliuca
21/06/1995ZurigoItalia Italia0 – 2Germania GermaniaCentenario Fed.SvizzeraCap:P. Maldini
06/09/1995UdineItalia Italia1 – 0Slovenia SloveniaQual. Euro 1996Fabrizio RavanelliCap:A. Costacurta
08/10/1995SpalatoCroazia Croazia1 – 1Italia ItaliaQual. Euro 1996Demetrio AlbertiniCap:P. Maldini
11/11/1995BariItalia Italia3 – 1Ucraina UcrainaQual. Euro 19962 Fabrizio Ravanelli
Paolo Maldini
Cap:P. Maldini
15/11/1995Reggio EmiliaItalia Italia4 – 0Lituania LituaniaQual. Euro 19963 Gianfranco Zola
Alessandro Del Piero
Cap:P. Maldini
24/01/1996TerniItalia Italia3 – 0Galles GallesAmichevolePierluigi Casiraghi
Alessandro Del Piero
Fabrizio Ravanelli
Cap:A. Costacurta
29/05/1996CremonaItalia Italia2 – 2Belgio BelgioAmichevoleEnrico Chiesa
Alessandro Del Piero
Cap:D. Albertini
01/06/1996BudapestUngheria Ungheria0 – 2Italia ItaliaAmichevolePierluigi Casiraghi
autorete
Cap:P. Maldini
11/06/1996LiverpoolItalia Italia2 – 1Russia RussiaEuro 1996 – 1º Turno2 Pierluigi CasiraghiCap:P. Maldini
14/06/1996LiverpoolRep. Ceca Rep. Ceca2 – 1Italia ItaliaEuro 1996 – 1º TurnoEnrico ChiesaCap:P. Maldini
19/06/1996ManchesterItalia Italia0 – 0Germania GermaniaEuro 1996 – 1º TurnoCap:P. Maldini
05/10/1996ChișinăuMoldavia Moldavia1 – 3Italia ItaliaQual. Mondiali 19982 Fabrizio Ravanelli
Pierluigi Casiraghi
Cap:P. Maldini
09/10/1996PerugiaItalia Italia1 – 0Georgia GeorgiaQual. Mondiali 1998Fabrizio Ravanelli
Cap:P. Maldini
06/11/1996SarajevoBosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina2 – 1Italia ItaliaAmichevoleEnrico ChiesaCap:P. Maldini
TotalePresenze107Reti170

Palmarès

Allenatore

Competizioni giovanili

  • Scudetto.svg Campionato Primavera: 1
Cesena: 1981-1982

Competizioni nazionali

  • Campionato italiano Serie C1: 1
Parma: 1985-1986
  • Scudetto.svg Campionato italiano: 1
Milan: 1987-1988
  • Super coppa italiana.svg Supercoppa italiana: 1
Milan: 1988

Competizioni internazionali

  • Coppacampioni.png Coppa dei Campioni: 2
Milan: 1988-1989, 1989-1990
  • Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: 2
Milan: 1989, 1990
  • Coppaintercontinentale.png Coppa Intercontinentale: 2
Milan: 1989, 1990

Onorificenze

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinariaCommendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Fusignano 2 giugno 2012. Su proposta della presidenza del consiglio dei ministri.

Riconoscimenti individuali

  • Seminatore d’oro: 2[53]
1988, 1989
  • Nel 2011 è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano, nella categoria Allenatore italiano.

Altri riconoscimenti

Nel 2005, l’Università di Urbino ha conferito a Sacchi la laurea honoris causa in Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva. Nel settembre 2007, il Comune di Fusignano ha allestito presso il Museo Civico San Rocco una mostra su Arrigo Sacchi per celebrare il suo illustre concittadino attraverso una straordinaria esposizione di ricordi inediti, trofei, filmati delle partite più significative, foto degli esordi nei campi polverosi di Fusignano e della Bassa Romagna ed istantanee dei grandi trionfi delle squadre da lui allenate o dirette.[54]

Note

Informazioni su diego80 (1978 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

Contatto: WebsiteFacebook

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