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6 aprile 2009 – la terra trema, l’ Abruzzo in ginocchio.

Ci restano impresse ancora le immagini di quel terremoto che 7 anni fa devastò L’Aquila e colpì l’intero Abruzzo. Immagini di terrore, di desolazione e di solidarietà. Il terremoto ebbe come epicentro l’Aquila, ma colpì marginalmente anche le altre province abruzzesi e le regioni vicine, Lazio e Umbria.

Ad evento concluso il bilancio definitivo è di 309 vittime, oltre 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati.

Il terremoto dell’Aquila del 2009 consiste in una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008[4] e non ancora terminati[5], conepicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3.32, ha avuto una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 sulla scala della magnitudo locale)[6], con epicentro alle coordinate geografiche 42°20′51.36″N 13°22′48.4″E ovvero in località Colle Miruci, a Roio, nella zona compresa tra le frazioni di Roio Colle, Genzano e Collefracido[7], interessando in misura variabile buona parte dell’Italia Centrale.

 

L’inizio della sequenza sismica

Di seguito vengono elencate le scosse con magnitudo pari o superiore a 3 ed evidenziate in azzurro chiaro quelle con magnitudo pari o superiore a 5 registrate nella zona dell’Aquila nei mesi precedenti e nelle 2 settimane successive alla scossa principale (evidenziata in azzurro scuro), così come riportati dal Centro Sismico per l’Europa e il Mediterraneo[1]. Per il periodo successivo si riportano le sole scosse con magnitudo pari a 4 o superiore. I dati della profondità sono in alcuni casi stati corretti in base ai dati INGV[2].

DataOra UTCOra localeMagnitudoProfondità (km)
24 set 0916:14:5718:14:574,1 ML9,7
12 lug 0908:38:5110:38:514,3 Mw10,8
03 lug 0911:03:0713:03:074,1 ML8,8
22 giu 0920:58:0022:58:004,5 ML14,2
20 apr 0911:43:0613:43:063,0 ML10
20 apr 0907:13:1409:13:143,1 ML10
20 apr 0902:22:1504:22:153,0 ML11
18 apr 0913:03:0815:03:083,1 ML10
18 apr 0911:07:2113:07:213,2 ML9
18 apr 0909:05:5711:05:573,8 ML5
16 apr 0917:49:3119:49:313,8 ML5
16 apr 0916:11:3718:11:373,0 ML11
16 apr 0905:44:5407:44:543,2 ML10
15 apr 0922:53:0800:53:08[3]4,0 ML2
15 apr 0919:55:5721:55:573,0 ML9
15 apr 0919:36:4421:36:443,2 ML6
15 apr 0915:23:4617:23:463,0 ML10
15 apr 0911:44:4013:44:403,0 ML11
14 apr 0920:53:0922:53:093,1 ML9
14 apr 0920:17:2822:17:284,0 ML10
14 apr 0919:28:0421:28:043,4 ML10
14 apr 0917:27:3419:27:343,5 ML10
14 apr 0913:56:2315:56:233,9 ML10
14 apr 0909:08:0711:08:073,2 ML11
14 apr 0907:36:4409:36:443,0 ML10
13 apr 0921:14:2523:14:255,1 Mw2
13 apr 0920:08:2422:08:243,0 ML11
13 apr 0919:17:5721:17:573,5 ML11
13 apr 0919:09:5021:09:503,7 ML2
13 apr 0918:11:2520:11:253,0 ML11
13 apr 0913:36:0415:36:043,5 ML9
13 apr 0908:41:0810:41:083,0 ML10
13 apr 0907:08:3009:08:303,1 ML9
12 apr 0918:09:4220:09:423,0 ML10
12 apr 0918:05:1820:05:183,3 ML2
12 apr 0917:57:2719:57:273,4 ML10
12 apr 0916:35:5318:35:533,2 ML10
12 apr 0909:48:5811:48:583,2 ML10
12 apr 0903:29:3605:29:363,1 ML2
11 apr 0919:53:5321:53:533,0 ML10
11 apr 0915:42:2917:42:293,1 ML9
11 apr 0907:04:1409:04:143,2 ML11
11 apr 0906:57:0308:57:033,3 ML2
11 apr 0905:39:0107:39:013,3 ML2
10 apr 0919:07:2121:07:213,1 ML10
10 apr 0915:46:1817:46:183,5 ML2
10 apr 0915:22:4317:22:433,0 ML10
10 apr 0911:53:0913:53:093,1 ML10
10 apr 0906:41:3108:41:313,0 ML9
10 apr 0904:33:0406:33:043,3 ML11
10 apr 0903:22:2305:22:234,0 mb2
09 apr 0922:40:0700:40:07[3]3,9 ML2
09 apr 0920:47:0122:47:013,2 ML2
09 apr 0919:38:1721:38:175,2 Mw2
09 apr 0915:18:1417:18:143,2 ML10
09 apr 0913:19:3515:19:353,9 ML2
09 apr 0913:00:2915:00:293,0 ML10
09 apr 0909:31:0611:31:063,0 ML9
09 apr 0904:43:1206:43:124,0 ML10
09 apr 0904:32:4606:32:464,3 mb2
09 apr 0904:29:4506:29:453,2 ML11
09 apr 0903:41:5505:41:553,1 ML10
09 apr 0903:14:5205:14:524,3 mb2
09 apr 0900:53:0002:53:005,4 Mw2
08 apr 0923:18:0701:18:07[3]3,3 ML2
08 apr 0922:56:5100:56:51[3]4,1 Mw2
08 apr 0917:58:3519:58:353,2 ML9
08 apr 0911:35:5713:35:573,5 ML11
08 apr 0910:34:0912:34:093,1 ML9
08 apr 0904:27:4206:27:424,0 ML2
08 apr 0903:00:3505:00:353,7 ML2
07 apr 0922:43:4200:43:42[3]3,0 ML9
07 apr 0922:29:5000:29:50[3]3,1 ML10
07 apr 0921:39:0823:39:083,7 ML2
07 apr 0921:34:3023:34:304,5 mb2
07 apr 0917:47:3819:47:385,6 Mw13
07 apr 0910:29:1012:29:103,2 ML10
07 apr 0909:30:5611:30:563,5 ML10
07 apr 0909:26:3011:26:305,0 Mw10
07 apr 0908:00:5310:00:533,2 ML2
07 apr 0906:15:0708:15:073,0 ML11
06 apr 0922:47:1500:47:15[3]3,7 ML2
06 apr 0921:56:5523:56:553,9 ML2
06 apr 0920:03:3522:03:353,2 ML2
06 apr 0916:38:1018:38:104,4 Mw2
06 apr 0913:14:0415:14:043,2 ML10
06 apr 0910:36:1812:36:183,5 ML10
06 apr 0910:12:3612:12:363,5 ML2
06 apr 0909:59:2911:59:293,1 ML10
06 apr 0907:17:1609:17:164,4 mb30
06 apr 0906:48:1508:48:153,0 ML8
06 apr 0905:15:2807:15:283,1 ML4
06 apr 0904:47:5406:47:543,9 ML2
06 apr 0904:16:4006:16:403,2 ML10
06 apr 0904:08:4506:08:453,0 ML10
06 apr 0903:56:4805:56:484,5 mb10
06 apr 0903:43:1605:43:163,1 ML9
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06 apr 0902:55:3804:55:383,3 ML2
06 apr 0902:44:3204:44:323,2 ML10
06 apr 0902:37:0504:37:055,1 Mw2
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06 apr 0902:25:4504:25:453,3 ML13
06 apr 0902:14:1004:14:103,3 ML5
06 apr 0901:32:4103:32:416,3 Mw8,8
05 apr 0922:39:4200:39:42[3]3,5 ML2
05 apr 0920:48:5622:48:564,0 ML2
03 apr 0904:44:4206:44:423,0 ML9
31 mar 0906:04:0008:04:00Tra 2,0 e 4,0 ML
30 mar 0921:57:1723:57:173,3 ML9
30 mar 0919:05:2821:05:283,1 ML10
30 mar 0913:43:2615:43:263,5 ML10
30 mar 0913:38:3915:38:394,0 ML2
29 mar 0908:43:0910:43:093,8 ML2
22 feb 0911:21:2713:21:273,5 ML2

La scossa della notte del 6 aprile è stata preceduta da una lunga serie di scosse o sciame sismico (foreshocks).

La sequenza si è aperta con una scossa di lieve entità (magnitudo 1,8) il 14 dicembre 2008[4] e poi è ripresa con maggiore intensità il 16 gennaio 2009[11] con scosse inferiori a magnitudo 3.0 per poi protrarsi, con intensità e frequenza lentamente ma continuamente crescente, fino all’evento principale.[12]

Inizialmente, oltre alla zona dell’aquilano, è stata interessata, come epicentro dell’attività, anche la zona di Sulmona (17 e 29 marzo 2009, magnitudo 3,7 e 3,9).

La localizzazione dell’epicentro.

 

Il 6 aprile

La scossa distruttiva si è verificata il 6 aprile 2009 alle 03.32. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha registrato un sisma di magnitudo momento 6,3 Mw. Secondo la scala di magnitudo locale (la c.d. scala Richter, poco adatta a descrivere sismi di questo tipo[13]) il valore registrato dai sismografi è stato di 5,9 Ml risultando così un sisma di moderata intensità rispetto ai valori massimi reali raggiungibili da tale scala sismica[14]. In termini di scala Mercalli di misurazione dei danni, la stima iniziale dell’INGV è stata dell’VIII/IX grado.

Il 4 aprile 2010 l’INGV rettifica la magnitudo locale in 5,9 Ml, valore determinato da “calcoli successivi di maggiore precisione”[17]. Tuttavia l’analisi testuale del fenomeno presente sul sito istituzionale dell’INGV riporta ancora il valore 5,8 Ml[18].

Alcuni giornali e un telegiornale nazionale hanno riferito che l’INGV avrebbe rivisto, nelle ore seguenti all’evento, le stime della magnitudo Richter[19][20]. I dubbi che alcuni ancora nutrono sulla reale magnitudo sono ancora in parte dovuti anche al fatto che nella confusione nei primissimi minuti dopo il sisma, in attesa di calcoli precisi, erano stati diffusi dati fantasiosi sulla reale intensità del sisma.[21].

In ogni modo, per un sisma di questa intensità, la misura della magnitudo locale ha scarsissimo interesse, al contrario del valore della magnitudo momento (Mw), per la quale non vi è mai stato dubbio sul valore 6.3.

Dopo il 6 aprile

Nelle 48 ore dopo la scossa principale, si sono registrate altre 256 scosse o repliche, delle quali più di 150 nel giorno di martedì 7 aprile, di cui 56 oltre la magnitudo 3,0 Ml. Tre eventi di magnitudo superiore a 5,0 sono avvenuti il 6, il 7 e il 9 aprile. Dall’esame dei segnali della stazione INGV aquilana (AQU, ubicata nei sotterranei del Forte spagnolo), sono state conteggiate oltre 10.000 scosse[22].

Nei giorni successivi alla scossa principale altri intensi focolai sismici si sono sviluppati a sud-est del capoluogo (Valle dell’Aterno, epicentro Ocre: scosse del 7 e dell’8 aprile 2009con magnitudo tra 3,0 e 5,6 Mw) e poco più a nord (zona del Gran Sasso, epicentro Campotosto: scosse del 6, 7, 8, 9, 10 e 13 aprile 2009 con magnitudo tra 3,1 e 5,4 Mw). Losciame sismico successivo all’evento principale del 6 aprile si sposta dunque in zone limitrofe a nord-ovest della città e in generale della conca aquilana (Pizzoli, Campotosto eMontereale).

Un altro evento di magnitudo 4,7 Mw (4,5 Ml)[23] è avvenuto alle ore 22.58 del 22 giugno, con epicentro vicino all’abitato di Pizzoli, a 11 km dall’Aquila. Nella stessa giornata, e soprattutto nella mattinata immediatamente successiva ci sono state anche numerose scosse minori.

Altre scosse rilevanti si sono verificate il 3 luglio (magnitudo 4,1 Ml alle ore 13:03 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli, preceduta da altri due eventi di magnitudo 3,4 Ml alle ore 03.14 e 3,6 Ml alle ore 11.43), il 12 luglio (magnitudo 4,0 Ml alle ore 10.49 con epicentro tra L’Aquila e Roio Poggio[24]) e il 24 settembre (magnitudo 4,1 Ml alle ore 18:14 con epicentro tra L’Aquila e Pizzoli[25]). Le scosse di assestamento si sono prolungate per circa un anno dall’evento principale e repliche di magnitudo 3 si protraggono tuttora[5]. Ad esempio, il 30 ottobre 2011[26] ed il 30 ottobre 2012 si sono registrate due scosse entrambe di magnitudo 3.6 Ml.

Nell’anno che ha seguito l’evento del 6 aprile, l’INGV ha dichiarato di aver registrato circa 18.000 terremoti in tutta l’area della città dell’Aquila[27].

Analisi geosismologica

L’area interessata dall’innesco del sisma è una delle tante aree sismiche dell’Appennino, classificata a livello 2 della scala di riferimento del rischio sismico, con presenza di diverse faglie attive note[28]. Lo studio storico sulla sismologia locale nell’ultimo millennio evidenzia ciclicità sismiche con periodo di circa 300-350 anni essendo gli ultimi terremotisignificativi avvenuti nel Quattrocento e nel Settecento con magnitudo momento fino quasi a 7[29]. L’evento sismico del 2009 si colloca perfettamente all’interno di tale intensità e ciclicità e per il quale era nota la maggiore probabilità di occorrenza nella zona aquilana da parte della comunità sismologica rispetto ad altre zone dell’Appennino[30] secondo ilmetodo scientifico di previsione sismica che è attualmente ritenuto il più concreto ovvero quello di natura statistico-temporale, sebbene logisticamente non utilizzabile a scopi diProtezione civile italiana in quanto temporalmente troppo esteso.

Studi antecedenti tramite microzonazione sismica sulla sismicità del territorio aquilano, nei pressi del capoluogo stesso, avevano inoltre evidenziato la capacità di amplificazione delle onde sismiche, tramite i cosiddetti effetti di sito, fino ad un fattore 10 da parte del sottostante terreno geologico esponendo quindi il territorio ad un maggiore pericolo sismico[31]; tali effetti, sul fronte della rilevazione e misurazione, sono comunque tenuti in debita considerazione dalla Scala Mercalli che valuta gli effetti del sisma sul territorio e le opere civili/edili.

Le aree maggiormente coinvolte dalla potenza del sisma sono state proprio quelle soggette a tali effetti di sito per la presenza di terreno alluvionale incoerente che ha amplificato le onde sismiche superficiali (onde di Rayleigh) per quanto riguarda le zone vicino al fiume Aterno (ad esempio Onna, San Gregorio, Paganica), e di altre particolari condizioni geologiche per la zona del centro storico dell’Aquila e i quartieri a nord-ovest della città (Pettino), le quali tutte hanno riportato danni spesso anche maggiori rispetto alle zone più direttamente epicentrali.[32]

Dati di GPS e interferometria radar-satellitare (SAR) misurano inoltre dopo il sisma un abbassamento di circa 15 cm della zona est aquilana interessata[33].

Danni e vittime

Lista dei monumenti colpiti dal terremoto dell’Aquila del 2009.

Il sisma ha distrutto o seriamente danneggiato l’80% del patrimonio artistico aquilano.

Situazione aggiornata al 28 aprile 2009.

ComuneLocalitàMonumento
AccianoCentroS. Maria delle Grazie
CentroSS. Pietro e Lorenzo
CentroOratorio di Maria S.ma Addolorata
CentroS. Antonio Abate
BeffiMadonna del Rifugio
RoccapreturoS. Maria Lauretana
S. Lorenzo di BeffiS. Lorenzo
SuccianoS. Giovanni Battista e Evangelista
AielliAielli AltoSS. Trinità
Aielli StazioneS. Giuseppe e S. Adolfo
BareteCentroPalazzo Cimoroni
BariscianoCentroSanta Maria del Carmine
CentroSanta Maria di Valleverde
CentroSan Flaviano
CentroOratorio della Confraternita
Picenze (Petogna)Santa Maria ab Extra
Picenze (Petogna)Santa Maria della Consolazione
Picenze (Petogna)S. Valentino
Picenze (San Martino)S. Martino
Picenze (San Martino)Madonna del Rosario
Picenze (San Martino)La Congrega
BugnaraCentroPalazzo Ducale
CapestranoCentroS. Maria della Pace
CentroS. Pietro ad Oratorium
CentroS. Nicola
CapitignanoVallecupaS. Flaviano
CaporcianoCentroS. Maria di Centurelli
BominacoS. Maria delle Grazie
Carapelle CalvisioCentroS. Maria e S. Vittorino
CentroS. Maria delle Grazie
CentroConvento di San Francesco
ColleS. Vittorino
Colle della VignaConvento di San Cristoforo
Castel del MonteCentroS. Marco Evangelista
CentroS. Rocco
Castelvecchio Calvisio7 monumenti
Castelvecchio SubequoCentroS. Giovanni Battista ed Evangelista
CentroS. Agata
CentroPalazzo Valeri
CentroPalazzo Tesoni
CentroPalazzo Castellato
CentroPalazzo Lucchini (ex Ginetti)
CelanoCentroS. Francesco
CentroS. Michele Arcangelo
CentroMadonna del Carmine
CentroS. Maria delle Grazie
CentroS. Giovanni Battista
CentroPalazzo Marinucci
CoculloCentroS. Domenico
CentroS. Nicola
CasaleMadonna dell’Assunta
CorfinioCentroS. Martino
CentroS. Maria del Soccorso
Fagnano Alto6 monumenti
FossaCentroS. Maria Assunta
CentroS. Maria del Soccorso
Gagliano AternoCentroMadonna delle Grazie
CentroS. Martino
Goriano Sicoli2 monumenti
L’AquilaCentroBeati Antonia
CentroCasa natale di Jacopo Notar Nanni
CentroDuomo
CentroForte spagnolo
CentroOratorio S. Antonio dei Baroni
CentroPalazzo Alfieri
CentroPalazzo Ciampella
CentroPalazzo Fatigati
CentroPalazzo Fiore
CentroPalazzo Gualtieri
CentroPalazzo Marinucci
CentroPalazzo Padri Oratorio
CentroPalazzo Recchioni
CentroPalazzo Simeonibus
CentroPalazzo Veneziani
CentroPalazzo in via S. Chiara d’Aquili
CentroS. Agostino
CentroS. Basilio
CentroS. Bernardino
CentroS. Biagio d’Amiterno
CentroS. Caterina Martire
CentroS. Chiara d’Aquili
CentroSS. Biagio e Vittorino
CentroS. Filippo Neri
CentroS. Francesco a Palazzo
CentroS. Francesco da Paola
CentroS. Giuseppe dei Minimi
CentroS. Giusta di Bazzano
CentroS. Lucia (Presso Istituto Salesiano)
CentroSan Luigi
CentroS. Marciano e S. Nicandro
CentroS. Marco
CentroS. Margherita della Forcella
CentroS. Maria degli Angeli
CentroS. Maria di Collemaggio
CentroS. Maria del Ponte
CentroS. Maria del Ponte di Roio
CentroS. Maria del Soccorso
CentroS. Maria del Suffragio (“Anime Sante”)
CentroS. Maria Paganica
CentroS. Maria di Roio
CentroS. Paolo di Barete
CentroS. Pietro
CentroS. Quinziano di Pile (S. Biagio)
CentroS. Silvestro
CentroS. Vito della Rivera
ArischiaPalazzo del Barone
ArischiaS. Benedetto Abate
ArischiaS. Nicola
ArischiaVecchio Municipio
AssergiTorre e Cinta muraria
Bagno GrandeMadonna Addolorata di Fonte Vivoli,
Bagno Grande– Madonna delle Grazie
Bagno Grande– Madonna delle Canale
Bagno PiccoloMadonna dell’Assunta
BazzanoSanta Giusta e Cripta
CamardaS. Maria del Suffragio
CamardaS. Giovanni
CamardaS. Giovanni Battista
Cese di PreturoS. Giovanni Battista
Civita di BagnoEx Cattedrale di S.Massimo patrono di L’Aquila
Civita di BagnoPalazzo Antonelli-Oliva-Bonanni e Palombaia
Civita di BagnoS. Maria degli Angeli
Civita di BagnoSantuario Parrocchiale S. Raniero
Civita di BagnoTorre medievale della Cattedrale
CollebrincioniCona
CollebrincioniS. Silvestro
CollefracidoMadonna del Buon Consiglio
CollefracidoS. Eugenia
CoppitoMadonna delle Grazie
GignanoS. Maria Assunta
MonticchioOratorio S. Nicola di Bari
MonticchioS. Nicola di Bari
OnnaSan Pietro Apostolo
PaganicaImmacolata Concezione
PaganicaMadonna d’Appari
PaganicaS. Bartolomeo
PaganicaS. Chiara
PaganicaS. Gregorio Magno
PaganicaS. Maria degli Angeli (o S. Antonio)
PaganicaS. Maria Assunta
PaganicaS. Maria del Carmine
PaganicaS. Pietro Celestino
Pagliare di SassaS. Rocco
PescomaggioreS. Maria Assunta
PescomaggioreS. Martino
PescomaggioreS. Rocco
PettinoS. Maria delle Grazie
PianolaS. Cipriano
PianolaS. Maria di Pianola
PileS. Giovanni Battista
Poggio Santi MariaS. Maria Assunta
Roio ColleS.ma Annunziati
Roio PianoS. Nicandro e S. Marciano
Roio PoggioSantuario Madonna di Roio
Roio PoggioS. Scolastica
Sant’Angelo di BagnoS. Michele Arcangelo
San GiulianoConvento di S. Giuliano
San GregorioMadonna di Costantinopoli
San GregorioS. Gregorio
San GregorioS. Maria della Pietà
San Benedetto di BagnoSan Benedetto e Madonna delle Grazie
San VittorinoS. Maria del Ponte
TemperaMulino Ristorante Assunta
TemperaMulino per il grano Gasbarri
TemperaMulino per il grano Rameria
TemperaPalazzo Vicentini
Vallesindole di BagnoSanta Giusta Vergine Martire di Bazzano
Lucoli6 monumenti
Montereale6 monumenti
NavelliCivitaretengaS. Antonio
CivitaretengaS. Salvatore
OcreS. Felice d’OcrePalazzo Bonanni
S. Felice d’OcreS. Giacomo
S. MartinoS. Martino
S. PanfiloCastello d’Ocre
S. PanfiloConvento di S. Angelo
S. PanfiloDel S.mo Salvatore
S. PanfiloS. Angelo
Valle d’OcreS. Pietro Apostolo
OfenaCentroConvento S. Francesco
CentroPalazzo Moscardelli
CentroS. Giovanni
CentroS. Mara de Fantuccio
CentroS. Maria Assunta
OvindoliCentroS. Sebastiano
S. IonaChiesa S. Maria del Colle
S. IonaS. Maria delle Grazie
PacentroCentroS. Marcello
Poggio PicenzeCentroCastello
CentroFonte delle Forme
CentroFonte del Fossato
CentroPalazzo Galeota
CentroS. Felice
Prata d’Ansidonia4 monumenti
Pratola PelignaCentroS. Maria SS.ma della Libera
Raiano2 monumenti
Rocca di CambioCentroCollegiata di S. Pietro
CentroS. Lucia
Rocca di MezzoCentroMadonna del Pereto
CentroS. Leucio
CentroS. Maria della Neve
RovereSS. Apostoli Pietro e Paolo
Santo Stefano di SessanioCentroCappella Santa Caterina
CentroMadonna del Lago
CentroSanta Maria in Ruvo
CentroSanto Stefano Protomartire
S. CaterinaTorre Medicea
San Demetrio ne’ Vestini5 monumenti
San Pio delle CamereCastelnuovoBorgo fortificato
CastelnuovoMadonna della Neve
CastelnuovoS. Stefano
CastelnuovoS. Stefano e Silvestro
NazionalitàMortiFeriti
Italia Italiani287[34]1.173
Macedonia Macedoni6[35]
Romania Romeni5[36]
Rep. Ceca Cechi2[37]
Palestina Palestinesi2[38]
Ucraina Ucraini2[39]
Grecia Greci1[40]5
Francia Francesi1[41]
Israele Israeliani1[42]
Argentina Argentini1[43]
Perù Peruviani1[44]
Totale309[2]1.178 circa

Soccorsi al lavoro tra le macerie

Il bilancio definitivo è di 309 morti[2][8][9], circa 1600 feriti di cui 200 gravissimi ricoverati negli ospedali di Teramo, Avezzano, Chieti, Pescara, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni, circa 65.000 gli sfollati[45], alloggiati momentaneamente in tendopoli, auto, alberghi lungo la costa adriatica[46].

Il quotidiano abruzzese Il Centro ha pubblicato un database in continuo aggiornamento, con nome, cognome, foto, età, luogo di nascita, di morte, nazionalità, sesso e una breve storia di ogni persona morta sotto le macerie.[2]

Tra le vittime si registra il decesso di Giovanna Berardini che avrebbe dovuto dare alla luce sua figlia Giorgia il giorno seguente al terremoto e invece morì nella sua casa in via Fortebraccioinsieme al marito e al figlio; per questo motivo, non è raro trovare nel conteggio delle vittime anche il nome della nascitura e, di conseguenza, un numero totale di 309 morti[47].

Numerose le persone estratte vive dalle macerie, anche dopo molte ore dalla scossa principale, tra cui Marta Valente 24 anni di Bisenti, studentessa di Ingegneria, salvata dopo 23 ore, Eleonora Calesini, 21 anni di Mondaino, estratta dopo 42 ore,[48] nonché Maria D’Antuono, 98 anni di Tempera, trovata viva dopo 30 ore, che ha dichiarato di aver trascorso il tempo lavorando all’uncinetto[49].

Il terremoto è stato avvertito su una vasta area comprendente tutto il Centro Italia, fino a Napoli, causando panico tra la popolazione, e inducendola a riversarsi in strada. La regione più colpita è stata l’Abruzzo, seguita dal Lazio. Alcuni lievi danni sono stati riscontrati nella zona di Ascoli Piceno, nelle Marche[50]. Secondo le stime inviate dal Governo Italiano alla Commissione Europea per accedere al Fondo Europeo di Solidarietà, il danno ammonta a circa 10.212.000.000 €[10] avendo il sisma colpito direttamente una città e non una semplice zona rurale.

La Protezione Civile dichiara colpita dal sisma un’area, o cratere sismico, che comprende tutti i comuni in cui il terremoto ha fatto sentire i suoi effetti dal 6º grado in su della Scala Mercalli, lista di comuni che viene poi allargata di qualche unità dopo protesta di alcuni che dichiarano di aver subito danni rilevanti.

Al 9 agosto 2009 secondo la Protezione Civile gli sfollati erano 48.818, di cui 19.973 presso 137 tendopoli (in 5029 tende), 19.149 in alberghi e 9.696 presso case private. A questi vanno aggiunte 273 persone presenti in 9 campi spontanei[51].

Al 14 novembre 2009 il numero degli sfollati risultava pari a 21.874, di cui 671 in 17 tendopoli, 13.224 presso strutture alberghiere (delle quali 8.832 fuori della provincia dell’Aquila) e 7.979 in case private. Vi sono poi 4.764 persone che hanno avuto una sistemazione nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e 480 nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[52].

Al 22 gennaio 2010 il numero degli sfollati risultava pari a 10.128, di cui 1.123 nelle caserme di Coppito e Campomizzi, 8.905 presso strutture alberghiere (delle quali 6.195 fuori della provincia dell’Aquila) cui vanno aggiunte le 12.056 persone che hanno avuto una sistemazione provvisoria nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e le 2.362 che l’hanno avuta nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[53][54].

Il sisma ha apportato danni notevoli al patrimonio storico-artistico di cui era particolarmente ricca la Città dell’Aquila: tutte le chiese (più di un centinaio), a partire dalle più importanti basiliche, sono state dichiarate immediatamente inagibili per lesioni o crolli importanti assieme a palazzi storici nel centro storico compreso il Forte spagnolo, uno dei simboli della città.

Alla luce dei danni e delle vittime il sisma risulta il 5º terremoto più distruttivo in Italia in epoca contemporanea dopo il Terremoto di Messina del 1908, il Terremoto di Avezzano del 1915, il Terremoto dell’Irpinia del 1980 e il Terremoto del Friuli del 1976.

Abruzzo

La Chiesa della Concezione aPaganica

La Chiesa della Concezione a Paganica dopo i puntellamenti

Subito dopo l’evento distruttivo, oltre ai quasi immediati soccorsi, si è provveduto all’installazione di tende da campo, mentre i ricoverati del moderno ospedale San Salvatore, dichiarato inagibile al 90%[55], sono stati trasportati in una tendopoli adibita ad ospedale oppure all’ospedale di Avezzano e in altre strutture della provincia. Il sisma ha completamente sventrato la sede della Prefettura dell’Aquila che avrebbe dovuto essere il centro di coordinamento dei soccorsi.

Oltre alla Prefettura, tra gli edifici più importanti che sono crollati o fortemente lesionati in città ci sono la cupola della chiesa delle Anime Sante, l’abside e transetto del Duomo e della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, una parte della Casa dello Studente, il Dipartimento di Lettere e Storia ed il Polo d’Ingegneria ed Economia dell’Università dell’Aquila presso Roio e l’hotel “Duca degli Abruzzi”. La situazione più grave, escludendo il centro storico dell’Aquila, è risultata in Via XX Settembre, geomorfologicamente sfavorita, e nella zona della Villa Comunale dove molte abitazioni sono state dichiarate inagibili: molte case sono state seriamente danneggiate, una è crollata completamente vicino al palazzo dell’ANAS e altre palazzine/condomini sono venute giù in Via S.Andrea e in Via Campo di Fossa dove si sono registrate numerose vittime. Si stima che 10/15.000 siano gli edifici danneggiati[56]. Particolarmente colpiti anche i quartieri periferici a nord-ovest della città.

Tra i centri limitrofi minori fortemente colpiti ci sono Onna, Paganica, Tempera, San Gregorio, Villa Sant’Angelo, Roio, Fossa.

Danni minori anche nella bassa provincia dell’Aquila e nelle provincie limitrofe del teramano e del pescarese.

La Chiesa delle Anime Sante all’Aquila

Lazio

Il sisma, assieme alle repliche più forti, è stato avvertito in tutte le cinque province laziali, e specialmente nel reatino, dove tra giugno e agosto si è generato un vero e proprio sciame sismico autonomo rispetto a quello aquilano[57]. Tra i centri reatini più colpiti: Amatrice, Accumoli, Posta, Borgorose (centri peraltro storicamente legati a L’Aquila, e compresi nella sua provincia fino al 1927).

Il terremoto è stato forte al punto da creare danni lievi fino a Roma. Qui, il sisma delle 3:32 ha fatto riversare moltissimi cittadini nelle strade. La scossa principale è stata seguita da altre due, una verificatasi alle 4:37 ed una seconda alle 18:38. Un primo bilancio parla di danni parziali alle Terme di Caracalla[58], di crepe su di un palazzo in via Andrea Doria (con conseguente evacuazione precauzionale di 8 appartamenti)[59] e di chiusura della scuola “Figlie della Sacra Famiglia” in viale della Primavera, nel quartiere periferico di Centocelle, per problemi di staticità.[60] Altre tre scosse poi, sono state avvertite nella capitale, una alle 01.15, una alle 11.27 ed una alle 19.47 del 7 aprile le quali sono state piuttosto forti (rispettivamente 4,8, 4,7 e 5,6 Mw di magnitudo). Viene segnalata la morte di un uomo anziano perinfarto miocardico, indotto dallo spavento in seguito alla seconda forte scossa (quella della sera del 7 aprile) che ha interessato la capitale. L’ultima scossa avvertita è stata quella del 9 aprile alle ore 21.38 (magnitudo 5,4Mw).

Il terremoto è stato inoltre avvertito nel Viterbese e nelle città di Rieti, Latina, Tivoli, Guidonia Montecelio e Frosinone e in altri comuni della Ciociaria e della zona del Cicolano, dove molti abitanti si sono riversati nelle strade a seguito della forte scossa delle 3.32. Anche alcune scosse di assestamento piuttosto forti sono state avvertite distintamente, contemporaneamente ad altre scosse avvenute nel reatino ed una scossa di magnitudo 3,2 ha colpito la provincia di Roma alle 9.04 dell’11 aprile (epicentro: Moricone, ipocentro: 25 km)[61][62]. È stata nitidamente avvertita nella capitale anche la scossa del 22 giugno delle ore 22.58; tuttavia non si sono riscontrati danni a cose o persone.

Lista dei comuni colpiti

Comuni[63]ProvinciaDanniVittime[64]
Abruzzo Abruzzo
AccianoL’AquilaNumerose costruzioni lesionate e parzialmente crollate. Municipio inagibile al 67%; evacuati totalmente i centri storici di Acciano capoluogo e delle frazioni di Beffi, San Lorenzo, Roccapreturo e Succiano. Crollo della facciata della chiesa parrocchiale di Succiano; numerosi danni in quella di Acciano capoluogo dove è crollato un capitello della facciata, e dove tuttavia la cupola rischia di collassare. Il campanile della stessa chiesa dei Santi Pietro e Lorenzo appare scomposto in più punti; gravi lesioni nell’Oratorio dell’Addolorata e nel Palazzo Galli.
RivisondoliL’ AquilaLesioni e piccolo crollo del campanile della chiesa principale situata a Piazza Garibaldi
BareteL’AquilaDiverse costruzioni lesionate tra cui chiesa, asilo e ambulatorio.[65]
Barisciano
e frazioni
L’AquilaBarisciano: Numerose costruzioni lesionate. Crollo parziale della torre superstite del castello[65]
Picenze: Crolli e lesioni in edifici del centro storico. Danni alle chiese di San Martino, Madonna del Rosario, Santa Maria ab Extra, San Valentino, Santa Maria della Consolazione e La Congrega.
BugnaraL’AquilaCrollo di 500 m2 di solaio al palazzo ducale con conseguente ordine di sgombero di 4 abitazioni sottostanti. 15 fabbricati inagibili di cui 4 occupati. Chiesa della Madonna Della Neve inagibile per gravi lesioni. Crollo totale di fabbricati per fortuna non abitati. Oltre 100 abitazioni da verificare.
CalascioL’AquilaCrolli di alcuni vecchi edifici, muri a secco e comignoli.[66]
CampliTeramoDanni a tutti i monumenti case diventate macerie gente che ha dormito per strada per due mesi nelle macchine tutt’oggi i danni non vengono riparati[66]
CansanoL’AquilaCinque famiglie sfollate, diversi edifici inagibili, lesioni nella maggior parte delle altre abitazioni. Due edifici in prossimità del castello sono stati puntellati, poiché sul punto di crollare. Il centro storico, già degradato e pericolante, ha riportato ulteriori crolli.
CapestranoL’AquilaDanni alla basilica del paese, a tutta la piazza antistante e all’85% dei palazzi ivi presenti, danni a numerose abitazioni private e strutture pubbliche. Rottura del condotto dell’acqua.
CapitignanoL’AquilaDanni alla chiesa e ad un antico edificio privato.
Carapelle CalvisioL’AquilaCrolli di circa la metà degli edifici, inagibili quasi tutti gli altri.[66]
Castel del MonteL’AquilaDanni al campanile del duomo.
Castel di IeriL’AquilaAlcune abitazioni e chiese inagibili.
Castelvecchio CalvisioL’AquilaCrolli di edifici, muri e volte lesionati.[66]
Castelvecchio SubequoL’AquilaInagibile il centro storico. Danni al convento di San Francesco.[67]
CelanoL’AquilaCrollo dell’altare maggiore della chiesa di Sant’Angelo, lesioni al castello e ad edifici del centro storico.[68]
CerchioL’AquilaGravissimi danni all’Edificio Comunale ed alla Chiesa Madonna delle Grazie; entrambi gli edifici sono stati dichiarati inagibili. Gravi lesioni anche alla parte dell’edificio riservata alla Biblioteca Comunale ed all’Archivio Comunale: tutti gli uffici comunali sono stati evacuati e trasferiti. Lesioni alla facciata della chiesa cimiteriale dedicata alla Madonna di Piediponte. Gravi lesioni alla sede della Società del Gas con disagi per i cittadini e necessità di essere trasferita. Gravi danni segnalati in numerose abitazioni civili con alcune famiglie sfollate. Alcuni edifici gravemente danneggiati dovranno verosimilmente essere demoliti.[68]
CollarmeleL’AquilaGravissimi danni alle chiesa di Santa Felicita e al santuario della Madonna delle Grazie; entrambe transennate e chiuse ai fedeli; un palazzo ha subito notevoli danni nella notte del 6 aprile ed è stato immediatamente dichiarato inagibile ed evacuato dalle famiglie residenti. Gravi lesioni anche in altre abitazioni. Danni all’edificio comunale. I sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile stanno evidenziando moltissime abitazioni che hanno riportato danni strutturali. Alcuni edifici gravemente danneggiati dovranno verosimilmente essere demoliti. Collarmele è stato immediatamente inserito dalla Protezione Civile nella lista dei 49 comuni terremotati.[68]
CorfinioL’AquilaCrolli e danni di alcuni edifici. Crollo della volta interna della chiesa della Madonna del Soccorso. Distacco della parte superiore della facciata della cattedrale di San Pelino. Danni e rischio di crollo del campanile della chiesa parrocchiale di San Martino[69]
Fagnano AltoL’AquilaDanni a edifici e crolli. Danni alla chiesa. I volontari della Protezione Civile di Valmontone hanno allestito una tendopoli che ospita circa 400 persone, parte delle quali provenienti dai paesi limitrofi. Nessun morto all’interno del comune ma 7 fagnanesi sono morti a L’Aquila. Soltanto danni materiali. Molte case da abbattere nelle frazioni di Vallecupa e Ripa.
FontecchioL’AquilaDanni e crolli coinvolgenti il 66% degli edifici. Danni alle chiese e a numerosi edifici storici. Nonostante i forti danni, l’intensità del sisma sul territorio comunale è stata inizialmente valutata fra il V ed il VI grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg, portando il comune ad essere escluso dall’elenco ufficiale, unico nella zona.[70] Solo in seguito il comune è stato incluso nell’elenco.
FossaL’AquilaDanni a edifici e crolli. Danni alle chiese di Santa Maria Assunta (crollato il campanile) e di Santa Maria ad Cryptas.[71] Frane sul monte Circolo (che sovrasta il centro storico), auto danneggiate, centro storico evacuato, crollo del Ponte Vallone (collegamento con la strada provinciale 261 Subequana), isolamento delle maggiori vie di comunicazione stradali, molti feriti anche gravi.5
Goriano SicoliL’AquilaCrolli all’edificio scolastico e danni alla chiesa di Santa Gemma.[72] Pesanti danni al campanile di Santa Maria Nova. Inagibili l’intero centro storico e la stazione ferroviaria.[67]
L’Aquila
e frazioni
L’AquilaL’Aquila: seri danni, soprattutto nel centro storico. Diversi edifici monumentali e civili sono crollati, tra cui una parte del transetto della basilica di Santa Maria di Collemaggio, parte del transetto nel Duomo,[73] la cupola della chiesa delle Anime Sante,[74] il campanile e l’abside della basilica di San Bernardino,[75] il cupolino della chiesa di Sant’Agostino, parte della facciata della chiesa di San Vito. Registrati inoltre il crollo di parte della facciata e del campanile della chiesa di San Pietro a Coppito[75] ed ingenti danni alla chiesa di Santa Maria Paganica[75]. Inagibile il Museo nazionale d’Abruzzo.[76] Crollata la Casa dello Studente.[74] Crollo totale del Palazzo della Prefettura, sede tra l’altro dell’Archivio di Stato,[74] e dell’hotel “Duca degli Abruzzi”. Gravissimi danneggiamenti all’Università dell’Aquila e all’ospedale San Salvatore. Comunicazioni telefoniche e servizi Internet completamente fuori uso, il satellitare è l’unica copertura disponibile. (220 vittime)272
Arischia: (2 vittime)
Bazzano: crollo di parte della facciata della chiesa di Santa Giusta, con caduta del campanile.Numerose abitazioni danneggiate ed inagibili.Svariati crolli.Crollo di parte della montagna. Crepacci nelle strade, ad esempio via Santi Sipontini[65]
Camarda: diversi danni. Crollo della torre medievale.[65]
Bagno e frazioni vicine: Numerosi crolli nei centri storici, crollo della chiesa di Bagno Grande (detta la Culla della Madonna del Buon Consiglio), danneggiata la parrocchiale Santa Maria di Bagno del 1961 nella quale è caduta la statua dell’Immacolata, crollata la facciata della chiesetta di Santa Giusta a Vallesindola. Lesionate: la parrocchiale santuario di S.Raniero Vescovo di Forcona a Civita, la chiesa dell’Assunta a Bagno Piccolo, San Benedetto, San Michele Arcangelo, Madonna di Fontevivoli, Madonna Regina degli Angeli, la torre medievale dell’antica Cattedrale di San Massimo patrono dell’aquila. Intatta dalla caduta di grandi massi è la chiesetta della Madonna delle Canali a 960 m s.l.m. (4 vittime)
Menzano: (1 vittima)
Monticchio:Danni a numerosi edifici crollati e numerose abitazioni lesionate (1 vittima)
Onna: paese distrutto, l’80% degli edifici è crollato, l’altro 20% inagibile, il ponte sull’Aterno-Pescara è crollato. (41 vittime su circa 350 abitanti)[77]
Paganica: crolli di edifici e di una parte del convento di Santa Chiara. (2 vittime)[78]
Poggio di Roio: Centro storico quasi totalmente distrutto, danni anche al Santuario (1 vittima)
Preturo: (1 vittima)
San Gregorio: Il nucleo centrale del paese è andato completamente distrutto compresa la chiesa di San Gregorio Magno e una casa famiglia, anche nelle zone periferiche si rilevano molteplici danni e crolli tra cui il crollo totale del mulino cinquecentesco sul fiume Aterno nel quale hanno perso la vita i due proprietari, in totale si contano nove vittime tra cui una bimba di 11 anni tornata per le vacanze pasquali (9 vittime)
Tempera: molteplici crolli (compreso quello totale della chiesa centrale e quello parziale degli antichi mulini) e distruzione quasi completa del nucleo centrale del paese. Seri danni anche nei quartieri più nuovi. Spostamento e abbassamento delle falde acquifere delle Sorgenti del fiume Vera. (8 vittime)[79]
LucoliL’AquilaCrolli al Colle di Lucoli, paese chiuso a causa di diverse abitazioni crollate. Collimento, crolli nella piazza della posta, area chiusa. Casamaina, Casavecchia, Lucoli Alto, Francolisco, San Menna, segni evidenti di cedimenti strutturali. Diverse chiese d’interesse storico, tra cui l’Abbazia di San Giovanni (XII sec.) e la chiesa della Beata Cristina a Colle di Lucoli hanno riportato evidenti lacerazioni. Circa 400 persone in tre tendopoli: Ville di Lucoli/San Menna, Campo Felice (m 1560)/Casamaina, e San Giovanni.
Magliano de’ MarsiL’AquilaLievi danneggiamenti a muri privati e pubblici.
Molina AternoL’AquilaDanni alla scuola materna, alla scuola elementare e a diversi edifici del centro storico.
MonterealeL’AquilaDanni al convento di San Leonardo con evacuazione delle suore di clausura da Ansa
OcreL’AquilaCrolli di vari edifici e del Castello di Ocre.[80]
OfenaL’AquilaMolte abitazioni inagibili, soprattutto nel centro storico.
PizzoliL’AquilaDiversi edifici lesionati.1
Poggio PicenzeL’AquilaCrollo di edifici nel centro storico.Danni riportati dalla chiesa di San Felice Martire, Municipio, edificio scolastico inagibili. 5 vittime5
Prata d’AnsidoniaL’AquilaDecine di abitazioni danneggiate.
Pratola PelignaL’AquilaLesioni al santuario della Madonna della Libera.
RaianoL’AquilaLesioni alle chiesa di Sant’Onofrio, Santa Maria Maggiore e a vari edifici del quartiere Sant’Antonio.
Rocca di CambioL’AquilaCentinaia di abitazioni danneggiate. Diverse case di villeggiatura e alberghi, costruiti più di recente e rimasti integri, sono stati adibiti a ricovero per gli sfollati. La strada di collegamento tra le Rocche e la valle è stata sinistrata.[81]
Rocca di MezzoL’AquilaParziale crollo del campanile della chiesa di Rovere.[82]
San Demetrio ne’ VestiniL’AquilaCrolli e lesioni agli edifici. Crollo di una parte della facciata della chiesa della Madonna dei Raccomandati. Crollo del campanile nella frazione di San Giovanni.3
San Pio delle CamereL’AquilaDanni alla frazione di Castelnuovo: crollo parziale delle pareti della chiesa tratturale.[83]5
Sant’Eusanio ForconeseL’AquilaCrolli e lesioni agli edifici, paese quasi completamente inagibile con gravi danni e numerosi crolli. Crollo di una parte della facciata, del rosone e di una parte del soffitto della chiesa di Sant’Eusanio. Vari danni nella chiesa della Madonna della Pietà.[65]
Santo Stefano di SessanioL’AquilaDanni ingenti agli edifici storici, la torre medicea è crollata.[83]
ScannoL’AquilaDanni alle chiese di Sant’Antonio da Padova[84] e della Madonna delle Grazie ed alla scalinata di accesso della biblioteca comunale
ScoppitoL’AquilaLesioni agli edifici ed alcuni crolli, la maggior parte degli edifici è comunque subito agibile. Tra gli edifici inagibili vi è il Palazzo Municipale, le funzioni comunali sono parzialmente trasferite presso il Centro di Coordinamento Comunale (C.O.C.) istituito per fronteggiare l’emergenza, sito presso la sede della Scuola Materna di Madonna della Strada in via Roma: Tel: 0862/717040 – Fax: 0862/717541. Presso il Campo sfollati n. 1 di Scoppito è presente l’Ufficio Anagrafe provvisorio.
Gli edifici verificati alla data del 02/05/2009 sono 525: agibili al 68,95%; per l’11,05% sono temporaneamente inagibili (ripristinabili con rapidi interventi di consolidamento); il 4,38% è parzialmente agibile; il 12,19 è totalmente inagibile; il 2,86% inagibile per “rischio esterno”; lo 0,57% degli edifici è da rivedere (dati al 02/05/2009 fonte Comune Scoppito)
Scurcola MarsicanaL’AquilaLievi danneggiamenti ai muri ed al tetto della chiesa di S.Antonio da Padova e lesioni minime ad alcuni edifici privati del centro storico.
SecinaroL’AquilaCaduta di alcuni muri e danni alla chiesa di San Nicola.[67]
SulmonaL’Aquila77 edifici inagibili fra sedi di uffici o enti, chiese e case, in maggioranza non abitate. Qualche decina di sfollati.[85] Lesioni vistose in alcuni palazzi di Piazza del Carmine, crollo del cornicione della Chiesa di Santa Caterina. Inagibili alcuni edifici scolastici, alcune abitazioni, la chiesa di San Filippo Neri. Lesioni di minor entità in diversi edifici del centro storico, tra cui il complesso architettonico della Santissima Annunziata.1*
Tione degli AbruzziL’AquilaCase crollate, crepe e lesioni in altri edifici.
TornimparteL’AquilaOltre 120 edifici inagibili, tra cui varie chiese e il palazzo municipale. Prevista la costruzione di circa 50 casette di legno per ospitare le famiglie sfollate. Gravemente danneggiato il ponte San Giovanni, collegamento principale del comune con la Strada Statale 17[86]2
Villa Sant’AngeloL’AquilaCrollato il 90% degli edifici,[81] 95% della popolazione ferita, 17 vittime su 436 abitanti, servizi telefonici e cellulari fuori uso, connessione e sistema Internet completamente distrutto. Crollo della parte posteriore della chiesa di San Michele. Crollo di parte della muratura posteriore e del campaniletto della chiesa della Madonna della Prata. Danni e crollo parziale del campanile della chiesa parrocchiale[65]17
BisentiTeramoLesioni ad alcune abitazioni; qualche crepa alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e alla sede del municipio, precauzionalmente chiusi.
CampliTeramoPericolante il campanile della chiesa di Collicelli;[68]
CastelliTeramoNumerosi edifici lesionati. Centro storico parzialmente evacuato. Danni ingenti al patrimonio storico artistico.
ColledaraTeramoCrepe all’interno del Municipio. La frazione medievale di Castiglione della valle quasi completamente distrutta. Numerose abitazioni lesionate.
Montorio al VomanoTeramoLesioni a numerose abitazioni del centro storico. La frazione Faiano quasi completamente distrutta. Numerose abitazioni lesionate.
NeretoTeramoDichiarata inagibile l’antica chiesa intitolata al patrono del paese San Martino di Tours, tra le più antiche dell’Abruzzo, che era stata restituita al culto nel 1998 dopo una prolungata fase di restauro.
PietracamelaTeramoCrolli di vecchi edifici, muri a secco e comignoli.Famiglie sfollate.
Penna Sant’AndreaTeramoParte della Statale 81 chiusa nei pressi della chiesa di Santa Maria del Soccorso che viene chiusa a causa di alcune pericolose e visibili lesioni;
TeramoTeramoInagibili il palazzo del Comune e della Provincia.Qualche edificio lesionato, crollo parziale del campanile della chiesa dello Spirito Santo; nel comune di Teramo 54 edifici sono stati dichiarati inagibili e 40 parzialmente inagibili, per quanto riguarda invece la provincia di Teramo 180 edifici sono stati dichiarati inagibili e 27 parzialmente inagibili e per 154 vengono suggeriti approfondimenti tecnici,[87] traslazione dell’asse del campanile di San Domenico; crollo del soffitto della chiesa di Poggio Cono[68]
ChietiChietiProfonde e pericolose crepe nella cupola circolare dell’altare maggiore della cattedrale di San Giustino, nelle arcate, in un cornicione che nei giorni successivi continua ad abbassarsi, in alcune scale disconnesse e, nell’ingresso, profonda crepa che si allunga, attraversando l’organo, fino al rosone maggiore[88]; gravi danneggiamenti a Palazzo d’ Achille (sede del Municipio)[89]; lesioni diffuse al palazzo del Tribunale in centro storico, di cui è stata disposta l’immediata chiusura; lesioni alla chiesa di San Francesco al Corso e sua chiusura; danni alla rete idrica; calcinacci emessi dalla cupola; lesioni in un condominio interamente evacuato.[90] Vari danneggiamenti sono stati inoltre registrati anche in scuole (tra cui la scuola elementare Nolli e la scuola media Vicentini che subito sono state chiuse) e in diverse zone del resto della Provincia. La cattedrale e le chiese danneggiate sono poco dopo tornate agibili, il Palazzo Comunale è in via di restauro. Variato il percorso della Processione del Cristo Morto.
Fara Filiorum PetriChietiDanni alla chiesa del Santissimo Salvatore e ad alcune abitazioni nel centro storico.
Francavilla al MareChietiChiusa per misura precauzionale la chiesa di San Franco.
GuardiagreleChietiAlcune case lesionate, lesioni alla chiesa di San Nicola Greco e crollo parziale del tetto di palazzo Mucci.
MiglianicoChietiAlcune case lesionate, crollo parziale del campanile della chiesa di San Pantaleone.
Ripa TeatinaChietiAlcune case lesionate, lesioni alla chiesa di Santo Stefano e Convento Francescano.
BrittoliPescaraAlcune case lesionate e crolli; crollo del Palazzo baronale.[68]
Bussi sul TirinoPescaraAlcune case lesionate, centro storico evacuato con maggioranza degli edifici inagibili.
Castiglione a CasauriaPescaraLesioni alla basilica di San Clemente.[91]
Civitella Casanova e frazioniPescaraGravissimi danni alla chiesa madre, inagibile, soprattutto al campanile che è stato rimosso per precauzione. Danni al centro storico del paese completamente evacuato con seri danni nelle abitazioni, in particolar modo in quelle nella zona della piazza della chiesa madre, dove i residenti hanno visto l’aprirsi di muri e lo spostamento dei tetti durante i tragici minuti del sisma.
FarindolaPescaraAlcune case lesionate, lesioni e crepe anche nella scuola.
Loreto AprutinoPescaraCrollato il campanile della chiesa di San Francesco,[92] chiusa per inagibilità anche la chiesa di San Pietro e il municipio,[93] lesioni a varie abitazioni.
PescaraPescaraLievi danni alla rete idrica ed alcuni condomini leggermente lesionati.
PianellaPescaraDanni a molti edifici, in particolare a quelli del centro storico. Consistenti danni alle chiese di San Domenico, della Madonna del Carmine. Inagibile la Parrocchia Sant’Antonio Abate.[94]
PennePescaraLe chiese storiche lesionate,[95] 200 edifici controllati, la scuola Statale d’arte inagibile, 4 case sono state demolite per precauzione.
PopoliPescaraVari crolli e lesioni in edifici del centro storico (come la chiesa di San Domenico, destinata alla demolizione o la sede del Comune, dichiarata inagibile), danni alla rete idrica, danni alla viabilità (chiusi i ponti verso Vittorito e verso le Svolte), danni rilevanti alle attività produttive (interrotta la produzione alla Gran Guizza per danni all’impianto di pescaggio ed alla palazzina degli uffici).
Torre de’ PasseriPescaraMolte abitazioni danneggiate. Lesioni alla chiesa parrocchiale, totalmente inagibile. Gravi danni alle strutture di Palazzo Mazzara-Gizzi.[96]
Lazio Lazio
MontelanicoRomala chiesa di San Pietro è gravemente lesionata con danni alle volte, al catino absidale e nelle cappelle laterali lesioni più consistenti lungo le pareti e le volte, colpito anche il campanile che presenta lesioni verticali lungo le pareti,.
RomaRomaLesioni alle Terme di Caracalla, ad un condominio e ad una scuola.[60]1*
AntrodocoRietiLesioni alla Sala conferenze di Sant’Agostino, alla scuola media e ad una decina di abitazioni private.[97]
BorgoroseRietiDanni nelle strutture pubbliche, nell’ufficio dei servizi sociali, e nelle chiese di tutte le frazioni.[97]
FiamignanoRietiLesioni all’edificio comunale e a diverse abitazioni private. Una casa sfollata.
PescorocchianoRietiDanni nelle strutture pubbliche, in alcuni edifici dei centri storici e nelle chiese di tutte le frazioni.
RietiRietiLesionati alcuni edifici e abitazioni.
FiuggiFrosinoneLesioni ad alcuni edifici nel centro storico e nella zona termale.
Giuliano di RomaFrosinoneCaduta di intonaci esterni ed interni nella chiesa di Santa Maria maggiore, appena restaurata. Alcune crepe nelle abitazioni del borgo medievale.
SoraFrosinoneEvacuato un palazzo nella città.
Isola del LiriFrosinoneLeggere scosse su tutto il tessuto urbano senza danni.
VeroliFrosinoneAccentuazione vistosa di crepe nell’abside della basilica di Santa Maria Salome, rimasta chiusa per alcuni giorni.
Villa Santo StefanoFrosinoneLesione alla chiesa di Santa Maria.
TriviglianoFrosinoneLesione alla chiesa di Santa Maria Assunta.
OrteViterboLesioni all’ex ospedale nel centro storico causato da crolli di calcinacci e crepe.[98]
Marche Marche
Ascoli PicenoAscoli PicenoLesionate e chiuse precauzionalmente la chiesa di Santa Maria della Carità e la chiesa di Sant’Angelo Magno nel centro storico.[99]
Castel di LamaAscoli PicenoLievemente lesionata e chiusa precauzionalmente la chiesa di Santa Maria in Mignano.
OffidaAscoli PicenoLievemente lesionata la chiesa della collegiata: si sono staccati dalla cupola piccoli pezzi di intonaco.
Umbria Umbria
TerniTerniLievi lesioni alla cappella della chiesa di San Francesco (quasi distrutta durante i conflitti mondiali) e venature sul Palazzo del Comune.[100]

(*) morto per infarto dovuto alla scossa di terremoto, non per danno causato da quest’ultimo.

Funerali

Un momento della cerimonia funebre

Il 10 aprile sono avvenuti i funerali di stato di 205 delle 308 vittime accertate alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza a Coppito dell’Aquila alla presenza di 1.600 familiari e 5.000 persone. I funerali sono stati officiati dal segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone e dal vescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari. Il segretario di stato Vaticano ha ricevuto la dispensa e gli oli santi da papa Benedetto XVI per celebrare la messa durante il venerdì santo, inoltre il papa ha inviato il suo segretario personale, Georg Gaenswein a leggere un suo messaggio all’inizio della cerimonia.[101][102]

All’interno della scuola campeggia, ben visibile, il motto latino della Guardia di Finanza Nec recisa recedit, che letteralmente significa neppure spezzata retrocede[103].

Alla cerimonia erano presenti il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera dei deputati Renato Schifani e Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, alcuni membri dell’opposizione, Dario Franceschini con Piero Fassino, Paolo Ferrero, Rosy Bindi, Franco Marini, Paolo Cento e Lorenzo Cesa. Inoltre era presente il ministro dell’Interno Roberto Maroni con i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti,[104] l’ex presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi,[105] il presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci.[106]

Durante la cerimonia, Il Cardinal Tarcisio Bertone ha ricordato il capo squadra esperto dei vigili del fuoco, Marco Cavagna di Treviolo (BG), tragicamente scomparso durante i soccorsi ai terremotati[107]. Cavagna lascia la moglie e 2 figli di 6 e 10 anni. Nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2009, per il settantesimo anniversario di fondazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Giorgio Napolitano consegna alla moglie la medaglia d’oro al valore civile[108].

Dopo la cerimonia cristiana c’è stato il rito islamico per i sette morti musulmani officiato dall’imam e presidente dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in ItaliaMohammed Nour Dachan.[109]

Fasi dell’emergenza

L’evento nell’immediato ha comportato un dispiegamento notevole di forze di polizia, mezzi di soccorso aerei e terrestri di vigili del fuoco, protezione civile ed esercito. Le fasi dell’emergenza sono state suddivise in una prima fase costituita dagli immediati e successivi soccorsi ai coinvolti, una fase costituita dalla realizzazione e gestione delle tendopoli ed una dalla realizzazione delle case provvisorie per quanto riguarda l’emergenza abitativa e in ultimo quella della messa in sicurezza degli edifici lesionati e della successiva ricostruzione. Subito dopo la prima e la seconda fase dell’emergenza la Protezione Civile interdice al transito pedonale, per motivi di sicurezza, diverse zone colpite dal sisma, dal centro storico dell’Aquila ai centri limitrofi maggiormente coinvolti, etichettandoli come “zona rossa”.

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Misure immediate

I provvedimenti di sicurezza presi immediatamente in seguito al sisma sono stati molteplici. Chiusura completa del tratto autostradale dell’A24 compreso tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni, del tratto Roma-Tornimparte al traffico di mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate ed un tratto della Tiburtina Valeria da Corfinio verso Romaper verificare la stabilità di alcune strutture. Il Governo ha approvato in breve tempo un decreto che stabilisce lo stato di emergenza nazionale, attribuendo la qualifica diCommissario per l’Emergenza a Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile; sono state predisposte le attivazioni delle unità di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, la definizione delle linee logistiche e lo stanziamento, in seguito, dei fondi per la ricostruzione della città.

Edificio lesionato a San Martino d’Ocre

La Protezione Civile ha raccomandato nell’immediato e nei giorni a seguire di non mettersi in viaggio verso l’Abruzzo o verso Molise,Umbria e Marche per non intralciare i mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. La stessa ha inoltre lanciato un’allerta sismica della durata di 4 settimane, sconsigliando alle popolazioni colpite di rientrare durante questo lasso di tempo nelle abitazioni rimaste indenni o leggermente lesionate, per la possibilità di repliche di eguale o addirittura superiore potenza.

Sono arrivati all’Aquila sin dal primo mattino, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, il presidente della RegioneGiovanni Chiodi e alcune colonne di automezzi della Protezione Civile. Nel pomeriggio sono arrivati il Presidente del Consiglio dei ministriSilvio Berlusconi, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.

Diffusione mediatica

I mass media hanno offerto un’ampia copertura dell’accaduto con le reti televisive nazionali e locali che hanno presentato in diretta gli avvenimenti già meno di un’ora dopo l’accaduto. Si tratta verosimilmente dell’evento sismico meglio seguito e documentato in Italia in tal senso grazie anche all’ampia diffusione di notizie, filmati, interviste, report fotografici via web grazie alla rete Internet.

Tra i coinvolti del sisma c’è anche Giustino Parisse, giornalista locale del quotidiano abruzzese Il Centro, che, nella perdita dei due figli e del padre nel disastro di Onna, diventerà uno dei simboli della tragedia aquilana continuando il suo prezioso lavoro di denuncia e approfondimento giornalistico nei mesi a seguire su varie testate giornalistiche nazionali e in varie testimonianze/interviste nelle emittenti televisive locali e nazionali.

Effetti economici

Oltre ai danni materiali su edifici pubblici, privati e storico-artistici, si aggiungono danni rilevanti di natura economica all’impianto produttivo aquilano: molti negozi e attività commerciali sono messe fuori uso con forti ripercussioni occupazionali a breve, medio e lungo termine. Colpite anche le aziende del polo tecnologico elettronico (es. Alenia), con strutture operative inagibili, che migrano parzialmente la loro attività nelle sedi di Roma[110].

L’Aquila, città universitaria, rischia seriamente l’abbandono di gran parte degli studenti e la perdita di tutti gli introiti economici da essi derivanti: in particolare l’Università degli Studi dell’Aquila, in accordo con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, vara successivamente misure contro l’abbandono degli studenti quali il blocco delle imposte universitarie per immatricolazioni[111]. Nuove strutture provvisorie per studenti, compresi luoghi di intrattenimento, sorgeranno poi in zone della città non particolarmente colpite.

A fronte di tale situazione il Governo vara sia un sussidio per l’autonoma sistemazione per chi ha perso la casa, sia un sussidio di disoccupazione per la perdita del lavoro. Come ulteriore contromisura l’evento ha comportato il blocco del pagamento delle imposte da parte dei residenti dell’area colpita come previsto dal piano di intervento e ricostruzione del Governo e come accaduto in passato per altri terremoti italiani. Si tenterà poi di risollevare l’economia locale appoggiandosi il più possibile ad aziende e cooperative locali per la fornitura di materiali e opere utili alla ricostruzione.

Decreto Abruzzo

Nel cosiddetto decreto Abruzzo, approvato dopo la Pasqua del 2009, sono state previste misure per fronteggiare l’emergenza terremoto:

  • Sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e del premio delle assicurazioni contro infortuni e malattie professionali per quanto riguarda i lavoratori autonomi, che verranno anche indennizzati dallo Stato con 800 euro al mese, per tre mesi.
  • Contributo fino a 400 euro al mese per le famiglie degli sfollati (100 euro a persona), 500 se in presenza di persone oltre i 65 anni o portatrici di handicap, 200 se il nucleo familiare è composto da un’unica persona[112].
  • Sospensione per 2 mesi del pagamento delle utenze telefoniche, idriche, elettriche e del gas.
  • Sospensione per 4 mesi del pagamento delle rate dei mutui da parte degli sfollati.
  • Istituzione di conti correnti sotto l’egida del Dipartimento della Protezione Civile, per ricevere le donazioni.
  • Deroga all’obbligo dei 200 giorni per salvare l’anno scolastico.[113]
  • Immediati aiuti per 70 milioni di euro.
  • Fornitura, senza procedure burocratiche, di farmaci salvavita per patologie croniche e acute e in generale di ogni farmaco con necessità di ricetta medica.
  • Invio di 700 militari per contrastare lo sciacallaggio.[114]

Il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2009 e recante: “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile” contiene una serie di misure volte al finanziamento degli interventi della prima fase di gestione dell’emergenza e delle successive fasi di ricostruzione.

Successivamente il Governo stanzia 14,767 miliardi di euro per la ricostruzione, stimata in 10 anni[115], di cui 4.3 miliardi destinati alla ricostruzione di edifici privati e 10 miliardi per gli edifici pubblici[116]. Effettivamente, al febbraio 2010, nelle disponibilità del Commissariato Delegato per la Ricostruzione risultano 3,13 miliardi, di cui 1,40 miliardi erogati nel corso dello stesso anno[117].

Sciacallaggio

Nei giorni successivi al disastro si sono verificati alcuni episodi di sciacallaggio, come riferito dal capo della Polizia Antonio Manganelli a SkyTg24:[118] furto di oggetti di valore nelle case semidistrutte; furto di generi alimentari; vendita di generi alimentari a prezzi spropositati, come gli episodi della vendita di benzina a 5 euro al litro e di carne a 80 euro al chilogrammo.[119] A contrastare il fenomeno è stato chiamato in causa l’esercito con azioni durature di pattugliamento e supervisione delle aree maggiormente a rischio come ad esempio la “zona rossa” del centro storico dell’Aquila e i centri limitrofi maggiormente coinvolti e l’istituzione parallela di un’apposita squadra antisciacalli guidata dal vicequestore aggiunto Massimo Capozza, composta da 90 agenti, in pattuglie di 5 poliziotti.[120]

La “falsa” Protezione Civile[

In svariate città come Teramo, Rieti, Avezzano, Tivoli, Sora si sono verificati anche episodi di sciacallaggio telematico: fingendosi ufficiali delle forze dell’ordine o delle istituzioni, furfanti invitavano la cittadinanza, tramite sms, internet o telefono, ad abbandonare il luogo in cui si trovavano asserendo l’imminenza di una scossa sismica.[121] Sono stati registrati anche alcuni casi di false raccolte fondi per le vittime[122].

Oltre agli sciacalli all’Aquila la Polizia ha dovuto sgominare una banda di “falsi protettori civili” poiché la mattina del 13 aprile 2009 andavano, muniti di megafoni, a svegliare la popolazione del quartiere Prati a Roma, con un’auto fasulla della Protezione Civile allarmandoli di un imminente terremoto che avrebbe colpito la capitale.[123][124]

Un evento simile si è verificato a Tempera il giorno 28 aprile, creando allarmismi nella popolazione. Numerose persone rientrate nelle loro case non lesionate, sono di nuovo uscite nei campi in preda al panico[125]

Azioni di solidarietà

Aiuti dall’Italia

Molte compagnie italiane hanno offerto in vari modi il loro aiuto. Tutte le compagnie di telefonia mobile italiane (Telecom Italia Mobile,[126] Vodafone Italia,[127] Wind,[senza fonte]H3G[senza fonte]), e vari operatori virtuali di rete mobile,[128] hanno inviato minuti gratis di telefonate e ricariche a tutti i loro clienti in Abruzzo ed esteso la propria copertura con stazioni di ricezione addizionali per poter servire le tendopoli. Inoltre, alcune compagnie hanno spedito telefoni cellulari e SIM Card a coloro che avevano perduto i propri cellulari, e adottato un unico numero nazionale cui fare donazioni effettuando una chiamata o spedendo un SMS. Poste Italiane ha inviato nei campi alcune unità mobili con funzione di ufficio postale, per permettere agli sfollati di depositare o ritirare denaro dal proprio conto.[129] Inoltre molte altre compagnie, come la pay-tv SKY Italia, hanno sospeso il pagamento delle bollette per tutti i clienti abruzzesi e offerto alcuni decoder alle tendopoli per permettere agli sfollati la visione dei funerali e delle ultime notizie.[130] Ferrovie dello Stato ha messo a disposizione dei senzatetto alcuni vagoni letto e offerto biglietti gratuiti per tutte le persone e gli studenti in Abruzzo.

L’AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) ha dichiarato di aver soppresso il pedaggio a tutte le strade abruzzesi.[131] Il C N I (Consiglio Nazionale Ingegneri) ha manifestato alla protezione civile la disponibilità di tecnici liberi professionisti ad effettuare servizio volontario per i rilevamenti e le schedature post-terremoti degli immobili. Al 2 ottobre 2009, oltre ai tecnici inviati in supporto da vari enti ed uffici del Genio Civile, hanno prestato la loro opera circa 500 Ingegneri di tutta Italia, in turni di una settimana. Le operazioni di sopralluogo non sono ancora concluse.[132] Anche le varie strutture regionali della Protezione Civile hanno raccolto le disponibilità, coordinato ed inviato tecnici per le operazioni di rilievo del danno, verifica di agibilità degli edifici e progettazione dei primi interventi di sostegno delle strutture pericolanti. La prima domenica dopo Pasqua, il 19 aprile, la CEI promosse una colletta in tutte le parrocchie italiane, da destinare alla Caritas per gli aiuti ai terremotati (in quell’occasione furono raccolti 27 milioni di euro).[133] Questo denaro si aggiunse ai cinque milioni di euro messi a disposizione dalla Conferenza episcopale immediatamente dopo il sisma.[134].

Aiuti internazionali

Inizialmente, il premier italiano Silvio Berlusconi ha rifiutato gli aiuti stranieri, affermando che gli Italiani sono “persone orgogliose” con risorse sufficienti per fronteggiare l’emergenza.[135] In seguito il governo ha accettato gli aiuti americani: Berlusconi ha ricevuto «una lunga telefonata» da parte del presidente statunitense. «Il presidente Usa – ha spiegato il Cavaliere – mi ha detto che gli Stati Uniti sono a disposizione per qualunque esigenza e che il popolo e il governo americano ci sono vicini». Berlusconi ha aggiunto: «Se gli Stati Uniti vorranno dare un segno tangibile della loro vicinanza all’Italia potranno prendersi la responsabilità della ricostruzione dei beni culturali e delle chiese; noi saremo lietissimi di avere questo sostegno, questo contributo alla ricostruzione»;[136] Berlusconi ha suggerito agli USA di ricostruire un «piccolo quartiere di un paese o un borgo».[137] Hanno offerto il proprio aiuto[138] Austria, Brasile, Città del Vaticano[139], Croazia, l’Unione europea, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Slovacchia, Israele,Portogallo,[140] Iran,[141] Macedonia,[142] Messico,[143] Russia, Serbia,[144] Slovenia,[145] Svizzera,[146] Tunisia, la Mezzaluna rossa turca,[147] l’Ucraina,[148] e gli Stati Uniti d’America.[149] Aiuti e prove di solidarietà sono venute anche da parte di varie organizzazioni, compagnie, club sportivi e celebrità, tra cui l’ACF Fiorentina,[150] Carla Bruni,[151]Madonna,[152] Bunny Wailer,[153] S.S.C. Napoli,[154] Zastava[155] e la Fiat.[156]

Venerdì 20 novembre 2009, Paweł Samecki, Commissario Ue agli aiuti umanitari, e Guido Bertolaso, Commissario delegato per l’emergenza terremoto nella Regione Abruzzo e capo della protezione civile, hanno firmato a Bruxelles l’accordo che conferma l’assegnazione di 493,7 milioni di euro provenienti dal Fondo di solidarietà Ue, per aiutare la ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal terremoto dell’aprile scorso.[157] Samecki ha affermato che «È l’aiuto più importante accordato dal Fondo di solidarietà dalla sua creazione, nel 2002. Questa allocazione è proporzionata alla vastità dei danni subiti dall’Italia. La priorità è di rialloggiare e sostenere le migliaia di persone rimaste senza casa in seguito ad una catastrofe senza precedenti».[158][159]

Gestione dell’emergenza abitativa

Inizialmente le richieste di indennizzo per danni subiti alle prime case eccedono il numero di nuclei familiari nell’intera zona del cratere, per le quali si rende dunque necessaria una verifica diretta di agibilità tramite le ispezioni degli addetti della Protezione Civile: tutti gli edifici vengono classificati su una scala di agibilità a partire dalla classe A (agibili) alla classe F (da demolire) passando per classi intermedie a vari livelli di danno[160]. Dai sopralluoghi effettuati in 73.484 edifici, pubblici e privati, il 48,1% (35.379 edifici) risulta inagibile. Per quanto riguarda L’Aquila, i danni maggiori si presentano nel centro storico, soprattutto rione di San Pietro, e nei quartieri di Pettino, Santa Barbara e Valle Pretara. Il centro storico, di fatto totalmente inagibile, è stato dichiarato “Zona rossa” ed è quasi totalmente a divieto d’accesso[161]. La Protezione Civile ha disposto la suddivisione delle inagibilità in sottoclassi per definirne meglio la complessità d’intervento e le agevolazioni economiche predisposte.

ClasseDescrizioneEdifici privatiEdifici pubbliciTotale
AAgibile36.9241.18138.105
BTemporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento8.9314679.398
CParzialmente inagibile1.905731.978
DTemporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento56733600
EInagibile19.10540519.510
FInagibile per cause esterne3.827663.893

Dati Protezione Civile[162]

Il 1º dicembre 2009, a quasi otto mesi dal sisma che ha sconvolto la provincia dell’Aquila, sono state chiuse ufficialmente tutte le tendopoli allestite per gestire l’emergenza: le ultime 13 persone che vivevano ancora nelle tende sono state infatti sistemate in alberghi e nella caserma Campomizzi a L’Aquila[163][164]. Sempre alla stessa data, risultavano circa 18.000 persone distribuite tra alberghi e case private nell’Aquilano e nelle altre province, oltre 1.500 ospitate tra la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito e la caserma Campomizzi, altre 6.700 nelle abitazioni antisismiche del progetto C.A.S.E. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (M.A.P.) nei paesi della provincia dell’Aquila[165][166].

A L’Aquila sono state presentate da parte di residenti o domiciliati circa 12500 domande[senza fonte] per il contributo di autonoma sistemazione, un sussidio previsto dal governo, per coloro che hanno provveduto a trovarsi autonomamente una sistemazione senza utilizzare le strutture messe a disposizione della protezione civile.

Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani negli appartamenti del Progetto C.A.S.E., altri 2.053 nei Map (moduli abitativi provvisori), mentre più di tremila cittadini si sarebbero affidati al circuito dei fondi immobiliari dell’assistenza, dei contratti concordati, e 27.316 che hanno invece scelto la sistemazione autonoma presso amici e parenti[167].

Progetto C.A.S.E.

Il 23 aprile 2009 il Consiglio dei Ministri no. 46, svoltosi all’Aquila, approvando un pacchetto di misure di emergenza approvava anche la progettazione e realizzazione, nei comuni terremotati, di moduli abitativi destinati ad una utilizzazione durevole e rispondenti a caratteristiche di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione dalle azioni sismiche, nonché delle opere di urbanizzazione e dei servizi connessi, al fine di garantire adeguata sistemazione alle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili[168]. Il 16 maggio 2009 la Conferenza dei Servizi della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili)[169], un progetto con lo scopo di fornire al più presto un alloggio ancorché provvisorio, ma di media qualità. Obiettivo del Piano C.A.S.E. era quindi la realizzazione entro 5 – 6 mesi, prima dell’arrivo dell’inverno, di nuove abitazioni antisismiche procedendo contemporaneamente allo smantellamento progressivo delle tendopoli realizzate nelle fasi dell’iniziale emergenza abitativa e al rientro degli sfollati alloggiati altrove. Le tecniche antisismiche adottate per tali complessi abitativi comprendono quelle dell’isolamento sismico, quasi del tutto innovative per il territorio italiano.

Il 29 settembre il Presidente del Consiglio Berlusconi ha consegnato i primi appartamenti del progetto C.A.S.E.[170], 400 alloggi[171] antisismici nel nuovo quartiere di Bazzano[172]. La consegna dei primi alloggi ai terremotati, avvenuta in diretta televisiva, è stata al centro di un’inchiesta dell’Espresso;[173].

Il 17 novembre 2009 l’intervento del governo per far fronte all’emergenza abitativa è stato elogiato dal New York Times[174], puntualizzando poi gli interventi ancora da attuare per riportare L’Aquila alla normalità: «i problemi sono ben più profondi. Il terremoto ha distrutto l’economia della regione. Migliaia di attività commerciali sono chiuse. Quasi un quarto di 80.000 residenti di L’Aquila riceve l’indennità di disoccupazione di governo, dicono i funzionari, mentre più di 20.000 sono sparsi intorno alla regione in alloggiamento provvisorio»[175].

Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani alloggiati negli appartamenti del Progetto C.A.S.E.[176] Al 13 agosto 2010 il Progetto C.A.S.E. è costato € 809.000.000 su € 1.086.000.000 finanziati (€ 700.000.000 di origine governativa, € 36.000.000 da donazioni e € 350.000.000 provenienti dall’Unione Europea) per la costruzione di 4.449 appartamenti alloggianti circa 15.000 persone con un costo totale al m² di € 1.368[177].

Progetto M.A.P.

Il Progetto M.A.P., avviato nel settembre 2009, consiste nella realizzazione di prefabbricati in legno nel quale ospitare la popolazione nell’attesa della ricostruzione delle abitazioni in muratura. Il piano è stato applicato in diverse frazioni dell’Aquila e in tutti gli altri comuni.

Il 15 settembre 2009 è stato inaugurato ad Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal sisma e sono state consegnate le prime villette agli sfollati[178]: 93 “moduli abitativi provvisori” (M.A.P.), fabbricati in legno, «rifiniti e accoglienti» come li ha definiti il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, pagati 5,2 milioni di euro ricevuti dalle donazioni alle Croce Rossa, fabbricati in Trentino e montati in Abruzzo dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento[179]. In questa occasione, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso hanno deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Successivamente, sempre ad Onna è stato inaugurato l’asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa di Ingegneria morta per il crollo dell’abitazione in cui risiedeva in Via XX Settembre, che aveva realizzato il progetto della struttura[180]. Altre strutture similari a quelle di Onna sono stati poi realizzati a San Gregorio e nei comuni diFossa (ricostruita dall’Associazione Nazionale Alpini, con la realizzazione del vilaggio Map di 33 vilette e di una chiesa interamente realizzata dall’Ana nazionale con un impegno finanziario di oltre 3 milioni di euro), San Demetrio ne’ Vestini e Villa Sant’Angelo mentre altri sono previsti a Barisciano e Poggio Picenze[181]. Recentemente si è poi discusso della realizzazione di ulteriori 300 moduli abitativi ad uso degli studenti fuori sede dell’Università dell’Aquila[182].

Il 17 giugno 2010 i M.A.P. della frazione aquilana di San Gregorio realizzati dal gruppo Rubner hanno vinto il Social Housing Awards 2010 in virtù dei tempi di realizzazione (36 giorni per 220 abitazioni) e del costo di costruzione (733 €/m², circa un quarto del costo del Progetto C.A.S.E.)[183].

Le cifre

Dallo studio «Trent’anni di terremoti italiani- Analisi comparata sulla gestione delle emergenze» a cura di Stefano Ventura, emerge che lo Stato pagò € 7.889 euro per ogni sfollato a causa del terremoto dell’Irpinia ed € 23.718 per ogni sfollato a causa del terremoto dell’Abruzzo (dati aggiornati al settembre 2010)[184].

Ricostruzione

Successivamente al sisma e alla fase dell’emergenza abitativa si apre il problema della ricostruzione.

La ricostruzione dei centri storici appare sin dall’inizio complicata in virtù dell’elevato grado di lesione degli edifici storici; lo stesso puntellamento diventa un’operazione delicata, complicata, lenta e costosa. Si parla allora sin dai primi giorni successivi all’evento di costruzione di New Town nella periferia aquilana, peraltro in parte realizzatasi con il successivo progetto C.A.S.E. per l’emergenza abitativa, ma gli aquilani e il comune dell’Aquila, nel timore che il nucleo della città possa diventare una “città-museo”, si oppongono all’idea con pressanti richieste per la ricostruzione e il recupero del centro storico organizzandosi ben presto in comitati per la ricostruzione[185].

La ricostruzione, suddivisa anch’essa in varie fasi, di fatto ha inizio ufficialmente circa un anno dopo con le prime demolizioni, il puntellamento degli edifici lesionati/pericolanti già dai primi mesi dopo l’evento e la risistemazione degli edifici classificati A, B e C.

Successivamente, sul fronte della “ricostruzione pesante”, si apre il gravoso problema della rimozione e smaltimento di più di un milione di tonnellate di macerie nel centro storico dell’Aquila, per le quali vincoli di Legge e mancanza di depositi di stoccaggio e smaltimento ne hanno ulteriormente ritardato la rimozione posticipando l’inizio della ricostruzione vera e propria. Il ritmo di smaltimento delle macerie è così lento che alcune stime portano ad intervalli temporali anche di decine di anni[186]. A tal proposito estremamente simbolica e significativa è stata la cosiddetta protesta delle carriole messa in atto in varie occasioni dagli aquilani per protestare sulla situazione di stallo nella ricostruzione, vuoi anche per i finanziamenti promessi che inizialmente continuavano a giungere a rilento[187]. In virtù di ciò i tempi e i costi della ricostruzione, inizialmente stimati in almeno 10 anni e 10 miliardi di euro, sembrerebbero destinati a lievitare.

Successivamente il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dà le dimissioni dall’incarico comunale salvo poi ritirale dopo aver ottenuto un maggior peso dell’amministrazione locale sulle decisioni e in generale sulla governance della ricostruzione affidata come commissario al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e al suo vice[188].

A gravare sui tempi della “ricostruzione pesante” sono fondamentalmente anche lentezze burocratiche a livello locale e la complessità dei piani di intervento e ricostruzione da realizzare da parte delle ditte private, soggetti a loro volta alle consuete e rigorose procedure di appalto pubblico[189].

In virtù di ciò a due anni dal sisma il centro storico non è ancora stato completamente riaperto al transito pedonale (aperti solo i percorsi principali) sia per la faticosa rimozione delle macerie sia per la messa in sicurezza degli edifici lesionati nelle strade e vicoli più stretti, sforando così le iniziali previsioni fornite per questa fase della ricostruzione. Tra maggio e giugno 2011 si sono svolti una serie di incontri istituzionali per stabilire definitivamente tempi e costi della ricostruzione della città e da prime stime presentate dal sindaco Cialente i costi della ricostruzione sarebbero di circa 4,3 miliardi di euro a fronte di una spesa prevista di 3,2 miliardi di euro all’indomani del terremoto (stima governativa)[190].

Monumenti e siti archeologici

Gli uffici centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono in costante contatto con il Direttore Regionale per i Beni Culturali dell’Abruzzo e la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell’Abruzzo per avere ogni aggiornamento sui danni al patrimonio artistico.[191]

Inoltre, in sintonia con le operazioni di soccorso in atto, si sta anche coordinando il monitoraggio di musei, monumenti e siti archeologici.

Più in particolare, è stata stilata una lista di 45 monumenti da restaurare, con schede di valutazione e relativo censimento dei danni.[192]

  1. Cattedrale e Palazzo Arcivescovile (L’Aquila, piazza Duomo)
  2. Complesso monumentale e Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L’Aquila, piazzale di Collemaggio)
  3. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Giusta (L’Aquila, piazza S. Giusta)
  4. Complesso monumentale e Chiesa di San Pietro a Coppito (L’Aquila, piazza S. Pietro)
  5. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Maria Paganica (L’Aquila, piazza S. M. Paganica)
  6. Complesso monumentale e Chiesa di San Marciano (L’Aquila, piazza S. Marciano)
  7. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante (L’Aquila, piazza Duomo)
  8. Complesso monumentale e Chiesa di San Biagio d’Amiterno (L’Aquila, via Sassa)
  9. Complesso monumentale e Chiesa di San Marco (L’Aquila, piazza della Repubblica)
  10. Complesso monumentale e Monastero della Beata Antonia (L’Aquila, via Sassa)
  11. Complesso monumentale e Chiesa di San Silvestro (L’Aquila, piazza S. Silvestro)
  12. Complesso monumentale e Chiesa di San Domenico (L’Aquila, piazza S. Domenico)
  13. Complesso monumentale e Chiesa di Sant’Agostino (L’Aquila, via S. Agostino)
  14. Forte spagnolo
  15. Complesso monumentale e Basilica di San Bernardino (L’Aquila, via S. Bernardino)
  16. Convento agostiniano o Palazzo della Prefettura (L’Aquila, piazza della Repubblica)
  17. Palazzo Ardinghelli (L’Aquila, piazza S. M. Paganica)
  18. Palazzo Branconio-Farinosi (L’Aquila, Piazza S. Silvestro)
  19. Palazzo e torre di Madama Margherita (L’Aquila, piazza Palazzo)
  20. Palazzo del Convitto (L’Aquila, portici del Liceo)
  21. Palazzetto dei Nobili (L’Aquila, piazza S. Margherita)
  22. Teatro comunale (L’Aquila, piazza del Teatro)
  23. Palazzo Carli, rettorato dell’Università dell’Aquila (L’Aquila, piazza V. Rivera)
  24. Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati (L’Aquila, corso Vittorio Emanuele II)
  25. Palazzo Persichetti
  26. Oratorio di Sant’Antonio da Padova
  27. Chiesa di Santa Maria del Soccorso
  28. Chiesa di Santa Maria di Roio
  29. Palazzo Quinzi
  30. Area archeologica di Amiternum
  31. Chiesa e catacombe di San Michele (San Vittorino)
  32. Chiesa di Santa Maria della Misericordia
  33. Palazzo Alfieri (L’Aquila, via Fortebraccio)
  34. Chiesa e Oratorio di San Filippo
  35. Complesso monumentale e chiesa di San Gregorio Magno
  36. Chiesa della Concezione (Paganica)
  37. Chiesa di Santa Giusta (Bazzano)
  38. Complesso monumentale e chiesa di Santa Maria della Croce (santuario di Roio)
  39. Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa)
  40. Abbazia di Santa Lucia (Rocca di Cambio)
  41. Torre medicea di Santo Stefano (Santo Stefano di Sessanio)
  42. Complesso monumentale e chiesa di San Clemente a Casauria (Castiglione a Casauria)
  43. Badia Morronese (Sulmona)
  44. Chiesa di Sant’Eusanio a Sant’Eusanio Forconese
  45. Convento di San Giuliano (L’Aquila)

In occasione del Vertice Bilaterale Italo-Francese del 9 aprile 2010 a Parigi, il Ministro dei beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, e il Ministro francese della Cultura e Comunicazione, Frédéric Mitterrand, hanno firmato insieme al Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, e al Ministro francese degli Affari Esteri ed Europei, Bernard Kouchner, l’Accordo intergovernativo per il restauro della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante, all’Aquila. Tale Accordo definisce le modalità organizzative del partenariato tecnico e finanziario costituito al fine di restaurare uno dei più notevoli edifici storici e monumentali dell’Abruzzo tra quelli danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009[193]. La Francia finanzierà la metà dei costi stimati di restauro dell’edificio, dando un contributo fino alla cifra di 3,25 milioni di euro[194].

Il 13 aprile 2010 sotto la Chiesa di Santa Maria Paganica è stata trovata un’antica cappella durante la rimozione delle macerie nel centro storico dell’Aquila[195]. La rimozione e lo smaltimento delle macerie, secondo il commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi,«è stata portata avanti come se nella chiesa fosse in atto uno scavo archeologico e da questa certosina attività fatta su 7 metri di macerie è venuto fuori materiale inedito che risale a prima del terremoto del 1703»

Il 26 aprile 2010 nel corso del vertice italo-russo tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il primo ministro della Federazione Russa Vladimir Putin a Villa Gernetto (Lesmo), il governo russo si è impegnato a stanziare 7,2 milioni di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno a L’Aquila[200][201][202].

Il 16 dicembre 2010 con la riapertura della fontana delle 99 cannelle si è conclusa la prima operazione di restauro di un monumento danneggiato dal sisma. Il lavoro, patrocinato dal Fondo per l’Ambiente Italiano e finanziato tramite donazioni, è costato 750.000 euro[203].

Domani 21/04.2009

Domani 21/04.2009 è una speciale cover della canzone intitolata Domani, scritta e cantata da Mauro Pagani nel 2003 e contenuta nell’album omonimo pubblicato nello stesso anno.

Nel 2009 il brano, ribattezzato con il nuovo titolo, è stato nuovamente inciso e pubblicato su singolo da cinquantasei (incluso lo stesso autore) fra i più popolari cantanti e musicisti della musica leggera e del rap italiani, che hanno dato vita per l’occasione ad un supergruppo battezzato Artisti uniti per l’Abruzzo, in ricordo del terremoto dell’Aquila del 2009, per devolvere interamente i proventi della vendita del disco alla campagna Salviamo l’arte in Abruzzo. I promotori principali del progetto sono stati lo stesso Mauro Pagani, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Tutti gli artisti impegnati nel progetto si sono esibiti a titolo gratuito.

Il brano, trasmesso in radio dalle ore 3:32 del 6 maggio 2009 ad un mese esatto dal terremoto, è stato commercializzato dall’8 maggio negli store digitali, al prezzo di 0,60-0,75 euro, e dal 15 maggio nei negozi, al prezzo di 5,00 euro, in un CD contenente la versione integrale del brano, la versione strumentale e il videoclip.

Amiche per l’Abruzzo

Amiche per l’Abruzzo è stato un mega concerto di iniziativa benefica, voluto e pienamente organizzato dalla popstar Laura Pausini, che si è svolto il 21 giugno 2009 allo Stadio Giuseppe Meazza di San Siro a Milano, dal primo pomeriggio fino a oltre mezzanotte, al quale hanno partecipato di persona sul palco 43 artiste italiane e al quale hanno dato adesione, sotto varie forme, in totale 102 cantanti italiane (solo donne).

All’evento, trasmesso in diretta a reti unificate da 12 network radiofonici italiani per un bacino potenziale di 38 milioni di ascoltatori e a livello mondiale via Internet tramite il web Amiche per l’Abruzzo, hanno assistito dal vivo 60.000 spettatori[1].

Lo scopo dell’iniziativa è stato raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Le madrine della manifestazione sono state Laura Pausini, ideatrice e promotrice del progetto, e le cantanti Giorgia, Gianna Nannini, Elisa e Fiorella Mannoia. Per l’occasione Gianna Nannini, con la collaborazione della scrittrice Isabella Santacroce, ha scritto un brano inedito, Donna d’Onna, che è stato eseguito durante l’esibizione dalle cinque cantanti-madrine[2].

Per la prima volta nella storia della musica leggera italiana un numero così alto di artiste tutte donne si è esibito insieme. Tutti gli artisti, i musicisti, lo staff tecnico e organizzativo e gli operai addetti al palco hanno contribuito operando in maniera totalmente gratuita, senza alcuna retribuzione.

L’evento è stato il primo nella storia ad essere trasmesso in diretta da 12 emittenti radio a copertura nazionale: Radio 101, Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Deejay, Radio Capital, M2o, Radio Kiss Kiss, RTL 102.5, Radio Italia, RDS, Radio 24, oltre che su MTV Italia e Tim Mobile.

Anche le società calcistiche Inter e Milan, beneficiarie dello stadio di San Siro, hanno sponsorizzato l’evento, a cui ha contribuito per la prima volta anche la SIAE, rinunciando a qualsiasi introito derivante dai diritti d’autore.

La manifestazione è stata patrocinata da Pubblicità Progresso, Comune di Milano e Ministero dell’istruzione.

La ONLUS Aiutiamoli a vivere, in collaborazione con la Activision, in occasione dell’evento ha messo all’asta un’edizione speciale della chitarra per la serie di videogiochi Guitar Hero[3].

Relazione del Ministro Fabrizio Barca La ricostruzione dei comuni del cratere aquilano:

  • 2,9 miliardi di euro per gli interventi di emergenza, di cui:
    • 680,1 milioni per la prima emergenza (assistenza popolazione, iniziali demolizioni e puntellamenti, strutture alberghiere (130 mil), spese forze armate, ripresa attività scolastica, personale, anticipazioni ai Comuni)
    • 700 milioni per il Progetto C.A.S.E. (4449 immobili, 12969 persone ospitate) e per i Map (3535 strutture, 7202 ospiti)
    • 493,8 milioni dall’Unione Europea – Fondo di Solidarietà
    • 667 milioni per Emergenze varie e assistenza alla popolazione (Strutture commissariali, convenzioni, contratti enti locali, forze armate, VVFF e altre spese di personale)
    • 82,8 milioni per i Moduli Scolastici ad Uso Provvisorio (32 scuole prefabbricate per 6000 studenti)
    • Altre spese per ripresa attività scolastica, esenzione pedaggi, indennizzi, sospensione pagamenti tasse, attività di soccorso ecc.
  • Sono stati trasferiti 1,96 miliardi per la ricostruzione, di cui:
    • 1,04 miliardi per la ricostruzione di edifici privati sotto forma di mutui erogati indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti ai cittadini con rate a carico del Bilancio dello Stato
    • 736,7 milioni per la ricostruzione di edifici privati erogati con delibere del CIPE attingendo dai Fondi FAS e dal Fondo Strategico
    • 95,7 milioni per la ricostruzione di edifici pubblici
    • 81,6 milioni per la ricostruzione di edifici scolastici

Le donazioni dei privati ammontano a 67,3 milioni, quelle degli Stati esteri a 19,7 milioni. Il costo totale del progetto C.A.S.E. è stato di 833 milioni, quello dei Map di 284 mln.

Restano da rimuovere il 62% delle macerie conseguenti al terremoto e 5,66 miliardi già stanziati dal Governo sono ancora da impiegare (che portano a 10,57 miliardi euro il costo complessivo della ricostruzione)[204][205]. Sono 33.672 le persone che sono state costrette dal terremoto a lasciare la loro abitazione di cui 21.807 alloggiate a carico dello Stato (C.A.S.E., Map ecc.), 11.482 ricevono dallo Stato un contributo di autonoma sistemazione, 383 risiedono in albergo[206].

33.787 persone sono rientrate nella propria abitazione.

Fonte:[207]

 

Nei luoghi del sisma oggi

da la repubblica.it

Sono 424 i cantieri attivi nel comune dell’Aquila, 263 all’interno delle mura cittadine. Per chi percorre le vie del centro, ancora disabitato dopo il sisma del 6 aprile 2009, l’impressione è che qualcosa si muova. Ovunque risuonano i colpi metallici e gli operai popolano i fabbricati puntellati e messi in sicurezza. Eppure, se ci si addentra nei vicoli, le ferite dell’Aquila sono ancora lì. E, a distanza di anni, le foto dimostrano che per gran parte del capoluogo troppo poco è cambiato. Panni stesi fuori dalle finestre da sette anni a prendere sole, pioggia e neve, frigoriferi semivuoti, abbandonati nei cortili e pezzi di vita lasciati senza che nessuno si preoccupi di recuperarli, armadi ancora pieni di vestiti e oggetti di una vita interrotta dal terremoto delle 03:32. Nei vicoli, tra le impalcature e i portoni aperti dei palazzi distrutti, ogni tanto si incontra un cittadino che vaga in cerca dei ricordi.

In queste foto, alcuni edifici danneggiati nel 2009: com’erano due anni fa e come sono nel 2016.

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/04/05/foto/terremoto_l_aquila_2009_-_2016_le_foto_a_confronto-136704117/1/#10

Informazioni su diego80 (1978 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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