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14 aprile 2012 – Pescara, il cuore di Piermario Morosini si ferma per sempre

Ancora abbiamo negli occhi, a 4 anni di distanza, le immagini drammatiche di quel sabato pomeriggio che ci arrivarono dallo stadio Adriatico di Pescara: durante la partita del campionato di serie B tra Pescara e Livorno un giovane che si accascia in campo, i soccorsi inutili e la morte poco dopo. Quel giovane era Piermario Morosini, che a quasi 26 anni (li avrebbe compiuti il 5 luglio) vide spegnersi la sua vita.Quel defibrillatore assente, quei ritardi e le carenze negli interventi, e forse quella vita che poteva essere salvata. Ma con i se e con i ma non si fa nulla.

Biografia

Rimane orfano in giovane età: nel 2001, a 15 anni, perde la madre Camilla e due anni dopo, nel 2003, muore anche il padre Aldo. Nel 2004 si suicida il fratello disabile, e Morosini rimane solo con una sorella anch’ella disabile.[2][3] Il 14 aprile 2012, al 31′ di Pescara-Livorno della 14ª giornata di ritorno del campionato di Serie B, si accascia a terra in seguito a un’improvvisa crisi cardiaca.[4]

Portato in ospedale, il giocatore muore alle 16:45.[5][6][7][8] La gara non viene portata a termine e successivamente la FIGC dispone il rinvio dell’intera giornata di tutti i campionati italiani.[9] La notizia ha avuto risalto in tutto il mondo:[10] in Spagna, per esempio, all’inizio di Real Madrid-Sporting Gijón, è stato osservato un minuto di silenzio al Santiago Bernabéu, mentre il Barcellona è sceso in campo con il lutto al braccio.[11]

Il Vicenza[12] e il Livorno[13] hanno ritirato le maglie numero 25 a poche ore dalla scomparsa. Il Vicenza inoltre ha deciso di intitolare a lui il Centro tecnico di Isola Vicentina.[14] In suo onore è stato istituito un memorial dal titolo La speranza… in un ricordo[15] e gli sono state intitolate la Gradinata dello Stadio Armando Picchi di Livorno[16] e la Curva Sud dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo.[17] Un anno esatto dopo la sua morte gli è stato intitolato il settore ospiti (curva sud) dello Stadio Adriatico di Pescara.[18]

Il 2 luglio 2012 sono stati resi pubblici i risultati definitivi dell’autopsia che confermano i primi sospetti: a causare la morte del giocatore è stata una rara malattia ereditaria, la cardiomiopatia aritmogena.[19][20] Il 10 settembre seguente il sostituto procuratore Valentina D’Agostino ha aperto un’inchiesta a carico del medico sociale del Pescara, Ernesto Sabatini, quello del Livorno, Manlio Porcellini e del medico del 118 di Pescara, Vito Molfese, per il mancato uso del defibrillatore, previsto dalla procedura di pronto intervento, anche per capire se l’apparecchio salvavita avrebbe potuto aiutare il calciatore.

pescara_livorno_morosini_immobile

Morosini contrasta Ciro Immobile, all’epoca attaccante del Pescara, pochi attimi prima di quel malora fatale. La sua squadra stava vincendo 2-0, risultato che sarà confermato nella prosecuzione del 15 maggio.

Carriera

Club

Tifoso della Sampdoria,[22][23] inizia a giocare a calcio presso la Polisportiva Monterosso, squadra di quartiere di Bergamo. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, con la quale nei dieci anni di militanza riesce a vincere uno scudetto Allievi, nel 2005 passa in compartecipazione all’Udinese giocando a 19 anni la prima stagione da professionista, dividendosi tra Primavera e prima squadra, nella stagione 2005-2006, con 5 presenze in Serie A. L’allenatore Serse Cosmi lo fa esordire il 23 ottobre in Udinese-Inter.

Gioca anche 3 partite in Coppa Italia e una in Coppa UEFA: l’ottavo di finale Levski Sofia-Udinese. Nella stagione 2006-2007 passa al Bologna, in Serie B, scendendo in campo in 16 occasioni. Nel luglio 2007, riscattato dall’Udinese, passa al Vicenza, in Serie B. Con la squadra veneta conquista la salvezza contribuendo con 34 presenze e un gol. A fine annata il Vicenza ne riscatta la metà del cartellino, quindi gioca altre 32 partite.

Nell’estate del 2009 l’Udinese riscatta la metà per una somma pari a circa 1,5 milioni di euro. Il 31 agosto 2009 passa in prestito alla Reggina. Il 1º febbraio 2010 passa con la formula del prestito con diritto di riscatto della compartecipazione al Padova.[24] Il 6 febbraio debutta con i biancoscudati in Piacenza-Padova (1-0). Il 23 giugno 2010 il Padova comunica di non aver esercitato il diritto di opzione sul cartellino del giocatore.[25]

Nel gennaio 2011 passa in prestito al Vicenza.[26] Debutta il 7 febbraio nella 25ª giornata da titolare nella partita contro il Livorno vinta per 1-0.[27] Il 31 gennaio 2012 passa in prestito dall’Udinese al Livorno.[28] Debutta l’11 febbraio alla 27ª giornata nella partita contro il Vicenza pareggiata per 1-1, entrando al 67′ al posto di Mirko Bigazzi.[29] Gioca la sua ultima partita il 14 aprile 2012, in Pescara-Livorno della 14ª giornata di ritorno del campionato di Serie B. Al 31′ del primo tempo il giocatore amaranto sviene improvvisamente, provando poi a rialzarsi diverse volte senza riuscirci. È allora che viene dato l’allarme, ma, nonostante i tentativi dei sanitari e soccorritori di rianimarlo, il venticinquenne bergamasco non ce la fa.

Nazionale

Dopo aver preso parte alle varie Nazionali giovanili (partendo dall’Under-17), esordisce nella Nazionale Under-21 nel settembre del 2006. Fa parte del biennio 2007-2009 degliAzzurrini della squadra con cui partecipa all’Europeo Under-21 del 2009 in Svezia.

Statistiche

Presenze e reti nei club

StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale
CompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti
2004-2005Italia AtalantaA00CI0000
2005-2006Italia UdineseA50CI00CU1060
2006-2007Italia BolognaB160CI00160
2007-2008Italia VicenzaB341CI20361
2008-2009B330CI20350
2009-gen. 2010Italia RegginaB170CI00170
gen.-giu. 2010Italia PadovaB13+1[30]0CI140
2010-gen. 2011Italia UdineseA00CI2020
gen.-giu. 2011Italia VicenzaB160CI160
Totale Vicenza83140871
2011-gen. 2012Italia UdineseA00CI00UCL+UEL0000
Totale Udinese50201080
gen.-giu. 2012Italia LivornoB80CI0080
Totale carriera141+1160101491

Palmarès

Club

Competizioni giovanili

  • Campionato Allievi Nazionali: 1
Atalanta: 2001-2002

La tragedia di Morosini 4 anni fa
Ora si può dire che non è morto invano

http://ww.ecodibergamo.it 14 aprile 2016

 

Sono trascorsi esattamente quattro anni dalla morte di Piermario Morosini, il giocatore bergamasco, di Monterosso, e cresciuto nell’Atalanta che il 14 aprile 2012 si accasciò improvvisamente in campo a Pescara dove il suo Livorno stava giocando per il campionato di serie B e non si riprese più. Una tragedia che scosse il mondo del calcio e che non è stata dimenticata.

A stroncarlo una miocardiopatia aritmogena al ventricolo sinistro, molto difficile da diagnosticare. Quattro anni dopo, anche se il ricordo di quel ragazzo semplice segnato da un destino crudele, perché i genitori Aldo e Camilla erano morti presto, il fratello Francesco era rimasto vittima di un tragico gesto e la sorella Maria Carla è gravemente disabile, resta struggente e ci si domanda ancora se Piermario, allora 25enne, poteva essere salvato,possiamo perlomeno dire che Morosini non è morto invano perché il suo caso ha contribuito a far approfondire lo studio su patologie che prima erano quasi sconosciute.

Proprio tra qualche giorno sarà inaugurato a Milano il primo centro avanzato di cardiologia dello sport , c’è una borsa di studio intitolata a suo nome e, sulla scia di quanto successo, numerosi campi e palestre si sono dotati del defibrillatore, strumento che può salvare la vita in determinati casi quando c’è un problema cardiaco.

La storia di Piermario è stata raccontata in un libro: non è un’autobiografia ma il racconto di una vita e anche di un rapporto, quello tra Morosini e Beppe Vailati, l’autore. «Mario, gioca semplice!» è il titolo delle centoquarantaquattro pagine (edizioni San Paolo, 12,50 euro, in vendita in libreria dai prossimi giorni) scritte da Vailati, che era nato un anno prima di Piermario e viveva a Monterosso, cullando lo stesso grande sogno di diventare calciatore: lui si sarebbe fermato alle giovanili dell’Alzano Virescit, imboccando poi altre strade, ma tenendo nel cuore il ricordo del vecchio amico con il quale aveva incrociato mille volte i tacchetti, da compagno oppure da avversario, spesso sullo stesso, stropicciato, campo.

Per questo, il sottotitolo è, semplicemente, «Io e Piermario Morosini»: il protagonista viene dipinto per quello che era, il ragazzo semplice che nulla c’entrava con lo stereotipo del calciatore ricco e famoso, magari pluritatuato e con la puzza sotto il naso. Un ragazzo la cui vita era stata segnata dai drammi: fardelli duri da sopportare per una sola persona, inevitabilmente attanagliata da inquietudini e dubbi, condivisi anche con l’autore del libro, che poi non è altro che quel volto familiare di un tempo, nel frattempo entrato in seminario (strada successivamente abbandonata).

«Non si tratta di una biografia, quanto semmai di un’autobiografia: nel libro è raccontata la mia storia e il filo conduttore è ciò che ruota intorno a Piermario – spiega l’autore, che presenterà il libro giovedì 21 alle 20.45 al cineteatro dell’oratorio di Trescore -. Da ragazzo mi trovavo spesso a confrontare la mia vita con la sua: coetanei, stesso ambiente, stesso sogno del calcio. Diciamo che io ero un po’ il suo alter ego, ma lui era quello uscito meglio: era un calciatore migliore ed era un bravo ragazzo».

Informazioni su diego80 (1908 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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