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Comuni della bergamasca – Algua, Bracca, Cornalba

Algua
comune
Algua – StemmaAlgua – Bandiera
Algua – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoPier Angelo Acerbis (lista civica Progetto comune) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate45°49′32″N 9°43′18″ECoordinate: 45°49′32″N 9°43′18″E (Mappa)
Altitudine432 m s.l.m.
Superficie8,32 km²
Abitanti721[1] (31.12.2011)
Densità86,66 ab./km²
FrazioniFrerola, Pagliaro, Rigosa, Sambusita
Comuni confinantiAviatico, Bracca, Costa Serina, Nembro, San Pellegrino Terme, Selvino,Serina, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016248
Cod. catastaleA193
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantialguesi
Patronosanta Maria del Carmelo
Giorno festivo16 luglio, III^ Domenica di luglio (festa esterna)
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Algua
Algua
Posizione del comune di Algua nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Algua nella provincia di Bergamo

Algua (Àlgua in dialetto bergamasco[2]) è un comune sparso italiano di 747 abitanti[3] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato in val Serina, laterale della val Brembana, dista circa 24 chilometri a nord dal capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Brembana.

Il comune è l’insieme di quattro frazioni: Pagliaro, Sambusita, Rigosa e Frerola. Una curiosità, dall’11 marzo 1948 in seguito alla ricostituzione del comune di Costa Serina, Algua non ha più continuità territoriale perché è diviso in due parti distinte proprio dal comune di Costa Serina e nel punto più vicino le due parti distano, in linea d’aria, oltre 1.600 metri.

Storia

Secondo recenti studi, l’origine etimologica del nome sembrerebbe derivare da acqua, elemento di cui la zona risulta essere ricchissima, dato che sul territorio sono presenti innumerevoli sorgenti e piccoli torrenti.

Un’altra versione riguardante l’origine del toponimo sarebbe riconducibile all’esistenza di un guado sul torrente Serina. Al guado sarebbe poi stato abbreviato in Algua.

Le origine del paese sembrano risalire al I secolo a.C., ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo. Di questo periodo restano alcuni resti del borgo di Pagliaro.

Non sono tuttavia presenti molti documenti che attestino eventi o parti della storia di questi luoghi, almeno fino all’epoca medievale.

A quest’epoca risalgono infatti numerose baruffe tra gli abitanti dei vari borghi limitrofi, dovute principalmente a questioni campanilistiche, nulla a che vedere con gli scontri tra guelfi e ghibellini che avvenivano in altri paesi della bergamasca.

Ed è proprio questa tranquillità che ha contraddistinto la vita degli abitanti di queste zone, da sempre legati ai ritmi della natura.

In epoca recente è da ricordare un evento naturale, dalle conseguenze disastrose, che avvenne nell’anno 1888. Una frana colpì il nucleo abitato di Truchel, seminando morte e distruzione. Questo evento portò però all’ostruzione del corso del torrente Serina, che andò a formare un laghetto, tuttora esistente, chiamato appunto laghetto di Algua.

Simboli

Il comune ha un proprio stemma e gonfalone concessi con D.P.R. 30 novembre 2005 firmato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Blasonatura stemma:

Semipartito, troncato: il primo di verde alla lettera d’oro A maiuscola; il secondo, d’argento, allo zampillo d’acqua di azzurro, sostenuto da una pianura di rosso e in essa ricadente in doppio arco a destra e a sinistra; il terzo, d’azzurro, al tronco di faggio fondato in punta, cimato da un ramoscello d’ulivo, il tutto al naturale, accompagnato da quattro stelle d’oro ordinate in palo. Ornamenti esteriori di Comune.

Blasonatura gonfalone:

Drappo di rosso …

Da vedere

Sul territorio comunale sono presenti numerosi edifici che meritano di essere citati: in primo luogo la torre di Rigosa, di epoca medievale, di cui però restano soltanto alcuni ruderi.

In località Pagliaro sono stati invece rinvenuti alcuni resti di insediamenti di origine romana.

Numerosi sono gli edifici sacri dislocati su tutto il territorio: in primo luogo il Santuario della Madonna del Perello, posta vicino al confine con Selvino, dove secondo la tradizione si verificò un’apparizione della Madonna ad un contadino, avvenuta nel 1413.

Altra chiesa da ricordare è la chiesa del “Corpus Domini”, situata nella frazione di Pagliaro. La chiesetta originaria, di cui oggi rimande il presbiterio con i suoi antichi affreschi, viene fatta risalire agli inizi del Quattrocento. La modifica più consistente della fabbrica della chiesa è del 1494, quando venne ampliata e l’asse dell’edificio fu ruotato di 180 gradi.

Altre chiese che meritano menzione sono quelle dedicate a San Giovanni, in località Frerola e a Sant’Antonio abate a Rigosa.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Bruno Cimarralista civica Per AlguaSindaco
8 giugno 200925 maggio 2014Bruno Cimarralista civica Per AlguaSindaco
26 maggio 2014in caricaPier Angelo Acerbislista civica Progetto comuneSindaco

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

http://www.valbrembanaweb.com/valbrembanaweb/sitogino/paesi/algua/algua.html

Il Comune di Algua raggruppa parte dei vecchi centri della Valle Serina Inferiore. Le tracce piu’ significative del passato si leggono sopratutto nelle parrocchiali di Pagliaro e Frerola (sulla destra orografica del torrente Serina) e di Sanbusita e Rigosa, disposte sull’opposto versante da cui scende il torrente Ambriola. Per pregio artistico e per il discreto stato di conservazione emergono fra tutti gli affreschi quattrocenteschi dell’antico presbiterio di Pagliaro, che nella nuova disposizione ortogonale della chiesa e’ ora cappella del fronte battesimale. Il santuario di Perello ricorda l’apparizione della Madonna ad un contadino del luogo, che convinse gli altri suoi paesani ad edificare il santuario esibendo come segno miracoloso della visione la fioritura di un germoglio d’ulivo sopra un ramo seccodi faggio. Nella recente storia naturale di Algua si ricorda la formazione di un laghetto dovuto allo sbarramento del torrente Serina per una frana che nel 1896 aveva interrotto anche la strada. Col tempo il bacino si e’ interrato costituendo una zona umida utile al ripopolamento degli anfibi.
Alberghi, Hotel, Ristoranti Pizzerie, appartamenti, negozi case vendita a Algua:
Trattorie in valle serina e algua. Salendo la strada per la Val Serina, dopo il suggestivo orrido di Bracca dove la natura cambia e sembra piu’ rigogliosa mostrando i suoi angoli piu’ suggestivi, a pochi chilometri in una posizione soleggiata e rilassante si trova il nostro Albergo, Ristorante, Pizzeria da Tranquilla. Qui troverete servizio e confort accompagnato dalla cordialità e professionalità che ci contraddistingue.


Fotografie di Algua e Serina
foto panoramiche di Algua e le sue frazioni. Il Comune di Algua si e’ formato dunque a seguito dello smembramento di Bracca di Costa Serina. Esso comprende: Algua, che e’ capoluogo, e le frazioni Pagliaro, Frerola, Sambusita e Rigosa. Queste due ultime si trovano sulla via che reca a Selvino, ora del tutto asfaltata. Va ricordato che in una carta del 1234 la Val Serina e’ detta Vallis Algue. Il paesino si trova lungo la rotabile asfaltata che reca a Serina, a Oltre il Colle e a Zambla. Davanti, il torrente e a lato altre acque croscianti. Poche le case. Poco piu’ di un centro, si diparte la via, ora asfaltata, che reca a Selvino.


Ricerca: Algua – Valle Serina: Cenni anagrafici: Il comune di Algua ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 695 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 686 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -1,29%. 


Servizi, numero di telefono e indirizzi ad Algua: Gli abitanti sono distribuiti in 267 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,57 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune risulta compreso tra i 430 e i 1.151 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 721 metri.


Manifestazioni estive: Algua (C.A.P. 24010) dista 25 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Algua conta 686 abitanti (Alguesi) e ha una superficie di 8,1 chilometri quadrati per una densità abitativa di 84,69 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 432 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Marconi 70, tel. 0345-97009 fax. 0345-97426


La Storia di Algua: La storia di questo paese e’ un po’ complicata. Il Comune fu costituito nel 1927, con la fusione dei Comuni di Bracca, Costa Serina, Frerola e Rigosa; sino al 1928, fu Algua di Costa Serina; dal 1928 ebbe l’appellativo di Bracca di Costa Serina; dal 1948 si sono ricostituiti i Comuni di Bracca e di Costa Serina, mentre i due ex Comuni di Frerola e Rigosa restarono uniti sotto il nome di Comune di Algua.


Frazioni del Comune di Algua – Vi e’ molta incertezza sull’origine del nome di questo comune. Secondo alcuni studiosi deriverebbe da “acqua” (essendo la zona ricca di sorgenti naturali e molto umida), per altri invece potrebbe avere origine da “al guado” divenuto poi ALGUA, per indicare la localita’ ove era possibile guadare senza rischi il torrente Serina, che in quel logo era facile da superare. Il Comune di Algua raggruppa parte dei vecchi centri della Valle Serina Inferiore.


La Valle Serina – la Val Serina e’ una grossa realta’ umana, sociale, turistica e merita sempre una visita per un week end, o magari un soggiorno piu’ prolungato. La Val Serina offre un ben strano biglietto da visita al suo Visitatore un “orrido” come si usa dire in queste conformazioni ambientali: pareti rocciose e buie stilanti di acque che nei mesi freddi danno origine a lucenti stallattiti iridescenti ai raggi del sole, strapiombanti nel terreno che scorre a volte chiaccherino a volte turbolento giu’ nel fondo Valle.
http://www.algua.provinciabergamasca.com/
Gli abitanti sono chiamati ALGUESI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo Km 25 – Altitudine 432 m s.l.m. – Municipio: via G. Marconi 70 Telefono: 0345.97009 – Frazioni: RIGOSA, SAMBUSITA, FREROLA, PAGLIARO – Coordinate: Latitudine 45°49’37″56 – Longitudine 09°43’23″52 – superficie 8,14 kmq
Cartina di Algua

Vi e’ molta incertezza sull’origine del nome di questo comune. Secondo alcuni studiosi deriverebbe da “acqua” (essendo la zona ricca di sorgenti naturali e molto umida), per altri invece potrebbe avere origine da “al guado” divenuto poi ALGUA, per indicare la localita’ ove era possibile guadare senza rischi il torrente Serina, che in quel logo era facile da superare.
Rigosa, invernale

Il Comune di Algua raggruppa parte dei vecchi centri della Valle Serina Inferiore. Le tracce piu’ significative del passato si leggono sopratutto nelle parrocchiali di Pagliaro e Frerola (sulla destra orografica del torrente Serina) e di Sanbusita e Rigosa, disposte sull’opposto versante da cui scende il torrente Ambriola. Per pregio artistico e per il discreto stato di conservazione emergono fra tutti gli affreschi quattrocenteschi dell’antico presbiterio di Pagliaro, che nella nuova disposizione ortogonale della chiesa e’ ora cappella del fronte battesimale. Il santuario di Perello ricorda l’apparizione della Madonna ad un contadino del luogo, che convinse gli altri suoi paesaniad edificare il santuario esibendo come segno miracoloso della visione la fioritura di un germoglio d’ulivo sopra un ramo seccodi faggio. Nella recente storia naturale di Algua si ricorda la formazione di un laghetto dovuto allo sbarramento del torrente Serina per una frana che nel 1896 aveva interrotto anche la strada. Col tempo il bacino si e’ interrato costituendo una zona umida utile al ripopolamento degli anfibi.
Algua e le sue Frazioni
Rigosa, frazione di Algua in valle serina
RIGOSA
Sambusita, frazione di Algua in valle serina
SAMBUSITA
Frerola, frazione di Algua in valle serina
FREROLA
Pagliaro, frazione di Algua in valle serina
PAGLIARO
Ambriola, frazione di Algua in valle serina
AMBRIOLA
Storia di Algua Bergamo
La storia di questo paese e’ un po’ complicata. Il Comune fu costituito nel 1927, con la fusione dei Comuni di Bracca, Costa Serina, Frerola e Rigosa; sino al 1928, fu Algua di Costa Serina; dal 1928 ebbe l’appellativo di Bracca di Costa Serina; dal 1948 si sono ricostituiti i Comuni di Bracca e di Costa Serina, mentre i due ex Comuni di Frerola e Rigosa restarono uniti sotto il nome di Comune di Algua.
Il Comune di Algua si e’ formato dunque a seguito dello smembramento di Bracca di Costa Serina. Esso comprende: Algua, che e’ capoluogo, e le frazioni Pagliaro, Frerola, Sambusita e Rigosa. Queste due ultime si trovano sulla via che reca a Selvino, ora del tutto asfaltata. Va ricordato che in una carta del 1234 la Val Serina e’ detta Vallis Algue. Il paesino si trova lungo la rotabile asfaltata che reca a Serina, a Oltre il Colle e a Zambla. Davanti, il torrente e a lato altre acque croscianti. Poche le case. Poco piu’ di un centro, si diparte la via, ora asfaltata, che reca a Selvino. E’ una via di alto valore turistico e ricca di mirabili visioni panoramiche. Salendo tra i boschi folti, si incontrano paesini dai nomi pieni di poesia; alcuni sono frazioni di Algua.
Ecco Ambriola, con la chiesina che domina dall’alto, tra il verde. Piu’ oltre una deviazione a destra, per chi sale e su di un pianoro, il grazioso paesino di Sambusita. La sua chiesa domina da un propugnacolo e guarda verso Rigosa e verso il crinale di Selvino. Il nome riecheggia la voce “sambùc” o “sambucetum”. Per la sua finale, in “ita”, ci ricorda un altro paesino della Valle Imagna: “Bedulita”. Due lapidi davanti alla chiesa risordano due sacerdoti: Don Ghilardi e Don G. Zambelli (che fu per 48 anni parroco del paese e fece sorgere la chiesa). Piu’ oltre ancora, e’ Rigosa che domina dal lato orientale la strada che sale ad ampi tornanti su, verso Selvino. La Parrocchiale, dedicata a S. Antonio abate, fu riedificata nel 1761, ma sin dal 1210 era chiesa succursale della matrice di Dossena. Di fronte a Rigosa, sul dosso del Monte Perello, si scorge il Santuario omonimo (secolo XIII).

 

 

Fotografie di Algua, Rigosa, Frerola

 


 

 

Festa Madonna del Carmine a Rigosa di Algua
Spettacolo pirotecnico a Frerola
Festa della Madonna a Frerola di Algua
Chiesa parrocchiale di Sambusita
Pagliaro di Algua (invernale)
Frerola di Algua (invernale)






Ambriola di Algua (Valserina)
Frerola di Algua
Pagliaro, comune di Algua
Rigosa, comune di Algua
Rigosa frazione di Algua
Frerola di Algua






La Tribulina di Frerola (Foto1)
La Tribulina di Frerola (Foto2)
Algua, centro e sede comunale
Santuario del Perello a Algua






 

 


 


 

 


 

http://www.comune.algua.bg.it/  sito istituzionale

Bracca
comune
Bracca – StemmaBracca – Bandiera
Bracca – Veduta
Localizzazione
StatoItaliaItalia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svgLombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.pngBergamo
Amministrazione
SindacoIvan Berlendis (lista civica Uniti per Bracca) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°49′N 9°43′ECoordinate: 45°49′N 9°43′E (Mappa)
Altitudine720 ms.l.m.
Superficie5,47 km²
Abitanti767[1](31-12-2010)
Densità140,22 ab./km²
FrazioniCornalta
Comuni confinantiAlgua, Costa Serina, San Pellegrino Terme, Zogno
Altre informazioni
Cod. postale24010
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016035
Cod. catastaleB112
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantibracchesi
Patronosant’Andrea Apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Bracca
Bracca
Posizione del comune di Bracca nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Bracca nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bracca (Braca in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 748 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato al termine della Val Serina, laterale della Val Brembana, dista circa 25 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Cenni storici

Le origini del paese sembrano risalire al I secolo a.C., ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo.

Anche l’origine etimologica del toponimo sembrerebbe risalire a quel periodo: pare difatti che in questi territori avesse un ruolo importante un tale chiamato Braccus.

In epoca medievale il paese non risentì di particolari scontri tra le fazioni guelfe e ghibelline, ma venne comunque dotato, probabilmente a scopo preventivo, di torri e fortificazioni, di cui restano alcuni ruderi in località Botta.

Difatti il paese è il primo borgo che si incontra salendo la val Serina dalla val Brembana, ed era posto sulla via che si collegava allavia Mercatorum, situazione commercialmente favorevole che avrebbe potuto rendere il paese soggetto ad assalti esterni.

Soltanto con la costruzione della strada sul fondovalle, lungo il torrente serina, il paese perse la sua vocazione commerciale, costringendo gli abitanti a dedicarsi ad altre attività, quali l’agricoltura e la manifattura laniera.

Ma il motivo per cui il paese è conosciuto e rinomato, anche al di fuori dai confini provinciali, sono le innumerevoli fonti d’acqua minerale presenti sul proprio territorio.

Sfruttate a livello commerciale fin dall’inizio del XIX secolo grazie anche a Leopoldo Gentili che diede un significativo impulso, sono particolarmente indicate per la cura delle malattie all’apparato digerente, tanto da annoverare illustri personaggi (in primis Papa Giovanni XXIII) tra i fruitori.

Da vedere

Orridi di Bracca

La principale attrazione è la sopraccitata industria delle acque minerali, di cui è possibile ammirare un albergo in stile liberty.

Riveste inoltre notevole richiamo il percorso della strada di fondovalle che, costeggiata dal torrente Ambria, è inserita in un contesto naturalistico mozzafiato. Gli orridi difatti, scavati dall’erosione del torrente, calano a strapiombo sulla strada e, durante il periodo invernale, permettono la formazione di stalattiti di ghiaccio.

In ambito religioso riveste grande importanza la chiesa parrocchiale, dedicata a S.Andrea. Edificata nel 1872 in luogo di un edificio religioso del XVII secolo, conserva al proprio interno un calice d’argento di grandissimo valore, risalente al XV secolo.

Merita menzione anche la parrocchiale della frazione Cornalta. Costruita nel XVII secolo e dedicata a S.Bartolomeo, conserva opere pittoriche di buon pregio, tra cui ne spicca una delCeresa.

Molto interessante è la kermesse folkloristica, che si svolge al termine della stagione estiva, denominata Festa della castagna, rinomata al punto da far accorrere persone da tutta la provincia.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[3]

http://www.provinciabergamasca.com/vallebrembana/bracca/bracca.html
Gli abitanti sono chiamati BRACCHESI – C.A.P. 24010 – Distanza da Bergamo Km 24,5 – Altitudine 612 m s.l.m. – Municipio: via Scuole Elementari Telefono: 0345.97123 – Principali Frazioni: Cornalta, Pregaroldi, Fieno, Zubioni, Bruga, Truchel, Sottoripa – Coordinate: Latitudine 45°49’28″20 – Longitudine 09°42’35″28 – superficie 5,53 kmq.
Cartina di Bracca
L’origine del nome BRACCA sembra derivare dal nome personale “bracco”. Bracca e’ noto per le sue fonti gia’conosciute nei primi anni del 1800 per le sue ottime qualita’ curative delle acque. Fino al 1600 Bracca godette grazie alla strada della Valle Serina che passava proprio nell’abitato, di notevoli traffici. Successivamente quando venne realizzata l’attuale carrozzabile Bracca perdette notevolmente nel commercio ed i suoi abitanti dovettero dedicarsi al lavoro dei campi e alla lavorazione della lana. Bracca sovrasta la gola dell’orrido scavato dal torrente Serina, nella cui scia si insinua con qualche brivido anche la strada addossata alle pareti strapiombanti.
Panoramica su Bracca
Il comune di Bracca e’ noto per la purezza delle fonti minerali “Bracca” e “Flavia”, che sgorgano appena oltre l’orrido, ma il cui impianto d’imbottigliamento, per ovvie ragioni di spazio, e’ dislocato verso Ambria (Zogno). La cura idropinica di Bracca e’ indicata per le malattie dell’apparato digerente, nella calcolosi renale e nelle alterazioni del ricambio in genere. Tra gli ospiti illustri, che beneficiarono di un soggiorno curativo per il clima e l’assunzione delle acque termali, si ricorda  Papa Giovanni XXIII al tempo della sua nunziatura in Bulgaria. Il comune di Bracca chiude la stagione turistica estiva con l’annuale edizione “Festa della Castagna”, che vanta il merito di essere la piu’ frequentata dell’intera bergamasca.
Bracca e le sue Frazioni
CORNALTA

CORNALTA
La Frazione di Cornalta con le varie contrade, adagiate nel verde dei prati, e’ posizionata sulla destra orografica della valle Serina, proprio di fronte a Bracca, ci si accede tramite strada carrozzabile dal bivio Ponte Merlo, dopo 1,5 km di ascensione.
PREGAROLDI
PREGAROLDI
La Frazione piu’ alta del Comune di Bracca, 678 m s.l.m., poche case antiche, alcune ristrutturate recentemente Gode di un panorama notevole verso la valle che porta a Selvino. Borgo molto frequentato nei periodi estivi da villeggianti che salgono in queste zone per ossigenarsi e passare le godute ferie in relax.
FIENO
FIENO
Frazione che gode di un ottimo panorama, si trova sulla strada comunale che da Zubioni porta alla Frazione Pregaroldi.
ZUBIONI
ZUBIONI
La Frazione di Zubbioni, borgo antico sulla strada provinciale che collega Bracca a Spino al Brembo, ha mantenuto pressoche’ intatta la sua originaria fisionomia.
TRUCHEL
TRUCHEL
Truchel, come Bruga e’ a circa 1 km dal centro di Bracca, semidistrutte nel 1888 dalla frana e ora parzialmente ricostruite. Atitudine 596 s.l.m.. A lato, e’ visibile la chiesetta di S. Antonio.
SOTTORIPA
SOTTORIPA
Piccolo borgo antico quasi in fondo valle, raggiungibile tramite carreggiata, dalla strada che porta a Bracca, dista circa 3 km dal centro.
BRUGA
BRUGA
Bruga e Truchel due frazioni di Bracca separate dalla strada provinciale. Dista 1 km circa dal centro di Bracca. Frazioni con minuscoli nuclei abitati che hanno conservato gran parte della loro originaria fisionomia.
PONTE MERLO
PONTE MERLO
Ponte Merlo, frazione di fondo valle interamente sulla Statale della Valle Serina. Famosa per la sua trattoria con menu’ a base di Polenta Taragna.
GALLERIA
GALLERIA
Frazione, anche questa posizionata sulla Statale della Valle, deriva il suo nome dalla piccola galleria che porta ad Algua ed in Alta Valle Serina. Visibile sulla sinistra la piccola chiesetta di San Rocco.
STAVIGLIO
STAVIGLIO
Anche questo borgo, e’ apparentemente isolato, e immerso nel verde boschivo, raggiungibile da una strada asfaltata, dopo circa 1 km dalla provinciale che porta a Bracca.

 

Dal suo sorgere e fino al delinearsi della primitiva autonomia amministrativa locale e cioe’ almeno fino agli anni del Duecento, Bracca segui’ le sorti del resto della Valle, quale possedimento feudale dei Vescovi di Bergamo. E anche quando, a partire dal 1098, l’amministrazione vescovile fu sostituita a Bergamo dai primi consigli cittadini, le vallate continuarono a rimanere soggette al potere del vescovo, sia nel civile che nel religioso.

 

E lo furono ancora per almeno un secolo, fino a quando anche le localita’ piu’ periferiche iniziarono ad ottenere dal Vescovo la concessione dei diritti sulle loro terre e piu’ tardi, giovandosi del sostegno del comune di Bergamo, avviarono le prime forme di governo autonomo, fino a conquistarsi il diritto di costituirsi in comuni rurali. Cosi’ chiamate perche’, a differenza della citta’, le comunita’ del contado poggiavano i propri intreressi sulle attivita’ agricole ed erano gli stessi contadini che sentivano la necessita’ di organizzarsi per tutelare i propri intressi. La nascita dei comuni rurali e’ strettamente connessa con l’aspetto religioso: la grande distanza dalle chieseplebane a cui dovevano far capo impediva alle comunita’ locali di usufruire costantemente del servizio religioso, per cui, specie d’inverno, rimanevano a lungo senza la possibilita’ di recarsi alla pieve (nel caso di Bracca a Dossena), per assistere alla messa ed accostarsi ai sacramenti.

 

Cosi’ i vari paesi, molto prima della nascita delle parrocchie, costituirono le vicine, cioe’ l’insieme degli abitanti dei vici (villaggi), allo scopo di erigere una piccola chiesa e trovare un sacerdote che vi svolgesse il servizio religioso. Da questa organizzazione di carattere religioso a quella civile il passo fu breve: le vicine cominciarono ad interessarsi anche degli aspetti materiali della comunita’ e a nominare i delegati di fiducia col compito di provvedere, per quanto possibile, agli interessi collettivi, A partire dal Duecento tali organismi vennero riconosciuti ufficialmente dalle autorita’ cittadine che concessero loro una certa autonomia, assieme al diritto di darsi delle norme proprie, codificandole negli statuti rurali. Bracca fu tra i comuni piu’ solleciti a determinare nell’anno 1234 i propri confini con i paesi vicini, in ottemperanza ad un decreto del podesta’ di Bergamo. Dagli atti e’ deducibile che al tempo il comune di Bracca che faceva parte anche Lepreno, abbracciarono un vasto territorio della Valle Serina. I soli altri comuni della valle erano Dossena e Costa Serina, il territorio dunque di Bracca e Lepreno comprendeva quindi anche il territorio di Serina che all’epoca non godeva di alcuna autonomia amministrativa. Nel 1331 Bracca e Lepreno fanno comune a se’ e figurano ciascuno per proprio conto.

 

Il territorio comunale di Bracca dalle mappe del catasto Lombardo-Veneto del 1853
La media Valle Brembana e la Val Serina nel 1718
Il territorio comunale di Bracca dalle mappe del catasto Lombardo-Veneto del 1853
La media Valle Brembana e la Val Serina nel 1718

 

Lotte Guelfe e Ghibelline
La fase delle liberta’ comunali ebbe fine a Bergamo nel 1332 con l’instaurarsi della signoria viscontea. Dal dominio dei Visconti, che duro’ quasi ininterrottamente fino al 1428, il territorio bergamasco trasse ben pochi benefici, governo fazioso, spesso iniquo e caratterizzato da un’accentuata imposizione fiscale che ridusse in miseria le popolazioni meno abbienti. Dal punto di vista amministrativo le valli vennero dichiarate “esenti” (1360), cioe’ separate dalla citta’ e sottoposte al diretto controllo dei Visconti, rappresentati dai loro vicari. Gli anni della signoria viscontea coincisero con quello che puo’ essere considerato il periodo piu’ tragico della storia della valle, caratterizzato dalle lunghe lotte spietate tra guelfi e ghibellini. All’interno dei paesi la distinzione tra le famiglie guelfe e ghibelline avvenne in relazione a semplici opportunita’ di predominio locale e ai collegamenti con gruppi di potere che controllavano la citta’ e le vallate. Tale contesto di contrapposizioni violente fu alimentato anche dalla politica dei Visconti che appoggiarono le fazioni ghibelline facenti capo ad alcune potenti famiglie cittadine (Suardi). Per conto i guelfi trovarono un convinto appoggio nelle vallate che di conseguenza divennero il teatro di decennali scontri sanguinosi. Le lotte, atroci e senza tregua, occuparono tutta la seconda meta’ del Trecento e i primi anni del Quattrocento e finirono col far precipitare nella miresia piu’ nera le gia’ povere comunita’ vallari. In questi sciagurati contrasti la Val Serina svolse fortunatamente un ruolo non di primo piano, essendosi verificati in questa zona solo pochi episodi di particolare gravita’. Cio’ si deve al fatto che tutti i paesi della zona erano di parte guelfa e che la valle era ben difesa dalla rocca della Botta.
Dominio Veneto (1428-1797)

Nel 1428 la Valle Brembana, assieme al resto della Bergamasca, entra a far parte dei domini della Repubblica di Venezia. Ci rimarra’ fino all’avvento del regime napoleonico nel 1797. Anche la valle Serina, come gli altri vicariati brembani, godevano dei privilegi di separazione amministrativa dalla citta’, concessi dal doge Francesco Foscarini nel 1428 in riconoscimento della fedelta’ a Venezia dimostrata dai valligiani. In tutta la val Serina c’erano all’epoca una ventina di mulini e un paio di fucine di ferro. Il patrimonio zootecnico consisteva in 924 capi bovini e 125 tra cavalli e muli. Gli abitanti erano in totale 4.862 di cui utili 805, con 1064 familiari.

La Contrada Galleria all'inizio del secolo
La Contrada Galleria all’inizio del secolo
La comunita’ di Bracca, assieme all’intera Val Serina, fu regolata durante la dominazione Veneta dallo statuto del 1468, una raccolta di norme riferite a tutti gli aspetti della vita vallare. Il comune che, come si e’ visto era stato costituito nel Duecento, armonizza l’attivita’ amministrativa alle norme statuarie vallari, ma mantiene i propri organi di governo e potenzia l’apparato burocratico. L’assemblea generale continuo’ a funzionare per assumere le decisioni piu’ importanti e nominare i sindaci, con il compito di amministrare il comune, applicare le disposizioni dello statuto e controllare per conto del vicario l’operato dei cittadini in materia civile e penale. A Bracca era importante anche la figura del canevaro, funzionario preposto all’ufficio dell’annona, carica assegnata mediante pubblico incanto. Era suo il compito di riscuotere le imposte ordinarie e renderne conto ai sindaci. Al tempo Bracca contava 10 contrade e la popolazione era di 420 abitanti (60 utili, il resto composto da vecchi, donne e bambini). Da punto di vista delle risorse il paese era in condizioni tutt’altro che floride, l’attivita’ agricola era poco florida (70 vacche e 2 muli); il settore artigianale dava i soliti panni di lana. Ad integrare il reddito contribuivano poi i pochi impianti installati lungo il corso del fiume Ambria (4 mulini). Poiche’ le risorse locali non bastavano a tutti per campare dignitosamente, il fenomeno dell’immigrazione assunse, a partire dalla seconda meta’ del Quattrocento, dimensioni rilevanti. Chi lasciava il paese si recava prevalentemente a Bergamo o a Venezia, dove il piu’ delle volte si adattava a fare i lavori piu’ umili e pesanti: facchini, scaricatori di porto, servi, ma talvolta riusciva a farsi strada e a occupare posizioni di pregio nei vari settori.
La Viabilita’ (il ponte sul Brembo)
Nel 1493 il ponte del Ragno e il ponte S. Nicola vennero distrutti dalla rovinosa piena del Brembo che travolse quasi tutti gli altri ponti costruiti sul suo corso, le comunicazioni tra la Val Brembana e la bassa Val Serina furono interrotte e in particolare i comuni di Bracca e Spino rimasero pressoche’ isolati. A questo stato di precarieta’ fu posto rimedio nel 1505, quando i comuni di Bracca e Spino si consorziarono per costruire a proprie spese un nuovo ponte ad Ambria. Il ponte venne costruito sotto la direzione dell’architetto Grigis Salvetti e svolse la sua funzione, se non proprio in perpetuo, come era negli auspici dei promotori, fino al 1755, quando venne a sua volta travolto da una piena del Brembo. In quell’occasione cadde uno dei due piloni che lo sorreggevano, assieme a due dei tre archi di cui era composto. Subito dopo il crollo, Bracca e Spino comunicarono al loro impossibilita’ a ricostruirlo, per mancanza di denaro, e chiesero alle autorita’ venete di coinvolgere nelle spese gli altri comuni della Val Serina. Ma il governo veneto non ritenne di dover intervenire direttamente, lasciano che i comini interessati trovassero da soli la soluzione piu’ adeguata.

 

l'attuale ponte vecchio
E cosi’ tra batti e ribatti si ando’ avanti per un decennio in una situazione di quasi isolamento di tutta la Val Serina, con l’unica alternativa, se non si voleva percorrere la strada Mercatorum, di attraversare il Brembo al ponte Vecchio di Zogno e seguire la strada del tutto inadeguata dell’Acquada. Una soluzione sembro’ profilarsi alla fine del 1764, quando tre privati, Pietro e Pellegrino Stilfoni e Antonio Giupponi di Tiolo, si dichiararono disposti a costruire a loro spese un ponte in legno in cambio del diritto perpetuo ed ereditario a riscuotere il pedaggio sul transito di persone, animali e mezzi di trasporto.

 

I comuni si dichiararono favorevoli a tale proposta tranne che Bracca e Spino che non intedevano rinunciare al diritto di proprieta’ sul ponte, e cosi’ il progetto naufrago’. Nel 1778 se ne fecero ancora carico i comuni di Bracca e Spino e costruirono il ponte sulle ruderi dell’arcata rimasta in piedi ed utilizzando il materiale del vecchio ponte. Il manufatto venne allargato nel 1875 per adeguarlo alla costruenda strada dell’orrido. Attualmente ha perso molta della sua importanza, dopo la costruzione, nel 1981, del nuovo viadotto poco piu’ a monte.

 

L'orrido di Bracca ai primi del novecento (raccolta Elio Gianoli - San Giovanni Bianco)
la Costruzione della strada nell”Orrido
La costruzione della strada attuale, che si snoda all’interno dell’orrido di Bracca, avvenne tra il 1872 e il 1882. Si tratto’ di un intervento di grosso rilievo perche’ il tracciato venne in gran parte scavato nella roccia o costruito su muri di sostegno eretti ai margini del fiume. La sede stradale, larga cinque metri e intervallata da ben otto ponti e due brevi gallerie, salvo interventi di rifacimento di alcuni ponti e di tratti di muro di sostegno, e’ la stessa che ancora oggi sopporta gran parte del traffico della valle. E cosi’ anche la Val Serina ebbe la sua strada dell’orrido, circondata da pareti strapiombanti, in un ambiente severo e selvaggio, caratterizzato dal continuo stillicidio dell’acqua dalle rocce e dal gorgogliare impetuoso del fiume.
L’orrido di Bracca ai primi del novecento

 

Una strada abbastanza larga e comoda, che tra l’altro consenti’ l’avvio della valorizzazione della sorgente termale, ma che evidenzio’ ben presto i suoi limiti, creando continui problemi di manutenzione e finendo ogni tanto travolta da paurosi smottamenti, al punto da non risultare mai in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni della Val Serina. Alcuni di questi fenomeni di instabilita’ geologica assunsero proporzioni tali da costruire un preciso punto di riferimento storico. In particolare due enormi smottamenti, verificatisi nel 1888 e nel 1896, vanno ricordati per gli effetti che determinarono sulla viabilita’ vallare. Il primo episodio interesso’ direttamente il territorio di Bracca nelle frazioni di Bruga e Truchel e si verifico’ a meta’ del mese di settembre 1888. A valle delle due frazioni precipito’ un enorme quantita’ di materiale che invase la trada inaugurata da pochi anni, distruggendola e riempi’ l’alveo del fiume, sbarrandone completamente il corso e dando origine alla formazione di un laghetto. Per lungo tempo la Val Serina fu pressoche’ bloccata, il laghetto formato dallo sbarramento naturale sommerse a lungo la strada e il ponte del Seghèss e fu necessario allestire delle zattere per assicurare i collegamenti tra le due sponde. Tra la fine di quell’anno e i primi mesi del 1889 si provvide a far defluire l’acqua del laghetto e ad aprire una strada privvisoria, larga circa tre metri e tracciata sulla superficie della frana. La ricostruzione definitiva della strada avvenne solo molto piu’ tardi e si concluse nel 1907. Pochi anni dopo quella di Bruga e Truchel, un’altra frana ostrui’ la valle, poco lontano dal luogo dove si era verificata la prima: il 24 Ottobre 1896 una massa detritica di circa 180 metri di fronte si stacco’ dal versante sinistro della valle, appena a monte di Algua. Dopo un salto di un centinaio di metri invase e distrusse la sede stradale per un lungo tratto, poi fini’ nel fiume ostruendone completamente il corso. Di nuovo si formo’ un laghetto, questa volta ben piu’ vasto e stabile del precedente, lungo circa mezzo kilometro, largo un centinaio di metri e profondo tanto da sommergere la strada compreso un ponte a tre arcate alto quindici metri. Per ovviare il blocco totale della viabilita’ venne attivato un servizio di traghetto pubblico tra le due sponde del laghetto , la situazione di emergenza ando’ avanti per un anno, il tempo di costruire una nuova strada attorno al laghetto, la stessa che esiste tutt’ora.
Cenni Storici di Bracca (seconda parte)

 

Bracca durante il dominio Napoleonico (1797-1815)
Nel 1797 la dominazione veneta cedette il posto al regime napoleonico che avvio’ anche a Bergamo un periodo di grandi trasformazioni nell’aspetto territoriale, nell’attivita’ amministrativa e nei rapporti economici e sociali. Dal punto di vista dell’assetto territoriale anche Bracca subi’ inizialmente delle modifiche consistenti: per qualche tempo il vecchio comune venne smembrato in due, quello di Bracca, con le frazioni del settore occidentale, e quello di Truchel-Bruga comprendente anche Cornalta. Dal 1810 alla fine della dominazione francese, in seguito al decreto di rionirganizzazione  e aggregazione degli enti territoriali, Bracca entro’ a far parte del comune di Costa Serina e Uniti, assieme a Frerola, Pagliaro, Rigosa e Sambusita. L’altro comune della valle era Serina, che comprendeva Oltre il Colle, Cornalba e Dossena. Sul piano amministrativo il comune venne governato dalla “municipalita’” formata da tre deputati: il sindaco e due anziani, che duravano in carica un anno. Una significativa innovazione introdotta dal governo francese fu l’obbligo di istituire i cimiteri.Fino ad allora i defunti venivano sepolti sotto il pavimento della chiesa o del segrato, ma a partire dai primi anni dell’Ottocento per effetto dell’edito napoleonico del 5 settembre 1805, fu necessario provvedere alla costruzione di cimiteri su aree alquanto discoste dai nucclei abitati. Il comune di Bracca inizio’ a costruire il suo nel 1808, completandolo nell’ottobre dell’anno successivo, sulla stessa area dove sorge l’attuale.
Altre riforme sostituirono addirittura effetti negativi: tra queste l’introduzione della leva militare obbligatoria dei giovani tra i 20 e i 25 anni da inserire negli eserciti napoleonici impegnati nelle campagne militari che si susseguivano tutti gli anni in Europa. Cosi’ non pochi giovani renitenti, piuttosto che rischiare la vita combattendo per Napoleone andavano ad alimentare le gia’ folte schiere dei briganti che imperversavano nelle vallate, imponendo taglie e dando vita a rapine. Bracca ha legato il suo nome ad alcune imprese del brigante per eccellenza della Valle Brembana: quelPaci’ Paciana che imperverso’ tra la fine del Settecento e i primi anni del secolo successivo prima di cadere vittima del tradimento di un complice.
Bracca durante il dominio Austriaco (1815-1859)
L’avvento del regime austriaco significo’ anche per Bracca un ulteriore colpo alla gia’ scarsa liberta’ amministrativa goduta nel precedente governo e l’inizio di un periodo di grosse difficolta’ generali.
La situazione economica, gia’ poco florida, fu ulteriormente compromessa dalle carestie che avevano colpito il paese, al pari dell’intera Valle Brembana, tra il 1810 e il 1816, seguite nel 1817 da un’epidemia di tifo petecchiale di particolare gravita’ che causo’ diverse vittime. Sul piano politico-amministrativo il governo austriaco lascio’ pressoche’ inalterata l’organizzazione territoriale voluta dal precedente regime e mantenne in vita le amministrazioni comunali. La rigorosa imposizione fiscale e l’assoluto divieto di ogni forma di opposizione all’autorita’ costituita fecero da contraltare ad alcune iniziative di un certo rilievo, quali l’introduzione generalizzata della scuola elementare, sia maschile che femminile, e i gia’ descritti interventi di sistemazione della viabilita’. In generale la popolazione subi’ passivamente le imposizioni del regime, cio’ non toglie che racca sia segnalata per le idee liberali di alcuni suoi cittadini; cosa che si verifico’ in poche altre localita’ vallari Il primo caso di opposizione al governo austriaco e’ legato al nome di Andrea Magoni, e successivamente ai patrioti Giacomo Pasquinelli, Gabriele e Giovan Battista Camozzi.
La situazione socio-economica tra Ottocento e Novecento
La situzione socio-economica di Bracca tra la seconda meta’ dell’Ottocento e i primi anni del Novecento non era diversa da quella del resto delle localita’ montane bergamasche. La principale fonte di lavoro era costituita dal settore primario: allevamento dei bovini, coltivazione dei campi, sfruttamento delle risorse boschive; ma si trattava di attivita’ assai circoscritte, che garantivano a malapena la sussistenza del nuccleo familiare. Poche erano, come si e’ visto, le famiglie che si distinguevano per un superiore livello di reddito: in genere le proprieta’ fondiarie erano sfruttate cosi’ intensamente da risultare scarsamente produttive. In alternativa a queste attivita’ tradizionali si era sviluppata la coltivazione del gelso per l’ allevamento del baco da seta. Completavano il panorama produttivo del paese alcune botteghe artigianali, qualche negozio, un paio di mulini, una segheria, una pesta per la canapa e tre latterie, una a Pregaroldi, una a Bracca centro e una a Cornalta. Il quadro economico e sociale era al quanto precario e per di piu’ penalizzato da una situazione sanitaria tutt’altro che confortante: le epidemie erano all’ordine del giorno e la mortalita’ infantile erano un tragico fenomeno che colpivano tutte le famiglie e si aggirava su medie dell’ordine di 15-20 morti nel primo anno di vita ogni cento nati vivi. Nemmeno l’industrializzazione della media Valle Brembana avviatasi all’inizio dei primi anni del Novecento in comcomitanza con la costruzione della ferrovia e delle centrali idroelettriche ebbe significativi riflessi sulla vita di Bracca.
La Fonte e la sala bibite per la cura idropinica negli anni Venti
La Fonte e la sala bibite per la cura idropinica negli anni Venti
L’unico fattore veramente positivo di quegli anni, con il quale si e’ poi identificata la storia stessa di Bracca del Novecento, fu l’avvio dello sfruttamento della sorgente del River, sorgente all’interno dell’orrido e gia’ da tempo conosciuta per le sue proprieta’ termali e diuretiche. Giia’ per tutto l’Ottocento si era sviluppato un modesto commercio di quest’acqua da parte di carrettieri che trasportavano in botti e damigiane fino a Bergamo, dove era ricercata da medici e farmacisti, ma solo ai primi anni del Novecento il comune , sull’onda di quanto era gia’ successo a San Pellegrino, si diede da fare per valorizzarla al meglio. E nel 1906 la sorgente venne data in concessione alla Societa’ Anonima Termale Fonte Bracca che subito realizzo’ le opere di captazione della sorgente e costrui’ il primo stabilimento di imbottigliamento, nel luogo ove ora sorge l’Albergo Fonte Bracca.

 

Documentazione tratta da “Bracca” di Tarcisio Bottani, Francesco Dorino Corna, Claudio Brissoni
Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie di Bracca in Val Serina sono in risoluzione 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte (www.valbrembanaweb.com)

 


 

 

Fotografie di Bracca – Valle Serina

 

Bracca festa delle Castagne, premiazioni Concorso fotografico






Spettacolo pirotecnico Bracca festa delle Castagne
Festa Beata Vergine Addolorata a Cornalta
Festa delle Castagne 2008
Festa delle Castagne, spettacolo pirotecnico
Antica Trattoria in centro di Bracca
Panoramica dal Pizzo Spino






Il Borgo di Staviglio (Bracca)
Gli orridi di Bracca nei giorni della
Ponte birocciabile sull'antica strada Ambria/ Serina
Antica abitazione di Bracca
Zubioni, (600 m), frazione di Bracca
Fieno (640 m), frazione di Bracca






Piazzetta degli Alpini (Bracca)
La Chiesetta della frazione di Bruga
Centro di Bracca
Sottoripa, contrada di Bracca
Chiesina di S. Rocco a Galleria, fraz. di Bracca
97 Giro di Lombardia, passaggio a Bracca






 


 

Bracca (C.A.P. 24010) dista 25 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Bracca conta 755 abitanti (Bracchesi) e ha una superficie di 5,5 chilometri quadrati per una densità abitativa di 137,27 abitanti per chilometro quadrato. Bracca sorge a 400 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Bracca 10, tel. 0345-97123 fax. 0345-97641.

Cenni anagrafici: Il comune di Bracca ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 620 abitanti. Nel censimento del 2001 Bracca ha fatto registrare una popolazione pari a 755 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al 21,77%. Gli abitanti di Bracca sono distribuiti in 257 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,94 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune di Bracca risulta compreso tra i 350 e i 1.131 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 781 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune di Bracca 26 attività industriali con 119 addetti pari al 52,89% della forza lavoro occupata, 6 attività di servizio con 19 addetti pari al 2,67% della forza lavoro occupata, altre 18 attività di servizio con 65 addetti pari al 8,44% della forza lavoro occupata e 4 attività amministrative con 6 addetti pari al 8,00% della forza lavoro occupata.

 

http://www.comune.bracca.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=BRACCA&_page=pHomePage&_state=initial&_action_do_home_siscotel=1  sito istituzionale

http://fontebracca.it/  il sito della famosa acqua minerale

Cornalba
comune
Cornalba – StemmaCornalba – Bandiera
Cornalba – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoAlessandro Vistalli (Idee in Comune) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate45°51′N 9°45′ECoordinate: 45°51′N 9°45′E (Mappa)
Altitudine893 m s.l.m.
Superficie9,25 km²
Abitanti304[1] (31-12-2011)
Densità32,86 ab./km²
FrazioniPassoni
Comuni confinantiCosta Serina, Gazzaniga,Oltre il Colle, Oneta, Serina,Vertova
Altre informazioni
Cod. postale24017
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016249
Cod. catastaleD016
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticornalbesi
PatronoSan Pietro e san Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia

Mappa di localizzazione: Italia

Cornalba
Cornalba
Posizione del comune di Cornalba nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Cornalba nella provincia di Bergamo

 

Storia

L’antichità

Le origini del paese sembrano risalire al I secolo a.C. ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo.

Anche l’origine etimologica del toponimo sembrerebbe risalire a quel periodo: i vocaboli latini cornus (in italiano roccia), e albus(bianco), fanno chiaramente riferimento alla parete di roccia bianca che sovrasta il paese. Anche il poeta Virgilio, in un suo viaggio in queste zone, rimase colpito dall’amenità del luogo, tanto da ritenere la parete rocciosa una residenza degli dèi.

La storia di questo piccolo borgo montano è sempre stata legata ai ritmi scanditi dalla natura, senza avvenimenti di particolare rilievo.

Il Medioevo e l’età moderna

Si narra che nella zona fosse presente, in epoca medievale, un castello con tanto di piccolo esercito assoldato dal proprietario dal maniero. A tal riguardo non esistono né documenti, né tantomeno resti della costruzione, tanto da far pensare che il tutto faccia parte di leggende tramandate dagli abitanti.

Altri racconti ricordano che la zona era infestata da briganti e taglieggiatori, che assalivano i viandanti, rapinandoli dei loro averi.

Il territorio comunale era infatti attraversato dalla via Mercatorum, tracciato che collegava la val Seriana con l’alta val Brembana, permettendo agli abitanti di godere degli effetti benefici del commercio.

Con la costruzione della via Priula, questa via dei traffici perse via via importanza, costringendo gli abitanti a procurarsi il sostentamento con l’agricoltura e l’allevamento. Soltanto negli ultimi decenni si è sviluppata notevolmente l’industria turistica, che ha reso Cornalba una località rinomata per la tranquillità che offre.

Vari documenti attestano che il borgo si è trovato posto sotto la tutela amministrativa di Serina prima, e di Zogno poi, acquisendo solo in tempi recenti l’autonomia amministrativa.

Altri racconti riportano alcuni eventi successi nei secoli scorsi: il primo narra di un fulmine caduto sulla chiesa mentre in essa era in corso una messa. Dato che non vi furono né vittime, né tantomeno feriti, la popolazione decise di ricordare ogni anno questo evento con una processione.

L’età contemporanea

C’è anche un aneddoto legato alle campagne napoleoniche, che vede protagonista un abitante del borgo che scampò alla battaglia di Russia. Si narra che, ritornato a piedi dalla battaglia, morì di emozione alla vista del nativo paese.

Durante la seconda guerra mondiale il paese è stato teatro il 25 novembre del 1944 di un rastrellamento da parte di una brigata fascista che ha portato all’eccidio di quindici partigiani della brigata “Giustizia e Libertà”, tra i quali si ricordano i fratelli Pietro e Luigi Cornetti, originari di Cornalba.

Eventi

Fino a qualche tempo fa la terza domenica di luglio si svolgeva il palio degli asini, kermesse che richiamava un folto pubblico, mentre ancor oggi, durante la prima settimana di agosto, si tiene la festa del villeggiante.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

La chiesa di San Pietro

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro, fu edificata nel corso del XV secolo, ma rifatta quasi tre secoli più tardi, e presenta un porticato risalente al XIX secolo. La chiesa conserva arredi di pregio, sculture del Caniana e alcune opere d’arte: tre dipinti su tavola appartenuti a un politico di epoca Quattrocentesca di difficile attribuzione.

Le stigmate di San Francesco sulla Verna

Notevole è anche la tela Le stigmate di San Francesco sulla Verna, opera giovanile di Carlo Ceresa. In questo olio su tela viene rappresentato il Santo genuflesso tra la terra e il cielo, con in alto la luce divina ed in basso il teschio della morte e la Croce della Redenzione, a significare “il santo intermediario fra la potenza di Cristo e le debolezze umane”.[4]

Altre

La natura offre numerose attrazioni su tutto il territorio comunale. È possibile compiere escursioni adatte ad ogni utenza, da sentieri alla portata di chiunque, a vie per i più esperti.

Inoltre sulla corna bianca che domina il paese, è stata chiodata a partire dal 1980, una palestra di arrampicata sportiva con itinerari di varie difficoltà, molto frequentata dagli appassionati; tanto da essere rinomata anche oltre i confini nazionali.

Società

Il Comune di Cornalba ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 298 abitanti. Nel censimento del 2001 Cornalba ha fatto registrare una popolazione pari a 286 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -4,03%. Al 31/12/2010 contava 310 residenti (161 maschi e 149 femmine).[5] Al 31/12/2011 conta 304 residenti (159 maschi e 145 femmine), mostrando una variazione percentuale di abitanti pari al -1,94% rispetto all’anno precedente.[3]

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[6]

Amministrazione

Gemellaggi

  • Francia Saint-Hilaire-de-Brens

www.cornalba.provinciabergamasca.com

Gli abitanti si chiamano CORNALBESI – C.A.P. 24017 – Distanza da Bergamo Km 31,5 – Altitudine 893 m s.l.m – Municipio: Don Paganelli – Telefono 0345.66082 – Principali Frazioni: PASSONI – Coordinate: Latitudine 45°51’8″64 – Longitudine 09°44’42″36 – Misure: superficie 9,41 kmq.
Cartina di Cornalba
Il nome Cornalba deriva dal latino cornus=roccia e albus=bianco, significa rupe, roccia, balza scoscesa e  albus – “bianco”. Il toponimo fa riferimento alla “corna” bianca, che sovrasta l’abitato e più di ogni altro elemento segnala e distingue il territorio. In effetti, si dice che il poeta Virgilio, in uno dei suoi viaggi attraverso la Padania, ne avesse ammirato la bellezza selvaggia e, nel darle il nome di Corna Bianca per il suo ergersi immacolato dalle brume della valle, la venerasse come dimora di dèi.
Comune di Cornalba
Erano gli anni in cui veniva stendendo le sue Bucoliche e in sua memoria, ancor oggi, si onora la Cornalba degli arrampicatori con la prima via che si sveglia nel sole, ad est, Bucolica appunto, a indicare che le assonanze poetiche non sono fuori luogo in questo regno. La natura, dei luoghi di Cornalba, continua a regalare semplici ma vere emozioni… proprio sul Monte Alben è stata scoperta una rarissima specie di primula viola e ogni anno gruppi di speleologi fanno visita a questa bellezza immutabile nel tempo.
Cornalba e la sua Comunita'

Le vicende di Cornalba sono legate a quelle che hanno caratterizzato la storia di Serina: esso infatti fa parte della Vicaria di Serina e nel 1859 apparteneva al IV Mandamento di Zogno ed aveva 222 abitanti (allora a Serina erano 1447 e San Pellegrino 727). Esisteva un’industria, con 50 pezze; i bovini erno 100 e i muli 8. Nelle storie si rammenta per Cornalba un “accidente fortunoso”, nel 1766 cadde un fulmine sulla chiesa, mentre era affollata di fedeli, nessuna vittima: qualche ferito; in memoria di ciò i cornalbesi fecero voto di fare ogni anno una processione di ringraziamento nella giornata anniversaria. Soltanto nel 1966 Cornalba riuscì a conquistare la propria autonomia come Comune, dopo una lunga lotta, fatta di mozioni, petizioni e firme, iniziata nel 1962. Grande propugnatore dell’autonomia il Parroco Don Paganelli. Molto spesso i sacerdoti si sono visti diretti protagonisti della storia di Cornalba: gli abitanti ricordano con fervida devozione il Cardinale Felice Cavagnis e Don Francesco Zambelli, chiamato affettuosamente Prèt Zambel, il quale riuscì a salvare con la forza della fede moltissime partorienti in gravissime condizioni. Così molte donne giungono oggi, a più di centocinquant’anni dalla sua morte, nella cappelletta a lui dedicata per chiedere la sua protezione durante il parto. Si dice che egli non abbia mai negato la sua “presenza”, a chiunque abbia fatto voto di quaranta giorni di preghiera.
Il paese di Cornalba è dolorasamente legato ai tragici eventi della Resistenza bergamasca: nel ’44 ha visto rastrellatori fascisti distruggere la dignità umana provocando atroci torture e sanguinosi stermini di cui ancora oggi la popolazione ne porta un indelebile ricordo. Sul campanile di Cornalba venne posizionata dai fascisti un enorme mitraglia con il brutale compito di trucidare i partigiani in fuga sul Monte Alben. Per far rivivere l’impegnativa eredità morale della lotta partigiana, ogni anno, in collaborazione con l’Associazione GL di Bergamo, vengono commemorati i caduti della lotta armata presso la Cappella a loro dedicata sul sagrato della Chiesa.
Note Storico Turistiche
Il comune di Cornalba è stato istituito di recente, anche se la storia della sua comunità fonda le radici in epoca feudale. In effetti una delle più antiche strade della Valle Brembana vedeva a Cornalba, e più precisamente in località “gardati”, uno dei più importanti luoghi di sosta dei viandanti e delle carovane che da Bergamo giungevano fino al borgo fortificato di Cornello del Tasso. Costruita prima della via Priula, la Via Mercatorum o via de’ Trafficanti nacque principalmente per favorire gli scambi commerciali tra la città di Bergamo e l’Alta Valle Brembana, raggirando così gli ostacoli naturali invalicabili situati a Sedrina e alla Goggia. Di questa importante strada cavalcatoria ne sono rimasti alcuni tratti originali nella frazione di Passoni (si presume che questo nome derivi appunto dalla famiglia dei Tasso).

Il vanto culturale dei Cornalbesi è comunque la ricca dotazione artistica raccolta a decoro della parrocchiale. Nel 1480 la Chiesa di Cornalba fu smembrata da quella di Lepreno, e soltanto dopo il 1740 fu rifatta sopra a quella più antica. La sua devozione a San Pietro è facilmente visibile all’interno grazie a tre quadri, nell’abside, recanti episodi della vita del Santo e ad un dipinto posto sopra la porta d’entrata che illustra la “Liberazione dal carcere di San Pietro”. Veramente pregevole è l’altare laterale a destra del presbiterio che è adorno di putti di scuola fantoniana. I gradini che recano all’altare maggiore furono costruiti utilizzando pietra estratta dal Monte Alben. La sagrestia merita una visita attenta, soprattutto per un mobile di sfondo che è mirabilmente intarsiato e che reca, al centro, un dipinto pregevole che raffigura la “Glorificazione del Crocefisso”. Il dipinto è forse del Salmeggia.

 

Fotografie Valle Brembana e Alpi prealpi Orobie

Le fotografie di Cornalba sono in risoluzione 800×600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri
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Fotografie di Cornalba – Valle Serina

 

Festa del Villeggiante a Cornalba
Cornalba in notturna






Tribulina di Piani d''Alben
Antica casa Milesi (la danza macabra)
Cornalba e la falesia della Corna Bianca
Lungo la Via Mercatorum
Cornalba con la Corna Bianca
Centro storico di Cornalba






Edificio, Antica Via Mercatorum
Cornalba invernale
La Parrocchiale di Cornalba
Vista aerea su Cornalba
Localita Ola

 


 

 

 

Cornalba (C.A.P. 24017) dista 33 chilometri da Bergamo, capoluogo della omonima provincia cui il comune appartiene. Cornalba conta 286 abitanti (Cornalbesi) e ha una superficie di 9,4 chilometri quadrati per una densità abitativa di 30,43 abitanti per chilometro quadrato. Cornalba sorge a 893 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Via Don Paganelli 13, tel. 0345-66082 fax. 0345-66082.
Cenni anagrafici: Il comune di Cornalba ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 298 abitanti. Nel censimento del 2001 Cornalba ha fatto registrare una popolazione pari a 286 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 – 2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -4,03%. Gli abitanti sono distribuiti in 138 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,07 componenti. Cenni geografici: Il territorio del comune di Cornalba risulta compreso tra i 700 e i 2.019 metri sul livello del mare. L’escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 1.319 metri. Cenni occupazionali: Risultano insistere sul territorio del comune di Cornalba 12 attività industriali con 40 addetti pari al 48,78% della forza lavoro occupata, 2 attività di servizio con 4 addetti pari al 2,44% della forza lavoro occupata, altre 9 attività di servizio con 28 addetti pari al 4,88% della forza lavoro occupata e 1 attività amministrative con 3 addetti pari al 10,98% della forza lavoro occupata.

 

http://www.comune.cornalba.bg.it/  sito istituzionale

Informazioni su diego80 (1943 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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