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Parma tra storia e leggenda – La caduta e la rinascita di un mito del calcio

Nel giorno della sua promozione in Lega Pro con conseguente ritorno, ripercorriamo la storia del Parma, prima Associazione Calcio, poi Football Club, che negli ultimi 25 anni ed oltre di storia, dopo la prima promozione in serie A nel 1990, ha passato in rassegna glorie europee, scudetti sfiorati, crisi finanziarie e ridimensionamenti, passando dal fallimento dell’estate scorsa, al rientro repentino e graduale nel calcio che conta. Augurando di ritrovarlo al più presto in serie A, che ha abbandonato nel maggio 2015 dopo un periodo di amministrazione controllata, sta ritrovando stabilità grazie a Nevio Scala, allenatore dei successi europei di inizio anni’90 che con la veste di presidente e trascinata da un suo ex giocatore, Luigi Apolloni, ha portato in serie A. Riviviamo quei fantastici anni del club italiano senza titoli italiani più vincente in Italia ed Europa.

LA GENESI – Nella stagione 1983-’84 il Parma è in lotta, per tutto il campionato, per la promozione in Serie B, che ottiene solo all’ultima giornata vincendo per 1-0 a Sanremo con un gol di un giovanissimo Stefano Pioli, passato poi alla Juventus. Capocannoniere della squadra è Barbuti con 18 marcature (16 delle quali nel solo girone di ritorno). Ma la stagione successiva il Parma retrocede di nuovo chiudendo ancora al penultimo posto, nonostante i 10 centri di Barbuti che nell’estate del 1985 si trasferisce all’Ascoli dove poi vincerà il campionato.

Con l’ingaggio del promettente allenatore Arrigo Sacchi nel 1985, la squadra avrà nuove soddisfazioni. La stagione 1985-’86 è infatti a tutt’oggi l’ultima del Parma in Serie C, campionato che vince dopo essere arrivato a pari punti con il Modena con il quale approda in Serie B, grazie a un gioco particolare “a zona” fino ad allora sconosciuto e che il tecnico di Fusignano apporterà più tardi al Milan cogliendo i massimi successi a livello internazionale. La promozione arriva all’ultima giornata con la vittoria per 2-0 contro la Sanremese al Tardini; in quella partita si deve registrare il primo gol con la maglia del Parma di Sandro Melli, protagonista poi della promozione in A e dei primi grandi successi della società.

L’anno successivo i gialloblù sfiorano la seconda promozione consecutiva arrivando a tre punti dal terzo posto che avrebbe significato la Serie A; la compagine di Sacchi elimina il Milan dalla Coppa Italia.

Nel 1987-1988 sulla panchina ducale arriva il giovane allenatore cecoslovacco Zdeněk Zeman che con la squadra si rende protagonista di uno straordinario pre-campionato in cui vengono battute in amichevole al Tardini Real Madrid e Roma. Tali amichevoli sono state rese possibili grazie al nuovo sponsor del Parma (e del Real Madrid): la Parmalat di Calisto Tanzi che ne diverrà, qualche stagione più tardi, il proprietario. Si stringe, infatti, l’accordo tra le parti con un progetto preciso,ovvero quello di provare a portare la società calcistica nell’arco di tre stagioni nella massima serie, per poi cederla a titolo definitivo alla famiglia Tanzi. Tuttavia la partenza in campionato è negativa: il gioco “a tutto campo”, “a difesa alta”, e “a squadra corta” risulta fisicamente dispendioso per i giocatori a disposizione del tecnico boemo che viene quindi esonerato e sostituito dal più esperto (e con l’applicazione di schemi più semplici e concreti) Giampiero Vitali, il quale riesce a conquistare la salvezza (10º posto alla pari dell’Udinese). La stagione successiva è sostanzialmente la fotocopia di quella precedente con il club, allenato ancora da Vitali, che si piazza ancora al 10º posto.

Il Parma che nel 1989-1990 guadagnò la promozione in Serie A.

La svolta per i gialloblù avviene nell’estate del 1989, quando ad allenare la squadra viene chiamato Nevio Scala che con la neopromossa Reggina, dopo un eccellente campionato, ha sfiorato la promozione in Serie A poi persa allo spareggio con la Cremonese.

Il Parma parte bene in campionato, ma dal 4 febbraio, dopo la morte improvvisa del Presidente Ernesto Ceresini che era stato ricoverato per il peggioramento delle sue condizioni di salute, la squadra accusa il colpo e crolla in classifica. Alla presidenza della squadra arriva per pochi mesi Fulvio Ceresini, figlio di Ernesto. Il Parma ritrova gioco e punti e, a due giornate dalla fine, è al quarto posto con quattro punti di vantaggio sull’Ancona. Il 27 maggio 1990 nel derby con la Reggiana con un 2-0 firmato da Marco Osio nel primo tempo e da Sandro Melli nel secondo, il Parma ottiene la sua prima storica promozione in Serie A, rendendo vano il contemporaneo successo dell’Ancona sulla Reggina.

1990-91

Si capisce subito che il Parma non sarà di passaggio in serie A. . La prima stagione dei gialloblù nella massima serie si apre con l’arrivo di giocatori importanti come il portiere del Brasile Claudio Taffarel, Stefano Cuoghi, Georges Grun e Tomas Brolin. Il Parma esordisce in Serie A il 9 settembre 1990: Parma-Juventus 1-2, il primo gol in A dei gialloblù è firmato da Melli. Questa sarà una delle uniche due sconfitte casalinghe della stagione per la squadra emiliana, che ottiene la prima vittoria in prima divisione 15 giorni dopo, contro il Napoli detentore dello scudetto (1-0, rete di Marco Osio). Il girone d’andata si chiude con il terzo posto a due punti dall’Inter, ottenendo anche un prestigioso successo (2-0) sul Milan campione d’Europa e del mondo, ottenendo il quinto posto finale a pari merito col Torino, qualificandosi per la Coppa Uefa, grazie anche alla squalifica dei rossoneri dall’Europa dopo i fatti di Marsiglia.

 

1991-92

Per la stagione 1991-1992 viene confermata la squadra dell’anno precedente con l’aggiunta dei terzini Antonio Benarrivo e Alberto Di Chiara. L’esordio in Europa coincide con l’eliminazione al primo turno diCoppa UEFA contro il CSKA Sofia. Nonostante ciò, i ducali, nella partita di ritorno al Tardini, conclusa 1-1 dopo lo 0-0 in Bulgaria festeggiano comunque la “squalificazione Uefa” con tanto di rinfresco offerto ai tifosi. La stagione si chiuderà con il settimo posto in campionato e arriva anche il primo trofeo: il 14 maggio 1992 la squadra batte in finale la Juventus per 2-0, con reti di Alessandro Melli e Marco Osio, dopo aver perso all’andata per 1-0, e conquista la sua prima Coppa Italia.

I giocatori del Parma festeggiano la Coppa Italia, vinta quell’anno battendo la Juventus, fuori dalle Coppe europee per quella stagione.

1992-93

La stagione 1992-93 si apre con l’arrivo di un giocatore che diventerà un idolo della tifoseria parmigiana: viene infatti acquistato dal Nacionàl Medellìn l’attaccante colombiano Faustino Asprilla. Anche quest’anno si apre male, a causa della sconfitta in Supercoppa italiana contro il Milan, ma finisce in maniera eccezionale: in Serie A arriva un ottimo terzo posto dietro alle due milanesi, suggellato da una memorabile vittoria a San Siro (1-0, rete di Asprilla) ai danni di un Milan che in campionato non perdeva da 58 partite.

Ma il motivo principale per cui questa stagione sarà sempre ricordata in Emilia è la conquista del primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, che arriva grazie ad una fantastica cavalcata culminata con la vittoria in finale per 3-1 contro l’Anversa  il 19 maggio 1993 a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi).

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La festa per la conquista della Coppa delle Coppe

1993-94

Nell’estate del 1993 il Parma si permette altri due ottimi acquisti: il promettente fantasista Gianfranco Zola e il grintoso mediano Massimo Crippa; a questi arrivi si aggiunge quello, in novembre, del difensore Néstor Sensini, chiamato a rimpiazzare l’infortunato Georges Grün. Al contrario delle due precedenti, questa stagione inizia con un grande successo: il Parma vince il 2  febbraio la Supercoppa UEFA, allora organizzata sulla formula dell’andata e ritorno, battendo a San Siro il Milan (ammesso al posto del Marsiglia squalificato per lo scandalo Tapie) 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all’andata 1-0 in casa; in campionato arriva un quinto posto, a nove punti dal Milan campione d’Italia, con gli emiliani che nel girone d’andata stupiscono dimostrandosi i più pericolosi rivali dei rossoneri.

Nel girone di ritorno il Parma crolla, complici soprattutto i passi falsi con le piccole, e abbandona la possibilità di vincere lo scudetto riuscendo comunque ad assicurandosi la qualificazione alla Coppa UEFA l’anno successivo. In Coppa delle Coppe il Parma raggiunge la finale, dopo aver eliminato squadroni sulla carta più forti come Benfica e Ajax, ma gli inglesi dell’Arsenal vincono per 1-0, e i gialloblù perdono la possibilità di vincere la competizione per il secondo anno consecutivo (impresa mai riuscita ad alcun club).

Gianfranco Zola eFaustino Asprilla sollevano la Supercoppa UEFA 1993 vinta contro il Milan

1994-95

Nel 1994-95 arrivano Fernando Couto e Dino Baggio. La stagione è caratterizzata da una sfida con la Juventus su tre fronti: in campionato il testa a testa è vinto dalla Juventus, i gialloblù vanno subito in testa alla classifica ma devono arrendersi quasi subito davanti allo strapotere dei bianconeri che passano in testa vincendo lo scontro diretto al Tardini per 3-1 e nello scontro diretto a Torino vincono per ben 4-0, lasciando il Parma al terzo posto staccato di dieci punti.

Anche in Coppa Italia il Parma viene sconfitto in finale dal club torinese, ma in Coppa UEFA i crociati si prendono la rivincita trionfando nella doppia finale proprio contro i bianconeri (1-0 al Tardini, rete dell’ex Dino Baggio,[1] e 1-1 al ritorno giocato al “Giuseppe Meazza” di Milano, anziché al Delle Alpi di Torino, ancora l’ex juventino risponde a Vialli). Arriva pertanto nella bacheca emiliana la prima Coppa UEFA.

La festa per la Coppa UEFA 1994-1995 vinta superando in finale la Juventus il 17 maggio 1995.

1995-96

La stagione 1995-96 si apre con un grande acquisto per puntare in alto: il Pallone d’oro 1994 Hristo Stoičkov, oltre alla giovane promessa Filippo Inzaghi e al rammarico di aver perso la trattativa con Luís Figo (che aveva già firmato un contratto di due anni) per motivi legali. Il Parma arriva sesto in campionato nonostante la buona partenza che lo porta a chiudere il girone d’andata con soli tre punti di svantaggio dal Milan, cede un’altra volta nel momento decisivo della stagione, e in Coppa delle Coppe viene eliminato ai quarti dal Paris Saint-Germain, che poi vincerà il trofeo. Al termine della prima stagione senza successi, si chiude il ciclo dell’allenatore che ha fatto grande il Parma Nevio Scala, e alla presidenza della società Pedraneschi è sostituito da Stefano Tanzi, figlio di Calisto.

Gialuigi Buffon quella stagione debuttò in serie A a 17 anni

1996-97

L’argentino Hernán Crespo. Dopo un periodo di ambientamento, esploderà in zona gol da dicembre, segnando 12 gol.

Concluso il ciclo Scala la panchina è affidata al giovane Carlo Ancelotti, che in passato aveva giocato con la maglia crociata; in Emilia Tanzi porta il giovane Hernán Crespo, che si era fatto notare alle olimpiadi di Atlanta (capocannoniere del torneo), il grande bomber Enrico Chiesa e il terzinofrancese Thuram e quello brasiliano Zé Maria. Vengono ceduti Stoichkov, Couto, Inzaghi e Di Chiara. In Serie A i ducali si rendono protagonisti del loro miglior campionato: la partenza è stentata e la squadra di Ancelotti arriva alla diciassettesima giornata a sei punti dalla Juventus capolista dopo essere stata all’inizio in zona retrocessione. La risalita inizia con i successi in casa del Milan nell’ultima gare del 1996 e con la Juventus nella prima gara del 1997. In seguito a un principio di rimonta nel finale, la squadra passa da quarta a seconda chiudendo l’annata a due punti dai bianconeri; la squadra aveva perso punti in precedenza contro Udinese (sconfitta per 2-0 in casa) e Milan (pareggio 1-1 sempre in casa).[2]

Questo secondo posto garantirà comunque la prima partecipazione alla Champions League 1997-1998; La squadra rimedia d’altro canto precoci eliminazioni dalla Coppa UEFA (al primo turno contro il Vitoria Guimaraes) e quella dalla Coppa Italia (ad opera del Pescara, squadra di Serie B).Gianfranco Zola chiede ed ottiene di trasferirsi al Chelsea, dal momento che con Ancelotti era stato impiegato sporadicamente.

1997-98

Nella stagione successiva il Parma, all’esordio in Champions League, supera il turno preliminare contro i polacchi del Widzew Łódź (3-1 all’andata e 4-0 al ritorno) ma non il girone all’italiana, dove incontra i Campioni d’Europa del Borussia Dortmund di Nevio Scala, il Galatasaray e lo Sparta Praga: nella partita contro i cechi, sostanzialmente decisiva, la squadra emiliana non va oltre il 2-2 casalingo. In campionato arriva un quinto posto, che porta all’esonero di Carlo Ancelotti, primo in serie A di un allenatore del Parma. In Coppa Italia la squadra riesce a raggiungere le semifinali, dove viene eliminato dal Milan dopo due pareggi, per la regola dei gol fuori casa.

 1998-99

Fabio Cannavaro, in forza al Parma dal 1995 al 2002.

Il testimone di Ancelotti viene preso da Alberto Malesani, ex tecnico di Chievo e Fiorentina. A rinforzare l’organico ducale sono gli arrivi di due stranieri di prim’ordine, l’argentino Verón e il francese (campione mondiale) Boghossian. Il campionato 1998-1999 tradisce però le aspettative dei tifosi, con il Parma che da possibile outsider ottiene solo un quarto posto: piazzamento comunque utile per entrare in Champions League. Nel maggio ’99 arrivano i successi in Coppa Italia e Coppa UEFA ad arricchire la bacheca: nella finale di coppa nazionale i parmensi la spuntano ai danni della Fiorentina con due pareggi, mentre la finale di UEFA fa registrare un netto 3-0 sull’Olympique Marseille. Ad oggi, quella del Parma rimane l’ultima affermazione di un club italiano nel suddetto torneo. L’accoppiata coppa Italia-coppa Uefa era riuscita 9 anni prima alla Juventus.

 1999-2000

Il 21 agosto 1999, il club emiliano si aggiudica la Supercoppa di lega vincendo per due reti ad una in casa del Milan campione d’Italia: sono i gol di Crespo e Boghossian nella ripresa a ribaltare la situazione, dopo che nella prima frazione di gioco Guglielminpietro aveva portato avanti i rossoneri. Nonostante questo trionfo, la stagione vivrà di pochi acuti complice anche la doppia eliminazione europea (ai preliminari di Champions ed agli ottavi di Coppa UEFA): in campionato, la squadra di Malesani arriva quarta ma a pari merito con l’Inter contro cui gioca, e perde, lo spareggio per l’approdo ai play-off della Champions League.

A distanza di anni, rimane memorabile l’incontro con la Juventus del 6 gennaio 2000 finito in parità: fu il primo caso nella storia del Campionato in cui una partita fu anticipata all’orario di pranzo.

2000-2001

L’estate 2000 è scossa dalla cessione di Crespo alla Lazio, club in cui l’argentino si aggiudicherà la Scarpa d’oro un anno più tardi. Non sarà un’annata da ricordare per il Parma, che conosce un doppio avvicendamento alla guida: prima Sacchi prende il posto di Malesani, salvo poi lasciare dopo sole tre partite (adducendo come motivazione un’eccessiva fonte di stress) e consegnare le redini della squadra a Renzo Ulivieri. Questi conduce i gialloblù al quarto posto in campionato, che significa ingresso ai preliminari di Champions League.

In Coppa Italia il Parma, dopo aver battuto 6-1 l’Inter, approda alla finale, trovando però la Fiorentina che vendica la sconfitta di due anni prima portando la coppa in Toscana: la vittoria viola nel match di ritorno suggella il risultato dell’andata, quando finì con due reti a testa.

2001-2002

Il periodo che precede l’inizio della stagione 2001-2002 è segnato dalle cessioni di due giocatori che hanno scritto la recente storia: Buffon e Thuram, entrambi acquistati dalla Juventus. L’eliminazione ai preliminari di Champions è solo un antipasto del difficile cammino in campionato, dove il Parma cambia due allenatori (Daniel Passarella rimpiazza Ulivieri a novembre, ma il suo posto salta dopo cinque sconfitte consecutive e l’incarico è raccolto da Pietro Carmignani, ex calciatore e responsabile del settore giovanile) e conclude in decima posizione.

Pochi giorni dopo la fine del campionato, il club emiliano fa sua la Coppa Italia a spese della Juventus (che ha appena vinto lo scudetto): i bianconeri vincono di misura all’andata, venendo però sconfitti al ritorno da una rete di Júnior.

2002-2003

Fabio Cannavaro, reduce dalla disastrosa campagna azzurra ai Mondiali nippocoreani, è ceduto all’Inter di Massimo Moratti: proprio dalla società lombarda arriva in prestito il giovane brasiliano Adriano, che ha trascorso l’ultima stagione a Firenze (sponda viola). Per la panchina viene ingaggiato Cesare Prandelli, il cui lavoro è supervisionato da Sacchi (ora in veste di dirigente): ad inaugurare la stagione è la disputa della Supercoppa italiana a Tripoli, contro la Juventus e che vede i ducali uscire sconfitti (2-1). Alcuni giorni dopo,Marco Di Vaio (autore dell’unico gol parmense nell’incontro in Libia) viene acquistato dalla stessa Juventus.

Pur avendo a disposizione un organico privo di nomi altisonanti, Prandelli conduce il Parma ad un ottimo quinto posto nel campionato 2002-03: un decisivo contributo è quello fornito dalla coppia d’attacco, composta da Adriano e dal romeno Adrian Mutu che totalizza 33 reti (15 il brasiliano, 18 il romeno).

2003-2004: l’anno della crisi e la nascita del Parma F.C.

Nella seconda stagione dell’era Prandelli il Parma vuole proseguire il progetto iniziato l’anno prima: partono Lamouchi (direzione Inter), Pieri (Udinese), Brighi (Brescia), Taffarel (fine carriera), ma la cessione più dolorosa è quella di Adrian Mutu, il quale pochi giorni dopo aver dichiarato di voler diventare Capitano riceve una super offerta dal Chelsea del nuovo proprietario Roman Abramovich che lo spinge a chiedere – e ottenere – la cessione. Arrivano giovani di belle speranze come Donadel in prestito dal Milan, Blasi in prestito dalla Juventus, Šerić dal Brescia e i più esperti Marcello Castellini dal Bologna, Carbone dal Como, Sicignano dal Palermo, Morfeo in prestito dall’Inter, mentre ritornano Bolañodalla Sampdoria e Marchionni dal Piacenza.

L’avvio di stagione è entusiasmante: il Parma si ritrova a lottare subito per un posto in Champions League, grazie a uno straordinario Adriano che trova in Morfeo un assist-man ideale e in Bresciano un buon finalizzatore. Tuttavia agli inizi di novembre il brasiliano subisce un grave infortunio durante la gara col Brescia; la squadra ne risente ma fortunatamente per i gialloblù esplode Alberto Gilardino, che comincia a segnare a raffica. A seguito della crisi della Parmalat, travolta dal crac finanziario per il quale viene arrestato il patron Calisto Tanzi, il Parma subisce due sconfitte, una a Torino con la Juventus e una in casa con la Reggina, in cui i giocatori indossano la crociata per festeggiare il novantesimo anniversario della società. La squadra, però, reagisce a questo momento difficile vincendo 2-0 ad Ancona, grazie ad una doppietta del parmigiano Barone e poi in casa con l’Inter. Durante il mercato di riparazione vengono ceduti Filippini al Palermo, Nakata al Bologna, Sicignano e Bo laño al Lecce, Junior al Siena e Bonazzoli alla Reggina (definitivamente); infine, viene rivenduta all’Inter la metà di Adriano, che prima di andarsene fa in tempo a segnare un altro gol pesante a Udine. Arrivano Amelia dal Lecce, Zicudall’Inter, Potenza e Degano dall’Ancona, e Cammarata in prestito dal Cagliari. Il nuovo sponsor diventa la Cariparma.

Squadra e tifosi si compattano e nonostante il futuro della società sia incerto si continua a lottare per un posto in Champions League assieme all’Inter ed alla Lazio; ad un periodo di flessione tra la fine di febbraio e la fine di marzo si succedono tre vittorie consecutive con Empoli, Chievo e Lecce. Alla terz’ultima giornata il Parma batte l’Ancona in casa e complice la contemporanea sconfitta dell’Inter a Lecce si ritrova da solo al quarto posto, con i nerazzurri staccati di due punti; la giornata successiva ha in programma proprio lo scontro diretto con l’Inter a Milano. Migliaia di tifosi parmigiani si riversano al Meazza, ma Adriano su punizione punisce la sua ex squadra che così perde partita e quarto posto. Nell’ultima giornata non basta un poker di Gilardino all’Udinese per andare in Champions: l’Inter vince ad Empoli e conquista l’ultimo posto disponibile. La stagione si conclude con gli applausi della curva alla squadra per la splendida stagione e la consapevolezza che nulla sarà più come prima. Il capocannoniere della stagione è Alberto Gilardino: il bomber biellese sigla 23 reti in campionato, una in meno di Shevchenko che vince la classifica marcatori.

In Coppa UEFA il Parma supera il Metalurg Donetsk al primo turno e asfalta l’Austria Salisburgo al secondo, ma viene eliminato dai turchi del Gençlerbirliği al turno successivo. In Coppa Italia i gialloblù eliminano il Venezia agli ottavi, ma ai quarti vengono estromessi dalla Lazio, che poi vincerà la manifestazione. Il 24 giugno 2004, per evitare la ripartenza dal calcio dilettantistico, nasce il Parma Football Club, che assume e mantiene vivi tutti i diritti del Parma A.C. (ma anche i debiti da saldare con i creditori in caso di vendita) e, grazie alla Legge Marzano, viene posto in amministrazione straordinaria da parte di Bondi e della Parmalat, da cui è svincolato, nell’attesa di un compratore in grado di sanare i debiti del Parma A.C., temporaneamente proprietaria del nuovo club.

2004-2005

La stagione 2004-05 al contrario parte malissimo; dopo le cessioni estive di Barone, Blasi e Donadel il Parma rischia la retrocessione, il nuovo tecnico Silvio Baldini viene esonerato e la squadra è di nuovo affidata al traghettatore Pietro Carmignani; mentre in Coppa UEFA la “seconda squadra” brilla (storica la vittoria ai supplementari a Stoccarda) e arriva nelle semifinali dove viene eliminata dal CSKA Mosca che poi vincerà la coppa, in campionato neanche il pareggio all’ultima giornata 3-3 contro il Lecce basta ad ottenere la salvezza, che si giocherà nel doppio spareggio tutto emiliano contro il Bologna. All’andata, il 14 giugno, anche a causa dei numerosi giocatori squalificati viste le ammonizioni comminate dall’arbitro Massimo De Santis (che due anni più tardi nell’ambito del caso Calciopoli sarà condannato anche per questo incontro) il Parma perde in casa per 1-0, con un gol di Tare. La salvezza sembra impresa impossibile, ma nel ritorno (18 giugno) a Bologna il Parma espugna clamorosamente il Dall’Ara: 2-0, reti di Cardone e Gilardino, il Parma è salvo. Ma le esaltanti vicende sportive non vengono accompagnate altrettanto da quelle societarie. E’ la prima volta, da quando è salito in serie A, che il cklub emiliano lotta per non retrocedere.

2005-2006

Da questo momento inizia per il Parma FC un periodo buio per la ricerca di un acquirente: le trattative per la cessione della società, prima a Gaetano Valenza, imprenditore di origini partenopee, poi a Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid, non si concludono ma si trascinano per mesi e mesi, influendo negativamente sull’ambiente e sui risultati della squadra. Nel frattempo la società continua ad essere guidata da uomini di fiducia del commissario straordinario Enrico Bondi, in attesa della definitiva vendita.

Nella stagione 2005-2006, dopo la cessione in estate di Alberto Gilardino al Milan per 24 milioni di euro, la società riesce a mettere a segno degli interessanti colpi di mercato: tra i pali a sostituire Frey arriva Lupatelli, a rinforzare la difesa arrivano Pasquale e il ritorno di Couto, a centrocampo oltre ad alcune riconferme arrivano Cigarini dalla Sambenedettese e Dessena dalle giovanili, è però in attacco che arrivano i maggiori colpi: oltre a Delvecchio arriva in prestito l’ex goleador della Lazio, Bernardo Corradi che puntò sul Parma per rilanciarsi dopo una travagliata stagione al Valencia. I ducali migliorarono nel girone di ritorno: la squadra guidata da Mario Beretta conquista la salvezza con quattro giornate di anticipo, togliendosi anche lo sfizio di battere l’Inter (1-0, rete di Simplício) e di pareggiare a Torino 1-1 contro la Juventus di Capello, partita alla quale fanno seguito molte polemiche per l’arbitraggio palesemente a favore della squadra avversaria. La salvezza viene raggiunta dagli uomini di Beretta grazie ad un affiatamento e ad un’intesa del gruppo fuori dal comune. Infatti Beretta riesce a creare nello spogliatoio un clima di gioia.

La stagione si chiude con il raggiungimento del decimo posto, risultato insperato a metà torneo, che diventa addirittura il settimo a seguito delle sentenze su Calciopoli; il Parma viene così ammesso alla Coppa UEFA 2006/2007. Il Parma così torna di nuovo in Europa dopo una stagione di assenza. Sempre a causa delle scarsissime risorse economiche, in estate vengono ceduti calciatori di notevole importanza per la squadra, come Mark Bresciano, Fábio Simplício, Marco Marchionni, Daniele Bonera e Paolo Cannavaro. La squadra, quindi, inizia la stagione 2006/2007 con una rosa ridimensionata e con l’obiettivo della salvezza, in attesa dell’arrivo di un presidente con portafoglio che possa investire liquidi e rilanciare così la società.

 2006-2007

Il tecnico Claudio Ranieri, alla guida dei crociati dal febbraio al maggio del 2007.

Con la guida del nuovo allenatore Stefano Pioli il campionato si apre con scarsi risultati: dopo il pareggio esterno con il Torino alla prima giornata, arrivano 5 sconfitte consecutive; la prima vittoria in campionato arriva alla settima giornata, con un 1-0 all’Ascoli. Al contrario la squadra disputa grandi partite in Coppa UEFA ed in Coppa Italia: in campo europeo, dopo la qualificazione al girone grazie alla doppia vittoria per 1-0 nel primo turno contro il Rubin Kazan, ottiene tre vittorie consecutive per 2-1, contro Odense, Heerenveen e Lens, che gli permettono di qualificarsi ai sedicesimi di finale con un turno d’anticipo. In Coppa Italia riesce ad eliminare negli ottavi di finale il Napoli, ribaltando la sconfitta per 1-0 al San Paolo con un 3-1 casalingo. Il girone di andata però si chiude al penultimo posto, con due sole vittorie, contro Ascoli e Atalanta.

Il 2 gennaio 2007 il consigliere del Parma, l’avvocato Roberto Cappelli, annuncia che la prestigiosa società crociata sarà venduta attraverso un’asta pubblica (con base di 4 milioni di euro) della durata di tre settimane, con inizio il 3 gennaio. L’imprenditore bresciano Tommaso Ghirardi rileva la società il 25 gennaio 2007, in compartecipazione con Angelo Medeghini e Banca Monte Parma, e ne assume la carica di presidente pagando 24 milioni circa.

Nel mercato invernale il Parma si rinforza con ritorno in prestito del giovane talento Giuseppe Rossi, cresciuto nelle giovanili ed emigrato poi verso il Manchester United all’età di soli 17 anni, che già all’esordio firma la vittoria dei ducali contro il Torino, e con l’acquisto del centrocampista Francesco Parravicini dal Palermo. Agli inizi di febbraio, tuttavia, Stefano Pioli, dopo due sconfitte consecutive contro Milan e Roma e l’eliminazione dalla Coppa Italia sempre ad opera di quest’ultima, viene esonerato dalla nuova presidenza, a cui preferisce il tecnico Claudio Ranieri, ex-allenatore di quel Chelsea da poco acquistato da Roman Abramovich. La sua gestione si apre con due sconfitte (entrambe per 1-0): la prima in Coppa UEFA nella trasferta portoghese contro il Braga, la seconda in campionato nella gara casalinga contro la Sampdoria. Nelle cinque partite successive di campionato, però, nonostante l’eliminazione in Europa dalla Coppa Uefa sempre per un altro 1-0 subito contro i portoghesi, il lavoro di Ranieri si fa sentire e cominciano ad arrivare i risultati: quattro pareggi di fila contro Udinese, Ascoli, Reggina e Atalanta, e la prima vittoria della gestione del tecnico romano, 1-0 contro il Siena del grande ex Mario Beretta (rete di Gasbarroni).

A seguito dell’appello di Gene Gnocchi, comico parmigiano grande tifoso del Parma, per poter giocare 5 minuti in Serie A, il Parma lo ha messo sotto contratto il 23 marzo 2007 al minimo sindacale di 1500 euro al mese (per i due mesi di aprile e maggio, nei quali è stato parte integrante della squadra). Gnocchi ha scelto il numero 52, corrispondente alla sua età: il comico avrebbe coronato così il sogno di giocare in Serie A, per di più con la propria squadra del cuore (mentre il Parma avrebbe potuto sfruttare il ritorno di immagine dell’iniziativa) ma, essendo il Parma stato a rischio di retrocessione fino all’ultima giornata, Gnocchi non è mai stato nemmeno convocato, vedendosi così sfumare la possibilità di realizzare il suo grande sogno.

In campionato intanto la squadra continua a raggiungere buoni risultati e, a parte una prevedibile sconfitta contro l’Inter, colleziona sei vittorie e solo un’altra sconfitta (contro il Chievo). Dopo il pareggio a reti inviolate a Roma con la Lazio, il Parma guadagna la salvezza nell’ultima giornata di campionato imponendosi per 3-1 sull’Empoli di fronte al proprio pubblico al Tardini, conquistando così il diritto di partecipare alla massima divisione nazionale per il diciottesimo anno consecutivo. La stagione si chiude con l’addio ufficiale di Ranieri che si accasa sulla panchina della Juventus neopromossa in serie A.

2007-2008

La stagione 2007-2008 si apre con l’arrivo sulla panchina emiliana di Domenico Di Carlo dal Mantova e con tre conferme importanti: Gasbarroni e Parravicini vengono infatti riscattati a titolo definitivo, mentre viene riscattata dal Palermo la metà di Budan. L’obiettivo dichiarato da parte della società è la salvezza, senza le sofferenze delle stagioni precedenti e in particolare dell’ultima: pertanto la rosa viene innestata con gli arrivi dei portieri Pavarini e Petr, del difensore Falcone, dei centrocampisti Morrone, Damiano Zenoni e Mariga, e degli attaccanti Reginaldo, Matteini e Corradi, quest’ultimo giunto proprio l’ultimo giorno di mercato dal Manchester City. Tra le cessioni bisogna registrare le partenze di Ferronetti, Bolaño, Grella e Giuseppe Rossi, tornato al Manchester United dopo il prestito e ceduto dalla società inglese al Villarreal, nonostante i tentativi del presidente Tommaso Ghirardi di acquistare il talentino italo-americano a titolo definitivo.

All’avvio di stagione il Parma viene subito eliminato dalla Coppa Italia per mano della Juventus e in campionato, dovendo anche rinunciare all’attaccante croato Budan che si infortuna in allenamento a fine agosto e rientrerà solo a fine gennaio, un avvio con due sole vittorie mette a serio rischio la panchina di mister Di Carlo. Il Parma guadagna tre punti preziosi in casa con il Livorno e “salva” il suo allenatore, ma poi continua con un andamento altanenante. Tuttavia, due vittorie in casa ottenute contro Empoli e Reggina, con in mezzo la sconfitta di Napoli, consentono al Parma di chiudere l’anno in una zona centrale della classifica.

Alla ripartenza del campionato il Parma incassa due sconfitte contro la Fiorentina al Tardini e l’Inter a San Siro, quest’ultima fortemente condizionata dagli errori arbitrali di Gervasoni ai danni dei ducali. Intanto, la società mette a segno un bel colpo di mercato e si assicura l’ex bomber del Livorno Cristiano Lucarelli. La squadra però fatica e cominciano le prime contestazioni al mister, a cui però la società ribadisce la sua fiducia. I risultati però non migliorano e dopo una sconfitta interna con la Sampdoria Di Carlo viene sollevato dall’incarico: al suo posto l’ex interista Héctor Cúper. La prima partita della nuova gestione porta al Parma un buon pareggio a Livorno contro gli amaranto, e tre giorni dopo una sofferta ma meritata vittoria casalinga col Palermo, giunta nonostante buona parte di gara giocata in inferiorità numerica. Tuttavia, cronici cali di tensione e un forte nervosismo – che comporterà numerose espulsioni – continuano ad affliggere la squadra, che subisce altre rimonte e sprofonda al terzultimo posto in classifica, riuscendo a vincere solo con il Genoa in casa quando mancano appena due giornate alla fine. Nella penultima giornata il Parma viene duramente sconfitto a Firenze, e Cuper viene sostituito dal tecnico della Primavera Andrea Manzo. Il 18 maggio 2008, all’ultima giornata, il Parma perde per 2-0 al Tardini contro l’Inter (che si laurea così campione d’Italia) e per la prima volta nella sua storia retrocede in serie B, 18 anni dopo la storica promozione.

2008-2009

Dopo tante stagioni in Serie A, il Parma si trova a dover ripartire dalla serie cadetta dopo un’assenza di 19 anni. L’obiettivo dichiarato è l’immediata risalita nella massima serie, cercando se possibile di emulare il Chievo della stagione precedente (retrocesso e poi subito promosso). Per riuscirvi viene presto ingaggiato un allenatore esperto e affidabile come Gigi Cagni, e vengono ceduti i giocatori con più mercato per ricavare denaro fresco da investire (Gasbarroni al Genoa, Budan al Palermo, Cigarini all’Atalanta e Dessenaalla Sampdoria ambedue in comproprietà); in entrata, tornano Kutuzov dal Pisa e Matteini dal Vicenza, mentre arriva un nutrito numero di giocatori dal Genoa (León, A. Lucarellie Pegolo), assieme a Budel dall’Empoli, e per finire giovani di belle speranze come Paloschi dal Milan ed il danese Troest dal Midtjylland.

All’inizio del campionato, tuttavia, la squadra mostra gravi limiti difensivi e – in trasferta – caratteriali, ottenendo cinque punti in altrettante partite e scatenando la rabbia dei tifosi, i quali nel dopopartita di Parma-Frosinone hanno un duro confronto con il capitano Cristiano Lucarelli e l’allenatore Gigi Cagni. La giornata successiva vede il primo colpo di scena in casa crociata: dopo uno scialbo pareggio a Brescia la società decide di esonerare il tecnico Cagni e assume Francesco Guidolin, chiamato a risollevare una classifica deficitaria. Nonostante il nuovo mister esordisca con due pareggi non troppo brillanti, la squadra sembra risollevarsi e nella seconda metà di ottobre infila una serie di tre vittorie consecutive, prima di un nuovo pareggio sul campo del Piacenza. I crociati ottengono così una lunga serie di risultati utili consecutivi che li portano nei piani alti della classifica, prima di arrendersi in trasferta al Pisa a metà dicembre; l’anno solare 2008 si chiude con la sofferta vittoria casalinga contro il Cittadella che proietta il Parma al primo posto, condiviso assieme ad altre 4 formazioni. Nel mercato invernale la rosa viene equilibrata con gli innesti di Vantaggiato e Lunardini presi dal Rimini, D’Agostino e Manzoni dall’Atalanta e di Ginestra dalla Ternana e le cessioni di Kutuzov al Bari, Matteini e Paponi al Rimini, e Parravicini all’Atalanta.

All’avvio di campionato il Parma però stenta, e ad Ancona a inizio febbraio subisce una dura sconfitta che induce il presidente Ghirardi a mandare la squadra in ritiro; da allora comincia un periodo positivo per i crociati che riprendono a veleggiare verso i primi posti in graduatoria, nonostante le prestazioni non siano sempre convincenti, soprattutto quelle interne dove la squadra mostra di soffrire le formazioni più chiuse in difesa. Nel turno infrasettimanale del 17 marzo i ducali raggiungono per la prima volta il secondo posto in solitaria dopo un contestatissimo 1 a 0 ai danni del Mantova, secondo posto che consolidano nelle giornate successive grazie a importanti risultati esterni (vittorie a Trieste e Bari e pareggio a Livorno). A tre giornate dal termine i crociati hanno nove punti di vantaggio sul Livorno terzo, e basta loro un punto sul campo del Cittadella per ottenere la promozione matematica; la partita finisce 2 a 2, e il Parma dopo solo un anno in cadetteria ritorna nella massima serie. Si vuole festeggiare la promozione in casa il sabato successivo col Vicenza, ma la festa sul campo (sul 4-0 per i crociati) è tristemente interrotta dalla morte di un tifoso della squadra ospite, Eugenio Bortolon, deceduto dopo una caduta dagli spalti dello stadio. Il Parma prova a lottare sino all’ultimo per il primo posto ma complice un pareggio a Modena all’ultima giornata contro il Sassuolo non vi riesce.

La stagione si chiude con una lunga serie di record per i gialloblù: minor numero di sconfitte (4), miglior attacco assieme al Bari (65 gol fatti), miglior difesa (34 gol subiti), maggior numero di partite consecutive imbattuti (18) ed unica squadra di serie B a mantenere il proprio campo imbattuto. L’annata degli emiliani va come tutto l’ambiente si aspettava, e il tentativo di emulare il Chievo della stagione precedente è riuscito. È di nuovo serie A.

2009-2010

Il Parma ritorna nella massima serie con una campagna acquisti che rivoluziona la rosa: tra gli arrivi figurano Christian Panucci, Valeri Bojinov, Davide Lanzafame, Daniele Galloppa, Cristian Zaccardo e Jonathan Biabiany. La squadra crociata è una delle più giovani di tutto il campionato: il tridente della prima giornata raggiunge complessivamente i 60 anni.

Dopo una cocente sconfitta interna in Coppa Italia per mano del Novara, il campionato inizia con un pareggio sul campo dell’Udinese e una vittoria in casa con il Catania. Al termine della decima giornata di campionato, dopo il successo interno contro il Bari, il Parma si ritrova quarto: la squadra crociata rimane nei piani alti della classifica per tutto il resto del 2009, terminando l’anno solare proprio al quarto posto, nonostante la sconfitta con la Roma nell’ultima gara. All’inizio del 2010 i gialloblu guadagnano solo due punti in otto partite, scendendo fino al dodicesimo posto dopo la sconfitta interna con la Lazio. Il momento buio termina con la rescissione consensuale del contratto di Christian Panucci e col ritorno alla vittoria nella successiva partita interna contro la Sampdoria. Da lì in poi la squadra ottenne otto risultati utili consecutivi, degne di nota la partita vinta all’ultimo minuto in casa contro il Milan e la vittoria in trasferta con il Napoli. Le successive 3 sconfitte consecutive contro Genoa, Bologna e Roma spengono le ultime speranze di un posto in Europa, ma nella penultima di campionato i crociati ottengono un risultato di prestigio vincendo all’Olimpico di Torino contro la Juventus, mentre nell’ultima giornata il malcapitato Livorno viene travolto con un poker, il quale ultimo gol è di Hernan Crespo, che riesce quindi a segnare il suo primo e tanto atteso gol del ritorno, consegnando al Parma l’ottavo posto e l’accesso agli ottavi di Coppa Italia.

2010-2011

Alla vigilia della stagione, c’era grande attesa fra i tifosi per vedere all’opera la squadra di Pasquale Marino, allenatore che fonda il proprio schema su un tridente offensivo che ben aveva impressionato in quel di Catania e Udine. Arrivano dalla Juventus i giovani Antonio Candreva e Sebastian Giovinco, e dal Boca Juniors il promettente difensore Gabriel Paletta. Ma l’avvio è stentato: nelle prime dieci giornate, l’unica vittoria è quella all’esordio contro il Brescia, e il gioco votato all’attacco del tecnico siciliano sembra non appartenere ai giocatori disponibili in rosa. Arrivano nel mercato di gennaio, dalla Juve l’italo-brasiliano Amauri in cerca di riscatto, dalla Fiorentina Massimo Gobbi e dal GenoaFrancesco Modesto e Raffaele Palladino. Dopo la vittoria ottenuta a Torino contro la Juventus per 4-1, l’esonero dell’allenatore arriva con la sconfitta interna contro il Bari (virtualmente già retrocesso). È Franco Colomba il sostituto, che già dalle prime apparizioni sembra portare maggiore equilibrio e motivazioni alla squadra. I risultati arrivano presto: vittoria (2-0) sull’Inter, ripetuta a Udine, 3-1 al Palermo. Il Parma arriva alla salvezza con il pareggio contro il Bologna, chiudendo il campionato con la vittoria contro la Juventus all’undicesimo posto insieme a ChievoVerona e Catania.

2011-2012

Il mercato impostato dall’AD Pietro Leonardi e dal DT Antonello Preiti va in questa direzione. Viene esercitato il diritto di riscatto sulla metà del cartellino di Sebastian Giovinco a 3 milioni, vengono acquistati a parametro zero Graziano Pellè e Fabio Borini. La società ducale si assicura le prestazioni del difensore Fabiano Santacroce e del centrocampista Manuele Blasi dal Napoli in un’operazione che porta Blerim Dzemaili in Campania e 9 milioni di € nelle casse ducali. Con un analogo scambio Valeri Bojinov viene ceduto allo Sporting Lisbona in cambio di Valdes più 3,5 milioni. In Emilia arriva anche Jonathan Biabiany dalla retrocessa Sampdoria: per il francese è un ritorno. Inoltre vengono acquistate le giovani promesse Gianluca Musacci, Raffaele Schiavi e Fabio Nunes. Per sistemare l’attacco arriva dalla Lazio Sergio Floccari in prestito oneroso con diritto di riscatto esercitabile nella stagione successiva a 5 milioni. Fabio Borini, preso a parametro zero, viene ceduto alla Roma in prestito oneroso a 1,25 milioni con diritto di riscatto fissato a 7 milioni. La stagione inizia in ritardo a causa del rinvio della prima giornata. Il Parma inaugura il nuovo Juventus Stadium l’11 settembre: vince la Juventus 4-1. La prima vittoria della stagione arriva col Chievo alla terza giornata: 2:1. Il Parma vive una prima parte di campionato con risultati altalenanti: dopo 12 giornate ottiene cinque vittorie e sette sconfitte. Segue un periodo molto negativo per la formazione di Franco Colomba con una serie di pareggi con Palermo, Cagliari, Lecce, Catania ed una rocambolesca sconfitta per 5-0 a San Siro contro l’Inter. Franco Colomba viene esonerato e sostituito da Roberto Donadoni. Nella sessione invernale di calciomercato vengono ceduti Matteo Rubin, Manuele Blasi, Abderazzak Jadid e Graziano Pellè rispettivamente a Bologna, Lecce, Grosseto e Sampdoria. Arrivano in Emilia dall’Inter il terzino Jonathan Cícero Moreira e il centrocampista McDonald Mariga, i due si riveleranno due acquisti azzeccatissimi. Per sostituire Graziano Pellè arriva Stefano Okaka dalla Roma. Da sottolineare è anche il sentito saluto ad Hernán Crespo, idolo della tifoseria, attaccante più prolifico del Parma in Serie A con 72 gol con la maglia ducale, ormai fuori dai titolari.

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Il nuovo corso di Donadoni inizia benissimo con una convincente vittoria per 3:1 sul Siena a cui seguono quattro pareggi e una vittoria esterna a Verona col Chievo. L’imbattibilità finisce con la sconfitta 1:0 a Roma contro i giallorossi di Luis Enrique. Seguono una vittoria contro la Lazio, tre pareggi e tre sconfitte. Il 7 aprile il Parma viene sconfitto dall’Udinese 3:1. Questa sarà l’ultima sconfitta del Parma che è ancora invischiato nella lotta per non retrocedere. Dopo la partita con l’Udinese il Parma inanella una serie di sette vittorie consecutive contro Novara, Cagliari, Palermo, Lecce, Inter, Siena e Bologna. Si tratta di un record per il Parma che mai aveva ottenuto sette vittorie consecutive. Il Parma termina con l’ottavo posto in classifica a 56 punti come la Roma, a due punti dall’Europa.

2012-2013

La stagione incomincia sotto il segno delle sette vittorie consecutive della precedente. La formazione emiliana perde Sebastian Giovinco che passa alla Juventus per 11 milioni di euro e il cartellino di Raman Chibsah, centrocampista girato poi al Sassuolo. Nonostante ciò il Parma chiude numerose trattative in entrata, soprattutto in attacco, rivoluzionato con gli arrivi di Dorlan Pabon, Ishak Belfodil, Sotiris Ninis, reduce da Euro 2012 con la nazionale greca e Amauri. Il precampionato è diviso in due fasi: pre-ritiro a Olbia e ritiro vero e proprio a Levico Terme in Trentino. La prima amichevole al Tardini termina 2-0 per il Parma, contro la Real Sociedad, con reti di Alessandro Lucarelli e Stefano Morrone.

Il campionato inizia il 25 agosto allo Juventus Stadium, con un 2-0 in favore della Juventus. Al suo esordio in casa, al Tardini contro il Chievo, arriva la prima vittoria stagionale 2-0 con le reti di Belfodil e Rosi. Seguono poi una sconfitta contro il Napoli (3-1) e 3 pareggi consecutivi contro Fiorentina (1-1), Genoa (1-1) e Milan (1-1). Dopo la sconfitta in trasferta contro il Catania per 2-0, arrivano tre vittorie consecutive contro Sampdoria (2-1), Torino (1-3) e Roma (3-2), risultati che fanno salire il Parma in zona Europa League al 6º posto con 14 punti a pari punti con la Roma.

Dopo questo brillante periodo, il Parma sembra ritornare sui ritmi di inizio stagione vincendo in casa contro l’Inter per 1-0 grazie a un gol di Nicola Sansone ma perdendo controPescara (2-0), Atalanta e Lazio, queste ultime due partite sono terminate entrambe terminate 2-1. Gli emiliani pareggiano, poi, con Udinese 2-2 ( Raffaele Palladino, pareggiando allo scadere la gara contro i friulani, ha segnato la rete numero 1000 del Parma in Serie A ) e Siena 0-0; mentre in Coppa Italia, unica competizione dopo il campionato che disputa la squadra di Donadoni, il Parma viene subito eliminato agli ottavi di finale dal Catania ai calci di rigore dopo aver pareggiato per 1-1 nei tempi regolamentari. Per quanto riguarda il campionato, gli emiliani riescono a chiudere il girone d’andata con tre vittorie consecutive sconfiggendo in modo netto il Cagliari per 4-1 dopo essere passati in svantaggio nel primo tempo, vincendo il derby emiliano contro il Bologna (espugnando il Dall’Ara di Bologna per 2-1, il Parma ottiene la vittoria numero 300 in Serie A ) e battendo Palermo (2-1) grazie a un gol di Amauri allo scadere. Il Parma termina così il girone d’andata all’ottavo posto con 29 punti, ad appena una lunghezza dal Milan, settimo in classifica.

Nella sessione invernale di mercato il Parma cede Cristian Zaccardo al Milan in cambio di Djamel Mesbah e Rodney Strasser. Quest’ultimo sostituirà Afriyie Acquah acquistato dal Hoffenheim per 2,5 milioni di euro. Completano la squadra gli arrivi in prestito di Andrea Coda e McDonald Mariga rispettivamente da Udinese ed Inter.

Dopo aver aperto il girone di ritorno con un pareggio contro la Juventus per 1-1, pareggio raggiunto nel finale grazie a un gol di Nicola Sansone dopo essere passati in svantaggio, arriva il periodo forse più nero della stagione della squadra di Donadoni, con gli emiliani che dopo la vittoria contro il Palermo restano a secco di vittorie per 8 giornate consecutive,perdendo contro Napoli (1-2), Fiorentina (2-0), Milan (2-1), Catania (1-2) e Sampdoria (1-0) e riuscendo a strappare un punto contro Chievo (1-1) e Genoa (0-0). Icrociati ritornano alla vittoria alla 28ª di campionato contro il Torino, vincendo 4-1 (tripletta di Amauri e gol si Sansone. È la prima tripletta in carriera per il giocatore italo-brasiliano). Seguono poi un pareggio col Siena (0-0), una vittoria interna col Pescara (3-0), due sconfitte contro Udinese (0-3) e Inter (0-1), due vittorie contro Atalanta (2-0) eCagliari (1-0) e una sconfitta interna nel derby contro il Bologna (0-2). I crociati terminano la loro stagione con un 3-1 esterno ai danni del Palermo, piazzandosi così al 10º posto.

2013-14

La stagione 2013-2014 vede gli innesti dei difensori  Yohan Benalouane, algerino, dal Cesena,, e Mattia Cassani, dalla Sampdoria e Felipe dalla Fiorentina, i centrocampisti Walter Gargano dal Napoli, Gianni Munari dalla Sampdoria e Marco Parolo dal Cesena, e di Antonio Cassano dall’Inter, Tomas Danilevicius dal Latina e Abdelkhader Ghezzal dal Bari. Nella fase invernale ecco Cristian Molinaro dallo Stoccarda, Ezequiel Schelotto dall’Inter e Nicola Pozzi dalla Sampdoria, mentre Benaloune va all’Atalanta e Nicola Sansone passa al Sassuolo.Dopo un brillante campionato terminato al sesto posto con qualificazione in Europa League, la squadra non può partecipare al torneo europeo 2014-15 per il mancato ottenimento della licenza UEFA a causa del ritardo nel pagamento dei stipendi e degli oneri tributari.

2014-15

Il campionato 2014-2015 corrisponde alla 25ª partecipazione dei ducali al massimocampionato di calcio italiano, la sesta consecutiva. La stagione ricomincia con il Parma che, dopo il sesto posto conquistato al termine della stagione precedente, è stato escluso dall’Europa League in seguito al mancato ottenimento della licenza UEFA.[6] A seguito di tale decisione il presidente Tommaso Ghirardi, il 30 maggio 2014, annuncia le proprie dimissioni da presidente del Parma e mette in vendita la società.[7] Il 12 settembre annuncia però, a seguito di richiesta rivoltagli dal CdA, il ritiro delle dimissioni.

La società non è protagonista in sede di mercato, poiché inserisce in rosa solamente giocatori di categoria inferiore richiamandoli dai rispettivi prestiti. Tra i movimenti più rilevanti si segnalano l’acquisto del regista Francesco Lodi dal Catania e poi il ritorno di Ishak Belfodil dal Livorno.[10]Ci sono poi delle dolorose partenze come quelle di Marco Marchionni, che approda alla Sampdoria in cambio di Andrea Costa,[11] Gianni Munari, che si trasferisce in Inghilterra al Watford,[12] Walter Gargano, che ritorna al Napoli, Ezequiel Schelotto,[13] Marco Parolo, determinante nella stagione precedente e che approda a titolo definitivo alla Lazio,[14] e Amauri, trasferitosi nell’ultima giornata di mercato al Torino.[15] L’ultimo giorno di mercato il Parma si rinforza in difesa con l’arrivo, a titolo temporaneo dalla Juventus, di Paolo De Ceglie.[16]

L’esordio del Parma in campionato avviene in trasferta al Manuzzi di Cesena, con gli emiliani che vengono sconfitti per 1-0 dal neopromossoCesena grazie al gol segnato nella ripresa da Alejandro Rodríguez.[17][18] Nella seconda gara della stagione, il 14 settembre, il Parma perde, al termine di una partita rocambolesca giocata al Tardini, contro il Milan, che vince per 4-5.[19][20][21] Lo stesso mese arriva una spiacevole notizia: il franco-guadalupese Jonathan Biabiany, dopo l’esordio in casa del Cesena, non potrà giocare per tutta la stagione a causa di un’aritmia cardiaca.[22][23]

La stagione prosegue malissimo per i crociati, che perdono molte partite rimanendo così ultimi in classifica insieme al Cesena. La squadra, allenata da Roberto Donadoni, il quale rischia l’esonero, inanella una serie di sei sconfitte consecutive che si interrompe alla 10ª giornata, grazie alla vittoria casalinga per 2-0 contro l’Inter.[24][25][26] All’11ª giornata di campionato, il 9 novembre, il Parma viene travolto 7-0 dalla Juventus allo Juventus Stadium,[27] un risultato che segna la più ampia sconfitta nella storia degli emiliani in Serie A.[28][29]

Il 7 dicembre Ghirardi vende ufficialmente il Parma ad una cordata russo-cipriota rappresentata dall’avvocato Fabio Giordano.[30][31] Il 16 dicembre viene presentato il nuovo organigramma, che vede Pietro Doca come nuovo presidente e Fabio Giordano come vicepresidente.[32] Il 19 dicembre le quote di maggioranza della Eventi Sportivi S.p.A., la società controllante il Parma, vengono acquisite dalla Dastraso Holdings Ltd. sita a Cipro, un gruppo cipriota-russo leader nell’estrazione petrolifera.[33] Il 21 gennaio Ermir Kodraviene nominato come nuovo presidente dei ducali che ricoprirà anche la carica di amministratore delegato e direttore generale del club, mentre il proprietario del Parma diventaRezart Taçi.[34][35] Il 9 dicembre, il club viene penalizzato di un punto a causa del pagamento solo parziale dell’IRPEF dell’ultimo semestre dell’anno precedente.[36]

Al termine del girone d’andata il Parma si trova in ultima posizione insieme al Cesena, anche se gli emiliani hanno un punto di penalità, avendo totalizzato solo 9 punti e avendo così eguagliato il record negativo di punti nel girone d’andata che aveva collezionato l’Ascoli nella stagione 2006-2007.[37] Inoltre il Parma è la squadra che ha collezionato meno punti di tutti a confronto con le altre ultime dei primi quattro campionati europei: in Premier League il Leicester City è ultimo con 13 punti, nella Liga il Granada con 14, in Ligue 1in Caen con 15 così come in Bundesliga il Borussia Dortmund e il Friburgo).[38] Il 25 gennaio perde di nuovo nello scontro diretto casalingo contro il Cesena per 2-1, riconfermandosi così ultimo: decisivi in questa partita sono i gol di Nico Pulzetti e Alejandro Rodríguez, mattattore anche della gara d’andata.

Il 23 gennaio Antonio Cassano mette in mora il club per il mancato versamento delle mensilità, ma la società immediatamente smentisce, facendo sapere che l’attaccante non ha messo in mora il Parma ma ha solo reclamato lo stipendio non pagato.[39][40][41] Nonostante ciò viene convocato per la gara contro il Cesena del 25 gennaio.[42] Il 26 gennaio, in seguito a questa vicenda, Cassano rescinde il suo contratto con il Parma.[43][44] In seguito alla contestazione della curva dopo la partita, il DG Pietro Leonardi è colto da un malore a causa dello stress e viene ricoverato in ospedale. Il 29 gennaio anche Lodi, come aveva fatto poco prima l’ex compagno di squadra Cassano, mette in mora la società chiedendo il pagamento di tutti gli stipendi arretrati: se non verrà pagato entro 21 giorni[45] potrà svincolarsi e cercare una nuova squadra.[46][47]

Durante la sessione invernale del calciomercato, i ducali si rinforzano con gli importanti arrivi di Andi Lila, un centrocampista albanese che arriva dal Giannina,[48][49] Antonio Nocerino, che arriva dal Milan, Cristian Rodríguez, esterno nazionale uruguaiano arrivato dall’Atlético Madrid,[50][51] e Silvestre Varela, attaccante della nazionale portoghese che ha militato nel Porto.[52] Tutti i nuovi acquisti arrivano a titolo temporaneo. Nell’ultima giornata utile della finestra invernale, il 2 febbraio, ritorna dal prestito al Palermo Zouhair Feddal.[53] Dal punto delle cessioni, si registrano invece molte importanti partenze di alcuni giocatori scoraggiati dalla difficile situazione societaria del Parma: De Ceglie torna alla Juventus,[54][55] mentre Gabriel Paletta, al ritorno dopo un lungo infortunio, approda al Milan dopo quattro anni e mezzo al Parma,[56][57] Afriyie Acquah ritorna all’Hoffenheim che lo cede poi alla Sampdoria,[58] il difensore Felipe rescinde consensualmente il suo contratto[59] mentre l’attaccante Nicola Pozzi viene ceduto in prestito con diritto di riscatto fissato a soli 1000 € al Chievo, una cifra davvero irrisoria che testimonia lo sbando societario.[60][61][62]

Il cammino in Coppa Italia del Parma, grazie al sesto posto ottenuto nella stagione precedente, inizia direttamente agli ottavi di finale, che si giocano il 14 gennaio. I ducali si qualificano ai quarti dopo aver avuto la meglio sul Cagliari per 2-1 con gol di Paletta e Rispoli.[63][64] Nel turno successivo però, il 28 gennaio, è la Juventus a passare per 1-0 al Tardini con gol di Álvaro Morata eliminando perciò il Parma.[65][66][67]

Il 6 febbraio la società viene nuovamente ceduta, questa volta ad una cordata italiana.[68] Il nuovo manager di riferimento, nominato dalla società, è Fiorenzo Alborghetti.[69] Non viene ancora definito il ruolo di presidente, mentre Pietro Leonardi dovrebbe ricoprire il ruolo di direttore generale e non più quello di amministratore delegato.[70] L’8 febbraio viene nominato nuovo presidente Giampietro Manenti, amministratore delegato della Mapi Group, che dovrà pagare 15 milioni, entro il 16 febbraio, per saldare gli stipendi arretrati e se ciò non avverrà i tesserati potrebbero mettere in mora la società.[71] Pietro Doca, il gioielliere presidente della Dastraso Holding, alla fine dell’assemblea che ha nominato Manenti nuovo presidente, ha aggiunto che il club è stato venduto ad 1 €.[72] Il 13 febbraio Leonardi viene deferito dalla FIGC per non aver documentato l’avvenuto pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS per le mensilità di luglio, agosto e settembre 2014; lo stesso giorno si dimette dal CdA del club rimanendo come direttore generale.

Alla scadenza dell’ultimo giorno utile del pagamento degli stipendi, la mezzanotte del 16 febbraio, non viene versato alcun bonifico: nonostante il tempo sia scaduto, il presidente Manenti si dice tranquillo e comunica di aver ottemperato all’impegno.[73] Il 17 febbraio, al centro sportivo di Collecchio, sono stati portati via i furgoni e pure un’auto del club. In particolare, i furgoni sono stati pignorati a causa di una procedura avviata da Equitalia.[74] In classifica il Parma, dopo i deferimenti della FIGC, verrà quindi penalizzato di cinque punti, dei quali due per l’insolvenza di novembre e tre per la recidiva del 16 febbraio, per il mancato pagamento degli stipendi.[74] In un’intervista Manenti afferma comunque che i soldi sono in arrivo mentre si reca a Nova Gorica, in Slovenia, dove ha sede la sua società, per velocizzare la questione.[75] Intanto la Procura Federale di Parma chiede il fallimento della società attraverso i P.M. Paola Dal Monte, Giuseppe Amara e Umberto Ausiello, che hanno chiesto il fallimento della società per le inadempienze fiscali, dato che i debiti del Parma ammontano a 97 milioni di €.[76][77] Il capitano Alessandro Lucarelli, dopo un incontro con l’AIC, afferma che, insieme al resto della squadra, aspetterà fino alla fine della settimana prima di agire legalmente contro il Parma.[74][78]

Il 18 febbraio Manenti, a cui è stata concessa una proroga, tranquillizza l’ambiente facendo sapere che i soldi arriveranno mentre il presidente dell’AIC Damiano Tommasi, che si è incontrato con la squadra, si dice cauto e fiducioso che si darà seguito alle promesse e agli impegni presi a parole dalla nuova proprietà.[79] Intanto, il normale svolgimento del campionato è seriamente messo a rischio, a cominciare dalla gara che i crociati dovranno giocare il 22 febbraio al Tardini contro l’Udinese. Alla società sono rimasti 40 000 €, che non garantirebbero il pagamento dell’energia allo stadio, degli steward e dell’ambulanza fino a fine stagione. La Lega Calcio, che nega tutto ciò, farà in modo di dare una mano al Parma attraverso un anticipo del cosiddetto paracadute che spetta alle società retrocesse.[80]

Il 19 febbraio il GOS (Gruppo Operativo sulla Sicurezza) si riunisce in mattinata alla Questura di Parma per un primo summit e pare sia stata scongiurata l’ipotesi di cancellazione della partita. Manenti incontra invece la squadra, chiedendo ancora fiducia per i pagamenti e il bonifico.[81] Nonostante le smentite, il 20 febbraio la gara casalinga contro l’Udinese viene rinviata a data da destinarsi.[82] Intanto Leonardi viene ricoverato per un altro malore e il 21 febbraio viene trasferito in un centro specializzato nella cura degli stati d’ansia e per quelli depressivi.[83] Il giorno seguente circa mille tifosi protestano sotto casa sua insultandolo.[84]

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ha annunciato la disponibilità di aiutare economicamente il club parmense pagando la trasferta della Primavera in Liguria,[85]lanciando inoltre un appello alle altre squadre per salvare il Parma,[86] ma il Cesena rifiuta.[87] Intanto l’Inter offre un pullman agli Allievi emiliani per partecipare ad un torneo.[88]Dopo la confisca dei pulmini e delle auto, verranno messe all’asta il 5 marzo le panchine di Donadoni, insieme al mobilio dello spogliatoio con il prezzo base di 5 000 €.[89] Per la partita domenicale contro il Genoa, Lucarelli e compagni fanno sapere che non vogliono farsi pagare il viaggio e che se non sarà la Lega a farlo, pagheranno loro stessi la trasferta.[90] Il 26 febbraio i giocatori rendono noto che non scenderanno in campo a Genova e le altre squadre che giocheranno domenica alle 15:00, in segno di solidarietà, inizieranno le gare alle 15:15.[91] Il giorno seguente, come da richiesta dei giocatori alla FIGC, diventa ufficiale il rinvio della gara Genoa-Parma a data da destinarsi.[92]

Il 4 marzo Pietro Leonardi si dimette dall’incarico di direttore generale per motivi di salute e per non essere d’impaccio alla nuova dirigenza visto il difficile momento.[93][94] Intanto insieme all’ex presidente Ghirardi viene indagato per concorso in bancarotta fraudolenta nell’inchiesta della Procura di Parma sulla gestione della società.[94][95]

Intanto si decide in Lega di far terminare il campionato ai crociati grazie ad un aiuto votato da quasi tutti i club (16 su 20) che si sono impegnati a versare fino a 5 milioni tramite il fondo delle multe comminate dal giudice sportivo.[96] Perciò, dopo due settimane di stop, il Parma torna a giocare nella gara casalinga contro l’Atalanta con il consenso dei giocatori.[97]

Il 14 marzo al Parma vengono inflitti altri due punti di penalizzazione per un totale di tre punti, mentre Ghirardi e Leonardi vengono inibiti per quattro mesi.[98] Dopo aver perso la partita contro il Sassuolo, il 16 marzo il presidente Manenti rifiuta un’offerta di 500.000 € da parte del finanziere Alessandro Proto chiedendo l’incredibile cifra di 5 milioni per vendere la società avendola pagata solo 1 €.[99] Il 18 marzo Manenti viene arrestato per reimpiego di capitali illeciti per aver provato a ottenere, con l’aiuto di complici, 4,5 milioni di € per il Parma tramite l’utilizzo di carte di credito clonate.[100] Il giorno seguente il Parma viene dichiarato ufficialmente fallito.[106] Il Tribunale di Parma, che ha dichiarato il fallimento ha decretato l’esercizio provvisorio dell’impresa e nominando Angelo Anedda e Alberto Guiotto come curatori fallimentari.[101][104][105][107][108] Viene rivelato inoltre che i debiti del club emiliano ammontano a 218.446.754,61 € con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 € più un ingente debito sportivo stimabile allo stato in 74.360.912 € di cui 63.039.920 € nei confronti dei calciatori tesserati.[101][109]

Il 21 aprile la società ufficializza la base d’asta a 20 milioni di €.[110] Il giorno seguente il Tribunale di Parma dichiara il fallimento della Eventi Sportivi S.p.A., la società in mano a Manenti che deteneva il 90% del capitale sociale del Parma, e nomina un curatore fallimentare. Secondo la sentenza lo Stato d’insolvenza appare conclamato ed irreversibile con una situazione debitoria complessiva, secondo le risultanze del bilancio al 30 giugno 2014, ultimo rendiconto disponibile, di 63.786.083 €, a fronte di un attivo patrimoniale di circa 12 milioni di €.[111]

Con la sconfitta per 4-0 contro la Lazio del 29 aprile, il Parma retrocede matematicamente in Serie B con cinque giornate d’anticipo e saluta la massima serie dopo sei stagioni consecutive: l’ultima stagione in B era stata nel 2008-2009.

Le aste del 6, 12, 18, 22 e 28 maggio, con base iniziale fissata a 20 milioni di € e finale a 6, vanno tutte deserte e così si procede con la convocazione straordinaria per il 9 giugno come ultima procedura di vendita con un prezzo di vendita ribassato ulteriormente a 4,5 milioni di € e inoltre viene prorogato l’esercizio provvisorio fino al 15 giugno.[112] Il 9 giugno non perviene ancora alcuna offerta ma solo una manifestazione d’interesse giunta a firma delle società VIRIS S.p.A. (ambito immobiliare) e Unigasket S.p.A (settore PTFE Paste Extrusion) e giudicata il giorno seguente dal Comitato dei Creditori e del Giudice Delegato.[113] Il giudice delegato Rosato autorizza poi i curatori fallimentari ad avviare trattative private con Giuseppe Corrado, presidente e AD di The Space Cinema, e con Mike Piazza, ex giocatore di baseball statunitense affiancato da un gruppo di imprenditori americani e dalla banca JP Morgan. Entro il 12 giugno i soggetti interessati avrebbero dovuto mettere a disposizione tutti i dati richiesti e versare un deposito cauzionale non inferiore 900.000 euro.[114]

Il 22 giugno, non essendosi concretizzata alcuna offerta d’acquisto, il giudice delegato decreta la fine dell’esercizio provvisorio del Parma con susseguente avvio della procedura di liquidazione e delle azioni risarcitorie, sancendo così la definitiva fine, anche sportiva del club ducale.[115] Non viene infatti salvato il titolo sportivo e la nuova squadra dovrà ripartire dalla Serie D in caso di rifondazione. Il 22 giugno 2015 i giocatori sono stati svincolati e sono state sciolte le comproprietà.

2015-2016

Dopo il fallimento, nel giugno del 2015, del Parma Football Club di Tommaso Ghirardi[1] peraltro già retrocesso dalla Serie A alla B, il 27 luglio una nuova società, denominata Parma Calcio 1913, ottiene l’affiliazione alla FIGC e l’iscrizione in sovrannumero alla Serie D[2] con l’obiettivo di proseguire la tradizione calcistica della città di Parma. Il nuovo club – dopo quarantacinque anni costretto a ripartire dai dilettanti – è costituito da due NewCo, rispettivamente la Nuovo Inizio, di cui fanno parte imprenditori del territorio parmense quali Guido Barilla, Marco Ferrari, Gian Paolo Dallara, Paolo Pizzarotti, Giorgio Gandolfi, Mauro Del Rio e Giacomo Malmesi, e la Parma Partecipazioni Calcistiche, che rappresenta l’azionariato diffuso.[3] Sul piano sportivo la squadra fa invece affidamento, a livello dirigenziale, su alcuni elementi del cosiddetto “Grande Parma” degli anni ’90,[4][5]con Nevio Scala presidente, Luigi Apolloni allenatore, e Lorenzo Minotti e Fausto Pizzi responsabili, rispettivamente, dell’area tecnica e del settore giovanile;[6] della rosa protagonista in massima serie fino a pochi mesi addietro, rimane il solo capitano Alessandro Lucarelli.[7] La squadra debutta in serie D il 6 settembre 2015 vincendo 1-0 ad Arzignano e chiude l’andata imbattuta, con 14 vittorie e 5 pari. Il Parma continua alternando vittorie e pareggi e gestendo il grande vantaggio sulle inseguitrici, conquistando la promozione il 17 aprile, dopo il successo casalingo sul Delta Rovigo per 2-1,arrivando alla promozione in Lega Pro senza sconfitte a tre gare dal termine, grazie a 25 vittorie e 10 pari, con 9 punti di vantaggio sull’Altovicentino. Miglior bomber, la punta senegalese Baraye, autore di 20 gol.

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Luigi Apolloni, ex difensore dei ducali, riporta il parma tra i professionisti dopo una sola stagione.

Informazioni su diego80 (1911 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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