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12 maggio 1985 – Verona, l’ultima Leicester d’Italia

Trentun’anni fa avvenne in Italia quello che forse è il miracolo calcistico per eccellenza, quello che fa ricordare un po’ il Leicester di Claudio Ranieri quest’anno in Inghilterra. Il Verona di Osvaldo Bagnoli fece qualcosa di straordinario nel 1985, visto che riuscì a salire in vetta al campionato e rimanerci fino alla fine, vincendo tra la sorpresa e lo sbigottimento generale.

Da storiedicalcio.altervista.org

LA SINTESI DEL CAMPIONATO
Con l’arrivo al Napoli di Maradona, il più forte giocatore del mondo, si attende un campionato memorabile.
Invece è un torneo poco spettacolare, dominato dall’outsider Verona, in testa dalla prima all’ultima giornata.
Le grandi più attese falliscono l’appuntamento. La Juventus aveva azzeccato il gran colpo estivo comprando
Giordano dalla Lazio, ma le esorbitanti richieste economiche del giocatore hanno fatto andare a monte
l’affare. Così è una Signora in tono minore, tutta tesa al traguardo europeo, mentre l’Inter, che vanta forse
l’organico migliore, non riesce a trovare continuità di rendimento. Fiorentina, Sampdoria e Torino
affiancano i veneti nel primo turno. Poi, i ragazzi di Bagnoli prendono da soli la testa, sono campioni
d’inverno con un punto di vantaggio sull’Inter e la domenica dopo, il 20 gennaio, vengono per la prima e unica
volta raggiunti dai nerazzurri. Alla fine, il Torino soffia all’Inter il secondo posto, mentre in coda cade la
Lazio di Chinaglia (e Giordano), assieme a Cremonese e Ascoli.
I CAMPIONI
Da due stagioni il Verona faceva la posta al vertice: sarebbe bastato poco per proiettarlo nel giro effettivo
dello scudetto. Quel “poco” viene individuato in estate dal general manager Mascetti, ex gran cervello del
centrocampo, in due stranieri poco reclamizzati: il possente tedesco Hans Peter Briegel, protagonista di
una poco felice comparsata agli Europei (utilizzato dal Ct Derwall come difensore puro) e il centravanti
danese Preben Larsen-Elkjaer (quest’ultimo è cognome della madre, che ha laicisticamente scelto per
distinguersi meglio), ottimo protagonista della rassegna continentale, ma vera incognita per le ribalte italiane,
tradizionalmente ostiche per gli attaccanti.
Il presidente, Celestino Guidotti, che da un po’ ha ceduto la società a Ferdinando Chiampan restando
però alla guida del club, non ha voluto altro, se non alcuni promettenti rincalzi (Fabio Marangon, fratello
minore di Luciano, Donà e Turchetta), Al resto pensa Osvaldo Bagnoli, tecnico dall’innata capacità di
sintesi, che approva la rosa, ridotta nei numeri ma ricca nella sostanza grazie all’eclettismo di alcuni uomini
chiave, e costruisce un capolavoro. In porta, Garella, portiere acrobata a suo tempo scartato dal Torino e
dalla Lazio, protagonista di una stagione-monstre. Davanti a lui, i marcatori Volpati (mediano d’origine, uno
degli eclettici di cui sopra) e Fontolan, l’incursore Luciano Marangon sulla fascia sinistra e il raffinato
libero Tricella a fungere da ultimo baluardo e prima fonte di gioco. Ferroni e Fabio Marangon fungono da
valide alternative. Il centrocampo è un cocktail perfetto: col carro armato Briegel (all’occorrenza marcatore),
Fanna, irresistibile tornante tutto guizzi e cross al bacio, Di Gennaro, gran geometra del gioco, e il motorino
Bruni, un po’ rifinitore un po’ portatore d’acqua. Sacchetti e Donà offrono plausibili alternative, assieme al
tornante d’attacco Turchetta. In avanti, perfetta simbiosi tra il piccolo e guizzante Galderisi e il dirompente
panzer danese Elkjaer.

Verona 84

Una panoramica di alcuni di quegli “eroi”

Classifica finale

 

Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
Scudetto.svg1.Verona4330151324219+23
2.Torino3930141153622+14
3.Inter3830131254228+14
Coccarda Coppa Italia.svg4.Sampdoria3730121353621+15
5.Milan3630121263125+6
6.Juventus3630111454833+15
7.Roma3430101463325+8
8.Napoli3330101373429+5
9.Fiorentina293081393331+2
10.Atalanta283051872032−12
11.Como2530613111727−10
12.Udinese2530105154346−3
13.Avellino2530711122733−6
1downarrow red.svg14.Ascoli2230414122440−16
1downarrow red.svg15.Lazio1530211171645−29
1downarrow red.svg16.Cremonese153047192248−26

 

Legenda:

         Campione d’Italia e qualificata in Coppa dei Campioni 1985-1986
         Qualificata in Coppa dei Campioni 1985-1986 come detentrice della manifestazione
         Vincitrice della Coppa Italia e qualificata in Coppa delle Coppe 1985-1986
         Qualificate in Coppa UEFA 1985-1986
         Retrocesse in Serie B 1985-1986

Note:

Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.

Stagione

« Oggi non ci rendiamo conto di quale impresa abbiamo realizzato, ma sarà il corso del tempo a farcelo capire »
(Domenico Volpati[1])

Nel 1985, solamente un triennio dopo il ritorno in massima serie, l’Hellas Verona riuscì ad iscrivere per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro del Campionato. L’affermazione coincise con il primo tricolore andato alla squadra di una città non capoluogo di regione.[2] L’undici titolare fu ritoccato con gli inserimenti mirati di due stranieri, che avevano catalizzato l’attenzione generale durante l’Europeo: il tedesco occidentale Hans-Peter Briegel e il danese Preben Elkjær Larsen.

12 maggio 1985: l’allenatoreBagnoli viene portato in trionfo da tifosi e calciatori, dopo il pareggio a Bergamo che decreta l’aritmetica conquista del titolo.

L’apertura del campionato vide due vittorie contro Napoli (in cui faceva il suo esordio Maradona) e Ascoli, che proiettarono subito gli scaligeri in vetta.[3] Nel quinto turno, la Juventus cadde al Bentegodi per 2-0: Preben Elkjær realizzò la seconda rete, dopo aver perso una scarpa in un’azione di gioco precedente.[3] I gialloblu diedero una prima svolta il 25 novembre, imponendosi per 1-2 sul campo del Torinoe toccando la quota di 17 punti.[3][4][5] L’unica sconfitta del girone di andata fu con l’Avellino, su un campo innevato e a pochi minuti dal termine, e non pregiudicò l’acquisizione del titolo invernale.[3] Sette giorni più tardi l’Inter compì l’aggancio, ma la coppia di testa si sfaldò dopo una sola settimana.[3] L’1-1 nel confronto diretto del 17 febbraio lasciò i nerazzurri indietro, con un punto di ritardo.[3] Un passo decisivo verso lo Scudetto fu mosso il 24 marzo, allorché la vittoria per 3-0 sul fanalino di coda Cremonese portò a cinque lunghezze il margine sugli inseguitori.[3] Il traguardo venne tagliato alla penultima giornata, grazie al pareggio in casa dell’Atalanta con cui l’Hellas ottenne il punto necessario per la matematica certezza del primo posto.[3]

Rosa

N.RuoloGiocatore
ItaliaPClaudio Garella
ItaliaPSergio Spuri
ItaliaDMauro Ferroni (I)
ItaliaDSilvano Fontolan (I)
ItaliaDFabio Marangon (II)
ItaliaDLuciano Marangon (I)
ItaliaDRoberto Tricella (capitano)
Germania OvestCHans-Peter Briegel
ItaliaCLuciano Bruni
N.Ruolo600px Blu e Giallo3.pngGiocatore
ItaliaCAntonio Di Gennaro
ItaliaCDario Donà
ItaliaCPietro Fanna
ItaliaCLuigi Sacchetti
ItaliaCAntonio Terracciano
ItaliaCFranco Turchetta
ItaliaCDomenico Volpati
DanimarcaAPreben Elkjær Larsen
ItaliaAGiuseppe Galderisi

Risultati

Serie A

Girone di andata

Verona
16 settembre 1984
1ª giornata
Verona3 – 1NapoliStadio Marcantonio Bentegodi (41.000 spett.)

Arbitro:Mattei (Macerata)

Ascoli Piceno
23 settembre 1984
2ª giornata
Ascoli1 – 3VeronaStadio Cino e Lillo Del Duca (20.093 spett.)

Arbitro:Magni (Bergamo)

Verona
30 settembre 1984
3ª giornata
Verona1 – 0UdineseStadio Marcantonio Bentegodi (35.368 spett.)

Arbitro:Agnolin (Bassano del Grappa)

Milano
7 ottobre 1984
4ª giornata
Inter0 – 0VeronaStadio Giuseppe Meazza (63.205 spett.)

Arbitro:Longhi (Roma)

Verona
14 ottobre 1984
5ª giornata
Verona2 – 0JuventusStadio Marcantonio Bentegodi (41.955 spett.)

Arbitro:Bergamo (Livorno)

Roma
21 ottobre 1984
6ª giornata
Roma0 – 0VeronaStadio Olimpico (60.909 spett.)

Arbitro:Mattei (Macerata)

Verona
28 ottobre 1984
7ª giornata
Verona2 – 1FiorentinaStadio Marcantonio Bentegodi (40.945 spett.)

Arbitro:Ciulli (Roma)

Cremona
11 novembre 1984
8ª giornata
Cremonese0 – 2VeronaStadio Giovanni Zini (21.571 spett.)

Arbitro:Redini (Pisa)

Verona
18 novembre 1984
9ª giornata
Verona0 – 0SampdoriaStadio Marcantonio Bentegodi (36.681 spett.)

Arbitro:D’Elia (Salerno)

Torino
25 novembre 1984
10ª giornata
Torino1 – 2VeronaStadio Comunale (49.725 spett.)

Arbitro:Bergamo (Livorno)

Verona
2 dicembre 1984
11ª giornata
Verona0 – 0MilanStadio Marcantonio Bentegodi (41.870 spett.)

Arbitro:Mattei (Macerata)

Roma
16 dicembre 1984
12ª giornata
Lazio0 – 1VeronaStadio Olimpico (53.107 spett.)

Arbitro:Pieri (Genova)

Como
23 dicembre 1984
13ª giornata
Como0 – 0VeronaStadio Giuseppe Sinigaglia (18.612 spett.)

Arbitro:Ballerini (La Spezia)

Verona
6 gennaio 1985
14ª giornata
Verona1 – 1AtalantaStadio Marcantonio Bentegodi (32.703 spett.)

Arbitro:Paparesta (Bari)

Avellino
13 gennaio 1985
15ª giornata
Avellino2 – 1VeronaStadio Partenio (23.857 spett.)

Arbitro:Redini (Pisa)

Girone di ritorno

Napoli
20 gennaio 1985
16ª giornata
Napoli0 – 0VeronaStadio San Paolo (81.798 spett.)

Arbitro:Pairetto (Nichelino)

Verona
27 gennaio 1985
17ª giornata
Verona2 – 0AscoliStadio Marcantonio Bentegodi

Arbitro:D’Elia (Salerno)

Udine
10 febbraio 1985
18ª giornata
Udinese3 – 5VeronaStadio Friuli (42.676 spett.)

Arbitro:Casarin (Milano)

Verona
17 febbraio 1985
19ª giornata
Verona1 – 1InterStadio Marcantonio Bentegodi (40.008 spett.)

Arbitro:Agnolin (Bassano del Grappa)

Torino
24 febbraio 1985
20ª giornata
Juventus1 – 1VeronaStadio Comunale (45.799 spett.)

Arbitro:Bergamo (Livorno)

Verona
3 marzo 1985
21ª giornata
Verona1 – 0RomaStadio Marcantonio Bentegodi (36.795 spett.)

Arbitro:Casarin (Milano)

Firenze
17 marzo 1985
22ª giornata
Fiorentina1 – 3VeronaStadio Comunale (48.895 spett.)

Arbitro:Lo Bello (Siracusa)

Verona
24 marzo 1985
23ª giornata
Verona3 – 0CremoneseStadio Marcantonio Bentegodi (39.751 spett.)

Arbitro:Paparesta (Bari)

Genova
31 marzo 1985
24ª giornata
Sampdoria1 – 1VeronaStadio Luigi Ferraris (41.405 spett.)

Arbitro:Casarin (Milano)

Verona
14 aprile 1985
25ª giornata
Verona1 – 2TorinoStadio Marcantonio Bentegodi (42.794 spett.)

Arbitro:Lombardo (Marsala)

Milano
21 aprile 1985
26ª giornata
Milan0 – 0VeronaStadio Giuseppe Meazza (66.829 spett.)

Arbitro:Longhi (Roma)

Verona
28 aprile 1985
27ª giornata
Verona1 – 0LazioStadio Marcantonio Bentegodi (36.478 spett.)

Arbitro:Casarin (Milano)

Verona
5 maggio 1985
28ª giornata
Verona0 – 0ComoStadio Marcantonio Bentegodi (36.933 spett.)

Arbitro:Esposito (Torre del Greco)

Bergamo
12 maggio 1985
29ª giornata
Atalanta1 – 1VeronaStadio Comunale (39.039 spett.)

Arbitro:Boschi (Parma)

Verona
19 maggio 1985
30ª giornata
Verona4 – 2AvellinoStadio Marcantonio Bentegodi (45.860 spett.)

Arbitro:Testa (Prato)

Statistiche

Statistiche di squadra

Statistiche aggiornate al 19 giugno 1985.

Competizione[7]PuntiIn casaIn trasfertaTotaleD.R.Q.R.
GVNPGfGsGVNPGfGsGVNPGfGs
Scudetto.svg Serie A431595122815681201130151324219232.21
Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia550015342116897112111101.90
Totale201451371119892261939221436330332.1

Statistiche dei giocatori

GiocatoreSerie ACoppa ItaliaTotale
PresenzeRetiAmmonizioniEspulsioniPresenzeRetiAmmonizioniEspulsioniPresenzeRetiAmmonizioniEspulsioni
P. Briegel279??92??3611??
L. Bruni271??82??353??
A. Di Gennaro294??95??389??
D. Donà120??61??181??
P. Elkjær Larsen238??95??3213??
P. Fanna292??70??362??
M. Ferroni (I)200??80??280??
S. Fontolan (I)281??50??331??
G. Galderisi2911??72??3613??
C. Garella30-19??5-3??35-22??
F. Marangon (II)30??70??100??
L. Marangon (I)292??70??362??
L. Sacchetti151??31??182??
S. Spuri10??5-7??6-7??
A. Terracciano10??100+0+
R. Tricella300??71??371??
F. Turchetta160??70??230??
D. Volpati300??80??380??

Il dopo scudetto

Le due finali consecutive di Coppa Italia del 1983 e 1984 (abbinate ai quarti e sesti posti di quei campionati) perse con Juventus e Roma finaliste deluse di Coppa dei Campioni erano state “antipasto” alla Grande Vittoria del 1985. Superata l’euforia scudetto, gli scaligeri si tuffarono nella Coppa dei Campioni 1985-86: dopo aver eliminato i greci del Paok Salonicco (3-1 a Verona e 2-1 in Grecia) dovettero arrendersi alla Juventus, alla quale fu sorteggiata nel secondo turno, Dopo lo 0-0 casalingo, il Verona perse 2-0 il ritorno a Torino. Ottenne ancora un buon quarto posto nel 1987, ma poi nel 1990 retrocesse, finendo così la propria gloria. Tornò subito in serie A, ma retrocesse immediatamente nel 1992, nonostante l’ingaggio dello slavo Dragan Stojkovic, ex campione con la Stella Rossa. Si riaffacciò in serie A nel 1996, ma tutto durò una sola stagione. Molto più duraturo fu il ritorno in serie A nel 1999: dopo il buon nono posto del 2000 e la salvezza con lo spareggio con la Reggina nel 2001 arrivò una clamorosa retrocessione nel 2002, dopo un girone d’andata chiuso a metà classifica, lanciando però l’italo argentino Mauro Camoranesi, poi passato alla Juventus (sarà campione del Mondo a Germania 2006 insieme ad altri tre ex veronesi: Oddo, Gilardino ed Inzaghi). Per i veneti iniziò un periodo buio, culminato nel 2007 con la prima retrocessione in C1 della sua storia, dopo aver perso il playout con lo Spezia. Sembra uno spiraglio senza fine, ma con Andrea Mandorlini arrivano nel 2012 e nel 2013 due promozioni consecutive che riportano il club in serie A dopo 11 stagioni, grazie ai gol del capo cannoniere Daniele Cacia. Altre due stagioni esaltanti, scoprendo giocatori interessanti come Romulo, Iturbe e Jorginho la prima stagione, ed i gol del redivivo capo cannoniere Luca Toni la seconda, poi la caduto nuovamente in B quest’anno, nonostante la presenza di giocatori come Pazzini, Viviani e Greco ed i recenti successi su Milan e Juventus.

 

Informazioni su diego80 (1978 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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