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Vincenzo Nibali – Storia di una leggenda moderna

Italian rider of Astana Team Vincenzo Nibali celebrates on the podium after winning the Giro d'Italia 2016, Turin, 29 May 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

Se l’Italia ha bisogno di nuovi idoli nello sport, oltre all’eterno Valentino Rossi nel motociclismo, le ragazze della scherma e i pedatori azzurri del calcio, nel ciclismo da qualche anno le nostre ambizioni sono riposte in Vincenzo Nibali, soprattutto dopo l’incredibile successo nel Giro d’ Italia 2016 rimontando quasi 5 minuti di ritardo alla maglia rosa ed andando a conquistare la sua seconda Corsa Rosa, dopo quella del 2013 e lo staaordinario successo nel Tour de france 2014 e del Giro di Lombardia 2015, anno in cui si laurea campione italiano.

Nato a Messina il 14 novembre 1984, corre per l’Astana Pro Team.Scalatore, passista-scalatore, discesista e corridore da corse a tappe, è professionista dal 2005, ed è uno dei sei ciclisti (il secondo italiano dopo Felice Gimondi) ad aver conquistato almeno un’edizione di tutti i tre Grandi Giri, avendo conquistato anche la Vuelta spagnola nel 2010.

Fin da dilettante è stato soprannominato “Lo Squalo dello Stretto[4] o più semplicemente Lo Squalo[5], per il suo modo di correre sempre all’attacco e per le sue origini messinesi.[6] Ha un fratello minore, Antonio, anche lui ciclista professionista.

Carriera

Gli esordi

Nella categoria Allievi ottiene 7 successi, e nel 2001 al primo anno da Juniores si aggiudica 5 corse che saranno 19 insieme alle 14 ottenute nel 2002 sempre nella stessa categoria, tra cui spiccano la classifica finale del Giro della Lunigiana ed il Campionato italiano. In quell’anno conquista inoltre una medaglia di bronzo a cronometro ai campionati del mondo di Zolder sempre nel 2002.

Nel 2003 passa alla categoria Under-23, ottenendo 7 successi in totale, tra i quali due tappe alla Lienz-Passau-Budweis e un secondo posto finale; i risultati positivi gli valgono la chiamata ai campionati europei e del mondo. Nel 2004, ancora da Under-23, ottiene 12 vittorie, ed è nuovamente convocato per il Campionato europeo, ma si fa notare soprattutto ai mondiali di Verona, durante i quali è quinto nella prova in linea e terzo in quella a cronometro di categoria.

2005-2007: i primi anni da professionista

Nel 2005 la Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti decide di arruolarlo nella propria squadra professionistica. Nello stesso anno si classifica secondo dietro Horner (dopo una lunga fuga) nella sesta tappa del Giro di Svizzera, sesto nella Milano-Torino e quarto nella prova a cronometro del campionato italiano.

Nel 2006 entra a far parte della Liquigas di Danilo Di Luca, ottenendo il suo primo successo da professionista nella seconda tappa della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, in seguito all’ennesimo attacco da lontano. È una stagione positiva per Nibali: ottiene due successi, tra cui il Grand Prix de Ouest-France, e la convocazione al mondialenella prova a cronometro (giungendo 16º), oltre a diversi piazzamenti all’Eneco Tour, al Giro di Polonia ed al Giro di Danimarca. L’anno dopo vince il GP di Larciano (arriva al traguardo con il compagno di squadra Pellizotti che gli cede la vittoria) e si ripete il giorno dopo al Giro di Toscana, staccando tutti. Poi partecipa al Giro d’Italia, nelle vesti di gregario di Danilo Di Luca, arrivando diciannovesimo, è secondo nella cronometro dei campionati italiani (a due secondi da Marco Pinotti) e ottiene nuovamente la convocazione per il mondiale a cronometro, concluso anch’esso in diciannovesima posizione.

2008-2009: i piazzamenti al Giro e al Tour

Nibali nel 2009, impegnato in una prova a cronometro al Tour of California.

Apre la stagione 2008 aggiudicandosi la classifica finale e una vittoria di tappa nel Giro del Trentino, e si prepara ad affrontare il Giro d’Italia come capitano della squadra insieme a Franco Pellizotti. Durante la gara si dimostra però non ancora abbastanza pronto e infatti accusa diversi ritardi dai migliori nelle tappe di montagna più dure; si mette in luce però nelle tappe a cronometro e come discesista. Dopo buone prestazioni nelle tappe della Marmolada, e sul Monte Pora, conclude il giro in undicesima posizione (terzo nella classifica dei giovani).

Dopo la competizione italiana decide di partecipare al Tour de France, facendo da spalla al più giovane compagno Roman Kreuziger, fresco vincitore del Giro di Svizzera. Nella dodicesima tappa, anche in seguito alla squalifica per positività al CERA di Riccardo Riccò che lo precedeva in entrambe le classifiche, entra nella top ten della classifica generale della corsa e diventa leader nella classifica dei giovani, indossando quindi la maglia bianca, distintivo che perderà per soli 6″ il 22 luglio a vantaggio del lussemburghese Andy Schleck. Il giorno successivo, a L’Alpe d’Huez, arriva 41º a 17’21” dal vincitore Sastre, scivolando in classifica al ventesimo posto a 25’39” dalla maglia gialla. Scavalcato anche da Roman Kreuziger, giunge terzo nella graduatoria dei giovani. Durante la Grande Boucle viene annunciato come sesto uomo della spedizione olimpica in sostituzione di Riccardo Riccò.

Nel 2009 partecipa al Giro del Delfinato, concluso in settima posizione, e vince il Giro dell’Appennino. Prosegue la stagione al Tour de France, giungendo settimo (sesto dopo la squalifica di Lance Armstrong) e mostrando qualità di scalatore. Dopo una breve sosta, torna alle corse in agosto, vincendo il Gran Premio Città di Camaiore. Il 23 agosto, durante una tappa dell’Eneco Tour in cui era in fuga, cade rimediando una frattura scomposta della clavicola che gli impedisce di partecipare al campionati mondiale di Mendrisio.

2010: il terzo posto al Giro e la vittoria alla Vuelta

Nibali in maglia rossa alla vittoriosa Vuelta a España 2010

Inizia il 2010 con la partecipazione al Tour de San Luis, dove si aggiudica la vittoria nella quarta tappa, una cronometro individuale, e la vittoria finale della corsa. A causa della defezione di Franco Pellizotti, fermato per valori ematici sospetti, viene chiamato all’ultimo momento a sostituirlo al Giro d’Italia 2010[8], dove esordisce con un undicesimo posto nella cronometro d’apertura. Nella quarta tappa, la cronosquadre di Cuneo, la vittoria dalla sua Liquigas-Doimo gli consente di recuperare i 5″ di ritardo da Aleksandr Vinokurov e di vestire la maglia rosa di leader della corsa. La mantiene per tre giorni, perdendola, a seguito di una caduta durante la tappa degli sterrati, a favore dello stesso Vinokurov.

Conquista quindi la vittoria nella 14ª frazione, la Ferrara-Asolo: primo in vetta al Monte Grappa, salita sita a 25 chilometri dall’arrivo, stacca i tre compagni di fuga (Evans, Scarponi e Basso) in discesa e si invola verso il traguardo; in questo modo riesce anche a inserirsi all’ottavo posto in classifica generale, a 6’51” da David Arroyo. Dopo la successiva cronoscalata di Plan de Corones risale fino al sesto posto della generale, mentre con la terzultima tappa (Brescia-Aprica), in cui al traguardo è terzo, battuto da Scarponi e Basso, risale in terza posizione generale con un ritardo di 2’30” da Ivan Basso dopo essersi reso protagonista di un attacco sul Mortirolo insieme a Basso e Scarponi. Nella penultima frazione, la Bormio-Ponte di Legno, però, perde 18″ dal rivale per il terzo posto Michele Scarponi, mantenendo in tal modo un margine di appena 1″ sul ciclista marchigiano; nell’ultima tappa, la cronometro di Verona, precede tuttavia Scarponi di 12″ e può così salire sul terzo gradino del podio finale del Giro d’Italia 2010. È terzo anche nella classifica a punti.

In seguito partecipa al Giro di Slovenia: giunge primo nella terza tappa, da Bled a Krvavec, e ottiene la testa nella classifica generale provvisoria; l’indomani mantiene la posizione aggiudicandosi la vittoria della corsa. Dopo aver rinunciato al Tour de France, in agosto, in preparazione allaVuelta a España, corre e vince il Trofeo Melinda, in Trentino.

Prende quindi il via alla Vuelta, con ambizioni di classifica.[9] Fin dalle prime tappe lotta per il vertice della classifica, avvicinandosi alla maglia rossa di leader della generale in diverse occasioni. Nell’undicesima frazione perde circa venti secondi dal vincitore e nuovo capoclassifica Igor Antón;[10] tre giorni dopo si piazza secondo alle spalle di Joaquim Rodríguez e, complici la caduta e il ritiro di Antón, conquista per la prima volta la maglia rossa, anche se con soli 4″ su Rodríguez.[11] La maglia la perde nella sedicesima tappa, con l’arrivo in salita a Cotobello, a favore di Rodríguez, che va ad acquisire un vantaggio di 34″,[12] ma già l’indomani, nella cronometro individuale di Peñafiel, riesce, nonostante una foratura, a riguadagnare il simbolo del primato con un vantaggio di 39 secondi su Ezequiel Mosquera e di 1’58” sul vincitore di tappa Peter Velits, mentre Rodríguez scende a quasi quattro minuti.[13] Nella penultima tappa, quella decisiva con arrivo sulla Bola del Mundo, è piazzato subito alle spalle del rivale Mosquera, vincitore di giornata, mantenendo così il primo posto nella generale,[14] per un successo finale che il giorno dopo a Madrid è ufficiale. Dopo 20 anni la vittoria della corsa iberica torna quindi a un ciclista italiano. Il ciclista siciliano è il quinto italiano ad essersi aggiudicato la corsa spagnola, il primo proveniente dal Sud Italia. Oltre alla maglia rossa Nibali fa sua anche lamaglia bianca della classifica combinata, arrivando poi terzo nella classifica a punti e quinto in quella di montagna.[15] In seguito alla squalifica di Mosquera, è assegnata a Nibali anche la vittoria parziale della penultima tappa. Dopo la sentenza di gennaio 2015, a Mosquera viene riassegnata la tappa di Bola del Mundo.

Chiude la stagione con il quinto posto al Giro di Lombardia.[16]

2011: il secondo posto al Giro d’Italia

Nibali a Feltre, durante il Giro d’Italia 2011.

Dopo un ritiro di due settimane con la squadra a Tenerife,[17] Nibali fa il suo debutto stagionale il 22 febbraio in occasione del via del Giro di Sardegna.[18] In marzo partecipa alla Tirreno-Adriatico concludendo la corsa al quinto posto;[19] pochi giorni dopo, alla Milano-Sanremo, giunge al traguardo all’ottavo posto, nel gruppo di testa.[20] La preparazione in vista del Giro d’Italia si conclude in aprile al Giro del Trentino, ove è ventiquattresimo, e alla Liegi-Bastogne-Liegi, nella quale si classifica ottavo.

A maggio prende il via della “Corsa Rosa” da capitano della Liquigas-Cannondale. Durante le tre settimane di gara, nonostante il terzo posto di tappa sul monte Zoncolan e il secondo a Nevegal, non riesce a contrastare il dominio di Alberto Contador: chiude la corsa sul terzo gradino del podio di Milano, a quasi sette minuti dallo spagnolo e superato in classifica anche da Michele Scarponi. In seguito alla squalifica per doping di Contador il messinese guadagna tuttavia il secondo posto finale alle spalle di Scarponi[21] e il successo nella sedicesima tappa, la cronometro di Nevegal[22]. Ottiene così il terzo piazzamento sul podio consecutivo negli ultimi tre grandi Giri cui ha partecipato.

Ritorna poi alla Vuelta a España, restando nelle zone alte della classifica fino alla 14ª tappa, nella quale va in crisi. Non riesce a ripetersi chiudendo la corsa spagnola al settimo posto, a 4’31” dal vincitore Juan José Cobo.[23]

Al Giro di Lombardia entra in un tentativo promosso da Paolini sulla discesa di Sormano e sul Ghisallo stacca tutti (compreso il plurivittorioso in stagione Philippe Gilbert). Poi prova l’azione in solitaria, ma sul falsopiano successivo alla discesa del Ghisallo, il lavoro della Sky riporta il gruppo sul corridore siciliano.

2012: il terzo posto al Tour de France

L’atleta italiano inizia la stagione con il Tour de San Luis arrivando al quinto posto finale. Conquista la prima vittoria dell’anno nell’arrivo in salita della quinta tappa del Tour of Oman, concludendo al secondo posto nella classifica generale della corsa arabica a un secondo di distanza dal vincitore Peter Velits.[24].

Nibali nella crono finale del Tour de France 2012, chiuso all’ultimo gradino del podio.

Partecipa alla Tirreno-Adriatico, perde terreno nella cronosquadre, poi arriva terzo nella quarta tappa, superato al traguardo finale diChieti dal compagno di squadra Peter Sagan e da Roman Kreuziger[25]. Nella tappa successiva vince distaccandosi sulla salita di Prati di Tivo.[26] Nella penultima tappa marchigiana arriva secondo dietro lo spagnolo Joaquin Rodriguez guadagnando sei secondi sul leader della generale Christopher Horner.[27] Grazie alla tappa a cronometro finale, conclusa al nono posto, guadagna venti secondi sull’atleta statunitense scavalcandolo nella classifica generale e vincendo la corsa.[28]. La settimana successiva si classifica terzo alla Milano-Sanremo vinta da Simon Gerrans. In aprile è invece secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi, alle spalle del kazako Maksim Iglinskij.

Non si presenta al Giro, rinunciando alla corsa per meglio preparare il Tour de France. Alla Grande Boucle Nibali è protagonista nelle tappe alpine[29] e conclude la corsa francese al terzo posto finale, diventando il secondo italiano dopo Felice Gimondi a salire sul podio di tutti i tre Grandi Giri[30]. Dopo il Tour viene convocato nella selezione che partecipa alla prova in linea dei Giochi olimpici di Londra, terminando poco oltre la centesima posizione.

Il 3 agosto è ufficializzato il suo trasferimento all’Astana a partire dalla stagione ciclistica 2013.[31]. Il 6 settembre Nibali torna quindi alla vittoria, dopo quasi sei mesi, nella quarta tappa de Il Padania, conclusa sull’arrivo in salita del Passo della Bocchetta. Il giorno successivo si aggiudica la classifica generale della breve corsa a tappe. Nello stesso mese, ai mondiali su strada sulle strade di Valkenburg (dopo il quarto posto nella cronosquadredisputata con la Liquigas-Cannondale), è il capitano della nazionale azzurra: all’ultimo passaggio sul Cauberg, che decide la corsa, prova l’attacco senza risultati e viene bruciato dal belga Gilbert, che va a vincere in solitaria. Nibali chiude 29º.

2013: la vittoria al Giro e il secondo posto alla Vuelta

A seguito di un accordo ufficializzato nell’estate precedente, dal 2013 Nibali cambia squadra e passa all’Astana del campione olimpico Aleksandr Vinokurov.[32] Nel passaggio di squadra, dalla Liquigas lo seguono i gregari Valerio Agnoli e Alessandro Vanotti.

Nibali, in maglia rosa, a Brescia durante il Giro d’Italia 2013.

Apre la stagione a fine gennaio, in Argentina, partecipando al Tour de San Luis e ottenendo un quarto posto a cronometro. A febbraio corre il Tour of Oman con buoni piazzamenti e chiudendo settimo nella classifica generale;[33] prende poi parte al Gran Premio Città di Camaiore e, nei primi giorni del mese successivo, partecipa alla Roma Maxima[34], provando la fuga solitaria in entrambe le corse. Sempre a marzo si presenta alla Tirreno-Adriatico. Decisiva, in quella corsa, è la sesta tappa, a Porto Sant’Elpidio, quando Nibali, dopo essere andato all’attacco in salita a 16 km dal traguardo, stacca gli avversari e incrementa il proprio vantaggio nel tratto conclusivo di pianura, vincendo la tappa e giungendo così in testa alla graduatoria generale;[35] manterrà la posizione anche dopo l’ultima cronometro, vincendo così per la seconda volta la “corsa dei due mari”. Nell’occasione precede sul podio il britannico Chris Froome e lo spagnolo Alberto Contador.[36]

Dopo pochi giorni si presenta alla Milano-Sanremo, ma le avverse condizioni meteo lo spingono a ritirarsi. Nel mese di aprile è al via delGiro del Trentino: nella quarta frazione, quella con l’arrivo in salita a Sega di Ala, stacca Bradley Wiggins e Mauro Santambrogio, vincendo la tappa e la classifica generale della corsa. Terminato il Trentino disputa la Liegi-Bastogne-Liegi, ma non riesce a fare la differenza.

A maggio si presenta come uno degli aspiranti alla vittoria del Giro d’Italia, assieme a Bradley Wiggins, Michele Scarponi, Cadel Evans e il vincitore uscente, Ryder Hesjedal[37]. Dopo la cronometro a squadre chiusa al terzo posto e una prima settimana di controllo, al termine dell’ottava tappa, una cronometro di 54,8 km da Gabicce a Saltara, indossa dopo tre anni la maglia rosa. Nella decima tappa, al primo vero arrivo in salita sull’altopiano del Montasio, si classifica terzo[38]. Nel weekend della seconda settimana attacca sul monte Jafferau a 2 km dall’arrivo di Bardonecchia senza riuscire a staccare Mauro Santambrogio, vittorioso nello sprint conclusivo. Il giorno dopo sul Colle del Galibier mantiene il vantaggio in classifica nei confronti degli inseguitori; nella diciottesima tappa, la cronoscalata da Mori a Polsa, si aggiudica quindi la vittoria staccando di 2’36” il secondo della generale Cadel Evans. Dopo l’annullamento della diciannovesima tappa per avverse condizioni meteorologiche, si ripete nella ventesima frazione, l’ultima di montagna, con arrivo alle Tre Cime di Lavaredo (cima Coppi del Giro), staccando gli inseguitori e giungendo al traguardo in solitaria. La ventunesima tappa, con arrivo a Brescia è una pura formalità. Nibali riesce dunque alla sua quinta presenza alla “corsa rosa” a ottenere la vittoria finale, dopo un terzo e un secondo posto rispettivamente nelle edizioni 2010 e 2011.

Nibali in maglia rossa durante la 19ª tappa della Vuelta a España 2013, al termine della quale perse il simbolo del primato in favore dello statunitense Chris Horner.

Dopo una lunga pausa di riposo, durante la quale si reca anche in Kazakistan, torna alle gare a luglio partecipando al Tour de Pologne in preparazione al secondo obiettivo stagionale, la Vuelta a España. Nella corsa spagnola, nella quale è uno dei favoriti per il successo[39], conquista dopo la seconda tappa la maglia di leader. Dopo aver perso la prima posizione riesce nella cronometro di Tarazona a riprenderla allo statunitense Chris Horner; nelle successive tappe di montagna gestisce gli attacchi degli avversari. Nella sedicesima tappa, però, viene attaccato e va in crisi, perdendo circa 20 secondi dai suoi avversari principali, Rodríguez, Horner e Valverde. Mantiene la maglia rossa, ma solo temporaneamente: nella diciannovesima frazione perde infatti la leadership che va definitivamente al quarantaduenne Horner. Nibali conclude così la corsa in seconda posizione, a 37″ dal vincitore Horner.

Partecipa ai Mondiali di Firenze. Al penultimo giro Nibali cade e perde contatto dal gruppo di testa, ma riesce a recuperare: all’ultima tornata il suo attacco su Fiesole, dopo quello del connazionale Scarponi, opera la selezione definitiva: rimangono in testa Nibali, Rui Costae il duo spagnolo Rodriguez-Valverde (Uran cade in discesa). Nelle fasi finali Nibali non riesce a imporsi anche a causa della tattica suicida degli spagnoli, che consegna l’iride a Rui Costa: il Mondiale si chiude con il quarto posto per Nibali, battuto in volata da Alejandro Valverde.

2014: il titolo italiano e la vittoria al Tour de France

Nibali in maglia gialla al Tour de France 2014, durante la 5ª tappa con arrivo ad Arenberg-Port du Hainaut.

Vincenzo Nibali inizia la stagione 2014 partecipando al Tour of Oman, alla Parigi-Nizza, al Tour de Romandie e al Critérium du Dauphiné, durante il quale riceve, insieme agli altri compagni di squadra, una lettera di richiamo da parte dei vertici dell’Astana a causa dello scarso rendimento della squadra nella prima parte di stagione.[40] Vince quindi il Trofeo Melinda, valido per i Campionati nazionali in linea, e diventa per la prima volta campione italiano.

Il successivo Tour de France lo vede protagonista già il 6 luglio, quando conquista la seconda tappa, da York a Sheffield, con uno scatto a 1800 metri dall’arrivo, indossando la maglia gialla con 2 secondi di vantaggio su Froome e Contador, i due favoriti per la vittoria finale. Nella quinta tappa, caratterizzata dalla presenza di numerosi tratti in pavé, Nibali si piazza terzo staccando specialisti del calibro diCancellara, Terpstra, Sagan e Trentin, e guadagnando un considerevole vantaggio sui principali avversari nella classifica generale. Nella stessa tappa Chris Froome, vincitore dell’edizione 2014 e già caduto nella tappa precedente, è vittima di altre due cadute e si ritira con una frattura al polso. Arrivati alle prime salite Nibali e Contador dimostrano di essere i corridori più in forma: nell’ottava tappa lo spagnolo attacca più volte, guadagnando soltanto 3″ negli ultimi cento metri, mentre nella nona tappa, vinta dopo una lunga fuga dal tedesco Tony Martin, Nibali perde la maglia gialla a favore del francese Tony Gallopin, uno dei fuggitivi di giornata.

Nibali in maglia tricolore al Tour 2014, nella vittoriosa frazione con arrivo alla Planche des Belles Filles.

Riprende il primato il giorno successivo, nell’arrivo alla Planche des Belles Filles; nel frattempo il rivale Alberto Contador si era ritirato a causa di una caduta. Nella tappa alpina con arrivo in salita a Chamrousse Nibali vince per distacco la sua terza frazione al Tour. Nella diciottesima tappa, con il transito sul Colle del Tourmalet e l’arrivo in salita a Hautacam, vince ancora con più di un minuto su Thibaut Pinot e quasi due minuti su Alejandro Valverde. Nella cronometro finale continua a incrementare il distacco sugli avversari,[41] prima della passerella finale a Parigi, che lo vede vincitore del Tour de France.[42] Riporta così l’Italia al successo al Tour 16 anni dopo Marco Pantani, e diventa il settimo italiano ad aver vinto la corsa francese. Aggiudicandosi la classifica generale del Tour Nibali diventa il sesto ciclista della storia ad aggiudicarsi la cosiddetta Tripla Corona, ovvero la vittoria in almeno un’edizione di tutti e tre i grandi Giri, e diviene inoltre il secondo ciclista, dopo Bernard Hinault, ad esservi salito sul podio almeno due volte.

Nibali al funerale di Alfredo Martini

Nella settimana successiva prende parte a criterium post-Tour, ottenendo quattro successi, due secondi posti, battuto in volata da Greg Van Avermaet e da Rui Costa, e un terzo nel criterium di Ninove, vinto dal velocistaMarcel Kittel. Dopo una pausa in seguito alla vittoria del Tour, Nibali rientra alle corse in occasione del Trittico Lombardo per cercare la miglior condizione in vista dei campionati del mondo di Ponferrada. Tuttavia, a causa dei pochi giorni di corsa in preparazione all’appuntamento iridato, il siciliano non riesce a seguire lo scatto decisivo del polacco Michał Kwiatkowski perdendo di fatto ogni possibilità di lottare per una medaglia.

Il 2 dicembre pubblica per Mondadori la sua autobiografia Di furore e lealtà scritta a quattro mani con Enrico Brizzi.[43]

2015: il secondo titolo italiano e il Giro di Lombardia

Nibali al Tour 2015, con a ruota Nairo Quintana

All’inizio del 2015, dopo alcune gare di secondo livello, si presenta al via della Tirreno-Adriatico con intenzione di ripetere i successi degli anni passati. La sua condizione tuttavia non si dimostra all’altezza di quella dei suoi avversari; nella tappa con arrivo in quota sul Terminillo subisce un distacco di 2’16” da Nairo Quintana, e conclude lontano dai migliori. Dopo un ritiro in altura sul Teide, torna in gara alla settimana delle Ardenne con l’obiettivo di vincere la Liegi-Bastogne-Liegi. All’Amstel Gold Race e alla Freccia Vallone dimostra un buona condizione, tentando rispettivamente un attacco da lontano e sulla penultima côte. Si presenta così alla Doyenne tra i favoriti: rimasto coinvolto in una caduta, rimane arretrato sulla Redoute e perde la possibilità di attaccare sulla côte de Roche-aux-Faucons; prova poi ad uscire dal gruppo sulla cotê de Saint-Nicolas ma non riesce a fare la differenza e giunge sul traguardo quattordicesimo. Prende poi il via alTour de Romandie ma nella tappa regina perde contatto dai migliori giungendo al traguardo nono a 30″ da Froome e Quintana e a quasi un minuto dal vincitore di tappa Thibaut Pinot.

L’avvicinamento al Tour de France passa per il Critérium du Dauphiné dove ottiene la maglia gialla, simbolo del primo in classifica, al termine della sesta tappa; conclude però fuori dalle prime posizioni di classifica. Dopo un ritiro in altura al Passo San Pellegrino, a pochi giorni dal Tour de France, si presenta ai nastri di partenza dei campionati italiani con l’obiettivo di ripetere il successo ottenuto l’anno prima. Dopo la prima ascesa alla Basilica di Superga, teatro dell’arrivo, sfrutta il tratto successivo di discesa per guadagnare spazio sugli avversari, affronta da solo la seconda ascesa e va a vincere in solitaria davanti a Francesco Reda e a Diego Ulissi, laureandosi per la seconda volta consecutiva campione d’Italia[44]. Partito al Tour 2015 con l’obiettivo di bissare il successo dell’anno precedente, già dalla seconda tappa rimane attardato, scivolando indietro in classifica. Nell’ultima settimana invece si dimostra uno dei corridori più competitivi sulle salite: in particolare nella 19ª tappa da Saint-Jean-de-Maurienne a La Toussuire-Les Sybelles scatta a oltre 50 chilometri dal traguardo, andando a vincere in solitaria e risalendo sino al quarto posto della generale.[45] Il giorno successivo, col terzo posto di Valverde nel mirino, Nibali fora all’inizio della decisiva salita dell’Alpe d’Huez, dicendo addio ai sogni di podio e concludendo quarto a Parigi.

Partecipa successivamente alla Vuelta a España, insieme ad Aru e Landa. Rimasto vittima di una caduta durante la seconda tappa, giunge al traguardo con un ritardo di circa un minuto sui rivali per la vittoria finale. Tuttavia, poche ore dopo viene squalificato dalla giuria per essersi attaccato all’ammiraglia della squadra in seguito alla caduta per ridurre il distacco dalla testa della corsa[46].

Riprende l’attività partecipando alle prove italiane dell’Europe Tour, aggiudicandosi per distacco due delle tre prove del Trittico Lombardo, la Coppa Bernocchi e la Tre Valli Varesine, che insieme al secondo posto nella Coppa Agostoni alle spalle di Davide Rebellin gli valgono anche il successo nella classifica complessiva. Il 4 ottobre vince la sua prima classica Monumento, vincendo il Giro di Lombardia dopo essere scattato in discesa a 17 km da Como, teatro dell’arrivo, precedendo Daniel Moreno, che aveva provato a contrattaccare, e a Thibaut Pinot. La vittoria di Nibali interrompe il digiuno dei ciclisti italiani nelle classiche Monumento, che durava dal 2008, e gli consente inoltre di diventare il quarto ciclista (dopo Gimondi, Merckx e Hinault) capace di vincere in carriera le tre grandi corse a tappe, il titolo di campione nazionale ed almeno una fra le cinque classiche monumento.[47]

2016: la seconda vittoria al Giro d’Italia

All’inizio della stagione 2016 la stampa specializzata riporta come suoi obiettivi per l’anno in corso il Giro d’Italia e la gara olimpica che si terrà a Rio de Janeiro.[48]

Nibali inaugura l’annata partecipando a due brevi corse a tappe, l’argentino Tour de San Luis e il Tour of Oman, dove vince la quarta frazione, considerata la “tappa regina”, e si aggiudica la classifica generale della corsa.[49] Si presenta poi con ambizioni di vittoria alla Tirreno-Adriatico: dopo aver tentato un vano attacco in discesa nella tappa di Pomarance conclude la “Corsa dei Due Mari” al sesto posto anche a causa della cancellazione per neve dell’unica tappa con arrivo in salita. Dopo un ritiro in altura al Teide rientra alle corse al Giro del Trentino durante il quale non riesce a reggere il ritmo dei migliori pagando le fatiche del lavoro in quota. Messosi a disposizione dei compagni tenta una fuga nell’ultima tappa per cercare una buona condizione in vista della Liegi-Bastogne-Liegi, altro obiettivo stagionale. Alla Doyenne va ancora in difficoltà staccandosi sullaCôte de Saint Nicolas e giungendo a oltre due minuti dai migliori.

Prende poi il via al Giro d’Italia con i gradi di favorito. Dopo le prime giornate di pianura nel primo arrivo in salita a Roccaraso tenta un attacco, venendo subito ripreso e staccato. Durante la 13ª tappa, da Palmanova a Cividale del Friuli, giunge terzo, primo del gruppo degli uomini di classifica, e si porta al 3° posto della classifica. Nella tappa successiva, attacca, e stacca molti rivali in classifica, tranne Steven Kruijswijk, nuova maglia rosa e Esteban Chaves, vincitore di giornata, dei quali non riesce a tenere il passo, limita i danni giungendo sul traguardo con 37″ di ritardo, portandosi comunque al secondo posto nella generale. Nella tappa seguente, la cronoscalata da Castelrotto all’Alpe di Siusi, giunge con un ritardo di 2′ e 10″, in 25ª posizione, complice una rottura al cambio nel corso dell’ascesa, scivolando al terzo posto della generale. Nella tappa successiva, con arrivo adAndalo, si dimostra reattivo nei primi chilometri, per poi non tenere il passo dei compagni di fuga e venire sfilato da tutti i migliori, giungendo al traguardo ad Andalo 11°, con un ritardo di 1′ e 47″ dal vincitore Alejandro Valverde e dalla maglia rosa. Scivola così fuori dal podio a 4′ e 43″. Ma nella tappa seguente, da Pinerolo a Risoul, dopo la rovinosa caduta della maglia rosa Steven Kruijswijk, e, dopo aver beneficiato del lavoro del compagno di squadra Michele Scarponi, vince la tappa in solitaria e rientra in corsa per la vittoria definitiva, riducendo il ritardo a 44″ da Esteban Chaves, giunto terzo al traguardo della tappa. Al traguardo dedica la vittoria al giovane ciclista e suo grande fan Rosario Costa, militante nell’A.S.D. Nibali di Messina e scomparso in un incidente stradale due settimane prima. L’indomani nella penultima frazione con arrivo a Sant’Anna di Vinadio, chiude al sesto posto ma riesce a dare un distacco di 1’36” al colombiano Chaves e prende così la maglia rosa.

Albo d’oro

Il “trofeo senza fine” del Giro d’Italia 2012

Aggiornato all’edizione 2016.[12]

AnnoVincitoreSecondoTerzo
1909Italia Luigi GannaItalia Carlo GalettiItalia Giovanni Rossignoli
1910Italia Carlo GalettiItalia Eberardo PavesiItalia Luigi Ganna
1911Italia Carlo GalettiItalia Giovanni RossignoliItalia Giovanni Gerbi
1912[13]Italia AtalaFrancia PeugeotItalia Gerbi
1913Italia Carlo OrianiItalia Eberardo PavesiItalia Giuseppe Azzini
1914Italia Alfonso CalzolariItalia Pierino AlbiniItalia Luigi Lucotti
191518non disputate a causa della Prima guerra mondiale
1919Italia Costante GirardengoItalia Gaetano BelloniBelgio Marcel Buysse
1920Italia Gaetano BelloniItalia Angelo GremoFrancia Jean Alavoine
1921Italia Giovanni BruneroItalia Gaetano BelloniItalia Bartolomeo Aymo
1922Italia Giovanni BruneroItalia Bartolomeo AymoItalia Giuseppe Enrici
1923Italia Costante GirardengoItalia Giovanni BruneroItalia Bartolomeo Aymo
1924Italia Giuseppe EnriciItalia Federico GayItalia Angiolo Gabrielli
1925Italia Alfredo BindaItalia Costante GirardengoItalia Giovanni Brunero
1926Italia Giovanni BruneroItalia Alfredo BindaItalia Arturo Bresciani
1927Italia Alfredo BindaItalia Giovanni BruneroItalia Antonio Negrini
1928Italia Alfredo BindaItalia Giuseppe PanceraItalia Bartolomeo Aymo
1929Italia Alfredo BindaItalia Domenico PiemontesiItalia Leonida Frascarelli
1930Italia Luigi MarchisioItalia Luigi GiacobbeItalia Allegro Grandi
1931Italia Francesco CamussoItalia Luigi GiacobbeItalia Luigi Marchisio
1932Italia Antonio PesentiBelgio Jef DemuysereItalia Remo Bertoni
1933Italia Alfredo BindaBelgio Jef DemuysereItalia Domenico Piemontesi
1934Italia Learco GuerraItalia Francesco CamussoItalia Giovanni Cazzulani
1935Italia Vasco BergamaschiItalia Giuseppe MartanoItalia Giuseppe Olmo
1936Italia Gino BartaliItalia Giuseppe OlmoItalia Severino Canavesi
1937Italia Gino BartaliItalia Giovanni ValettiItalia Enrico Mollo
1938Italia Giovanni ValettiItalia Ezio CecchiItalia Severino Canavesi
1939Italia Giovanni ValettiItalia Gino BartaliItalia Mario Vicini
1940Italia Fausto CoppiItalia Enrico MolloItalia Giordano Cottur
194145non disputate a causa della Seconda guerra mondiale
1946Italia Gino BartaliItalia Fausto CoppiItalia Vito Ortelli
1947Italia Fausto CoppiItalia Gino BartaliItalia Giulio Bresci
1948Italia Fiorenzo MagniItalia Ezio CecchiItalia Giordano Cottur
1949Italia Fausto CoppiItalia Gino BartaliItalia Giordano Cottur
1950Svizzera Hugo KobletItalia Gino BartaliItalia Alfredo Martini
1951Italia Fiorenzo MagniBelgio Rik Van SteenbergenSvizzera Ferdi Kübler
1952Italia Fausto CoppiItalia Fiorenzo MagniSvizzera Ferdi Kübler
1953Italia Fausto CoppiSvizzera Hugo KobletItalia Pasquale Fornara
1954Svizzera Carlo ClericiSvizzera Hugo KobletItalia Nino Assirelli
1955Italia Fiorenzo MagniItalia Fausto CoppiItalia Gastone Nencini
1956Lussemburgo Charly GaulItalia Fiorenzo MagniItalia Agostino Coletto
1957Italia Gastone NenciniFrancia Louison BobetItalia Ercole Baldini
1958Italia Ercole BaldiniBelgio Jean BrankartLussemburgo Charly Gaul
1959Lussemburgo Charly GaulFrancia Jacques AnquetilItalia Diego Ronchini
1960Francia Jacques AnquetilItalia Gastone NenciniLussemburgo Charly Gaul
1961Italia Arnaldo PambiancoFrancia Jacques AnquetilSpagna Antonio Suárez
1962Italia Franco BalmamionItalia Imerio MassignanItalia Nino Defilippis
1963Italia Franco BalmamionItalia Vittorio AdorniItalia Giorgio Zancanaro
1964Francia Jacques AnquetilItalia Italo ZilioliItalia Guido De Rosso
1965Italia Vittorio AdorniItalia Italo ZilioliItalia Felice Gimondi
1966Italia Gianni MottaItalia Italo ZilioliFrancia Jacques Anquetil
1967Italia Felice GimondiItalia Franco BalmamionFrancia Jacques Anquetil
1968Belgio Eddy MerckxItalia Vittorio AdorniItalia Felice Gimondi
1969Italia Felice GimondiItalia Claudio MichelottoItalia Italo Zilioli
1970Belgio Eddy MerckxItalia Felice GimondiBelgio Martin Van Den Bossche
1971Svezia Gösta PetterssonBelgio Herman Van SpringelItalia Ugo Colombo
1972Belgio Eddy MerckxSpagna José Manuel FuenteSpagna Francisco Galdós
1973Belgio Eddy MerckxItalia Felice GimondiItalia Giovanni Battaglin
1974Belgio Eddy MerckxItalia Gianbattista BaronchelliItalia Felice Gimondi
1975Italia Fausto BertoglioSpagna Francisco GaldósItalia Felice Gimondi
1976Italia Felice GimondiBelgio Johan De MuynckItalia Fausto Bertoglio
1977Belgio Michel PollentierItalia Francesco MoserItalia Gianbattista Baronchelli
1978Belgio Johan De MuynckItalia Gianbattista BaronchelliItalia Francesco Moser
1979Italia Giuseppe SaronniItalia Francesco MoserSvezia Bernt Johansson
1980Francia Bernard HinaultItalia Wladimiro PanizzaItalia Giovanni Battaglin
1981Italia Giovanni BattaglinSvezia Tommy PrimItalia Giuseppe Saronni
1982Francia Bernard HinaultSvezia Tommy PrimItalia Silvano Contini
1983Italia Giuseppe SaronniItalia Roberto VisentiniSpagna Alberto Fernández
1984Italia Francesco MoserFrancia Laurent FignonItalia Moreno Argentin
1985Francia Bernard HinaultItalia Francesco MoserStati Uniti Greg LeMond
1986Italia Roberto VisentiniItalia Giuseppe SaronniItalia Francesco Moser
1987Irlanda Stephen RocheRegno Unito Robert MillarPaesi Bassi Erik Breukink
1988Stati Uniti Andrew HampstenPaesi Bassi Erik BreukinkSvizzera Urs Zimmermann
1989Francia Laurent FignonItalia Flavio GiupponiStati Uniti Andrew Hampsten
1990Italia Gianni BugnoFrancia Charly MottetItalia Marco Giovannetti
1991Italia Franco ChioccioliItalia Claudio ChiappucciItalia Massimiliano Lelli
1992Spagna Miguel IndurainItalia Claudio ChiappucciItalia Franco Chioccioli
1993Spagna Miguel IndurainLettonia Pëtr UgrjumovItalia Claudio Chiappucci
1994Russia Evgenij BerzinItalia Marco PantaniSpagna Miguel Indurain
1995Svizzera Tony RomingerRussia Evgenij BerzinLettonia Pëtr Ugrjumov
1996Russia Pavel TonkovItalia Enrico ZainaSpagna Abraham Olano
1997Italia Ivan GottiRussia Pavel TonkovItalia Giuseppe Guerini
1998Italia Marco PantaniRussia Pavel TonkovItalia Giuseppe Guerini
1999Italia Ivan GottiItalia Paolo SavoldelliItalia Gilberto Simoni
2000Italia Stefano GarzelliItalia Francesco CasagrandeItalia Gilberto Simoni
2001Italia Gilberto SimoniSpagna Abraham OlanoSpagna Unai Osa
2002Italia Paolo SavoldelliStati Uniti Tyler HamiltonItalia Pietro Caucchioli
2003Italia Gilberto SimoniItalia Stefano GarzelliUcraina Jaroslav Popovyč
2004Italia Damiano CunegoUcraina Serhij HončarItalia Gilberto Simoni
2005Italia Paolo SavoldelliItalia Gilberto SimoniVenezuela José Rujano
2006Italia Ivan BassoSpagna José Enrique GutiérrezItalia Gilberto Simoni
2007Italia Danilo Di LucaLussemburgo Andy SchleckItalia Eddy Mazzoleni
2008Spagna Alberto ContadorItalia Riccardo RiccòItalia Marzio Bruseghin
2009Russia Denis Men’šovItalia Danilo Di Luca[14]
Spagna Carlos Sastre
Italia Franco Pellizotti[15]
Italia Ivan Basso
2010Italia Ivan BassoSpagna David ArroyoItalia Vincenzo Nibali
2011Spagna Alberto Contador[16]
Italia Michele Scarponi[17]
Italia Vincenzo NibaliFrancia John Gadret
2012Canada Ryder HesjedalSpagna Joaquim RodríguezBelgio Thomas De Gendt
2013Italia Vincenzo NibaliColombia Rigoberto UránAustralia Cadel Evans
2014Colombia Nairo QuintanaColombia Rigoberto UránItalia Fabio Aru
2015Spagna Alberto ContadorItalia Fabio AruSpagna Mikel Landa
2016Italia Vincenzo NibaliColombia Esteban ChavesSpagna Alejandro Valverde
Informazioni su diego80 (1910 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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