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3 giugno 2016: Addio a Muhammed Alì/Cassius Clay, re del pugilato

« Vola come una farfalla, pungi come un’ape »
(Drew Bundini Brown, secondo di Ali)

Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio 1942 – Phoenix, 3 giugno 2016), è stato un pugile statunitense, tra i maggiori e più apprezzati sportivi della storia.

Aveva vinto l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come pugile professionista aveva detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve parentesi ancora nel 1978.

Muhammad Ali era noto anche per la sua conversione all’Islam e per avere rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam. Affetto dalla Sindrome di Parkinson, dopo il suo ritiro dal mondo sportivo Ali si era distinto per le sue azioni umanitarie.

Biografia

Cassius Marcellus Clay Jr. nacque il 17 gennaio 1942 a Louisville, in Kentucky. Più anziano dell’unico fratello Rudolph Valentine (Rahman Ali), ricevette il nome di suo padre, Cassius Marcellus Clay Sr. (1912-1990), a sua volta così battezzato in onore di un politico abolizionista del XIX secolo. Suo padre era un pittore di insegne (figlio a sua sua volta di Herman H. Clay (1876-1954) e Edith Edean Greathouse (1890-1971) e nipote di John Clay (1837-1909) e Sarah Frye Clay (1854-1901), nativi del Madagascar) e sua madre, Odessa Lee Grady Clay (1917-1994), figlia di John Lewis O’Grady (1886-1965) e Birdie Bell Morehead (1894-1944) (di discendenza afro-americana (il nonno materno della madre, Thomas Morehead (1836-1913), era nato da Armistead S. Morehead (1808-1865), bianco ed una schiava di nome Dinah (1821-1845), ed aveva combattuto per i Buffalo Soldier, primo esercito interamente composto da afro-americani) inglese, irlandese (il nonno paterno della madre, Abe O’Grady era emigrato dalla cittadina di Ennis, che Ali aveva visitato nel 2009 ottenendo la cittadinanza onoraria, ed aveva sposato la figlia di Lewis e Amanda J. “Mandy” Walker, una coppia del Kentucky) e, molto alla lontana, italiana in quanto discendente di un certo Bartolomeo Taliaferro vissuto nella Repubblica di Venezia nel 1500[1] ed in seguito emigrato in Inghilterra), era una domestica. Sebbene il padre fosse di confessione Metodista acconsentì che Odessa crescesse i figli nel credo battista[2].

Fu indirizzato alla boxe dal poliziotto di Louisville Joe E. Martin, che lo incontrò mentre, dodicenne, inveiva contro chi aveva rubato la sua bicicletta, promettendo allo sconosciuto “una bella strapazzata”. Il poliziotto gli consigliò di imparare prima a boxare e lo portò alla palestra Columbia, dove iniziò a mettere in mostra il suo talento.

Carriera

Cassius Clay premiato con la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Roma nel 1960

Dopo una brillante carriera da dilettante si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l’oro nella categoria dei pesi mediomassimi.

Nel 1960 passò al professionismo e batté Lamar Clark per KO e poi affrontò un altro avversario che all’epoca era molto temuto :Doug Jones. Ali vinse per decisione unanime.

Ali VS Liston I

Nel 1964 il campione in carica dei pesi massimi era Sonny Liston, che aveva ed ha tuttora il record di vincitore del titolo mondiale in un solo round. Egli sconfisse Floyd Patterson, celebre pugile che, però, perse appunto al primo round. Muhammad Ali riuscì ad ottenere il posto di sfidante e nel febbraio dello stesso anno affrontò il campione Sonny Liston sfavorito da tutta la gente e anche dalla stampa. Il match però non fu come tutti si aspettavano grazie alla sua agilità e alla sua velocità Ali riusciva a schivare e a colpire Liston. Quando i secondi del campione lo videro in difficoltà, misero del sale sui suoi guantoni in modo da colpire il volto di Ali e farlo accecare per poi essere in vantaggio. Ali iniziò infatti ad accusare i colpi di questa mossa scorretta, ma durante i round successivi si riprese, fino a quando non riuscì a battere Liston per abbandono all’inizio della settima ripresa, stupendo la gente e tutto il mondo sportivo.[3]

Ali VS Liston II

Muhammad Ali nel 1966

Il giorno dopo la conquista del titolo, nel 1964 Clay si convertì alla fede islamica, aderì alla Nation of Islam e cambiò legalmente il suo nome in Muhammad Ali.

Rifiutato dalle principali sedi pugilistiche americane e da Las Vegas, il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine. Il 25 maggio Ali, detentore della corona dei massimi, e Liston si incontrarono di nuovo. Alla prima ripresa dopo appena un minuto il campione del mondo colpì l’avversario con un colpo d’incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch)[4] Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; Ali sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Secondo gli esperti che hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Ali, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell’avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. L’immagine del campione del mondo che sovrasta Liston al tappeto è divenuta una delle icone della nostra epoca. La mafia riuscì a guadagnare enormi somme di denaro scommettendo sull’allora sfavorito Muhammad Ali, inoltre l’ascesa del giovane campione sembrava poter aumentare la popolarità della boxe più di quanto il poco pubblicamente apprezzato Liston potesse fare. Ciò nonostante, a giochi ormai fatti, mentre Ali viene osannato e festeggiato, nessuno si interessa di Liston che gira sconsolato sul ring ed all’incontro con un suo assistente, lo si nota chiaramente vacillare ed ondeggiare come se non si fosse ancora pienamente ripreso dal pugno subito.

Nel 2004 Ali è tornato sull’argomento nella sua ultima intervista ufficiale, cui ha risposto con l’aiuto dei familiari.

(EN)« I love Sonny. He was a good man. And the punch did connect. I don’t know how good the punch was, although I felt the connection. If he took a dive, he wouldn’t have done it in the first round. »(IT)« Voglio bene a Sonny. Era un brav’uomo. Ed il pugno l’ha colpito. Non so bene quanto buono fosse il colpo, sebbene io abbia sentito il contatto. Se avesse voluto fingere un KO, non l’avrebbe mai fatto al primo round. »

In seguito affrontò altri grandi pugili: batté due volte Floyd Patterson, nel primo incontro Ali lo mise a dura prova, infatti al settimo round lo mise anche in ginocchio ma l’ex campione si rialzó poi però al dodicesimo round fu sconfitto per TKO. Nel secondo match Patterson fu di nuovo battuto sempre KO tecnico. Poi affrontò altri, tra cui Zora Folley,Cleveland Williams, George Chuvalo, Brian London. Quest’ultimo fu battuto al terzo round che secondo alcuni è stato anche il KO più bello di Ali, infatti egli fu velocissimo e colpì l’avversario in maniera provvidenziale fino a farlo cadere. Insomma dopo esser diventato campione mondiale Ali affrontó tutti pugili di nome che all’epoca erano quotati bene.

Il rifiuto alle armi e l’incontro con Joe Frazier

Ali difese il titolo per otto volte, poi la sua carriera fu interrotta quando si rifiutò di combattere in Vietnam. Ciò gli costò il ritiro della licenza da parte delle commissioni atletiche pugilistiche statunitensi. Note sono le sue battute al riguardo:

(EN)« Ali, you know where is Vietnam? — Yes, on TV. »(IT)« Ali, sai dov’è il Vietnam? — Sì, in TV. »
(EN)« I got nothing against the Vietcong, they never called me “nigger”. »(IT)« Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato “negro”. »

Nel 1971 tornò sul ring vincendo 2 incontri per KO tecnico con Jerry Quarry e con Oscar Bonavena. Il successivo incontro, valido per il titolo mondiale dei pesi massimi fu contro il detentore del titolo Joe Frazier in quello che è stato all’epoca definito come “l’incontro del secolo”. Joe Frazier aveva vinto il titolo durante la pausa di Ali per le questioni politiche, il match si svolse a New York, e fu seguito da milioni di persone. Ali però non riuscì a imporsi su Frazier, infatti quest’ultimo molte volte era riuscito a farlo barcollare, al 15 round però Frazier colpì Ali con un micidiale gancio sinistro in pieno volto e lo mise al tappeto. Ali si rialzò ma perse comunque ai punti e conobbe la sua prima sconfitta.[5] Dopo 10 vittorie, Ali conobbe la seconda sconfitta contro Ken Norton ai punti, ma sempre ai punti si prese la rivincita. Il 28 gennaio 1974 si tenne anche la rivincita tra Ali e Frazier dove, dopo 12 riprese, Ali vinse ai punti.

Ali VS Foreman

Francobollo raffigurante il campione Muhammad Ali

Nel 1973 Joe Frazier aveva perso il titolo inaspettatamente da un avversario allora poco noto: George Foreman, l’incontro fu disputato a Kingston capitale della Giamaica, e Frazier venne nettamente sconfitto, finendo ripetutamente al tappeto; in una occasione i colpi del suo avversario quasi lo sollevarono da terra. Così al secondo round dovette abbandonare la lotta e venne sconfitto per KO tecnico. Successivamente George Foreman affrontò Ken Norton e lo mise al tappeto in due round. Avendo battuto gli unici due pugili capaci di sconfiggere Alì, ed entrambi in soli due round, Foreman decise di voler dare una dimostrazione al mondo intero di chi era effettivamente il più forte, così nel 1974 si organizzó lo scontro tra Ali e Foreman, noto come The Rumble in the Jungle. Ali era di nuovo sfavorito dalla stampa 3 a 1.

Il 30 ottobre dello stesso anno Muhammad Ali affrontò George Foreman a Kinshasa, nello Zaire. Prima del match Ali cercò di innervosire il suo avversario, insultandolo pesantemente e irritandolo con i suoi comportamenti provocatori. Il pubblico manifestò il suo forte sostegno ad Alì e la sua ostilità verso Foreman; la gente gridava: “Ali boma ye” ovvero “Ali uccidilo”.

Il match iniziò alle 5 di mattina: inizialmente Ali colpì Foreman al volto ma poi fu costretto alle corde e per tutto il round subì i colpi dell’avversario. Foreman per i successivi round continuava a mettere sotto pressione Ali e stringerlo alle corde. Ma lui continuò a resistere, insultò l’avversario e si mise volontariamente alle corde con le mani sul viso in guardia per essere colpito. In molti non capivano le intenzioni di Ali, ma al quinto round Foreman era stanco e Ali ne approfittò, una serie velocissima al volto colpì il campione facendolo barcollare. All’ottavo round poi Foreman era stremato, Ali lo colpì con una serie di ganci e uppercut e sotto gli occhi di 100mila persone presenti al match, Ali mise KO George Foreman che perse non essendo riuscito a rialzarsi in tempo. Ali vinse l’incontro grazie ad una tattica che nessuno avrebbe mai pensato possibile; persino i suoi allenatori erano increduli e non si capacitavano. Il Campione si incollò alle corde per 8 riprese, facendo sfogare tutta la potenza di cui disponeva Foreman contro un bersaglio inaspettatamente “elastico” costituito dal corpo di Ali e le corde del ring; pur venendo colpito da pugni micidiali l’azione elastica delle corde attenuava la potenza dei colpi di Foreman. Poi vedendolo affaticato riuscì a vincere. Fu una vittoria memorabile. E divenne campione del mondo per la seconda volta.

Ali VS Frazier III

Il 1º ottobre del 1975 Ali affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L’incontro si tenne a Manila, nelle Filippine, e fu denominato Thrilla in Manila. Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante. Tutti e due combatterono in maniera estenuante tanto che i critici in seguito votarono quel match come il più brutale mai visto. Prima dell’inizio della quindicesima e ultima ripresa l’allenatore di Frazier ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Ali. Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti.

Gli ultimi match

Ali in una foto del 2004

Dal 1976 la velocità di Ali cominciò a diminuire, probabilmente a causa dell’avanzare dell’età, e dal 1977 non riuscì più a mettere KO i suoi avversari. Un segnale dell’evidente declino di Ali fu la vittoria unanime ai punti (anche se molto deludente) contro Alfredo Evangelista, un pugile poco dotato. Nel 1977 Ali affrontò Earnie Shavers, battendolo per decisione unanime ai punti in un incontro spettacolare. Ali dichiarò in seguito che Shavers fu il più potente pugile che avesse mai affrontato. In molti attribuiscono alla violenza di questo incontro la malattia che qualche anno dopo lo avrebbe colpito.

Nel 1978 perse il titolo per decisione non unanime ai punti contro Leon Spinks, il quale perse subito dopo il titolo WBC per essersi rifiutato di combattere contro Ken Norton, contendente numero uno a quel tempo per il titolo unificato. Ali vinse per decisione unanime ai punti la rivincita contro Spinks, riottenendo il titolo WBA, ma subito dopo annunciò il suo ritiro.

Ritornò nel 1980 per tentare di riconquistare il titolo WBC contro Larry Holmes, ma perse per getto della spugna alla decima ripresa. Combatté per l’ultima volta l’11 dicembre 1981 contro Trevor Berbick e perse per decisione unanime ai punti dopo dieci round. In quel combattimento Ali apparve molto lento nei movimenti e il suo allenatore Angelo Dundee notò che parlava più lentamente del solito: erano i primi sintomi della Sindrome di Parkinson.

Su 61 incontri disputati, vanta un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta.

Ritiratosi definitivamente dall’attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu diagnosticato il morbo di Parkinson, e commosse il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996; in quell’occasione gli fu anche riconsegnata la medaglia d’oro vinta a Roma nel 1960, poiché si narra che abbia gettato l’originale in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale: di ritorno in patria dopo i fasti romani, un ristoratore si rifiutò di servirlo, perché nero.

Muhammad Ali riceve la Medaglia presidenziale della libertà dal presidente Bush, 9 novembre 2005

Muhammad Ali è stato oggetto della biografia di Michael Mann nel film Ali del 2001. Il film racconta la vita del pugile (interpretato da Will Smith) dal match che gli valse per la prima volta il titolo mondiale dei pesi massimi fino alla riconquista, a Kinshasa nello Zaire, nel 1974 contro George Foreman.

Nel 2005 Muhammad Ali è stato insignito a Berlino della Medaglia Otto Hahn per la Pace in oro dalla “Deutsche Gesellschaft für die Vereinten Nationen” (Società Tedesca per le Nazioni Unite). Il 9 novembre 2005 ha ricevuto la più alta onorificenza civile statunitense dal Presidente George W. Bush: la Medaglia presidenziale della libertà[6].

Nel 2012 è apparso alle Olimpiadi di Londra, dove era evidente lo stadio avanzato della Sindrome di Parkinson. Il 20 dicembre 2012 fu ricoverato in ospedale per un delicato caso di polmonite.

È morto il 3 giugno 2016 all’ospedale di Phoenix, dove era stato ricoverato in seguito all’aggravamento delle sue condizioni.[7]

Stile di combattimento

Prima del ritiro della licenza, lo stile di combattimento di Alì era incentrato su un notevole gioco di gambe, atto a consentirgli una elevata dinamicità, prontezza di riflessi nello schivare i colpi degli avversari e velocità esecutiva nel finalizzare l’attacco. Al ritorno sul ring, Ali non era più capace di “ballare” come prima e dovette concentrarsi di più sui pugni che sul lavoro di gambe. Inoltre acquisì notevoli capacità di incassatore, dimostrate sia nell’incontro di Kinshasa che in quello di Manila. La sua boxe basata sul movimento di gambe resta comunque inimitabile per qualsiasi pugile di categoria “pesante”. Di lui si disse: “Vola come una farfalla e punge come un’ape”, per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina.

Vita privata

Muhammad Ali nel 2012

Ali nella sua vita si sposò quattro volte ed ebbe sette figlie e due figli. Si sposò la prima volta con Sonji Roi nel 1964, una donna conosciuta solo un mese prima, ed ebbe due figlie da relazioni extra-coniugali: Miya e Kualiah. Muhammad e Sonji divorziarono nel 1966 perché lei rifiutava di cambiare il suo stile di pettinatura e vestiario all’occidentale, in particolare si stirava i capelli e questo era visto da lui come retaggio della schiavitu dove I capelli crespi erano considerati antiestetici. Nel 1967 Ali si sposò con Belinda Boyd, una ragazza di otto anni più giovane. Ebbero quattro figli: Maryum, nata nel 1968, Jamillah e Liban, nate entrambe nel 1970 e Muhammad Ali Jr., nato nel 1972.

Nel 1976 i due divorziarono, a causa di una relazione tra Ali e Veronica Porsche, un’attrice e modella e nel 1977 il pugile sposò Veronica ed insieme ebbero due figlie, Hana, nata un paio di anni prima, e Laila, nata nel dicembre del ’77, che divenne un’eccellente pugile professionista e si laureò campionessa mondiale dei pesi Supermedi nel 2002. Si ritirò nel 2006 da imbattuta, vincendo tutti i 24 incontri disputati, di cui 21 per KO.

Nel 1986 Muhammad e Veronica divorziarono e alla fine di quell’anno l’ex-campione si sposò con Yolanda ‘Lonnie’ Ali, la figlia di due vecchi amici dei suoi genitori. Qualche anno dopo adottarono un bambino di nome Asaad Amin.

Film

  • Io sono il più grande, regia di Tom Gries e Monte Hellman (1977)
  • Quando eravamo re (When We Were Kings), regia Leon Gast, film-documentario (1996)
  • Don King – Una storia tutta americana, film TV, regia di John Herzfeld (1997)
  • King of the World, film TV della ABC, regia di John Sacret Young (2000)
  • Ali: An American Hero, film TV della Fox, regia di Leon Ichaso (2000)
  • Alì, regia di Michael Mann (2001)
  • Muhammad Ali’s Greatest Fight, regia di Stephen Frears (2013)

Riconoscimenti

Mike Tyson nella Boxing Hall of Fame, visita il reparto dedicato a Muhammad Ali

Fu eletto Fighter of the year (pugile dell’anno) dalla rivista statunitense Ring Magazine nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978.

Match dichiarati Ring Magazine fight of the year:

  • 1963 – Cassius Clay W 10 Doug Jones
  • 1964 – Muhammad Ali KO 7 Sonny Liston I — vedi Muhammad Ali versus Sonny Liston
  • 1971 – Joe Frazier W 15 Muhammad Ali I — vedi Fight of the Century
  • 1974 – Muhammad Ali KO 8 George Foreman — vedi The Rumble in the Jungle
  • 1975 – Muhammad Ali KO 14 Joe Frazier III — vedi Thrilla in Manila
  • 1978 – Leon Spinks W 15 Muhammad Ali I

La International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Detiene anche i prestigiosi allori di Sportman Of The Century per Sports Illustrated, Miglior Peso Massimo di sempre per The Ringe secondo miglior pugile di sempre per ESPN.com.

Oltre a questi riconoscimenti in campo pugilistico, è stato scelto dalla rivista TIME come una delle 100 persone più influenti del XX secolo nella categoria Heroes And Icons, unico sportivo insieme a Pelé e Bruce Lee, è inoltre uno dei pochi sportivi statunitensi ad aver ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà. Nel 1974 è stato premiato dall’Associated Press come atleta maschile dell’anno.

Nel 2009, in un sondaggio condotto dal sito internet del mensile Focus Storia, Muhammad Ali è stato eletto “Sportivo del Novecento”[13].

Onorificenze

Medaglia Presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia Presidenziale della Libertà
— Washington, 9 novembre 2005
Informazioni su diego80 (2317 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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