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8 giugno 1987 – Nasce Telefono Azzurro, per i diritti dell’infanzia

da www.vita.it

Telefono Azzurro fa 29. Tanti sono gli anni, portati benissimo, dell’ente fondato a Bologna dal professor Ernesto Caffo. Oggi, il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro è un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Sebbene dal 1987 ad oggi nel nostro Paese siano cresciute la sensibilità e l’attenzione alle problematiche dell’infanzia, moltibambini e adolescenti ancora oggi sono soli e inascoltati.

Per questo motivo Telefono Azzurro lancia un allarme, proprio in occasione del 29°, rivolgendosi alla società e alle istituzioni, a nome dei bambini e degli adolescenti, con un appello.

“I dati raccolti in questi anni da Telefono Azzurro”, sottolinea il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo, ordinario di Neuropsichiatria infantile presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, “evidenziano come nel nostro Paese i diritti dei bambini e degli adolescenti non siano ancora pienamente rispettati. Molti bambini in Italia vivono in contesti familiari e sociali nei quali la mancanza di cure e di attenzioni, l’abuso e il maltrattamento, la conflittualità e la violenza costituiscono la normalità. Per questo motivo, Telefono Azzurro rinnova il suo appello alle istituzioni con una serie di richieste di azioni urgenti, invitando tutte le istituzioni ad impegnarsi formalmente per realizzarle. Troppi bambini e bambine sono coinvolti in situazioni di pericolo, in famiglia, a scuola e anche online. Mentre i rischi aumentano le possibilità di cura e di aiuto si riducono drammaticamente: è quindi prioritario supportare le famiglie e tutte quelle figure capaci di intercettare i segnali di bisogno”.

Oggi, in un giorno di festa, Telefono Azzurro invita dunque a non abbassare la guardia.

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L’appello di Telefono Azzurro

Telefono Azzurro chiede alle Istituzioni di impegnarsi formalmente a realizzare le seguenti misure di intervento a tutela dei diritti di bambini e adolescenti, muovendosi su alcuni punti sensibili affinché “promosse misure efficaci di sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo genitoriale e prevenire situazioni di maltrattamento”. Ciò dovrebbe avvenire anche attraverso l’incremento delle strutture e dei servizi socio educativi per l’infanzia e il potenziamento dei servizi di prevenzione e cura offerti dal sistema sanitario.

Rispetto al fenomeno del bullismo e delle difficoltà che possono vivere i ragazzi a scuola e negli altri contesti educativi, Telefono azzurro chiede che siano “supportate e maggiormente coordinate le iniziative di prevenzione e di formazione delle figure educative (dagli insegnanti agli allenatori agli educatori). La scuola è una priorità che va supportata e adeguatamente formata per rispondere alle nuove sfide didattiche, educative e culturali, poste anche dalle nuove tecnologie”.

Importante, inoltre, sottolinea il professor Caffo, incrementare le iniziative volte a contrastare laviolenza sessuale, anche in adolescenza, rilevando tempestivamente le violenze perpetrate in ambito familiare come pure quelle che sempre più frequentemente avvengono fra giovani adolescenti. Fondamentale, inoltre, per Telefono Azzurro che sia “assicurato un adeguato contrasto al gioco d’azzardo in età evolutiva (anche online), fenomeno che coinvolgesempre più spesso minorenni, anche attraverso il potenziamento di iniziative per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche da gioco”.

Un’altro punto, che emerge dall’Appello di Telefono Azzurro è la richiesta di destinare adeguate risorse per “la cura dei disturbi psichici di bambini e adolescenti, consapevoli che la maggior parte dei disturbi mentali ha esordio in questa fase della vita”. In particolare, si chiede che che “siano create delle strutture child-friendly nonché favorite le possibilità di accesso ai servizi di sostegno e di cura (anche attraverso le nuove tecnologie); similmente, che sia impedito il ricorso al ricovero in strutture psichiatriche per adulti, pratica ancora in uso in alcune parti del nostro Paese”. Importante è anche adottare con urgenza misure di tutela dei bambini figli di genitori detenuti, in particolare varando al più presto le disposizioni attuative della legge n. 62 del 2011 sulle detenute madri, in moto tale da evitare che i figli trascorrano i primi anni della loro vita (0-3 anni) in ambiente carcerario, attivare anche in Italia, come in altri Paesi Europei, il sistema di allerta in caso di scomparsa dei minori e aprire in sede Parlamentare un confronto trasversale sulle problematiche inerenti i provvedimenti di affido dei minori e sulle questioni concernenti le adozioni nazionali e internazionali.

Tre nodi istituzionali

Tre i punti istituzionali più critici, su cui Telefono Assurro chiede di agire affinché:

1) sia colmata la carenza di un adeguato sistema di raccolta dati sulla condizione dei bambini e degli adolescenti, non solo promuovendo maggiormente l’azione degli organismi attualmente deputati a questa funzione, ma istituendo un “Osservatorio permanente”, composto anche da bambini e adolescenti, capace di offrire dati puntuali e aggiornati sulla loro condizione;

2) siano aumentate le risorse a livello nazionale e regionale da destinare alla piena attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia; più in particolare, siano incrementate le risorse attualmente assegnate al Fondo per le politiche sociali, al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché al Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;

3) siano previsti a livello politico un accentramento e una razionalizzazione delle competenze istituzionali sull’infanzia e l’adolescenza, eccessivamente frammentate, al fine di consentire un’azione realmente efficace delle politiche in materia, istituendo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministriun Dipartimento responsabile delle scelte strategiche e politiche che incidono sulla vita dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese che operi in pieno coordinamento con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza e con la Commissione Bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza recentemente costituita.

BREVE STORIA (DA WIKIPEDIA)

L’associazione è stata fondata a Bologna dal Prof. Ernesto Caffo, docente di neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia.

Durante il 1987, fu Gerry Scotti, cantando sulle note della canzone Smile, a promuovere la raccolta fondi per la costituzione dell’associazione (in quell’occasione, ottenne anche il primo posto in classifica).

Il 5 dicembre 1990 è stata attivata la linea nazionale gratuita 1678-48048[1] e il 18 dicembre seguente, per Decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Telefono Azzurro viene eretto a “Ente Morale”[2].

Il 26 novembre 1994 il numero diventa più breve (19696): è in funzione, per bambini e adolescenti, tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24[3]. Contemporaneamente l’associazione sviluppa modelli di formazione per operatori esperti sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza, fornendo un modello di riferimento anche per altri Paesi europei che implementano la propria linea telefonica per bambini e adolescenti.

La linea 199151515 nasce con l’obiettivo di dialogare con adulti, famiglie, insegnanti ed educatori, che rilevino situazioni di disagio e vogliano capire come intervenire o come aiutare i bambini coinvolti, attualmente il numero non è più attivo ma è possibile chiamare gratuitamente l’19696.

Dal 26 marzo 2003 il Ministero delle comunicazioni, il Dipartimento per le pari opportunità e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno affidato al Telefono Azzurro la gestione del Servizio Emergenza Infanzia 114[4]. Il 114 è un numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino è in pericolo. È attivo, in modalità gratuita, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Chiunque, ragazzo o adulto, può chiamare il 114 per denunciare un’emergenza che coinvolge un bambino o per segnalare immagini, messaggi e dialoghi che possono nuocere ai ragazzi di cui si rilevi la diffusione attraverso televisione, internet, radio, carta stampata.

Dal 25 maggio 2009, è attivo in Italia il numero 116000 – dedicato alle segnalazioni relative per la ricerca di bambini scomparsi, raggiungibile gratuitamente tramite telefonia fissa e mobile da 10 Stati membri dell’Unione europea. Il numero assegnato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni al Ministero dell’Interno viene gestito da Telefono Azzurro in collaborazione anche con la Polizia di Stato, con cui è stato siglato un protocollo d’intesa.

Informazioni su diego80 (1978 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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